Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 13/TFNT del 08 Ottobre 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata: Per la riforma del tesseramento del calciatore K.G.D. (n. 3.8.2004 – matr. FIGC 2.070.081) presso la società SSDARL Calcio Schio (matr. FIGC 62470)

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS - FIGC proposto dalla società SSD FC Valdagno (matr. FIGC 949237)

Massima: E’ tardivo e dunque inammissibile il ricorso proposto dalla società solo il 20/09/2021 per l’annullamento del tesseramento del calciatore presso altra società avverso il provvedimento del Comitato Regionale di accoglimento della richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 NOIF, riguardante il Calciatore pubblicato sul Comunicato n. 55 del 13.01.2021… Ritiene questo Tribunale che, in punto di diritto, non sia condivisibile la tesi sostenuta dalla ricorrente, la quale farebbe decorrere il termine inziale per la tempestiva conoscenza della decisione dalla propria scelta di consultare l’apposito portale solo in data 21.08.2021. Va, infatti, evidenziato che questo Tribunale non pone in discussione, ai fini della tempestività della proposizione dei ricorsi, l’applicabilità della sospensione feriale dei termini, cosi come peraltro riportata nelle decisioni n. 34 del 3.5.2017 del Collegio di Garanzia dello Sport, Sez IV e n. 14, dello stesso Organo, a Sez. Unite, dell’8.01.2020) ma ritiene che, nella fattispecie de qua, sia indubbio che debba trovare diversa e necessaria applicazione l’art. 13 delle NOIF. Alla luce del principio espresso, il termine inziale per la decorrenza del termine per la proponibilità del ricorso andava calcolato dalla data di pubblicazione della decisione riguardante la concessione dello svincolo d’autorità sul portale telematico e precisamente, come ammesso dalla ricorrente stessa, dal giorno 13.01.2021. Va, infatti, osservato che il secondo comma del citato articolo 13 NOIF espressamente prevede che “Le decisioni si presumono conosciute dal giorno della pubblicazione dei relativi comunicati ufficiali. Salvo le decisioni per le quali sono espressamente previste particolari modalità di notifica, la data di pubblicazione costituisce ad ogni effetto termine di decorrenza.” Orbene, la decisione adottata dal Comitato Regionale Veneto ex art. 109 NOIF (comunque scevra da censure atteso il rispetto da parte del Calciatore dell’invio della raccomandata e considerata la mancata e tempestiva opposizione della società), in assenza di una norma che ne preveda espressamente particolari modalità di notifica, deve necessariamente ritenersi conosciuta, come detto, dal giorno della sua pubblicazione, con il conseguente effetto che, da tale data, andava e va calcolato il termine per la proposizione del ricorso.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 7/TFNT del 13 Settembre 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata: Avverso il provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal Comitato Regionale Veneto – LND

Impugnazione Istanza Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS – FIGC proposto dal calciatore D.B.S.G. (n. 17.2.2002 – matr. FIGC 6.597.633) contro la società ASD C.S. Giovanni Lupatoto (matr. FIGC 71.120)

Massima: Accolto il ricorso proposto dal calciatore e, per l’effetto, dichiarato lo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società a decorrere dal 28 maggio 2021, data della richiesta di svincolo.….L’art. 109 N.O.I.F. prevede che: “Il calciatore/calciatrice “non professionista” e “giovane dilettante”, che tesserato/a ed a disposizione della società entro il 30 novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui/lei non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa non dipenda da servizio militare ovvero da servizio obbligatorio equiparato o dalla omessa presentazione da parte del calciatore/calciatrice tesserato/a della prescritta certificazione di idoneità all’attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società”. Al comma 3° e 5° della medesima disposizione è previsto, inoltre, che: “3. La società può proporre opposizione, entro otto giorni dal ricevimento della richiesta, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato e per conoscenza al calciatore/calciatrice (…) 5. L'opposizione non effettuata da parte della Società nei modi e nei termini come sopra prescritti è considerata adesione alla richiesta del calciatore/calciatrice e la Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato competente provvede allo svincolo d'autorità dello stesso”. La ratio di tali disposizioni sembra chiara e deve essere individuata nella voluntas legis di concedere lo svincolo del giocatore al ricorrere di determinati presupposti, riconoscendo, peraltro, valore adesivo alla richiesta di svincolo da parte del tesserato nelle ipotesi in cui anche la società dimostri un sostanziale disinteresse al suo mantenimento in squadra. Orbene, se così è, deve rilevarsi che nel caso di specie l’istanza (stragiudiziale) di svincolo è stata notificata dal …., in data 28 maggio 2021, non soltanto al Comitato Regionale Veneto – LND, ma anche alla società ASD C.S. Giovanni Lupatoto e che, ciononostante, la società non ha posto in essere alcun comportamento oppositivo a tale richiesta. Anche nella pendenza del giudizio, inoltre, la società, pur non aderendo sic et simpliciter alla richiesta del …., neppure si è sostanzialmente opposta, poiché si è resa disponibile al trasferimento del calciatore presso altra società, esprimendo, di fatto, la chiara volontà di non avvalersi del …. nello svolgimento della propria attività sportiva.  A ulteriore conforto della fondatezza dell’istanza del …. deve rilevarsi, infine, che anche a prescindere dalla mancata opposizione della società, il C.R. Veneto ha, comunque, errato nel non considerare che la richiesta di svincolo risultava fondata anche sulla base dei soli presupposti indicati nell’art. 109, comma 1° N.O.I.F., poiché, come documentato in atti, la ASD C.S. Giovanni Lupatoto ha in effetti giocato un numero di gare sufficienti - già prima della sospensione del campionato - a giustificare lo svincolo per inattività del calciatore – gare per le quali non ha nemmeno provveduto a convocare il … – e ciò a riprova del fatto che l’evidenziata pandemia non ha, nella specie, influito né sulla effettiva disputa di tali gare, né sulla mancata convocazione del calciatore per le stesse.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 5/TFNT del 3 Agosto 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal Comitato Regionale Veneto – LND

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS – FIGC del calciatore R.C. (n. 1.2.1997 – matr. FIGC 4.358.121) contro la società AC Sandona 1922 ASD (matr. FIGC 952842)

Massima: Accolto il ricorso del calciatore avverso il provvedimento di diniego allo svincolo pronunciato dal CR e per l’effetto dichiarato lo svincolo dello stesso dalla società, per inattività ex art. 109 NOIF, a far data dal deposito del ricorso…Invero, in disparte l’art. 108 NOIF, che prevede termini e modalità procedurali del tutto differenti nella ipotesi di “Svincolo per accordo”, vi è che in caso di accordo in pendenza di procedimento avviato ex art. 89, 1° co., lett. a) CGS, solo la formale dichiarazione di “ rinuncia/ritiro del ricorso/reclamo” da parte del ricorrente/reclamante può spiegare i propri effetti risolutivi. Pertanto, constatata l’assenza della detta dichiarazione da parte del calciatore, tra l’altro comparso in udienza per insistere nella propria richiesta, il Collegio, esaminati gli atti e proseguendo nel merito, ritiene che la richiesta di svincolo per inattività avanzata dal C. debba essere accolta, stante la reiterata acquiescenza da parte dell’AC Sandona 1922 ASD. La società, infatti, dichiarando espressamente, in questa sede, di non opporsi alla richiesta del calciatore, ha confermato i propositi già emersi nella precedente fase, allorquando, messa a conoscenza della sua pretesa, sceglieva di nulla obiettare innanzi al Comitato Regionale Veneto, così manifestando una sostanziale adesione allo svincolo (v. art. 109 co. 5 NOIF: “L’opposizione non effettuata da parte della Società … è considerata adesione alla richiesta …"). Il CR Veneto, che ha rigettato in prima istanza la richiesta inoltrata da R. C., non ha tenuto conto del fatto, documentato in atti, che la AC Sandona 1922 ASD avesse, comunque, giocato un numero di gare sufficienti - già prima della sospensione del campionato - a giustificare lo svincolo per inattività del calciatore, e ciò a riprova che l’evidenziata pandemia non può, nella specie, avere influito sulla mancata convocazione del calciatore per tali gare. 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 3/TFNT del 22 Luglio 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal Comitato Regionale Lombardia – LND

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS - FIGC, presentato dalla società Alcione Milano SSDARL (matr. FIGC 918780) contro il calciatore S.G.(n. 24.4.2002 - matr. FIGC 5.494.259)

Massima: Rigettato il ricorso della società avverso il provvedimento del CR di diniego allo svincolo pronunciato dal CR di accoglimento della richiesta di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF del calciatore…Osserva questo Tribunale che, in punto di diritto, il provvedimento di accoglimento della richiesta di svincolo è stato adottato dal CR Lombardia nel rispetto del dettato di cui all’art. 109 NOIF. Va, infatti, rilevato che risulta provato (e per altro non contestato) che la Società reclamante, benché messa a conoscenza della richiesta di svincolo, così come previsto dal comma 2 dell’art 109 NOIF, non abbia proposto alcuna opposizione ed essendo lo svincolo stato richiesto nei termini indicati dalle NOIF – termini da considerarsi come finali – e con le modalità previste dalla norma, stante la mancata opposizione da parte della Società, in ossequio a quanto specificamene disposto dal 5 comma del precitato art. 109 NOIF, il Comitato Regionale ha correttamente provveduto ad accogliere la richiesta del calciatore G.. Va, inoltre, considerato che non può condividersi in senso contrario la tesi sostenuta dalla società, in base alla quale la richiesta di convocazione per la valutazione delle condizioni fisiche del calciatore, ai fini di un possibile impiego dello stesso (racc. del 4 maggio 2021, inviata dopo la ricezione della richiesta di svincolo) sia stata sufficiente ad impedire l’accoglimento della richiesta del calciatore. Nel caso concreto, il CR Lombardia ha correttamente ritenuta inidoneo tale atto, in conformità a quanto disposto dal comma 5 dell’art. 109 NOIF, secondo il quale la mancata opposizione della Società alla richiesta di svincolo, nei modi e termini prescritti, deve essere considerata “adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente deve provvedere allo svincolo dello stesso”. Da quanto sopra detto deriva che, in tutti i casi in cui non è stata proposta opposizione della Società, benché ritualmente edotta, i Comitati debbano provvedere allo svincolo. Fermo tale assorbente motivo questo Tribunale, sebbene sufficiente quanto innanzi, ritiene che il ricorso vada, altresì, respinto anche nel merito, in quanto infondato. La società (sempre con la memoria inviata a questo Tribunale in data 13.03.2021), dopo la notifica del reclamo oggetto dell’odierno procedimento, ha confermato di non essersi opposta ritenendo che la richiesta di svincolo fosse da ritenersi irricevibile, in quanto la normativa prevedrebbe che tale richiesta possa essere inoltrata nel periodo intercorrente tra la fine del campionato ed il 15 giugno della stagione sportiva di riferimento. In primo luogo, come appare evidente, la norma in esame pone per la validità della richiesta solo un termine finale e non anche un termine inziale: quindi, spetta effettivamente al Giudicante valutare, in concreto e secondo ragionevolezza, caso per caso, quando la richiesta di svincolo possa essere inoltrata, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo “per inattività”, che può essere invocato dal calciatore che si trovi “a disposizione della Società entro il 30 novembre” quando non abbia “preso parte”, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva. Se ne deve dedurre che il calciatore, per invocare il diritto allo svincolo per inattività, deve almeno dimostrare che era a disposizione della Società entro il 30 novembre e che la Società abbia disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva in corso, senza consentirgli di prendervi parte (fatti salvi i presupposti eccezionali menzionati nei commi 1 e 4). Orbene, il fatto che il sig. G. fosse a disposizione della società, nei termini di cui innanzi, è dimostrato e provato laddove a nulla rileva, in questa sede, che lo stesso fosse stato autorizzato ad allenarsi (peraltro per breve periodo) presso un'altra squadra, non potendosi revocare in dubbio che l’unica squadra autorizzata all’impiego dello stesso fosse e continuasse ad essere quella per cui il sig. G. risultava essere tesserato e cioè la reclamante, che ben avrebbe potuto impiegare lo stesso nelle successive gare ufficiali. Va, inoltre, osservato che appaiono altresì infondate le contestazioni della società relative all’impiego del calciatore nel campionato Juniores e non in quello di Eccellenza (ove giocava il calciatore), laddove tale scelta della società prescinde dalla volontà del sig. Guidi sul quale era ed è posto il dovere di essere a disposizione della società e di rispondere alle convocazioni della stessa. Alla luce di ciò si deve dedurre che il calciatore, per vedersi confermato il diritto allo svincolo per inattività, ha dimostrato di essere a disposizione della Società entro il 30 novembre e che la Società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, senza consentirgli di prendervi parte, non essendo stati provati dalla società i presupposti eccezionali menzionati nel comma 1 e nel comma 4.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 2/TFNT del 21 Luglio 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal Comitato Regionale Lombardia – LND

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS – FIGC, presentato dal calciatore L.D. (n. 30.5.2001 – matr. FIGC 6.535.750) contro la società FBC Casteggio 1898 ASD (matr. FIGC 930652)

Massima: Accolto il ricorso del calciatore avverso il provvedimento di diniego allo svincolo pronunciato dal CR e per l’effetto dichiarato lo svincolo dello stesso dalla società, per inattività ex art. 109 NOIF, a far data dal deposito del ricorso…Risultano provate, dall’esame della documentazione prodotta, le seguenti circostanze: 1) La società odierna resistente disputava, quanto alla I squadra, nel periodo ricompreso tra l’inizio delle competizioni agonistiche e l’inimputabile sospensione dell’attività, n. 6 gare ufficiali, tra Campionato e Coppa.L’art. 109 NOIF, invero, non distingue tra gare di Campionato e gare di Coppa e anche queste ultime rientrano a pieno titolo tra le cc.dd gare ufficiali ai fini dell’applicazione della norma e della concessione dello svincolo per inattività. Lex ubi voluit dixit. Ubi noluit tacuit.Ad abundantiam, il ricorrente avrebbe ben potuto essere convocato, per ragioni anagrafiche, nel periodo sopra detto, anche per le gare ufficiali della rappresentativa juniores, ben 6, nello stesso lasso, tra Campionato e Coppa.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 27/TFNT del 17 Giugno 2021 (motivazioni) 

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal Comitato Regionale Veneto – LND

Impugnazione Istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS – FIGC del calciatore D.Z. (calciatore n. 12.12.1999 – matr. FIGC 5.143.001) contro la società SSD FC Valdagno (matr. FIGC 949237)

Massima: Accolto il ricorso presentato dal calciatore e, per l’effetto, dichiara lo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dello stesso dalla società, con decorrenza dal 18 marzo 2021, data della richiesta, non avendo dal novembre 2018 preso parte a nessuna competizione sportiva a favore della società contro interessata, in quanto mai convocato e solo nel marzo del 2021 la società ha inoltrato al calciatore ricorrente richiesta di certificazione medica, prodromica all’attività agonistica, che il calciatore non ha soddisfatto ritenendola meramente pretestuosa e comunque tardiva, essendo in campionato già concluso in ragione della nota pandemia da Covid 19…In punto di diritto, il dettato dell’art. 109 NOIF non è stato rispettato anche se la mancata convocazione all'attività ufficiale, da parte della società Valdagno, potrebbe non essere dipesa esclusivamente dalla volontà di quest'ultima ma bensì dalla situazione pandemica che ha causato l’interruzione anticipata dell'attività dilettantistica. Il calciatore però, non avendo ricevuto alcuna convocazione per le gare di campionato 2020 - 2021, disputate dalla società Valdagno, ha correttamente richiesto lo svincolo, in assenza, peraltro, di provvedimento in deroga agli effetti dell’art.109 NOIF relativamente agli svincoli per inattività, in ragione della brevità del campionato in corso, provvedimento che la FIGC non ha ritenuto opportuno emettere. Si rileva inoltre che la mancanza di rituale contestazione, ai sensi dell’art. 109, n. 4, NOIF, da parte della società contro interessata, all’omessa presentazione della certificazione medica, è causa di irregolare convocazione con conseguente legittima nonché autonoma richiesta allo svincolo per inattività da parte del calciatore ricorrente.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:   Decisione n. 18/TFN del 21.12.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Lombardia – LND pubblicato sul Com. Uff. n. 21 del 22.10.2020 di svincolo ex art. 109 NOIF del calciatore F.R. (n. 04.12.2000 – matr. FIGC 5875392),

