Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0094/CFA del 21 Giugno 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione n. 141/TFN-SD 2021/2022 dell’11 maggio 2022 del Tribunale Federale Nazionale della FIGC, Sezione Disciplinare

Impugnazione – istanza: Paganese Calcio 1926 s.r.l. - sig. R.F. - sig. T.R.

Massima: Ridotta da mesi 6 a mesi 3 l’inibizione a carico del presidente e del procuratore speciale della società ritenuti responsabili della violazione degli artt. 4, comma 1, e 31, comma 1, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 80 delle NOIF per aver omesso di dare riscontro in maniera “tempestiva ed efficace” alle numerose richieste istruttorie formulate dalla Co.Vi.So.C. nell’ambito dello svolgimento della sua attività di controllo. Anche la società ridotta l’ammenda da € 10.000,00 ad € 5.000,00….Ai sensi dell’art. 80 NOIF “[1] Al solo scopo di garantire il regolare svolgimento dei Campionati, così come previsto dall’art. 12, comma 1, della legge 23 marzo 1981, n. 91, modificato dalla Legge 18 novembre 1996, n. 586, alla Co.Vi.So.C. è attribuita una funzione di controllo sull’equilibrio economico-finanziario delle società di calcio professionistiche e sul rispetto dei principi di corretta gestione. [2] Nell’esercizio della funzione di controllo, la Co.Vi.So.C., tra l’altro, può: a) richiedere il deposito di dati e di documenti contabili e societari e di quanto comunque necessario per le proprie valutazioni; b) richiedere di fornire informazioni integrative relative ai documenti depositati; c) richiedere informazioni in merito a tutti i soggetti che controllano direttamente o indirettamente le società, compreso il soggetto cui sia riconducibile il controllo finale sulle stesse e sul gruppo di cui eventualmente facciano parte; d) apportare rettifiche al valore degli aggregati utilizzati dalle società per il calcolo degli indicatori, di cui al successivo art. 85, al fine di neutralizzare gli eventuali effetti economici, finanziari e patrimoniali di specifiche operazioni di natura ordinaria o straordinaria che alterino il valore dei suddetti aggregati. [3] Nell’ambito della sua attività la Co.Vi.So.C. può proporre l’attivazione di indagini e procedimenti disciplinari”. La previsione ora riportata, unitamente all’art. 85 NOIF che individua le informative periodiche che le società devono fornire alla Co.Vi.So.C, ha carattere sicuramente centrale nel panorama complessivo dei doveri di correttezza e fair play (sportivo e finanziario) che devono costantemente accompagnare il comportamento delle società sportive e la relativa partecipazione ai campionati di calcio. Ed è parimenti rilevante segnalare come alla Co.Vi.So.C. spetti anche il compito di attivare indagini e procedimenti disciplinari, come in effetti accaduto nel caso della Paganese Calcio 1926 Srl. Va anche notato come l’art. 90 NOIF, dettato anch’esso in ambito di violazione delle previsioni in materia di controllo della Co.Vi.So.C. (Titolo VI - Controlli sulla gestione economica finanziaria delle società professionistiche), richiami espressamente l’applicabilità degli artt. 8 e 31 CGS a proposito delle responsabilità delle società sportive e soprattutto a proposito delle violazioni in materia gestionale ed economica. Dunque, è proprio l’art. 31, comma 1, ad assumere pieno rilievo nella fattispecie oggetto di esame. Secondo tale disposizione, “[c]ostituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (COVISOC) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali”. Pur secondo una inevitabile scala decrescente di gravità (al cui apice è collocato il caso della falsificazione materiale o ideologica e più in generale il caso dell’alterazione dei dati), è dirimente sottolineare che, ai sensi dell’art. 31 CGS, costituisce illecito anche la mera trasmissione di informazioni “reticenti” o “parziali”. Sotto tale profilo, allora, appare corretta la ricostruzione operata dal Tribunale di primo grado. È infatti vero che rispetto ai sei diversi ambiti di informazioni indagati dalla Co.Vi.So.C con l’iniziale nota del 26 ottobre 2022, Prot. 8325/2021, dalla quale ha preso le mosse l’intera interlocuzione tra l’organismo di controllo e la Paganese Calcio 1926 Srl, quest’ultima non ha fornito una risposta effettivamente completa….In conclusione, non può essere dubbio il fatto che il deferimento fosse fondato nel cuore essenziale della contestazione avanzata dalla Procura Federale: alcune delle risposte della Società erano parziali e dunque in contrasto con l’art. 31 CGS. Allo stesso tempo, però, è anche vero che il comportamento dei reclamanti non risulta affetto da elevata scorrettezza e merita pertanto una rideterminazione della sanzione quanto meno in termini di relativa misura. È del resto coerente con i principi del processo sportivo che la Corte Federale d’Appello possa anche svolgere la funzione di giudice di equità, con concreta applicazione degli artt. 12 e 13 CGS. Peraltro, proprio il dato testuale dell’art. 13 CGS porta a ritenere che eventuali minimi edittali previsti dal codice di giustizia sportiva non costituiscano limiti invalicabili. L’art. 13, comma 1, CGS, nello statuire, quale principio generale, che la “sanzione disciplinare è attenuata se dai fatti accertati emerge a favore del responsabile una o più [circostanze attenuanti]”, senza richiamare il vincolo di eventuali minimi da rispettare, sembra semmai scegliere una soluzione opposta: ovvero affidare al Giudice il compito di valutare l’effettiva natura e gravità dei fatti commessi e commisurare una ragionevole sanzione disciplinare anche in termini di proporzionalità, fermo il rispetto della specie della sanzione prevista dalla norma sanzionatoria. Nel caso specifico, tenuto conto di tutto quanto sopra riferito, e quindi della necessità di considerare in sé non decisivo il ritardo di alcune delle risposte e per contro della possibilità di valorizzare una offensività nel complesso solo attenuata del comportamento dei reclamanti, si può ritenere congruo accogliere la relativa richiesta di ridurre la sanzione da irrogarsi nei loro confronti per le violazioni contestate. Il tutto, dunque, determinando la sanzione stessa come in dispositivo.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 155/TFN - SD del 14 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 17135/233BIS pf21-22/GC/GR/blp del 13 maggio 2022 nei confronti di E.R. e R.N. - Reg. Prot. 158/TFN-SD

Massima: Prosciolto il Consigliere di Amministrazione della società dalla violazione dell’obbligo di osservanza delle norme federali nonché dei doveri di lealtà, correttezza e probità di cui all’art. 4, comma 1 e dell’art. 31 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, anche in relazione all'art. 19 dello statuto federale, per: a) aver approvato, in concorso con gli altri amministratori, la relazione semestrale al 31 dicembre 2020 e la situazione trimestrale al 31 marzo 2021 della società ove sono contabilizzate plusvalenze fittizie per complessivi 900.000 e immobilizzazioni immateriali di valore superiore al massimo consentito dalle norme che regolano i Bilanci delle società di capitali per complessivi 800.000, condotte finalizzate a far apparire risultati economici superiori al reale (maggiori utili o minori perdite) e un Patrimonio Netto superiore a quello realmente esistente alla fine del semestre e del trimestre; b) non aver posto in essere, in adempimento dell’obbligo di agire informato ed esprimere dissenso rispetto ad irregolarità amministrative della gravità descritta al punto a), condotte idonee a rilevare l’alterazione dei conti sociali e apportare le dovute correzioni agli stessi….Il Tribunale non può che prendere atto delle argomentazioni fornite da questo Tribunale con la decisione n. 0128/TFNSD-20212022 del 22.04.2022 e dalle Sezioni Unite della Corte Federale d’Appello con la decisione n. 0089/CFA-2021-2022 del 27 maggio 2022 e della consequenziale richiesta della Procura Federale formulata in udienza e conseguentemente, prosciogliere gli odierni deferiti dalle contestazioni formulate, pur dando contezza della scelta della Corte federale di appello, di trasmettere la propria decisione al Presidente della Federazione per valutare l’opportunità di assumere una iniziativa normativa urgente che tenga conto di quanto indicato nelle motivazioni. Per gli identici fatti, fra l’altro, gli amministratori con potere di rappresentanza del Novara Spa e la stessa società sono già stati prosciolti, non sussistendo, nell’odierno deferimento, elementi diversi rispetto a quanto già esaminato nelle cennate decisioni.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 141/TFN - SD del 11 Maggio 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7911/550pf21-22/GC/blp del 12 aprile 2022 nei confronti dei sigg.ri R.F., T.R. e della società Paganese Calcio 1926 Srl - Reg. Prot. 142/TFN-SD

Massima: Mesi 6 di inibizione all’Amministratore Unico per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1 e 31, comma 1, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 80, delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, in quanto ha tenuto, nel periodo dal 4 novembre 2021 all’8 febbraio 2022, una condotta di carattere dilatorio omettendo di dare riscontro in maniera tempestiva ed efficace alle numerose richieste istruttorie formulate dalla Co.Vi.So.C. nell’ambito dello svolgimento della sua attività di controllo, e in particolare alle note del 26/10/2021 Prot. 8325/2021, 22/11/2021 Prot. 8908/2021, 06/12/2021 Prot. 9442/2021, 14/12/2021 Prot. 9677/2021, 05/01/2022 Prot. 24/2022, 11/01/2022 Prot. 110/2022, 21/01/2022 Prot. 221/2022, 26/01/2022 Prot. 277/2022. In relazione ai poteri e funzioni degli stessi, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; Medesima sanzione a carico del Procuratore speciale e legale rappresentante pro tempore della società. Ammenda di € 10.000,00 a carico della società….. con riferimento agli altri quesiti posti dalla Co.Vi.So.C. nella lettera del 26 ottobre, le risposte della Paganese sono state del tutto carenti. Difatti: - con riferimento alla richiesta di conoscere le ragioni tecnico-giuridiche della differenza tra le risultanze contabili ed il credito richiesto dall’Agenzia delle Entrate, la Paganese si è limitata a riferire che “il bilancio al 30 giugno 2021 non appena approvato accoglierà il debito nel valore”. La società, dunque, ha omesso qualsivoglia informazione in ordine alle motivazioni tecnico-giuridiche della lamentata difformità tra quanto risultante dalle scritture contabili ed il credito azionato dall’Agenzia delle Entrate; - con riferimento alla richiesta di sapere le iniziative per fronteggiare la situazione ex art. 2482 ter cod.civ. in cui si trovava la società, la Paganese ha risposto: “La società ha deciso di adire la protezione delle azioni esecutive e cautelari esperite e/o da esperirsi ai danni della società calcistica ex art. 182 bis comma sesto e settimo della legge fallimentare. In tal caso infatti dalla data della pubblicazione a partire dalla data del deposito della domanda di proposta di accordo ex art. 182-bis, comma 6, L. fall., non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui all’art. 2484, n. 4 (e 2545-duodecies) cod. civ. Come ulteriore iniziativa per far fronte al deficit patrimoniale la società potrebbe ricorrere agli ordinari strumenti di rateizzo del debito come previsto dagli enti creditori”. Ancora una volta la risposta è stata incompleta ed inadeguata. L’interesse della Co.Vi.So.C., difatti, era quello di conoscere, attesa la sussistenza di una situazione di riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, come la società intendesse affrontare tale problematica, anche in considerazione delle incertezze in ordine all’an ed ai tempi dell’omologazione degli accordi di ristrutturazione. Sul punto, la società, senza in alcun modo considerare che in quel momento non vi era ancora alcuna certezza in ordine alla data di deposito del ricorso volto all’omologazione degli accordi di ristrutturazione, si è limitata a riferire che in caso di deposito del ricorso non avrebbe operato la causa di scioglimento della società per riduzione del capitale sociale. Non solo. La società, come detto, ha precisato che la stessa avrebbe richiesto la protezione delle azioni esecutive e cautelari esperite e/o da esperirsi ai danni della società calcistica ex art. 182 bis comma sesto e settimo l.f. Senonché, il sesto comma dell’art. 182 bis l.f. disciplina il subprocedimento finalizzato ad anticipare alla fase delle trattative la misura di protezione del divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore, misura di protezione che altrimenti sarebbe stata riconosciuta solo con il deposito del ricorso di omologazione. Detto subprocedimento deve essere introdotto con istanza innanzi al Tribunale competente. La Paganese, dunque, nel rispondere alla Co.Vi.So.C. su come intendeva affrontare la situazione di perdita del capitale sociale, ha genericamente affermato di voler utilizzare la procedura anticipatoria consentita dal sesto comma dell’art. 182 bis l.f., senza però in alcun modo precisare se detta procedura al momento era stata o meno avviata con il deposito dell’istanza

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 65/TFN - SD del 02 Dicembre 2021  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 3015/94 pf21-22/GC/blp del 3 novembre 2021 nei confronti della società SS Juve Stabia Srl + altri - Reg. Prot. 54/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS, mesi 4 di inibizione all’amministratore unico ed ai soci per la violazione degli artt. 4, comma 1 del CGS, e 31, commi 1 e 2, del CGS, per aver redatto e sottoscritto ed approvato la relazione semestrale al 31/12/2019, comprensiva degli indicatori di controllo, della società, depositandola presso la sede legale del club per l’approvazione da parte dei soci …., indicante dei crediti vs imprese controllate, collegate e controllanti pari a euro 697.500,00, derivanti da contratti di sponsorizzazione con alcune società riconducibili ai soci …, iscritti nell’attivo circolante e qualificati come crediti esigibili (riscuotibili) entro i successivi 12 mesi e che invece hanno generato una perdita su crediti complessiva pari a euro 620.942,62 a seguito di accordi transattivi avvenuti nel mese di settembre 2020, a breve distanza dal conseguimento della Licenza Nazionale 2020/2021 avvenuta nel mese di agosto 2020, con le società nei cui confronti avrebbero dovuto essere incassati i crediti, determinando, per l’effetto, il raggiungimento di valori dell’Indicatore di Liquidità e di Patrimonializzazione in linea con il Manuale delle Licenze Nazionali 2020/2021 e quindi consentendo alla Società Juve Stabia Srl l’iscrizione al campionato di Lega Pro 2020/2021. Ammenda di € 20.000,00 alla società

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 121/TFN - SD del 23 Marzo 2021  (motivazioni)  - www.figc.it

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 8400/450 pf20-21/GC/blp, 8403/451 pf20-21/GC/blp e 8408/452 pf20-21/GC/blp del 26.1.2021 nei confronti del sig. G.H. - Reg. Prot. 100-101-102/TFN-SD

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS, inibizione di giorni 40 al Presidente del Consiglio di Amministrazione per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. III), punto 1) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il mancato deposito alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 novembre 2020, della situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2020. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: DECISIONE N. 119/TFN del 16.3.2021

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 8400/450 pf20-21/GC/blp, 8403/451 pf20-21/GC/blp e 8408/452 pf20-21/GC/blp del 26.1.2021 nei confronti del sig. R.C. - Reg. Prot. 100-101-102/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS: Giorni 40 di inibizione all’Amministratore delegato della Società per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. III), punto 1) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il mancato deposito alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 novembre 2020, della situazione patrimoniale intermedia al 30 settembre 2020.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 101/TFN del 03.02.2021

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 8241 /409pf20-21/GC/blp del 22.01.2021 nei confronti del sig. N.R. - Reg. Prot. 97/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS, Giorni 20 di inibizione al Presidente per la violazione   di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. VI), punto 1) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza in ordine al mancato deposito alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 settembre 2020, dell’indicatore di liquidità calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 30 giugno 2020, dell’indicatore di indebitamento e dell’indicatore di costo del lavoro allargato.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 100/TFN del 03.02.2021

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 8238 /408pf20-21/GC/blp del 22.01.2021 nei confronti del sig. N.R. - Reg. Prot. 96/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS, Giorni 20 di inibizione al Presidente per la violazione  di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. VII), punto 1) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza in ordine al mancato deposito alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 settembre 2020, dell’indicatore di patrimonializzazione calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 30 giugno 2020.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 99/TFN del 03.02.2021

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 8235 /407pf20-21/GC/blp del 22.01.2021 nei confronti del sig. N.R. - Reg. Prot. 95/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS mesi 4 di inibizione al Presidente per la violazione  di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. II), punto 1) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il mancato deposito alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 settembre 2020, della relazione semestrale al 30 giugno 2020.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE I:  DECISIONE N. 026 CFA del 9 Ottobre 2020

Decisione Impugnata:  Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare n. 4/TFN-SD 2020/2021 in data 11.9.2020;

Impugnazione – istanza: Procura Federale/Trapani Calcio S.r.l. – P.M..

