Decisione C.F.A. – Sezione IV : Decisione pubblicata sul CU n. 0015/CFA del 16 Settembre 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione vertenze economiche – n. 018/TFN-SVE del 4 agosto 2021

Impugnazione – istanza: Brescia Calcio S.p.A./S.S. Turris Calcio s.r.l.

Massima: Rigettato il ricorso della società avverso la decisione del TFN Sezione Vertenze Economiche tendente ad ottenere il risarcimento del danno asseritamente derivante dal contratto stipulato tra la medesima società e la SS Turris Calcio ed il calciatore, datato 01 febbraio 2021 per la sussistenza di pretesi raggiri, consistiti nell’aver celato l’infortunio del calciatore…Questa Corte non condivide l’avviso espresso dal Tribunale secondo cui l’infortunio occorso al calciatore P. dovesse ritenersi “fatto notorio o, comunque, conoscibile con gli strumenti dell’ordinaria diligenza”.  Infatti, in punto di fatto, dalla documentazione agli atti di causa e dalle stesse dichiarazioni rese dalle società negli scritti difensivi emerge chiaramente che entrambe le parti ignoravano l’entità dell’infortunio occorso al calciatore nel corso della partita del 30 gennaio 2021 tenutasi tra la Virtus Francavilla ed il Turris Calcio. Costituisce altresì circostanza in fatto ineludibile e provata documentalmente che il trasferimento del calciatore veniva formalizzato nella serata dell’ultimo giorno di mercato in data 1° febbraio 2021, entro il termine di cui al C.U. n. 222/A del 15/6/2020 e che il giorno successivo (02 febbraio 2021) la Turris Calcio trasmetteva alla società Brescia Calcio la cartella sanitaria del P. ed un referto di RMN cui si era sottoposto il calciatore nel tardo pomeriggio del 1° febbraio 2021, che pervenuto alla Turris in data  2 febbraio 2021.  Al riguardo merita essere richiamato quanto statuito da questa Corte nella precedente decisione n. 106/CFA/2020/2021: “dal combinato disposto degli artt. 93, comma 4° e 95, comma 7° delle NOIF, la validità di un contratto tra società e calciatore e la validità del trasferimento o dell’accordo di cessione del contratto, non possono essere condizionati all’esito di esami medici, da ciò dovendosi presumere che il rischio connesso agli effetti di un eventuale infortunio, non rilevato dalla società acquirente al momento dell’acquisto, stesso non possono di per sé influire sul trasferimento”. Al riguardo va osservato che la Turris Calcio era tenuta esclusivamente a sottoporre a visita medica il calciatore per il conseguimento dell’idoneità all’attività sportiva ai sensi dell’art. 43 delle NOIF ed a conservare la relativa certificazione ed al rispetto dell’art. 44, comma 4 delle NOIF che così recita: “Al momento del trasferimento del professionista ad altra società professionistica, e contestualmente alla cessazione del rapporto di lavoro, la scheda sanitaria, il cui ultimo aggiornamento non deve essere anteriore agli otto giorni precedenti il trasferimento stesso, deve  essere trasmessa d'ufficio in originale dal medico della società sportiva di provenienza al medico della nuova società”. Nella fattispecie in esame non si ravvisano da parte della Turris comportamenti assunti in violazione della suddetta normativa. La scheda sanitaria trasmessa dalla Turris che non doveva essere anteriore agli otto giorni precedenti il trasferimento nel rispetto della citata normativa, non poteva ovviamente contenere alcun riferimento all’infortunio occorso. Conclusivamente, solo tale profilo, nessuna responsabilità appare addebitabile alla Turris calcio.Peraltro, come detto, le NOIF vietano di condizionare il trasferimento di un calciatore all’esito di esami medici. Conseguentemente, costituisce prassi costante, nonché principio di ordinaria diligenza, sottoporre il calciatore trasferendo a visita medica prima della stipula del contratto di trasferimento tra le società cedente e cessionaria. Premesso quanto sopra non è rinvenibile neppure un profilo di responsabilità della società cedente per violazione dei principi del legittimo affidamento e del comportamento di buona fede a cui sono tenute le parti nel corso delle trattative ex artt. 1337 e 1338 c.c. che avrebbe generato una responsabilità ex art. 1440 c.c. per “dolo incidente”. Questa figura di dolo attiene dunque alla formazione del contratto e la sua eventuale esistenza non incide sulla possibilità di far valere i diritti sorti dal medesimo, ma comporta soltanto che il contraente in mala fede (ossia che ha violato l'obbligo di buona fede di cui all'art. 1337 c.c.) è responsabile dei danni provocati dal suo comportamento illecito ed i danni vanno commisurati al "minor vantaggio", ovvero al "maggior aggravio economico" prodotto dal comportamento tenuto in violazione dell'obbligo di buona fede (Cassazione civile sez. II, 16/04/2012, n.5965; anche Cass. 29/9/2005 n. 19024; Cass. 8/9/1999 n. 9523)….Nel caso in esame, alla luce degli elementi di fatto ricavabili dal reclamo e dalla decisione impugnata non v'è stata né la violazione di un obbligo di informazione, né la volontà di ottenere migliori condizioni di prezzo.  Né potrebbe invocarsi il principio per il quale l'ambito di rilevanza della regola posta dall'art. 1337 c.c., va oltre l'ipotesi della rottura ingiustificata delle trattative e assume il valore di una clausola generale che implica il dovere di trattare in modo leale, astenendosi da comportamenti maliziosi o anche solo reticenti e fornendo alla controparte ogni dato rilevante, conosciuto o anche solo conoscibile con l'ordinaria diligenza, ai fini della stipulazione del contratto (Cass. 29/9/2005 n. 19024). È pur corretto affermare che il contraente non ha diritto di occultare i fatti la cui conoscenza è indispensabile alla controparte per una corretta formazione della propria volontà contrattuale (Cass. 5/2/2007 n. 2479), ma l'obbligo informativo non può essere esteso fino al punto di imporre al contraente di manifestare i motivi di convenienza economica per i quali stipula il contratto, così da consentire all'altra parte di trarre vantaggio non dall'oggetto della trattativa, ma dalle altrui motivazioni e dalle altrui risorse (Cass. n. 5965/2012 cit.). Conclusivamente, l'obbligo risarcitorio del contraente in mala fede, disciplinato dall'art. 1440 c.c., presuppone che questi abbia posto in essere artifici o raggiri nei confronti della controparte, anche sotto forma di menzogna ovvero di semplice reticenza qualificata, tali che, senza di essi il contratto sarebbe stato ugualmente concluso ma a condizioni differenti rispetto a quelle pattuite. L'accoglimento della domanda risarcitoria presuppone, dunque, che l'istante provi i raggiri e la male fede dell'altra parte, soprattutto in merito all'omissione di informazioni determinanti sulla qualità della controparte. Prova questa che risulta mancante nel caso in esame. L'accoglimento della domanda risarcitoria presuppone, dunque, che l'istante provi i raggiri e la male fede dell'altra parte, soprattutto in merito all'omissione di informazioni determinanti sulla qualità della controparte.