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS – FIGC della società ASD Real Melegnano 1928 (matr. FIGC 943079) / F.R. - Reg. Prot. 11/TFN-ST

Massima: Il Tribunale rigetta il ricorso e, per l’effetto, conferma il provvedimento di svincolo ex art. 109 NOIF emesso dal CR Lombardia…Stando al tenore letterale dei commi 2 e 3 dell’art. 109 NOIF “Per ottenere lo svincolo, il calciatore/calciatrice deve chiedere, entro il 15 giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso, con lettera raccomandata diretta alla Società e rimessa in copia anche alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato competente, di essere incluso/a in “lista di svincolo”. La  ricevuta della raccomandata diretta alla società deve essere allegata alla copia della lettera indirizzata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato. La società può proporre opposizione, entro otto giorni dal ricevimento della richiesta, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato e per conoscenza al calciatore/calciatrice. L’opposizione va preannunciata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato competente con telegramma da spedirsi nello stesso termine dinanzi indicato”. La norma è laconicamente chiara nel richiedere, per l’appunto, che l’opposizione venga preannunciata dall’invio di un telegramma, e non può prestare il fianco a difformi operazioni ermeneutiche. La Società ricorrente non ha fornito la prova di tale invio. Né, invero, ad abundantiam, in seno al proprio ricorso, la stessa ha contrastato, nel merito, il provvedimento impugnato, non esplicitando alcun motivo di opposizione, rimanendo, la ricostruzione offerta, gravemente indeterminata e generica. La Società ricorrente ha, in questo modo, manifestato quasi una sorta di acquiescenza rispetto al provvedimento impugnato.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE:  DECISIONE N. 041 CFA del 3 Novembre 2020

Decisione Impugnata:  Decisione Tribunale Nazionale Federale - Sezione Tesseramenti n. 3/TFT-ST del 7.9.2020

Impugnazione – istanza: Sig. G.M. -ACD Lucento

Massima: Confermata la decisione del TFN-ST che ai sensi dell’art. 109 NOIF ha ritenuto non sussistente lo svincolo per inattività del calciatore imputabile alla societàRecita l’art. 109(1) NOIF che “Il calciatore/calciatrice […] che […] non abbia preso parte, per motivi a lui/lei non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa non dipenda da servizio militare ovvero da servizio obbligatorio equiparato o dalla omessa presentazione da parte del calciatore/calciatrice tesserato/a della prescritta certificazione di idoneità all’attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società”. È dunque il calciatore (il Sig. G.che, ai sensi della norma appena riportata, deve dedurre di non avere partecipato ad almeno 4 (quattro) partite per cause a lui non imputabili. Ed è anche chiaro che il calciatore debba indicare quali siano le (almeno) quattro gare alle quali non abbia partecipato, potendone ovviamente indicare anche più di quattro. Nel nostro caso, invece, siamo di fronte ad una richiesta di svincolo inizialmente generica che si è poi concentrata sulle sole gare per le quali la ACD LUCENTO risulta aver proposto opposizione. In altri termini, per quanto risulta agli atti, la mancata partecipazione ad almeno quattro gare riguarda in effetti proprio quelle quattro gare per le quali si è poi formata la discussione in ordine al perfezionamento, o meno, del recapito delle raccomandate inviate dalla ACD LUCENTO. In un tale contesto, risulta però pacifico che, secondo la stessa ricostruzione del calciatore, almeno due convocazioni di quelle dedotte dalla ACD LUCENTO (le convocazioni dell’8/9/2019 e 23/9/2019) si sono effettivamente perfezionate e almeno due contestazioni (anch’esse pervenute al Sig. G.) non hanno ricevuto risposta da parte del reclamante (quelle in particolare del 23/9/2019 e 30/9/2019). Dunque, e soprattutto, in almeno un caso (raccomandata del 23/9/2019 per la gara del 29/9/2019) la Società ha provveduto a recapitare con certezza la convocazione ed ha poi con certezza e tempestivamente contestato (raccomandata del 30/9/2019), senza contro- obiezioni da parte del calciatore, la mancata risposta alla convocazione stessa. Dunque, non può dirsi raggiunta la prova – agli atti di questo procedimento – della inattività di cui all’art. 109(1) NOIF. Non v’è prova di almeno quattro gare alle quali il Sig. G. non abbia partecipato non per sua colpa.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione n. 3/TFN del 07.09.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Piemonte Valle d’Aosta – LND di respingimento dell’istanza di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società ACD Lucento (matr. FIGC 62289),

Impugnazione istanza:  Ricorso ex art. 89, co. 1, lett. a) CGS presentato dal sig. M.G. (calciatore n. 23.01.2001 – matr. FIGC 5810505) /ACD Lucento - Reg. Prot. 67/TFN-ST

Massima: Confermato il provvedimento emesso dal CR Piemonte Valle d’Aosta che ha rigettato la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF in ragione della allegazione, da parte della stessa ACD Lucento, dei “necessari sufficienti documenti atti a dimostrare l’inesistenza del diritto allo svincolo del calciatore… ...inviati quattro inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva non ottemperati dal calciatore e altrettante quattro convocazioni a gare non rispettate dal calciatore e contestate dalla Società”…In definitiva, si può effettivamente accedere alla tesi sostenuta della parte reclamata che esclude la possibilità che la restituzione al mittente delle raccomandate per indirizzo “sconosciuto” del destinatario possa essere eziologicamente ricondotta ad una concreta irreperibilità del Calciatore. Ciò, dal momento che tanto le raccomandate immediatamente precedenti che quelle subito successive, tutte inviate al medesimo indirizzo (già in precedenza fornito dal Calciatore, poi confermato dallo stesso e infine ulteriormente corroborato dalle risultanze anagrafiche), venivano ritirate personalmente dal Calciatore o consegnate dall’addetto al recapito mediante immissione del relativo avviso nella cassetta postale. Né, tantomeno, le conseguenze di tale temporanea irreperibilità possono essere sofferte dalla Società resistente.A tutto voler concedere, nella fattispecie, è possibile inferire, dalla documentazione richiamata e dall’esame delle prospettazioni delle parti, come, seppur per un breve lasso di tempo, il nominativo del Calciatore non sia più comparso sulla cassetta postale. Di tale circostanza può essere chiamato a rispondere, però, esclusivamente l’intestatario della relativa cassetta postale, e non certo la Società che, con evidenza, non può considerarsi onerata ad espletare ulteriori e più accurate verifiche circa la residenza anagrafica del Calciatore, rispetto a quelle operate. A fortiori, nel caso di specie, dove l’indirizzo indicato dal Calciatore nel modulo di tesseramento coincida con quello successivamente indicato nei propri scritti, ut ficta confessio, nonché con quello emergente dalla risultanze anagrafiche.  Ora, ai sensi e per gli effetti dell’art. 109, co. 4, NOIF, l’inattività del tesserato è imputabile al calciatore stesso qualora essa dipenda: a) dall’omessa partecipazione ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva; b) dall’omessa presentazione della prescritta certificazione d’idoneità all’attività sportiva. Come noto, in base al precetto richiamato, spetta alla Società di appartenenza dimostrare: a) la deduzione e la prova dell’invio di due inviti per la presentazione della certificazione medica e del mancato rispetto di tali inviti da parte del calciatore; b)la deduzione e la prova dell’invio di quattro convocazioni a gare e delle contestazioni al calciatore delle relative mancate presenze. Come correttamente sottolineato dalla difesa della reclamata, l’onere probatorio della Società è soddisfatto con la dimostrazione della ricorrenza anche di uno solo dei requisiti sopra indicati alle lettere a) e b): o la mancata partecipazione  del  Calciatore  ad  almeno  quattro  gare  del  campionato,  nonostante  le  relative  convocazioni  e  le successive contestazioni di mancata presenza, non opposte dal Calciatore; ovvero, l’omessa presentazione del certificato medico, nonostante due inviti della Società, non ottemperati e non riscontrati dal Calciatore. Nel caso in esame la Società, sulla scorta della superiore ricostruzione ed in virtù delle illustrate argomentazioni, ha regolarmente convocato il Calciatore a quattro gare del campionato 2019/2020, poi contestando il mancato riscontro alle convocazioni, non ricevendo dal Calciatore alcuna risposta a nessuna convocazione e a nessuna contestazione. La Società ha portato nella giuridica sfera di conoscibilità del proprio contraddittore tanto le convocazioni, che gli inviti, che le successive contestazioni. I requisiti delineati dalla norma per evitare la liberazione dal vincolo sono da considerare soddisfatti. Non può imputarsi alla società resistente la circostanza che, a breve distanza dell’inoltro presso la residenza anagrafica (in precedenza indicata al momento del tesseramento e poi confermata nei propri scritti defensionali dal calciatore stesso), il calciatore, prima e dopo ben conosciuto all’indirizzo, fosse sconosciuto all’indirizzo stesso.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n.2 del 07.09.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Piemonte Valle d’Aosta – LND di respingimento dell’istanza di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società ACD Lucento (matr. FIGC 62289),

Impugnazione istanza:  Ricorso ex art. 89, co. 1, lett. a) CGS presentato dal sig. V.G.S. (calciatore n. 27.08.2001 – matr. FIGC 5625077) / ACD Lucento - Reg. Prot. 68/TFN-ST

Massima: Viene disposto lo svincolo per inattività del calciatore ex art. 109 NOIF per aver la società convocato “efficacemente” il calciatore a solo tre incontri sportivi in quanto la prima convocazione risulta essere assolutamente tardiva, come da esito della spedizione rilasciata da Poste Italiane a questo Tribunale. Infatti la prima convocazione effettuata con lettera raccomandata del 3 settembre 2019, presa in carico dall’Ufficio Postale Torino 30, via Foglizzo 28, nella medesima data, è stata consegnata al Destinatario solo in data 9 settembre 2019. La convocazione si riferisce all’ incontro calcistico disputatosi, però, in data 8 settembre 2019, pertanto non soddisfa - per impossibilità oggettiva non dipendente dal calciatore - il suo scopo. La società tuttavia, avrebbe potuto effettuare una “ulteriore” convocazione, con la quale avrebbe regolarizzato la propria posizione contrattuale. Non avendo quindi il calciatore ricorrente, preso parte ad alcuna attività sportiva, competitiva e/o preparatoria, nel corso di tutta la stagione calcistica 2019/2020, a giusta ragione, ne richiede lo svincolo.

Massima: Il calciatore ha correttamente inoltrato la richiesta di svincolo al Comitato Regionale di competenza, firmando personalmente la medesima. Infatti la firma posta in calce alla precitata richiesta ed alla contestuale delega al difensore attribuisce all’odierno ricorrente la paternità dell’atto, nel rispetto di quanto previsto dalla norma. L’avvocato sottoscrive l’atto al solo scopo di autenticarne la firma.

Massima: Correttamente la richiesta è inoltrata a mezzo posta elettronica certificata, da alcuni anni equiparata alla posta per raccomandata a/r ed alla notificazione a mezzo ufficiale giudiziario. Il ricorrente correttamente, produce e richiama i relativi riferimenti normativi che qualificano giuridicamente la PEC, eliminando ogni dubbio sulla sua validità. La ricezione della comunicazione è stata poi provata con il deposito delle rispettive ricevute di accettazione.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n.1 del 07.09.2020 

Decisione impugnata:  Provvedimento del CPA Bolzano – LND di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF del calciatore M.M. (calciatore n. 05.02.1997 – matr. FIGC 6507840),

Impugnazione istanza:  Ricorso ex art. 89, co. 1, lett. a) CGS presentato dalla società ASVSSD Stegen Stegona (matr. FIGC 62434)

Massima: Confermato il provvedimento di svincolo ex art. 109 NOIF… questo Tribunale … ritiene opportuno, in ogni caso, e nel merito, confermare il proprio consolidato orientamento, laddove è evidente come la norma in esame non pone per la validità della richiesta un termine iniziale ma, solo, un termine finale e, pertanto, si ritiene che spetta al giudice, nell’ottica di un principio di ragionevolezza, valutare caso per caso quando la richiesta possa essere accolta, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo per inattività, laddove l’esigenza è quella dell’adeguatezza e congruità rispetto al fine perseguito dal legislatore e, dunque, corollario del principio di uguaglianza, pur in assenza di un contrasto all’interno della disposizione legislativa; dirimente, a tal proposito, è l’indicazione della disponibilità del calciatore a favore della società entro il 30 novembre, poiché non espressamente contestato, quando non abbia “preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”. Orbene se ne deve dedurre che il calciatore, ai fini dell’accoglimento della propria richiesta, deve dimostrare che era a disposizione della società entro il 30 novembre, abile all’attività sportiva e che la società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione in corso, senza consentirgli di prendere parte, fatte salve le disposizioni di cui al comma 1 e 4. È  altrettanto  evidente  e  pregnante  ai  fini  della  decisione  che  bisogna  adottare  e  considerare,  in  quell’ottica  di ragionevolezza, le partite ancora da disputare nel proseguo del campionato, quando sono ancora da disputare più di quattro gare ufficiali, laddove la società ben può opporsi formalmente allo svincolo dimostrando il suo concreto interesse all’impiego del calciatore nel prosieguo del torneo stesso, in uno con l’intento di convocarlo nelle successive gare.   Quindi è lo stesso Comitato che deve vagliare caso per caso la fondatezza della richiesta e dell’opposizione, fermo restando il disposto del co. 5 dell’art. 109 NOIF, secondo cui la mancata opposizione della società allo svincolo, nei modi e termini prescritti, deve essere considerata adesione alla richiesta del calciatore e provvede allo svincolo di autorità dello stesso. Nel caso di specie l’Adito Tribunale ha verificato come la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF del calciatore sia datata 12.6.20, laddove l’inizio del campionato risale al mese di agosto/settembre e che sino alla data di sospensione di tornei dilettantistici nazionali le società hanno disputato la maggior parte delle partite, ove avrebbero potuto e/o dovuto convocare ed impegnare i propri tesserati, a conferma dell’interesse della loro prestazione sportiva in loro favore.  Orbene la considerazione di tali aspetti deve indurre il Tribunale a valutare il caso di specie secondo il richiamato principio di concretezza e ragionevolezza e, pertanto, deve ritenere il calciatore a disposizione della società dalla data del  tesseramento  a  quella  della  richiesta  di  svincolo,  così  evidenziando  come  la  compagine  sportiva  ha  avuto certamente la possibilità di convocarlo nel corso della stagione sportiva, ed il mancato coinvolgimento  del tesserato è indice di un disinteresse sportivo della stessa, laddove il tentativo di successivo coinvolgimento appare solo formale e con il chiaro intento speculativo di conservare, unicamente, il vincolo, rilevando come l’iniziativa della società sia stata oltremodo intempestiva e, pertanto, si ritiene di rigettare il ricorso.

