Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 149/TFN - SD del 06 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 16847/797pf20-21/GC/ep , n. 16852/799pf20-21/GC/blp e n. 16861/798 pf20-21 GC/ep del 10 maggio 2022 nei confronti della società AS Livorno Calcio Srl - Reg. Prot. 150-151-152/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127, comma 1, CGS la società è sanzionata con l’ammenda di € 10.000,00 a titolo di responsabilità propria e diretta per le violazioni ascritte al proprio legale rapp.te consistenti nella violazione dell’art. 85, lett. C), par. VI), punto 1) delle NOIF, dell’art. 85, lett. C), par. III), punto 1) delle NOIF e dell’art. 85, lett. C), par. VII), punto 1) delle NOIF

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 134/TFN - SD del 29 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7572/552 pf21-22/GC/gb del 4 aprile 2022 nei confronti del sig. P.F. e della società SS Juve Stabia Srl - Reg. Prot. 137/TFN-SD

Massima: Mesi 2 di inibizione all’Amministratore Unico per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione a quanto previsto dai CC.UU. n.131/A del 21 dicembre 2021 e 154/A del 31 gennaio 2022, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 16 febbraio 2022, le ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo marzo-ottobre 2021 e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo giugno-ottobre 2021, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C. entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. Punti 2 di penalizzazione alla società a titolo di responsabilità diretta e propria…I principi informatori della giustizia sportiva sono posti al fine di garantire la corretta organizzazione e gestione delle attività sportive, assicurando, tra le altre, il rispetto della leale concorrenza da parte di tutti gli appartenenti all’ordinamento federale. A tal fine l’ordinamento sportivo è retto da un sistema normativo autonomo non necessariamente permeabile ad ogni disposizione dell’ordinamento statale, astrattamente applicabile alla fattispecie di natura disciplinare. Dal fondamentale principio dell’autonomia della giustizia sportiva discende altresì che una medesima condotta (fermo restando l’eventuale accertamento della stessa in altra sede giudiziaria), possa essere diversamente valutata a fini sportivo-disciplinari, laddove ritenuta violativa delle regole poste a fondamento dell’attività sportiva. In tale contesto, i consolidati arresti della giurisprudenza domestica hanno più volte precisato come l’eventuale assenza di violazioni sotto il profilo civilistico non possa escludere tout court l’accertamento di responsabilità disciplinare per la violazione di regole federali. Tanto premesso, nella fattispecie in esame, la pendenza del procedimento di cui all’art. 182 bis LF, peraltro allo stato sub iudice, non appare idoneo a scriminare l’omesso adempimento di un obbligo federale, imposto proprio al fine di garantire la leale concorrenza tra i suoi appartenenti. Priva di pregio appare in tal senso la doglianza difensiva in ordine alla “tempistica” del CU 131/A - che in data 21.12.21, fissava al 16.2.22, il termine ultimo per comunicare l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps – non previamente conoscibile dalla società. Occorre infatti ricordare che, in sintonia con la normativa statale di proroga dell’emergenza sanitaria, il legislatore federale, in data 10.9.21, con CU 73/A sospendeva, fino a nuova determinazione, “gli adempimenti fiscali e contributivi previsti per le scadenze federali del 16 settembre 2021, del 16 ottobre 2021 e del 16 dicembre 2021.”. Appare evidente la inalterata cogenza dell’adempimento previsto dalla normativa federale, di fatto meramente posticipato in adesione alla analoga normativa statale, di cui la società affiliata ben doveva essere consapevole. Del pari inconferente ai fini che ci occupano appare quanto dedotto e documentato in ordine alla comunicazione dell’Inps sull’impossibilità di trasferire all’Agenzia delle Entrate Riscossione i debiti contributivi “con competenza antecedente alla data di inizio della procedura”; come è noto ai sensi dell’art. 182 bis LF (nonché dell’art. 54 D.L.vo 14/19) anche nelle more della procedura, il Giudice Delegato, su richiesta di parte, può disporre la sospensione di eventuali azioni esecutive e/o cautelari. Nella vicenda in esame, il provvedimento di sospensione delle suddette procedure, adottato (seppur non documentato) dal Giudice Delegato determinava l’impossibilità da parte dell’ente creditore di trasmettere i relativi atti all’Agente di riscossione, non potendo procedere alla conseguente iscrizione a ruolo dei debiti erariali maturati antecedentemente alla data di inizio della procedura. Relativamente agli adempimenti federali di cui all’atto di deferimento, per quanto non dirimente ai fini della presente decisione, va peraltro rilevato che, da quanto dedotto (ed anche in questo caso non documentato) nel Ricorso per l’omologazione della proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti, prodotto in sede di dichiarazioni post CCI, la relazione di attestazione del professionista ex art. 182 bis co. 1 sembrerebbe riferirsi all’esposizione debitoria della società alla data del 30.6.21 (pg. 14 e 15); tale circostanza, confermata dallo stesso dott. … in sede di audizione, laddove precisava che “la situazione debitoria tributaria era cristallizzata alla data del 30.6.2021”, sembrerebbe escludere dalle passività oggetto della proposta di accordo le somme di cui al presente procedimento. L’incompleta documentazione a supporto delle devoluzioni difensive, seppur, si ribadisce, irrilevante ai fini della responsabilità disciplinare, non consente comunque al Collegio di valutare l’eventuale inserimento delle esposizioni debitorie in argomento nella proposta di accordo, attualmente pendente in fase di richiesta di omologazione. La stessa società peraltro, nel riscontrare la nota Co.Vi.So.C. del 14.3.22 (come da documento prodotto in sede di audizione), chiariva che, in attesa dell’eventuale perfezionamento della procedura di cui all’art. 182 bis, sarebbe stata comunque in grado di far fronte al fabbisogno finanziario necessario per completare la presente stagione sportiva. Tanto premesso, va rilevato che la violazione disciplinare di cui all’atto di deferimento, accertata ed incontestata nella sua materialità, non possa essere scriminata dalla pendenza della procedura di cui all’art. 182 bis LF, la cui definizione è a tutt’oggi sub iudice, non essendo la stessa ostativa a pagamenti parziali, seppur di debiti preesistenti, soprattutto laddove necessari al regolare svolgimento dell’attività precipua della società sportiva. Sarebbe stato pertanto onere della società, pur in pendenza della suddetta procedura, provvedere agli adempimenti previsti dalla normativa federale al fine di non incorrere nelle relative sanzioni.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 132/TFN - SD del 28 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7571/551 pf21-22/GC/blp del 4 aprile 2022 nei confronti del sig. G.L. e della società Reggina 1914 Srl - Reg. Prot. 136/TFN-SD

Massima: Giorni 45 di inibizione all’Amministratore per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione a quanto previsto dai CC.UU. n. 131/A del 21 dicembre 2021 e 154/A del 31 gennaio 2022, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 16 febbraio 2022, le ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo marzo-ottobre 2021 e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per il periodo luglio-ottobre 2021, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. Punti 2 di penalizzazione alla società a titolo di responsabilità diretta ed a titolo di responsabilità propria per la violazione dell’art. 33, comma 4, del CGS

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 131/TFN - SD del 28 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Ricorso della società Reggina 1914 Srl contro FIGC e US Lecce Spa - Reg. Prot. 125/TFN-SD

Massima: E’ inammissibile il ricorso proposto dalla società contro la FIGC con il quale cheide al Tribunale chiedendo di accertare il potere della Federazione Italiana Giuoco Calcio di concedere un nuovo termine o di rimettere in termini la ricorrente per il versamento delle ritenute Irpef relative alle mensilità di marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre 2021 (scadute il 16 febbraio 2022) stante l’eccezionalità di alcuni impedimenti (lutti familiari e malore del Presidente Gallo) che ne avevano impedito il puntuale pagamento….La domanda della ricorrente tesa all’accertamento del potere della FIGC di rimettere in termini la Società per i pagamenti previsti dall’art. 33 CGS, secondo i termini poi precisati nei CC.UU. nn. 131/A del 21 dicembre 2021 e 154/A del 31 gennaio 2022, non rientra tra le controversie previste dagli artt. 83 e 84 CGS del Tribunale, non trattandosi né di un giudizio di deferimento della Procura federale, né dell’impugnazione di una delibera dell’Assemblea federale o del Consiglio federale. Non può comunque non rilevarsi che in ogni caso, anche a voler ammettere il giudizio proposto, un eventuale accoglimento del ricorso non sarebbe di nessun interesse od utilità per la ricorrente in quanto in atti risulta che alla richiesta di rimessione in termini della ricorrente del 16 febbraio 2022 la Federazione Italiana Giuoco Calcio - FIGC abbia comunque risposto con nota del 21 febbraio 2022 confermando nella sostanza la perentorietà dei termini e dunque non accogliendo la richiesta avanzata, ovvero in altri termini adoperando il proprio potere nel senso contrario a quello desiderato dal ricorrente.

 

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0073/CFA del 01 Aprile 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare n. 100/TFN-SD del 18 febbraio 2022

Impugnazione – istanza: Procuratore Federale/Calcio Catania S.p.A.

Massima: Confermata la decisione del TFC che ha sanzionato la società con punti 2 di penalizzazione (1 punto per ogni bimestre) alla società a titolo di responsabilità diretta e propria per il mancato tempestivo pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati relativamente al mese di agosto 2021, sia quanto al mancato pagamento per alcuni tesserati delle mensilità di giugno 2021, osservando, con riferimento a tale specifica condotta omissiva, che il relativo accertamento non costituiva duplicazione, dal punto di vista precettivo e sanzionatorio, della precedente decisione n. 69/TFNSD dl 7 dicembre 2021 (riferita al solo mancato pagamento delle spettanze dovute ai tesserati entro il 2 agosto 2021, laddove la nuova condotta commissiva contestata riguardava il perdurare anche al 18 ottobre 2021 di quel mancato pagamento ancorché nei confronti solo di alcuni tesserati)…La questione controversa concerne la esatta interpretazione della disposizione della lettera a) del comma 3 dell’art. 33 CGS (rubricato “Infrazioni relative ad emolumenti, ritenute, contributi e Fondo di fine carriera”), secondo cui “3. Le società di Serie B e di Serie C sono tenute al pagamento degli emolumenti dovuti in favore dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, con contratti ratificati, nei termini fissati dalle disposizioni federali.  In particolare: a) il mancato pagamento del primo bimestre (1° luglio - 31 agosto), e di quelli precedenti, ove non assolti prima, comporta l’applicazione, a carico della società responsabile, della sanzione di cui all’art. 8, comma 1, lett. g), a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica” ed in particolare se il fatto disciplinarmente rilevante sia unico (mancato pagamento degli emolumenti relativi al primo bimestre e di quelli precedenti, ove non assolti prima) ovvero se la fattispecie astratta ivi prevista contempli due autonomi fatti disciplinarmente rilevanti (con conseguente autonoma e reciproca indipendenza del mancato pagamento degli emolumenti del primo bimestre e permanenza dell’omesso pagamento degli emolumenti dei bimestri precedenti). Il che produce effetti sulla sanzione irrogabile: se unica è la fattispecie astratta contemplata e conseguentemente violata, anche la sanzione è unica (almeno due punti di penalizzazione); se la fattispecie astratta contempla due fatti autonomi e sono accertate effettivamente due violazioni, anche le sanzioni devono essere due e la misura minima è di almeno quattro punti. Quest’ultima in definitiva è la tesi della Procura ed è alla base del reclamo, con cui si contesta – come indicato nella esposizione in fatto – che il giudicante, pur avendo riconosciuto e accertato la violazione da parte della società Calcio Catania S.p.a. delle due fattispecie previste dalla predetta lettera a) dell’art. 33 CGS, avrebbe poi contraddittoriamente inflitto la sanzione di soli due punti di penalizzazione, laddove la sanzione minima sarebbe stata di quattro punti. Ciò posto, deve osservarsi che, sebbene in astratto la norma in questione non sia del tutto chiara ed inequivoca (prestandosi a prevedere astrattamente e punire conseguentemente le seguenti plausibili ipotesi: il solo mancato pagamento alla data stabilita del primo bimestre; il solo mancato pagamento alla data stabilita degli emolumenti precedenti al primo bimestre; il mancato pagamento del primo bimestre e degli emolumenti dei bimestri precedenti ancora non pagati, considerati come due autonomi fatti rilevanti; il mancato pagamento del primo bimestre e degli emolumenti dei bimestri precedenti ancora non pagati, considerati come un unico fatto disciplinarmente rilevante), purtuttavia non vi è ragione di discostarsi dal consolidato indirizzo giurisprudenziale di questa Corte che ha sempre riconosciuto che il permanere, al momento della scadenza del termine per il pagamento di un determinato bimestre, del mancato pagamento degli emolumenti relativi a bimestri precedenti costituisce un fatto autonomo e diverso dal mancato pagamento del bimestre attuale. Del resto, una simile interpretazione della norma - nel senso cioè di ritenere che la stessa prevede due diverse e autonome fattispecie disciplinarmente rilevanti - non solo, su di un piano generale, è coerente con i generali principi di lealtà e probità sportiva che presidiano l’ordinamento sportivo e sottrae ragionevolmente all’arbitrio delle parti di lasciare discrezionalmente inadempiute alcune scadenze debitorie (e ciò fin da Corte di Giustizia Federale, n. 287/CGE/2010-2011; nello stesso senso, ex multis, Corte federale d’appello, sez. II, n. 10/CFA/2018-2019 e n. 114/CFA/2018-2019), ma, in particolare, ha lo scopo di rendere efficace, adeguato nonché credibile il delicato sistema dei controlli sulla gestione economica finanziaria delle società professionista. Di conseguenza, diversamente da quanto eccepito dalla difesa della Curatela Fallimentare della società Calcio Catania S.p.a., non può in alcun caso eccepirsi l’inammissibilità e/o l’infondatezza della pretesa sanzionatoria della Procura Federale per una presunta violazione del ne bis idem in relazione al fatto che per il mancato pagamento degli emolumenti di giugno 2021 la società era stata già sanzionata. Sotto il profilo sistematico ciò trova ulteriore conferma nella specifica previsione delle sanzioni irrogabili, fissate in una misura minima (almeno due punti di penalizzazione) ragionevolmente idonea e proporzionata a realizzare, per la società resasi responsabile di quelle violazioni, lo scopo proprio retributivo della pena ed anche un conseguente effetto di deterrenza; e contemporaneamente a garantire tendenzialmente per le altre società, che partecipano allo stesso campionato, la regolarità dello stesso, ripristinando la par condicio nelle competizioni agonistiche (in tal senso da ultimo CFA, SS.UU., n. 47/2021-2022 e giurisprudenza richiamata). In tale prospettiva al giudice non può essere consentito nell’applicazione della sanzione prevista dall’art. 33, lett. a, CGS di scendere al di sotto del minimo edittale previsto di almeno due punti per ogni violazione accertata, pena il totale sconvolgimento della ratio delle disposizioni e dei principi sopra indicati. Sotto altro concorrente profilo non può tuttavia sottacersi che, affinché la sanzione prevista dalla norma in esame sia effettivamente adeguata, ragionevole e proporzionata, le fattispecie astratte ivi previste (mancato pagamento alla data del 18 ottobre 2021 degli emolumenti al primo bimestre e permanere del mancato pagamento degli emolumenti relativi a bimestri precedenti) debbano essere tutte compiutamente e interamente realizzate: è questa infatti la condicio facti che impedisce al giudice l’esercizio del potere/dovere di modulare la sanzione astratta per adeguarla alla fattispecie concreta e che giustifica sul piano teorico e sistematico l’obbligo imposto al giudice di irrogare una sanzione non inferiore al minimo edittale. L’adeguatezza e la ragionevolezza della sanzione edittale minima fissata dalla norma non può in altri termini prescindere dall’effettiva compiuta ed integrale violazione della fattispecie astratta nella sua completa materialità. Alla stregua delle considerazioni svolte, la sanzione irrogata dal Tribunale Nazionale Federale alla società Catania Calcio S.p.a., diversamente da quanto sostenuto dalla Procura Federale con il reclamo in trattazione, risulta congrua, adeguata e proporzionata e non è violativa delle previsioni contenute nell’art. 33, comma 1, lett. a), CGS. Sebbene infatti debba concordarsi con il giudice di prime cure sul fatto che la società Catania Calcio S.p.a. si sia resa responsabile della violazione delle due fattispecie autonome ivi previste (mancato pagamento alla scadenza del 18 ottobre 2021 del primo bimestre e permanenza a quella stessa data del mancato pagamento degli emolumenti relativi al mese di giugno del precedente bimestre), non può ragionevolmente negarsi che quelle violazioni non sono state totali e complete, ma obiettivamente parziali. Invero, come già ricordato in precedenza (par. 9.1.), alla data del 18 ottobre 2021 la società non aveva corrisposto, quanto agli emolumenti del primo bimestre, solo la mensilità di agosto 2021, avendo provveduto con appositi bonifici ordinati proprio in data 18 ottobre al pagamento della mensilità di luglio 2021; inoltre la permanente situazione debitoria relativa alla mensilità di giugno 2021 era parziale perché non riguardava tutti i suoi tesserati, dipendenti e collaboratori ma solo una parte. Si è pertanto in presenza di una violazione solo parziale delle due fattispecie previste dalla norma; se a ciò si aggiunge che quelle due violazioni si ricollegano ad un’unica causa - lo stato di insolvenza che affliggeva la società - così che esse non sono di per sé ragionevolmente sintomatiche di una duplice volontà colpevole (cioè del violare consapevolmente due volte la norma) e che, ancora, alla data della celebrazione del processo di primo grado innanzi al Tribunale Nazionale Federale la società aveva comunque interamente eliminato le situazioni debitorie di cui si discute, la irrogazione di due punti di penalizzazione risulta congrua e proporzionata e non viola il principio della inderogabilità della pena edittale minima.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 100/TFN - SD del 18 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. . 4048/289pf21-22/GC/gb del 6 dicembre 2021 nei confronti della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. 74/TFN-SD

