CONI – Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport – Decisione pubblicata sul sito web: www.coni.it Lodo Arbitrale del 25 gennaio 2013 promosso da: Sig. Andrea Annibaldi / Federazione Italiana Nuoto
CONI – Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport – Decisione pubblicata sul sito web: www.coni.it Lodo Arbitrale del 25 gennaio 2013 promosso da: Sig. Andrea Annibaldi / Federazione Italiana Nuoto
IL COLLEGIO ARBITRALE
PROF. AVV. TOMMASO EDOARDO FROSINI – PRESIDENTE
PROF. LUCA DI NELLA – ARBITRO
AVV. AURELIO VESSICHELLI – ARBITRO
ha pronunciato il seguente
L O D O
nel procedimento di arbitrato (prot. n. 2565 del 1° ottobre 2012) promosso da:
Sig. Andrea Annibaldi, con e presso l’Avv. Cristian Malaguti
(cristian.malaguti@ordineavvocatiferrara.eu)
parte istante
CONTRO
Federazione Italiana Nuoto, con e presso l’Avv. Carlo D’Amelio
(studio.damelio@gmail.com)
parte resistente
FATTO E SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO
1. Con istanza del 1 ottobre 2012, il Sig. Andrea Annibaldi adiva il Tribunale Nazionale
di Arbitrato per lo Sport (TNAS), chiedendo l’avvio di un arbitrato per «dichiarare
nulla, improcedibile, ovvero illegittima sproporzionata e manifestamente errata la
decisione n. 29/2012 con la quale la Commissione d’Appello Federale ha condannato
alla radiazione il sig. Andrea Annibaldi».
2. La vicenda trae spunto da un episodio accaduto il 20 aprile 2011 durante l’incontro di
pallanuoto, disputato a Civitavecchia, tra la squadra di casa “Centumcellae” e la squadra
ospite “Gabbiano”. Poco prima della conclusione dell’incontro, il giocatore del
“Centumcellae” Gianluca Faluschi si è sentito male in acqua lamentando forti dolori
all’addome, a causa, a detta del Falaschi stesso, di un pugno volontario ricevuto dal
giocatore avversario Andrea Annibaldi, che indossava la cuffia n. 9. Le conseguenze del
colpo ricevuto dal Faluschi sono state gravi e lo hanno portato a dovere subire
un’operazione di spelectomia per rottura della milza.
3. Veniva aperta, dal Procuratore Federale, un’istruttoria per individuare le
responsabilità dell’Annibaldi riguardo al suo diretto coinvolgimento nella vicenda, che
si concludeva con il deferimento e la richiesta di radiazione. Innanzi alla Commissione
Disciplinare si tenevano una serie di udienze con l’escussione di vari testimoni e, alla
fine, veniva emanato il provvedimento di non luogo a provvedere, «stante l’assoluta e
irrimediabile incompletezza del quadro probatorio acquisito».
4. Contro la decisione del giudice di prime cure, il Procuratore faceva appello alla
Commissione d’Appello Federale, la quale ribaltava il giudizio di primo grado e
condannava alla radiazione l’atleta Andrea Annibaldi, in quanto «la persona offesa
[Faluschi] è attendibile anche intrinsecamente per avere sempre fornito, sia pure in
momenti diversi, sempre la stessa versione dei fatti nel loro accadimento naturale,
senza voler a tutti i costi indicare “un colpevole” ma il colpevole».
5. Sulla decisione della Commissione d’Appello Federale, il Sig. Andrea Annibaldi
promuove istanza di arbitrato e, dopo avere lamentato la mancata convocazione della
difesa alle due udienze tenutesi presso la Commissione d’Appello Federale, chiede 1)
«Voglia il Tribunale intestato dichiarare nulla, improcedibile, ovvero illegittima
sproporzionata e manifestamente errata la decisione n. 29/2012 con la quale la
Commissione d’Appello Federale ha condannato alla radiazione il sig. Andrea
Annibaldi»; 2) «Voglia il TNAS pronunciarsi per l’assenza di responsabilità del sig.
Andrea Annibaldi rispetto all’evento lesivo occorso al sig. Gianluca Faluschi ovvero,
nella non creduta ipotesi di attribuzione di responsabilità al sig. Andrea Annibaldi
condannarsi alla pena ritenuto proporzionata ed adeguata a quanto emerso nel corso
del procedimento».
