Decisione Collegio di Garanzia dello Sport - C.O.N.I. –  Sezione Quarta: Decisione n. 23/2019 del 28 marzo 2019

Decisione impugnata: Delibera della Corte Federale d'Appello FIGC, di cui al C.U. n. 052/CFA del 22 novembre 2018, con cui è stato integralmente rigettato il ricorso proposto dalla società istante avverso la decisione del Tribunale Federale - Sezione Vertenze Economiche - di cui al C.U. n. 19/TFN-SVE del 14 febbraio 2018, la quale, nel decidere i ricorsi promossi dalla società Atalanta Bergamasca contro la società U.S. Albinoleffe, aveva dichiarato la stessa società Albinoleffe tenuta a corrispondere, nei confronti della società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.a., l'importo complessivo di € 479.555,00 oltre IVA e interessi di mora.

Parti: U.C. Albinoleffe s.r.l./Federazione Italiana Giuoco Calcio/Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.

Massima: Il Collegio di Garanzia è competente a decidere in merito all’impugnazione della decisione della CFA con cui è stato integralmente rigettato il ricorso proposto dalla società istante avverso la decisione del Tribunale Federale - Sezione Vertenze Economiche, la quale, nel decidere i ricorsi promossi dalla società Atalanta Bergamasca contro la società U.S. Albinoleffe, aveva dichiarato la stessa società Albinoleffe tenuta a corrispondere, nei confronti della società Atalanta Bergamasca Calcio S.p.a., l'importo complessivo di € 479.555,00 oltre IVA e interessi di mora. … nell’ordinamento sportivo il ricorso  al Collegio di Garanzia dello Sport  è consentito «esclusivamente per violazione di norme di diritto, nonché per omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia che abbia formato oggetto di disputa tra le parti» (art. 12 bis, comma 2, dello Statuto del CONI e art. 54, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva). Come già ribadito più volte da questo Collegio (da ultimo, vedi la decisione n. 4 del 2019 di questa Sezione), «nella sostanza, quello innanzi al massimo Organo della giustizia sportiva è configurato come un giudizio di pura legittimità che, collocandosi a valle del doppio grado di merito, rimane estraneo ad ogni valutazione che si sostanzi in censure involgenti accertamenti di fatto. Il parametro di giudizio del Collegio è dunque costituito soltanto dalla violazione di legge e dal deficit motivatorio, riguardato dal punto di vista sia dell’omesso sviluppo logico-giuridico delle ragioni che sostengono la decisione, sia dell’insufficienza dello stesso in termini tali da comprendere la contraddittorietà intesa come una «incompatibilità logica tra gli argomenti portati dal giudice di merito a sostegno delle sue conclusioni (…) ove la denunciata contraddittorietà non riguardi profili di semplice dettaglio, ma sia ravvisabile tra argomenti muniti di pari rilevanza» (così la decisione n. 44 del 2017 delle Sezioni Unite di questo Collegio). Sulla falsariga del giudizio di Cassazione, nelle formule recate dall’art. 360, primo comma, numero 5), del codice di procedura civile, come vigente fino alla prima modifica operata dal d.lgs. n. 40 del 2006, quello innanzi al Collegio di Garanzia, quanto alla motivazione, è quindi incarnato da «un controllo di logicità e di completezza del giudizio di fatto che, senza spingersi a verificare nel merito la ricostruzione stessa di questo, appartiene in quanto tale a pieno titolo al giudice di legittimità, tanto più che la motivazione dei provvedimenti rappresenta un aspetto di importanza fondamentale nell’esercizio della giurisdizione» (in questi termini la decisione n. 63 del 2016 di questa Sezione)». Dalla natura del controllo giudiziale così delineata in sede di legittimità sportiva deriva la possibilità di verificare, nel caso in esame, i limiti del potere riservato al Collegio di Garanzia, attingendo alla consolidata elaborazione della giurisprudenza civile. In tema di ermeneutica contrattuale, quest’ultima ha distillato nel tempo alcuni ulteriori principi oggi rilevanti. In primo luogo, «l'accertamento della volontà delle parti in relazione al contenuto del negozio si traduce in una indagine di fatto, affidata al giudice di merito e censurabile in sede di legittimità solo nell'ipotesi di violazione dei canoni legali d'interpretazione contrattuale di cui agli artt. 1362 e seguenti c.c.»; da tanto «consegue che il ricorrente per cassazione deve non solo fare esplicito riferimento alle regole legali d'interpretazione mediante specifica indicazione delle norme asseritamene violate ed ai principi in esse contenuti, ma è tenuto, altresì, a precisare in quale modo e con quali considerazioni il giudice del merito si sia discostato dai richiamati canoni legali» (in questi termini, Sez. 1, ord. 15 novembre 2017, n. 27136 e Sez. 5, sent. 16 gennaio 2019, n. 873). Dalla chiara premessa che il controllo di legittimità in materia negoziale non può risolversi in una nuova indagine di fatto sulla reale volontà delle parti, ma deve piuttosto essere ricondotto ad un controllo di logicità e di completezza del giudizio di fatto già compiuto dal giudice di merito, deriva per sottrazione lo spazio di devoluzione assegnato al ricorrente. Questi, nell’investire il giudice della legittimità della questione relativa all’interpretazione del contratto, non può infatti censurare la violazione delle regole legali di ermeneutica contrattuale «sul semplice rilievo che il giudice di merito abbia scelto una piuttosto che un'altra tra le molteplici interpretazioni del testo negoziale, sicché, quando di una clausola siano possibili due o più interpretazioni, non è consentito alla parte, che aveva proposto l'interpretazione disattesa dal giudice, dolersi in sede di legittimità del fatto che ne sia stata privilegiata un'altra» (Sez. 3, ord. 10 maggio 2018, n. 11254; ord. n. 27136 del 2017 cit. e sent. n. 873 del 2019 cit.). In definitiva, la proposizione innanzi al Collegio di Garanzia dello Sport di una questione di ermeneutica contrattuale, fermo l’accertamento compiuto dal giudice di merito nella ricerca e nell’individuazione della comune volontà delle parti, deve sostanziarsi in chiari e puntuali motivi di ricorso che, non limitandosi alla mera riproposizione delle censure articolate nei gradi di merito ovvero dell’interpretazione negoziale alternativa disattesa da quel giudice, individuino con sufficiente precisione i canoni ermeneutici legali violati da ciascuna specifica proposizione motiva della pronuncia impugnata. Solo in tal modo, nell’ordinamento di diritto civile così come in quello sportivo, è possibile garantire che il giudizio di legittimità non sconfini in nuove inammissibili rivalutazioni di questioni di fatto.  E’ al vaglio di tali principi che, pertanto, andranno di volta in volta sottoposti i motivi di ricorso articolati innanzi a questo Collegio.