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha rigettato il deferimento Procura relativo alla violazione dell’art. 85, lett. B), paragrafo III) delle N.O.I.F. e del C.U. n. 194/A del 13.5.2020, per non avere depositato entro il 30.6.2020 la situazione patrimoniale intermedia della menzionata società al 31.3.2020 e pertanto ha escluso la responsabilità dei soggetti interessati nel caso di specie in quanto in data 26.6.2020 è stato adottato il C.U. n. 247/A, per effetto del quale il termine per il deposito della medesima documentazione contabile è stato differito al 10.7.2020. Alla data da ultimo indicata è provato che la società Trapani Calcio s.r.l. ha provveduto al deposito della situazione patrimoniale intermedia al 31 Marzo  dello stesso anno. Sulla scorta di tanto, la decisione oggetto di reclamo ha sostenuto la non imputabilità della violazione contestata….Nell’ambito delle Norme Organizzative Interne adottate dalla F.I.G.C. importanti disposizioni sono dedicate ai controlli sulla gestione economico finanziaria delle società professionistiche, posto che una solida ed efficace garanzia di stabilità economico finanziaria costituisce condizione irrinunciabile per la regolarità delle manifestazioni sportive organizzate, l’affidamento riposto da parte di tutti gli attori del processo, la par condicio tra tutti i partecipanti alle competizioni sportive. In questo senso, allora, si giustificano rigorosi controlli da parte delle competenti autorità federali, con corrispondenti adempimenti e obblighi imposti alle società interessate, presidiati da specifiche sanzioni nell’ambito dell’ordinamento sportivo. È per questo che l’ordinamento sportivo interviene a prescrivere non solo quali documenti contabili le società professionistiche debbano adottare, ma anche le modalità di redazione e i principi corrispondenti. Come corollario di questo assetto, sono prescritti puntuali obblighi di informativa periodica nei confronti dei competenti organi federali, investiti di penetranti compiti di vigilanza e controllo. In particolare, uno degli adempimenti funzionali fondamentali in questa ottica è rappresentato   dalla   produzione   con   cadenza   periodica   da   parte   delle   società professionistiche dei principali documenti contabili in grado di attestare l’andamento economico finanziario, ai sensi dell’art. 85 delle N.O.I.F. Tale obbligo di produzione documentale è articolato con riferimento a specifiche scadenze, il cui mancato rispetto è avvertito dall’ordinamento sportivo come sintomo di non adeguata affidabilità circa la solidità economico finanziaria della società interessata, e pertanto è presidiato da specifiche sanzioni. Nel caso specifico oggetto del presente procedimento, è stato contestato alla società Trapani Calcio s.r.l. e al suo legale rappresentante di non aver depositato la situazione patrimoniale intermedia al 31 Marzo  2020 nel termine previsto. In particolare, il termine del 31 maggio previsto in generale dall’art. 85, lett. B, par. III, n. 1, era stato differito al 30 giugno 2020 per effetto del C.U. n. 194/A del 13.5.2020 in conseguenza degli effetti dell’emergenza da Covid-19 e del conseguente slittamento di diversi termini e scadenze stabiliti sia dalla disciplina civilistica, sia dall’ordinamento sportivo. In punto di fatto è incontestato che la società deferita non ha provveduto al deposito della suddetta documentazione contabile alla scadenza del 30.6.2020. Va aggiunto, in punto di fatto, che con il C.U. n. 247/A adottato in data 26.6.2020, invocato dalle difese degli interessati e indicato nella decisione oggetto di reclamo, è stato emanato il nuovo Sistema delle Licenze Nazionali per l’ammissione al Campionato di Serie B 2020/2021. Ai sensi del Titolo I (Criteri legali ed economico-finanziari), I – Adempimenti delle società della Lega Nazionale professionisti serie B, lett. A), n. 1) è previsto che le società interessate debbano, tra gli altri adempimenti, depositare presso la Co.Vi.So.C. copia della situazione patrimoniale intermedia al 31 Marzo  2020 entro il 10.7.2020, “ove non sia stata depositata in precedenza”. Di qui l’iniziativa della Procura Federale oggetto del presente procedimento.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 4/TFN del 11.09.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 2061/1138 pf 19 20 /GC/gb del 07.08.2020 nei confronti della sig.ra P.M. e della società Trapani Calcio Srl - Reg. Prot. n. 208/TFN-

Massima: Rigettato il deferimento per insussistenza della violazione di cui all’art. 85, lettera B), paragrafo III), punto 1) delle NOIF e del Com. Uff. n. 194/A del 13.05.2020, per non aver depositato, entro il 30 giugno 2020, la situazione patrimoniale intermedia al 31.03.2020, in quanto il CU n. 247/A relativo alle Licenze Sportive Nazionali ha previsto un ulteriore termine del 10 luglio 2020. Al riguardo il Collegio rileva che il provvedimento n. 247/A che ha previsto l’ulteriore termine del 10 luglio 2020 per il deposito presso la Co.Vi.So.C. della situazione patrimoniale intermedia, è stato emanato in data 26 giugno 2020, in data anteriore, pertanto, alla scadenza del 30 giugno 2020. In tale circostanza, pertanto, la società deferita ha correttamente ritenuto non più sussistente il termine del 30 giugno 2020, per il deposito della medesima documentazione che avrebbe comunque dovuto presentare, ai fini dell’ottenimento della licenza nazionale, in data 10 luglio 2020 presso il medesimo organo, facendo affidamento sulla differente scadenza indicata nel comunicato 247/A. Invero la fissazione di un diverso termine, nel caso di specie, non può che essere inteso come un normale slittamento in avanti  della  scadenza  originariamente  prefissata,  atteso  che,  se  così  non  fosse,  sarebbe  comunque  pienamente invocabile l’errore scusabile e la buona fede del soggetto chiamato ad adempiere, non rispondendo ad adeguati canoni di ragionevolezza la fissazione di due termini così ravvicinati per la presentazione di identica documentazione, sebbene volta a soddisfare esigenze legate a due distinte stagioni sportive.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 176/TFN del 04.08.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 710/1110 pf19-20/GC/blp, 718/1111 pf19-20/GC/blp, 720/1112 pf19-20/GC/blp e 723/1113 pf19-20/GC/blp del 14.07.2020 nei confronti del sig. G.L.R.A. e della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. n. 198-199-200-201/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS l’amministratore unico della società è sanzionato con mesi 1 e giorni 20 di inibizione per la violazione di cui all’art. 85, lett. c), paragrafo VI), punto 8) delle NOIF e del Com. Uff. n. 186/A del 14.04.2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31 maggio 2020, l’indicatore di liquidità calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale consolidata al 31.12.2019, l’indicatore di indebitamento e l’indicatore di costo del lavoro allargato. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società che non ha patteggiato è sanzionata con l’ammenda di € 13.000,00…Deve, inoltre, essere pacificamente ritenuto che anche nel caso di specie a tale suo comportamento consegua la responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del CGS vigente, della società Calcio Catania Spa, alla quale egli apparteneva, quale soggetto avvisato, al momento della commissione dei fatti. In ogni caso, come noto, nei confronti della stessa società o nell’interesse di essa quale è stata posta in essere la condotta sopra contestata. Bisogna, inoltre, rammentare che anche l’art. 85, lett. c), paragrafo II), punto 2) delle NOIF e il Com. Uff. n. 186/A del 14.04.2020, pongono i detti obblighi anche direttamente a carico delle società. Le norme in esame, dunque, individuano e stabiliscono anche una responsabilità propria della società Calcio Catania Spa. A tutti i predetti procedimenti non risulta invece applicabile la recidiva poiché si tratta di violazioni di differente natura gestionale ed economico-finanziaria rispetto alla precedente decisione di questo Tribunale (procedimento n. 975pf19- 20 Decisione n. 130/TFN- SD del 17/06/2020). Gli inadempimenti ascritti nei deferimenti sono stati pertanto ampiamente dimostrati.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 086CFA del 3 Luglio 2020

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale –Sezione Disciplinare –Decisione n. 120/TFN, pubblicata sul sito della FIGC il 10 Marzo 2020

Impugnazione Istanza: Sig. M.C./Procura Federale

Massima: Confermata la decisione del TFN con la quale è stata comminata la sanzione dell’inibizione di mesi 6 inflitta al reclamante nella sua qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione della società US Avellino 1912 sino al 6 Febbraio  2019 per violazione all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli artt. 31, comma 1, del CGS e art. 85 lett. c) parag III delle NOIF, inflitta a seguito del deferimento del Procuratore Federale nota n. 9169/667-pf19-20GC/blp del 21.1.2020, per non aver fornito alla CoViSoc entro la data del 30.11.2019, la relazione contenente il giudizio della società di revisione a corredo della situazione patrimoniale intermedia al 30 Settembre  2019, in relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultati dagli atti acquisiti dalla Procura Federale come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 078CFA del 23 Giugno 2020

Decisione Impugnata: Decisione n. 116/TFN-SD 2019/2020 assunta dal Tribunale federale nazionale in data 14/18 Febbraio  2020, con la quale sono state inflitte, in relazione al deferimento della Procura Federale n. 9171/669 pf 19-20 GC/gb del 21.01.2020, le seguenti sanzioni: “- ammenda di 15.000,00 per la reclamante per violazione degli artt. 6, comma 1 e 31, comma 1 C.G.S. nonché art 85 lett..b) par. III) NOIF; inibizione per mesi 4 al sig. T.J. per violazione degli artt. 4, comma 1 e 31, comma 1 nonché art 85 lett..b) par. III) NOIF”.

Impugnazione Istanza: FC Venezia s.r.l./Sig. J.T./Procura Federale

Massima: Confermata la decisione del TFN  Tribunale che ha applicato l’ ammenda di 15.000,00 alla società e l’inibizione di mesi 4 al presidente del consiglio di amministrazione, per la violazione dell’art. 4, comma 1, CGS, con riferimento agli artt. 31, comma 1, medesimo codice ed all’85, lett. B), par. III), NOIF, in ragione della contestata mancata produzione alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30.11.2019, della relazione contenente il giudizio della società di revisione a corredo della situazione patrimoniale intermedia della società al 30.09.2019….Come da consolidata giurisprudenza di questa Corte il principio dell’autonomia del giudizio sportivo consente la trattazione separata del presente giudizio disciplinare rispetto ad eventuali analoghe vicende civilistiche o di altra natura, anche al fine di assicurare l’esigenza di una celere e rapida definizione della stessa. Del resto, la condotta di un soggetto appartenente all’ordinamento federale, fermo restando l’eventuale accertamento della stessa in altre sedi giudiziarie, può essere diversamente valutata a fini sportivo-disciplinari. Come già, più volte, affermato da questa Corte, il logico corollario dell’autonoma scelta degli obiettivi da perseguire nell’ambito federale è l’omologa libertà nella redazione delle tavole delle condotte incompatibili con l’appartenenza soggettiva all’ordinamento federale e, in via strumentale e necessaria, dei mezzi e delle forme di tutela dell’ordinamento sportivo dalle deviazioni che si dovessero verificare al suo interno. È, infatti, conseguenza naturale dell’autonomia dell’ordinamento sportivo la capacità dello stesso di munirsi, in via indipendente, di un circuito normativo e di una struttura valutativa che reagisca alla negazione dei valori del mondo dello sport. Questa premessa, che riassume decenni di conforme indirizzo giurisprudenziale sportivo, porta ad affermare, in linea generale, la niente affatto obbligata permeabilità dell’ordinamento sportivo ad ogni e ciascuna disposizione dell’ordinamento generale astrattamente applicabile alla singola fattispecie. Ed infatti, l’ordinamento sportivo, da un lato, è estraneo alle previsioni normative generali che nascono con riguardo ad ambiti tipicamente ed esclusivamente statali (come, nel caso di specie, gli invocati principi civilistici in materia di bilancio delle società); lo stesso ordinamento, d’altra parte, è libero di perseguire la propria pretesa punitiva – nei confronti dei propri appartenenti che si sottraggano al rispetto dei precetti dell’ordinamento settoriale – con autonomi mezzi di ricerca e valutazione dei fatti e della prova, che non necessariamente debbono identificarsi con quelli propri dell’ordinamento giuridico generale, fatta ovviamente salva la garanzia del diritto di difesa, costituzionalmente protetto. Da questo punto di vista, non rappresenta violazione alcuna, tantomeno del diritto di difesa, apprezzabile in sede di giudizio di impugnazione, la circostanza che il procedimento si svolga nel rispetto delle norme del codice di giustizia sportiva e secondo una valutazione che abbia come linea guida il rispetto delle disposizioni, delle regole e dei principi dell’ordinamento federale. In sintesi, sotto siffatto profilo, è priva di pregio la tesi secondo cui «alla luce dei principi di natura civilistica» l’addebito è insussistente (cfr. reclamo, alla pag. 3). Ove anche, infatti, la società reclamante fosse in regola e, comunque, esente da censure sotto il profilo civilistico e delle regole previste in materia di bilancio delle società, resta il fatto, pacifico – invero – che altrettanto non lo è per ciò che concerne le regole federali. Recita, a tal proposito, la disposizione di cui all’art. 31 (rubricato “Violazioni in materia gestionale ed economica”), comma 1, CGS: «Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l’alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche (COVISOC) e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazioni mendaci, reticenti o parziali. Costituiscono altresì illecito amministrativo i comportamenti comunque diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica nonché la mancata esecuzione delle decisioni degli organi federali competenti in materia. Salva l’applicazione delle più gravi sanzioni previste dalle norme in materia di licenze UEFA o da altre norme speciali, nonché delle più gravi sanzioni che possono essere irrogate per gli altri fatti previsti dal presente articolo, la società che commette i fatti di cui al presente comma è punibile con la sanzione dell’ammenda con diffida». L’art. 85, lett. B), par. III), punto 1), NOIF (rubricato “Situazioni patrimoniali intermedie”), così dispone: «Le società, entro il 31 maggio e al 30 Novembre di ciascun anno, devono depositare presso la Co.Vi.So.C. copia della situazione patrimoniale intermedia rispettivamente al 31 Marzo e al 30 Settembre  di ciascun anno, approvata dall’organo amministrativo, unitamente alla seguente documentazione: note esplicative dei principi e criteri di redazione e commenti alle principali voci e variazioni intervenute; relazione contenente il giudizio della società di revisione; verbale di approvazione». Orbene, questo essendo il contesto normativo che presiede alla regolamentazione della fattispecie, appare acclarato in atti (e, peraltro, neppure contestato) che la società Venezia F.C. s.r.l. non ha depositato presso Co.Vi.Soc., nei termini previsti dalla normativa federale, la prescritta relazione della società di revisione, a corredo della situazione patrimoniale intermedia al 30 Settembre  2019. Pacifica, pertanto, la sussistenza della violazione contestata dalla Procura Federale e con essa la correlata responsabilità della società e del suo presidente.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 120/TFN-ST del 10.03.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 9169/667 pf 19-20 GC/gb del 21.01.2020 a carico del Sig. M.C. e della società US Avellino 1912 Srl - Reg. Prot. n. 142)