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: Decisione n. 18/TFN-SVE del 4 Agosto  2021 

Impugnazione Istanza Ricorso ex art. 90, comma 1, lett. a) CGS – FIGC della società Brescia Calcio Spa contro la società SS Turris Calcio Srl per risarcimento danni derivante dalla cessione di contratto del calciatore L.P.

Massima: Rigettato il ricorso proposto dalla società finalizzato ad ottenere il risarcimento del danno derivante dal dolo incidente del contratto stipulato tra la medesima e l’altra società ed il calciatore per essere stata sottaciuta la circostanza fondamentale relativa ad un infortunio, in cui era incorso il giocatore, che di fatto ne ha reso indisponibile la prestazione per gran parte della durata contrattuale….Ebbene, codesto Tribunale rileva come l’infortunio che ha, poi, causato una minore resa di prestazioni del Calciatore, risulti avvenuto in data 30 gennaio 2021 in occasione della gara Virtus Francavilla - SS Turris Calcio, valida per il campionato di serie C. In considerazione di tale circostanza, deve ritenersi fatto notorio o, comunque, conoscibile con gli strumenti dell’ordinaria diligenza, l’evento relativo al sinistro, in cui risultava coinvolto il giocatore poco prima della stipula del contratto. Alla stregua di tali considerazioni, le omissioni addebitate alla resistente non possono configurarsi come raggiri. Nessun occultamento del fatto lesivo, che ha comportato una perdita di prestazioni del giocatore, risulta effettuato. Tutt’al più appare negligente il comportamento della Brescia Calcio, essendo onere della parte cessionaria acquisire ulteriori notizie in ordine all’entità del noto infortunio, facendo accertamenti medici, come di routine. Inoltre, la resistente ha dimostrato come, non appena siano pervenute informazioni utili intorno alle conseguenze collegate all’infortunio, che a prima facie pareva di lieve gravità, ne abbia dato notizia alla ricorrente, nel rispetto dei canoni di buona fede. La domanda della Brescia Calcio risulta, alla luce di tali considerazioni, del tutto carente di prova sia con riferimento al nesso causale tra il comportamento della resistente e il presunto danno causato, sia in relazione al dolo che, infine, alla quantificazione del danno stesso. Si evidenzia, peraltro, che nella stessa sentenza 106 CFA 16 maggio 2021 è stato espressamente statuito che lo stato di salute non è rilevante ai fini della legittimità del trasferimento: statuizione che, sebbene riferita ad una cognizione relativa al contratto, costituisce però un parametro di giudizio per la domanda odiernamente trattata, riguardante la commissione di un illecito in fase precontrattuale (aquiliano) sotteso alla dedotta invalidità fisica del calciatore P..Pertanto, in assenza di prova in ordine all’incidenza del dolo nella fattispecie in esame, il negozio deve ritenersi di per sé legittimo, in quanto ai sensi degli artt. 93 comma 4 e 95 comma 7 delle NOIF, la validità dell’accordo di cessione del contratto tra società e calciatore non può essere condizionato all’esito di esami medici. Da ciò si fa discendere che il rischio derivante da un infortunio in atto del calciatore ceduto è connaturale a questo tipo di fattispecie contrattuale. A ulteriore suffragio di quanto esposto si evidenzia che il contenuto del contratto di cessione sembra tener conto dell’alea connessa al noto infortunio, in cui era pubblicamente incorso il giocatore. La Brescia Calcio ha, infatti, acquisito il contratto offrendo una immediata liquidità alla cessionaria, connessa al “prestito” ottenuto del Calciatore, ma conseguendo, al contempo, il diritto di