Decisione Collegio di Garanzia dello Sport - C.O.N.I.  Quarta Sezione: Decisione n. 7 del 12/02/2016 www.coni.it

Decisione impugnata: delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche, pubblicata sul C.U. n. 5/TFN – Sez. V.E. del 25/9/2015 con la quale veniva rigettato il reclamo della stessa avverso la decisione della Commissione Accordi Economici, pubblicata sul C.U. della Lega Nazionale Dilettanti n. 316 del 30/6/2015

Parti: Polisportiva Arzachena/Federazione Italiana Giuoco Calcio/Marco Moro

Massima: La controversia, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera del TFN Sezione Vertenze Economiche, rientra nella propria sfera di competenza, ai sensi del combinato disposto dell’art. 12 bis dello Statuto del CONI, dell’art. 54 del Codice della Giustizia Sportiva CONI e dell’art. 30, comma 3, dello Statuto della FIGC. Ciò in coerenza con il principio che individua nel Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI l’organo di chiusura del sistema di tutela della giustizia sportiva. La fattispecie oggetto del presente giudizio è, infatti, riconducibile al novero di quelle in relazione alle quali sono esauriti i gradi interni di giustizia federale.

 

Decisione Collegio di Garanzia dello Sport - C.O.N.I Sezione Quarta: Decisione n. 12 del 15/03/2016 www.coni.it

Decisione impugnata: decisioni del Tribunale Federale Nazionale FIGC – Sezione Vertenze Economiche – pubblicate, nel solo dispositivo, il 17 dicembre 2015

Parti: S.S.D. Jesina Calcio/U.S. Junior Jesina Libertas A.S.D./ Federazione Italiana Giuoco Calcio

Massima: La controversia, avente ad oggetto l’impugnazione della delibera del TFN Sezione Vertenze Economiche, rientra nella sfera di competenza del Collegio di Garanzia.

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