6. Si costituiva con propria memoria la Federazione Italiana Nuoto (FIN), replicando a
quanto prodotto e argomentato da parte istante, svolgendo proprie considerazioni di
merito e concludendo per 1) «in via principale […] voglia l’Ill.mo Tribunale intestato
confermare, in quanto legittima e fondata, la decisione n. 29/2012 con la quale la
Commissione d’Appello della FIN ha irrogato la sanzione della radiazione al sig.
Andrea Annibaldi; 2) in via subordinata, qualora ritenuta eccessiva la pena irrogata
dalla Commissione d’Appello Federale, irrogare al sig. Andrea Annibaldi una pena non
inferiore alla squalifica per un periodo di anni cinque ai sensi dell’art. 21 del
Regolamento di Giustizia Federale; 3) in via ulteriormente subordinata: nella denegata
ipotesi ritenga violato il principio del contradditorio per mancata presenza
dell’Annibaldi alle udienza tenutesi dinanzi alla Commissione d’Appello Federale,
rinviare gli atti al Giudice di secondo grado per un nuovo giudizio».
7. La parte istante nominava quale Arbitro il Prof. Luca Di Nella; la parte resistente
provvedeva alla nomina dell’Arbitro nella persona dell’Avv. Aurelio Vessichelli;
successivamente, veniva designato, di comune accordo tra gli Arbitri, quale Presidente
del Collegio Arbitrale, il Prof. Avv. Tommaso Edoardo Frosini che, in data 31 ottobre
2012 formulava l’accettazione ex art. 6, comma 5, del Codice.
8. Il Collegio Arbitrale teneva una prima udienza in data 28 novembre 2012 presso la
sede del TNAS, dove veniva coltivata una ipotesi di tentativo di conciliazione ex art. 20,
commi 1 e 2, del Codice, che non aveva, successivamente, nessun esito. Si teneva una
seconda udienza, in data 25 gennaio 2013, dove le Parti discutevano nel merito,
rispettando il principio del contraddittorio.
Il Collegio si riservava.
MOTIVI DELLA DECISIONE
9. Innanzitutto, riguardo alla lagnanza della parte istante di non essere stata avvertita,
ovvero notificata, per la partecipazione alle udienze presso la Commissione d’Appello
Federale, questo Collegio non può che stigmatizzare il comportamento di chi avrebbe
dovuto convocare in udienza l’istante, per consentirgli di esercitare il suo diritto di
difesa costituzionalmente garantito. Certo, la possibilità di un ulteriore grado di
giudizio, presso questo Tribunale sia pure con funzione arbitrale, finisce con l’assorbire
il mancato (e grave) rispetto del contradditorio in sede di giudizio d’appello. Posto che
di fronte a questo Tribunale si possono sottoporre i provvedimenti assunti in sede di
giustizia endofederale per chiedere e ottenere una pronuncia definitiva, quindi non più
oggetto di impugnazione nell’ambito del sistema di giustizia sportiva. Va altresì detto,
senza volere attribuire particolari meriti ma solo esporre un dato di fatto, che questo
Tribunale, nella sua numerosa attività giurisdizionale, si è sempre attenuto al pieno
rispetto dei principi costituzionali del giusto processo (ex art. 111 Cost.), ritenendoli
parametri indefettibili per il pieno e corretto svolgimento della funzione giudicante.
10. Parimenti questo Collegio segnala come anomalo, e comunque suscettibile di un
possibile conflitto di interessi, quanto rilevato dalla difesa di parte istante nella
“memoria autorizzata” del 14 gennaio 2013, e cioè: «il Procuratore Federale della
vicenda disciplinare che ha condotto alla radiazione del sig. Andrea Annibaldi è oggi il
legale difensore e patrocinatore della FIN. Il sommo Orazio avrebbe sentenziato:
caelum, non animum mutant qui trans mare currunt». E’ pur vero che le norme di
giustizia sportiva della FIN non prevedono nessuna forma di incompatibilità fra
l’attività di Procuratore e contestualmente quella di legale difensore della Federazione,
ma non può però lasciare perplessi la situazione in cui colui che è chiamato a svolgere
l’attività inquirente finalizzata al deferimento dei tesserati FIN, possa spogliarsi di
questo abito per poi indossare anche quello di difensore avvocato della stessa FIN.