Massima: E’ assoggettata alla giustizia sportiva la società autorizzata all’esercizio provvisorio dal giudice fallimentare… Preliminarmente il Collegio non ritiene si possano estendere al caso di specie le argomentazioni difensive tratte dalla menzionata pronunzia delle Sezioni Unite della Corte di Giustizia Federale e dirette ad affermare l’interruzione ed il distacco tra la responsabilità disciplinare della società calcistica fallita, in ipotesi ascrivibile ai soli soggetti che materialmente operarono l’illecito, e quella nuova subentrata per il tramite della curatela. Vi sono delle profonde differenze tra le vicende in esame che incidono necessariamente sull’imputabilità delle condotte disciplinarmente rilevanti avvenute prima della dichiarazione di fallimento. Nella vicenda in esame, infatti, l’esercizio provvisorio autorizzato dal giudice fallimentare sino alla data del 28 febbraio 2022, dal punto di vista dell’ordinamento sportivo federale, sta consentendo al Calcio Catania Spa di continuare a disputare regolarmente il campionato di competenza e di svolgere, quindi, fino a quella data, tutte le attività connesse alla permanenza nel sistema federale. Il Calcio Catania Spa, sebbene fallito, non ha subito la revoca dell’affiliazione né vi è stato alcun trasferimento del titolo sportivo nei confronti di un nuovo e diverso soggetto giuridico, ragion per cui comunque allo stato permane in capo alla medesima società anche la responsabilità disciplinare per le condotte poste in essere dagli amministratori prima della sentenza di fallimento.La responsabilità della Società Calcio Catania Spa risulta, quindi, documentalmente provata nei limiti di seguito enunciati.

Massima: La società è sanzionata con punti 2 (due) di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva a titolo di responsabilità propria per la violazione dell’art. 33, comma 3, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 85 delle NOIF lett. C), paragrafo IV per il mancato pagamento entro il termine del 18 ottobre 2021, degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2021 dovuti ai tesserati, nonché degli emolumenti relativi alla mensilità di giugno 2021 dovuti a diversi tesserati….In forza di quanto previsto dall’art. 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lett. C), parag. IV NOIF, la società deferita - entro la data del 18 ottobre 2021 - avrebbe dovuto assolvere il pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, ai dipendenti ed ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega per le mensilità di luglio e agosto 2021, depositando, altresì, presso la Co.Vi.So.C. una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal revisore legale dei conti o dal presidente del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza o dal sindaco unico, attestante detto adempimento. Per quel che concerne la mensilità di luglio il pagamento effettuato con ordine di bonifico del 18 ottobre 2021 deve ritenersi tempestivo anche se materialmente eseguito dalla banca in un momento successivo. Come affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza del 22 maggio 2019 n. 13579 in materia di accise, laddove il bonifico bancario è una modalità di pagamento prevista per l’adempimento dell’obbligo, le conseguenze del ritardo frapposto dalla banca, che materialmente era tenuta ad eseguire il pagamento, non possono ricadere sul debitore che ha dato ordine di pagamento entro il termine previsto. Risulta invece per tabulas, come segnalato dalla Co.Vi.So.C. in data 19.11.2021, all’esito del report della Deloitte & Touche Spa, e come riconosciuto dalla stessa società deferita, che il pagamento degli emolumenti dovuti per il mese di agosto 2021 è intervenuto successivamente alla scadenza del 18 ottobre 2021 e con ampia tardività. La responsabilità della Società Calcio Catania Spa, pertanto, con riferimento alla mensilità di agosto 2021 periodo, può ritenersi provata con assoluta certezza. Per quanto concerne il permanere alla medesima data del mancato pagamento degli emolumenti dovuti a taluni tesserati per la mensilità di giugno 2021, si tratta di condotta disciplinarmente rilevante e che non duplica, dal punto di vista precettivo e sanzionatorio, la decisione di questo Tribunale n. 69/TFNSD-2021-2022 del 7.12.2021. In quella occasione, infatti, la società è stata ritenuta responsabile e sanzionata per il mancato pagamento degli emolumenti di giugno 2021 alla scadenza del 2 agosto 2021. In questa sede, si procede per il permanere dell’inadempimento anche alla successiva scadenza del 18 ottobre 2021 come segnalato dalla Co.Vi.So.C. e perseguito autonomamente dall’art. 33, comma 3 CGS laddove prevede che “il mancato pagamento del primo bimestre (1° luglio 31 agosto), e di quelli precedenti, ove non assolti prima, comporta l’applicazione, a carico della società responsabile, della sanzione di cui all’art. 8, comma 1, lett. g), a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica”. Poiché, quindi, risulta pacificamente acquisito che al 18 ottobre 2021 la mensilità di giugno 2021 risultava ancora parzialmente inadempiuta, tale permanere dell’inadempimento alla successiva scadenza, è autonomamente perseguibile e sanzionabile ai sensi della menzionata disposizione. Infine, data la situazione di grave dissesto economico in cui già versava la società all’epoca dei fatti, risulta sostanzialmente priva di pregio la circostanza che i pagamenti de quibus siano stati effettuati da conto corrente non intestato alla società Calcio Catania Spa bensì alla ……. Spa, titolare del 100% delle azioni della società calcistica, potendosi e dovendosi considerare l’attività adempitiva come proveniente da soggetto riconducibile in toto all’ente debitore e rilevante per l’ordinamento federale ex art. 2, comma 2, CGS. Per le violazioni contestate ed accertate (sia pure, nel caso di specie, parzialmente, come prima detto), di cui la società risponde a titolo di responsabilità propria, l’art. 33, comma 3, CGS prevede la sanzione di “almeno due punti di penalizzazione”. Ritiene, tuttavia, il Tribunale di considerare che i due bimestri oggetto di procedimento disciplinare (maggio/giugno e luglio/agosto 2021) sono stati entrambi adempiuti per una delle due mensilità interessate (maggio nel primo; luglio nel secondo). Ritiene il Tribunale che non sia possibile equipararsi quad poenam due fattispecie, in una delle quali l’inadempimento è pieno (il bimestre-i due bimestri) mentre nell’altra è limitato ad un mese (giugno-agosto) atteso che tale equiparazione renderebbe irragionevole e, quindi, illegittima la sanzione e, a monte, la norma sanzionatoria. Ritiene il Tribunale che, conseguentemente, la sanzione vada determinata tenendo conto della fattispecie concreta in esame, nella quale una mensilità per entrambi i bimestri interessati è risultata tempestivamente pagata. Sanzione congrua e rispondente alla fattispecie concreta è, dunque, quella di due punti di penalizzazione complessivi, pari ad un punto per ciascun bimestre contestato in quanto tempestivamente adempiuto per un mese per ciascun bimestre.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 69/TFN - SD del 07 Dicembre 2021  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 3103/205 pf21-22/GC/gb del 5 novembre 2021 nei confronti della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. 55/TFN-SD

Massima: La società è sanzionata con punti 2 (due) di penalizzazione in classifica, da scontare nel corso della corrente stagione sportiva a titolo di responsabilità diretta per la violazione dell’art. 6, comma 1, del CGS vigente, per il comportamento posto in essere dal sig. …., all’epoca dei fatti suo Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore ed a titolo di responsabilità propria della violazione dell’art. 33, comma 3, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 85 delle NOIF e dal C.U. n. 253/A del 21 maggio 2021 per il mancato pagamento, entro il termine del 2 agosto 2021, degli emolumenti relativi alle mensilità di giugno 2021 dovuti a diversi i tesserati….Ed invero, in forza di quanto previsto dall’art. 85, lett. A), parag. VI, punto 1, NOIF e dal C.U. n. 253/A del 21 maggio 2021, Titolo I, paragrafo IV, lettera A), punto 1), la società deferita - entro la data del 2 agosto 2021 - avrebbe dovuto “assolvere il pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, ai dipendenti ed ai collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati dalla competente Lega per la mensilità di giugno 2021, depositando, altresì, presso la Co.Vi.So.C. una dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante della società e dal revisore legale dei conti o dal presidente del collegio sindacale o del consiglio di sorveglianza o dal sindaco unico, attestante detto adempimento.” Risulta invece per tabulas, come segnalato dalla Co.Vi.So.C. in data 18.10.2021, all’esito del report della Deloitte & Touche Spa, che il pagamento in favore di diversi tesserati degli emolumenti dovuti per il mese di giugno 2021 è intervenuto successivamente alla scadenza del 2 agosto 2021. In assenza di prova contraria, il cui onere incombeva sulla società, sul punto silente in ogni fase del procedimento, la responsabilità della Società Calcio Catania Spa, pertanto, può ritenersi provata con assoluta certezza. Ritenuto che per la violazione contestata, di cui la società risponde a titolo di responsabilità propria, l’art. 33, comma 3, CGS prevede la sanzione della penalizzazione di “almeno due punti di penalizzazione”.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 137/TFN - SD del 30 Aprile 2021  (motivazioni)  -

Impugnazione - Istanza:  Deferimenti n. 10408/597 pf20-21/GC/blp del 30 marzo 2021 nei confronti del sig. S.D.G., della sig.ra A.L. e della società SS Sambenedettese Srl e n. 10874 /643pf20-21/GC/blp del 13 aprile 2021 nei confronti del sig. S.D.G. e della società SS Sambenedettese Srl - Reg. Prot. 120-123/TFN-SD

Massima: Mesi 6 di inibizione all’Amministratore unico per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’ art. 85 delle NOIF, lett. C), paragrafo IV e integrato dal Comunicato ufficiale n. 155/A del 29 gennaio 2021, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 16 febbraio 2021, al pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di novembre e dicembre 2020, dovuti a tutti i tesserati e per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS, in relazione a quanto previsto dall’ art. 85 delle NOIF, lett. C), paragrafo IV integrato dal Comunicato Ufficiale n. 155/A del 29 gennaio 2021 per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 16 marzo 2021, al pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2021 dovuti a tutti i tesserati, nonché al pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di novembre e dicembre 2020 dovuti a tutti i tesserati. Per tali fatti, mesi 1 di inibizione al Revisore legale e penalizzazione di punti 4 in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva, e ammenda di euro 3.000,00 (tremila/00) alla società….Come evidenziato dal rappresentante della Procura federale, invero, l’avere in data 16 febbraio 2021 inoltrato all’istituto bancario di fiducia la disposizione di bonifico in favore dei soggetti riportati nell’allegata lista, senza alcun accertamento in ordine alla effettiva esecuzione dei bonifici e verosimilmente nella consapevolezza di mancanza di liquidità, non equivale ad intervenuto pagamento. In presenza di un’obbligazione pecuniaria, infatti, il debitore che adempie tramite bonifico è liberato soltanto quando la rimessa entra nella materiale disponibilità del beneficiario e non già quando essa giunge alla banca ove il beneficiario intrattiene il conto di pagamento, né tantomeno, quando – e per il solo fatto che – il debitore abbia inoltrato alla propria banca l’ordine di bonifico ed essa abbia dichiarato di avervi dato corso (Cass. civ. Sez. III Sent., 10/07/2008, n. 18877; cfr. Cass. civile Sez. V ord., 06/06/2019, n. 15359)….Sotto il profilo sanzionatorioLa stessa Società risponde, altresì, a titolo di responsabilità propria per il mancato pagamento degli emolumenti di cui sopra, per violazione dell’art. 33, comma 3, CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 85 delle NOIF, lett. c), paragrafo IV, integrato dal Comunicato ufficiale n. 155/A del 29 gennaio 2012, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza con riferimento a ciascuno dei due bimestri di cui si tratta singolarmente considerati. Il Collegio osserva che, per la violazione riferita al bimestre novembre – dicembre (2020), l’art. 33, comma 3, lett. d) prevede l’applicazione della sanzione di cui all’art. 8, comma 1, lett. g), a partire da almeno due punti di penalizzazione. Analoga sanzione è prevista alla successiva lett. f) della medesima norma con riguardo al mancato pagamento del bimestre gennaio – febbraio (2021) e di quelli precedenti. Quanto alla natura delle sanzioni, le ipotesi previste dalle lettere d) ed f) dell’art. 33, comma 3, CGS devono ritenersi autonome e distinte tra loro e, pertanto, da sanzionarsi separatamente e singolarmente, ciascuna nei termini di cui alla previsione normativa, senza possibilità di deroga rispetto alla sanzione minima edittale prevista per ognuna delle fattispecie considerate. Sul punto, il Collegio condivide l’indirizzo giurisprudenziale secondo il quale “attesa la funzione della sanzione stabilita dall’ordinamento sportivo e la sua non totale assimilabilità a quanto configurabile relativamente a sanzioni di altro tipo; ciò comporta altresì, la necessità che la sanzione da irrogare nell’ordinamento sportivo ‘deve essere assistita da un maggior grado di certezza in riferimento alla sua graduazione’, con conseguente esigenza di compiuta e rigorosa allegazione, verifica e selezione di elementi eventualmente valorizzabili quali circostanze attenuanti.” (CFA, SS.UU., dec. n. 46/2020-2021) La stessa giurisprudenza (cfr. C.F.A, SS.UU., decisione n. 88 del 13.7.2020), aderendo ad una interpretazione maggiormente fedele all’elemento testuale della norma (criterio ermeneutico principale), ha osservato che “il mancato pagamento [...] comporta l’applicazione a carico della società responsabile della sanzione di cui all’art. 8 comma 1 lett. g) a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica’; tuttavia è logico supporre che si sia voluto indicare un limite invalicabile (verso il basso, ovviamente). ‘La locuzione “A partire da almeno” sta evidentemente a significare che il punto di ‘partenza’ deve necessariamente e inderogabilmente essere quello indicato dal c.d. ‘legislatore’ sportivo”. 12.2. In prosieguo chiarendo che ciò che più rileva, “di ben più consistente spessore sistematico”, secondo il richiamato arresto, è che “L’ordinamento sportivo, nella sua parte sanzionatoria, è solo parzialmente e cum grano salis, assimilabile a quello penale. Invero, mentre per quest’ultimo, la funzione (non assorbente ma certamente) principale della pena è – per esplicito dettato costituzionale – la rieducazione (rectius: risocializzazione) del condannato, per l’ordinamento sportivo la sanzione ha essenzialmente scopo e funzione retributiva, e restauratrice della par condicio nelle competizioni agonistiche. Di talché sembra conseguente ipotizzare, in tale ultimo ordinamento, la sussistenza di una differenza sostanziale tra le sanzioni a carico delle persone e quelle a carico delle società, con specifico riferimento a quelle consistenti nella attribuzione di “punti negativi” in classifica. Le prime, connotate da finalità essenzialmente retributive (ma anche con funzione generalpreventiva), devono essere calibrate in ragione della gravità dell’infrazione, ma anche della personalità dell’agente (desumibile da molteplici indicatori: intensità del dolo, grado della colpa, eventuale recidiva, comportamento post factum ecc.); le seconde non possono non tener conto dell’immanente conflitto (agonistico) di interessi tra i vari attori della competizione. Conseguentemente mentre, nel primo caso, il giudicante certamente può determinare in concreto la sanzione facendo largo uso delle circostanze – tanto aggravanti quanto attenuanti – aumentando notevolmente o diminuendo, anche al di sotto del minimo, la sanzione in concreto da applicare, nel secondo, viceversa, tale potere discrezionale egli deve necessariamente contenere in limiti più angusti, potendo senza dubbio esercitarlo nell’ambito della gamma sanzionatoria prevista dai limiti edittali, ma non oltre, salva esplicita, eventuale (e derogatoria) previsione normativa. La ragione è quella cui si è fatto prima cenno: la sanzione della penalizzazione in termini di punti di classifica viene certamente ad incidere nella sfera del sanzionato, ma ha un immediato riflesso nei confronti dei competitori, che potranno essere – più o meno – avvantaggiati dall’handicap che il giudice ha decretato nei confronti del trasgressore.  E proprio perché, in tal caso, la sanzione si traduce in un danno, in termini di classifica, per una squadra e, conseguentemente, in un vantaggio per le altre, essa deve essere assistita da un maggior grado di certezza in riferimento alla sua graduazione; il che comporta la insormontabilità dei limiti edittali.”

