Decisione Collegio di Garanzia dello Sport in funzione Arbitrale: Lodo Arbitrale n. 3 del 29/01/2021  www.coni.it

Parti: C. O./F.M.

Massima: L’istanza arbitrale è accolta parzialmente in quanto uno dei tre contratti stipulati tra il calciatore e la società non è stato depositato in Lega per cui i compensi del calciatore in esso pattuiti non possono essere riconosciuti all’agente per quanto concerne la sua percentuale del 5% sul compenso annuo lordo. Il rapporto di mandato avente ad oggetto l’attività di agente espletata dal sig. O. nell’interesse del sig. M. ha titolo in due contratti sottoscritti tra le parti in causa l’11 luglio 2017 e il 21 novembre 2019, la cui validità ed efficacia temporale è pacifica. Einvece controversa la validità ed efficacia dei contratti di lavoro sportivo che fondano il diritto al compenso in favore dell’istante. Parte istante ha depositato copia di tre contratti tra la SocieSportiva Calcio Napoli e il sig. F. M.: il primo (n. 819A), recante la data di sottoscrizione del 31 agosto 2017; il secondo (n. 820A), privo di data di sottoscrizione, ma recante l’indicazione del periodo di validità dello stesso dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2022; il terzo (n. 480060/19), difficilmente leggibile, recante la data di sottoscrizione del 31 luglio 2019. Sia il primo che il secondo contratto, depositati da parte istante, risultano privi di sottoscrizione della Società sportiva. A seguito della produzione di copia dei contratti depositati presso la Federazione, dietro richiesta di questo Collegio, è risultato che sono stati regolarmente depositati soltanto il primo e il terzo dei predetti contratti e, precisamente, il n. 819/A, sottoscritto il 31 agosto 2017, e il n. 480060/19, sottoscritto il 31 luglio 2019. Va sul punto ricordato che la L. n. 91/1981, all’art. 4, stabilisce che «Il rapporto di prestazione sportiva a titolo oneroso si costituisce mediante assunzione diretta e con la stipulazione di un contratto in forma scritta, a pena di nullità, tra lo sportivo e la società destinataria delle prestazioni sportive, secondo il contratto tipo predisposto, conformemente allaccordo stipulato ogni tre anni dalla Federazione sportiva nazionale e dai rappresentanti delle categorie interessate». Il secondo comma del citato art. 4 prescrive, poi, che «La società ha lobbligo di depositare il contratto presso la Federazione sportiva nazionale per lapprovazione». La normativa federale in materia contenuta nelle NOIF prescrive, all’art. 93, co. 1, che «I contratti che regolano i rapporti economici e normativi tra le società ed i calciatori “professionisti” o gli allenatori, devono essere conformi a quelli “tipo” previsti dagli accordi collettivi con le Associazioni di categoria e redatti su appositi moduli forniti dalla Lega di competenza.  Il contratto deve riportare il nome dellagente che ha partecipato alla conclusione del contratto (…)». Al comma 3 è prescritto poi che «I calciatori “professionistiil cui contratto non sia stato depositato presso la Lega non possono partecipare a gare ufficiali». Dalla richiamata normativa di fonte statale e di fonte federale si trae l’indicazione della necessità dell’adozione della forma scritta e della modulistica federale a pena di nullità, in conformità al principio espresso dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui «le violazioni di norme dellordinamento sportivo non possono non riflettersi sulla validità di un contratto concluso tra soggetti assoggettati alle regole del detto ordinamento anche per lordinamento dello Stato, poiché se esse non ne determinano direttamente la nulliper violazione di norme imperative (art. 1418 c.c.), incidono necessariamente sulla funzionalidel contratto medesimo, vale a dire sulla sua idoneità a realizzare un interesse meritevole di tutela secondo l'ordinamento giuridico (art. 1322, comma 2°, c.c.); non può infatti ritenersi idoneo, sotto il profilo della meritevolezza della tutela dell'interesse perseguito dai contraenti, un contratto posto in essere in frode alle regole dell'ordinamento sportivo, e senza l'osservanza delle prescrizioni formali all'uopo richieste, e, come tale, inidoneo ad attuare la sua funzione proprio in quell'ordinamento sportivo nel quale detta funzione deve esplicarsi» (v. Cass. civ., n. 4845/81; nello stesso senso, Cass. civ., n. 75/1994; Cass. civ., n. 1855/1999; Cass. civ., n. 3545/2004; Cass. civ., n. 5216/2015). Sebbene il deposito del contratto presso la Federazione, il quale assolve alla funzione di controllo, sia di merito che di legittimità, della conformità del contratto individuale al contratto tipo, non sia espressamente previsto quale requisito di validità del contratto di lavoro sportivo, esso, tuttavia, incide pur sempre sul piano dell’efficacia negoziale operando alla stregua di una condizione, sospensiva o risolutiva a seconda della tesi accolta. L’interpretazione dei contratti di lavoro sportivo, posti da parte istante a fondamento delle pretese creditizie azionate nel presente giudizio, conduce alla conclusione della rilevanza, ai fini del riconoscimento delle provvigioni dovute, soltanto del primo di detti contratti. Con riguardo al secondo contratto, è risultato, infatti, provato agli atti del giudizio il difetto di deposito dello stesso e, pertanto, ne discende la sua inefficacia. Con riguardo al terzo contratto, è provato agli atti del giudizio che esso è stato sottoscritto in epoca successiva alla cessazione degli effetti del secondo contratto di mandato tra le parti in causa, allorché dunque nessun rapporto negoziale riferibile all’attività di agente sportivo sussisteva tra di esse. La dichiarazione a firma del vice direttore sportivo della Società Sportiva Calcio Napoli, prodotta da parte istante, non vale a costituire prova della legittimità della pretesa creditizia da essa vantata a titolo di provvigioni sul contratto di lavoro stipulato nel mese di luglio 2019, giacché in detto contratto non si dà atto dell’opera dellagente, e va osservato sul punto come la modulistica federale, che riproduce il contratto tipo di lavoro sportivo, preveda espressamente un apposito riquadro da completare nell’ipotesi in cui ci si avvalga dei servizi di un agente con l’indicazione del suo numero di iscrizione nel registro federale. Ciò detto, va rilevato che le provvigioni di cui parte ricorrente chiede l’accertamento e la conseguente condanna, come specificato nella memoria autorizzata del 16 gennaio 2021, sono riferite ai tre contratti di lavoro e, per ciascuno di essi, ad una singola stagione sportiva, e così per l’appunto “per le stagioni 2017/2018 sul contratto del 31.07.2017, 2018/2019 sul contratto del 31.07.2018 e 2019/2020 sul contratto del 31.07.2019. Stante, da un lato, il contenuto della domanda attorea e, dall’altro, l’inefficacia, per le ragioni sopra dette, dei contratti del luglio 2018 e del luglio 2019 a fondare la pretesa creditizia di parte istante, ne discende l’accoglibilità della pretesa relativa alle provvigioni con esclusivo riferimento al contratto stipulato il 31 agosto 2017 e, all’interno di esso, con limitato riferimento alla stagione sportiva 2017/2018.

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