10. Per venire al merito della vicenda, risulta grave e senz’altro riprovevole il gesto
antisportivo commesso dal sig. Andrea Annibaldi, consistente nell’avere inferto un
colpo al sig. Gianluca Faluschi, che gli ha procurato seri e gravi danni alla salute,
costringendolo addirittura a dovere subire un intervento chirurgico per l’asportazione
della milza. E’ pur vero che, come dimostrato dal consulente medico nominato dalla
Procura della Repubblica di Civitavecchia nel proc. penale n. 3130/2011, la milza del
Faluschi era già ingrossata a causa della mononucleosi di cui era sofferente. Infatti,
come emerge dalla perizia medica, l’ingrossamento della milza, dovuto al virus di
Epstein-Bar, aumenta grandemente la possibilità di rottura della stessa negli sport di
contatto (v. la relazione medica del dott. Moriani, prodotta agli atti).
Va altresì evidenziata la natura della volontarietà o meno del gesto compiuto
dall’Annibaldi a danno del Faluschi. Tenuto altresì conto, come dichiarato dalle parti in
sede di discussione, che è consuetudine, durante gli incontri di pallanuoto, scambiarsi
colpi sott’acqua fra avversari, dovuti in larga parte alla concitazione delle fasi di gioco,
specialmente durante la fase della marcatura a uomo. Annibaldi non nega di avere
potuto colpire il Faluschi, mentre lo marcava, ma afferma di non averlo fatto
volontariamente. Come dallo stesso affermato in una dichiarazione sottoscritta e fatta
giungere a questo Collegio in data 30 gennaio 2013, che qui si riporta: «durante la
partita di pallanuoto del 20 aprile 2011 tra la mia squadra denominata “Gabbiano” e
la squadra di Civitavecchia denominata “Centumcellae” ho marcato diversi giocatori
avversari tra i quali c’era presumibilmente Gianluca Faluschi (che non conosco
personalmente). Non ho mai colpito volontariamente il Faluschi con l’intenzione di
fargli male. Durante la partita i contatti con l’avversario in acqua sono continui e
vigorosi. Non posso escludere che durante una marcatura o durante una ripartenza ho
colpito l’avversario, ma di certo non l’ho fatto intenzionalmente».
11. Resta il fatto della grave menomazione di cui oggi soffre Gianluca Faluschi, dovuta
a un colpo subito durante la partita di pallanuoto Gabbiano vs. Centumcellae: colpo da
attribuirsi, sia pure non intenzionalmente, al sig. Andrea Annibaldi, il quale è passibile
comunque di sanzione: anche se appare eccessiva e sproporzionata la radiazione. Questo
Collegio, uniformandosi a quanto già deciso nel lodo del 12 giugno 2009 nella causa
Isola Farnese-Bellarosa/FIGC, ritiene e conferma che «la sanzione sportiva ha funzione
anche rieducativa: serve come ammonimento e consapevolezza dell’atteggiamento
antisportivo assunto. E’ riconducibile in via equitativa la sanzione disciplinare da parte
del TNAS laddove sia valutata la irragionevolezza e la sproporzione della sanzione
irrogata».
12. Il Collegio, per quanto sopra esposto, ritiene maggiormente conforme a una
valutazione fondata sul principio di equità e giustizia, riformare parzialmente la
decisione della Commissione d’Appello Federale n. 29/2012 e ridurre a mesi 27 la
sanzione inflitta, che deve intendersi conclusa il 14 dicembre 2014.
P.Q.M.
Il Collegio arbitrale, all’unanimità, definitivamente pronunciando e disattesa ogni
contraria istanza, eccezione e deduzione, accoglie parzialmente l’istanza di arbitrato e
riforma la decisione della Commissione d’Appello Federale n. 29/2012 riducendo a 27
mesi la sanzione in favore del sig. Andrea Annibaldi.
Così dispone per quanto di ragione e nei sensi di cui in motivazione:
a) compensa integralmente le spese per assistenza difensiva;
b) dichiara entrambe le parti – sig. Andrea Annibaldi e Federazione Italiana Nuoto –
tenute, con vincolo di solidarietà e salvo rivalsa tra loro, al pagamento dei diritti degli
arbitri e del CONI, che liquida, complessivamente, in € 4.500,00.
c) compensa i diritti amministrativi per il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport.
d) dichiara incamerati dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport i diritti
amministrativi versati dalle parti.
Così deciso in Roma, il giorno 25 gennaio 2013, in conferenza personale degli Arbitri e
sottoscritto in numero di tre originali nei luoghi e nelle date di seguito indicati.
F.to Tommaso Edoardo Frosini
F.to Luca Di Nella
F.to Aurelio Vessichelli