esercitare un’opzione per l’acquisto definitivo del Calciatore ad un prezzo apparentemente ridotto (170.000 euro), nel caso in cui P. avesse realizzato almeno tre reti nel corrente campionato di serie B. Il riconoscimento di un simile diritto potestativo si spiega anche alla luce di un rischio conosciuto ed insito nel contratto. Come risaputo, la patologia oggetto di contestazione (lesione meniscale) non è certamente tale da poter sostanziare una colpa prefigurata in termini di impossibilità di resa delle prestazioni sportive, trattandosi, all'opposto, di un infortunio curabile in tempi brevi e con ampi, se non sicuri, margini di efficiente recupero. Appare evidente che, se il sinistro si fosse appalesato, nel tempo, in termini di minore gravità, l’odierna ricorrente avrebbe probabilmente conseguito vantaggi collegati, proprio alla formula contrattuale adottata.

 

Decisione C.F.A. – Sezione IV : Decisione pubblicata sul CU n. 116/CFA del 24 Giugno 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione vertenze economiche – n. 40/TFNSVE pubblicata il 14 maggio 2021

Impugnazione – istanza:  A.S.D. Afragolese 1944/A.S.D. U.S. Savoia 1908

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha quantificato il risarcimento dei danni al pullman in euro 4.060,16 come da fattura quietanzata, per la sostituzione del parabrezza anteriore e lucidatura fiancate.

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: Decisione n. 40/TFN-SVE del 14 Maggio 2021 -  (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Avverso per il riconoscimento di quanto dovuto in forza della decisione del Giudice Sportivo Nazionale presso il Dipartimento Interregionale – LND pubblicata sul C.U. n. 120 del 10.3.2021

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 90, comma 1, lett. a) CGS – FIGC della società ASD US Savoia 1908 (matr. FIGC 949359 contro la società ASD Afragolese 1944 (matr. FIGC 940910)

Massima: Condannata la società al pagamento della somma di euro 4.060,16 a titolo di risarcimento danni arrecati dai propri tifosi al pullman della società avversaria in occasione della gara come accertato dal Giudice Sportivo…La responsabilità del danno e la tipologia dello stesso trovano conferente riscontro non solo nel provvedimento del Giudice Sportivo (Com. Uff. n. 120 del 10.3.2021) ma anche nel rapporto di gara acquisito in atti, nel quale il Commissario di campo ha confermato che i tifosi della ASD Afragolese 1944 hanno assalito il pullman della ASD US Savoia con sputi, pugni e calci tanto da danneggiarne la carrozzeria e causare la rottura del parabrezza anteriore.  Anche la quantificazione del danno deve essere condivisa in quanto congrua e provata da fattura quietanzata relativa alla spesa sostenuta, nonché da ricevuta del bonifico effettuato, come previsto dalla normativa federale.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: Decisione n.  73/TFN del 24.06.2020 – (FBC Gravina Soc. Coop. Sp. Dil. / SSD Fidelis Andria 2018 Srl / SSD Brindisi Football Club Srl - Reg. Prot. 73/TFN-SVE)

Decisione impugnata: Risarcimento danni per fatti di cui all’art. 26, comma 1 del CGS, (danni arrecati allimpianto sportivo “S. Vicino” di Gravina (BA) in occasione della gara Fidelis Andria-Brindisi del 6.10.2019 valevole per la sesta giornata di andata del Campionato Nazionale Serie D 2019-2020),

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 90, comma 1, lett. a) CGS proposto dalla società FBC Gravina Soc. Coop. Sp. Dil. (matr. FIGC 940757) contro le società SSD Fidelis Andria 2018 Srl (matr. FIGC 949670) e SSD Brindisi Football Club Srl (matr. FIGC 914722)