 

Decisione C.F.A. – Sezione Unite: Decisione pubblicata sul CU n. 96/CFA del 22 Aprile 2021 (motivazioni)

Decisione Impugnata: Riforma della decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare n. 131/TFN-SD 2020/2021 del 31 marzo 2021

Impugnazione – istanza:  Procura Federale/A.S. Livorno Calcio

Massima: Il Collegio accoglie l’appello proposto dal presidente e società e, per l’effetto, annulla le sanzioni ai medesimi irrogate pari a mesi 5 di inibizione e punti 3 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva, e di € 3.500, di ammenda, così sanzionati in primo grado perché ritenuti responsabili della violazione degli artt. 4, comma 1, e 33, comma 3, del C.G.S., in relazione a quanto previsto dal C.U. n. 99/A del 21 settembre 2020 per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, in ordine al pagamento degli emolumenti relativi alla mensilità di giugno 2020 dovuti a diversi tesserati, titolari di contratti con compensi annui lordi superiori ad euro 50.000,00; della violazione degli artt. 4, comma 1, e 33, comma 3, del C.G.S., in relazione a quanto previsto dal C.U. n. 112/A del 9 novembre 2020 per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, in ordine al pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2020, dovuti a n. 2 tesserati, titolari di contratti con compensi annui lordi superiori ad euro 50.000,00; della violazione di cui agli artt. 4, comma 1, e 31, comma 1, del C.G.S., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, avendo depositato presso la Co.Vi.So.C., in data 1° dicembre 2020, una dichiarazione attestante circostanze non veridiche.….L’illecito sportivo oggetto del deferimento della Procura federale è disciplinato dall’art. 33, comma 3, lett. h) CGS FIGC. La citata disposizione prevede che, in caso di mancato pagamento del sesto bimestre degli emolumenti dovuti in favore dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, con contratti ratificati, venga irrogata la sanzione di almeno due punti di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione sportiva successiva al suddetto bimestre. Si tratta dunque di una fattispecie unitaria con previsione di un’unica sanzione. Com’è noto, in seguito all’evento pandemico tuttora in corso, è stata introdotta una normativa speciale d’emergenza (contenuta, per quanto concerne il presente giudizio, nei C.U. n. 99/A del 21.9.2020 e C.U. n. 228/A del 22.6.2020) che, in considerazione delle impreviste difficoltà finanziarie delle società sportive (che hanno subito il mancato introito dei biglietti e l’impossibilità di procedere alla campagna abbonamenti), ha reso possibile posticipare l’adempimento dei diversi pagamenti dovuti, ivi compreso quello inerente la mensilità di giugno 2020. In tale occasione, tenendo conto anche delle diverse esigenze dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo in ragione dell’entità dei rispettivi contratti, la normativa emergenziale ha previsto differenti termini per il pagamento degli emolumenti relativi alla suddetta mensilità (in ragione della circostanza che l’entità del singolo contratto superasse o meno la soglia di €. 50.000,00 di compenso annuo), prevedendo una scadenza più ravvicinata in caso di contratti con compenso annuo inferiore a €. 50.000,00 ed una scadenza successiva per i contratti con compenso annuo superiore a tale importo. Ad avviso del collegio, l’introduzione di differenti scadenze per l’ottemperanza di un obbligo disciplinato unitariamente dalla norma citata (art. 33, 3 comma, CGS FIGC) non ha comportato la creazione di una nuova e distinta fattispecie di illecito. Ostano ad una simile interpretazione ragioni sia logiche che giuridiche. Sotto il primo profilo, si rileva come il differimento e lo sdoppiamento dei termini sono stati introdotti, in luogo della originaria unitaria previsione, nell’ambito di un intervento normativo finalizzato alla maggior tutela delle condizioni economiche delle società obbligate, proprio in considerazione delle relative difficoltà finanziarie conseguenti all’evento pandemico. Appare evidente che il prospettato raddoppio della fattispecie illecita contrasterebbe con la descritta ratio legis in quanto comporterebbe, in occasione di un comportamento illecito precedentemente previsto e sanzionato unitariamente (il mancato pagamento delle retribuzioni relative alla mensilità di giugno 2020), l’irrogazione del doppio della sanzione. In tal modo, la ratio legis sottostante l’introduzione del doppio e posticipato termine di adempimento sarebbe frustrata e contraddetta. Alle medesime conclusioni si giunge anche in applicazione dei principi generali del diritto sanzionatorio, in base ai quali sia la condotta illecita sia la conseguente sanzione debbono essere oggetto di precisa e specifica disciplina. Ne consegue che la prospettata duplicazione sia della condotta illecita sia della sanzione non possono – per evidente contrasto con il principio di tassatività della fattispecie sanzionatoria - derivare dalla previsione di una mera divisione in due tranches di un unico originario adempimento (il pagamento delle retribuzioni dovute ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo) che è stato frazionato in due distinti momenti (in ragione del quantum del contratto cui si riferiscono) al solo scopo di agevolare l’adempimento della prestazione da parte delle società. Ne consegue l’accoglimento dell’appello proposto dal sig. H.e dall’A.S. Livorno Calcio S.r.l. avverso l’impugnata sentenza con riferimento al primo deferimento, con conseguente annullamento delle sanzioni loro irrogate. Ne consegue, altresì, il rigetto dell’appello proposto dalla Procura con riferimento al medesimo punto della sentenza impugnata….Venendo al secondo capo di impugnazione …. In primo luogo, giova evidenziare la circostanza dedotta dai ricorrenti H. e A.S. Livorno Calcio S.r.l. sin dal primo grado di giudizio e mai contestata dalla Procura, secondo la quale essi avrebbero provveduto a disporre il pagamento entro il termine previsto dalla normativa federale del 1° dicembre 2020 mentre il ritardo nel trasferimento delle somme (avvenuto solo in data 3 dicembre) sarebbe stato addebitabile ad un disguido dell’Istituto di credito nell’inserimento della data di valuta. Tale circostanza appare sufficiente, di per sé sola, a far ritenere conforme alle disposizioni federali il comportamento dei ricorrenti H. e A.S. Livorno Calcio S.r.l., non potendosi addebitare agli stessi il disguido nel quale è incorso l’istituto di credito. In altri termini, pur non avendo raggiunto tempestivamente il proprio scopo, il comportamento tenuto dagli incolpati deve considerarsi conforme alla normativa federale, essendo stato posto in essere entro la data di scadenza indicata. Tale è, del resto, l’orientamento consolidato della giurisprudenza (Corte di giustizia federale, Com. Uff. n. 35/2014-2015; Corte federale d’appello, Com. Uff. n. 74/2015-2016). A sostegno di tale conclusione milita un ulteriore argomento. Il contestato ritardato pagamento riguarda unicamente la posizione di due tesserati (T. P. e F. R.) i quali, per i mesi di luglio e agosto 2020 (cui si riferisce il pagamento oggetto di contestazione), non erano in forza all’A.S Livorno Calcio S.r.l. Infatti, i medesimi erano stati trasferiti temporaneamente ad altre società per la durata del campionato 2019/2020. Peraltro, poiché con C.U. 196/A del 20 maggio 2020, la detta stagione era stata prorogata sino al 31 agosto 2020, il detto trasferimento era ancora in corso anche per il contestato periodo di luglio e agosto 2020. La correttezza di tale conclusione è resa ancor più evidente con riferimento alla situazione del tesserato F.R.. Infatti, poiché questi era stato temporaneamente trasferito ad una società polacca, nel corso dei mesi di luglio e agosto non era neanche tesserato presso la società A.S. Livorno Calcio S.r.l., essendo stato presso la stessa nuovamente tesserato successivamente al suo rientro in Italia, a partire dal 18 settembre 2020 (successivamente quindi, al citato periodo di luglio e agosto 2020). Ne consegue che, per tutte le suddette ragioni, non può ritenersi addebitabile ai ricorrenti Heller e A.S. Livorno Calcio S.r.l. la violazione ascritta loro con il secondo deferimento

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 131/TFN - SD del 31 Marzo 2021  (motivazioni)  -

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 9323/501pf20-21/GC/blp del 24.2.2021 nei confronti dei sig.ri G.H., R.C. e della società AS Livorno Calcio Srl e 9324/502pf20-21/GC/blp del 24.2.2021 nei confronti dei sig.ri G.H., R.C., A.M. e della società AS Livorno Calcio Srl - Reg. Prot. 112-113/TFN-SD

Massima: La società è sanzionata con 3 punti di penalizzazione ed € 3.000,00 in continuazione oltre ad € 500,00 per la recidiva in ordine ai due diferimenti a carico del proprio legale rapp.te relativi alla violazione di cui agli artt. 4, comma 1, e 33, comma 3, del C.G.S., in relazione a quanto previsto dal C.U. n. 112/A del 9 novembre 2020 per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, in ordine al pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2020, dovuti a n. 2 tesserati, titolari di contratti con compensi annui lordi superiori ad euro 50.000,00. In particolare, è emerso che la Società ha provveduto al pagamento degli emolumenti netti relativi alle mensilità di luglio e agosto 2020 solo in data 3 dicembre 2020, quindi oltre il termine del 1° dicembre 2020 previsto dalla normativa federale ed alla violazione di cui agli artt. 4, comma 1, e 31, comma 1, del C.G.S., per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver depositato presso la Co.Vi.So.C., in data 1° dicembre 2020, una dichiarazione attestante circostanze non veridiche.….Codesto Collegio ha disposto le due sanzioni della penalizzazione di punti in classifica, come chiarito nella decisione n. 82 citata, attenendosi ai principi dettati dalla Corte Federale D’Appello a Sezioni Unite (Decisione n. 88 del 13/07/2020), in forza dei quali, nelle fattispecie in esame, non è consentito determinare la sanzione in misura inferiore al minimo edittale in connessione alla funzione stessa della sanzione conseguente agli illeciti cui si è resa responsabile la società. In particolare si fa leva sul disposto di cui all’art. 8, comma 1, lett. g) e collegato art. 33 per il quale il mancato pagamento .... comporta l’applicazione a carico della società della sanzione a partire da "almeno 2 punti in classifica", dovendo supporre che si sia stabilito un limite minimo al ribasso, ma soprattutto in ragione del regime della sanzione nell’ordinamento sportivo che ha essenzialmente scopo e funzione retributiva e restauratrice della par condicio nelle competizioni agonistiche. Pertanto le sanzioni a carico delle persone, connotate da finalità essenzialmente retributive devono essere calibrate in ragione della gravità dell’infrazione, ma anche della personalità dell’agente; quelle a carico dei sodalizi non possono non tener conto dell’immanente conflitto agonistico di interessi fra i vari attori della competizione (la sanzione si traduce in un danno, in termini di classifica, per una squadra e, conseguentemente, in un vantaggio per le altre), essa deve essere assistita da un maggior grado di certezza in riferimento alla sua graduazione; il che comporta l’insormontabilità dei limiti edittali (conformata recentemente dalla Decisione, sempre a Sezioni Unite, n. 46 del 09/11/2020).  Ribadita questa impostazione, anche a rigetto di una delle tesi difensive fatte valere dalla difesa di A.S. Livorno Calcio s.r.l. e del signor …., la violazione contestata nel secondo deferimento relativa al ritardato pagamento degli emolumenti relativi alle mensilità di luglio ed agosto 2020 dovuti a tesserati, lavoratori subordinati e collaboratori addetti al settore sportivo, dimostratasi fondata per l’omesso pagamento nel termine già dilazionato dell’1.12.2020, da certamente luogo all’applicazione di una nuova penalizzazione in classifica di punti due da scontare nella corrente stagione sportiva, vista la sua totale autonomia rispetto ai due addebiti sanzionati con la decisione n. 82/TFN del 29.12.2020 (per la diversità delle scadenze e dei mesi impagati, per la diversità della platea dei creditori e perché in un caso trattasi di omissioni contributive, estranee agli odierni deferimenti), escludendosi in radice ogni possibile rischio di violazione del precetto del ne bis in idem.Questa considerazione di ontologica autonomia tra gli addebiti della precedente decisione e della presente, può farsi valere anche in relazione al primo deferimento in esame, sia pur con un accorgimento, sotto il profilo sanzionatorio.Ed invero con esso si contesta l’omesso pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, ai lavoratori subordinati ed ai collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi superiori a Euro 50.000,00 entro la scadenza del 16.11.2020, già prorogata dal C.U. n. 99/A, risultando i pagamenti eseguiti in ritardo solo in data 16.12.2020, per la mensilità di giugno 2020 e cioè per quella stessa mensilità per la quale l’omissione degli emolumenti e l’omissione contributiva, sia pur sotto soglia, sono già state sanzionate con quattro punti di penalizzazione in classifica (con decisione n. 82/TFN citata). Orbene, la differenziazione delle scadenze salariali e contributive concesse in ragione della legislazione speciale pandemica, di fatto duplicate, comporta per il sodalizio sportivo inadempiente il rischio dell’applicazione di quattro sanzioni autonome per il singolo mese (ciascuna della penalizzazione in classifica di almeno due punti), in deroga all’art. 33 C.G.S. Ritiene il Collegio che al fine di impedire l’aggravamento dell’apparato sanzionatorio, che certamente è estraneo alla volontà della normativa emergenziale, possa trovare applicazione alla fattispecie di inadempienze relative al medesimo mese (giugno 2020), tra quelle frazionate dal C.U. n. 99/A, l’istituto della continuazione rispetto agli illeciti già sanzionati della decisione n. 82/TFN citata e per l’effetto applica la sanzione di un punto di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva. Oltre ai complessivi tre punti di penalizzazione, A.S. Livorno Calcio s.r.l., va sanzionata ai sensi dell’art. 18 C.G.S. anche per la recidiva specifica per infrazioni commesse nella medesima stagione sportiva ed in particolare con quella di cui al primo deferimento, apparendo equa l’irrogazione dell’ammenda complessiva di Euro 500,00=, cui va aggiunta altra ammenda di Euro 3.000,00=, come richiesta dalla Procura Federale, dovendo il sodalizio sportivo rispondere a titolo di responsabilità oggettiva della violazione dell’art. 6, comma 2, C.G.S., per il comportamento posto in essere dal Sindaco Unico dott. … con la sottoscrizione della dichiarazione mendace.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 129/TFN - SD del 30 Marzo 2021  (motivazioni)  -

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 6318/398 pf19-20 GP/GC/blp del 15.11.2019 nei confronti del sig. F.R. e della società Paganese calcio 1926 Srl - Reg. Prot. 96ss19-20/TFN-SD

Massima: L’Amministratore Unico  è sanzionato con € 1.500,00 di ammenda per la violazione di cui all’art. 6, comma 1, CGS, in relazione all’art. 85, lett. C), par. V), NOIF “per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver versato parte delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS riguardanti gli emolumenti dovuti, per la mensilità di luglio 2019, ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, utilizzando modalità difformi da quelle stabilite dall’art. 85 delle NOIF, lettera C), par. V. Alla società viene comminata la medesima ammenda.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 82/TFN del 29.12.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 6584 /322pf20-21/GC/gb e 6585 /323pf20-21/GC/gb del 01.12.2020 nei confronti del sig. N.R. e della società AS Livorno Calcio Srl - Reg. Prot. 72-73/TFN-SD)

