Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo Arbitrale del  22 giugno 2010 –  www.coni.it 

Decisione impugnata: Decisione del Comitato Nazionale dell’AIA del 18 febbraio 2010

Parti: P. D. contro Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.) e Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.)

Massima: La Decisione del Comitato Nazionale con la quale è stato deliberato il commissariamento della Sezione A.I.A., per essere stato il presidente reggente condannato in primo grado dall’autorità giudiziaria ordinaria per frode sportiva, è legittima alla luce della norma su cui è fondata, ossia dell’art. 11 comma 6 lett. s del Regolamento AIA. In forza di siffatta disposizione, invero,  “Il Comitato nazionale delibera … con  provvedimento motivato [in ordine] all’eventuale commissariamento delle Sezioni … per imprevedibili e gravi eventi insorti nel corso della stagione sportiva ed alla contestuale nomina del Commissario straordinario a tempo determinato”. Ebbene, il Comitato Nazionale ben poteva ritenere che l’elezione di un soggetto quale Presidente della Sezione costituisse un evento “imprevedibile e grave” tale da giustificare l’adozione della delibera di commissariamento della stessa, in quanto incompatibile con una serie di principi e prescrizioni vincolanti nel sistema sportivo. Dal sistema del Regolamento AIA – nonché più in generale da quello della FIGC – può dedursi: i.  un principio di leale cooperazione tra le autorità sportive e le autorità dello Stato (art. 2 comma 2 dello Statuto della FIGC); ii.  un obbligo incombente agli arbitri (e dunque anche agli associati nella Sezione) di comportarsi in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva con  trasparenza, correttezza e probità (art. 40 comma 1 del Regolamento AIA); iii.  il dovere degli arbitri (e dunque anche degli associati nella Sezione) di tenere un comportamento rispettoso dei principi di lealtà, di trasparenza, di rettitudine, e della comune morale, a difesa della credibilità e dell’immagine dell’AIA e del loro ruolo arbitrale (art. 40 comma 3 lett. c del Regolamento AIA); iv.  la possibilità che la sottoposizione dell’associato AIA ad indagine per delitto doloso possa recare pregiudizio all’immagine dell’AIA e/o della FIGC (tanto che in siffatta situazione è possibile  l’adozione di una sospensione cautelare dell’associato: art. 8 comma 6 lett. h del Regolamento AIA). Ne consegue che l’elezione di soggetto condannato per reati di frode sportiva, ancorché con sentenza suscettibile di impugnazione, ad una carica dell’organizzazione arbitrale, con funzioni rilevanti anche per lo svolgimento di competizioni, sia in antitesi con il  rispetto dovuto alle pronunce dell’autorità giudiziaria e rappresenti, per i soggetti che l’hanno posta in essere, ossia gli associati presso la Sezione, un comportamento contrario ai principi di  lealtà, correttezza e probità loro imposti a difesa della credibilità e dell’immagine dell’AIA.

 

Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo arbitrale del 22 giugno 2010 – www.coni.it 

Decisione impugnata: Decisione del Comitato Nazionale dell’AIA del 18 febbraio 2010 Parti: SIG. P.D./ FEDERAZIONE ITALIANA GIUCO CALCIO e ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI

Massima TNAS: (2) Dal sistema del Regolamento AIA – nonché, più in generale, da quello della FIGC – possa dedursi: a. un principio di leale cooperazione tra le autorità sportive e le autorità dello Stato (art. 2 comma 2 dello Statuto della FIGC); b. un obbligo incombente agli arbitri (e dunque anche agli associati nella Sezione) di comportarsi in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva con trasparenza, correttezza e probità (art. 40 comma 1 del Regolamento AIA); c. il dovere degli arbitri (e dunque anche degli associati nella Sezione) di tenere un comportamento rispettoso dei principi di lealtà, di trasparenza, di rettitudine, e della comune morale, a difesa della credibilità e dell’immagine dell’AIA e del loro ruolo arbitrale (art. 40 comma 3 lett. c del Regolamento AIA); d. la possibilità che la sottoposizione dell’associato AIA ad indagine per delitto doloso possa recare pregiudizio all’immagine dell’AIA e/o della FIGC (tanto che in siffatta situazione è possibile l’adozione di una sospensione cautelare dell’associato: art. 8 comma 6 lett. h del Regolamento AIA). Conseguentemente l’elezione di soggetto condannato per reati di frode sportiva, ancorché con sentenza suscettibile di impugnazione, ad una carica dell’organizzazione arbitrale, con funzioni rilevanti anche per lo svolgimento di competizioni, sia in antitesi con il rispetto dovuto alle pronunce dell’autorità giudiziaria e rappresenti, per i soggetti che l’hanno posta in essere, ossia gli associati presso la Sezione, un comportamento contrario ai principi di lealtà, correttezza e probità loro imposti a difesa della credibilità e dell’immagine dell’AIA.

 

Decisione C.F.: Comunicato Ufficiale n. 16/Cf del 16 Aprile 2004 n. 6 - www.figc.it

Impugnazione - istanza:Ricorso dell’arbitro benemerito G.V., Vice Presidente della sezione AIA di Isernia avverso la delibera n. 4 del 13.01.2004 del Presidente Nazionale AIA, con la quale e’ stato disposto il commissariamento della suddetta sezione in esito all’impedimento del presidente della stessa, colpito da provvedimento di sospensione dalle attività connesse alla carica pronunciato dalla Commissione Nazionale di Disciplina AIA

Massima: Il Vice-Presidente della Sezione, deve ritenersi titolare di un diritto personale fondamentale (quello all’acquisizione ed all’esercizio di una funzione secondo le previsioni normative interne dell’organizzazione arbitrale), la cui lesione – costituita astrattamente dal commissariamento della Sezione – non trova tutela nell’ordinamento federale, se non dinanzi alla Corte Federale.

Massima: Il Regolamento A.I.A (art. 13, comma 6, lett. s) consente che le Sezioni possano essere commissariate dal Comitato Nazionale A.I.A. “per imprevedibili e gravi eventi insorti nel corso della stagione sportiva”. (Nel caso di specie è stato annullato il provvedimento di commissariamento della Sezione poiché basato sulla circostanza che il Presidente della Sezione era stato colpito da un provvedimento di sospensione).Massima: In caso di impedimento del Presidente di Sezione, anche per effetto di provvedimento, le funzioni dello stesso devono essere assunte dal Vice-Presidente.

 

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