Massima: La responsabilità del danno e la tipologia dello stesso trovano conferente riscontro non solo nel provvedimento del Giudice Sportivo (Com. Uff. n 36 del 09.10.2019) ma anche nel rapporto di gara acquisito in atti, nel quale l’arbitro ha confermato il lancio di un petardo e di un fumogeno da parte dei sostenitori della SSD Brindisi FC che prima di essere spento ha causato la bruciatura di una zolla del manto erboso in erba sintetica. Anche la quantificazione del danno deve essere condivisa in quanto congrua e inoltre provata da fattura quietanzata relativa alla spesa sostenuta, come previsto dalla normativa federale. Risulta inoltre in atti, che con posta certificata del 15 ottobre 2019 la ricorrente Società ha inviato alle controparti atto di costituzione in mora con allegato il preventivo della spesa necessaria alla riparazione dei danni, corrispondente come detto allesborso effettivamente sostenuto, senza ricevere riscontri.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: Decisione pubblicata sul C.U. n. 12/TFN-SVE del 7 Agosto 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 25/TFN-SVE  del 17/06/2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI ARRECATI ALLA PORTA DELLO SPOGLIATOIO OSPITI IN OCCASIONE DELLA GARA ACD GUIDONIA/PALESTRINA 1919 DEL 28.11.2018 COPPA ITALIA PROMOZIONE

Impugnazione istanza:

RICORSO N°. 175 DELLA SOCIETÀ ACD GUIDONIA CONTRO LA SOCIETÀ US PALESTRINA 1919 SSARLD

Massima: La società è tenuta al risarcimento dei danni arrecati alla porta di uno dei bagni dello spogliatoio ospiti…Dalla documentazione versata in atti l'entità dei danni lamentati non può ritenersi integralmente provata con riferimento al nesso di causalità. Più in particolare, anche se la circostanza del pugno del calciatore alla porta può essere confermato dal referto arbitrale e dagli altri elementi in atti, con riferimento al quantum debeatur, invece, i costi sopportati dalla ASD Guidonia per la riparazione dei danni causati dal calciatore della squadra ospite, alla luce della documentazione in atti e degli altri riscontri risultano di entità inferiore a quelli portati dal preventivo e della fattura quietanzata di cui in premessa. Infatti, se può ritenersi provato un danno di una qualche misura al pannello e al fascione centrale della porta provocato dal gesto del calciatore, lo stesso non può dirsi per il montante e le cerniere della stessa. Pertanto, sussistendo i presupposti per ricorrere ad una decisione per equità, il ricorso può essere accolto solo parzialmente ed i danni devono essere liquidati in via equitativa in favore della società ricorrente per l'importo onnicomprensivo di € 100,00 (cento/00).

 

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: Decisione pubblicata sul C.U. n. 1/TFN-SVE del 9 Luglio  2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 23/TFN-SVE  del 20/05/2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: RISARCIMENTO DANNI PER FATTI DI CUI ALL’ART. 14 CGS, (DANNI ARRECATI ALLO SPOGLIATOIO OSPITI DEL CENTRO SPORTIVO VORNO IN OCCASIONE DELLA GARA VORNO – AUDACE GALLUZZO DEL 7.2.2018 GARA DI COPPA TOSCANA PROMOZIONE – SEMIFINALE

Impugnazione istanza: RICORSO N°. 131 DELLA SOCIETÀ US VORNO ASD CONTRO LA SOCIETÀ ASD AUDACE GALLUZZO

Massima: Il Tribunale condanna la società al pagamento della somma di € 350,00 oltre IVA quale risarcimento dei danni inferti allo spogliatoio ospiti del Centro Sportivo Vorno, in occasione della gara di semifinale di Coppa Toscana Promozione disputata in data 7 febbraio 2018. …l’an debeatur è confermato in maniera inconfutabile dal provvedimento del Giudice Sportivo (indicato nel C.U. n. 42 del 15.02.2018 della LND Toscana) nella parte in cui infligge l’ammenda di € 180,00 alla ASD Audace Galluzzo Oltrarno “Per danneggiamenti allo spogliatoio riservato alla società ospitata”. Con riferimento al quantum debeatur, invece, i costi sopportati dalla US Vorno ASD per la relativa riparazione, risultano sufficientemente provati con la produzione della fattura quietanzata

 

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 11/TFN-SVE del 15 Gennaio 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 8/TFN-SVE  del 22 Novembre 2018 (dispositivo)

Impugnazione istanza: RECLAMO N°. 68 DELLA SOCIETÀ AP D GENNARO RUOTOLO CONTRO LA SOCIETÀ SPEZIA CALCIO SRL (RICORSO EX ART. 30, COMMA 28, LETT. A CGS – RICHIESTA DI RIMBORSO SPESE E RISARCIMENTO  DANNI DERIVANTI DA INADEMPIMENTO DI UNA PROPOSTA  DI  ACCORDO ECONOMICO FINALIZZATA ALL’ACQUISIZIONE DEL CALCIATORE F.R. TRA LA SOCIETÀ ADP GENNARO RUOTOLO E SPEZIA CALCIO SRL).