Massima: Mesi 3 di inibizione al Presidente per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del C.G.S. e 33, comma 4, del C.G.S. in relazione a quanto previsto dai Comunicati Ufficiali n.n. 228/A del 22 giugno 2020 e 99/A del 21 settembre 2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, in ordine al mancato versamento, entro la data del 30 settembre 2020, di quota parte delle ritenute Irpef sugli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, per la mensilità di giugno 2020, così come previsto dai Comunicati Ufficiali n.n. 228/A del 22 giugno 2020 e 99/A del 21 settembre 2020 e comunque per non aver comunicato alla Co.Vi.So.C, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento di quota parte delle ritenute Irpef sopra indicate. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; violazione di cui all’art. 4, comma 1, del C.G.S. e 33, comma 3, del C.G.S., in relazione a quanto previsto dai Comunicati Ufficiali n. 228/A del 22 giugno 2020 e n. 99/A del 21 settembre 2020 per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, in ordine al pagamento degli emolumenti relativi alla mensilità di giugno 2020, dovuti a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00. In particolare, è emerso che la Società ha provveduto al pagamento degli emolumenti netti relativi alla mensilità di giugno 2020 solo in data 2 ottobre 2020, quindi oltre il termine del 30 settembre 2020. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi". Punti 4 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva alla società.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 81/TFN del 29.12.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 6583 /321pf20-21/GC/gb del 01.12.2020 nei confronti del sig. N.R. e della società AS Livorno Calcio Srl - Reg. Prot. 71/TFN-

Massima: Ammenda di € 1.500,00 sia alla società che al Presidente per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, in ordine al pagamento degli emolumenti relativi alla mensilità di giugno 2020, dovuti a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, utilizzando modalità difformi da quelle stabilite dall’art.85, lettera C), par. IV) delle NOIF essendo emerso, in particolare, che nel periodo in cui il deferito era titolare dei predetti poteri e funzioni, la Società aveva assolto il suddetto adempimento utilizzando un conto corrente diverso dal conto corrente dedicato al pagamento di emolumenti, ritenute fiscali e contributi…..non può essere considerata causa di esonero dalla responsabilità dei deferiti la circostanza che il pagamento degli emolumenti in questione sia stato effettuato dalla banca, utilizzando, per il bonifico, un conto corrente diverso da quello dedicato al pagamento di emolumenti, ritenute fiscali e contributi, nonostante l’allegato al messaggio di posta elettronica con il quale la Società aveva inviato il dettaglio delle buste paga degli interessati riportasse l’indicazione di quest’ultimo conto. In primo luogo….l’istituto di credito aveva proceduto in tal senso poiché il conto corrente dedicato risultava privo del necessario affidamento: tale  circostanza sarebbe  già di per  sé  sufficiente a dimostrare che il fatto che il bonifico sia avvenuto in difformità da quanto disposto dall’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF è imputabile alla Società e al suo legale rappresentante. Inoltre è decisivo considerare che la norma citata attribuisce espressamente alla società l’obbligo di effettuare il bonifico. Pertanto il fatto che essa abbia affidato agli uffici della banca il compito di compiere l’operazione materiale, consistente nel trasferimento di fondi ai destinatari dei pagamenti, non la esimerebbe in ogni caso dalla responsabilità conseguente all’irregolare attuazione dell’adempimento, neanche nell’ipotesi in cui quest’ultima fosse avvenuta per errore imputabile all’istituto di credito. Invero, nello svolgere la suddetta operazione, quest’ultimo assume la qualità di mandatario o delegato della società, che agisce in nome e per conto della stessa; pertanto la società e il suo legale rappresentante pro tempore restano, nei confronti dell’ordinamento sportivo, i soli titolari dell’obbligo di adempiere correttamente alle previsioni contenute nella citata disposizione e non possono che rispondere anche dell’attività compiuta dalla banca nella suddetta veste, sulla cui corretta esecuzione, peraltro, hanno anche l’onere di vigilare.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 76/TFN del 23.12.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 6710 /325pf20-21/GC/gb, 6712 /326pf20-21/GC/gb, 6713 /327pf 20-21/GC/gb e 6714 /328pf 20-21/GC/gb del 03.12.2020 nei confronti del sig. Salucci Marco e della società Trapani Calcio Srl - Reg. Prot. 75-76-77-78/TFN-SD)

Massima: Mesi 3 di inibizione al  Presidente per le seguenti violazioni:

- violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione a quanto previsto dai Comunicati Ufficiali n. 228\A del 22\06\2020 e n. 99\A del 21\09\2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 30 settembre 2020, gli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, per la mensilità di giugno 2020, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi  dalla  Lega  competente  e  ai  periodi  di  svolgimento  degli  stessi  (nota  n.  6710/325  pf  20-21/GC/gb  del 3.12.2020);

- violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione a quanto previsto dai Comunicati Ufficiali n. 228\A del 22\06\2020 e n. 99\A del 21\09\2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 30 settembre 2020, gli emolumenti relativi alla mensilità di giugno 2020 dovuti alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi (nota n. 6712/326 pf 20-21/GC/gb del 3.12.2020);

- violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione a quanto previsto  dai Comunicati Ufficiali n. 228\A del 22\06\2020 e n. 99\A del 21\09\2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 30 settembre 2020, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti per il periodo gennaio-giugno 2020 dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo,

titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi (nota n. 6713/327 pf 20-21/GC/gb del 3.12.2020);

- violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione a quanto previsto dai Comunicati Ufficiali n. 228\A del 22\06\2020 e n. 99\A del 21\09\2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 30 settembre 2020, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti per il periodo gennaio-giugno 2020 dovuti alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali, titolari di contratti con compensi annui lordi inferiori ad euro 50.000,00, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati.

Alla società Punti 8 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nell’eventualità in cui la stessa si iscriva ad un campionato organizzato dalla FIGC.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 63/TFN del 16.12.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 6432/978 pf19-20/GC/gb del 27.11.2020 nei confronti dei sig.ri L.F., B.S. e della società AC Gozzano Srl (oggi ASDC Gozzano SSDRL) - Reg. Prot. 68/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS l’amministratore è sanzionato con € 1.000,00 di ammenda per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver provveduto al pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2019, utilizzando modalità difformi da quelle stabilite dall’art. 85 delle NOIF, lettera C), par. IV). Con il patteggiamento ex art. 127 CGS il consigliere delegato è sanzionato con € 1.000,00 di ammenda per la violazione- violazione di cui all’art. 4, comma 1, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver provveduto al pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2019, utilizzando modalità difformi da quelle stabilite dall’art. 85 delle NOIF, lettera C), par. IV). In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; Anche alla società € 1.000,00 di ammenda

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE:  DECISIONE N. 046 CFA del 9 Novembre 2020

Decisione Impugnata:  Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare n. 10/TFN-SD 2020/2021 in data 24.9.2020, depositata in data 1.10.2020;

Impugnazione – istanza: Calcio Catania-Procura Federale

Massima: Ridotta la sanzione in 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella stagione in corso, oltre all’ammenda di euro 500,00 a titolo di recidiva alla società per non avere provveduto nei termini indicati (15.7.2020) ai pagamenti dovuti nei confronti di tesserati, dipendenti e collaboratori per i mesi di Marzo , aprile e maggio 2020, e comunque di non avere comunicato l’avvenuto pagamento entro lo stesso termine alla Co.Vi.So.C. Distinta ma parallela contestazione è stata sollevata con riferimento al mancato pagamento degli emolumenti riferiti ai mesi di Gennaio e Febbraio 2020…In questa sede non emergono elementi dotati di tale valenza, e comunque, vanno evidenziate le chiare previsioni normative (C.U. n. 227/A in data 18.6.2020, n. 2 del dispositivo, in relazione all’art. 8, comma 1, lett. g) del CGS) ai sensi delle quali la pena minima edittale irrogabile non può essere inferiore a due punti di penalizzazione in classifica. Conseguentemente, considerato che va affermata la fondatezza dell’addebito quanto ad uno dei capi contestati, e preso atto dei limiti edittali minimi per la sanzione stabilita ai sensi del C.U. n. 227/A del 18.6.2020, in relazione all’art. 8, comma 1, lett. g) CGS, la sanzione ascritta applicata va determinata nella pena di due punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella stagione sportiva 2020/2021. Resta ferma, invece, l’ammenda irrogata di euro 500,00 a titolo di recidiva, non in forza di quanto sul punto dedotto nella decisione impugnata, ma in quanto la stessa società reclamante ha dato atto di una precedente sanzione disciplinare della penalizzazione di due punti in classifica nella stagione 2019/2020 (decisione n. 130/TFN-SD 2019/2020 del 17.6.2020); sussistono, pertanto, in questi termini i presupposti di cui all’art. 18 comma 2 CGS.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 10/TFN del 01.10.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 3079/1167pf19-20/GC/gb del 10.09.2020 a carico del sig. A.G.L.R. e della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. n. 10/TFN-SD)

Massima: Mesi 4 di inibizione all’Amministratore Unico della Società per la violazione di cui all’artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS, in relazione al Com. Uff. n. 227/A del 18.06.2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato entro il 15 luglio 2020, gli emolumenti netti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi non superiori a € 26.644,00, per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. - per la violazione di cui all’artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF e al Com. Uff. n. 227/A del 18.06.2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato entro il 15 luglio 2020, gli emolumenti netti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi non superiori a € 26.644,00, per le mensilità di gennaio e febbraio 2020, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. Penalizzazione di punti 4 in classifica, oltre all’ammenda di € 500,00 per la contestata recidiva a società a titolo di responsabilità diretta della violazione dell’art. 6, comma 1, del CGS e responsabilità propria  ex art. 33, comma 3, del CGS, in relazione al Com. Uff. n. 227/A del 18.06.2020.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 9/TFN del 01.10.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 3073/1166 pf 19-20/GC/gb del 10.09.2020 a carico della sig.ra D.A. e della società Robur Siena Spa - Reg. Prot. n. 9/TFN-SD)

Massima: Inibizione di mesi 3 e giorni 15 al legale rapp.te della società per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione al Com. Uff. n. 227/A del 18.06.2020, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 15 luglio 2020, gli emolumenti netti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, titolari di contratti con compensi annui lordi non superiori ad € 26.644,00, per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni della stessa, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con applicazione della recidiva prevista dall’art. 18, comma 1, del vigente CGS. Alla società penalizzazione di punti 2 in classifica, da scontarsi nel caso in cui la società si iscriva ad un campionato organizzato dalla F.I.G.C., oltre all’ammenda di € 500,00

 

Decisione Collegio di Garanzia dello Sport - C.O.N.I. – Sezione Prima: Decisione n. 42/2020 del 11 agosto 2020

Decisione impugnata: Decisione della Corte Federale d'Appello della FIGC n. 88/2019-2020, assunta nella riunione del 7 luglio 2020 e con motivazioni pubblicate il successivo 13 luglio, nella parte in cui è stato integralmente rigettato il reclamo della compagine siciliana avverso la decisione di primo grado del Tribunale Federale Nazionale - Sezione Disciplinare n. 28/TFN-SD 2019/2020 (Reg. Prot. 173/TFN-SD), depositata il 17 giugno 2020 e comunicata all'istante in pari data, con la quale era stata inflitta al sodalizio medesimo la penalizzazione di un punto in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2019/2020, mentre è stato accolto il ricorso proposto dal Procuratore Federale, con aggravamento della comminata sanzione da uno a due punti di penalizzazione, in esito al deferimento dello stesso Organo requirente del 26 maggio 2020 (Prot. n. 12597/977pf19- 20/GC/blp), a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell'art. 6, comma 1, del vigente CGS, in ordine alla violazione dell'art. 4, comma 1, dell'art. 33, comma 3, CGS, in relazione all'art. 85, lett. B, paragrafo VI, delle NOIF, ascritta ai suoi legali rappresentanti p.t., dott. G. P. (Presidente del Consiglio di Amministrazione) e M. P. (Consigliere Delegato), nonché a titolo di responsabilità propria, ai sensi dell'art. 33, comma 3, del CGS, in relazione all'art. 85, lettera B), paragrafo VI), delle NOIF.

Parti: Trapani Calcio S.r.l./Federazione Italiana Giuoco Calcio/Cosenza Calcio s.r.l.

Massima: Confermata la decisione della CFA che ha sanzionato la società a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell'art. 6, comma 1, del vigente CGS, in ordine alla violazione dell'art. 4, comma 1, dell'art. 33, comma 3, CGS, in relazione all'art. 85, lett. B, paragrafo VI, delle NOIF, non potendo essere invocata l’emergenza sanitaria Covid – 19 quale causa di forza maggiore che avrebbe impedito il mancato pagamento degli emolumenti previsti per la data del 16 marzo 2020…La società ricorrente definisce la forza maggiore “istituto giuridico” e, come tale, meritevole, laddove considerato in maniera superficiale o, peggio ancora, non considerato affatto come tale, di essere valutato secondo gli estremi della violazione di legge. Orbene, a nessuno sfugge come il sintagma istituto giuridico, nel suo significato più comune, designa il complesso delle norme giuridiche relative a rapporti tra loro connessi, segnando pertanto una linea di demarcazione ben precisa tra ciò che è norma e ciò che norma non è. Nell’ambito dell’ordinamento italiano, non è dato rinvenire una definizione precisa di forza maggiore, poiché non esiste alcuna norma che descriva in modo esplicito la fattispecie in esame, trattandosi di un concetto a matrice dottrinale e giurisprudenziale che tende a giustificare un inadempimento, in presenza  di  fatti  straordinari  ed imprevedibili, estranei alla sfera d’azione del soggetto. Le due caratteristiche che un evento deve avere per essere considerato causa di forza maggiore, e cioè la straordinarietà ed imprevedibilità, sono stati descritti dalla giurisprudenza come quei fatti imponderabili, imprevisti e imprevedibili, che esulano del tutto dalla condotta dell'agente, sì da rendere ineluttabile il verificarsi dell'evento, non potendo ricollegarsi in alcun modo a un'azione od omissione cosciente e volontaria dell'agente e, in tale generale quadro di riferimento, deve escludersi che le difficoltà economiche in cui versa il soggetto agente possano integrare la forza maggiore (Cassazione penale, sez. III, 04 ottobre 2019, n. 50007). Orbene, nella vicenda in esame, l’emergenza Covid – 19 che, a dire della ricorrente, sarebbe stata la causa del proprio inadempimento agli obblighi di pagamento previsti in maniera inderogabile e perentoria alla data del 16 marzo (esiste un orientamento monolitico formatosi in seno al Collegio di Garanzia medesimo in ordine alla perentorietà dei termini ed alla importanza del puntuale adempimento: cfr., Collegio di Garanzia, Decisione 31/2016; Collegio di Garanzia in funzione di Alta Corte di Giustizia Sportiva, Decisione n. 38/2014; Collegio di Garanzia in funzione di Alta Corte di Giustizia Sportiva, Decisione n. 21/2014; Alta Corte di Giustizia Sportiva, Decisione n. 24/2013; Alta Corte di Giustizia Sportiva, Decisione n. 17-18/2011) non può essere considerata forza maggiore proprio perché non connotata dai requisiti richiamati dalla giurisprudenza ai fini di una utile configurazione della fattispecie, in quanto lo stato di emergenza sanitaria è stato decretato dal Governo Italiano nel mese di Gennaio 2020, ovvero circa due mesi prima che perissero i termini per l’assolvimento degli oneri di pagamento in capo alla società di calcio, motivo per cui la imprevedibilità invocata non è assolutamente sussumibile nella presente vicenda processuale. In casi analoghi di dichiarazione dello stato di emergenza la giurisprudenza ha escluso la forza maggiore, affermando che “la riconducibilità degli eventi atmosferici alla nozione di "caso fortuito e forza maggiore" è condizionata alla presenza dei requisiti dell'eccezionalità e dell'imprevedibilità, i quali non possono ritenersi provati per il solo fatto che sia stato dichiarato lo stato di emergenza, ai sensi dell'art. 5 della l. n. 225 del 1992, poiché le leggi sulla protezione civile (prima la l. n. 996 del 1970 e poi la l. n. 225 del 1992), nel definire la tipologia degli eventi suscettibili di intervento, fanno riferimento al danno (o al pericolo di danno) ed alla straordinarietà dei mezzi destinati a farvi fronte ma non alle caratteristiche intrinseche degli eventi che di quel danno siano causa o concausa; sicché, la "calamità naturale", che determina lo stato d'emergenza, non costituisce di per sé un evento eccezionale e imprevedibile, pur potendo essere determinata anche da eventi di tal natura, le cui caratteristiche devono essere accertate sulla base di elementi di prova concreti e specifici” (Cassazione civile, sez. III, 31 maggio 2019, n. 14861). Né, d’altra parte, può farsi discendere da tali eventi, che hanno visto il primo provvedimento normativo sul tema solo il 2 marzo 2020, con il D.L. n. 9, l’esclusione di responsabilità da inadempimento per obbligazioni la cui esistenza era già precedentemente determinata e fissata nel proprio ammontare. Non è, infatti, superfluo richiamare i principi esistenti in materia societaria in termini di trasparenza, chiarezza e sana e prudente organizzazione, nella redazione dei bilanci, laddove la corretta pianificazione delle entrate ed uscite da sola fornisce il quadro degli obblighi da sostenere ed assolvere. Su tale specifico punto non può non rilevarsi come l’attività dei sindaci, richiamata dal parere pro veritate redatto dal dr. Fontana, depositato da parte ricorrente, cristallizzi una violazione dell’art. 2403 c.c., allorché si legge, in un passaggio di tale parere, che a dicembre 2019 il Trapani Calcio aveva un “notevole disagio finanziario” che, a rigore di periodo storico, certamente non era ascrivibile alla crisi pandemica e che, avrebbe dovuto avere, nella corretta applicazione della norma testé invocata, azioni conseguenti che, per contro, sono mancate o delle quali, comunque non v’è traccia né evidenza agli atti di causa e ciò tanto in linea con quanto osservato dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui: “il dovere di vigilanza e di controllo imposto ai sindaci delle società per azioni ex articolo 2403 del codice civile non è circoscritto all'operato degli amministratori, ma si estende a tutta l'attività sociale, con funzione di tutela non solo dell'interesse dei soci, ma anche di quello, concorrente, dei creditori sociali, e ricomprende, pertanto, anche l'obbligo di segnalare tutte le situazioni che mettano a repentaglio la prosecuzione dell'attività di impresa e l'assicurazione della garanzia dei creditori in relazione alle obbligazioni contratte con l'ente; e tale controllo va esercitato non attraverso una mera verifica contabile limitata alla documentazione messa a disposizione dagli amministratori, ma comprende anche il riscontro tra la realtà effettiva e la sua rappresentazione contabile (Cassazione penale, sez. V, 18 febbraio 2019, n. 12186). Ma laddove tanto non bastasse, neppure può passare sotto silenzio quanto stabilito con C.U. n. 180/A del 10 marzo 2020 dalla FIGC, ove espressamente si conferma la scadenza del 16 marzo 2020 per i pagamenti degli emolumenti di gennaio e febbraio 2020, differendo unicamente altre scadenze e facendo esplicito richiamo alla emergenza sanitaria e tanto perché tale statuizione rimarca, evidentemente, che quella tipologia di pagamenti, essendo relativa agli emolumenti, era già nota e doveva essere già prevista ed accantonata nelle casse sociali. In tale contesto appaiono irrilevanti anche gli ulteriori pareri prodotti, che in alcun modo sono in grado di scalfire la descritta situazione ed anzi costituiscono un surrettizio tentativo di attribuire fondatezza e rilevanza derogatoria ad un illegittimo contegno sostanziale, a nulla rilevando le ultronee argomentazioni su dati fattuali, prospettate durante la discussione orale da tutte le parti e non scrutinabili in questa sede attesa - si ribadisce - la procedura a critica vincolata del presente giudizio.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 089 CFA del 13 Luglio 2020