Massima:….avverso la richiesta di svincolo per inattività del calciatore la società, nell’opporsi, non ha provveduto a provare la formalizzazione delle contestazioni ai sensi e per gli effetti dell’art. 109 co. IV delle NOIF di inadempienza del calciatore, senza nulla incidere a riguardo quanto dal tesserato esposto nelle successive missive inviate alla società ed al Comitato, giusta lettura della “breve sintesi” dello stesso, così incorrendo nelle preclusioni del successivo comma 5. Inoltre, si evidenzia, come la società reclamante non ha provveduto ad inviare alla controparte calciatore il ricorso presentato innanzi all’adito Tribunale, in violazione dell’art. 49 co. IV CGS, così incorrendo nel vizio dell’inammissibilità che, di per se, appare già sufficiente al reietto del ricorso.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 56/TFN del 05.08.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Veneto – LND di respingimento dell’istanza di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società SSD FC Valdagno (matr. FIGC 949237),

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, co. 1, lett. a) CGS presentato dal sig. E.K.J. (calciatore n. 18.12.2001 – matr. FIGC 2037237) / SSD FC Valdagno

Massima: Viene accolto il ricorso del calciatore avverso il provvedimento di diniego del CR Veneto tendete ad ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF per non essere mai stato convocato nella stagione calcistica 2019/2020. Stagione calcistica conclusasi anticipatamente per la sua categoria, a seguito della nota emergenza sanitaria denominata Covid-19….È vero infatti che, l’art. 109 NOIF prevede la richiesta obbligatoria di certificazione medica agonistica a carico della società sportiva che intende convocare per la gara il calciatore. È vero anche che, in virtù del medesimo articolo, il calciatore per poter partecipare a qualsivoglia attività sportiva, deve previamente produrre idonea certificazione medica. Tuttavia la richiesta di certificazione medica effettuata dalla società opponente, durante l’emergenza sanitaria Covid-19 deve considerarsi priva di concreta utilità, in ragione della conclusione anticipata del campionato. Essa infatti in alcun modo avrebbe potuto soddisfare il fine per cui era stata effettuata ovvero a causa della sopravvenuta irrealizzabilità dello scopo. Ed ancora, impossibile da soddisfare, in ragione dei noti divieti di accesso alle strutture sanitarie, se non per ragioni gravi di necessità ed urgenza. La fattispecie facilmente potrebbe essere, per analogia, inquadrata nella previsione normativa regolata dall’art. 1256 cod. civ. (impossibilità definitiva e impossibilità temporanea). Impossibilità della prestazione, che in costanza dei requisiti indispensabili dell’oggettività e dell’assolutezza, produce ipso iure, l’estinzione dell’obbligazione, liberando il debitore. La mancanza dell’elemento teleologico nella richiesta di certificazione medica e l’impossibilità oggettiva, per cause non imputabili al calciatore, di produrla, impongono in modo lapalissiano l’accoglimento del ricorso del calciatore laddove peraltro non è in contestazione la circostanza, avanzata dal medesimo, di non aver preso parte nella stagione calcistica 2019/2020, ad alcun tipo di attività sportiva, preparatoria ovvero agonistica.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 55/TFN del 05.08.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Calabria - LND di respingimento dell’istanza di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società ASD Olympic Rossanese 1909 (matr. FIGC 933172),

 Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a CGS presentato dal sig. M.G. (calciatore n. 28.01.2002 – matr. FIGC 7089902) / ASD Olympic Rossanese 1909

Massima: Viene rigettato il ricorso del calciatore avverso il provvedimento di diniego del CR Calabria tendete ad ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF poiché a seguito delle convocazioni inviate dalla società, unitamente alla richiesta del certificato medico ed alle contestate presenze, lo stesso non le ha tempestivamente avversate e motivatamente respinte, giusta disposizione dell’art. 109, co. 4, NOIF.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE IV : DECISIONE N. 067CFA del 4 Giugno 2020

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale - Sezione tesseramenti n. 34/TFN- ST del 14.01.2020,

Impugnazione Istanza: Sig.N.A./A.S.D. Lumignacco

Massima: Accolto il ricorso proposto dal calciatore e per l’effetto annullata la decisione del TFN-ST e consesso lo svincolo dalla società ex art. 109 NOIF per inattività.…la singola società può provvedere alla convocazione dei suoi giocatori tesserati, per ciascuna partita e agli allenamenti, con il mezzo che ritiene più idoneo, ciò non sostituisce la necessità di fornire prova di avere inviato almeno due inviti a presentare la certificazione di idoneità sportiva, ai fini che qui rilevano. In ogni caso, è comunque onere della società, in caso di necessità di prova ai sensi delle N.O.I.F., come nel caso di specie, procedere alla relativa conservazione anche di eventuali messaggi telefonici per le convocazioni alle partite e/o allenamenti. Riguardo all’uso di messaggistica telefonica attraverso “gruppo WhatsApp”, il Collegio osserva che tale incombenza, alla luce delle tecnologie vigenti, non sarebbe di difficile esecuzione, ben potendo la società provvedere con i c.d. “screenshot” a conservare i singoli messaggi di chiamata o almeno il nominativo dei partecipanti al gruppo. Ciò non risulta essere stato fatto e pertanto non risulta la prova che il calciatore ….sia stato convocato, né per gli inizi degli allenamenti al 31 Luglio 2019 né per le singole partite. In proposito, il Collegio osserva sin da ora che l’inizio della stagione agonistica 2019-20 deve essere individuata già dal 31 Agosto 2019, data di inizio delle partite di Coppa Italia, le quali devono quindi aggiungersi alle sei di campionato precedenti alla data in cui il calciatore aveva chiesto lo svincolo, del 22 Ottobre 2019, dando così evidenza al trascorrere di un periodo non irrisorio ai fini di cui alla presente sede. Per quanto riguarda le asserite plurime convocazioni a cui il … non avrebbe risposto e le relative contestazioni scritte che la Lumignacco sostiene essere già in possesso di questa Corte, il Collegio, in realtà, non ne rileva alcuna presenza. Quel che risulta agli atti è una sola lettera “raccomandata” del 6 Settembre  2019, in cui si contesta al calciatore la mancata presentazione alla ripresa dell’attività agonistica avvenuta (appunto) il 31 Luglio 2019, con invito a mettersi subito a disposizione. Tale “raccomandata”, però, di cui è allegata la distinta postale n. 15312656982-1 – e che il …sostiene di non avere mai ricevuto - dalle risultanze istruttorie conseguenti alla suddetta ordinanza collegiale non risulta essere stata consegnata per l’inoltro. Dalla documentazione depositata da parte reclamante, e non contestata dalla reclamata, a specifica istanza del legale del calciatore, Poste Italiane ha infatti risposto che “…con riferimento alla sua segnalazione, relativa al recapito della Raccomandata n. 153126569821 diretta al suo assistito …, desideriamo fornirle gli opportuni chiarimenti. Dalle verifiche svolte è emerso che, in data 10/09/2019 non risulta accettata presso l’UP di Udine 7 alcuna raccomandata contraddistinta con codice n. 153126569821. Conseguentemente, non risulta neppure recapitata”. Per quanto riguarda le altre “raccomandate” richiamate dalla difesa della reclamata, risulta che esse si riferiscano alla procedura di opposizione allo svincolo (8 Novembre 2019) o siano tutte comunicazioni successive alla richiesta di svincolo, e quindi tardive, perché scritte in data 31 Ottobre 2019, 14 Gennaio  2020, 27 Gennaio  2020 e 10 Febbraio  2020. In particolare, tali ultime raccomandate, riferendosi alla richiesta di presentazione della certificazione di idoneità sportiva, sono irrilevanti e inutilizzabili, dato che la società avrebbe dovuto avanzare tali richieste ben prima della richiesta di svicolo, al fine di rendere inoperante il disposto di cui all’art. 109, comma 1, delle N.O.I.F. E’ infatti ovvio che una società sportiva debba premurarsi di chiedere la certificazione di idoneità sportiva ai suoi tesserati all’inizio della relativa stagione agonistica, anche per consentire agli atleti di effettuare gli allenamenti, oltre le partite, in sicurezza. Lo stesso art. 109 cit, al comma 1, è chiaro nel prevedere che “Il calciatore/calciatrice “non professionista” e “giovane dilettante”, che tesserato/a ed a disposizione della società entro il 30 Novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui/lei non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa non dipenda da servizio militare ovvero da servizio  obbligatorio  equiparato  o  dalla  omessa  presentazione  da  parte  del calciatore/calciatrice tesserato/a della prescritta certificazione di idoneità all’attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società.”. Ne consegue che, a differenza di quanto sostenuto dalla reclamata e dall’impostazione della decisione di primo grado come contestata dal …, usando il legislatore sportivo l’espressione “ha diritto”, la norma non prescrive che il calciatore debba ulteriormente motivare la sua richiesta di svincolo in presenza delle condizioni ora riportate. Nel caso di specie, oltre all’assenza di prova delle convocazioni agli allenamenti, quel che rileva principalmente in questa sede comunque - e ai fini di cui all’art. 109, comma 1, cit. - è l’assenza di prova che la società abbia dato luogo ad “almeno due inviti”, anteriormente alla richiesta di svincolo del 22 Ottobre 2019, aventi ad oggetto la presentazione della prescritta certificazione di idoneità sportiva. Che tali incombenze siano a carico della società è chiaramente prescritto nello stesso art. 109, al comma 4, laddove è detto che la società ne ha un “obbligo”: “Nel caso in cui la Società deduca due inviti per la presentazione della certificazione d'idoneità all'attività sportiva non rispettati dal calciatore/calciatrice, ha l’obbligo di dimostrare di avergli contestato le inadempienze mediante lettera raccomandata spedita entro otto giorni dalle date fissate per la presentazione dl tale certificazione. Le contestazioni costituiscono prova del mancato rispetto dei relativi inviti, da parte del calciatore/calciatrice, se questi, a sua volta, non le abbia motivatamente respinte, sempre a mezzo raccomandata, entro cinque giorni dalla ricezione delle stesse. Nel caso la Società deduca convocazioni a gare non rispettate dal calciatore/calciatrice, ha l'obbligo di dimostrare di avergli contestato le inadempienze mediante lettera raccomandata spedita entro otto giorni dalle stesse. Le contestazioni costituiscono prova del mancato rispetto delle convocazione, se il calciatore/calciatrice, a sua volta, non le abbia motivatamente respinte, sempre a mezzo raccomandata, entro cinque giorni dalle relative ricezioni.” Sulla base di tali considerazioni, pertanto, pur trovando condivisibile l’affermazione iniziale di cui alla decisione qui reclamata, secondo cui spetta al Tribunale di valutare caso per caso, secondo ragionevolezza, le richiesta di svincolo durante una stagione in corso, respingendo la pretesa dello svincolo automatico dopo quattro giornate dall’inizio del campionato in assenza di impiego del calciatore (mancato impiego che può dipendere anche da mere valutazioni tecniche o tattiche dell’allenatore) non può trovare condivisione l’ulteriore conclusione legata al caso di specie – come puntualmente contestata dal reclamante – ove si afferma che “…il campionato cui partecipava la Società ricorrente…era iniziato il 15 Settembre  2019 e l’istanza di svincolo era stata spedita il 26 Ottobre, a distanza di poco più di un mese, periodo temporale che comprendeva solo sei domeniche ed altrettante possibilità d’impiego del calciatore. Peraltro, il calciatore ha omesso di fornire anche semplici dichiarazioni di parte a sostegno della richiesta di svincolo, al di fuori del generico riferimento all’art. 109 NOIF. Ed inoltre, anche volendo prescindere dall’esistenza di due richieste di presentazione del certificato d’idoneità sportiva, seguite dalla contestazione d’inadempienza, nei modi e termini indicati nel comma 4, è certo che almeno una richiesta formale era stata inviata al calciatore (seguita da una seconda in data 30-10-19) e che quest’ultimo non ha negato l’accusa di non aver presenziato agli allenamenti.”. Come detto, infatti, non è richiesta alcuna dichiarazione di parte ulteriore, diversa dal richiamo all’art. 109 cit., per ottenere lo svincolo in assenza delle cause impeditive richiamate nella stessa norma, cause che, nel caso di specie, alla luce delle acquisizioni istruttorie sopra richiamate, non sussistevano. Inoltre, non può certo “prescindersi” dalle (almeno) due richieste di presentazione del certificato di idoneità sportiva, che costituisce invece un presupposto necessario la cui dimostrazione è un onere per la società, ai sensi dell’art. 109, commi 1 e 4, cit. Così pure, fondate sono le censure alla decisione di primo grado laddove questa afferma, senza riferimenti probatori, che “è certo” che almeno una richiesta formale era stata inviata al calciatore (seguita da una seconda in data 30 Ottobre 2019), dato che le incombenze istruttorie svolte nella presente sede hanno invece riscontrato che tale “certezza” non c’era in ordine alla raccomandata del 6 Settembre  2019, fermo restando  che  la  ritenuta  seconda  “richiesta”  specifica  del  30  Ottobre  2019  era comunque successiva alla richiesta di svincolo, così come le altre fornite in questa sede dalla reclamata e irrilevanti. In definitiva, dalla mancata prova della convocazione agli allenamenti e alle partite e, principalmente, dalla mancata prova di aver dato luogo ad almeno due richieste di presentazione della certificazione di idoneità sportiva non contestate, il Collegio rileva che il comportamento della società A.S.D. Lumignacco è stato dimostrativo di carenza dell’interesse all’impiego ed all’utilizzazione del calciatore ….nell’attuale stagione sportiva e che, in assenza, del presupposto impeditivo sopra richiamato di cui all’art. 109, comma 1 e 4, cit., il reclamante ha diritto allo svincolo come richiesto.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 35/TFN del 15.1.2020

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo dalla società USD Olginatese (matr. FIGC 60228) per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal CR Lombardia – LND,

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a CGS presentato dal calciatore M.M. (n. 08.06.2000 – matr. FIGC 5369779) / USD Olginatese

Massima:…questo Tribunale … ritiene opportuno e nel merito confermare il proprio consolidato orientamento, laddove è evidente come la norma in esame non pone per la validità della richiesta un termine iniziale ma, solo, un termine finale e, pertanto, si ritiene che spetta al giudice, nell’ottica di un principio di concretezza e ragionevolezza, valutare caso per caso quando la richiesta possa essere accolta, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo per inattività, laddove l’esigenza è quella dell’adeguatezza e congruità rispetto al fine perseguito dal legislatore e, dunque, corollario del principio di uguaglianza, pur in assenza di un contrasto all’interno della disposizione legislativa; dirimente, a tal proposito, è la sola indicazione della disponibilità del calciatore a favore della società entro il 30 novembre, quando non abbia “preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”. Orbene se ne deve dedurre che il calciatore, ai fini dell’accoglimento della propria richiesta, deve dimostrare che era a disposizione della società entro il 30 novembre, abile all’attività sportiva e che la società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione in corso, senza consentirgli di prendere parte, fatte salve le disposizioni di cui al comma 1 e 4. É altrettanto evidente e pregnante ai fini della decisione, che bisogna considerare, in quell’ottica di ragionevolezza, le partite ancora da disputare nel proseguo del campionato, quando sono ancora da disputare più di quattro gare ufficiali, laddove la società ben può opporsi formalmente allo svincolo, dimostrando il suo concreto interesse all’impiego del calciatore nel prosieguo del torneo stesso, in uno con l’intento di convocarlo nelle successive gare. …è lo stesso Comitato che deve vagliare caso per caso la fondatezza della richiesta e dell’opposizione, fermo restando il disposto del comma 5 dell’art. 109 NOIF, secondo cui la mancata opposizione della società allo svincolo, nei modi e termini prescritti, deve essere considerata adesione alla richiesta del calciatore e provvede allo svincolo di autorità dello stesso. Nel caso di specie l’Adito Tribunale ha verificato come la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF del calciatore sia datata 4/11/19, a poco più di un mese dall’inizio del campionato, laddove l’opposizione effettuata dalla società non appare del tutto fondata, dovendosi ritenere adempiente il calciatore in merito al certificato di idoneità alla pratica sportiva, per non essere stato lo stesso oggetto di specifica contestazione ex art. 109 comma 4 NOIF; sicuramente le gare disputate sono in numero pari e/o superiore alla quattro. Orbene la considerazione di tali aspetti deve indurre il Tribunale a valutare il caso di specie secondo il richiamato principio di concretezza e ragionevolezza e, pertanto, nel ritenere il calciatore a disposizione della società sin dalla data della richiesta di svincolo, evidenzia come la compagine sportiva ha certamente la possibilità di convocarlo nel prosieguo del campionato che, alla data di cui alla prima formulazione, appare solo all’inizio e, pertanto, si ritiene di non accogliere il ricorso…e, per l’effetto, conferma il tesseramento

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 34/TFN del 14.1.2020

Decisione impugnata: Provvedimento di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF emesso dal CR Friuli Venezia Giulia – LND nei confronti del calciatore N.A. (n. 06.08.1999 – matr. FIGC 5445694),

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a CGS presentato dalla società ASD Lumignacco (matr. FIGC 75014) / N.A.