Massima:  L’amministratore è sanzionato con l’inibizione di mesi 6 per la violazione dell’art. 4, comma 1 CGS - FIGC vigente in relazione all’art. 31, comma 1 del CGS nonché dell’art. 85, lett. C) par. III) delle NOIF per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza per non aver fornito alla CoViSoC entro la data al 30.11.2019 la relazione contenente il giudizio della società di revisione a corredo della situazione patrimoniale intermedia al 30.09.2019 La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE N. 060CFA DEL 6 Marzo 2020

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – Decisione n. 99/TFN – SD del 30.01.2020

Impugnazione Istanza: U.S. AVELLINO 1912 - SIG. M.C. - PROCURA FEDRALE

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato il (Presidente del consiglio di amministrazione per rispondere la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli artt. 31, comma 1, del CGS e 80 delle NOIF, violazione dei doveri di lealtà probità e correttezza, per non avere egli prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituali richieste in data 24 Ottobre 2019 prot. 11547/2019, 29 Ottobre 2019 e 06 Novembre 2019 prot. 11789/2019, informazioni ed evidenze documentali in merito alle iniziative assunte o da assumere affinché potesse ritenersi soddisfatto il requisito della continuità aziendale di cui all’art. 2423-bis, comma 1, c.c. e la Società a titolo di responsabilità diretta della violazione dell’art. 6, comma 1, del CGS vigente, a cagione del descritto comportamento posto in essere dal presidente

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 115/TFN del 18.02.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 9172/668 pf 19-20 GC/blp del 21.01.2020 a carico del Sig. C.R. e della società FC Rieti Srl - Reg. Prot. 140/TFN-SD)

Massima:  Il presidente è sanzionato con l’inibizione di mesi 6 per la violazione  dell’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 31, comma 1, del CGS e all’art. 85 lettera C) paragrafo III) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., entro la data del 30 novembre 2019, la relazione contenente il giudizio della società di revisione a corredo della situazione patrimoniale intermedia al 30.09.2019, in relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 116/TFN del 18.02.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 9171/669 pf 19-20 GC/gb del 21.01.2020 a carico del sig. T.J. e della società Venezia FC Srl - Reg. Prot. 143/TFN-SD)

Massima:  Il presidente è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 per la violazione  dell’art. 4 comma 1 CGS – FIGC con riferimento agli artt. 31 comma 1 stesso Codice ed 85 lett. B) par. III) NOIF, a motivo della mancata produzione alla Co.Vi.So.C. entro la data  del  30.11.2019  della  relazione  contenente  il  giudizio  della  società  di  revisione  a  corredo  della  situazione patrimoniale intermedia della società al 30.09.2019. . La società è sanzionata con l’ammenda di € 15.000,00…Tuttavia, ai fini della quantificazione della sanzione da irrogare nel caso di specie, va considerato, ai sensi dell’art. 13 comma secondo CGS – FIGC, che lo scopo della norma richiamata nel deferimento è quello di verificare la continuità aziendale ai fini della conferma della capacità della società di continuare l’attività sportiva in termini di risorse economiche. Al riguardo, va rilevato che alla data del 30.09.2019 la società Venezia FC Srl era in possesso dei dati elencati nella norma e che tali dati erano stati verificati dalla società di revisione, la cui assenza di certificazione era dipesa dalla mancata approvazione del bilancio al 30.06.2019, per essere andate deserte le assemblee 28 ottobre, 15 novembre e 28 dicembre 2019, come da documentazione prodotta dalla società. La certificazione proveniente dalla società di revisione .. Spa, infatti, è stata emessa il 30.01.2020. In sostanza, se, da una parte, la società non ha rispettato il richiamato dettato normativo, inducendo a ritenere fondato il deferimento, dall’altra, va considerato che il mancato tempestivo deposito della relazione della società di revisione non inficia  nella sostanza  la  correttezza  della situazione patrimoniale  intermedia della  società, che è  risultata  tale  da confortare lo scopo voluto dalla norma, sicché, appare equo ridurre la sanzione irrogabile nel caso di specie entro i limiti indicati in dispositivo, sia per la società che per il deferito, il quale è sanzionato per la carica dallo stesso effettivamente ricoperta.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 100/TFN del 30.1.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento del Procuratore Federale n. 8098/565 pf 19-20 GC/blp del 24.12.2019 a carico del Sig. G.T. e della Società FC Rieti Srl - Reg. Prot. 125/TFN-SD)

Massima: L’amministratore unico è sanzionato con l’inibizione di mesi 6  per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli artt. 31, comma 1, del CGS e 80 delle NOIF, in relazione ai doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituali richieste del 04.11.2019 prot. 11685/2019, 12.11.2019 e 18.11.2019 prot. 12106/2019, informazioni ed evidenze documentali in merito alle iniziative assunte o da assumere affinché possa ritenersi soddisfatto il requisito della continuità aziendale di cui all’art. 2423-bis, comma 1, c.c., al dettaglio delle risorse pecuniarie su cui la società FC Rieti Srl, sino al termine dell’esercizio sociale in corso, può fare legittimo affidamento per prevenire fenomeni di crisi o insolvenza, e alla sostituzione della fidejussione di € 350.000,00 (trecentocinquantamila/00) rilasciata in sede di ammissione al campionato 2019/2020 quale obbligo assunto, in via negoziale, dalla società cessionaria delle quote della società FC Rieti Srl in relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00…Tali violazioni, considerato lo specifico contesto nel quale sono state realizzate ed il modo in cui si è poi positivamente risolto l'allarme determinato, possono essere sanzionate con la sanzione di mesi sei di inibizione, come richiesta dal rappresentante della Procura Federale, che peraltro coincide con la sanzione minima edittale di cui al citato art. 31, c. 7°, CGS. Tale sanzione non è suscettibile di essere ridotta in applicazione dell’art. 13, co. 2 del CGS. Il deferito ha invocato la propria "inesperienza nel mondo del calcio". Il Collegio osserva che la rilevanza disciplinare della condotta persistentemente omissiva gli era stata segnalata dalla stessa Co.Vi.So.C. in sede di sollecito; a questo si aggiunge il chiaro disposto dell'art. 4, c. 2°, CGS sulla inescusabilità dell'ignoranza delle norme federali. D’altra parte, chi aderisce ad un ordinamento ne accetta le regole, la cui conoscenza si presume iuris et de iure in ragione della pubblicità che le norme federali scontano nell’ordinamento giuridico generale. Presunzione che cede solo dinanzi alla buona fede comportamentale nella consumazione della condotta disciplinarmente rilevante, purché questa emerga in modo chiaro, inequivoco e risulti da elementi univoci e concordanti e che giammai potrebbe investire la conoscenza stessa della norma fondante quel comportamento.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 99/TFN del 30.1.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento del Procuratore Federale n. 8086/564 pf 19-20 GC/blp del 24.12.2019 a carico del sig. C.M. e della Società US Avellino 1912 Srl - Reg. Prot. 124/TFN-SD)

Massima: Il Presidente del consiglio di amministrazione è sanzionato con mesi 4 di inibizione per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli artt. 31, comma 1, del CGS e 80 delle NOIF, violazione dei doveri di lealtà probità e correttezza, per non avere egli prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituali richieste 24.10.2019 prot. 11547/2019, 29.10.2019 e 06.11.2019 prot. 11789/2019, informazioni ed evidenze documentali in merito alle iniziative assunte o da assumere affinché possa ritenersi soddisfatto il requisito della continuità aziendale di cui all’art. 2423-bis, comma 1, c.c. in relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con l’ammenda di € 6.500,00 Orbene, il comportamento del deferito, che non ha sortito gli esiti sperati, può essere in ogni caso apprezzato come tentativo volto a limitare le conseguenze dell’evento e può valutarsi ai fini dell’art. 13, c. 2^, CGS in termini di attenuante generica con riduzione di un terzo della sanzione edittale, ossia da sei a quattro mesi di inibizione….Anche nella valutazione del regime sanzionatorio relativo al sodalizio sportivo, questo tribunale ritiene di poter accogliere la richiesta subordinata formulata dal difensore della Società US Avellino 1912 Srl di applicazione della circostanza attenuante generica di cui all'art. 13, c. 2°, CGS, per le medesime ragioni già sopra esposte. Consegue, la riduzione della sanzione minima edittale dell’ammenda da euro 10.000,00 ad euro ad euro 6.500,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 19/FTN del 08 Agosto 2019 con riferimento al C.U. n. 17/FTN del 06 Agosto 2019 (dispositivo)

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO   DEL   PROCURATORE   FEDERALE   A   CARICO   DI:   B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl), L.R. (Procuratore speciale e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl) e la società AC CUNEO 1905 Srl - (nota n. 830/1468 pf18-19 GP/GC/blp del 16.7.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO   DEL   PROCURATORE   FEDERALE   A  CARICO   DI:   B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl), L.R.  (Procuratore speciale e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl) e la società AC CUNEO 1905 Srl - (nota n. 833/1469 pf18-19 GP/GC/blp del 16.7.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO   DEL  PROCURATORE  FEDERALE   A  CARICO   DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl), L.R.  (Procuratore speciale e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Cuneo 1905 Srl) e la società AC CUNEO 1905 Srl - (nota n. 838/1470 pf18-19 GP/GC/blp del 16.7.2019).

Massima: Mesi 2 di inibizione all’ amministratore unico ed al procuratore speciale, della Società per la violazione dell’art. 4 comma 1 CGS - FIGC vigente in relazione all’art. 85 NOIF per non aver depositato entro il 31 maggio 2019 la seguente documentazione: 1) l’indicatore di liquidità calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31.03.2019, l’indicatore di indebitamento e l’indicatore di costo del lavoro allargato (lettera C prg. VI art. 85 NOIF); 2) l’indicatore di patrimonializzazione calcolato sulle risultanze della situazione patrimoniale intermedia al 31.03.2019 (lettera C par. VII art. 85 NOIF); 3) la situazione patrimoniale intermedia al 31.03.2019 (lettera C prg. III art. 85 NOIF). Ammenda di € 13.500,00 alla società

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N.  10/CFA del  24/07/2019 motivi CON RIFERIMENTO AL Comunicato n° 3/CFA del 10 Luglio 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 61/TFN del 7.5.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. Sig. N.V. (ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER MESI 6 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 8, COMMI 1 E 2 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 80 NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 9019/477 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 22.2.2019

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato il legale rapp.te per la violazione dell’art. 80 delle NOIF, nel combinato disposto con gli articoli 1 bis, comma 1 e 8, commi 1 e 2 per aver omesso di fornire evidenza documentale delle posizioni creditorie contenute nel bilancio intermedio semestrale al 31.12.2017....se è vero che il sig. N. è stato in carica quale amministratore e legale rappresentante della società per circa 20 giorni, tale arco temporale appare più che congruo per reperire, tra gli atti contabili che accompagnano ogni trattativa commerciale – che presuppone un accurato esame della solidità finanziaria e patrimoniale dell’azienda in cessione – la documentazione relativa a poste creditorie; poste particolarmente significative in quanto incidenti, attraverso la loro messa in riscossione – anche differita – della capacità operativa della società. Alla luce della loro rilevanza a questi fini non appare seriamente credibile che la nuova proprietà abbia proceduto all’acquisizione dell’azienda senza aver prima esaminato il bilancio e tutta la documentazione relative alle poste attive e passive riportate in bilancio.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 71/FTN del 26 Giugno 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 13555/1189 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 13556/1190 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE  A  CARICO  DI:  O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 13554/1188 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 3 di inibizione per le violazioni ex art. 1 bis, co. 1, del vigente CGS, in relazione all’art. 85 lettera C), rispettivamente riferiti ai paragrafi VII), II) e VI) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza in virtù delle contestazioni sopra individuate e relazionate ai procedimenti n.ri 251, 252 e 253

(proc. n. 251) mancato deposito entro il 31.03.2019 dell’indicatore di patrimonializzazione calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31.12.2018, nonché l’indicatore di indebitamento e l’indicatore del costo del lavoro allargato;  (proc. n. 252) mancato deposito entro il 31.03.2019 dell’indicatore della relazione semestrale al 31.12.2018;  (proc. n. 253) mancato deposito entro il 31.03.2019 dell’indicatore di liquidità calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31.12.2018;  con  l’applicazione  della recidiva prevista dall’art. 21, co. 1, del vigente CGS. La società è sanzionata con l’ammenda di € 13.500,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 71/FTN del 26 Giugno 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), L.M.R. (Procuratore Speciale e Legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 13558/1192 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), L.M.R. (Procuratore Speciale e Legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 13557/1191 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), L.M.R. (Procuratore Speciale e Legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 13559/1193 pf18-19 GP/GC/blp del 29.5.2019).