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale n. 131/TFN-SD del 17/06/2020

Impugnazione Istanza: Procuratore Federale/Robur Siena spa

Massima: Accolto il ricorso della Procura Federale, annullata la decisione del TFN (che ha sanzionato con 1 punto di penalizzazione la società e per l’effetto inflitta ala società la penalizzazione di punti 2 (minimo edittale) in classifica di cui n. 1 già scontato nella corrente stagione sportiva e n. 1 da scontare nella prossima stagione sportiva, il tutto  per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, nonché dall’art. 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lett. c), par. IV, NOIF, per non aver pagato, entro il termine del 16/03/2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Gennaio  e Febbraio  2020, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. Non trova applicazione l’attenuante ex art. 13 CGS.basata sul fatto che “il ritardo appare giustificato dalla emergenza sanitaria citata nelle memorie difensive, da ritenersi causa o concausa della crisi economica della …, azionista di riferimento della società, che, peraltro, per sua stessa ammissione, aveva sempre ottemperato puntualmente alle scadenze degli obblighi e degli oneri che le derivavano dalla carica ricoperta. Tuttavia il termine di cui all’art. 85 lettera c) paragrafo IV NOIF, avente natura perentoria, non è stato rispettato e questo espone le odierne deferite alle sanzioni previste per la società dagli artt. 8 comma 1 lettera g), richiamato dall’art. 33 comma 4 inciso f) CGS - FIGC e per la Durio dall’art. 9 CGS cit., le cui entità appare equo ridurre, rispetto alle richieste della Procura Federale, riscontrandosi nel caso in esame le circostanze attenuanti alle quali si riferisce l’art. 13 CGS - FIGC e che questo Tribunale ritiene applicabili anche in presenza di pene edittali” …Ebbene, le espressioni utilizzate non sono tra le più appropriate (se il ritardo fosse “giustificato”, non potrebbe farsi luogo alla sanzione), ma il senso è certamente chiaro: il ritardo è “spiegabile” in ragione della (pretesa) crisi di liquidità conseguente alla emergenza sanitaria. Ciò ha indotto il giudicante di primo grado a ritenere meno grave l’infrazione addebitata alla …e alla Robur Siena, meritevoli, pertanto, a suo giudizio, di un più blando trattamento sanzionatorio, cui si ritiene di poter addivenire riconoscendo sussistente una delle circostanze attenuanti ex art. 13 CGS….È noto che la forza maggiore (artt. 1218 e 1256 cod. civ. e art. 45 cod. pen) è indicata dalla dottrina civilistica (i predetti codici non ne forniscono definizione) come quel particolare impedimento al compimento di una determinata azione, tale da rendere vano ogni sforzo dell’agente volto al suo superamento; insomma una forza contro la quale il soggetto non è in grado di resistere. Purché, s’intende, il sorgere dell’impedimento o il manifestarsi della forza non siano addebitabili a chi quella condotta avrebbe dovuto tenere. Orbene, come è ovvio, la semplice difficoltà di una prestazione monetaria, cioè qualsiasi causa sopravvenuta che renda più oneroso l'adempimento dell'obbligazione, non esclude la responsabilità per inadempimento. Invero, il debitore, per sottrarsi a tale responsabilità (presunta ex art 1218 cod. civ.), deve provare l'assoluta impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile,  cioè  da  una  causa  obiettiva  estranea  alla  sua  volontà:  caso  fortuito  o, appunto, forza maggiore. È ovvio che, nel caso di obbligazione pecuniaria, il debitore non potrebbe mai invocare la distruzione della res (atteso che nulla è più fungibile del denaro), ma dovrebbe, appunto, dimostrare che, in presenza di una causa esterna, imprevista e imprevedibile e nonostante ogni sforzo fatto, la prestazione è “divenuta” impossibile. Ebbene, nel caso di specie, non solo il credito degli aventi diritto era maturato ben prima del 16 Marzo 2020 (costituendo tale data semplicemente il termine ultimo per l’adempimento, nulla impedendo alla società di provvedere anche prima), ma va rilevato che i provvedimenti normativi che hanno portato al “blocco” (tra l’altro) di alcune attività produttive sono databili tra fine Febbraio  e inizio Marzo; essi dunque precedono solo di pochi giorni la data ultima di scadenza per il regolare adempimento. Ne consegue che, per essere rilevante ai fini della dimostrazione della forza maggiore, il deficit di liquidità nelle casse della Robur e/o di chi la sosteneva economicamente avrebbe dovuto manifestarsi proprio in quel ridottissimo intervallo di tempo che intercorre tra i ricordati provvedimenti e il termine previsto dalla normativa federale. Il che, oltre ad essere poco credibile, è, da un lato, non provato, dall’altro, costituisce indice di scarsa diligenza (la provvista di una ingente somma non può/non deve essere realizzata nell’imminenza della scadenza dell’obbligazione).

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 088 CFA del 13 Luglio 2020

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale n. 128/TFN del 17/06/2020

Impugnazione Istanza: Procuratore Federale/Cosenza Calcio srl/Trapani Calcio srl/Dr.ssa P.M./Dr. P.G..

Massima: Confermata l’inizione al presidente ed al consigliere delegato per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1 e 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lettera b), paragrafo VI) NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Febbraio  2020, e comunque per non aver documentato alla CoViSoC, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati, mentre viene accolto il ricorso della Procura Federale, annullata la decisione del TFN e per l’effetto inflitta ala società la penalizzazione di punti 2 in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 130/TFN del 17.06.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 12618/975 pf 19-20 GC/gb del 26.05.2020 a carico dei Sig.ri F.D., D.N.G. e della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. n. 174/TFN-SD)

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS, il presidente del CdA è sanzionato con l’inibizione di mesi 2 per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 marzo 2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2020, e comunque per non aver documentato alla CoViSoC, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. L’Amministratore delegato che non ha patteggiato è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 per la medesima violazione. La società che neanche ha patteggiato è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 129/TFN del 17.06.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 12651/974 pf19-20 GC/blp del 27.05.2020 a carico del Sig. V.P. e della società Casertana FC Srl - Reg. Prot. n. 175/TFN-SD)

Massima: Il procuratore speciale e legale rappresentante pro-tempore della Società è sanzionato con mesi 3 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, e 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. IV), NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 marzo 2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2020, e comunque per non aver documentato alla CoViSoC, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 128/TFN del 17.06.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 12597/977 pf19-20 GC/blp del 26.05.2020 a carico dei Sig.ri P.G., P.M. e della società Trapani Calcio Srl - Reg. Prot. n. 173/TFN-SD)

Massima: Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è sanzionato con mesi 1 e giorni 15  per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1 e 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lettera B), paragrafo VI) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di febbraio 2020, e comunque per non aver documentato alla CoViSoC, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. Il Consigliere Delegato è sanzionato con mesi 1 e giorni 15  per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1 e 33, comma 3, CGS in relazione all’art. 85, lettera B), paragrafo VI) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per  non aver versato,  entro il 16/03/2020, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di febbraio 2020, e comunque per non aver documentato alla CoViSoC, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 1 in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N.028/CFA del 28.03.20 con riferimento al COM UFF 085/CFA III SEZ del 28.03.2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 42/TFN del 28.1.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ URBS REGGINA 1914 SRL AVVERSO LA SANZIONE PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA N. 5851/414 PF 18-19 GP/GC/BLP DELL’11.12.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ URBS REGGINA 1914 SRL AVVERSO LA SANZIONE PENALIZZAZIONE DI PUNTI 6 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTI  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTE  7881/664  PF  18-19  GP/GC/BLP  DEL  31.1.2019  – 7873/663 PF18-19 GP/GC/BLP DEL 31.1.2019

Massima: Ridotta alla società la sanzione della penalizzazione in classifica a punti 4 a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, C.G.S., per il comportamento posto in essere dal presidente del consiglio di amministrazione e legale rappresentante pro-tempore ed a titolo di responsabilità propria, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S.: in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per non aver versato, entro il 17.12.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Settembre  e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il 17.12.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate ed in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per non aver corrisposto, entro il termine del 17.12.2018, gli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre  e Ottobre 2018 ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati….In effetti, pur in presenza di quanto previsto dalle norme surrichiamate e, in particolare, di quanto indicato dall’art. 10, comma 3, C.G.S., allorchè prevede, come detto, che la condotta omissiva è assoggettata alla «… sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno 2 punti di penalizzazione in classifica. La sanzione dovrà applicarsi, ai sensi dell’art. 16 del presente Codice, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva», deve ammettersi e darsi continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte e del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, allorché si è affermato il convincimento che, posta la sanzione nella misura minima edittale per il primo inadempimento (sempreché non abbiano ingresso ragioni per disporre una sanzione più grave), a fronte della permanenza dello stesso inadempimento, non può escludersi che l’ulteriore e addizionale pena possa andare esente da puntuali modulazioni, in melius e in peius, avendo riguardo alle circostanze di tempo, luogo e personali che contraddistinguono la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale Nazionale (Com. Uff. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte di cui al Com. Uff. n. 49/2015, ha inteso punire gli inadempimenti successivi al primo periodo, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno 2 punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso cfr. C.F.A. Sezioni Unite n. 047/CFA (2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016). Ritiene, poi, possibile – questa Corte – valorizzare il comportamento tenuto dalla nuova proprietà societaria che, acquisite le quote di maggioranza, ha subito provveduto alla corresponsione degli emolumenti e delle ritenute di cui ai capi di incolpazione dei diversi deferimenti di cui trattasi. Siffatta valorizzazione appare, infatti, funzionale non solo alla equa commisurazione della pena alla concreta fattispecie ed all’oggettivo disvalore della condotta, ma anche strumento logico – razionale di incentivo verso comportamenti virtuosi di soggetti che, acquisita una società in decozione, provvedano prontamente a sanare tutte le pendenze erariali e contributive, nonché a corrispondere gli emolumenti ancora dovuti a dipendenti e collaboratori. Diversamente opinando, del resto, nel caso di specie, la rigida applicazione nella sua misura generale si tradurrebbe in un disincentivo all’ingresso nel mondo dello sport di assetti societari che, segnando una netta discontinuità rispetto alla gestione passata e, comunque, prendendo atto della situazione debitoria, diano segnali di solidità economica e correttezza nell’osservanza delle regole federali in materia. Affermato quanto precede e facendone applicazione alla presente fattispecie, visto l’art. 10, comma 3, C.G.S., secondo cui la sanzione deve essere applicata, ai sensi della disposizione di cui all’art. 16 stesso C.G.S., tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti ed attenuanti e l’eventuale recidiva, si deve allora sanzionare la società Reggina, con una misura proporzionale alle violazioni contestate, che, alla luce della valorizzazione delle particolari circostanze di fatto sopra evidenziate ed applicato il principio della continuazione, questa Corte reputa congruo determinare nella penalizzazione di complessivi punti 4 (quattro) in classifica, da scontarsi nella corrente Stagione Sportiva.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N.028/CFA del 28.03.20 con riferimento al COM UFF 085/CFA III SEZ del 28.03.2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 48/TFN del 25.2.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC CUNEO 1905 SRL AVVERSO LE SANZIONI: INIBIZIONE   PER   MESI   7   INFLITTA   AL   SIG.   B.O. ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; PENALIZZAZIONE DI PUNTI 8 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA E AMMENDA DI € 1.000,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; SEGUITO  DEFERIMENTI  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTE  7742/658  PF  18-19  GP/GC/BLP  DEL 29.1.2019 E 7738/657 PF18-19 GP/GC/BLP DEL 29.1.2019