Massima:….la omessa allegazione degli allegati al ricorso in sede di notifica dell’atto introduttivo della controversia non costituisce motivo di inammissibilità non solo perché non prevista dalle norme del CGS, ma anche perché trattasi di documenti che, nel caso in esame, il calciatore già conosceva e, comunque, potevano agevolmente essere reperiti presso la Segreteria.

Massima:…priva di fondamento è l’eccezione della mancanza del “preannuncio” dell’opposizione proposta dinanzi al C. R. competente, sia perché tale incombente è richiesto solo quando l’opposizione non perviene all’Organo giudicante nel termine di otto giorni dalla richiesta (e nel caso concreto è giunta il 30 ottobre 2019 (fg. 48) appena quattro giorni dopo la spedizione della richiesta di svincolo), sia perché la necessità di tale preavviso è riferibile ai casi di opposizione che, se inoltrata a mezzo posta richiede tempi lunghi per la consegna, mentre in caso di invio tramite Pec i tempi sono addirittura azzerati.

Massima: Per quanto riguarda infine il merito della domanda di svincolo per inattività, ricordiamo i precedenti “giurisprudenziali” di questo Tribunale e cioè che i requisiti di cui al comma 1 dell’art. 109 (tesseramento e disponibilità del calciatore da parte della società entro il 30 novembre) costituiscono i presupposti di fatto dello svincolo, certamente presenti nel caso in esame. Tuttavia, come già affermato dal Tribunale il termine del comma 2 (15 giugno oppure 15 giorni dopo la conclusione del campionato, se successiva) è un termine di decadenza del diritto allo svincolo di cui avvalersi nella successiva stagione sportiva, ma non preclude il diritto allo svincolo anche nel periodo precedente, nel corso del campionato, se il calciatore (in presenza delle condizioni di cui al comma 4) deduca di non aver “preso parte, per motivi a lui non imputabili ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”, fatte salve le ipotesi eccezionali che seguono (ovvero: 1) servizio militare o servizio obbligatorio equiparato del calciatore; 2) omessa presentazione del certificato d’idoneità sportiva del calciatore nonostante almeno due inviti da contestare nei modi di cui al successivo comma 4). In questi casi, quindi, lo svincolo può essere richiesto anche prima e molto prima del 15 giugno, ma spetta al Tribunale di valutare caso per caso secondo ragionevolezza, respingendo la pretesa dello svincolo automatico dopo quattro giornate dall’inizio del campionato in assenza di impiego del calciatore. Occorre infatti tener presente che specialmente nelle società con numerosi giovani dilettanti da impiegare, possono verificarsi condizioni particolari sopravvenute anche improvvisamente nel corso di un così breve lasso temporale (condizioni di idoneità sportiva, ma di scarsa forma atletica). Di conseguenza, occorre valutare se il mancato impiego del calciatore in quattro gare ufficiali sia realmente dimostrativo di carenza totale dell’interesse della società all’impiego ed all’utilizzazione del calciatore stesso. Sulla base di tali premesse, occorre rilevare che nel caso in esame il campionato cui partecipava la Società ricorrente (per stessa ammissione del legale del calciatore, presente alla riunione) era iniziato il 15 settembre 2019 e l’istanza di svincolo era stata spedita il 26 ottobre, a distanza di poco più di un mese, periodo temporale che comprendeva solo sei domeniche ed altrettante possibilità d’impiego del calciatore. Peraltro, il calciatore ha omesso di fornire anche semplici dichiarazioni di parte a sostegno della richiesta di svincolo, al di fuori del generico riferimento all’art. 109 NOIF. Ed inoltre, anche volendo prescindere dall’esistenza di due richieste di presentazione del certificato d’idoneità sportiva, seguite dalla contestazione d’inadempienza, nei modi e termini indicati nel comma 4, è certo che almeno una richiesta formale era stata inviata al calciatore (seguita da una seconda in data 30-10-19) e che quest’ultimo non ha negato l’accusa di non aver presenziato agli allenamenti. Pertanto, ritiene il Tribunale che nel caso concreto la richiesta di svincolo, tenuto conto di tutte le specifiche circostanze di fatto anzidette, sia intempestiva rispetto al breve periodo di campionato trascorso ed a quello, molto più lungo, del campionato ancora da disputare. P.Q.M..Il Tribunale .. accoglie il ricorso presentato dalla ASD Lumignacco e quindi dichiara nullo e privo di efficacia il provvedimento di svincolo del calciatore, con effetto dalla data odierna.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 25/TFN del 8.11.2019

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Lombardia - LND di diniego allo svincolo per inattività dalla società ASD Andratese (matr. FIGC 947040) ex art. 109 NOIF,

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a CGS proposto dal calciatore L.G.A. (n. 29.9.1995 – matr. FIGC 5470575) / ASD Andratese

Massima: Il Tribunale …ha rilevato che effettivamente il calciatore nell’inviare al Comitato la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF per inattività, nel rispetto dei termini, aveva regolarmente notiziato la ASD Andratese di appartenenza, ma dimenticando di allegare alla documentazione la raccomandata stessa; a completamento si evidenzia che la società di appartenenza nulla ha controdedotto. A tal proposito si evidenzia come è giurisprudenza costante del Tribunale considerare il vizio consistente nella mancata allegazione alla richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 NOIF, della ricevuta della raccomandata inviata alla società di appartenenza del calciatore e dedotto come motivo di rigetto della richiesta medesima sanabile in sede di ricorso, con allegazione di detta ricevuta – Comm. Tess. 1999/2000; Com. Uff. n°44/D e seguenti – ed è quanto si è verificato nel caso di specie…P.Q.M….accoglie il ricorso presentato dal calciatore … e, per l’effetto, dichiara lo svincolo dalla società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 10/TFN del 19.9.2019 – (D.A./ ASD Accademia Gaggiano Team - Reg. Prot. 19/TFN-ST)

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF, dalla società ASD Accademia Gaggiano Team (matr. FIGC 947032), emesso dal CR Lombardia – LND,

Impugnazione istanza Reclamo ex art. 89, comma 1, lett. a, CGS proposto dal calciatore D.A. (n. 26.10.1999 - matr. FIGC 5062457)

Massima: Il Tribunale …osserva che la mancata opposizione della Società …, nel termine perentorio di otto giorni come sancito dall’art. 109 comma 5 NOIF determina, nella sostanza, acquiescenza alla richiesta di svincolo inoltrata dal calciatore al competente comitato…P.Q.M…Il Tribunale accoglie il reclamo presentato dal calciatore …. e, per l’effetto, lo dichiara svincolato dalla società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 8/TFN del 19.9.2019

Decisione impugnata: Mancata esecuzione della richiesta di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF, da parte del CR Lombardia – LND,

Impugnazione istanza: Reclamo ex art. 89, comma 1, lett. a, CGS proposto dal calciatore Z.E.S. (n. 27.1.1999 – matr. FIGC 6598455) contro la società CS Trevigliese ASD (matr. FIGC 53180)

Massima: Il Tribunale …. rileva la fondatezza del rigetto prestato dal CR Lombardia – LND all’istanza di svincolo ex art. 109 NOIF, in ossequio del disposto dell’art. art. 49 comma 7 CGS…. per la mancata sottoscrizione dell’istanza ad opera del calciatore…P.Q.M… conferma il tesseramento

Massima:…. il reclamo proposto risulta non accoglibile ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 commi 4 e 7 CGS dal momento che non contiene alcuna motivazione o critica all’impugnato provvedimento ma, unicamente, reca la sottoscrizione mancante innanzi al primo Organo, laddove le irregolarità procedurali che rendono inammissibile il ricorso non possono essere sanati con il reclamo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 7/TFN del 19.9.2019

Decisione impugnata: Provvedimento di svincolo ex art. 109 NOIF, del calciatore F.A. (n. 7.7.1995 – matr. FIGC 5601228), emesso dal CR Sardegna – LND,

Impugnazione istanza: Reclamo ex art. 89, comma 1, lett. a, CGS proposto dalla società ASD Pol. SG Flumini Quartu/F.A. - Reg. Prot. 4/TFN-ST

Massima:…il Tribunale rileva che l'odierna reclamante non ha effettuato nel termine perentorio di otto giorni, ex art 109 comma 3 NOIF, opposizione alla richiesta di inserimento nelle liste di svincolo, avanzata dal calciatore …al CR Sardegna, nonostante avesse ricevuto ritualmente la richiesta di svincolo avanzata dal medesimo al Comitato. Dalla  documentazione  in  atti  risulta,  in  relazione  a  questa  ultima  circostanza,  che  il  calciatore  abbia  inviato comunicazione della propria richiesta anche alla società …. con lettera raccomandata del 23 maggio 2019. L'opposizione, quindi, non effettuata nei modi e nei termini disposti dalla norma precitata è considerata adesione alla richiesta del calciatore ed il CR LND competente provvederà allo svincolo d'autorità, ex art. 109, comma 5 NOIF.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 4/TFN del 11.9.2019

Decisione impugnata: Provvedimento di diniego allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società ASD Certosa di Pavia (matr. FIGC 12390), emesso dal CR Lombardia – LND

Impugnazione istanza: Reclamo ex art. 89, comma 1, lett. a, CGS proposto dal calciatore B.D. (n. 12.3.1996 - matr. FIGC 4597889) / ASD Certosa di Pavia - Reg. Prot. 14/TFN-ST

Massima: Il calciatore ha prodotto la ricevuta attestante l’avvenuto invio alla società …. in data 25 maggio 2019, della raccomandata contenente la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF, nonché la ricevuta della avventa consegna della raccomandata. Ciò quindi consente di ritenere correttamente instaurata la procedura tendente ad ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF. Occorre aggiungere che il terzo comma dell’art. 109 NOIF stabilisce che, a fronte della richiesta di svincolo inoltrata dal calciatore, La  società  può  proporre  opposizione,  entro  otto  giorni  dal  ricevimento  della  richiesta,  con  lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato e per conoscenza al calciatore/calciatrice. A sua volta, il quinto comma del medesimo articolo stabilisce che: L'opposizione non effettuata da parte della Società nei  modi  e  nei  termini  come  sopra  prescritti  è  considerata  adesione  alla  richiesta  del  calciatore  ed  il  Comitato competente provvede allo svincolo d'autorità dello stesso. Nel caso di specie, la società …, nonostante avesse ricevuto la richiesta di svincolo del calciatore … non ha proposto opposizione. La mancata opposizione non può, pertanto, in adesione ai principi innanzi menzionati, che essere considerata adesione alla richiesta di svincolo. Il Tribunale….P.Q.M…lo dichiara svincolato ex art. 109 NOIF dalla società … dalla data del 25.5.2019.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione pubblicata sul C.U. n. 6/FTN del 2 Agosto 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 5/FTN del 29 Luglio 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: PROVVEDIMENTO DI SVINCOLO DEL CALCIATORE A.L. (N. 7.6.2001 - MATR. 5623129) EX ART. 109 NOIF EMESSO DAL CR CAMPANIA – LND E PUBBLICATO SUL CU N. 3 DEL 5.7.2019).

Impugnazione istanza:  SF AVERSA NORMANNA SRL (MATR. FIGC 915670) CONTRO A.L. (CALCIATORE N. 7.6.2001 – MATR. FIGC 5623129) – (RECLAMO EX ART. 89, COMMA 1, LETT. A NUOVO CGS DELLA SOCIETÀ SF AVERSA NORMANNA SRL (MATR. FIGC 915670)

Massima: Il Tribunale…rigetta il reclamo presentato dalla società … avverso il provvedimento di svincolo ex art. 109 NOIF del calciatore …. e, per l’effetto, conferma l’avvenuto svincolo dello stesso…. Come noto l’art. 109 NOIF, al secondo e terzo comma, stabilisce che: 2.Per ottenere lo svincolo, il calciatore/calciatrice deve chiedere, entro il 15 giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso, con lettera raccomandata diretta alla Società e rimessa in copia anche alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato competente, di essere incluso/a in “lista di svincolo”. La ricevuta della raccomandata diretta alla società deve essere allegata alla copia della lettera indirizzata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato. 3. La società può proporre opposizione, entro otto giorni dal ricevimento della richiesta, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata alla Lega, Divisione, Dipartimento o Comitato e per conoscenza al calciatore/calciatrice. A sua volta, il quinto comma del medesimo articolo stabilisce che: L'opposizione non effettuata da parte della Società nei modi e nei termini come sopra prescritti è considerata adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d'autorità dello stesso. Secondo tale norma, dunque, il calciatore che intende ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF deve inoltrare la relativa richiesta con lettera raccomandata alla società. Detta lettera raccomandata è poi rimessa in copia al Comitato competente. La società può proporre, innanzi al Comitato competente, opposizione alla richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF nel termine di otto giorni dal ricevimento della raccomandata. La mancata opposizione, secondo le modalità ed i termini indicati dalla norma, equivale ad adesione alla richiesta di svincolo….Invero, il calciatore ha inviato la raccomandata presso la sede della società, così come risultante dagli atti ufficiali, e, dunque, la circostanza che la società era irreperibile presso tale luogo non può essere addebitata allo stesso. La mancata opposizione della società, di conseguenza, non può che essere considerata quale adesione alla richiesta di svincolo, così come previsto dall’art. 109 NOIF, indipendentemente dalla sussistenza o meno dei presupposti richiesti dalla stessa norma.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 57/TFN del 05.08.2020

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Lombardia – LND di respingimento dell’istanza di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF dalla società US Triestina 1946 (matr. FIGC 81725),

Impugnazione istanza:  Ricorso ex art. 89, co. 1, lett. a) CGS presentato dal sig. F.Z. (calciatore n. 18.06.1998 – matr. FIGC 5371410) / US Triestina 1946

Massima: Alla luce del consolidato, granitico, orientamento della presente Sezione sulla base del quale è consentito al ricorrente, eventualmente incorso in preclusioni e/o decadenze, di depositare in sede di ricorso ulteriore documentazione, con efficacia  sanante,  ex  tunc,  delle  stesse  eventuali  preclusioni  e/o  decadenze,  nelle  more  maturate,  si  ritiene  di acconsentire all’ingresso nel presente fascicolo, sotto il profilo istruttorio, della cartolina attestante l’inoltro della domanda di svincolo alla Società …., a fortiori trattandosi di documento formatosi in data antecedente rispetto alla promozione del presente ricorso. Da ciò discende la procedibilità del ricorso e della originaria domanda di svincolo.

Massima: Viene accolto il ricorso del calciatore avverso il provvedimento di diniego del CR Lombardia tendete ad ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF perché si può legittimamente ritenere provata, nel merito, anche per il principio di non contestazione, la circostanza invocata dal calciatore, …..la mancata partecipazione al numero di gare indicato nell’art. 109 NOIF.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 21/FTN del 31 Maggio 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.19/FTN del 4 Aprile 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: MANCATA ESECUZIONE DELLA RICHIESTA DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ EX ART. 109 NOIF).