Massima: L’amministratore della società è sanzionato con mesi 3 e giorni 15 di inibizione per la: violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo VII), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, l’indicatore di patrimonializzazione calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31/12/2018. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1 del vigente CGS (nota n. 13557/1191 pf18-19/GP/GC/blp del 29.5.2019); violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo II), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, la relazione semestrale al 31/12/2018. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS (nota n. 13558/1192 pf18-19/GP/GC/blp del 29.5.2019); violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo VI), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, l’indicatore di liquidità calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31/12/2018, nonché l’indicatore di indebitamento e l’indicatore di costo del lavoro allargato. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS (nota n. 13559/1193 pf18- 19/GP/GC/blp del 29.5.2019). Il procuratore speciale della società è sanzionato con mesi 2 di inibizione per la: violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo VII), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, l’indicatore di patrimonializzazione calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31/12/2018. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi (nota n. 13557/1191 pf18-19/GP/GC/blp del 29.5.2019); violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo II), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, la relazione semestrale al 31/12/2018. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi (nota n. 13558/1192 pf18-19/GP/GC/blp del 29.5.2019); violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo VI), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato, entro il 31/03/2019, l’indicatore di liquidità calcolato sulle risultanze della relazione semestrale al 31/12/2018, nonché l’indicatore di indebitamento e l’indicatore di costo del lavoro allargato. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi (nota n. 13559/1193 pf18-19/GP/GC/blp del 29.5.2019). La società è sanzionata con l’ammenda di € 13.500,00… come più volte ribadito da questo collegio (anche con decisioni pronunciate nei confronti degli odierni deferiti, pubblicate con CU n. 55/TFN del 04.04.2019 e n. 45 del 18.02.2019, confermata dalla Corte Federale di Appello alla riunione del 28.03.2019), le disposizioni di cui all’art. 19, commi 1 lett. h) e 8 nel prevedere quale sanzione la “inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società nell'ambito federale, indipendentemente dall'eventuale rapporto di lavoro” espressamente prevedono anche che i “soggetti colpiti dalla sanzione di cui alla lettera h) del comma 1 possono svolgere, nel periodo in cui la sanzione è eseguita, soltanto attività amministrativa nell'ambito delle proprie società”. E senz'altro gli adempimenti oggetto di contestazione in questa sede rivestono natura prettamente amministrativa. Alla luce delle menzionate disposizioni, si deve affermare la responsabilità congiunta del sig. .. e del sig. .. per l’inosservanza del termine del 31 Marzo 2019 stabilito dall’art. 85, lett. C) NOIF per il deposito della prescritta documentazione.

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 122 CFA DEL 18 Giugno 2019 CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 108/CFA DEL 29 Maggio 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 63/TFN del 13.5.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ US CITTA’ DI PALERMO SPA AVVERSO LA SANZIONE DELLA RETROCESSIONE ALL’ULTIMO POSTO DEL CAMPIONATO DI SERIE B STAGIONE SPORTIVA 2018/19 INFLITTA ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMI 1 E 2 C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 12055/816 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 29.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. G.G.(ALL’EPOCA DEI FATTI PRESIDENTE DEL CDA DELLA SOCIETÀ US CITTÀ DI PALERMO SPA DALL’8.11.2017 ALL’8.8.2018) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER ANNI 2 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 8  C.G.S.,  NONCHÉ  ART.  85  NOIF  SEGUITO  DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA 12055/816 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 29.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. M.A. (ALL’EPOCA DEI FATTI PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA SOCIETÀ US CITTÀ DI PALERMO SPA) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER ANNI 5 CON PRECLUSIONE EX ART. 19, COMMA 3 C.G.S. INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 8 C.G.S., NONCHÉ ARTT. 84, COMMI 1 E 3 E 85 NOIF SEGUITO DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  12055/816 PF  18-19  GP/GC/BLP  DEL  29.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL PROCURATORE FEDERALE AVVERSO LA DECLARATORIA DI INAMMISSIBILITÀ DEL DEFERIMENTO NEI CONFRONTI DEL SIG. Z.M. ALL’EPOCA DEI FATTI PRESIDENTE CDA DELLA SOCIETÀ US CITTÀ DI PALERMO SPA SINO AL 7.3.2017 E, SUCCESSIVAMENTE, CONSIGLIERE CDA DELLA SOCIETÀ US CITTÀ DI PALERMO SPA SINO AL 3.5.2018 SEGUITO PROPRIO DEFERIMENTO NOTA 12055/816 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 29.4.2019

Massima: La Società è sanzionata con la penalizzazione di punti 20 in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva 2018/19 e con l’ammenda di € 500.000,00 in luogo della comminata retrocessione all’ultimo posto del Campionato di SERIE B della stagione sportiva in corso 2018/2019… Infatti, la sanzione individuata dal Tribunale Federale Nazionale (retrocessione all’ultimo posto del campionato di serie B della stagione sportiva in corso 2018/2019) è del tutto corretta, rammostrandosi come misura adeguata e proporzionale alla gravità delle violazioni accertate e dichiarate all’esito del giudizio di prime cure. In particolare, oltre a tutte le altre contestazioni già riconosciute fondate dal Tribunale e qui confermate in questa sede d’appello, la grave misura della retrocessione all’ultimo posto della classifica era stata (correttamente) assunta anche quale effetto della ritenuta influenza delle varie violazioni sulla iscrizione ai campionati di serie A (2016/2017) e di serie B (2017/2018). Del resto, è evidente che se si ritiene che le errate e/o infondate e/o illegittime e/o illecite rappresentazioni contabili accertate e (anche in questa sede di gravame) dichiarate abbiano anche prodotto, quale ulteriore effetto, l’iscrizione ai predetti campionati che, invece, con appostazioni contabili veritiere e corrette informazioni agli organi di vigilanza e controllo, la società Palermo non avrebbe ottenuto, non vi è dubbio che giusta misura remunerativa non può che essere la retrocessione alla categoria inferiore rispetto a quel campionato che la stessa predetta società non avrebbe avuto diritto a disputare. Ciò premesso per completezza di esposizione, tale contestazione è caduta in questa sede di giudizio d’appello, seppur in virtù della formula “insufficienza di prova”, segnatamente, come precisato, in ordine alla specifica quantificazione delle voci di bilancio alterate, onde consentire a questo giudice di verificare se le alterazioni od erronee e/o infondate rappresentazioni dei dati contabili di cui si è detto fossero, nella loro consistenza numerica, tali, appunto, da rendere possibile l’iscrizione ai campionati, altrimenti preclusa.Ne consegue, inevitabilmente, la necessità di una corposa rideterminazione, in riduzione, della misura sanzionatoria, pur restando, ovviamente, gravi le diverse violazioni come sopra accertate, peraltro reiterate nel tempo, indice di una gestione economico-finanziaria e patrimoniale della società lontana dalle regole di prudenza contabili, nonché dai principi di lealtà e probità sanciti dal nostro ordinamento settoriale…Ritiene, poi, possibile – questa Corte – valorizzare il comportamento tenuto, nella immediatezza, dal nuovo assetto proprietario della società. Siffatta valorizzazione appare, infatti, funzionale non solo alla equa commisurazione della pena alla concreta fattispecie ed all’oggettivo disvalore della condotta, ma anche strumento logico – razionale di incentivo verso comportamenti virtuosi di soggetti che, acquisita la società, provvedano a sanare tutte le pendenze, nonché a corrispondere gli emolumenti ancora dovuti a dipendenti e collaboratori. Diversamente opinando, del resto, nel caso di specie, la rigida applicazione della sanzione nella sua misura generale si tradurrebbe in un disincentivo all’ingresso nel mondo dello sport di assetti societari che, segnando una netta discontinuità rispetto alla gestione passata e, comunque, prendendo atto della situazione debitoria, diano segnali di solidità economica e correttezza nell’osservanza delle regole federali in materia. Affermato quanto precede  e facendone applicazione alla presente fattispecie, visto l’art.  10, comma 3, CGS, secondo cui la sanzione deve essere applicata, ai sensi della disposizione di cui all’art. 16 stesso CGS, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti ed attenuanti, si deve allora sanzionare la società US Città di Palermo, con una misura proporzionale alle violazioni contestate, che, alla luce della valorizzazione delle particolari circostanze di fatto sopra evidenziate, questa Corte reputa congruo determinare nella penalizzazione di complessivi punti 20 (venti) in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva. Ragioni di proporzionalità e ragionevolezza inducono, altresì, questa Corte ad infliggere la ulteriore sanzione dell’ammenda di euro 500.000,00 (cinquecento mila euro)…Ciò..per le condotte poste in essere dal presidente del CdA e dal presidente del Collegio Sindacale concretizzatesi nella violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza delle norme federali in materia di contabilità e bilancio, di cui all'art. 1Bis, comma 1 del Codice della Giustizia Sportiva e dell'art. 84, commi 1 e 3, delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2621 c.c., per avere più precisamente: al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nella rappresentazione di un patrimonio netto societario superiore a quello reale (cfr. Consulenza Tecnica del Pubblico Ministero nella relazione del 20/10/2017 e del 13/12/2017), anche al fine di sottrarsi agli obblighi di ricapitalizzazione di cui all'art. 2446 c.c., esposto nel bilancio al 30.6.2014, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, all'art. 8, comma 4 CGS e all'art. 85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF), nonché della disposizione di cui all'art.2638, commi 1 e 2, c.c., per avere esposto alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo delta Federazione Italiana Giuoco Calcio), al fine di ostacolarne l'esercizio delle funzioni di vigilanza, fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e patrimoniale della società; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, art.8 del Codice della Giustizia Sportiva, violazione dell'art.85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2638, commi 1 e 2, c.c., per avere comunicato alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo della Federazione Italiana Giuoco Calcio) fatti materiali non rispondenti al vero, al fine di ostacolare il controllo della predetta Commissione sull'equilibrio economico, finanziario e patrimoniale della società; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, art. 8 del Codice della Giustizia Sportiva, violazione dell'art. 85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2638, commi I e II, c.c., per avere, , esposto alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo della Federazione Italiana Giuoco Calcio), al fine di ostacolarne l'esercizio delle funzioni di vigilanza, fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e patrimoniale della società. Queste solo alcune della violazioni emergente dall’attività investigativa della Procura Federale e della competente Procura della Repubblica….Ciò premesso ed osservato, il Collegio è tenuto a verificare se gli elementi di prova raccolti consentano di ritenere integrata la fattispecie della violazione delle disposizioni di cui all’art. 1 bis, comma 1, CGS, all’art. 84, commi 1 e 3, NOIF, all’art. 8, comma 4, CGS e all'art. 85 NOIF. In tale prospettiva, il Collegio ritiene di dover indicare alcune premesse attinenti alla esposizione dell’iter motivazionale che si intende seguire. In particolare, appare utile riassumere quello che è lo standard probatorio applicabile in materia, evidenziando, di seguito, gli arresti della giurisprudenza sportiva sul punto. In ambito esofederale è stato affermato che per dichiarare la responsabilità da  parte  del soggetto incolpato di una violazione disciplinare sportiva non è necessaria la certezza assoluta della commissione dell’illecito, né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel processo penale, ma può ritenersi sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza in ordine alla commissione dell’illecito (cfr. anche i lodi del 23 giugno 2009, Ambrosino c/ FIGC; 26 agosto 2009, Fabiani c/ FIGC; 3 marzo 2011, Donato c/ FIGC; 31 gennaio 2012, Saverino c/ FIGC; 2 aprile 2012, Juve Stabia e Amodio c. FIGC; 24 aprile 2012, Spadavecchia c/ FIGC; 26 aprile 2012, Signori c/ FIGC; 10 ottobre 2012, Alessio c/ FIGC). Nella stessa direzione è ormai consolidato l’orientamento della giurisprudenza di questa Corte secondo cui «per ritenere  la  responsabilità  da  parte del soggetto incolpato di una  violazione disciplinare sportiva non è necessaria la certezza assoluta della commissione dell’illecito – certezza che, peraltro, nella maggior parte dei casi sarebbe una mera astrazione – né il superamento del ragionevole dubbio, come nel diritto penale. Tale definizione dello standard probatorio ha ricevuto, nell’ordinamento sportivo, una codificazione espressa in materia di violazione delle norme anti-doping, laddove si prevede che il grado di prova richiesto, per poter ritenere sussistente una violazione, deve essere comunque superiore alla semplice valutazione della probabilità, ma inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio (cfr. ad es. l’art. 4 delle Norme Sportive Antidoping del CONI, in vigore dal 1 gennaio 2009). A tale principio vigente nell’ordinamento deve assegnarsi una portata generale sicché deve ritenersi sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza in ordine alla commissione dell’illecito (cfr. TNAS, lodo 2 aprile 2012 Amodio e S.S. Juve Stabia c/FIGC con il quale è stata pienamente confermata la decisione di questa Corte)» (CGF, 20 agosto 2012, C.U. n. 031/CGF del 23.8.2012). Ebbene, sotto  un profilo  metodologico, questa Corte ritiene di non  doversi discostare dagli insegnamenti della copiosa giurisprudenza federale  ed esofederale prima richiamati in ordine  alla misura probatoria richiesta ai fini della valutazione della responsabilità di un tesserato o  di  una affiliata. Ed allora, alla luce del sopra ricordato standard probatorio, ritiene, questa Corte, che nel complesso ed al di là delle singole specifiche contestazioni, dalla considerazione unitaria e non atomistica dei numerosi elementi di valutazione acquisiti al presente giudizio emerge, comunque, una condotta gestionale del vertice della società U.S. Palermo opaca, non chiara e trasparente, tanto e vero che ripetutamente gli organi di controllo sono dovuti intervenire con ispezioni e con reiterate specifiche richieste di informazioni e chiarimenti, i cui riscontri non sempre sono stati rispettosi del principio di lealtà e probità di cui all’art. 1 bis CGS. Convergono, in tale direzione, solidi elementi probatori e, in primo luogo, le complessive risultanze istruttorie di cui alle attività di investigazione poste in essere dalla Procura della Repubblica di Palermo. Le risultanze dell’attività captativa, i riscontri provenienti da una parte delle dichiarazioni rilasciate da alcuni dei deferiti in sede di audizione innanzi la Procura federale, convergono verso quella ragionevole certezza, necessaria per un giudizio di colpevolezza in questa sede, circa le responsabilità del sig. …., del sig. …. e dell’U.S. Città di Palermo s.p.a., in relazione ai fatti loro specificamente e rispettivameme contestati in questa sede disciplinare, nei limiti accertati e riconosciuti dal Tribunale Federale Nazionale. Fatti, del resto, in relazione ai quali si ritiene manchino concreti, idonei e, comunque, decisivi elementi di prova a discarico, atteso che le ricostruzioni alternative dei fatti medesimi e/o le diverse spiegazioni degli stessi fornite dagli incolpati non appaionono verosimili, né, tantomeno, supportate da elementi probatori o anche soltanto logici. Le approfondite indagini della Procura ordinaria, come riesaminate ed utilmente riversate nel presente procedimento disciplinare, alla luce delle integrazioni istruttorie operate dalla Procura federale, consentono, dunque, di ritenere raggiunta la prova della sussistenza degli illeciti disciplinari in questa sede sportiva contestati agli anzidetti odierni deferiti ed alla società U.S. Città di Palermo s.p.a. In particolare, dal coacervo degli elementi suscettibili di valutazione da parte di questa Corte emerge, in una sintesi complessiva, l’esistenza di solidi elementi probatori per ritenere fondata l’affermazione di responsabilità dei deferiti sopra indicati in ordine alle incolpazioni di cui al deferimento, come accertati dal TFN, per aver posto in essere atti diretti a dissimulare una situazione gestionale e/o economico-finanziaria della società US Città di Palermo s.r.l. che consentisse di superare i relativi controlli da parte dei competenti organi federali e, in particolare, assicurasse la partecipazione ai campionati di cui trattasi. Passando alle specifiche contestazioni effettuate dalla Procura Federale nell’atto di deferimento, occorre, anzitutto, prendere atto del fatto che il Tribunale Federale Nazionale ha ritenuto «che non sussistono le violazioni contestate al punto 1) dell’atto di deferimento, nonché quelle di cui al punto 2A) e 5A)». Sul punto, con riferimento al procedimento nei confronti dei sigg.ri …., nonchè dell’US Città di Palermo s.p.a., in difetto di specifico appello della Procura, è intervenuto giudicato….Ora, a tal proposito, questa Corte ha già avuto occasione di affermare quanto segue:«Preliminarmente all’esame delle concrete fattispecie sottoposte all’esame di questo Collegio, occorre ricordare che il principio nullum crimen, nulla poena sine lege costituisce un principio di civiltà giuridica che non solo permea la Carta costituzionale ma costituisce valore di civiltà immanente in tutto l’ordinamento giuridico – ivi compreso quello sportivo – con riferimento non solo alle disposizioni penali ma a tutte quelle lato sensu sanzionatorie. In particolare, tale principio impone che la fattispecie che descrive la condotta proibita sia formulata con sufficiente chiarezza (c.d. principio di tassatività), atteso che la conoscenza (o conoscibilità) piena e puntuale degli elementi costituivi della condotta sanzionata costituisce condizione necessaria per il sorgere della responsabilità personale in capo all’autore dell’illecito. Alla luce di tali principi, può facilmente evidenziarsi come le fattispecie descritte dai commi 1 e 2 del citato art. 8, CGS, differiscano in modo netto da quella di cui al successivo comma 4. Infatti, mentre nel primo caso la violazione delle norme contabili è punita in quanto tale, nel secondo caso tale violazione è punita solo laddove i dati contabili alterati abbiano permesso l’iscrizione - altrimenti non possibile - al campionato. Ne consegue che, ai fini della contestazione della violazione del suddetto art. 8, comma 1 e 2, CGS, è sufficiente la prova dell’alterazione dei dati contabili o di altro comportamento idoneo ad eludere la normativa federale in materia gestionale o economica, senza alcuna necessità di precisa quantificazione dell’importo alterato. Nell’ipotesi di cui al citato comma 4 del medesimo art. 8, invece, occorre non solo la prova dell’alterazione dei dati contabili ma anche l’esatta quantificazione dell’importo illecitamente alterato, così da dimostrare che, in assenza di tale alterazione, sarebbe stata preclusa alla società autrice dell’illecito l’iscrizione al campionato» (Corte Federale d’Appello, Com. Uff. n. 043 del 5 novembre 2018). Da quanto sopra deriva che, data la differenza di contenuti tra le due fattispecie, dall’accertamento della violazione della prima (art. 8, commi 1 e 2) non può sic et simpliciter arguirsi la prova della violazione della seconda (art. 8, comma 4) Ora, come si è già sopra evidenziato ed affermato, numerose sono le condotte poste in essere, dai soggetti sopra indicati, in violazione delle disposizioni di cui all’art. 8, commi 1 e 2, CGS e, in ogni caso, la complessiva gestione patrimoniale ed economico-finanziaria sottoposta all’esame di questo Collegio suscita numerose perplessità ed appare discutibile sotto diversi profili. Come detto, dunque, e conformemente a quanto affermato nell’impugnata sentenza, deve rilevarsi che tale gestione appaia senza dubbio contraria ai principi di buona e  corretta amministrazione come tutelati dai citati commi 1 e 2 dell’art. 8 CGS. .Una prudente e corretta gestione economica, conforme ai principi contabili in materia, avrebbe imposto, ben altro tipo di valutazioni ed appostazioni. Deve, dunque, ritenersi raggiunta la prova dell’avvenuta violazione del disposto dell’art. 8, commi 1 e 2, CGS, in ragione della manifesta e reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile come indicate non solo dalla tecnica contabile, ma anche dalle disposizioni federali. Altrettanto, tuttavia, non può affermarsi con ragionevole serenità, quanto alla effettiva violazione della disposizione di cui all’art. 8, comma 4, CGS, specificamente, appunto, contestata con i capi 5B e 5C del deferimento, attesa, come detto, la mancanza di specifica prova (e, comunque, l’assenza di certezza) in ordine all’effettivo quantum di alterazione delle appostazioni contabili di cui si è detto e, di conseguenza, in ordine alle ricadute di siffatti erronei e/o illegittimi dati di bilancio sulla iscrizione ai campionati di cui trattasi. In altri termini, raggiunta la prova delle violazioni contestate, come sopra ricordate, ritiene questo Collegio che, in difetto di specifica determinazione degli importi oggetto delle infedeli rappresentazioni delle voci di bilancio, non possa essere – con ragionevole certezza - affermato che le stesse predette violazioni hanno effettivamente consentito, quale effetto, l’iscrizione della società US Città di Palermo al campionato di serie A, s.s. 2016/2017 ed a quello di serie B, s.s. 2017/2018.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 114/CFA DEL  12/06/2019 MOTIVI CON RIFERIMENTO AL COM UFF 095 II SEZ DEL 07 05 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 59/TFN del 23.4.2019