Massima: Ridotta alla società la penalizzazione in classifica a punti 3 e l’ammenda a € 500,00 per le seguenti violazioni ascritte al proprio legale rapp.te al quale va anche didotta l’inibizione a mesi 1 stante il vincolo della continuazione e dunque le pre seguenti violazioni: a) violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 del C.G.S. e 10, comma 3 del C.G.S. in relazione all’art. 85, lett. c, paragrafo V delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 17.12.2018, quota parte delle ritenute IRPEF e i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Settembre  e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il termine del 17.12.2018, i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla CO.VI.SO.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS sopra indicati, in relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; b) con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente C.G.S.; a) violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3 del C.G.S. in relazione all’art. 85, lett. c, paragrafo IV delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 17.12.2018, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre  e Ottobre 2018 a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, nonché al pagamento, entro il termine del 17.12.2018, degli emolumenti dovuti per le mensilità di Luglio e Agosto 2018 a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla CO.VI.SO.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati, in relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; b) con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente C.G.S……La richiesta di applicazione delle circostanze attenuanti va del pari disattesa, non essendo rilevabile dagli atti e dal ricorso alcuna plausibile e significativa ragione per ritenere i fatti contestati di ridotta gravità. Sussistono invece valide ragioni, ricavabili da un cospicuo orientamento della giurisprudenza federale richiamato anche dai ricorrenti (cfr. in particolare Commissione Diciplinare Nazionale – C.U. n. 7/CDN del 19.7.2913 – deferimenti a carico del Sig. Enzo Russo e della A.S.D. Nardò Calcio; Commissione Disciplinare Nazionale – C.U. n. 72/CDN del 23.4.2014 – deferimenti a carico del Sig. Duilio Petrarca e della A.S.D. Isernia F.C.; Commissione Disciplinare Nazionale – C.U. n. 72/CDN del 23.4.2014 – deferimenti a carico del Sig. Salvatore Manna e della U.S.D. Cavese 1919) per ritenere configurabile tra le violazioni oggetto del presente procedimento e alcune di quelle oggetto di precedenti decisioni federali richiamate nel ricorso il vincolo della continuazione e per applicare quindi i criteri di commisurazione della pena tipici di  quell’istituto. Il riferimento è, in particolare, al deferimento del 17.9.2018 (prot. n. 2601/35pf18-19/GP/GC/blp), riguardante, fra l’altro, il mancato pagamento, entro il termine del 30.6.2018, dei contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo fino al mese di maggio 2018, che ha avuto come esito la penalizzazione di tre punti in classifica per la società e di quattro mesi e dieci giorni di inibizione per il sig. Becchio (decisione del T.F.N. del 31.10.2018, C.U. 34 TFN, confermata dalla CFA nella riunione del 14.12.2018); ai due deferimenti  riuniti dell’11.12.2018 (prot.lli  n. 5853/415pf18-19/GP/GC/blp e n. 5855/416pf18-19/GP/GC/blp), riguardanti al mancato pagamento entro il termine del 16.10.2018, degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, relativi al bimestre Luglio-Agosto 2018, nonché al mancato pagamento dei contributi Inps relativi ai suddetti emolumenti, che hanno avuto come esito la penalizzazione di quattro punti e dell’ammenda di € 1.000,00 per la società e della inibizione per cinque mesi del Becchio (decisione del T.F.N., C.U. n. 42/TFN del 28.1.2019). Emerge in particolare che le citate violazioni disciplinari risultano evidentemente espressione di un medesimo e unitario disegno violativo rispetto a quelle oggetto del presente procedimento. Medesimo è infatti l’oggetto delle violazioni ed estremamente ristretto è il periodo temporale intercorrente fra le prime e le seconde, tanto che, almeno per una parte (e cioè, in particolare, per il bimestre Luglio-Agosto 2018), esse risultano quasi completamente sovrapponibili. Nulla ostando quindi al riconoscimento del vincolo della continuazione, fra le suddette due violazioni, il trattamento sanzionatorio applicato andrà ricalcolato come segue, a  titolo  di  aumento rispetto a quello  precedentemente irrogato:  l’inibizione applicata in primo grado al Sig. … dovrà essere ridotta a mesi 1: la penalizzazione applicata nel giudizio di primo grado all’A.C. Cuneo 1905 - deve essere ridotta a tre punti; l’ammenda, per gli stessi motivi, deve essere ridotta ad € 500,00.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N.028/CFA del 28.03.20 con riferimento al COM UFF 085/CFA III SEZ del 28.03.2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 42/TFN del 28.1.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC CUNEO 1905 SRL AVVERSO LE SANZIONI: PENALIZZAZIONE  DI  PUNTI  4  IN  CLASSIFICA  DA  SCONTARSI  NELLA  CORRENTE  STAGIONE SPORTIVA; AMMENDA DI € 1.000,00; INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, E PROPRIA AI SENSI DEGLI ARTT. 10, COMMA 3 E 21, COMMA 1 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTI DEL PROCURATORE FEDERALE NOTE NN. 5853/415  PF  18-19   GP/GC/BLP  DELL’11.12.2018   E  5855/416   PF  18-19  GP/GC/BLP   DELL’11.12.2018

Massima: Ridotta alla società la penalizzazione in classifica a punti 3 e l’ammenda a € 500,00 per le seguenti violazioni: a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, del C.G.S., per il comportamento posto in essere dal Sig. …..; nonché a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S., in relazione all’art. 85, lett. c, par. IV delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 16.10.2018, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di Luglio e Agosto 2018 ai propri tesserati,    lavoratori  dipendenti  e  collaboratori  addetti  al  settore  sportivo,  ad  eccezione  di  Conrotto Giorgio e Rosso Andrea per le rate di incentivazione all’esodo, e comunque per non avere documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, co. 1, del vigente C.G.S…. a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, del C.G.S., per il comportamento posto in essere dal ….. nonché a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S., in relazione all’art. 85, lett. c, par. V delle N.O.I.F., per non aver versato, entro il termine del 16.10.2018, i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati,   lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Agosto 2018, e comunque per non avere documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente C.G.S.. Emerge in particolare che una delle violazioni disciplinari sanzionate dal Tribunale Federale Nazionale con la decisione pubblicata nel comunicato ufficiale n. 34/TFN del 31.10.2018, riguardante il mancato versamento dei contributi INPS relativi agli emolumenti di maggio 2018 è evidentemente espressione di un medesimo e unitario disegno violativo rispetto alla violazione disciplinare oggetto del presente procedimento e relativa al mancato versamento dei contributi INPS in relazione agli emolumenti di Agosto 2018. Medesimo è infatti l’oggetto della violazione ed estremamente ristretto è il periodo temporale intercorrente fra la prima e la seconda. Nemmeno può dirsi che tale nesso di continuità sia stato interrotto, tra la prima e la seconda violazione, dalla pronuncia di una decisione sanzionatoria emessa dal Tribunale Federale Nazionale. La prima delle suddette violazioni è stata infatti sanzionata con decisione intervenuta solo in data 25.10.2018, in epoca successiva quindi alla seconda delle due violazioni. Nulla ostando  quindi  al  riconoscimento  del vincolo della  continuazione,  fra le  suddette  due violazioni, il trattamento sanzionatorio applicato va ricalcolato come segue: la penalizzazione di quattro punti applicata nel giudizio di primo grado (due punti per ciascuna delle violazioni contestate) va ridotta a tre punti complessivi (due punti per la violazione concernente il mancato pagamento degli emolumenti relativi al periodo di Luglio e Agosto 2018 e un punto per la violazione relativa al mancato pagamento dei contributi INPS relativi agli emolumenti del mese di Agosto 2018, da ritenersi commessa in continuazione con quella relativa al mancato pagamento dei contributi INPS relativi al mese di maggio 2018, sanzionata dal Tribunale Federale Nazionale con decisione pubblicata sul comunicato ufficiale n. 34/TFN del 31.10.2018); l’ammenda, per gli stessi motivi, deve essere ridotta da € 1.000,00 ad € 500,00.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 0052 CFA del 17 Febbraio  2020

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Territoriale – Sezione Disciplinare assunta nella seduta del 9.01.2020 e pubblicata sul C.U. n. 85/TFN – SD 2019/2020 del 14.01.2020

Impugnazione Istanza: (F.C. Rieti S.r.l./Procura Federale)

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato la società con la penalizzazione di punti 4 in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2019/2020 e l’ammenda di euro 1.000,00 per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 16/10/2019, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, il 16/10/2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati…..Nel merito, non è dato ravvisare nella fattispecie la sussistenza della invocata scriminante, non potendo assurgere a causa di forza maggiore la circostanza, al contrario invero imputabile alla sfera di volontà delle parti ed espressione della loro libertà negoziale, di aver operato il trasferimento delle quote del capitale sociale della Società reclamante, con tutto ciò che una tale operazione comporta in termini di operatività aziendale, anche sotto il profilo gestionale ed economico, soltanto il giorno prima di quello di scadenza di ineludibili obblighi federali, quali sono quelli di procedere al puntuale e documentato pagamento bimestrale degli emolumenti e dei conseguenti  oneri fiscali e previdenziali dovuti ai propri tesserati e collaboratori.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 85/TFN del 14.1.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimenti del Procuratore Federale n.n. 7812/399 pf19-20 GC/blp del 17.12.2019 e 7813/400 pf19-20 GC/blp del 17.12.2019 a carico dei sig.ri C.R., T.G. e della società FC Rieti Srl - Reg. Prot. 111/112/TFN-SD).

Massima:  Il  Presidente  del  Consiglio  di  Amministrazione  è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 per violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 16/10/2019, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/10/2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati

L’ Amministratore Unico dal 16 ottobre 2019 è sanzionato con l’inibizione di mesi 1 per la violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver pagato, entro il 16/10/2019, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, il 16/10/2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Luglio e Agosto 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società è sanzionata con penalizzazione di punti 4 in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva, oltre all’ammenda di € 1000,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 74/TFN del 12.12.2019

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 6318/398 pf19-20 GP/GC/blp del 15.11.2019 a carico del sig. R.F. e della società Paganese Calcio 1926 Srl - Reg. Prot. 96/TFN-SD).

Massima: Con il patteggiamento ex art. 127 CGS, l’amministratore è sanzionato con l’ammenda di € 1.000,00 per la violazione di cui all’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver  versato  parte  delle  ritenute  Irpef  e  dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti, per la mensilità di Luglio 2019, ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, utilizzando modalità difformi da quelle stabilite dall’art. 85 delle NOIF lett. C) paragrafo V).  Anche la società che ha patteggiato è sanzionata con l’ammenda di € 1.000,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 17/TFN del 9.10.2019

Impugnazione - Istanza: Deferimento del Procuratore Federale n. 2945/187 pf19-20 GP/GC/gb del 10.9.2019 a carico del Sig. R.F. e della Società Paganese Calcio 1926 Srl - Reg. Prot. 46/TFN-SD)

Massima: Prosciolto l’Amministratore Unico dalla contestata violazione di cui agli artt. 4, comma 1, del CGS e 33, comma 4, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver versato le ritenute Irpef per il periodo novembre 2018 – marzo 2019 e i contributi Inps per il periodo novembre 2018 – aprile 2019 riguardanti gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, impiegando in compensazione un credito d’imposta asseritamente maturato a fronte di attività di ricerca e sviluppo ex art. 3, D.L. n. 145 del 23/12/2013, credito di imposta non spettante come risulta dall’atto di recupero n. TF9CR0900040 2019  emesso  dall’Agenzia  delle  Entrate – Direzione Provinciale di  Salerno – Ufficio Controlli, senza  che si  sia provveduto ad alcuna forma di ravvedimento. In relazione a poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti

come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi…Non vi è dubbio, infatti, che il deferimento in esame si fonda essenzialmente e, in tal senso, deve intendersi il legittimo cambio di rotta rispetto alla eccepita archiviazione del precedente procedimento, sul presupposto atto di recupero emanato dall’Agenzia delle Entrate che ha sostanzialmente contestato alla società l’attività di compensazione posta in essere. Fino a quel momento, nonostante i paventati dubbi, la condotta posta in essere non è stata specificatamente contestata; al contrario è intervenuto un provvedimento di archiviazione ed è stata anche rilasciata alla società la Licenza Nazionale per la partecipazione al campionato di competenza. Orbene, non appare revocabile in dubbio che il provvedimento de quo, seppur a seguito di una valutazione sommaria tipica della fase cautelare, è stato sospeso dalla competente Commissione Tributaria Provinciale e, pertanto, allo stato è venuto meno l’unico presupposto legittimante il procedimento disciplinare in discussione.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II : DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N. 10/CFA del  10/07/2019 motivi con riferimento al COM. UFF. N. 124/CFA del 28 Giugno 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 61/TFN del 7.5.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. Sig. N.V. (ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER MESI 8 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE AL TITOLO I), PARAGRAFO V), LETTERA A), PUNTI 1, 2, 3, 4, 5 E 6 DEL COM. UFF. N. 50 DEL 24.5.2018 SEGUITO DEFERIMENTI DEL PROCURATORE FEDERALE NOTE 8950/410 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 21.2.2019 - 8941/408 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 21.2.2019 - 8947/409 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 21.2.2019 - 9018/413 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 22.2.2019 - 9016/412 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 22.2.2019 - 9015/411 BIS PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 22.2.2019

Massima: Ridotta l’inibizione a mesi 4 e giorni 20 al legale rapp.te ritenuto responsabile della violazione di plurime  disposizioni contenute nel Comunicato Ufficiale n. 50/2018, relative, in particolare, al mancato invio alla Co.vi.soc., della prova documentale del versamento delle ritenute Irpef connesse al pagamento degli emolumenti per compensi professionali dovuti per il periodo maggio-Giugno 2018 e Luglio-Agosto 2018, degli incentivi all’esodo dovuto ai tesserati per lo stesso bimestre, mancato pagamento di emolumenti ai tesserati … (Giugno 2018), … (Gennaio -Febbraio  2018) e … (Novembre-Dicembre  2017), nonché i compensi professionali assoggettati ad IVA per le altre figure professionali, relativi al mese di Giugno 2018.… il breve periodo in cui il sig. N. ha svolto la funzione di Amministratore Unico e in questo si risponde alla seconda argomentazione difensiva – non può essere riconosciuto come elemento che, ai sensi dell’art. 16 CGS, elide la sua responsabilità ma, semmai, può solo attenuarla. Non può eliderla in quanto egli, nel corretto adempimento del suo mandato societario, doveva onorare l’impegno a pagare gli addendi fiscali e previdenziali delle retribuzioni o altri compensi, oltre che a liquidare quelli, al pari di ogni altra obbligazione sociale. Che, poi, il termine ultimo per provvedere scadesse il giorno successivo la sua cessazione dalla carica è circostanza del tutto irrilevante in quanto non è indicativa della concreta possibilità che il subentrante potesse, anche volendo, riuscirvi. In ogni caso il 16 Ottobre era il termine finale, l’ultimo giorno, non il solo giorno fissato per effettuare i pagamenti e depositare la relativa documentazione.….la Corte tuttavia ritiene che la sanzione dell’inibizione irrogata in prime cure possa essere modulata, nella sua quantificazione, in modo più favorevole rispetto a quanto effettuato in prime cure. Ciò in ragione non solo dell’ormai affermato principio della continuazione, peraltro applicato dal Tribunale federale nazionale, ma anche di quell’elemento di brevità nella carica che, unito ad un persistente e conclamato stato di crisi finanziaria della società, hanno sicuramente reso l’adempimento più  difficoltoso. In questo senso, confermata la misura edittale base di tre mesi per il primo inadempimento, la Corte ritiene che per i successivi cinque debba irrogarsi, in continuazione la sanzione di dieci giorni per ognuno di essi, nel totale cinquanta giorni, con una complessiva determinazione della sanzione dell’inibizione per mesi quattro e giorni venti.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 114/CFA DEL  12/06/2019 MOTIVI CON RIFERIMENTO AL COM UFF 095 II SEZ DEL 07 05 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 59/TFN del 23.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ SIRACUSA CALCIO SRL AVVERSO LE SANZIONI DELLA PENALIZZAZIONE IN CLASSIFICA DI  PUNTI 4 DA SCONTARSI  NELLA CORRENTE  STAGIONE SPORTIVA  E AMMENDA  DI € 500,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1 C.G.S. E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF, NONCHÉ DELL’ART. 21, COMMI 1 E 2 C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 11187/1074 PF 18-19 GP/GC/BLP DELL’8.4.2019

Massima: Ridotta la sanzione della penalizzazione in classifica a punti 3 per effetto della continuazione… Appare invece fondata la terza censura, perché le violazioni commesse dalla reclamante si inquadrano nell’ambito di un medesimo “disegno criminoso” (mutuiamo il termine dal diritto penale) e per l’effetto, le stesse sono tutte assoggettate al vincolo della continuazione, che porta ad una rideterminazione della pena nei termini di cui in dispositivo.