Impugnazione istanza: P.D.  (CALCIATORE - N. 2.5.1997 – MATR. FIGC 5095320) CONTRO ASD SAN NICOLA CALCIO 2009 (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS –

Massima: Riformata la decisione del CR Campania che aveva rigettato la richiesta di svincolo per inattività perché ritenuta in contrasto con l’art. 109 NOIF poiché inviata prima dei termini previsti dalla norma (21.02.2019).…Il Tribunale adito ritiene necessario premettere che non sussistono dubbi sul  rispetto  degli obblighi di cui al comma 2 dell’art. 109 NOIF in ordine all’invio della raccomandata con richiesta di svincolo alla Società di appartenenza e dell’allegazione di copia alla richiesta inoltrata al Comitato competente. Ne consegue che il contrasto con la vigente normativa dell’art. 109 ravvisato dal Comitato non può che essere riferito al termine di invio della raccomandata (“entro il 15 Giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso”). In proposito, come appare evidente, la norma in esame pone per la validità della richiesta solo un termine finale e non anche un termine iniziale: quindi spetta al giudicante valutare in concreto e secondo ragionevolezza ,caso per caso, quando la richiesta di svincolo possa essere inoltrata, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo “per inattività”, che può essere invocato dal calciatore “a disposizione della Società entro il 30 Novembre”, quando non abbia “preso parte”, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”. Se ne deve dedurre che il calciatore per invocare il diritto allo svincolo per inattività deve almeno dimostrare che era a disposizione della Società entro il 30 Novembre e che la Società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, senza consentirgli di prendervi parte (fatti salvi i presupposti eccezionali menzionati nel comma 1 e nel comma 4). Ciò detto e ritenuto, appare incontestabile che nessun rilievo, ai fini della decisione del presente reclamo, può attribuirsi alla data del 15 Giugno (o successiva conclusione del Campionato), trattandosi di un termine finale e non certo iniziale. E’ altrettanto evidente che, in presenza di una richiesta di svincolo presentata nel corso del campionato, quando sono ancora da disputare più di quattro gare ufficiali, la Società ben può opporsi formalmente allo svincolo dimostrando il suo concreto interesse all’impiego del calciatore nel prosieguo del campionato in uno con l’intendimento di convocarlo nelle successive gare del campionato stesso: quindi il Comitato deve valutare nel caso concreto la fondatezza dell’opposizione, tenendo però presente quanto disposto nel comma 5 dell’art. 109 NOIF, secondo cui la mancata opposizione della Società alla richiesta di svincolo , nei modi e termini prescritti, deve essere considerata “adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d’autorità dello stesso”.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 21/FTN del 31 Maggio 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.19/FTN del 4 Aprile 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: Decisione del CR Lombardia

Impugnazione istanza: P.A. (CALCIATORE - N. 19.5.1998 – MATR. FIGC 5144121) CONTRO SSD VALDALPONE RONCÀ (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – AVVERSO LA MANCATA ESECUZIONE DELLA RICHIESTA DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ EX ART. 109 NOIF).

Massima: Riformata la decisione del CR Lombardia che aveva rigettato la richiesta di svincolo per inattività perché ritenuta in contrasto con l’art. 109 NOIF poiché inviata prima dei termini previsti dalla norma…Il Tribunale adito ritiene necessario premettere che non sussistono dubbi sul  rispetto  degli obblighi di cui al comma 2 dell’art. 109 NOIF in ordine all’invio della raccomandata con richiesta di svincolo alla Società di appartenenza e dell’allegazione di copia alla richiesta inoltrata al Comitato competente. Ne consegue che il contrasto con la vigente normativa dell’art. 109 ravvisato dal Comitato non può che essere riferito al termine di invio della raccomandata (“entro il 15 Giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso”). In proposito, come appare evidente, la norma in esame pone per la validità della richiesta solo un termine finale e non anche un termine inziale: quindi spetta al giudicante valutare in concreo e secondo ragionevolezza, caso per caso, quando la richiesta di svincolo possa essere inoltrata, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo “per inattività”, che può essere invocato dal calciatore “a disposizione della Società entro il 30 Novembre” quando non abbia “preso parte”, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”. Se ne deve dedurre che il calciatore per invocare il diritto allo svincolo per inattività deve almeno dimostrare che era a disposizione della Società entro il 30 Novembre e che la Società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, senza consentirgli di prendervi parte (fatti salvi i presupposti eccezionali menzionati nel comma 1 e nel comma 4). Ciò detto e ritenuto, appare incontestabile che nessun rilievo, ai fini della decisione del presente reclamo, può attribuirsi alla data del 15 Giugno (o successiva conclusione del Campionato), trattandosi di un termine finale e non certo iniziale. È altrettanto evidente che, in presenza di una richiesta di svincolo presentata nel corso del campionato, quando sono ancora da disputare più di quattro gare ufficiali, la Società ben può opporsi formalmente allo svincolo dimostrando il suo concreto interesse all’impiego del calciatore nel prosieguo del campionato in uno con l’intendimento di convocarlo nelle successive gare del campionato stesso. Quindi il Comitato deve valutare nel caso concreto la fondatezza dell’opposizione, tenendo però presente quanto disposto nel comma 5 dell’art. 109 NOIF, secondo cui la mancata opposizione della Società alla richiesta di svincolo, nei modi e termini prescritti, deve essere considerata “adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d’autorità dello stesso”. Da quanto sopra detto deriva che in tutti i casi in cui non è stata proposta opposizione della Società, benché ritualmente edotta, il Comitato deve provvedere allo svincolo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 21/FTN del 31 Maggio 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.19/FTN del 4 Aprile 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: Decisione del CR Lombardia

Impugnazione istanza: S.C. (CALCIATORE - N. 28.10.1999 – MATR. FIGC 5369334) CONTRO ASD ACCADEMIA CALCIO VITTUONE (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – AVVERSO LA MANCATA ESECUZIONE DELLA RICHIESTA DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ EX ART. 109 NOIF).

Massima: Riformata la decisione del CR Lombardia che aveva rigettato la richiesta di svincolo per inattività perché ritenuta in contrasto con l’art. 109 NOIF poiché inviata prima dei termini previsti dalla norma…Il Tribunale adito ritiene necessario premettere che non sussistono dubbi sul  rispetto  degli obblighi di cui al comma 2 dell’art. 109 NOIF in ordine all’invio della raccomandata con richiesta di svincolo alla Società di appartenenza e dell’allegazione di copia alla richiesta inoltrata al Comitato competente. Ne consegue che il contrasto con la vigente normativa dell’art. 109 ravvisato dal Comitato non può che essere riferito al termine di invio della raccomandata (“entro il 15 Giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso”). In proposito, come appare evidente, la norma in esame pone per la validità della richiesta solo un termine finale e non anche un termine inziale: quindi spetta al giudicante valutare in concreo e secondo ragionevolezza, caso per caso, quando la richiesta di svincolo possa essere inoltrata, avendo riguardo all’ipotesi specifica dello svincolo “per inattività”, che può essere invocato dal calciatore “a disposizione della Società entro il 30 Novembre” quando non abbia “preso parte”, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva”. Se ne deve dedurre che il calciatore per invocare il diritto allo svincolo per inattività deve almeno dimostrare che era a disposizione della Società entro il 30 Novembre e che la Società ha disputato almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, senza consentirgli di prendervi parte (fatti salvi i presupposti eccezionali menzionati nel comma 1 e nel comma 4). Ciò detto e ritenuto, appare incontestabile che nessun rilievo, ai fini della decisione del presente reclamo, può attribuirsi alla data del 15 Giugno (o successiva conclusione del Campionato), trattandosi di un termine finale e non certo iniziale. È altrettanto evidente che, in presenza di una richiesta di svincolo presentata nel corso del campionato, quando sono ancora da disputare più di quattro gare ufficiali, la Società ben può opporsi formalmente allo svincolo dimostrando il suo concreto interesse all’impiego del calciatore nel prosieguo del campionato in uno con l’intendimento di convocarlo nelle successive gare del campionato stesso. Quindi il Comitato deve valutare nel caso concreto la fondatezza dell’opposizione, tenendo però presente quanto disposto nel comma 5 dell’art. 109 NOIF, secondo cui la mancata opposizione della Società alla richiesta di svincolo, nei modi e termini prescritti, deve essere considerata “adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d’autorità dello stesso”. Da quanto sopra detto deriva che in tutti i casi in cui non è stata proposta opposizione della Società, benché ritualmente edotta, il Comitato deve provvedere allo svincolo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 17/FTN del 20 Marzo 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.16/FTN del 4 Marzo 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – RICHIESTA DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ.

Impugnazione istanza: C.D. (CALCIATORE MINORE – N. 16.9.2003 – MATR. FIGC 2668407)    C.A./C.D. (GENITORI) – US BOSTO -

Massima: Il Tribunale rileva che il reclamo seppur fa riferimento alla opposizione di cui all’art. 107 NOIF deve essere inteso quale richiesta di svincolo per inattività che va presentato al Settore Giovanile e Scolastico presso il Comitato Regionale Lombardia – LND e per tale motivo ordina la rimessione degli atti a tale Ufficio. Va precisato che i termini di cui all’art. 109 NOIF così come integrati dal C.U. n. 3 del 17/07/2018 – Circolare Esplicativa Tesseramento S.S. 2018/2019 del Settore Giovanile e Scolastico per l’opposizione devono intendersi con decorrenza dalla data di comunicazione della presente motivazione da parte della Segreteria del Tribunale…P.Q.M….dichiara la propria incompetenza a favore del Settore Giovanile e Scolastico presso il Comitato Regionale Lombardia

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 17/FTN del 20 Marzo 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.16/FTN del 4 Marzo 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: MANCATA ESECUZIONE DELLA RICHIESTA DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ EX ART. 109 NOIF.

Impugnazione istanza: P.T. (CALCIATORE – N. 12.7.1995 – MATR. FIGC 1014780) – SSD ARL CIVITANOVESE CALCIO - (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS –

Massima: Riformata la decisione del CR Marche che aveva rigettato la richiesta di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF perchè carente dell’allegazione della ricevuta di invio della medesima richiesta effettuata alla Società di calcio di appartenenza..Il Tribunale …. ha rilevato che effettivamente il calciatore nell’inviare al Comitato la richiesta  di svincolo ex art. 109 NOIF e per inattività, nel rispetto dei termini, ha regolarmente notiziato la SSD ARL Civitanovese Calcio di appartenenza, ma ha dimenticato di allegare alla documentazione la raccomandata stessa, il cui documento risulta allegato al presente reclamo. A tal proposito si evidenzia come è giurisprudenza costante del Tribunale, considerare il vizio consistente nella mancata allegazione alla richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 NOIF, della ricevuta della raccomandata inviata alla Società di appartenenza del calciatore e dedotto come motivo di rigetto della richiesta medesima, sanabile in sede di ricorso, con allegazione di detta ricevuta – Comm. Tess. 1999/2000; Com. Uff. n°. 44/D e seguenti – ed è quanto si è verificato nel caso di specie…P.Q.M…Il Tribunale…dichiara lo svincolo

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 17/FTN del 20 Marzo 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.16/FTN del 4 Marzo 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: RIGETTO DELLA RICHIESTA DI SVINCOLO EX ART. 109 NOIF).

Impugnazione istanza: R.B. (CALCIATRICE – N. 11.8.1999 – MATR. FIGC 2469663) – SC MUSIELLO SALUZZO 90 ASD - (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS –

Massima: Riformata la decisione del CR Piemonte Valle d’Aosta-Ufficio Tesseramento che aveva rigettato la richiesta di svincolo per inattività ex art. 109 NOIF perchè sarebbe dovuta essere inoltrata al termine del campionato ed entro il 15 Giugno e non in data 12.12.18.…le circostanze addotte dalla ricorrente sono condivisibili laddove non vi è dubbio che la calciatrice, per motivi ad Ella non imputabili, non abbia preso parte alle gare (come disposto dalla norma invocata). Va poi osservato che sebbene la società abbia inoltrato richiesta di nuove visite mediche, indipendentemente dalla valutazione della validità di tale convocazione, non risulta però essere stata effettuata alcuna successiva contestazione obbligatoria ai  sensi e per gli effetti  di  cui all’art. 109 capo 4 NOIF. Inoltre e da ultimo va osservato che su tutto quanto innanzi considerato la società non ha mai minimamente ritenuto di controdedurre.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 10/FTN del 6 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 7/FTN del 29 Ottobre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: Provvedimento del  C.R. Liguria

Impugnazione istanza: C.R. LIGURIA - LND (RICHIESTA DI GIUDIZIO IN ORDINE ALLO SVINCOLO DELLA CALCIATRICE R.A. - MATR. FIGC N. 2360521 – 24.04.2000).

Massima: Riformato il provvedimento del  C.R. Liguria di diniego dello svincolo ex art. 109 delle NOIF non avendo la calciatrice preso parte al numero di gare richiesto dalla suddetta norma. L’art. 109  NOIF così  recita: Il  calciatore “non professionista”  e “giovane  dilettante” il  quale, tesserato ed a disposizione della Società entro il 30 Novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa non dipenda da servizio militare ovvero da servizio obbligatorio equiparato o dalla omessa presentazione da parte del calciatore tesserato della prescritta certificazione di idoneità all’attività sportiva, nonostante almeno due inviti della Società. Secondo tale norma, dunque, presupposti per ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF sono: - Il calciatore deve, entro il 30 Novembre della relativa stagione sportiva, essere tesserato ed a disposizione della Società; - Non deve aver preso parte ad almeno 4 gare. Tale svincolo, tuttavia, non può essere concesso allorquando il calciatore non abbia presentato la certificazione di idoneità all’attività sportiva, nonostante almeno due inviti della Società. Nel caso di specie, la calciatrice …, al 30 Novembre 2017, non poteva ritenersi a disposizione della Società, così come richiesto dall’art. 109. Dagli atti di causa, difatti, emerge che la certificazione di idoneità sportiva della stessa calciatrice era scaduta in data 20 Settembre 2017. Emerge, altresì, che la Società, entro la suddetta data del 30 Novembre 2017 non ha mai provveduto a richiedere alla calciatrice la nuova certificazione di idoneità all’attività sportiva. La Società, invero, ha richiesto alla calciatrice detta documentazione solo in data 18 Aprile 2018.  È evidente, dunque, che, mancando al 30 Novembre 2017 il certificato di idoneità sportiva, la calciatrice non era a disposizione della Società.

Massima: L’istanza ex art. 109 NOIF è ammissibile se presentata allorquando, era ancora in corso la Coppa Italia di categoria.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 10/FTN del 6 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 7/FTN del 29 Ottobre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: Provvedimento del  C.R. Liguria

Impugnazione istanza: C.R. LIGURIA - LND (RICHIESTA DI GIUDIZIO IN ORDINE ALLO SVINCOLO EX ART.109 NOIF DEL CALCIATORE M.D.  - MATR. FIGC N. 4771123 – 19.04.1997).

Massima: Riformato il provvedimento del  C.R. Liguria di diniego dello svincolo ex art. 109 delle NOIF in quanto i due inviti a svolgere le visite mediche risultano essere stati inviati il 16.03.2018 e il 10.04.2018 ed appaiono strumentali a mantenere il vincolo di tesseramento. Ricordiamo che l’art. 109 NOIF prescrive che l’atleta deva essere a disposizione della Società entro il 30 Novembre di ogni anno sportivo e che un atleta non può svolgere attività agonistica (allenamenti e partite) in assenza della prescritta autorizzazione medica (art. 43 NOIF). Nel nostro caso, il certificato medico del Sig. M. risulta essere scaduto il 26.08.2016 e, pertanto, lo Società si sarebbe dovuta premurare di invitare il calciatore a presentare il certificato di idoneità prima del 30 Novembre.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 10/FTN del 6 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 7/FTN del 29 Ottobre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: AVVERSO IL DINIEGO ALLO SVINCOLO EX ART. 109 NOIF).

