Decisione C.F.: Comunicato Ufficiale n. 13/Cf del 6 Febbraio 2004 n. 1 - www.figc.it

Impugnazione - istanza: Istanza di società diverse di Serie B in ordine al quesito del Presidente Federale sulla legittimità della disposizione di cui all’art. 46 del Regolamento della Lega Nazionale Professionisti e della delibera dell’assemblea di detta Lega, concernente i criteri di ripartizione dei proventi derivanti alla cessione dei diritti televisivi collettivi, di cui al com. uff. n. 11/Cfdel 23.12.2003 della Corte Federale

Parere: La disposizione di cui all’articolo 46 del Regolamento della Lega Nazionale Professionisti deve considerarsi inefficace per eccessiva onerosità sopravvenuta, ai sensi dell’art. 1467 ultimo comma cod. civ., a decorrere dal 1° luglio 2004 e, fermo il principio mutualistico, l’accordo negoziale, in materia di ripartizione dei proventi dei diritti televisivi stipulato in data 19 marzo 1999 tra le società appartenenti alla Lega, deve essere rinegoziato al fine di ricondurlo ad equità.

 

Decisione C.F.: Comunicato Ufficiale n. 11/Cf del 23 Dicembre 2003 n. 1 - www.figc.it

Impugnazione - istanza:Quesito del Presidente Federale circa la legittimità della disposizione di cui all’art. 46 del regolamento della Lega Nazionale Professionisti e della delibera dell’assemblea di detta Lega, concernenti i criteri di ripartizione tra le società dei proventi derivanti dalla cessione dei diritti televisivi collettivi

Parere: La disposizione di cui all’articolo 46 del Regolamento della Lega Nazionale Professionisti deve considerarsi inefficace per eccessiva onerosità sopravvenuta, ai sensi dell’art.1467 ultimo comma cod. civ., a decorrere dal 1° luglio 2004 e, fermo il principio mutualistico, l’accordo negoziale, in materia di ripartizione dei proventi dei diritti televisivi stipulato in data 19 marzo 1999 tra le società appartenenti alla Lega, deve essere rinegoziato al fine di ricondurlo ad equità. Alla base della nuova negoziazione che dovrà attuarsi a partire dal 1° luglio 2004, dovranno essere utilizzati i contrapposti criteri della mutualità in favore di tutte le società economicamente più deboli, eventualmente con le opportune graduazioni (prestando attenzione non soltanto alla collocazione all’interno del campionato di serie A o di serie B, ma anche ad altri criteri, quali quello del bacino di utenza e della potenzialità di diffusione televisiva delle singole società e della partecipazione alle Coppe europee) - e quello della ragionevolezza - in virtù del quale non possono essere imposti, in base al principio della mutualità, che è stato sempre alla base dell’organizzazione sportiva, criteri eccessivamente onerosi per i soggetti chiamati unilateralmente ad operare esborsi di denaro in favore di altri soggetti.

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