Massima: L’Ordinamento sanziona determinati comportamenti e non rileva, all’interno della società calcistica che li abbia provocati. Se la nuova compagine sociale, nell’ambito delle trattative per l’acquisto della società ha confidato nel pagamento della fideiussione in capo ai precedenti soci e non ha avuto la diligenza di porre in essere tutte le opportune precauzioni, male imputet sibi, perché la violazione, salvo il caso di forza maggiore che nella fattispecie non ricorre, ha una valenza oggettiva che non può essere adottata quale esimente e non può neanche contribuire a ridurre l’entità della pena.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 114/CFA DEL  12/06/2019 MOTIVI CON RIFERIMENTO AL COM UFF 095 II SEZ DEL 07 05 2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 55/TFN del 4.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC CUNEO 1905 SRL AVVERSO LE SANZIONI: INIBIZIONE PER MESI 4 E GIORNI 15 INFLITTA AL SIG. B.O.ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART.  85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; PENALIZZAZIONE DI PUNTI 4 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA E AMMENDA DI € 500,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 9532/924 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 5.3.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC CUNEO 1905 SRL AVVERSO LE SANZIONI: INIBIZIONE PER MESI 3 E GIORNI 15 INFLITTA AL SIG. B.O. ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA  1  E  10,  COMMA  3  C.G.S.,  IN  RELAZIONE  ALL’ART.  85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA E AMMENDA DI € 500,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S E PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF, NONCHÉ ALL’ART. 21, COMMA 1 C.G.S.; SEGUITO  DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  11171/1071  PF  18-19  GP/GC/BLP DELL’8.4.2019

Massima: Ridotta a mesi 5 l’inibzione a carico dell’Amministratore Unico per la violazione di cui agli artt. 1-bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3 del C.G.S. in relazione all’art. 85, lett. c, par. V delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 18.2.2019, i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti per la mensilità di dicembre 2018 ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, nonché per non aver versato, entro il termine del 18.2.2019, i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di settembre 2018 e, comunque, per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi INPS sopra indicati. In relazione ai poteri e alle funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi alla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; per la violazione di cui agli artt. 1-bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3 del C.G.S. in relazione all’art. 85, lett. c, par. V delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 18.3.2019, al versamento delle ritenute  IRPEF  e  dei contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori  dipendenti  e  collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2019 e, comunque, per non avere documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi INPS sopra indicati. In relazione ai  poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti  acquisiti come trasmessi alla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. Confermata l’ammenda ma ridotta la penalizzazione a 4 punti in classifica alla società..Sussistono invece valide ragioni, ricavabili da un cospicuo orientamento della giurisprudenza federale, già del resto applicato dalla CFA ad altre recenti decisioni concernenti gli attuali ricorrenti, per ritenere configurabile tra le violazioni oggetto delle due decisioni del Tribunale Federale qui impugnate e quelle oggetto delle altre decisioni richiamate nella lettera d) del precedente paragrafo il vincolo della continuazione e per applicare quindi i criteri di commisurazione della pena tipici di quell’istituto. E’ agevole infatti constatare che le violazioni sanzionate con le decisioni qui da ultimo impugnate, consistenti nel mancato pagamento dei contributi INPS dovuti per le mensilità di settembre e dicembre 2018 e nel mancato pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS relativi alle mensilità di gennaio e febbraio 2019, si pongono in rapporto di stretta contiguità temporale le une rispetto alle altre, potendosi dunque tutte ascrivere ad un medesimo  e  unitario  disegno violativo, che risulta evidentemente espressione di difficoltà e disfunzioni gestionali che si sono perpetuate nel tempo nell’ambito di una parte cospicua della stagione sportiva 2018/2019. Sussistono dunque valide ragioni per procedere, in relazione al riconosciuto vincolo della continuazione fra le sopra menzionate violazioni, ad una riduzione delle sanzioni inflitte nell’ambito dei due procedimenti disciplinari qui riuniti (ammontanti nel complesso alla penalizzazione di sei punti in classifica nei confronti della AC. Cuneo 1905 S.r.l. e alla inibizione per mesi otto nei confronti del sig. O. B.), giungendo alla sanzione finale della penalizzazione di 4 punti in  classifica  nei confronti della AC. Cuneo 1905 S.r.l. e alla inibizione di mesi 5 nei confronti del sig. O.B.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 114/CFA DEL  12/06/2019 MOTIVI CON RIFERIMENTO AL COM UFF 095 II SEZ DEL 07 05 2019

Decisione Impugnata: Delibera  del  Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 59/TFN del 23.4.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL AVVERSO LE SANZIONI DELLA PENALIZZAZIONE IN CLASSIFICA DI PUNTI 6 DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA E AMMENDA DI € 1.000,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DEGLI ARTT. 4, COMMA 1, 10, COMMA 3 E 21, COMMI 1 E 2 C.G.S IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFO V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTI DEL PROCURATORE FEDERALE NOTE 11178/1072 PF 18-19 GP/GC/BLP  DELL’8.4.2019  –  11183/1073  PF  18-19  GP/GC/BLP  DELL’8.4.2019

Massima: Solo nei confronti della società ridotta la penalizzazione a punti 4 che ha risposto a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, C.G.S., per il comportamento posto in essere dal sig. …, Amministratore unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AS Lucchese Libertas Srl; per responsabilità propria, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), delle NOIF, per non aver versato, entro il termine del 18.3.2019, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2019 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art.21, commi 1 e 2, del vigente C.G.S..; a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, C.G.S., per il comportamento posto in essere dal sig. Umberto Ottaviani, amministratore unico e legale rappresentante pro-tempore della società AS Lucchese Libertas Srl; per responsabilità propria, ai sensi dell’art. 10, comma 3, C.G.S., in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), delle NOIF, per non aver versato, entro il termine del 18.3.2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2019, nonché per il permanere del mancato versamento, alla data del 18.3.2019, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, commi 1 e 2, del vigente C.G.S..In via generale è possibile osservare che ciò che rileva, ai fini del presente giudizio disciplinare, è l’oggettivo inadempimento degli obblighi previsti dall’art. 85 delle Noif i quali (cfr. Collegio di Garanzia Coni n. 9/2016), sono “elementi fondamentali per garantire la regolarità nello svolgimento delle competizioni sportive”. D’altro canto, lo stesso tenore letterale dell’art. 85 NOIF, nella sua  complessiva  architettura, depone in modo chiaro e netto circa l’oggettività della previsione, senza che qualsivoglia elemento psicologico, insito nell’attore, possa influire sulla concretizzazione della fattispecie che, proprio per la sua essenzialità nell’assicurare il raggiungimento delle finalità sportive, non ammette deroghe o ordinarietà dei termini. La conseguenza è che lo stesso legislatore sportivo ha voluto inasprire la sanzione di cui all’art. 10, comma 3, CGS, portandola da “almeno un punto” ad “almeno due punti”, proprio in virtù del rispetto di questa ratio e allo scopo di assicurare parità delle condizioni in cui debbono operare le società calcistiche. Occorre, poi, sempre sul piano generale, aggiungere che la permanenza del mancato adempimento è fonte di sanzione, autonoma e aggiuntiva, per ogni bimestre di ritardo in quanto tale è la volontà del legislatore federale che impone la sanzionabilità (cfr. art. 85 NOIF) per il mancato avvenuto pagamento del bimestre d’interesse e “per quelli precedenti ove non assolti prima”. Deve, dunque, escludersi qualsivoglia pericolo di violazione del ne bis in idem, in quanto trattasi di violazione che si perpetua e si aggrava nel tempo, senza che la sua cognizione, avvenuta la prima volta, escluda la possibilità di un suo successivo apprezzamento col decorrere del tempo, proprio perché il perpetuarsi dell’inadempimento è connotato da uno specifico disvalore che ne aggrava la lesività per l’ordinamento federale. Tutte le doglianze volte, dunque, all’affermazione della insussistenza (o della parziale insussistenza) delle violazioni contestate devono essere disattese…..Come detto, sono contestate, nel presente procedimento, le violazioni attinenti al mancato versamento, sia degli emolumenti, sia delle ritenute Irpef e contributi Inps.  Come  correttamente rilevato dalla reclamante società, le condotte omissive di cui trattasi si riferiscono  al  medesimo periodo (bimestre gennaio – febbraio 2019) e appaiono legate dal nesso relativo alle difficoltà finanziarie. Permane, poi, alla medesima scadenza del 18 marzo 2019, la violazione connessa al mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativamente al periodo novembre e dicembre 2019, violazione già sanzionata, con la penalizzazione di punti 2 in classifica, dal TFN con la decisione pubblicata sul Com. Uff. n. 55/TFN del 4.4.2019. Orbene, ciò premesso in fatto e preso atto che le violazioni sopra indicate rivestono la medesima natura giuridica e sono evidente effetto di medesime ragioni e cause, occorre osservare, in diritto come, in effetti, ricorrono i presupposti per una mitigazione della sanzione in applicazione del principio della continuazione. Inoltre, pur in presenza di quanto previsto dalle norme surrichiamate e, in particolare, di quanto indicato dall’art. 10, comma 3, C.G.S. (allorchè prevede, come detto, che la condotta omissiva è assoggettata alla «… sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica. La sanzione dovrà applicarsi, ai sensi dell’art. 16 del presente Codice, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva»), deve ammettersi e darsi continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte e del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, allorché si è affermato il convincimento che, posta la sanzione nella misura minima edittale per il primo inadempimento (sempreché non abbiano ingresso ragioni per disporre una sanzione più grave), a fronte della permanenza dello stesso inadempimento, non può escludersi che l’ulteriore e addizionale pena possa andare esente da puntuali modulazioni, in melius e in peius, avendo riguardo alle circostanze di tempo, luogo e personali che contraddistinguono la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale Nazionale (Com. Uff. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte di cui al C.U. n. 49/2015, ha inteso punire gli inadempimenti successivi al primo periodo, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno due punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso, questa Corte, Sezioni Unite, con decisione pubblicata sul Com. Uff. n. 047/CFA 2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016. Affermato quanto precede e facendone applicazione alla presente fattispecie, visto l’art. 10, comma 3, C.G.S., secondo cui la sanzione deve essere applicata, ai sensi della disposizione di cui all’art. 16 stesso C.G.S., tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le complessive circostanze che connotano la vicenda e la recidiva, si deve allora sanzionare la società A.S. Lucchese Libertas S.r.l., con una misura proporzionale alle violazioni contestate, che, applicato il principio della continuazione, questa Corte reputa congruo determinare nella penalizzazione di complessivi punti 4 (quattro) in classifica, da scontarsi nella corrente Stagione Sportiva. La complessiva sanzione di punti sei in classifica irrogata dal Tribunale con la decisione fatta oggetto di gravame nel presente procedimento di appello, deve, dunque, essere ridotta dai predetti sei punti di penalizzione a quattro, sempre da scontarsi nella stagione sportiva in corso.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 61/FTN del 07 maggio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V.(Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 8950/410bis pf18-19 GP/GC/blp del 21.2.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V. (Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 8941/408bis pf18-19 GP/GC/blp del 21.2.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V. (Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 8947/409bis pf18-19 GP/GC/blp del 21.2.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V.(Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 9018/413bis pf18-19 GP/GC/blp del 22.2.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V. (Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 9016/412bis pf18-19/GP/GC/blp del 22/02/2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: N.V.(Amministratore unico e legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl sino al 15.10.2018) - (nota n. 9015/411bis pf18-19/GP/GC/blp del 22/02/2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 8 di inibizione per la violazione degli artt. 1 bis comma 1 e 10 comma 3 CGS – FIGC in relazione alla normativa contenuta nel CU n. 50 del 24 maggio 2018 afferente il Sistema delle Licenze Nazionali; più in particolare, la suddetta società, sotto l’amministrazione dell’odierno deferito: 1) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad Iva, dovuti per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di Giugno 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali di cui al titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 6) del CU di cui sopra; 2) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018, così come previsto dal titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 5) del CU di cui sopra; 3) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il pagamento al tesserato … i compensi – rata di Giugno 2018 dovuti a seguito di accordo di incentivo all’esito, così come previsto dal titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 2) del CU di cui sopra, nonché del permanere dei mancati pagamenti delle rate di incentivo all’esodo dei tesserati … per il periodo Gennaio-Febbraio 2018 e … per il periodo novembre-Dicembre 2017; 4) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il pagamento degli emolumenti dovuti per la mensilità di Giugno 2018 ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, così come previsto dal titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 1) del CU di cui sopra, nonché del permanere del mancato pagamento entro la stessa data del 15.10.2018 degli emolumenti dovuti a n. 5 tesserati (G…., all’esito della definizione del contenzioso instaurato nei confronti della società; 5) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2018, nonché il versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di Giugno 2018, il tutto in relazione al titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 4 del CU di cui sopra. 6) aveva mancato di documentare alla Co.Vi.So.C. entro il termine del 15.10.2018 il pagamento degli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad Iva, dovuti per le mensilità di Giugno 2018 alle altre figure previste dal titolo I) paragrafo V) lettera A) punto 3 del CU di cui sopra.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 59/FTN del 23 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 11171/1071 pf18-19 GP/GC/blp dell’8.4.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 3 e giorni 15 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 18 Marzo 2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Gennaio e Febbraio 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019, ammenda di € 500,00 per la recidiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 59/FTN del 23 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: S.N.. (all’epoca dei fatti Amministratore Unico e legale rappresentante della società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ SIRACUSA CALCIO SRL (nota n. 11187/1074 pf18-19 GP/GC/blp dell’8.4.2019).

Massima: La società che non ha patteggiato è sanzionata con la penalizzazione di punti 4 in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019, ammenda di € 500,00 a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS, per il comportamento posto in essere dal  proprio Amministratore Unico ed a  a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF per non aver versato, entro il 18 Marzo 2019, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Gennaio e Febbraio 2019 e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Febbraio 2019, nonché per il permanere del mancato versamento, alla data del 18 Marzo 2019, delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e Dicembre 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. I deferiti che hanno patteggiato sono sanzionati con mesi 2 e giorni 10 di inibizione.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 59/FTN del 23 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 11178/1072 pf18-19 GP/GC/blp dell’8.4.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: O.U. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 11183/1073 pf18-19 GP/GC/blp dell’8.4.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 5 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85 delle NOIF, lettera C), paragrafo IV), per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato entro il 18.3.2019 gli emolumenti dovuti ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo, per le mensilità di Gennaio e Febbraio 2019, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo  stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85 delle NOIF, lettera C), paragrafo IV), per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 18.3.2019, le ritenute Irpef  e  i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo, per le mensilità di Gennaio e Febbraio 2019, nonché per il permanere del mancato versamento, alla data del 18.3.2019, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e Dicembre 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società è sanzionata con punti 6 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corso dell’attuale campionato professionistico 2018/2019 E l’ammenda di € 1.000,00… punti 6 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corso dell’attuale campionato professionistico 2018/2019… Stante il chiaro tenore della disposizione richiamata secondo il quale  ogni  inadempimento,  deve  essere  autonomamente  sanzionato non si ritengono applicabili, né il principio di continuazione, né i  precedenti  della  Corte  di Appello circa le condotte omissive  poste  in essere  nello stesso  bimestre.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 55/FTN del 04 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  S.N. (all’epoca dei fatti Amministratore Unico e legale rappresentante della società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ SIRACUSA CALCIO SRL - (nota n. 9786/925 pf18-19 GP/GC/blp dell’11.3.2019).

Massima: Con il patteggiamento il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 2 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 18 Febbraio 2019, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al  settore  sportivo  per  le mensilità di novembre e Dicembre 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società che non ha patteggiato è sanzionata con la penalizzazione di 2  punti in classifica da scontarsi nella stagione in corso oltre all’ammenda di € 500,00 per la recidiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 55/FTN del 04 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 9532/924 pf18-19 GP/GC/blp del 5.3.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 4 e giorni 15  di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 18 Febbraio 2019, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Dicembre 2018, nonché per non aver versato, entro il termine del 18 Febbraio 2019, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di Settembre 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 4 in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019, oltre all’ammenda di € 500,00 per la recidiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 55/FTN del 04 aprile 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  O.U.(Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Lucchese Libertas 1905 Srl), SOCIETÀ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL - (nota n. 9530/923 pf18-19 GP/GC/blp del 5.3.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 3 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1bis comma 1 e 10 comma 3 CGS - FIGC in relazione all’art. 85 lettera C paragrafo V delle NOIF, a motivo del mancato versamento entro il termine del 18 Febbraio 2019 delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e Dicembre 2018. La società è sanzionata con l’ammenda di € 500,00

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 82CFA DEL  27/03/2019 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 060/CFA DEL 14 DICEMBRE 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 34/TFN del 31.10.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ MATERA CALCIO SRL AVVERSO LE SANZIONI: PENALIZZAZIONE DI PUNTI 8 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA;  AMMENDA DI € 2.000,00; INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 2647/38 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 18.9.2018