Impugnazione istanza: C.V.(CALCIATRICE – MATR. FIGC N. 5148201 – 7.12.1997) – ASD SS LAZIO CALCIO A 5 – (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS

Massima: Riformato il provvedimento della Divisione Calcio a 5 di diniego dello svincolo ex art. 109 delle NOIF in quanto la Società, una volta ricevuto il certificato medico, non ha convocato la calciatrice per le gare prescritte dall’art. 109 NOIF. Per completezza di esposizione si osserva che l’art. 109 NOIF prevede che la calciatrice sia a disposizione della Società entro il 30 Novembre e che un atleta per poter prendere parte agli allenamenti e alle partite deve necessariamente aver superato la visita medica di idoneità (art. 43 NOIF). Nel nostro caso la Società dopo la lettera di convocazione del Settembre 2017 ha atteso la fine del mese di Dicembre 2017 per convocare nuovamente a visita medica la calciatrice.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 9/FTN del 6 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 3/FTN del 24 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: Provvedimento del CR Lombardia,

Impugnazione istanza: ACD FEMMINILE TABIAGO – N.A. (CALCIATRICE – 2.3.2000 - MATR. FIGC 6773273);

Massima: Confermato il provvedimento del CR Lombardia, con cui era stata accolta l’istanza di svincolo della calciatrice per inattività, ex art. 109 delle NOIF, per aver correttamente applicato il comma 5 dell’art. 109 menzionato, dove è previsto che l’assenza di opposizione allo svincolo, manifestata dalla Società (ritualmente edotta dell’istanza) nei modi e termini prescritti dal precedente comma 3 “è considerata adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d’autorità dello stesso”.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 9/FTN del 6 Dicembre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 3/FTN del 24 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: provvedimento del CR Lombardia,

 Impugnazione istanza: B.N. (CALCIATORE – 24.11.1998 - MATR. FIGC 5398647) – AC CASTELLANA CASTELGOFFREDO - (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – SVINCOLO EX ART. 109 NOIF);

Massima: Riformato il provvedimento del CR Lombardia, con cui era stata respinta l’istanza di svincolo ex art. 109 delle NOIF, sul presupposto che tale istanza fosse “nulla” in quanto “non è stata presentata direttamente dal calciatore ma da un avvocato”, modalità non prevista dalla norma in questione in quanto…nulla vieta che, come avviene nell’ordinario sistema processuale, l’interessato chieda l’assistenza tecnica di un avvocato, cui rilascia una regolare procura speciale. Peraltro, nel caso in esame, il calciatore aveva anche apposto la propria sottoscrizione accanto a quella del legale, ratificando l’operato di quest’ultimo nel medesimo atto contenente la richiesta di svincolo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 6/FTN del 16 Ottobre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 3/FTN del 24 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: Decisione del CR Lombardia

 Impugnazione istanza: RECLAMO 10 – F.D.L.D. (CALCIATORE – 6.7.1999 - MATR. FIGC 5375822) – ASD ACCADEMIA GAGGIANO TEAM - (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – SVINCOLO EX ART. 109 NOIF);

Massima: Confermata la decisione del CR Lombardia che ha rigettato la propria richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF per aver la società documentato la partecipazione del calciatore a sette competizioni nel periodo in esame, indicando e documentando il tempo di permanenza in campo, del calciatore.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 6/FTN del 16 Ottobre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 3/FTN del 24 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – SVINCOLO EX ART. 109 NOIF);

Impugnazione istanza: V.T.L.B. (CALCIATORE – 24.2.1995 - MATR. FIGC 5586694) – ASD CASALE CREMASCO

Massima: Riformato il provvedimento del C.R. Lombardia che aveva respinto la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF poiché…dalla documentazione prodotta risulta effettivamente che la raccomandata inviata alla ASD Casale Cremasco, …. è stata spedita nella stessa data della raccomandata …. inviata al Comitato Regionale Lombardia – Ufficio Tesseramenti, ovvero in data 12/06/2018 e, pertanto, alla luce della molteplice uniforme giurisprudenza sin qui applicata, si ritiene completa la pratica. Osservando poi che la Società, ritualmente avvisata, nulla ha dedotto ed in ossequio al disposto dell’art. 109 comma 5 delle NOIF, devesi disporre lo svincolo del calciatore.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 6/FTN del 16 Ottobre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 3/FTN del 24 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – SVINCOLO EX ART. 109 NOIF;

Impugnazione istanza: P.F. (CALCIATORE – 19.10.1998 - MATR. FIGC 5414187) – SSV NATURNS -

Massima: Riformato il provvedimento del Comitato Provinciale Autonomo Bolzano che aveva respinto la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF in quanto la società ha prodotto, a dimostrazione della mancata presentazione del calciatore alla visita medica per il rilascio della regolare partecipazione all’attività sportiva federale, non già una regolare convocazione con attestazione di avvenuta ricezione della stessa, bensì una semplice corrispondenza via mail intercorsa con l’Istituto Medicina dello Sport di Bolzano in data 16 Maggio 2018 con la quale viene richiesta la scadenza del certificato di idoneità fisica del Piazzo e l’Azienda Sanitaria risponde indicando che la scadenza è già maturata nel lontano 1 agosto 2017 ovvero che il calciatore non poteva assolutamente effettuare attività sportiva federale nel periodo successivo a tale data

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 17/TFNT del  04 Aprile  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 39 – G.L. – 11.09.1999 – MATR. FIGC 6972295 - UCD SOLESINESE  (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS – AVVERSO LO SVICOLO EX ART. 109 NOIF);

Massima: Viene rigettata la richiesta di svincolo avanzata dal calciatore, per inattività, ex art. 109 NOIF, per non aver ancora preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva in corso, poiché a seguito dell’infortunio occorsogli non ha mai trasmesso alla società il certificato di avvenuta guarigione.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 15/TFNT del  02 Marzo  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 25 DEL CALCIATORE C.D. CONTRO LA SOCIETÀ ASD POL. VIGOR  PERCONTI – RICHIESTA SVINCOLO EX ART. 109 NOIF.

Massima: Viene dichiarato lo svincolo per inattività del calciatore, per non aver preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva in corso. E’ giusto osservare che, i termini indicati nel secondo comma dell’art. 109, del 15 giugno ovvero entro il 15mo giorno dalla fine del campionato, devono considerarsi termini finali per la richiesta di svincolo.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 15/TFNT del  02 Marzo  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 23 DELLA SOCIETÀ SS ROMULEA ASD CONTRO IL CALCIATORE MINORE T.T. E I GENITORI T.M.E D.L. AVVERSO LO SVINCOLO EX ART. 109  NOIF.

Massima: Viene revocato lo svincolo del calciatore per inattività, ex art. 109 NOIF, concesso dal C.R. e dichiarato valido ed efficace il vincolo del calciatore minore in favore della società in quanto il calciatore, infortunatosi durante il mese di agosto, non risultava a disposizione della Società sino alla comunicazione di avvenuta guarigione, strumentalmente effettuata dal calciatore, nella qualità, successivamente alla data di inoltro della relativa richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF. In oltre l’iniziativa del calciatore è stata oltremodo intempestiva, dal momento che la normativa di riferimento non obbliga la Società a convocare il tesserato per le prime quattro gara di campionato ma, a ragion veduta, indica la data del 30 novembre quale dies ad quem per la partecipazione a gare di campionato; il calciatore presenta la propria richiesta allo scadere delle prime quattro gare.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 07/TFNT del 09 Ottobre 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 005 - CALCIO ROSA' ASD A R.L./CADO' DAVIDE (ricorso avverso accoglimento svincolo ex art. 109 N.O.I.F.)

Massima: L’opposizione tardiva da parte della società alla richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF inoltrata dal calciatore è considerata adesione alla richiesta.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 07/TFNT del 09 Ottobre 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 001 - COLOMBANI PIETRO/A.S.D. REAL MELEGNANO (ricorso avverso provvedimento di diniego svincolo ex art. 109 N.O.I.F.)

Massima: Per costante ed univoca giurisprudenza il vizio consistente nella mancata allegazione alla richiesta di svincolo ex art. 109 N.O.I.F. della ricevuta della raccomandata inviata alla società di appartenenza del giocatore dedotto quale  motivo di rigetto della richiesta medesima , può essere sanato in sede di ricorso con l'allegazione di detta ricevuta e, di conseguenza, ai sensi del l'art. 109, n. 5, N.O.I.F., la mancata opposizione della società "è considerata adesione alla richiesta del calciatore''.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 07/TFNT del 09 Ottobre 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 007 - NIGRO ILARIA/A.C.F. TORINO (mancato accoglimento svincolo per inattività ex art. 109 N.O.I.F.)

Massima: La calciatrice viene svincolata perché l’Ufficio tesseramenti ha errato nel valutare tardiva la sua domanda di svincolo ex art. 109 NOIF che è stata presentata, invece, nei termini. L'art. 109 NOIF, al primo ed al secondo comma così  recita:  Il  calciatore  "non professionista" e "giovane dilettante" il quale, tesserato ed a disposizione della società entro il 30 novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa  non  dipenda  da servizio militare ovvero da servizio obbligatorio equiparato o dalla omessa presentazione da parte del calciatore tesserato della prescritta certificazione di idoneità a/l'attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società. Per ottenere lo svincolo, il calciatore deve chiedere, entro il 15 giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso omissis. Secondo tale norma, dunque, la richiesta di svincolo deve essere effettuata entro il 15 giugno o, nel caso di campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso, allorquando il calciatore, nel corso della stagione sportiva non abbia preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali. Nel caso, di specie, è vero che l'istanza ex art. 109 l.f. è stata presentata allorquando la stagione sportiva non si era ancora conclusa e che, dunque, a quella data vi poteva ancora essere la possibilità che la calciatrice prendesse parte al numero di gare richiesto dalla suddetta norma, tuttavia, quando l'Ufficio Tesseramento della Lega Nazionale Dilettanti ha esaminato l'istanza, la stagione sportiva si era conclusa, con la conseguenza che l'Ufficio Tesseramenti avrebbe ben potuto verificare la sussistenza, per i motivi che di seguito si esporranno, dei presupposti per lo svincolo ex art. 109 NOIF. Non può, dunque, sostenersi, come erroneamente ha fatto l'Ufficio Tesseramenti, che la richiesta di svincolo ex art. 109 NOIF era stata spedita fuori termine. Il quarto  comma dell'art.  109 NOIF prevede che: Nel caso in cui la Società  deduca due inviti  per  la  presentazione   della  certificazione  d'idoneità  a/l'attività  sportiva  non  rispettati  dal calciatore,  ha  l'obbligo  di  dimostrare  di  avergli  contestato  le  inadempienze  mediante  lettera raccomandata spedita entro otto giorni dalle date fissate per la presentazione di tale certificazione. Le  contestazioni  costituiscono  prova  del mancato  rispetto  dei relativi  inviti,  da parte  del calciatore,   se  questi,  a  sua  volta,  non  le  abbia  motivatamente  respinte,  sempre  a  mezzo raccomandata,  entro cinque giorni dalla ricezione delle stesse. Nel caso la Società deduca convocazioni a gare non rispettate dal calciatore, ha l'obbligo di dimostrare di avergli contestato le inadempienze mediante lettera raccomandata spedita entro otto giorni dalle stesse. Le contestazioni costituiscono prova del mancato rispetto  delle convocazione, se il calciatore, a sua volta, non le abbia  motivatamente  respinte,  sempre  a  mezzo  raccomandata, entro cinque giorni dalle relative ricezioni. Nel caso di specie, la Società, pur avendo invitato la calciatrice a presentare la certificazione d'idoneità all'attività sportiva ed a convocare la stessa per la partecipazione  alle gare, non ha provveduto a contestare le inadempienze nei modi e nei termini previsti dall'art. 109 NOIF. Si è visto, difatti, che l'art.  109 richiede che, laddove il calciatore non ottemperi all'invito concernente la presentazione dei certificati di idoneità, ovvero non si presenti alle gare cui è stato convocato, la società è tenuta a contestare, entro otto giorni, i detti inadempimenti a mezzo lettera raccomandata. La società, invece, ha provveduto a convocare la calciatrice inoltrandole, il medesimo giorno (10 ottobre 2016), le convocazioni per diverse gare che si sarebbero tenute nel mese di novembre 2016. In dette convocazioni  la società riportava il seguente avvertimento : Ti annuncio che la tua continua inadempienza verso il TCF costituisce grave violazione alle più elementari norme di comportamento sociale ed etico. La società, dunque, non ha contestato le inadempienze negli otto giorni successivi al loro verificarsi .

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 20/TFNT del 28 Febbraio 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 034 - MONTAGNA NADIA e CASTELLI GIUSEPPE/U.S. ISERA (richiesta svincolo ex art 109 N.O.I.F. calciatrice Castelli Giulia).

Massima: E’ inammissibile il reclamo tendente ad ottenere lo svincolo ex art. 109 NOIF  incentrato sulla  frequentazione scolastica ovvero sui motivi di studio ovvero ancora sulla residenza in altro luogo ove viene svolta l'attività sportiva. Infatti il citato articolo regola le modalità di svincolo per inattività che possono sussistere solo allorquando un giocatore, per motivi a lui non imputabili, non abbia preso parte ad almeno quattro gare.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 20/TFNT del 28 Febbraio 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 039 - ROSA PAOLO e SAYA ROSA/A.S.D. FORTITUDO C. ROMA F.C. (richiesta svincolo ex art 109 N.O.I.F. calciatore Rosa Francesco).

Massima: Il mancato  utilizzo  del  calciatore  conformemente  ai presupposti di cui al richiamato art.109 N.O.I.F. legittima lo svincolo

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 15/TFNT del 18 Gennaio 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 030 - A.S.D. SANTA SABINA/CUPPOLONI DANIELE (reclamo avverso svincolo - C.U. 67 del 4 novembre 2016)

Massima: Il calciatore deve essere svincolato per non aver preso parte alle prime quattro gare. Il Comunicato Ufficiale n. 04 del 15/07/2016 detta per i calciatori "giovani" con vincolo annuale (come nel caso in esame) regole speciali che prevedono la possibilità di richiedere lo svincolo per inattività quando il "giovane" dopo quattro giornate dall'inizio del campionato, non abbia preso parte ad alcuna gara per motivi a lui non imputabili. Prendere parte ad una gara significa che il calciatore scenda in campo e non basta che venga convocato e "portato in panchina". Nel caso in esame, il calciatore non è stato certamente utilizzato nelle prime quattro giornate, poiché nelle prime due non è dimostrato che abbia preso parte alla gara e nelle seconde due non è dimostrato che sia stato regolarmente convocato. La successiva lettera di contestazione del 19 ottobre 2016 , per la mancata presentazione alla gara del 16 ottobre, non costituisce prova di una valida convocazione . Le convocazioni per le gare del 23 e 30 ottobre 2016 sono irrilevanti, essendo  gare successive  alle prime quattro giornate dall'inizio del campionato.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 09/TFNT del 13 Ottobre 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza:  Reclamo 009 - LA TORRE ANDREA/A.C. TRENTO S.C.S.D. (richiesta svincolo per accordo ex art. 109 N.O.I.F.).

Massima: E’ giurisprudenza costante considerare il vizio consistente nella mancata allegazione alla richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., della ricevuta della raccomandata inviata alla Società di appartenenza del calciatore e dedotto come motivo di rigetto della richiesta medesima, sanabile in sede di ricorso, con allegazione di detta ricevuta - Comm. Tess. 199912000 ; Com. Uff. n°44/D e seguenti - ed è quanto si è verificato nel caso di specie.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 09/TFNT del 13 Ottobre 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 014 - A.S.D. ATLETICO VI.EST/SECCO EDOARDO (richiesta svincolo per inattività ex art. 109 N.O.I.F.).

Massima: Si deve affermare che il contraddittorio si è regolarmente instaurato tra le parti a seguito della notifica dell'istanza di svincolo ex art. 109 N.O.I.F. inviata dal calciatore e che, pertanto la società ricorrente avrebbe dovuto svolgere tempestiva opposizione dinanzi al Comitato Regionale Veneto. Di conseguenza, il provvedimento assunto dal C.R. Veneto risulta corretto e meritevole di conferma in quanto il mancato rispetto delle modalità previste dall'art . 109, n. 3 N.0.1.F ., ai sensi del successivo n. 5 del medesimo articolo, deve essere considerato adesione all'istanza di svincolo.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 06/TFNT del 22 Settembre 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: N.015-DALLA VALLE JORDAN ALESSIO/S.S.V.BRIXEN. (richiesta di svincolo per inattività ex art.109 N.O.I.F.)

Massima: Il calciatore non ha diritto allo svincolo art.109 N.O.I.F. perché nella stagione sportiva 2015/2016, ha preso parte ad almeno 5 gare ufficiali del Campionato Regionale Allievi nel senso di essere stato impiegato sul campo e non meramente inserito nelle distinte di gara. L'art.109 N.O.I.F.. prevede infatti che "il calciatore "non professionista "e "giovane dilettante "il quale, tesserato ed a disposizione della società entro il 30 novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività, salvo che questa non dipenda da servizio militare ovvero da servizio obbligatorio equiparato o dalla omessa presentazione da parte del calciatore  tesserato dalla prescritta certificazione di idoneità all'attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società".

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 06/TFNT del 22 Settembre 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo N.010- GAVAGNI LINDA/REAL AGLIANESE (richiesta di svincolo per inattività ex art.109 N.O.I.F.)