Massima: La società non ha diritto al risarcimento danni per la violazione degli accordi economici relativi al trasferimento in favore di quest’ultima del calciatore in quanto alcun formale accordo è stato raggiunto…È necessario, infatti, osservare come la proposta di acquisizione da parte della società Spezia Calcio Srl del calciatore …. fosse chiaramente condizionata alla “presentazione delle liberatorie relative ai premi di preparazione e valorizzazione del calciatore di tutte le società aventi diritto” da parte della AD Polisportiva Gennaro Ruotolo. Ed invero la stessa odierna reclamante, nella comunicazione trasmessa in data 18 Gennaio 2018, confermava “la volontà al suo passaggio [del Ruotolo], presso la vostra società” promettendo di adoperarsi “nei tempi previsti federalmente per le liberatorie”. Orbene a tal riguardo, si osserva come di tali liberatorie – condizione essenziale ai fini dell’accordo per il trasferimento - non vi sia traccia alcuna nelle successive comunicazioni tra le parti; dalla documentazione in atti, non risulta dunque mai perfezionatosi un valido accordo, rimanendosi – a quanto consta – allo stato di mere trattative. Stante quanto sopra, non essendo mai stato formalmente raggiunto un accordo economico tra la società reclamante e la società Spezia Calcio Srl, la domanda di risarcimento danni formulata dalla AD Polisportiva Gennaro Ruotolo non può trovare accoglimento.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 9/TFN-SVE del 17 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 5/TFN-SVE  del 16 Ottobre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata:

Impugnazione istanza: RECLAMO N°. 188 DELLA SOCIETÀ US ALESSANDRIA CALCIO 1912 CONTRO LA SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 SRL (RICORSO EX ART. 30, COMMA 28, LETT. A CGS – RISARCIMENTO DANNI PER FATTI DI CUI ALL’ART. 14 CGS - DANNI ARRECATI AGLI SPOGLIATOI DELLO STADIO COMUNALE “G. MOCCAGATTA” DI ALESSANDRIA AD OPERA DELLA TIFOSERIA OSPITE IN OCCASIONE DELLA GARA US ALESSANDRIA CALCIO 1912 – US GAVORRANO 1930 SRL DEL 3.12.2017).

Massima: Ai sensi del combinato disposto degli artt. 30, comma 28, lett. a) CGS e 14, comma 1, CGS la società è tenuta al risarcimento dei danni inferti dai propri tesserati all’impianto della Società ospitante…Relativamente all’an, infatti, si osserva come detta circostanza emerga in maniera inconfutabile dal provvedimento del Giudice Sportivo di cui al C.U. n. 99/DIV del 5.12.2017, nel quale viene inflitta l’ammenda di euro 500,00 alla Società US Gavorrano 1930 Srl “perché propri tesserati danneggiavano la porta dei locali spogliatoio a loro riservati (r.proc.fed., obbligo risarcimento danni, se richiesto)”. Per quanto concerne, invece, l’esatta quantificazione dei suddetti danni, si rileva come la Società reclamante abbia provveduto a depositare idonea documentazione atta a dimostrare il preciso ammontare degli stessi, nonché l’effettiva avvenuta sostituzione della porta danneggiata (copia del bonifico effettuato dalla US Alessandria Calcio 1912 in data 17 Settembre 2018 alla … Srl, copia della fattura n. 3 del 12.1.2018 della …. quietanzata, documentazione fotografica della porta oggetto dei lavori di cui alla suddetta fattura, copia dell’offerta economica di sostituzione della porta trasmessa dalla … Srl in data 15.12.2017 nonché copia del documento di trasporto della porta fornita e montata dalla medesima … Srl in sostituzione della porta danneggiata).

 

Decisione C.F.A.: Comunicato ufficiale n. 145/CFA del 20 Giugno 2016 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 021/CFA del 04 Agosto 2016  e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche - Com. Uff. n. 15/TFN del 13.4.2016

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO A.C.D. BAGNO A RIPOLI AVVERSO L’OBBLIGO DI CORRISPONDERE LA SOMMA DI € 3.025,60 ALLA SOCIETÀ C.S. ALLEANZA GIOVANILE A TITOLO DI RISARCIMENTO PER DANNI ARRECATI ALL’IMPIANTO SPORTIVO DI DICOMANO (FI) IN OCCASIONE DELLA GARA C.S. ALLEANZA GIOVANILE/BAGNO A RIPOLI DEL 24.10.2015

Massima: La società ha diritto al risarcimento dei danni provocati all’impianto sportivo dal calciatore avversario, che ha provato mediante documentazione fotografica e fattura dei relativi lavori.