Impugnazione Istanza:        RICORSO DELLA SOCIETA’ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 10.500,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DEGLI ARTT. 4, COMMA 1 E 21, COMMA 1 C.G.S SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10975/1031 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 2.4.2019

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato con mesi 6 di inibizione l’amministratore per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, C.G.S. in relazione all’art. 8, commi 1 e 2,        e all’art. 80 NOIF, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituale richiesta del 25.2.2019 (prot. 1545/2019), informazioni ed evidenza documentale in merito all’impegno formalizzato da parte del socio di riferimento a garantire il supporto finanziario necessario a far ritenere integrato il presupposto della continuità aziendale ai sensi dell’art. 2423 bis, comma 1, n. 1, c.c., nonché in ordine alla indicazione delle posizioni finanziarie cui fare legittimo affidamento sino alla conclusione della Stagione Sportiva e alle stime concernenti l’assorbimento di risorse pecuniarie sino al termine del corrente esercizio sociale. Confermata anche l’ammenda di € 10.500,00 alla società anche per l’applicazione della recidiva prevista dall’art.  21, comma 1, del vigente C.G.S..

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 63/FTN del 13 maggio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Z.M. (all'epoca dei fatti Presidente del CdA della Società US Città di Palermo Spa sino al 7 Marzo 2017 e, successivamente, Consigliere del Consiglio di Amministrazione della Società US Città di Palermo Spa sino al 3 maggio 2018), G.G. (all'epoca dei fatti Presidente del CdA della Società US Città di Palermo Spa dall'8 novembre 2017 all'8 agosto 2018), M.A. (all'epoca dei fatti Presidente del Collegio Sindacale della Società US Città di Palermo Spa) SOCIETÀ US CITTÀ DI PALERMO SPA - (nota n. 12055/816 pf18-19 GP/GC/blp del 29.4.2019).

Massima: La Società è sanzionata con la retrocessione all’ultimo posto del Campionato di SERIE B della stagione sportiva in corso 2018/2019 per le condotte poste in essere dal presidente del CdA e dal presidente del Collegio Sindacale concretizzatesi nella violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza delle norme federali in materia di contabilità e bilancio, di cui all'art. 1Bis, comma 1 del Codice della Giustizia Sportiva e dell'art. 84, commi 1 e 3, delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2621 c.c., per avere più precisamente: al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nella rappresentazione di un patrimonio netto societario superiore a quello reale (cfr. Consulenza Tecnica del Pubblico Ministero nella relazione del 20/10/2017 e del 13/12/2017), anche al fine di sottrarsi agli obblighi di ricapitalizzazione di cui all'art. 2446 c.c., esposto nel bilancio al 30.6.2014, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva, all'art. 8, comma 4 CGS e all'art. 85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF), nonché della disposizione di cui all'art.2638, commi 1 e 2, c.c., per avere esposto alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo delta Federazione Italiana Giuoco Calcio), al fine di ostacolarne l'esercizio delle funzioni di vigilanza, fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e patrimoniale della società; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, art.8 del Codice della Giustizia Sportiva, violazione dell'art.85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2638, commi 1 e 2, c.c., per avere comunicato alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo della Federazione Italiana Giuoco Calcio) fatti materiali non rispondenti al vero, al fine di ostacolare il controllo della predetta Commissione sull'equilibrio economico, finanziario e patrimoniale della società; violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità, nonché dell’obbligo di osservanza degli atti e delle norme federali di cui all'art. 1Bis, comma 1, art. 8 del Codice della Giustizia Sportiva, violazione dell'art. 85 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. (NOIF) e della disposizione di cui all'art. 2638, commi I e II, c.c., per avere, esposto alla Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio professionistiche (organo di controllo della Federazione Italiana Giuoco Calcio), al fine di ostacolarne l'esercizio delle funzioni di vigilanza, fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica e patrimoniale della società. Queste solo alcune della violazioni emergente dall’attività investigativa della Procura Federale e della competente Procura della Repubblica

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 61/FTN del 07 maggio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J.(Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl dal 6.8.2018 al 26.9.2018), N.V. (Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl dal 26.9.2018 al 15.10.2018) - (nota n. 9019/477bis pf18- 19/GP/GC/blp del 22/02/2019).

Massima: I legali rapp.ti della società sono sanzionati con mesi 6 di inibizione ciascuno per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 8, commi 1 e 2, del CGS, e all’art. 80 delle NOIF, per non avere prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante reiterate richieste, l’evidenza documentale di alcune posizioni creditorie contenute nel bilancio intermedio al 31.12.2017.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 59/FTN del 23 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 10975/1031pf18-19 GP/GC/blp del 2.4.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 6 di inibizione per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS in relazione all’art. 8, commi 1 e 2, del CGS e all’art. 80 delle NOIF, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituale richiesta del 25/02/2019 prot. 1545/2019, informazioni ed evidenza documentale in merito all’impegno formalizzato da parte del socio di riferimento a garantire il supporto finanziario necessario a far ritenere integrato il presupposto della continuità aziendale ai sensi dell’art. 2423-bis, comma 1, n. 1) c.c. nonché in merito alla indicazione delle posizioni finanziarie cui fare legittimo affidamento sino alla conclusione  della stagione sportiva e alle stime concernenti l’assorbimento di risorse pecuniarie sino al termine del corrente esercizio sociale. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.500,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 56/FTN del 12 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.M.(Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della Società FC Rieti Srl), SOCIETÀ FC RIETI  SRL - (nota n. 7453/600 pf18-19 GP/GC/blp del 23.1.2019).

Massima: Con il patteggiamento il legale rapp.te della società è sanzionato con giorni 20 di inibizione per la violazione dell’art. 1 bis comma 1 CGS - FIGC in relazione all’art. 85 lettera C paragrafo VI delle NOIF per non aver depositato alla Co.Vi.So.C., entro il termine del 30.11.2018, l’indicatore di liquidità al 30.09.2018 della Società e la situazione intermedia alla medesima data, approvata dall’organo amministrativo e corredata dalla relazione contenente il giudizio dell’organo di revisione. La società che ha patteggiato è sanzionata con l’ammenda di € 6.667,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 56/FTN del 12 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: F.C. (Presidente del CDA, Amministratore e legale rappresentante p.t. della Società Albissola 2010  Srl), C.G. (Amministratore delegato e legale rappresentante p.t. della Società Albissola 2010 Srl), N.C.D. (Amministratore delegato e legale rappresentante p.t. della Società Albissola 2010 Srl), SOCIETÀ ALBISSOLA 2010 SRL - (nota n. 7442/598 pf18-19 GP/GC/blp del 23.1.2019).

Massima: La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00 per la violazione dell’art. 1 bis comma 1 CGS - FIGC in relazione all’art. 85 lettera C) paragrafo VI) delle NOIF, a motivo del mancato deposito entro il 30.11.2018 della situazione patrimoniale intermedia al 30.09.2018 della Società, approvata dall’organo amministrativo e corredata dalla relazione contenente il giudizio dell’organo di revisione ai fini del controllo dell’indicatore di liquidità.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 56/FTN del 12 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: L.R. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 7451/599 pf18-19 GP/GC/blp del 23.1.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi di inibizione per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo VI), delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato alla Co.Vi.So.C., entro il 30/11/2018, l’indicatore di liquidità al 30/09/2018 e la situazione patrimoniale intermedia al 30/09/2018 approvata dall’organo amministrativo e corredata dalla relazione contenente il giudizio della società di revisione.. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 55/FTN del 04 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 9427/785 pf18-19 GP/GC/blp del 4.3.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 6 e giorni 15 di inibizione per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS in relazione all’art. 8, commi 1 e 2, del CGS e all’art. 80 delle NOIF, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante rituale richiesta del 10/01/2019 prot. 139/2019, informazioni ed evidenza documentale in merito ad alcune posizioni finanziarie, economiche e patrimoniali della Società anche connesse alle prospettive di prosecuzione dell’attività aziendale sino alla conclusione dell’esercizio sociale ai sensi dell’art. 2423-bis, comma 1, n.1) codice civile. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.500,00 in ordine alla recidiva, attesa la condanna del sodalizio sportivo e del rappresentante legale durante la corrente stagione sportiva per fatti della stessa natura (procedimenti n. 35 pf18-19, C.U. 34/TFN del 31/10/2018, n. 415 pf18-19 e n. 416 pf18-19, C.U. 42/TFN del 28/01/2019) ed è, quindi, applicabile il disposto di cui all’art. 21 comma 1 del vigente CGS.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 46/FTN del 21 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: L.R (Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl dal 15.10.2018), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6499/477 pf18-19 GP/GC/blp del 28.12.2018).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 6 di inibizione per la violazione dell’art. 1 bis, comma 1 del CGS in relazione all’art. 8 commi 1 e 2 del CGS e dell’art. 80 delle NOIF, per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C., nonostante le reiterate richieste, l’evidenza documentale di alcune posizioni creditorie contenute nel bilancio intermedio al 31/12/2017. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 57CFA DEL  05/12/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 002 CFA DEL  10/07/2018 (DISPOSITIVO)

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 70/TFN dell’11.6.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ FC BARI 1908 SPA AVVERSO LE SANZIONI: INIBIZIONE PER MESI 3 INFLITTA AL SIG. G.C.A., ALL’EPOCA DEI FATTI PRESIDENTE DEL CDA E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ RECLAMANTE, PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 8, COMMI 1 E 2 C.G.S., IN RELAZIONE AGLI ARTT. 80 E 87 COMMA 1, LETT. A) N.O.I.F.; AMMENDA DI € 20.000,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA  AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1 C.G.S.; SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE – NOTA N. 11599/1217 PF 17-18 GP/GC/BLP DELL’11.5.2018

Massima: Rideterminata l’inibizione in mesi 1 inflitta al  Presidente, per la violazione dell’art. 1-bis, comma 1 e dell’art. 8, commi 1 e 2, del C.G.S., in relazione agli artt. 80 e 87, comma 1, lett. a), delle NOIF, e l’ammenda in € 8.000,00 alla società per aver opposto  il diniego alla richiesta della Co.Vi.Soc. di richiesta della Deloitte & Touche S.p.A. di accesso volto alla “integrazione della verifica” concernente il bimestre gennaio-febbraio 2018…In definitiva, la decisione impugnata va riformata solo in punto di sanzioni irrogate che, alla luce delle valutazioni come sopra operate in ordine ai fatti contestati, possono essere ridotte a mesi uno di inibizione a carico del dott. …. e ad € 8.000,00 di ammenda a carico della FC Bari 1908 S.p.A..