Massima: La calciatrice ha diritto allo svincolo ex art.109 N.O.I.F. perché l’opposizione formalizzata dalla società è stata inoltrata tardivamente dopo otto giorni dalla ricezione della richiesta di svincolo.  Il secondo ed il terzo comma dell'art.109 N.O.I.F. così recitano: Per ottenere lo svincolo, il calciatore deve chiedere, entro il 15 giugno o, nel caso di Campionato ancora in corso a tale data, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso, con lettera raccomandata diretta alla Società e rimessa in copia anche al Comitato competente, di essere incluso in "lista di svincolo". La ricevuta della raccomandata diretta alla società deve essere allegata alla copia della lettera indirizzata al Comitato. La società può proporre opposizione, entro otto giorni dal ricevimento della richiesta, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata al Comitato e per conoscenza al calciatore. L'opposizione va preannunciata al Comitato competente con telegramma da spedirsi nello stesso termine dinanzi indicato. A sua volta, il quinto comma del medesimo articolo stabilisce che: L'opposizione non effettuata da parte della Società nei modi e nei termini come sopra prescritti è considerata adesione alla richiesta del calciatore ed il Comitato competente provvede allo svincolo d'autorità dello stesso. Secondo tale norma, dunque, la società può proporre opposizione alla richiesta di svincolo ex art.109 N.O.I.F. nel termine di otto giorni dal ricevimento della stessa. Detto termine, per giurisprudenza costante di questo Tribunale, deve essere considerato perentorio. Con la conseguenza che la mancata osservanza del detto termine comporta l'adesione alla richiesta del calciatore.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 04/TFNT del 31 Agosto 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 006 -A.S. CAMINESE/CHIARETTO MATTIA (richiesta avverso lo svincolo per inattività ex art. 109 N.O.I.F.).

Massima: Il calciatore non può essere svincolato ex art. 109 NOIF perché non ha prodotto la certificazione di idoneità all'attività sportiva richiestagli dalla società. In materia di  svincolo per inattività del calciatore il comma 4 dell'art.109 N.O.I.F. prevede che nel caso in cui la società deduca due inviti per la presentazione della certificazione  d'idoneità  all'attività  sportiva  non rispettati   dal calciatore, ha l'obbligo di dimostrare di avergli contestato le inadempienze mediante lettera raccomandata spedita entro otto giorni dalle date fissate per la presentazione di tale certificazione. Le contestazioni costituiscono prova del mancato rispetto dei relativi inviti da parte del calciatore se questi, a sua volta, non le abbia motivatamente respinte sempre a mezzo raccomandata entro cinque giorni dalla ricezione delle stesse. Il citato articolo non prevede che la società debba inviare per raccomandata gli inviti al calciatore e nessuna autonoma interpretazione può sostituirsi ad una precisa e chiara disposizione del Legislatore Sportivo.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 04/TFNT del 31 Agosto 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: Reclamo 004- ZINESI RICCARDO/A.e. PALAZZOLO (richiesta avverso il mancato svincolo ex art.109 N.O.I.F.).

Massima: La mancata allegazione alla richiesta di svincolo per inattività, ex art.109  N.O.I.F., della ricevuta della raccomandata inviata alla Società di appartenenza del calciatore e dedotto come motivo di rigetto della richiesta medesima da parte del CR, è sanabile in sede di ricorso, con allegazione di detta ricevuta - Comm. Tess.199912000; Com.Uff.n°44/D e seguenti – ed è quanto si è verificato nel caso di specie.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 02/TFNT del 28 Luglio 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: N.002 – RICHIESTA DI GIUDIZIO DEL COMITATO PROVINCIALE AUTONOMO DI TRENTO IN ORDINE ALLA RICHIESTA DI SVINCOLO EX ART. 109 N.O.I..F. DALLA A.C. MEZZOCORONA s.r.l. DEL CALCIATORE OSTI MARCO.

Massima: E’ inammissibile la richiesta di giudizio del Comitato Provinciale Autonomo di Trento ai sensi del comma 6 dell'art.109 N.O.I.F. sulla istanza di svincolo del calciatore in quanto il citato articolo prevede che nel caso di opposizione della Società, il Comitato, valutati i motivi addotti, accoglie o respinge la richiesta di svincolo. Casi particolari non sono stati individuati dal Legislatore Federale, né autonome iniziative interpretative possono sostituirsi adesso 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 11/TFNT del 19 Aprile 2016 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO 038- CATANIA ALESSIO/POL.D. FREGENE (annullamento tesseramento ex ART. 109 N.O.I.F.).

Massima: E’ inammissibile il reclamo proposto dal calciatore perché proposto in violazione del procedimento (articolato in più fasi - v.infra) previsto dall'art.109 N.O.I.F.. per non aver avanzato alcuna richiesta di svincolo alla società. Invero, a mente della richiamata norma regolamentare, il calciatore "non professionista e/o giovane dilettante", che intenda ottenere lo svincolo per inattività deve chiedere (entro il 15giugno,o,nel caso di campionato ancora in corso, entro il quindicesimo giorno successivo alla conclusione dello stesso) con lettera  raccomandata  diretta  alla società(rimessa in copia al Comitato competente) di essere incluso nella "lista di svincolo". A fronte di tale richiesta la società è facultata a proporre opposizione entro i successivi otto giorni ovvero, in mancanza, ad aderire di fatto alla  richiesta del calciatore. Nel caso di adesione della società il Comitato territorialmente competente provvede d'autorità allo svincolo. Di contro, nel caso di opposizione, il Comitato, valutate le rispettive ragioni e/o deduzioni, accoglie o respinge la richiesta di svincolo del calciatore e solo avverso tale ultimo provvedimento è ammesso, nei termini di rito, il reclamo al Tribunale Federale- Sez. Tesseramenti.

Decisione C.F.A.: Comunicato ufficiale n. 020/CFA del 19 Gennaio 2015 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 053/CFA del 12 Maggio 2015 e  su  www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Tesseramenti - Com. Uff. n. 1/TFN – Sez. Tess. del 26.9.2014

Impugnazione – istanza: 1) RICORSO DELLA CALC. F.C.AVVERSO L’ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI SVINCOLO PER INATTIVITÀ, EX ART. 109 N.O.I.F. CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DEL TESSERAMENTO IN FAVORE DELLA SOCIETÀ TORINO CALCIO FEMMINILE

Massima: La calciatrice ha diritto allo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF per non aver la società convocato a gare la calciatrice dopo l’intervento chirurgico, nè invitato la calciatrice a sottoporsi a visite mediche, né di averle mai richiesto il certificato d’idoneità all’attività sportiva atteso che non è onere del calciatore comunicare alla società la guarigione clinica da un infortunio mentre è suo preciso onere, ex art. 109 N.O.I.F., rispondere agli inviti di presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva, così come rispondere alle convocazioni alle gare, giustificandone il mancato rispetto per motivi a lui non imputabili quali appunto le malattie e gli infortuni. L’art. 109 N.O.I.F. sanziona la volontà delle società di tenere fermo il proprio tesserato, con la conseguenza che (come insegna la consolidata giurisprudenza federale) non si considera inattivo l’atleta che, per motivi a lui non imputabili, non risponde a quattro convocazioni espletate con lettera raccomandata dal sodalizio sportivo. La giurisprudenza elaborata sul punto dagli organi della giustizia sportiva della F.I.G.C. è molto rigorosa nei confronti delle società che non rispettano la procedura di convocazione e che tentano di aggirare la norma, magari lasciando il calciatore in panchina o impiegandolo per pochi minuti. Secondo il dettato dell’art. 109 N.O.I.F. “il calciatore “non professionista” e “giovane dilettante” che tesserato e a disposizione della società entro il 30 novembre, non abbia preso parte, per motivi a lui non imputabili, ad almeno quattro gare ufficiali nella stagione sportiva, ha diritto allo svincolo per inattività”.

Decisione C.G.F. - Sezioni Unite: Comunicato Ufficiale n. 63/CGF Riunione del 20 dicembre 2007 n. 1 - www.figc.it

Decisione impugnata: Decisione della Commissione Tesseramenti Com. Uff. 7/D del 13.09.2007

Impugnazione - istanza:Ricorso dei signori R.S.R. e B.P., esercenti la potestà genitoriale sulla calciatrice D.S.R. avverso la decisione della Commissione Tesseramenti

Massima: La mancata sottoscrizione, da parte della calciatrice minore, della richiesta di svincolo per inattività del calciatore ex art. 109 delle NOIF, costituisce vizio sanabile - e, nella fattispecie in esame, in effetti sanato - dalla dichiarazione scritta, resa successivamente, con la quale la calciatrice ha fatto esplicitamente propria detta richiesta, così operandone la ratifica con effetto retroattivo, ai sensi dell’art. 1399 c.c.. L’art. 109, secondo comma, delle NOIF, nel prevedere che, per ottenere lo svincolo, il “calciatore” deve chiedere, con lettera raccomandata diretta alla Società e rimessa in copia anche al Comitato competente, di essere incluso in “lista di svincolo” fa sì che,come sul punto correttamente rilevato dalla Commissione Tesseramenti la sottoscrizione del calciatore, anche se minore, in calce all’istanza di svincolo sia necessaria ad substantiam. Detta sottoscrizione da parte del solo calciatore minorenne è tuttavia anche sufficiente e ciò non solo per quanto concerne la richiesta di svincolo per inattività ai sensi dell’art. 109 delle NOIF, ma anche, ad esempio e per rimanere in tema, per la richiesta di svincolo per cambiamento di residenza ex art. 111, secondo comma, delle NOIF, atteso che, anche in tal caso, la disposizione citata contempla quale soggetto istante il solo “calciatore”, senza richiedere altresì la sottoscrizione dell’esercente la potestà genitoriale, qualora si tratti di calciatore di minore età. Non così, si osserva per completezza, l’art. 107, primo comma, quarto capoverso, delle NOIF, che, nell’ambito della procedura di svincolo per rinuncia, dispone invece espressamente che il modulo di richiesta denominato “aggiornamento della posizione di tesseramento” debba essere sottoscritto anche dall’esercente la potestà genitoriale qualora il calciatore sia minorenne. Analoga prescrizione di sottoscrizione della richiesta da parte del calciatore e, se minore, anche dell’esercente la potestà genitoriale, si rinviene nella disposizione di cui al secondo comma dell’art. 39 delle NOIF, relativa al tesseramento dei calciatori, a conferma della ratio della vigente normativa federale che è quella di richiedere, in presenza di calciatori minorenni, il consenso dell’esercente la potestà genitoriale solo in occasione del compimento di determinati atti, cui l’ordinamento federale attribuisce evidentemente specifica rilevanza. Il riconoscimento al calciatore minorenne, nell’ambito dell’ordinamento federale, della capacità di compiere in via autonoma atti per i quali le norme federali non richiedono specificatamente altresì il consenso dell’esercente la potestà genitoriale, comporta pertanto la abilitazione al legittimo esercizio da parte dello stesso calciatore minorenne dei diritti e delle azioni che dipendono dagli atti compiuti, in conformità ai principi generali di diritto in materia di capacità di agire, desumibili dall’art. 2 c.c.

Massima: L’opposizione non effettuata dalla Società entro il termine di otto giorni dalla ricezione della richiesta di svincolo è considerata adesione.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 29/C Riunione del 26 Gennaio 2004 n. 3 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 12/D del 21.11.2003

Impugnazione - istanza: Appello dell’A.S. Turania 1997 avverso la decisione della Commissione Tesseramenti inerente lo svincolo d’autorità per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., concesso ai calciatori D.C.A., P.E., D.C.D., D.P.D.

Massima: Al fine di ottenere lo svincolo per inattività ex art. 109 NOIF il calciatore deve inoltrare la richiesta all’indirizzo ufficiale della società.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 1/C Riunione del 4 luglio 2002 n. 6 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 15/D del 24.1.2002

Impugnazione - istanza:Appello del calciatore M.M. avverso la revoca della concessione dello svincolo d’autorità, per inattività - ex art. 109 N.O.I.F. - dall’A.C. Vergine Dei Pini.

Massima: Il calciatore che richiede lo svincolo d’autorità per inattività ex art. 109 NOIF, deve provare il contenuto della lettera raccomandata inviata alla società della sua richiesta di svincolo d’autorità per inattività, quando nel testo della lettera esibita dalla società non si fa qualsiasi riferimento, anche indiretto, alla predetta richiesta di svincolo. Ciò in considerazione del fatto che la società ha anche dimostrato di aver inviato al calciatore la “convocazione a praticare il gioco del calcio” e lettere di invito per la presentazione della certificazione di idoneità all’attività sportiva, a cui il calciatore non ha ottemperato.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 32/C Riunione del 9 Maggio 2002 n. 4 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice V.F. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 dell’N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un determinato ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 12 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice R.S. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un determinato ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 11 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice S.M. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega, di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un determinato ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 10 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice S.V. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 9 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice M.L. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 6 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice M.M. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 5 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

 Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice L.C. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 4 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice B.C. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima, duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 30/C Riunione del 18 Aprile 2002 n. 3 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 13/D - Riunione del 13.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice C.E. avverso la reiezione della propria istanza di svincolo d’autorità per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 24/C Riunione del 28 Febbraio 2002 n. 8 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff n. 10/D - Riunione dell’8.11.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice M.L. avverso la revoca, da parte della Commissione Tesseramenti, dello svincolo per inattività - ex art. 109 N.O.I.F. - dall’U.S. Briantea.

Massima Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 24/C Riunione del 28 Febbraio 2002 n. 7– www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com.Uff. 10/D - Riunione dell’8.11.2001

 Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice B.S. avverso la revoca, da parte della Commissione Tesseramenti, dello svincolo per inattività - ex art. 109 N.O.I.F. - dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 24/C Riunione del 28 Febbraio 2002 n. 6 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 10/D – Riunione dell’8.11.2001

Impugnazione - istanza:Appello della calciatrice C.F. avverso la revoca dello svincolo per inattività - ex art. 109 N.O.I.F. dall’U.S. Briantea.

Massima: A norma dell’art. 109 N.O.I.F., il calciatore ha diritto allo svincolo da parte del Comitato Regionale, nel caso in cui la società non abbia proposto in tale sede opposizione ovvero ha proposto opposizione mediante produzione di documentazione incompleta, poiché in tal modo in applicazione di quanto previsto dall’art. 109 (comma 5) N.O.I.F, l’opposizione stessa non può produrre effetto alcuno se non l’accoglimento della richiesta del calciatore.

Massima: In tema di svincolo per inattività del calciatore, l’art. 109 delle N.O.I.F. delinea un meccanismo formale particolarmente rigido alla cui inosservanza la stessa disposizione collega di volta in volta, e da ultimo attraverso la presunzione di cui al comma 5, effetti ben precisi. Un sistema del genere, che appare per la verità eccessivamente rigoroso, può essere condiviso oppure no, ma tale è per scelta di politica sportiva sulla quale non è consentito interloquire e non può eludersene l’applicazione. La rigidità del sistema riguarda due distinte fasi: la prima relativa alla presentazione da parte del calciatore della certificazione medica di idoneità all’attività sportiva; la seconda, relativa alla richiesta di svincolo ed alla relativa opposizione.

Massima: A norma del comma 4 dell’art. 109 delle N.O.I.F., la società deve inviare al calciatore “due inviti per la presentazione della certificazione d’idoneità all’attività sportiva”. I due inviti rivolti dalla società alla calciatrice a sottoporsi entro certe date a visita medica non sono gli inviti (richiesti dal comma 4) a presentare la certificazione medica per l’attività agonistica. In tal caso la società viene meno ad un obbligo ben preciso. In difetto del presupposto, costituito dagli “inviti” ai quali la calciatrice non avrebbe ottemperato, perdono ogni valore le contestazioni del mancato rispetto di detti inviti. Ne discende inevitabilmente una prima duplice conclusione, e cioè l’impossibilità da parte della società di far valere l’omessa presentazione da parte della calciatrice, nonostante due inviti, della prescritta certificazione medica ed il diritto della calciatrice allo svincolo per inattività.