Decisione T.F.N.- Sezione Vertenze Economiche: C.U. n. 017/TFN del 06 Maggio 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N. 147 DELLA SOCIETÀ C.S. ALLEANZA GIOVANILE CONTRO LA SOCIETÀ ACD BAGNO A RIPOLI IN MERITO ALLA RICHIESTA DI RIMBORSO DEI DANNI ARRECATI ALL’IMPIANTO SPORTIVO COMUNALE DI DICOMANO (FI) IN OCCASIONE DELLA GARA “C.S. ALLEANZA GIOVANILE – ACD BAGNO A RIPOLI” TENUTASI IL 24.10.2015 – CAMPIONATO JUNIORES PROVINCIALE - C.R. TOSCANA.

Massima: La società è tenuta al risarcimento dei danni provocati dal comportamento del proprio calciatore in occasione della gara di campionato, che con un pugno ha danneggiato la struttura di plexigass, il tutto come provato dalla documentazione fotografica, dal preventivo della vetreria relativa ai lavori di sostituzione della porzione di plexiglass danneggiata, cui ha fatto seguito l’emissione della relativa fattura, regolarmente quietanzata

 

Decisione C.F.A. : Comunicato ufficiale n. 008/CFA del 17 Novembre 2014 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 16/CFA del 13 Gennaio 2015 e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche - Com. Uff. n. 2/D del 31.7.2014

Impugnazione – istanza: 1) RICORSO A.S. LUCCHESE LIBERTAS 1905 S.R.L. AVVERSO L’OBBLIGO DI CORRISPONDERE € 11.000,00 ALLA SOCIETÀ S.S.D. CORREGGESE CALCIO 1948 A TITOLO DI RISARCIMENTO DANNI SEGUITO GARA CORREGGESE/LUCCHESE DEL 4.5.2014

Impugnazione – istanza: 2) RICORSO S.S.D. CORREGGESE 1948 AVVERSO LA COMMISURAZIONE DI € 11.000,00 DOVUTO ALLA RECLAMANTE DALLA A.S. LUCCHESE LIBERTAS 1905, A TITOLO DI RISARCIMENTO DANNI, SEGUITO GARA CORREGGESE/LUCCHESE DEL 4.5.2014

Massima: La società non ha diritto al risarcimento dei danni causati allo stadio comunale perché non ha dato prova del ripristino a sue spese delle strutture dell’impianto sportivo danneggiate in occasione della gara, così come sarebbe stato suo obbligo fare in base alle previsioni della convenzione intercorsa con il Comune anche a fondamento della sua legittimazione ad agire in luogo dell’ente proprietario. Né la società ha provato di aver alternativamente effettuato alcun pagamento in favore del Comune, che anzi a sua volta risulta aver richiesto alla Compagnia assicurativa di riferimento la liquidazione del sinistro in questione, a titolo di risarcimento per il danneggiamento arrecato da terzi alla recinzione dello stadio comunale. A tal fine, tenuto conto che, ai sensi dell’art. 50, comma 5, C.G.S., dei pagamenti effettuati si deve dar prova in giudizio mediante apposita quietanza, firmata, datata e recante la causale specifica del pagamento, non sono infatti sufficienti né il mero preventivo di spesa predisposto dalla ditta, né la stima, costituente in ogni caso atto di parte, tanto più in quanto redatta in calce alla richiesta di risarcimento danni formulata dal Comune di Correggio alla Compagnia di Assicurazioni, effettuata dal tecnico comunale.

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 171/CGF del 20 aprile 2009 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 302/CGF del 09 ottobre 2009 www.figc.it Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche – Com. uff. n. 14/D del 19.2.2009 Impugnazione - istanza: 5) Reclamo U.S. Pianese A.S.D. avverso il parziale accoglimento del reclamo proposto per il risarcimento dei danni arrecati allo stadio di Piancastagnaio dai sostenitori dell’A.C. Casoli in occasione della gara Pianese/Casoli dell’1.6.2008 Massima: Il C.G.S. prevede una responsabilità a titolo oggettivo in capo alla società per il fatto vuoi dei tesserati vuoi dei sostenitori, indipendentemente dal campo di gioco (art. 4 commi 2 e 3). Al fine di garantire una tutela maggiore a favore del danneggiato, infatti, la normativa federale fonda la responsabilità della società sulla base di un criterio d’imputazione che prescinde da elementi soggettivi (dolo e colpa); analogamente allo schema ex art. 2049 c.c., un soggetto viene chiamato a rispondere di un illecito per il tipo di rapporto esistente con un’altra persona. Nel caso di specie le parti concordano che i calciatori ed i sostenitori abbiano tenuto una condotta manifestatamente negligente, fonte di un danno per le recinzioni del campo di gioco. La società, quindi, deve rispondere a titolo oggettivo per il fatto dei medesimi. La controversia sorge in relazione alla misura del danno prodotto.