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 6/FTN del 17 luglio 2018

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  T.A. (all’epoca  dei  fatti  Amministratore  Unico  e  legale  rappresentante  pro-tempore  della  Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 12846/1250 pf17-18  GP/blp del 5.6.2018).

Massima: Con il patteggiamento il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 2 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo I), punti 1) e 2) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver depositato alla Co.Vi.So.C. il bilancio di esercizio al 30 Giugno 2017, ovvero, in caso di mancata approvazione del bilancio, per non aver depositato il progetto di bilancio redatto dall’amministratore in relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente ed ai periodi di svolgimento degli stessi La società è sanzionata con l’ammenda di € 6.600,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.040/TFN del 04 Dicembre 2015 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (66) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: F.B.C., L.D.C. e W.F. (calciatori tesserati all’epoca dei fatti per la Società AC Voghera Srl), F.I.(già Presidente del CdA della Società Savona FBC Srl), D.T. (all’epoca dei fatti Direttore Generale della Società AC Voghera Srl), Società AC VOGHERA Srl - (nota n. 3244/138 pf13-14 AM/ma dell’8.10.2015).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con l’inibizione di anni 3 per la violazione dell’art. 1, comma 1, del CGS vigente all’epoca dei fatti (art. 1 bis, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva vigente) in relazione all’art. 8, comma 2, del CGS vigente all’epoca dei fatti (art. 8, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva vigente), poiché nella sua veste di Presidente del consiglio d’amministrazione e legale rappresentante nei vari periodi d’imposta ha omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi; non ha dichiarato tutti i ricavi, ha presentato un’infedele dichiarazione in qualità di sostituto d’imposta relativamente a 33 soggetti percipienti; non ha operato a titolo d’imposta sui compensi corrisposti e versate ritenute IRPEF; non ha operato ai fini delle addizionali regionali sui compensi corrisposti e versate ritenute; ha determinato una maggiore base imponibile ai fini IRAP in relazione ai ricavi non dichiarati. La società, a titolo di responsabilità diretta ex articolo 4 comma 1 del CGS per le violazioni ascritte al proprio legale rappresentante, è sanzionata con l’ammenda di euro 10.000,00.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.063/TFN del 26 Giugno 2015 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (98) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: I.C. (Presidente del CdA e Legale rappresentante p.t. della Società AC Cesena Spa), Società AC CESENA Spa - (nota n. 5895/1267 pf12-13 SP/blp del 10.2.2015).

Impugnazione Istanza: (134) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: I.C. (Presidente del CdA e Legale rappresentante p.t. della Società AC Cesena Spa), Società AC CESENA Spa - (nota n. 6996/207 pf13-14 SP/gb del 6.3.2015).

Massima: A seguito di patteggiamento il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 10  per  la violazione: a) dell’art. 1, comma 1 del CGS vigente all’epoca dei fatti – art. 1 bis del vigente CGS - e dell’art. 8, comma 2 del CGS, in relazione all’art. 80 delle NOIF, per avere sottratto risorse finanziarie della Società AC Cesena Spa – pari a € 1.025.700 - a vantaggio della Società controllante indiretta – omissis -, senza alcuna giustificazione economica per la Società calcistica, così determinando un progressivo ingente impoverimento economico-patrimoniale dell’AC Cesena e contestualmente aumentando la posizione debitoria della medesima Società nei confronti dei terzi creditori sociali, in violazione del principio di corretta gestione e in contrasto con i principi di lealtà, correttezza e probità cui sono tenuti tutti gli appartenenti all’Ordinamento sportivo; b) della violazione dell’art. 1, comma 1 del CGS vigente all’epoca dei fatti – art. 1 bis del vigente CGS - e dell’art. 8, comma 2 del CGS vigente all’epoca dei fatti – art. 8, comma 2 del vigente CGS - in relazione all’art. 19 dello Statuto federale ed all’art. 80 delle NOIF, per avere sottratto risorse finanziarie della Società AC Cesena Spa a vantaggio delle Società – omissis -, senza alcuna giustificazione economica per la Società calcistica, mediante la stipulazione dei contratti indicati nelle premesse (contratto in data 25.8.2010 con la Società – omissis -; contratto in data 20.5.2011 con la Società – omissis -; contratto in data 20.6.2010 con la Società – omissis -). Così determinando un impoverimento economico-patrimoniale dell’AC Cesena e contestualmente aumentando la posizione debitoria della medesima Società nei confronti dei terzi creditori sociali, in violazione del principio di corretta gestione e in contrasto con i principi di lealtà, correttezza e probità cui sono tenuti tutti gli appartenenti all’Ordinamento sportivo; La società è sanzionata con l’ammenda di euro 52.000,00

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.81/CDN  del 21 Maggio 2014 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (323) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: D.G.P. (Presidente del CdA e Legale rappresentante p.t. della Società Foggia Calcio Srl), Società FOGGIA CALCIO Srl - (nota n. 5711/695 pf13-14 SP/blp del 7.3.2014).

Massima: Integra la violazione di cui all'articolo 80 delle NOIF in relazione agli articoli 1, comma 1, del CGS e 19 dello statuto della F.I.G.C., l’aver ostacolato l'attività di verifica della Co.Vi.So.C. in sede di visita ispettiva occorsa nella stagione sportiva 2011/2012.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 001/CDN del 06 Luglio 2011 n. 8,9,10 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (619) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. E.F. (Amministratore Unico e Legale rappresentante della Società Cosenza Calcio 1914 Srl), E DELLA SOCIETÀ COSENZA CALCIO 1914 Srl. ▪ (nota N°. 9258/1406 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011). (620) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. E.F. (Amministratore Unico e Legale rappresentante della Società Cosenza Calcio 1914 Srl), E DELLA SOCIETÀ COSENZA CALCIO 1914 Srl. ▪ (nota N°. 9259/1407 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011). (621) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. E.F. (Amministratore Unico e Legale rappresentante della Società Cosenza Calcio 1914 Srl), E DELLA SOCIETÀ COSENZA CALCIO 1914 Srl. ▪ (nota N°. 9260/1408 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011).

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 4 per le violazioni previste e punite: dall’art. 85, lett. C), paragrafo II) delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, nonché dall’art. 85, lett. C), paragrafo VI) punto 2 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, e dall’art. 85, lett. C), paragrafo VII) punto 1 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., entro il termine del 31 marzo 2011, la relazione semestrale al 31 dicembre 2010 corredata dalla relativa documentazione, nonchè il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 dicembre 2010, nonché il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2010, come prescritto dalle norme federali in materia. La Società, a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS vigente, per le condotte ascritte al proprio Legale rappresentante è sanzionata con l’ammenda di Euro 20.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 001/CDN del 06 Luglio 2011 n. 7 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (617) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. A.F. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), DEL SIG. L.I. (Consigliere delegato e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), E DELLA SOCIETÀ AC SANGIOVANNESE 1927 Srl ▪ (nota N°. 9237/1402 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011).

Massima: Il presidente del CDA ed il consigliere delegato della società sono sanzionati con l’inibizione per mesi 2 ciascuno per le violazioni previste e punite: dall’art. 85, lett. C), paragrafo I) punto 2 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, per non aver ottemperato all’obbligo di deposito del progetto di bilancio corredato dalla relativa documentazione, come prescritto dalle norme federali in materia. La Società, a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS vigente, per le condotte ascritte ai propri Legali rappresentanti è sanzionata con l’ammenda di Euro 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 001/CDN del 06 Luglio 2011 n. 4,5,6 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (615) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. L.V. (Consigliere e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), DEL SIG. L.I. (Consigliere delegato e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), E DELLA SOCIETÀ AC SANGIOVANNESE 1927 Srl ▪ (nota N°. 9253/1405 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011). (616) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. L.V. (Consigliere e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), DEL SIG. L.I. (Consigliere delegato e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), E DELLA SOCIETÀ AC SANGIOVANNESE 1927 Srl ▪ (nota N°. 9247/1403 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011). (618) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. L.V. (Consigliere e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), DEL SIG. L.I. (Consigliere delegato e Legale rappresentante della Società AC Sangiovannese 1927 Srl), E DELLA SOCIETÀ AC SANGIOVANNESE 1927 Srl ▪ (nota N°. 9251/1404 pf10-11/SP/blp del 30.5.2011).

Massima: Il legale rapp.te ed il consigliere delegato della società sono sanzionati con l’inibizione per mesi 4 ciascuno per le violazioni previste e punite: dall’art. 85, lett. C), paragrafo II) delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, nonché dall’art. 85, lett. C), paragrafo VI) punto 2 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, e dall’art. 85, lett. C), paragrafo VII) punto 1 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., entro il termine del 31 marzo 2011, la relazione semestrale al 31 dicembre 2010 corredata dalla relativa documentazione, nonchè il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 dicembre 2010, nonché il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2010, come prescritto dalle norme federali in materia. La Società, a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS vigente, per le condotte ascritte ai propri Legali rappresentanti è sanzionata con l’ammenda di Euro 20.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 001/CDN del 06 Luglio 2011 n. 1,2,3 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (612) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. M.P. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Aurora Pro Patria 1919 Srl) E DELLA SOCIETÀ AURORA PRO PATRIA 1919 Srl. ▪ (nota N°. 9268/1411 pf10-11/SP/blp del 31.5.2011). (613) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. M.P. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Aurora Pro Patria 1919 Srl) E DELLA SOCIETÀ AURORA PRO PATRIA 1919 Srl. ▪ (nota N°. 9273/1413 pf10-11/SP/blp del 31.5.2011). (614) – DEFERIMENTO DEL PROCURA FEDERALE A CARICO DEL SIG. M.P. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Aurora Pro Patria 1919 Srl) E DELLA SOCIETÀ AURORA PRO PATRIA 1919 Srl. ▪ (nota N°. 9270/1412pf10-11/SP/blp del 31.5.2011).

Massima: Il presidente della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 4 per le violazioni previste e punite: dall’art. 85, lett. C), paragrafo II) delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, nonché dall’art. 85, lett. C), paragrafo VI) punto 2 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, e dall’art. 85, lett. C), paragrafo VII) punto 1 delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS ed all’art. 90, comma 2, delle NOIF, per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., entro il termine del 31 marzo 2011, la relazione semestrale al 31 dicembre 2010 corredata dalla relativa documentazione, nonché il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 dicembre 2010, nonché il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2010, come prescritto dalle norme federali in materia. La Società, a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS vigente, per le condotte ascritte al proprio Legale rappresentante è sanzionata con l’ammenda di Euro 20.000,00.

 

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 146/CGF del 14 Gennaio 2011 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 224/CGF del 05 Aprile 2011 e su www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare Nazionale – Com. Uff. n, 33/CDN del 30.11.2010

Impugnazione – istanza: 2) Ricorso della Procura Federale avverso il proscioglimento del sig. I.G., procuratore e legale rappresentante della società Gallipoli Calcio s.r.l., dalla violazione dell’art. 85, lett. b), paragrafo viii) punto 1) delle N.O.I.F. in relazione all’art. 10, comma 3 del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2 delle N.O.I.F. ascritte con proprio deferimento n. 2771/258pf10-11/sp/blp del 9.11.2010

Massima: Il procuratore e legale rapp.te della società non è responsabile della violazione dell'art. 85, lett. b), par. VIII, punto 1°, N.O.I.F., in relazione all'art. 10, comma 3, C.G.S. e dell'art. 90, comma 2, N.O.I.F. per non aver depositato, entro il 31.5.2010 il prospetto VP/DF, atteso che il Tribunale con atto del 19.1.2010 aveva nominato un “Amministratore Giudiziario” della società

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.63/CDN del 07 Marzo 2011 n.1 - www.figc.it

Impugnazione – istanza: (316) – Deferimento della Procura Federale a carico di: V.G. (Presidente e Legale Rappresentante p.t. della Società FB Brindisi 1912 rl) e della società FB Brindisi 1912 Srl ▪ (nota N°. 5426/772pf10-11/SP/blp del 10.2.2011).

Massima: A seguito di patteggiamento ex artt. 23 e 24 CGS il presidente della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 3 per il mancato perfezionamento dell'adempimento di cui all'art. 85, lett C), paragrafo V, N.O.I.F., in relazione all'art. 10, comma 3, C.G.S. e all'art. 90, comma 2, N.O.I.F. La società è sanzionata con l’ammenda di € 1.500,00 e la penalizzazione di punti 1 in classifica.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.62/CDN del 02 Marzo 2011 n.5 - www.figc.it

Impugnazione – istanza: (295) – Deferimento della Procura Federale a carico di: G.S. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società FC Catanzaro Spa) e della società FC Catanzaro Spa ▪ (nota N°. 5011/459pf10- 11/SP/blp del 26.1.2011).

Massima: L’amministratore della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per violazione di cui all’art. 85, lett. C) par. VI), punto 1), in relazione all’art. 10, comma 3, CGS e all’art. 90, comma 2, NOIF per non aver depositato il prospetto Ricavi/Indebitamenti con l’indicazione del relativo rapporto tra le due voci, calcolato sulla base della situazione contabile al 30 settembre 2010, come prescritto dalle norme federali in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.62/CDN del 02 Marzo 2011 n.1 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:  (296) – Deferimento della Procura Federale a carico di: G.V. (Presidente e Legale rappresentante della Società US Alessandria Calcio 1912 Srl) e della società US Alessandria Calcio 1912 Srl ▪ (nota N°. 5009/458pf10-11/SP/blp del 26.1.2011).

Massima: A seguito di patteggiamento ex artt. 23 e 24 CGS il presidente della società è sanzionato con l’inibizione per giorni 27 (pena base mesi 2) per violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. C), par. VI), punto 1, in relazione all’art. 10, comma 3 del C.G.S. e all’art. 90, comma 2 delle N.O.I.F., per non aver depositato il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 30 settembre 2010, come prescritto dalle Norme federali. La società è sanzionata con l’ammenda di € 4.500,00 (pena base € 10.000,00)

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.62/CDN del 02 Marzo 2011 n.4 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:  (297) – Deferimento della Procura Federale a carico di: G.C. (Presidente del C.d.A. e Legale Rappresentante della Società Cosenza Calcio 1914 Srl) F.I. (Amministratore Delegato e Legale Rappresentante della Società Cosenza Calcio 1914 Srl) e della società Cosenza Calcio 1914 Srl ▪ (nota N°. 5012/460pf10-11/SP/blp del 26.1.2011).