Massima: Dalla lettura dell’art. 109 comma 5 NOIF emerge con chiarezza che la mancata opposizione allo svincolo richiesto dalla calciatrice, da parte della società “è considerata adesione” ed il Comitato ha l’obbligo di provvedere d’autorità allo svincolo del calciatore se l’opposizione stessa non viene effettuata dalla società “nei modi e nei termini come sopra prescritti”. Ne discende che, escluso l’obbligo per la società di allegare all’opposizione la ricevuta della raccomandata inviata al calciatore, la stessa società deve dare comunque dimostrazione di avere osservato la formalità di cui all’art. 109 comma 3 NOIF, e cioè di aver portato a conoscenza del calciatore l’intervenuta opposizione. Anche in epoca successiva agli otto giorni di cui al medesimo comma 3, si è scritto, ma pur sempre in tempo utile perché l’opposizione non venga considerata adesione allo svincolo ed il Comitato sia posto nelle condizioni di verificare il rispetto o meno delle formalità e di provvedere sulla richiesta del calciatore.

Massima: L’art. 109 comma 4 NOIF, in materia di svincolo, impone al calciatore di “respingere motivatamente” entro cinque giorni le contestazioni mosse dalla società, senza nessun obbligo di esibizione del certificato medico, bastando la comunicazione alla società di essersi sottoposto a visita medico-sportiva presso un certo ambulatorio di medicina sportiva e di essere in possesso di certificato di idoneità all’attività agonistica.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 29/C Riunione del 26 aprile 2001 n. 5 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 16/D - Riunione del 14.12.2001

Impugnazione - istanza:Appello dell’A.S. Annonese F.C. avverso la declaratoria di svincolo per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., del calciatore S.R..

Massima: Le richieste di produzione della certificazione medica trasmesse dalla società al calciatore risultano prive di specifica indicazione della data entro la quale l’atleta era tenuto a presentare il documento richiesto. Tale carenza, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., inficia la validità delle richieste che devono pertanto ritenersi come mai avvenute. Risulta elusa la necessità di dare una precisa scadenza alle varie attività (presentazione del certificato, contestazioni ecc.) previste a carico delle parti. Consegue che è legittimo lo svincolo d’autorità disposto dalla Commissione Tesseramenti.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 20/C Riunione del 22 febbraio 2001 n. 6 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 14/D - Riunione del 23.11.2001

Impugnazione - istanza:Appello del calciatore P.R. avverso la reiezione della richiesta di svincolo per inattività - a norma dell’art. 109 N.O.I.F. - dall’A.C. Fossalta Maggiore.

Massima: L’inattività del calciatore, affinché possa avere rilevanza ai fini dello svincolo ex art. 109 NOIF, non è attribuibile al sodalizio di appartenenza in quanto il calciatore nella stagione sportiva 1999/2000 svolgeva il servizio militare (durato complessivamente dal 28 aprile 1999 al 5 marzo 2000), sicché sono da escludere la sua messa a disposizione della società di appartenenza entro il 30 novembre oltre che l’addebitabilità della pretesa inattività alla società medesima.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 9/C Riunione del 16 novembre 2000 n. 4 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 5/D – Riunione del 23.9.2000

Impugnazione - istanza:Appello dell’U.S. Bojano avverso la concessione dello svincolo d’autorità al calciatore P.L., a norma dell’art. 109 N.O.I.F., per inattività.

Massima: Ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., non si può avere lo svincolo per inattività quando il calciatore ha partecipato solo alle gare del Campionato “Juniores” e non anche a quelle della prima squadra.

Massima: L’art. 48 N.O.I.F., definisce “attività ufficiale” quella organizzata dalle Leghe, dai Comitati e dal Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica, con la conseguenza che le convocazioni del calciatore sono rituali quando sono state seguite da contestazioni di assenza non opposte dall’interessato, idonee ad evitare la dedotta inattività. L’art. 48 N.O.I.F. non consente di restringere alla sola attività della cosiddetta “prima squadra” il riconoscimento di “attività ufficiale”, tale essendo definita dalla norma medesima anche quella organizzata per le categorie giovanili.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 38/C Riunione del 2 giugno 2000 n.13 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 10/D - Riunione del 4.11.1999

Impugnazione - istanza:Appello del calciatore A.A. avverso la reiezione della richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., dall’A.P. Leonfortese.

Massima: L'art. 109 NOIF fa riferimento alla intera stagione sportiva, per cui il calciatore non può richiedere lo svincolo per inattività se ha partecipato ad almeno quattro gare durante la stagione sportiva, anche se le stesse sono state disputate in data successiva a quella dell'istanza di svincolo.

Massima: Lo svincolo per inattività di un calciatore é conseguente alla mancata partecipazione di esso a quattro gare ufficiali nell'arco dell'intera stagione sportiva. La data del 30 novembre alla quale fa riferimento l'art. 109 NOIF, non sta ad indicare che il calciatore debba avere disputato entro tale termine almeno quattro gare, ma fissa la data dalla quale il calciatore deve essere a disposizione della società (per tesseramento, prestito o altro) perché possa essere svincolato per la mancata disputa di almeno quattro gare ufficiali nell'arco della stessa stagione sportiva.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 38/C Riunione del 2 giugno 2000 n.13 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 10/D - Riunione del 4.11.1999

Impugnazione - istanza:Appello del calciatore A.A. avverso la reiezione della richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., dall’A.P. Leonfortese.

Massima: A norma dell'art. 23 comma 7 del Codice di Giustizia Sportiva “i termini sono computati non tenendo conto del giorno in cui ne è iniziata la decorrenza", e quindi la computabilità nel termine anche del giorno in cui la società ha ricevuto la richiesta di svincolo.

Massima: L'art. 23 comma 7 C.G.S. si applica a tutti i casi in cui le disposizioni regolamentari stabiliscono un termine entro il quale deve essere compiuta una determinata azione. La disposizione del resto non fa che ribadire un principio di carattere generale dell'Ordinamento giuridico, per il quale il termine comincia a decorrere dal giorno successivo a quello stabilito come termine iniziale (dies a quo non computatur in termino), per cui anche in assenza della norma di cui all'art. 23 comma 7, ugualmente non si sarebbe dovuto tenere conto del giorno in cui la società ha ricevuto la richiesta di svincolo.

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 20/C Riunione del 27 gennaio 2000 n. 7 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 4/d Riunione del 9.9.1999

Impugnazione - istanza:Appello del calciatore S.M. avverso la reiezione della richiesta di svincolo per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., dalla A.C.U.Z.S.S.

Massima: Non concretizza la violazione dell'art. 109 comma 2 N.O.I.F. quando il calciatore ha indirizzato la sua domanda di svincolo alla società, con la prevista raccomandata, non presso la sede sociale, ma presso il recapito del presidente della società. Ciò non inficia la regolarità dell'intrapresa procedura, avendo nella sostanza instaurato il contraddittorio, e legittimato l'istante a pretendere una pronuncia da parte della Commissione Tesseramenti sul merito del contenzioso.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 20/C Riunione del 27 gennaio 2000 n. 4 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 8/D - Riunione del 21.10.1999

 Impugnazione - istanza:Appello dell’A.C. Lucento avverso la concessione dello svincolo per inattività, ai sensi dell’art. 109 N.O.I.F., al calciatore F.I..

Massima: La previsione di svincolo per inattività, contenuta nell'art. 109 delle N.O.I.F., pur non precisando formalmente i limiti di utilizzo dei calciatori, deve tuttavia essere interpretata secondo le sue effettive finalità che sono quelle, da una parte, di scongiurare l'inerzia agonistica e, dall'altra, di evitare la sopravvivenza di un vincolo mantenuto in essere soltanto formalmente e a scopo meramente strumentale. (Nel caso in specie, risulta dagli atti che il calciatore è stato impiegato dalla sua Società di appartenenza soltanto in quattro gare casalinghe, a campionato ormai avviato e soltanto per pochi minuti finali. Queste circostanze denotano una chiara finalità strumentale per mantenere in vita il vincolo soltanto formalmente e vanificare il diritto del calciatore allo svincolo.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 31/C Riunione del 20 maggio 1999 n. 9 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 19/D - Riunione del 18.2.1999

Impugnazione - istanza: Appello del calciatore C.S. avverso la reiezione della richiesta di svincolo per inattività, ex art. 109 N.O.I.F., dalla S.S. Sangiorgina.

Massima: L’inattività del calciatore è attribuibile al medesimo e non già al sodalizio di appartenenza, quando provvede a convocare il tesserato per quattro volte per altrettante gare ufficiali e a contestare nei termini le relative mancate presenze.

 

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 9/C Riunione del 26 novembre 1998 n. 3 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 7/D - Riunione del 17.9.1998

 Impugnazione - istanza: Appello del calciatore M.J. avverso la reiezione della richiesta di svincolo d’autorità, ex art. 109 N.O.I.F., per inattività, dalla A.S. Camaiore Calcio.

Massima: L’art. 109 comma 1 N.O.I.F, esclude che l'inattività del calciatore possa costituire la base per la concessione dello svincolo d'autorità, quando questa sia da collegare, appunto, "alla omessa presentazione da parte del calciatore tesserato della prescritta certificazione di idoneità all'attività sportiva, nonostante almeno due inviti della società”.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 19/C - Riunione del 19 febbraio 1998 - n. 5 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 16/D - Riunioni del 28/29.11.1997

 Impugnazione - istanza: Appello del G.S. Nuova Gallese avverso la concessione dello svincolo d’autorità al calciatore G.A., a norma dell’art. 109 N.O.I.F., per inattività, nonché avverso il deferimento di essa reclamante.

Massima: Il meccanismo previsto dell'art. 109 N.O.I.F., il c.d. svincolo per inattività, si articola e si sviluppa su due piani: uno di carattere sostanziale, costituito dall'inattività del calciatore per motivi a lui imputabili nell'assenza delle ipotesi derogatorie previste dalla norma; l'altro di carattere procedurale, orientato a realizzare un minimo di contraddittorio imperniato su modalità formali e temporali della richiesta del calciatore, che deve essere rimesso in copia al Comitato competente, che, a seconda o meno della presenza di opposizione da parte della società, segue procedure diversificate prima di emettere la relativa pronuncia. Attesa la rilevanza della pronuncia cui sfocia il procedimento suddelineato, è evidente come la validità délla stessa sia subordinata alla completa osservanza delle condizioni di sostanza e di forma sopra accennate. (Nel caso di specie la lettera inoltrata dal calciatore alla società non soddisfa i requisiti prescritti per la sua assoluta genericità (abbandono dell'attività calcistica agonistica) e perché non contiene alcuna indicazione della rimessione dell'istanza stessa al Comitato competente. Pertanto, la CAF ha ripristinato il vincolo a favore della società).

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 14/C - Riunione del 15 gennaio 1998 - n. 7 – www.figc.it

 Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 8/D - Riunioni 26/27.9.1997

Impugnazione - istanza: Appello del F.C. Visport Front avverso la concessione dello svincolo d’autorità alla calciatrice V.F., a norma dell’art. 109 N.O.I.F., per inattività.

Massima: La mancata opposizione alla Commissione Tesseramenti da parte della società avverso l’annullamento dello svincolo, ex art. 109 N.O.I.F., concesso dal Comitato Regionale è considerata come adesione alla istanza del tesserato.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 8/C Riunione del 23 ottobre 1997 - n. 3 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 5/D - Riunioni nel 29/30.9.1997

 Impugnazione - istanza: Appello della Pol. Oratorio Aurora Ombriano avverso la concessione, a norma dell'art. 109 comma 2 N.O.I.F. dello svincolo d’autorità al calciatore B.D.

Massima: Il 2° comma dall'art. 109 NOIF impone che alla richiesta di svincolo inviata al Comitato sia allegata la ricevuta della raccomandata indirizzata alla controparte. L’omessa allegazione, ove non sia conseguenza del mancato invio della raccomandata, non costituisce ragione di rigetto della richiesta, potendosi e dovendosi, in tal caso, chiederne la successiva consegna all'interessato, che qualora la esibisca sana l’irregolarità.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 11/C Riunione del 4 dicembre 1997 - n. 10 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 7/D - Riunioni del 12/13.9.199

Impugnazione - istanza: Appello dell’A.S Euromop Giorgianna avverso la concessione dello svincolo d’autorità per inattività al calciatore Z.N., a norma dell’art. 109 N.O.I.F.

Massima:Quando non sono state provate quattro convocazioni ingiustificatamente disattese dall'atleta, deve nella specie ritenersi verificato il presupposto di cui all'art. 109 comma 1 NOIF secondo cui il calciatore che non ha preso parte, per cause a lui non imputabili, ad almeno quattro gare della stagione sportiva, ha diritto allo svincolo di autorità. (Nel caso di specie risulta agli atti che il calciatore, nel corso della stagione sportiva 1996/97, veniva convocato per cinque distinte gare, e che soltanto in tre occasioni la società appellante faceva pervenire all'interessato tempestive e rituali contestazioni di assenza, come previsto dall'art. 109 comma 4 N.O.I.F.)

Massima:Avverso il provvedimento dell'Ufficio Tesseramento della Lega Nazionale Dilettanti di rigetto della sua richiesta di svincolo per inattività, il calciatore può proporre reclamo alla Commissione Tesseramenti.

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 13/C Riunione del 19 dicembre 1996 n. 10 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 9/D - Riunioni dell'11/12.10.1996

 Impugnazione - istanza: Appello del G.S. Csen Atletico Nuoro avverso la concessione dello svincolo d’autorità per inattività a norma dell’art. 109 N.O.I.F. , al calciatore S.S..

Massima: Deve essere concesso al calciatore lo svincolo per inattività ex art. 109 N.O.I.F. quando lo stesso non venga impiegato per almeno quattro gare ufficiali, a nulla rilevando le argomentazioni della società che giustifica la mancata convocazione alle prescritte quattro gare ufficiali con la mancata presentazione del certificato di idoneità da parte del calciatore.  Massima: Avverso il provvedimento del Comitato Regionale che nega al calciatore lo svincolo per inattività ex art. 109 N.O.I.F, il calciatore può proporre ricorso alla Commissione Tesseramenti e successivamente alla CAF.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 13/C Riunione del 19 dicembre 1996 n. 9 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 9/D – Riunioni dell'11/12.10.1996

 Impugnazione - istanza: Appello della Pol. Riposto avverso la concessione dello svincolo d’autorità per inattività, ex art. 109 N.O.I.F. al calciatore C.C..

Massima: Quando un calciatore richiede lo svincolo d’autorità per inattività, ex art. 109 N.O.I.F, la Commissione Tesseramenti, riscontrando la mancata opposizione della società, ribadisce la decisione del Comitato Regionale, considerando quella ingiustificata omissione, ai sensi dell'art. 109 comma 5 N.O.I.F., adesione alla richiesta del calciatore.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 13/C Riunione del 19 dicembre 1996 n. 7 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 9/D Riunioni dell'11/12.10.1996

 Impugnazione - istanza: Appello del calciatore B.E. avverso la reiezione della propria richiesta di svincolo d’autorità per inattività, a norma dell’art. 109 N.O.I.F., dall’ U.S. Guanzatese.

Massima: L’ art. 109 N.O.I.F. stabilisce, al primo comma, che il calciatore non ha diritto allo svincolo per inattività nel caso in cui abbia prestato servizio militare ovvero servizio obbligatorio equiparato, principio ampiamente condiviso e consolidato dalla giurisprudenza di questa C.A.F.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 12/C Riunione del 5 dicembre 1996 n. 8 – www.figc.it 

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 9/D -Riunioni del 10/11.10.1996

Impugnazione - istanza: Appello dell’A.C. Dist. Mazzari Sant’Agata avverso la concessione dello svincolo d’autorità al calciatore C.A., ex art. 109 N.O.I.F., per inattività

Massima: Ai fini del diniego dello svincolo per inattività ai sensi dall'art. 109 N.O.I.F., la partecipazione del calciatore ad almeno quattro gare di campionato deve essere effettiva e non limitata a pochi minuti di giuoco (nel caso in esame il calciatore aveva partecipato alle gare per 1 solo minuto di giuoco a gara).

 

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