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 202/CGF del 25 maggio 2009 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 74/CGF del 18 novembre 2009 www.figc.it Decisone impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche – Com. Uff. n.16/D del 25.3.2009 Impugnazione - istanza: 2) Reclamo A.D. Voluntas Calcio Spoleto avverso l’obbligo di corrispondere all’A.S.D. Angelana la somma di € 1.080,00, iva compresa, a titolo di risarcimento per i danni arrecati allo stadio di Santa Maria Degli Angeli in occasione della gara del 18.11.2008 Massima: La società è tenuta al risarcimento dei danni prodotti dai sostenitori della società avversaria alle reti di recinzione quando sul punto vi è la pronuncia del giudice sportivo ed è stata fornita la fattura relativa alle riparazioni effettuate. Sul punto, interviene una specifica disciplina del Codice di Giustizia Sportiva che, all’interno del Titolo VII (Commissione Tesseramenti e Commissione Vertenze Economiche), individua i requisiti necessari per ammettere la prova di un pagamento (art. 50 comma 5): a) esistenza di una quietanza b) data e firma c) indicazione della causale “specifica” di versamento e del periodo di riferimento. La fattura prodotta dalla società possiede gli elementi richiesti; infatti, oltre ad essere firmata ed indicare la data, contiene un espresso riferimento ai lavori di “smantellamento, sostituzione rete e allineamento” svolti presso lo Stadio. Inoltre è condivisibile la valutazione monetaria contenuta nella stessa fattura per una duplice ragione; da un lato, la somma appare congrua rispetto alla tipologia di intervento eseguito; dall’altro, la società, avvisata dalla controparte a debita distanza di tempo, sia dell’occorrenza di un intervento riparatore sia dell’ importo pagato, decise in entrambe le situazioni di rimanere inerte.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 10/C Riunione del 18 ottobre 2001 n. 3 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche – Com. Uff. n. 1/D Riunione del 10.7.2001

Impugnazione – istanza: Appello del F.C. Messina Peloro avverso decisioni a seguito di vertenza economica con il Calcio Catania, in relazione alla gara Messina/Catania del 12.2.2001

Massima: La Commissione Vertenze Economiche, a norma dell'art 46. comma 5, Nuovo C.G.S., è chiamata a decidere sulle controversie di natura economica tra socie­tà comprese, come quella relative al risarcimento dei danni allo stadio, essenzialmente sulla base degli atti ufficiali, che ove, redatti e depositati in conformità alle dis­posizioni regolamentari, hanno pieno valore probatorio. Nel giudizio per risarcimento danni innanzi alla Commissione Vertenze Economiche, le fatture prodotte d costituiscono, meri atti di parte che, oltre a non consentire alcuna concreta dimostrazione degli elementi indicati, non possono per giurisprudenza pacifica, costituire nemmeno fattore quantificativo del­l’ammontare dei danni lamentati, di cui si chiede il risarcimento.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 34/C Riunione del 4 giugno 1999 n. 1 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche - Com. Uff. n. 20/D - Riunione del 25.2.1999

Impugnazione - istanza: Appello dell’U.S. Rutigliano avverso decisioni a seguito di vertenza economica con la Nuova Nardò Calcio.

Massima: La Commissione Vertenze Economiche è competente a decidere in merito al risarcimento dei danni recati al pullman noleggiato per il trasporto della squadra e parcheggiato all'interno dello stadio da parte dei sostenitori della società avversaria.

Massima: Per quel che riguarda l'accertamento del fatto relativo al danneggiamento del pullman noleggiato per il trasporto della squadra e parcheggiato all'interno dello stadio da parte dei sostenitori della società avversaria, non può svalutarsi il valore probatorio costituito dal verbale di ricezione della denuncia di danneggiamento dell'autobus, indipendentemente che di tale danneggiamento non vi è traccia nel referto arbitrale. (Nel caso di specie la denuncia è stata presentata dalla persona legittimata a farlo quale noleggiatore del veicolo, il giorno successivo al fatto ed era corredata da un preventivo di spesa per le riparazioni occorrenti rilasciato da officina specializzata; né si vede come ci si potesse attendere un qualsiasi riscontro dagli atti ufficiali, posto che come è stato dettagliatamente riferito dal denunciante, il danneggiamento del veicolo si verificò, in due occasioni, al di fuori di ogni possibilità di controllo dell'arbitro e degli assistenti (va peraltro aggiunto che sono stati repertati e adeguatamente sanzionati lanci di pietre da parte dei sostenitori locali contro i predetti Ufficiali di gara, dal che può ricavarsi una implicita conferma dell'assunto della reclamante).

 Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 23/C Riunione del 18 marzo 1999 n. 6 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche- Com. Uff. n. 16/D - Riunione del 14.1.1999

Impugnazione - istanza: Appello U.S. Rutigliano avverso decisioni a seguito di vertenza economica con l’U.S. Giovani Cardito in relazione alla gara Rutigliano/Giovani Cardito del 10.6.1998

Massima: La Commissione Vertenze Economiche è competente a decidere su istanza della società ospitante, in merito alla richiesta di risarcimento danni causati alla due porte degli spogliatoi ed agli impianti sanitari dai calciatori avversari, accertati dai Carabinieri del posto e dall'Ufficio Tecnico del Comune proprietario dell'impianto, previa esibizione delle fatture, regolarmente quietanziate.

 

 Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 9/C Riunione del 26 novembre 1998 n. 6 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della C.V.E. - Com. Uff. n. 5/D - Riunione del 27.8.1998

Impugnazione - istanza: Appello dell’U.C. Potenza avverso decisioni a seguito di vertenza economica con l’U.S. Altamura in ordine al risarcimento danni arrecati allo stadio in occasione gara Potenza/Rotonda del 19.4.1998.

Massima: Rientra nelle competenze della Commissione Vertenze Economiche accertare l'esistenza del danno, la congruità degli importi e l'avvenuto saldo delle fatture relative, ai danni subiti dall'impianto sportivo della società ricorrente, ove si era disputata, in campo neutro, la gara tra altre due squadre.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 30/C Riunione del 15 maggio 1998 - n. 3 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della C.V.E. - Com. Uff. n. 18/D - Riunione del 17.12.1997Impugnazione - istanza: Appello della Pro Calcio Napoli avverso decisioni a seguito di vertenza economica con l’A.S. Giorgio Ferrini

Massima:Quando i sostenitori di una società danneggiano l'autobus utilizzato dalla reclamante per raggiungere la località ove si è disputata la gara del Campionato, la CAF stabilisce che la società dovrà provvedere al risarcimento dei danni, ma spetta alla C.V.E decidere sul quantum del risarcimento.

Massima: La Commissione Vertenze Economiche è competente, in prima istanza, a decidere sul risarcimento dei danni arrecati dai sostenitori di una società all'autobus utilizzato dall’altra società per raggiungere la località ove si era disputata la gara, mentre in seconda istanza è competente la CAF.

Massima: Quando la Commissione Disciplinare ha sanzionato il comportamento dei sostenitori che hanno provocato danni al pullman della società avversaria, alla Commissione Vertenze Economiche non compete più pronunciarsi sull’an, ma solo sul quantum.

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 5/C Riunione del 19 settembre 1996 n. 5 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Vertenze Economiche - Com. Uff. n. 27/D - Riunione del 19.4.1996Impugnazione - istanza: Appello del calcio Cirò Krimisa avverso decisioni a seguito di vertenza economica con l’A.C. Locri in ordine al risarcimento danni per l’automezzo adibito al trasporto di calciatori in occasione della gara calcio Cirò Krimisa/Locri del 10.12.1995

Massima: La società è tenuta al risarcimento dei danni causati dai propri sostenitori ad un automezzo adibito al trasporto dei calciatori della società avversaria.

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 7/C Riunione del 12 ottobre 1995 n. 2 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delíbera della C.V.E. - Com. Uff. n. 26/D - Riunione del 12.5.1995

Impugnazione - istanza: Appello dell’A.P. Brancaleone avverso decisioni a seguito di vertenza economica con l’U.S. Gioiosa Jonica, in relazione alla gara Gioiosa Jonica/Brancaleone del 9.10.1994

Massima: Quando una società ha depositato fattura con numero e data (anteriore alla decisione impugnata), dalla quale risulta che la società stessa ha pagato alla ditta richiedente la somma relativa al risarcimento del danno arrecato al pullman (che trasportava la squadra), ad opera dei sostenitori della squadra avversaria, la società a cui è addebitabile il comportamento dei tifosi è tenuta a corrispondere all’altra società quanto già versato per la riparazione del pullman.

DirittoCalcistico.it è il portale giuridico - normativo di riferimento per il diritto sportivo. E' diretto alla società, al calciatore, all'agente (procuratore), all'allenatore e contiene norme, regolamenti, decisioni, sentenze e una banca dati di giurisprudenza di giustizia sportiva. Contiene informazioni inerenti norme, decisioni, regolamenti, sentenze, ricorsi. - Copyright © 2022 Dirittocalcistico.it