Massima: A seguito di patteggiamento ex artt. 23 e 24 CGS il presidente della società è sanzionato con l’inibizione per giorni 27 per la violazione di cui all'art. 85, lett. C), par. VI), punto 1), in relazione all'art.10, comma 3 del C.G.S. e all'art. 90, comma 2 delle N.O.I.F., per non aver depositato il prospetto R/I con l'indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 30 settembre 2010, come prescritto dalle norme federali in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 4.500,00 (pena base € 10.000,00)

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.6 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(170) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.L. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Mantova Srl) e della società AC Mantova Srl ▪ (nota N°. 2778/257pf10-11/SP/blp del 9.11.2010).

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafo VIII) punto 1 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., il prospetto VP/DF con l’indicazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti Finanziari, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionato l’ammenda di € 20.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.8 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(171) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.P.D.M. (Presidente C.d.A. e Legale rappresentante della Società Pescina Valle del Giovenco Srl) L.M. (Amministratore delegato e Legale rappresentante della Società Pescina Valle del Giovenco Srl) e della società Pescina Valle Del Giovenco Srl (nota N°. 2784/260pf10-11/SP/blp del 9.11.2010).

Massima: Il presidente del CDA e l’amministratore della società sono sanzionati, perché entrambi legali rappresentanti della stessa, con l’inibizione per mesi 2 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafo VI, punto 2) delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionato l’ammenda di € 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.4 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(166) – Deferimento della Procura Federale a carico di: V.P. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società US Pro Vercelli Calcio Srl) e della società US Pro Vercelli Calcio Srl ▪ (nota N°. 2780/262pf10-11/SP/blp del 9.11.2010).

Massima: Il presidente del CDA della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafo VI) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C. il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionato l’ammenda di € 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.5 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(168) – Deferimento della Procura Federale a carico di: D.D.O. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) G.I.(Procuratore e Legale rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) ▪ (nota N°. 2771/258pf10-11/SP/blp del 9.11.2010).

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per le violazioni previste e punite dall’art. 85, lett. B), paragrafo VIII) punto 1 delle NOIF in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C. il prospetto VP/DF con l’indicazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti Finanziari, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.1 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(167) – Deferimento del Procuratore Federale a carico del sig. D.A. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) e della società Potenza Sport Club Srl. ▪ (nota N°. 2781/261 pf10-11/SP/blp del 9.11.2010). La Commissione Disciplinare Nazionale, visto l’atto di deferimento indicato in epigrafe, letti gli atti; ascoltati, nella riunione odierna, il rappresentante della Procura federale, che ha concluso chiedendo l’irrogazione delle sanzioni dell’inibizione di mesi 2 (due) in danno del Sig. Donato Arcieri e dell’ammenda di € 10.000,00 (Euro diecimila/00) per la Società Potenza Sport Club Srl, osserva quanto segue:

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafo VI, punto 2) delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionato l’ammenda di € 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.33/CDN del 30 Novembre 2010 n.2 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(165) – Deferimento della Procura Federale a carico di: S.M. (Presidente del CdA e Legale rappresentante della Società Villacidrese Calcio Srl), M.P. (Soggetto responsabile del controllo contabile e Presidente del Collegio sindacale della Società Villacidrese Calcio Srl) e della società Villacidrese Calcio Srl ▪ (nota N°. 2774/263pf10-11/SP/blp del 9.11.2010).

Massima: Il presidente del CDA della società è sanzionato con l’inibizione per mesi 3 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafo VI, punto 2) delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base della situazione contabile al 31 marzo 2010, come prescritto dalle norme federale in materia, mentre il soggetto responsabile del controllo contabile e Presidente del Collegio sindacale società è sanzionato con l’inibizione per mesi 2 per la violazione prevista dall’art. 8, comma 1, del C.G.S. per la dichiarazione non veridica effettuata alla Co.Vi.So.C. in data 30 aprile 2010, per la parte relativa al pagamento delle ritenute IRPEF relative alle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2009 e dei contributi ENPALS relativi alle mensilità di dicembre 2009 . La società è sanzionato l’ammenda di € 10.000,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.24/CDN del 28 Ottobre 2010 n.4 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(79) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.R. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa), A.L. (Presidente e Legale rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa), C.D.A. (Procuratore e Legale Rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa) e della Società Salernitana Calcio 1919 Spa - (nota N°. 1686/1629pf09-10/SP/blp del 9.9.2010).

Massima: Il Presidente della società ed il procuratore sono sanzionati con l’inibizione per giorni 30 per la violazione prevista e punita dall’art. 85 lettera A) paragrafo VIII) delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S., e dell’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non aver depositato il prospetto VP/DF con l’indicazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti Finanziari, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, come prescritto dalle norme federali in materia atteso che in quel periodo gli stessi avevano la legale rappresentanza della società la cui revoca dei poteri di rappresentanza per atto notarile comunicata in Lega è avvenuta solo in periodo successivo. L’amministratore unico avendo patteggiato è sanzionato con l’inibizione per giorni 20 mentre la società con l’ammenda di € 7.500,00

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.24/CDN del 28 Ottobre 2010 n.5 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(80) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.R. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa), A.L. (Presidente e Legale Rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa), C.D.A. (Procuratore e Legale Rappresentante della Società Salernitana Calcio 1919 Spa) e della Società Salernitana Calcio 1919 Spa - (nota N°. 1287/1621pf09-10/SP/blp del 9.9.2010).

Massima: Il Presidente della società ed il procuratore sono sanzionati con l’inibizione per giorni 30 per violazione prevista e punita dall’art. 85 lettera A) paragrafo II), punto 1), lettera d) delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S., e dell’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non aver depositato la relazione contenente il giudizio della Società di revisione sulla relazione semestrale al 31 dicembre 2009 come prescritto dalla normativa federale atteso che in quel periodo gli stessi avevano la legale rappresentanza della società la cui revoca dei poteri di rappresentanza per atto notarile comunicata in Lega è avvenuta solo in periodo successivo. L’amministratore unico avendo patteggiato è sanzionato con l’inibizione per giorni 20 mentre la società con l’ammenda di € 7.500,00

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.21-22- www.figc.it

Impugnazione – istanza:(77) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.L. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Mantova Srl) e della società AC Mantova Srl ▪ (nota N°.1289/1627pf09-10/SP/blp del 9.9.2010). (78) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.L. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Mantova Srl) e della società AC Mantova Srl ▪ (nota N°. 1290/1628pf09-10/SP/blp del 9.9.2010).

Massima: Il presidente del CDA della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. A), paragrafi II) punto 1, VIII) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione semestrale al 31 dicembre 2009 corredata dalla relativa documentazione e il prospetto VP/DF con l’indicazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti Finanziari, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre, il tutto come prescritto dalle norme federali in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 30.000,00

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.23 – 24 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(90) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.M. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Ancona Spa) e della società AC Ancona Spa ▪ (nota N°.1284/1624pf09-10/SP/blp del 9.9.2010). ( (91) – Deferimento della Procura Federale a carico di: F.M. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società AC Ancona Spa) e della società Ancona Spa ▪ (nota N°. 1279/1625pf09-10/SP/blp del 9.9.2010).

Massima: Il presidente del CDA della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. A), paragrafi II) punto 1, VIII) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione semestrale al 31 dicembre 2009 corredata dalla relativa documentazione e il prospetto VP/DF con l’indicazione del rapporto Valore della Produzione/Debiti Finanziari, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre, il tutto come prescritto dalle norme federali in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 30.000,00

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.5-6 -7 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(87) – Deferimento della Procura Federale a carico di: V.P. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società US Pro Vercelli Calcio Srl)  e della società US Pro Vercelli Calcio Srl ▪ (nota N°.1329/1608pf09-10/SP/blp del 10.9.2010).  ( (88) – Deferimento della Procura Federale a carico di: V.P. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società US Pro Vercelli Calcio Srl) e della società US Pro Vercelli Calcio Srl ▪ (nota N°.1328/1609pf09-10/SP/blp del 10.9.2010). ( (89) – Deferimento della Procura Federale a carico di: V.P. (Presidente del C.d.A. e Legale rappresentante della Società US Pro Vercelli Calcio Srl) e della società US Pro Vercelli Calcio Srl ▪ (nota N°.1332/1607pf09-10/SP/blp del 10.9.2010).

Massima: Il presidente del CDA della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 e giorni 15 per la violazione prevista e punita dall’art. 85, lett. B), paragrafi II), VI)punto 2 e VII) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione semestrale al 31 dicembre 2009 corredata dalla relativa documentazione, il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009 e per non avere depositato il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, il tutto come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 22.500,00.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.12-13 -14- www.figc.it

Impugnazione – istanza:(81) – Deferimento del Procuratore Federale a carico dei sig.ri D.A. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) e V.G. (all’epoca dei fatti, Direttore Generale e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) e della società Potenza Sport Club Srl. ▪ (Nota N°. 1313/1610pf09-10/SP/blp dell’10.9.2010). ( (82) – Deferimento del Procuratore Federale a carico dei sig.ri DONATO ARCIERI (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) E V.G. (all’epoca dei fatti, Direttore Generale e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) e della società Potenza Sport Club Srl. Srl ▪ (Nota N°. 1322/1611pf09-10/SP/blp dell’10.9.2010). ( (83) – Deferimento del Procuratore Federale a carico dei sig.ri D.A. (Amministratore unico e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl) E V.G. (all’epoca dei fatti, Direttore Generale e Legale rappresentante della Società Potenza Sport Club Srl e della società Potenza Sport Club Srl. Srl ▪ (Nota N°. 1323/1612pf09-10/SP/blp dell’10.9.2010).

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 e giorni 15 per le violazioni previste e punite dall’art. 85, lett. B), paragrafi II), VI), punto 2 e VII) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione semestrale al 31 dicembre 2009 corredata dalla relativa documentazione, il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009 e per non avere depositato il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, il tutto come prescritto dalle norme federale in materia. La società è sanzionata con l’ammenda di € 22.500,00. Invece, non è sanzionabile il direttore generale della società non avendo egli la legale rappresentanza della società.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.15 -16 -17 - www.figc.it

Impugnazione – istanza:(110) – Deferimento della Procura Federale a carico di: A.S. (all’epoca dei fatti Legale rappresentante della Società Perugia Calcio Spa) ▪ (nota N°. 1549/1613 pf09-10/SP/blp del 21.9.2010). (111) – Deferimento della Procura Federale a carico di: A.S. (all’epoca dei fatti Legale rappresentante della Società Perugia Calcio Spa) ▪ (nota N°. 1556/1615pf09-10/SP/blp del 21.9.2010).  (112) – Deferimento della Procura Federale a carico di: A.S. (all’epoca dei fatti Legale rappresentante della Società Perugia Calcio Spa) ▪ (nota N°. 1551/1614pf09-10/SP/blp del 21.9.2010).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 e giorni 15 per le violazioni previste e punite dall’art. 85, lett. B), paragrafi II) punto 1, lett. b, VI), punto 2 e VII) punto 2 delle N.O.I.F., ciascuno dei paragrafi in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione del Collegio Sindacale sulla relazione semestrale al 31 dicembre 2009, il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009 e per non avere depositato il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, il tutto come prescritto dalle norme federale in materia.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.20/CDN del 08 Ottobre 2010 n.18-19-20- www.figc.it

Impugnazione – istanza:(84) – Deferimento della Procura Federale a carico di: D.D.O. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) G.I. (Procuratore e Legale rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl)  e della società Gallipoli Calcio Srl ▪ (nota N°. 1324/1623 PF 09-10/SP/blp del 10.9.2010). (85) – Deferimento della Procura Federale a carico di: D.D.O. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) G.I. (Procuratore e Legale rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) e della società Gallipoli Calcio Srl ▪ (nota N°. 1327/1630 PF 09-10/SP/blp del 10.9.2010). (86) – Deferimento della Procura Federale a carico di: D.D.O. (Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) G.I.(Procuratore e Legale rappresentante della Società Gallipoli Calcio Srl) e della società Gallipoli Calcio Srl ▪ (nota N°. 1325/1622 PF 09-10/SP/blp del 10.9.2010).

Massima: L’amministratore unico della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 e giorni 15 per le violazioni previste e punite dall’art. 85, lett. A), paragrafi I) punto 1, lett. D, per non aver depositato la relazione contenente il giudizio della Società di revisione sul bilancio d’esercizio al 30 giugno 2009, II) punto 1, VI), punto 2 e VII) punto 2 delle N.O.I.F., in relazione all’art. 10, comma 3, del C.G.S. ed all’art. 90, comma 2, delle N.O.I.F., per non avere depositato presso la Co.Vi.So.C., la relazione semestrale al 31 dicembre 2009 corredata dalla relativa documentazione, il prospetto R/I con l’indicazione del rapporto Ricavi/Indebitamento, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009 e per non avere depositato il prospetto P/A con l’indicazione del rapporto Patrimonio Netto Contabile/Attivo Patrimoniale, calcolato sulla base delle risultanze della relazione semestrale al 31 dicembre 2009, il tutto come prescritto dalle norme federale in materia. Non deve procedersi, invece, nei confronti della Società, per mancanza della legittimazione passiva, in quanto con C.U. n. 89/A ha avuto la revoca dell’affiliazione con la FIGC.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 61/CDN  del 25 Febbraio  2010 n. 1 - www.figc.it Impugnazione - istanza:  (163) – Deferimento del Procuratore Federale a carico di: M. Z. (Presidente del C.d.A. e Amministratore delegato della Soc. Foligno Calcio Srl) e della società Foligno Calcio Srl (nota n. 4091/479pf09- 10/SP/blp del 19.1.2010).

Massima: La società è sanzionata con l’ammenda (€ 5.000,00) per la violazione di cui all’art. 1, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 19 dello Statuto F.I.G.C., nonché agli artt. 80 e 87, delle NOIF, per non avere consentito il regolare svolgimento dell’attività ispettiva agli ispettori della Co.Vi.So.C. finalizzata al controllo del rispetto del principio di corretta gestione e dell’equilibrio economico finanziario. La violazione specificatamente contestata con il deferimento de quo non attiene alla irregolare e/o omessa tenuta delle scritture contabili e dell’altra documentazione obbligatoria prevista dal Codice Civile e dalle norme statutarie, quanto, invece, all’avere impedito agli ispettori Co.Vi.So.C. recatisi presso la sede sociale, al fine di controllare il rispetto del principio di corretta gestione e l’equilibrio economico - finanziario (art. 19 Statuto, artt. 80 NOIF), lo svolgimento della attività a tal fine necessaria. Tali norme pongono, a carico delle Società, degli obblighi di fare che si concretizzano nel loro assoggettamento alle verifiche previste tramite la Co.Vi.So.C.(artt. 19 Statuto e 80 NOIF). Sottrarsi a tale potere di controllo, di fatto impedendone il regolare svolgimento, comporta la violazione di detti obblighi e, quindi, la violazione di principi di lealtà, correttezza e probità cui devono uniformarsi i comportamenti di tutti i soggetti tenuti all’osservanza dell’ordinamento federale (art. 1, comma 1, CGS).

