F.I.G.C. – SETTORE TECNICO – 2008-2009 – Decisione pubblicata sul sito web: www.settoretecnico.figc.it e sul Comunicato ufficiale Sett. Tecn n. 127 del 15 maggio 2009 Procedimento disciplinare a carico di GIUSEPPE COMPAGNO – Collegio della Commissione Disciplinare composto da Bruni, Casale e Taddei El

F.I.G.C. – SETTORE TECNICO – 2008-2009 – Decisione pubblicata sul sito web: www.settoretecnico.figc.it e sul Comunicato ufficiale Sett. Tecn n. 127 del 15 maggio 2009

Procedimento disciplinare a carico di GIUSEPPE COMPAGNO – Collegio della

Commissione Disciplinare composto da Bruni, Casale e Taddei Elmi. Piani e Bisin con compiti

di segreteria.

La Commissione Disciplinare del Settore Tecnico:

visto l’odierno verbale di udienza in cui si dà atto della proposta di applicazione della sanzione

ridotta ai sensi dell’art. 23 del CGS come formulata dal deferito nei limiti in cui è stata accolta

dalla Procura Federale e riconosciuta come congrua da questa Commissione

ORDINA

l’applicazione al sig. GIUSEPPE COMPAGNO della sanzione della squalifica fino al

31/05/2009.

Procedimento disciplinare a carico di GIOVANNI CORALLO – Collegio della Commissione

Disciplinare composto da Bruni, Scarfone e Taddei Elmi. Piani e Bisin con compiti di

segreteria.

La Commissione Disciplinare del Settore Tecnico:

- tenuto conto degli atti e dei documenti acquisiti;

- considerato che il sig. Corallo è stato deferito per violazione dell’art. 1, comma 1, del

Codice di Giustizia Sportiva dell’art. 35, comma 1, del Regolamento del Settore

Tecnico in relazione all’art. 38, comma 1, delle NOIF per aver svolto la funzione di

allenatore della ASD SPORTLAND 2000, per parte della stagione sportiva 2008/2009,

senza formalizzare regolare tesseramento;

- valutate le argomentazioni accusatorie della Procura Federale che ha chiesto la sanzione

della squalifica per la durata di mesi cinque.

Ritenuto che:

- l’addebito contestato risulta documentalmente comprovato avendo oltretutto il deferito

dichiarato proprie false generalità;

- al riguardo, essendo nell’imminenza della sospensione dell’attività nel periodo estivo, è

da tener conto che la emananda sanzione non può ritenersi afflittiva in quanto

riguardante un periodo nel quale non si svolgono i campionati di calcio;

- l’art. 22 comma 2 CGS, in base al quale “le sanzioni che comportano la squalifica dei

tesserati devono essere scontate a partire dal giorno immediatamente successivo a

quello di pubblicazione del c.u.” deve essere letto in combinato con l’art. 19 comma1

lett. f), il quale, con riferimento specifico alla squalifica a tempo determinato, richiede

in ogni caso il rispetto del principio di afflittività;

- la sanzione normalmente comminata agli allenatori per le violazioni disciplinari

consiste nella squalifica a tempo determinato e la sua afflittività deriva, pressoché

esclusivamente, dal divieto di svolgere attività inerente alla disputa delle gare, essendo

precluso all’allenatore solamente di dirigere la squadra e di accedere al campo in

occasione delle gare (art. 22 comma 7 CGS), di talché la sanzione della squalifica a

tempo determinato, ove inflitta ai tecnici in prossimità del periodo estivo, nel quale è

sospesa l’attività agonistica, perde il proprio carattere di afflittività;

- sarebbe aberrante infliggere, a chi venga giudicato in prossimità della fine della

stagione sportiva, una sanzione più grave che tenga conto dei mesi estivi di inattività

ufficiali, perché si tratterebbe di soluzione discriminatoria dal momento che la durata

della sanzione deve essere commisurata oggettivamente alla gravità dei fatti, tanto più

considerato che più gravi sanzioni possono comportare anche più gravi conseguenze

(v. ad es. partecipazione ai corsi presso il Centro Tecnico);

- del resto l’applicazione del principio di afflittività al fine di modulare l’esecuzione

della sanzione è stata più volte invocata anche dai massimi organi di giustizia

domestica della FIGC, a partire dal noto caso “Calciopoli”, nel quale per alcune

società la sanzione della penalizzazione dei punti in classifica fu modulata in due

diverse stagioni sportive, onde garantirne appunto la piena afflittività (v. CAF, CU

1/C 14.7.06, Corte Federale, CU 2/Cf del 4.8.06);

- ai procedimenti di giustizia domestica della FIGC, per pacifica giurisprudenza del

Consiglio di Stato, che ha trovato recepimento all’interno degli organi di Giustizia del

Coni, si applica il principio generale di diritto amministrativo secondo cui l’organo

che emette un provvedimento può disporre la sospensione della sua esecuzione, per

gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario (art. 21 quater l. 241/90), ferma

restando la sua efficacia fin dal momento della pubblicazione (ai fini ad esempio della

sua immediata impugnazione e/o sospensione cautelare);

- pertanto è da ritenere che sia possibile, per motivate ragioni, differire gli effetti della

sanzione della squalifica a tempo determinato, così da garantirne la piena funzione

afflittiva stabilita dall’art. 19 comma 1 lett. f) CGS che, in quanto norma con carattere

di specialità riferita specificamente alle squalifiche a tempo determinato, è da ritenere

prevalente rispetto all’art. 22, comma 2, stesso CGS a carattere generale;

- in tal senso questa Commissione ritiene di discostarsi dal dispositivo, ad oggi non

motivato, della Corte di Giustizia del 7.5.2009 (CU n. 182/CGF, 2008/09)

P.Q.M.

dichiara il sig. GIOVANNI CORALLO responsabile dell’addebito disciplinare che gli è stato

contestato e, di conseguenza, gli infligge la sanzione della squalifica di mesi cinque da

scontarsi nel modo seguente:

- il primo mese dal 16/05/2009 al 15/06/2009;

- i restanti quattro mesi dal 15/08/2009 al 14/12/2009.

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