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 07/CDN  del 10 Luglio 2009  n. 1 - www.figc.it Impugnazione - istanza: (338) – Deferimento del Procuratore Federale a carico di: L. P. (Presidente del Consiglio di Amministrazione e Legale rappresentante della Soc. Pisa Calcio SpA) e della società Pisa Calcio SpA (nota n. 8152/1217pf08-09/SP/blp del 10.6.2008).

Massima: La società risponde della violazione degli artt. 1 commi 1 e 8 co. 2 CGS, per aver il proprio presidente sottoscritto la dichiarazione depositata presso la Co.Vi.So.C., attestante circostanze e dati contabili non veridici in quanto è stato riscontrato che “la società, in relazione alle operazioni di ripianamento delle perdite risultanti dal bilancio semestrale al 30 giugno 2008, ha inviato al medesimo organo di controllo una dichiarazione non veridica”. Più specificatamente, nonostante la delibera con la quale, su sollecito della Co.Vi.So.C, l’assemblea aveva stabilito il termine del 20 gennaio 2009 per il superamento della fattispecie di cui all’art. 2447 Cod. Civ., il ripianamento delle perdite della società non avveniva realmente, in quanto il versamento a totale copertura delle perdite sarebbe avvenuto tramite assegno bancario a firma del socio unico, assegno che, tuttavia, a seguito di visita ispettiva effettuata presso la società il 20 marzo 2009, sarebbe risultato impagato. Consegue la sanzione dell’ammenda.

 

Decisione C.G.F.: Comunicato Ufficiale n. 65/CGF Riunione del 14  novembre 2008 n. 8-9 -  con motivazione sul Comunicato Ufficiale n. 77/CGF Riunione del 10 dicembre 2008  n. 8-9 - www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare Nazionale– Com. Uff. n. 18/CDN del 18.9.2008

Impugnazione - istanza: Ricorso della S.S. Manfredonia Calcio S.r.l. avverso la sanzione della inibizione per mesi 6 inflitta al suo presidente, sig. R.A. a seguito di deferimento del Procuratore Federale per violazione dell’art. 8, comma 5 C.G.S. in relazione al par. iii, lett. c), punto 1) dell’all. a del com. uff. n. 93/a del 5.5.2008. Ricorso della S.S. Manfredonia Calcio S.r.l. avverso la sanzione della penalizzazione di punti 1 in classifica inflitta alla reclamante a seguito di deferimento del Procuratore Federale per responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1 C.G.S. per le violazioni ascritte al proprio presidente e legale rappresentante all’epoca dei fatti.

Massima: La società è sanzionata con la penalizzazione di punti (1) in classifica per la violazione dell’art. 8, 5° comma, C.G.S. in relazione al par. III, lett. c), punto 1) dell’All.to A al Com. Uff. n. 93/A del 5.5.2008 per non avere depositato presso la COVISOC entro il termine del 5.7.2008 la documentazione attestante l’avvenuto superamento della situazione prevista dall’art. 2482-ter c.c. Il verbale di Assemblea del 27.6.2008 con il quale è stato deliberato l’azzeramento del capitale sociale e la ricostituzione del capitale stesso “… mediante emissione di nuove quote da offrire in opzione ai soci in proporzione delle rispettive partecipazioni” non costituisce superamento della situazione prevista dall’art. 2482-ter c.c. in quanto la Società deferita non ha comprovato alcuna sottoscrizione del nuovo capitale sociale da parte dei soci così da rendere assolutamente ininfluente quanto deliberato in Assemblea”. Infatti, la delibera dell’Assemblea dei Soci che dispone l’azzeramento del capitale sociale e la sua ricostituzione deve essere seguita dalla sottoscrizione delle quote, senza la quale è “tamquam non esset”. Risponde a un elementare principio di diritto che la delibera di ricostituzione del Capitale Sociale, che si sia ridotto al di sotto della soglia minima, costituisce solo l’inizio del procedimento per superare la situazione di cui all’art. 2482–ter c.c. Lo spirito di questa norma è chiaro: tutte le volte in cui il capitale sociale si riduca al di sotto della soglia minima, per evitare la trasformazione o la messa in liquidazione della Società il capitale deve essere ricostituito. Ma al fine della sua ricostituzione non basta la mera dichiarazione di volerlo ricostituire (rectius: la delibera dell’Assemblea dei soci) essendo necessaria la sottoscrizione delle quote. E’ solo in tal modo che il capitale sociale viene effettivamente ricostituito. Nel caso di specie il rispetto dell’art. 2482–ter c.c. avrebbe dovuto comportare che entro il termine del 5.7.2008 si doveva procedere alla sottoscrizione delle quote. Oltre tutto, nel caso di specie l’inosservanza del disposto dell’art. 2482–ter c.c. è ancora più evidente se si considera che l’Assemblea dei Soci della società ha deliberato che “la sottoscrizione delle quote” dovrà avvenire “entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal momento in cui verrà loro [ai soci] comunicato, a cura dell’organo amministrativo, che il capitale come sopra ricostituito può essere sottoscritto …” (v. punto 7 della delibera assembleare). E’ mancata, quindi, in punto di fatto una sottoscrizione delle quote contestuale alla delibera di ricostituzione del capitale sociale; anzi, la sottoscrizione delle quote è stata addirittura differita a un momento successivo, quello della comunicazione “a cura dell’organo amministrativo”.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 36/C Riunione del 4 Aprile 2005 n. 8 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso la Lega Professionisti Serie C - Com. Uff. n. 233 del 2.3.2005

Impugnazione - istanza:Appello della Pol. Rosetana Calcio avverso le sanzioni dell’ammonizione al sig. J.P., allora presidente della società, e dell’ammenda di € 10.000,00 ad essa reclamante, inflitte a seguito di deferimento del Procuratore Federale rispettivamente per violazione degli artt. 1 comma 1 C.G.S. e 2 comma 4 C.G.S.

Massima: La società è responsabile della violazione dell’art. 1 comma 1 C.G.S., in relazione all’art. 90 comma 2 N.O.I.F., così come modificato con Comunicato Ufficiale n. 162/A del 30.4.2004, per non avere provveduto ad inviare il prospetto RI con l’indicazione del rapporto ricavi/indebitamento, calcolato alla data del 30.9.2004. Consegue la sanzione dell’ammonizione a carico del Presidente e quella dell’ammenda a carico della società.

Massima: Il termine, previsto dall’art. 85 N.O.I.F., per l’invio del prospetto RI va considerato perentorio, mentre l’invio del prospetto RI, nei termini previsti dall’art. 90 comma 6 N.O.I.F., evita la decadenza della società dai contributi federali.

Massima: Gli art. 83 e seguenti N.O.I.F. regolano la delicata ed attuale materia del controllo contabile sulle società professionistiche. Da tutto il predetto sistema normativo emerge evidente la volontà del legislatore federale di instaurare un analitico e rigoroso sistema di controllo sulla predetta materia economico finanziaria per scongiurare il pericolo che le situazioni debitorie possano raggiungere livelli di particolare gravità, con tutte le notorie conseguenze del caso. In questo contesto, il potere ispettivo riconosciuto alla Co.Vi.So.C., per garantirne la massima produttività, non può non essere, “vincolato ad una tempistica tanto rigida quanto efficace, in tale ottica, la perentorietà dei termini di consegna della documentazione richiesta alle società è funzionale all’efficacia delle norme stesse, altrimenti, svuotate di ogni significato”. Va evidenziato, inoltre, che l’art. 90 comma 5 N.O.I.F. definisce “omissione” e quindi, inadempimento e non solamente, ritardo, il mancato rispetto dei termini indicati nel precedente art. 85 N.O.I.F. Proprio perché riferito all’inadempimento di un obbligo posto in precedenti norme, il potere sanzionatorio, attribuito dall’art. 90 N.O.I.F. alla Co.Vi.So.C., deve essere qualificato come portatore di una sanzione accessoria rispetto a quelle previste nel secondo comma del medesimo art. 90 sanzione funzionale al rigido rispetto dei termini di adempimento, tanto da essere applicata da un organo amministrativo con semplice provvedimento (necessariamente “motivato) senza neppure passare al vaglio giurisdizionale. Se, dunque, il termine di applicazione della sanzione accessoria è inequivocabilmente “perentorio”, per sua natura e per chiara lettura normativa, a maggiore ragione deve essere considerato perentorio il termine di adempimento dell’obbligo principale, il cui mancato rispetto mette in moto il complesso meccanismo sanzionatorio”.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 36/C Riunione del 4 Aprile 2005 n. 9 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso la Lega Professionisti Serie C - Com. Uff. n. 247 del 9.3.2005

Impugnazione - istanza:Appello del Fano Calcio avverso le sanzioni dell’ammonizione al sig. G.M., presidente della società, e dell’ammenda di € 10.000,00 ad essa reclamante, inflitte a seguito di deferimento del Procuratore Federale rispettivamente per violazione degli artt. 1 comma 1 C.G.S. e 2 comma 4 C.G.S.

Massima: La società è responsabile della violazione dell’art. 1 comma 1 C.G.S., in relazione all’art. 90 comma 2 N.O.I.F., così come modificato con Comunicato Ufficiale n. 162/A del 30.4.2004, per non avere provveduto ad inviare il prospetto RI con l’indicazione del rapporto ricavi/indebitamento, calcolato alla data del 30.9.2004. Consegue la sanzione dell’ammonizione a carico del Presidente e quella dell’ammenda a carico della società.

Massima: Il termine, previsto dall’art. 85 N.O.I.F., per l’invio del prospetto RI va considerato perentorio, mentre l’invio del prospetto RI, nei termini previsti dall’art. 90 comma 6 N.O.I.F., evita la decadenza della società dai contributi federali.

Massima: Gli art. 83 e seguenti N.O.I.F. regolano la delicata ed attuale materia del controllo contabile sulle società professionistiche. Da tutto il predetto sistema normativo emerge evidente la volontà del legislatore federale di instaurare un analitico e rigoroso sistema di controllo sulla predetta materia economico finanziaria per scongiurare il pericolo che le situazioni debitorie possano raggiungere livelli di particolare gravità, con tutte le notorie conseguenze del caso. In questo contesto, il potere ispettivo riconosciuto alla Co.Vi.So.C., per garantirne la massima produttività, non può non essere, “vincolato ad una tempistica tanto rigida quanto efficace, in tale ottica, la perentorietà dei termini di consegna della documentazione richiesta alle società è funzionale all’efficacia delle norme stesse, altrimenti, svuotate di ogni significato”. Va evidenziato, inoltre, che l’art. 90 comma 5 N.O.I.F. definisce “omissione” e quindi, inadempimento e non solamente, ritardo, il mancato rispetto dei termini indicati nel precedente art. 85 N.O.I.F. Proprio perché riferito all’inadempimento di un obbligo posto in precedenti norme, il potere sanzionatorio, attribuito dall’art. 90 N.O.I.F. alla Co.Vi.So.C., deve essere qualificato come portatore di una sanzione accessoria rispetto a quelle previste nel secondo comma del medesimo art. 90 sanzione funzionale al rigido rispetto dei termini di adempimento, tanto da essere applicata da un organo amministrativo con semplice provvedimento (necessariamente “motivato) senza neppure passare al vaglio giurisdizionale. Se, dunque, il termine di applicazione della sanzione accessoria è inequivocabilmente “perentorio”, per sua natura e per chiara lettura normativa, a maggiore ragione deve essere considerato perentorio il termine di adempimento dell’obbligo principale, il cui mancato rispetto mette in moto il complesso meccanismo sanzionatorio”.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 35/C Riunione del 21 Marzo 2005 n. 1 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso La Lega Professionisti Serie C - Com. Uff. n. 187/C del 2.2.2005

Impugnazione - istanza:Appello della A.S. Sora avverso le sanzioni dell’ammenda di € 10.000,00 per violazione dell’art. 2 comma 4 C.G.S., a titolo di responsabilità diretta per violazioni ascritte al proprio presidente, e dell’ammonizione dello stesso presidente sig. A.V.S., a seguito di deferimento del Procuratore Federale

Massima: La società è responsabile della violazione dell’art. 1 comma 1 C.G.S., in relazione all’art. 90 comma 2 N.O.I.F., così come modificato con Comunicato Ufficiale n. 162/A del 30.4.2004, per non avere provveduto ad inviare il prospetto RI con l’indicazione del rapporto ricavi/indebitamento, calcolato alla data del 30.9.2004. Consegue la sanzione dell’ammonizione a carico del Presidente e quella dell’ammenda a carico della società.

Massima: Il termine, previsto dall’art. 85 N.O.I.F., per l’invio del prospetto RI va considerato perentorio, mentre l’invio del prospetto RI, nei termini previsti dall’art. 90 comma 6 N.O.I.F., evita la decadenza della società dai contributi federali.

Massima: Gli art. 83 e seguenti N.O.I.F. regolano la delicata ed attuale materia del controllo contabile sulle società professionistiche. Da tutto il predetto sistema normativo emerge evidente la volontà del legislatore federale di instaurare un analitico e rigoroso sistema di controllo sulla predetta materia economico finanziaria per scongiurare il pericolo che le situazioni debitorie possano raggiungere livelli di particolare gravità, con tutte le notorie conseguenze del caso. In questo contesto, il potere ispettivo riconosciuto alla Co.Vi.So.C., per garantirne la massima produttività, non può non essere, “vincolato ad una tempistica tanto rigida quanto efficace, in tale ottica, la perentorietà dei termini di consegna della documentazione richiesta alle società è funzionale all’efficacia delle norme stesse, altrimenti, svuotate di ogni significato”. Va evidenziato, inoltre, che l’art. 90 comma 5 N.O.I.F. definisce “omissione” e quindi, inadempimento e non solamente, ritardo, il mancato rispetto dei termini indicati nel precedente art. 85 N.O.I.F. Proprio perché riferito all’inadempimento di un obbligo posto in precedenti norme, il potere sanzionatorio, attribuito dall’art. 90 N.O.I.F. alla Co.Vi.So.C., deve essere qualificato come portatore di una sanzione accessoria rispetto a quelle previste nel secondo comma del medesimo art. 90 sanzione funzionale al rigido rispetto dei termini di adempimento, tanto da essere applicata da un organo amministrativo con semplice provvedimento (necessariamente “motivato) senza neppure passare al vaglio giurisdizionale. Se, dunque, il termine di applicazione della sanzione accessoria è inequivocabilmente “perentorio”, per sua natura e per chiara lettura normativa, a maggiore ragione deve essere considerato perentorio il termine di adempimento dell’obbligo principale, il cui mancato rispetto mette in moto il complesso meccanismo sanzionatorio”.

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