Massima: Ridotta la sanzione della penalizzazione da punti 8 con ammenda di € 2.000,00 a punti 5 e l’ammenda a € 1.000,00 per le seguenti violazioni: a) per  il  comportamento  posto  in  essere  dal  Sig.ra  …, Amministratore  Unico  e  legale  rappresentante  pro-tempore   della   Società   Matera   Calcio   S.r.l.,   come sopra descritto, ai sensi dell’art. 1 bis, comma 1 C.G.S. e 10, comma 3 C.G.S.; b)  a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 4) del Com. Uff. 50 del 24.5. 2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30 giugno 2018, al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti, per il periodo intercorrente dalla mensilità di settembre 2017 alla mensilità di aprile 2018, ai tesserati, ai dipendenti ed ai collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; c)         a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 6) del Com. Uff. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30 giugno 2018, al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti, per il periodo intercorrente dalla mensilità di settembre 2017 alla mensilità di aprile 2018, al Sig. Sergio Leoni il cui incarico è ricompreso tra le altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; d) a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 10) del Com. Uff. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30 giugno 2018, al pagamento del debito Iva risultante dalle liquidazioni periodiche relative al primo, secondo e terzo trimestre del periodo d’imposta 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento del debito iva sopra indicato; e) a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 7) del Com. Uff. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018, al pagamento del debito Irap relativo al periodo d’imposta 1.7.2015 – 30.6.2016, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento del debito Irap sopra indicato; f) a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera C), punto 2) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 12.6.2018, al deposito presso la Co.Vi.So.C. della situazione patrimoniale trimestrale al 31.3.2018 e della relativa relazione della Società di revisione a corredo dell’indicatore di Liquidità calcolato sulle risultanze della medesima situazione patrimoniale; g) a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera D), punto 2) del Com. Uff. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 26.6.2018, al pagamento degli emolumenti riguardanti quota parte dei premi contrattuali dovuti ad alcuni tesserati per la mensilità di dicembre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; h) a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 1 bis, comma 1, del C.G.S. in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle N.O.I.F., per aver effettuato pagamenti riguardanti gli emolumenti, ivi compresi gli incentivi all’esodo, dovuti ai tesserati per il periodo intercorrente da novembre 2017 a maggio 2018, attraverso assegni circolari addebitati su conto corrente bancario diverso da quello indicato come dedicato e non riconducibile direttamente alla Società; i) con l’applicazione della recidiva prevista dall’art.21, commi 1 e 2, del vigente C.G.S..Su questo specifico argomento, appare a questo Collegio, doversi procedersi ad una diversa parametrazione dell’illecito sulla base di quanto segue. Infatti, pur in presenza di quanto previsto dalle norme surrichiamate, di cui al Com. Uff. n. 50/2018 nonché, in particolare, di quanto indicato dall’art. 10, comma 3 C.G.S., allorchè prevede che in caso di condotta omissiva in punto di adempimento patrimoniale e fiscale è assoggettata alla “… sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica. La sanzione dovrà applicarsi, ai sensi dell’art. 16 del presente Codice, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva”, deve assolutamente darsi continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte, fondato su plurime decisioni, tanto da potersi affermare come consolidato e del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, allorché si è affermata la convinzione che, avuto riguardo alla sanzione nella misura minima edittale per il primo inadempimento (sempreché non abbiano ingresso ragioni per disporre una sanzione più grave), a fronte della permanenza dello stesso inadempimento, non può escludersi che l’ulteriore e addizionale pena possa essere puntualmente modulata, in melius e in peius, tenendo conto delle circostanze di tempo, luogo e personali che hanno contraddistinto la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale Nazionale (Com. Uff. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte n. 49/2015, ha inteso punire inadempimenti successivi al primo periodo, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno due punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso cfr. C.F.A. Sezioni Unite n. 047/CFA (2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016. Nel caso specifico, l’inadempimento complessivo addebitato riguarda il mancato pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità da settembre 2017 ad aprile 2018, da effettuarsi entro il 26 giugno 2018 ad alcuni tesserati, il mancato versamento, entro il 30 giugno 2018, delle ritenute Irpef e dei contributi assicurativi e previdenziali per lo stesso periodo, nonché della documentazione relativa alla situazione patrimoniale e alla verifica da parte del revisore. Si tratta, a ben vedere, di plurime violazioni, certamente tutte punite singolarmente con la decurtazione di punti in classifica ma che, sotto il profilo della funzionalità  della  condotta  non possono non ritenersi riconducibile ad un unico disegno intenzionale, allocato nello stesso intervallo temporale, quale quello di non procedere al pagamento di emolumenti, imposte e contributi. Che questo sia attribuibile alla passata compagine amministrativa  o  all’attuale  non  rileva, stante la natura della responsabilità diretta e propria della società Riepilogando, in parziale accoglimento del gravame, la Corte ritiene la società Matera Calcio responsabile, in via diretta, delle contestazioni avanzate dalla Procura Federale e già condivise in prime cure ma, in punto di quantificazione della sanzione dell’irrogazione di perdita di punti in classifica, da scontarsi nel corrente campionato, ritiene di dover punire la condotta omissiva con 2 punti  in classifica, per quanto riguarda l’omissione sub b) di cui alla sentenza impugnata e, con 3 punti in classifica per quanto riguarda le omissioni di cui alle altre contestazioni quale sanzione complessiva per i correlati inadempimenti, tutti astretti tra loro da una medesima matrice riconducibile al mancato versamento degli emolumenti. Per quanto riguarda la sanzione pecuniaria ritiene, per le medesime argomentazioni, di ridurne l’ammontare ad € 1.000,00

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 82CFA DEL  27/03/2019 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 060/CFA DEL 14 DICEMBRE 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 34/TFN del 31.10.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AS LUCCHESE LIBERTAS 1905 SRL AVVERSO LA SANZIONE DELLE PENALIZZAZIONE DI PUNTI 11 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA  ALLA  RECLAMANTE  A  TITOLO  DI  RESPONSABILITÀ  DIRETTA  AI  SENSI  DELL’ART.  4,  COMMA  1, SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 2860/42 PF 18-19 GP/GC/BLP DEL 24.9.2018

Massima: Ridotta la sanzione della penalizzazione da punti 11 a punti 8 per le seguenti violazioni: • a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 4, comma 1, del C.G.S., per il comportamento posto in essere dal Sig. …, Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AS Lucchese Libertas 1905 S.r.l., come sopradescritto; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera C), punto 1) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 6.7.2018, al totale ripianamento della carenza patrimoniale risultante dal parametro P/A al 31.12.2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto totale ripianamento della carenza patrimoniale sopra indicata; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera G), punto 1) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 6 luglio 2018, al superamento della fattispecie prevista dall’art. 2482 ter del codice civile, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto superamento della fattispecie prevista dall’art. 2482 ter del codice civile; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera C), punto 2) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 6.7.2018, al totale ripianamento della carenza finanziaria risultante dall’indicatore di liquidità al 31 marzo 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto ripianamento della carenza finanziaria sopra indicata; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 3) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018, al deposito presso la Co.Vi.So.C., della relazione della Società di revisione sulla relazione semestrale al 31.12.2017; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera D), punto 2) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 26.6.2018, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2018 ai tesserati, dipendenti ed ai collaboratori sportivi, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 4) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018 al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo e aprile 2018 ai tesserati, dipendenti ed ai collaboratori sportivi, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 4) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018 al pagamento dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2018 ai tesserati, dipendenti ed ai collaboratori sportivi, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 6) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018 al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo e aprile 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 6) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018, al pagamento dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati; • a titolo di responsabilità propria ai sensi dell’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 7) del Com. Uff. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2018, al pagamento del debito Irap relativo al periodo d’imposta 1° luglio 2015 - 30 giugno 2016, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento del debito Irap sopra indicato…Su questo specifico argomento, appare a questo Collegio, procedersi ad una diversa parametrazione dell’illecito sulla base di quanto segue. Infatti, pur in presenza di quanto previsto dalle norme surrichiamate, di cui al Com. Uff. n. 50/2018 nonché, in particolare, di quanto indicato dall’art. 10, comma 3 C.G.S., allorchè prevede che in caso di condotta omissiva in punto di adempimento patrimoniale e fiscale è assoggettata alla “… sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno 2 punti di penalizzazione in classifica. La sanzione dovrà applicarsi, ai sensi dell’art. 16 del presente Codice, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva”, deve ammettersi e darsi continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte e del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, allorché si è affermato e ribadito il convincimento che, posta la sanzione nella misura minima edittale per  il  primo inadempimento (sempreché  non abbiano ingresso ragioni  per disporre una sanzione più grave), a fronte della permanenza dello stesso inadempimento, non può escludersi che l’ulteriore e addizionale pena possa essere puntualmente modulata, in melius e in peius, avendo riguardo alle circostanze di tempo, luogo e personali che contraddistinguono la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale Nazionale (Com. Uff. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte n. 49/2015, ha inteso punire inadempimenti successivi al primo periodo, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno due punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso cfr. C.F.A. Sezioni Unite n. 047/CFA (2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016. Nel caso specifico, l’inadempimento complessivo addebitato riguarda il mancato pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di marzo, aprile e maggio 2018, da effettuarsi entro  il 26.6.2018 (da sanzionarsi con punti 2 di penalizzazione in classifica), il mancato versamento, entro il 30 giugno 2018, delle ritenute Irpef e dei contributi assicurativi e previdenziali per lo stesso periodo, nonché,  entro  il  6.7.2018,  il  mancato  ripianamento  delle  perdite  sociali  e  al  superamento  della fattispecie  prevista  dall’art..  2482  ter  c.c.  (da  sanzionarsi,  in  virtù  del  suddetto  principio  della continuazione, con 1 punto di penalizzazione). Riepilogando, in parziale accoglimento del gravame, la Corte ritiene la società Lucchese responsabile, in via diretta, delle contestazioni avanzate dalla Procura Federale e già condivise in prime cure ma, in punto di quantificazione della sanzione dell’irrogazione di perdita di punti in classifica, da scontarsi nel corrente campionato, ritiene di dover punire la condotta omissiva con 2 punti  in classifica, per quanto riguarda l’omissione sub f) di cui alla sentenza impugnata e, con 1 punto in classifica per quanto riguarda le omissioni di cui alle contestazioni sub g),h), i), j), quale sanzione complessiva per i correlati inadempimenti, tutti astretti tra loro da una medesima matrice riconducibile al mancato versamento degli emolumenti e, ciascuno, 1 punto per le altre contestazioni, distinte fra loro per la diversa lesione a beni giuridici differenti (su b), c),d),e), k).

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 82CFA DEL  27/03/2019 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 060/CFA DEL 14 DICEMBRE 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 34/TFN del 31.10.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC CUNEO 1905 SRL AVVERSO LA SANZIONE DELLA PENALIZZAZIONE DI PUNTI 3 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  2601/35  PF  18-19  GP/GC/BLP  DEL  17.9.2018

Massima: Confermata la penalizzazione di 3 punti in classifica, da scontarsi nella corrente Stagione Sportiva 2018/2019, a carico della Società A.C. Cuneo 1905 s.r.l.. La sanzione è stata applicata per le seguenti ragioni: un punto di penalizzazione per la violazione del titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 11), del C.U. n. 50 del 24 maggio 2018; due punti di penalizzazione per la violazione del titolo I), paragrafo I), lettera E), punto 4), del medesimo Comunicato Ufficiale. La Società, infatti, è stata ritenuta responsabile della violazione di cui all’art. 10, comma 3, C.G.S. in relazione al titolo I, paragrafo I, lettera E, punto 11, del COM. UFF. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, “per non aver depositato presso la Lega Italiana Calcio Professionistico, entro il termine del 30.6.2018, l’originale della garanzia a prima richiesta dell’importo di € 350.000,00”, nonché per la violazione di cui all’art. 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I, paragrafo I, lettera E, punto 4, del Com. Uff. n. 50 del 24.5.2018 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2018/2019, “per non aver versato integralmente, entro il termine del 30 giugno 2018, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti fino al mese di maggio 2018 compreso ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati”.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 49/FTN del 28 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  P.M. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Pro Piacenza 1919 Srl), SOCIETÀ AS PRO PIACENZA 1919 SRL - (nota n. 7851/661 pf18-19 GP/GC/blp del 31.1.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  P.M. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società AS Pro Piacenza 1919 Srl), SOCIETÀ AS PRO PIACENZA 1919 SRL - (nota n. 7869/662 pf18-19 GP/GC/blp del 31.1.2019).

Massima: E’ improcedibile il deferimento per revoca dell’affiliazione alla società …. per quanto concerne la AS Pro Piacenza 1919 Srl, occorre puntualizzare che alla società è stata revocata l’affiliazione presso la F.I.G.C. con Comunicato Ufficiale del 18.2.2019, n. 60/A. La società, essendo venuto meno il propedeutico requisito dell’affiliazione, risulta attualmente avulsa dall’ambito federale e, conseguentemente, dalla giurisdizione di Codesto Tribunale.

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 6 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il termine del 17 Dicembre 2018, gli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018 ai tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo, nonché per non aver corrisposto, entro il termine del 17 Dicembre 2018, gli emolumenti dovuti per la mensilità di agosto 2018 a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e addetti al settore sportivo, e, comunque, per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle N.O.I.F per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 17 Dicembre 2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il 17 Dicembre 2017, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati per la mensilità di agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati;

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 49/FTN del 28 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 7767/659 pf18-19 GP/GC/blp del 29.1.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 7771/660 pf18-19 GP/GC/blp del 29.1.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 8 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85 delle NOIF, lettera C), paragrafo IV) e al titolo I), paragrafo V), lettera A), del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto al pagamento, entro il termine del 17 Dicembre 2018, degli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018 ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo, nonché per non aver provveduto, entro il 17 Dicembre 2018, al pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati per la mensilità di Giugno 2018 e per quelle di luglio e agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85 delle NOIF, lett. C), par. V) e al titolo I), paragrafo V), lettera A), del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 17 Dicembre 2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il 17 Dicembre 2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti delle mensilità di maggio e Giugno 2018 e di luglio e agosto 2018 e i contributi Inps relativi agli emolumenti delle mensilità di Giugno 2018 e di luglio e agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo  stesso termine, l’avvenuto pagamento  delle ritenute  Irpef e dei contributi Inps sopra indicati..Ritenuto, infine, a mente delle richiamate norme, che ognuna delle violazioni contestate comporta l’applicazione, a carico della società responsabile, della sanzione di  cui  all’art.  18, comma 1, lett. g), a partire da almeno due punti di penalizzazione  in  classifica,  le  sanzioni richieste dalla procura federale appaiono congrue. La società è sanzionata con punti 12 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel caso in cui la società si iscriva ad un campionato organizzato dalla F.I.G.C. e l’ammenda di € 1.000,00 per la contestata recidiva….

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 48/FTN del 25 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.D. (Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della società URBS Reggina 1914 Srl), SOCIETÀ URBS REGGINA 1914 SRL - (nota n. 7881/664 pf18-19 GP/GC/blp del 31.1.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.D. (Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della società URBS Reggina 1914 Srl), SOCIETÀ URBS REGGINA 1914 SRL - (nota n. 7873/663 pf18-19 GP/GC/blp del 31.1.2019).

Massima: Con il patteggiamento il legale rapp.te della società è sanzionato con l’ammenda di € 9.000,00 (così commutati i mesi 3 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 17 Dicembre 2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il 17 Dicembre 2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio e agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 17 Dicembre 2018, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018 ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In particolare, i citati emolumenti sono stati corrisposti solo in data 27 Dicembre 2018 e quindi oltre il termine del 17 Dicembre 2018.  La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 48/FTN del 25 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: B.O.(Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 7742/658 pf18-19 GP/GC/blp del 29.1.2019).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 7738/657 pf18-19 GP/GC/blp del 29.1.2019).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 7 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il termine del 17 Dicembre 2018, quota parte delle ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018, nonché per non aver versato, entro il termine del 17 Dicembre 2018, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS, per quanto specificato  nella  parte  motiva;  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 17 Dicembre 2018, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di Settembre e Ottobre 2018 a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, nonché al pagamento, entro il termine del 17 Dicembre 2018, degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2018 a diversi tesserati lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS, La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 8 in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva e ammenda di € 1.000,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 46/FTN del 21 Febbraio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: M.M. (Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante pro-tempore della società Unione Sportiva Arezzo Srl) - (nota n. 4537/1000bis pf17-18 GP/GC/blp del 9.11.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: M.M.(Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante pro-tempore della società Unione Sportiva Arezzo Srl) - (nota n. 4539/1001bis pf17-18 GP/GC/blp del 9.11.2018).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 5 di inibizione per la violazione degli artt. 1 bis comma 1 e 10 comma 3 CGS – FIGC, in relazione all’art. 85 lettera C prg. IV e V NOIF, in quanto la società, dal medesimo rappresentata, non aveva né versato entro il termine del 16.02.2018 i contributi INPS relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori  addetti  al settore sportivo per le mensilità di novembre e Dicembre 2017 (deferimento prot. 4537), né corrisposto entro lo stesso termine gli emolumenti spettanti ai medesimi soggetti per le identiche mensilità, nonché parte degli emolumenti relativi alla mensilità di Ottobre 2017 (deferimento prot. 4537).

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5231/232 pf18-19 GP/GC/blp del 27.11.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5232/233 pf18-19 GP/GC/blp del 27.11.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5233/234 pf18-19 GP/GC/blp del 27.11.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5473/236 pf18-19 GP/GC/blp del 3.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5475/237 pf18-19 GP/GC/blp del 3.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.E.J.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 5472/235 pf18-19 GP/GC/blp del 3.12.2018).

Massima: L’Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 8 per violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 6) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad IVA, dovuti per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per la mensilità di Giugno 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali di cui al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 6) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati;  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 4) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per la mensilità di Giugno 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 5) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 3) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del pagamento degli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad IVA, dovuti per la mensilità di Giugno  2018 alle altre figure professionali previste dal titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 3) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 1) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del pagamento degli emolumenti dovuti, per la mensilità di Giugno 2018, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo di cui al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 1) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, nonché del pagamento, entro il 24/08/2018, degli emolumenti dovuti a n. 5 tesserati( ….) all’esito della definizione del contenzioso instaurato nei confronti della società, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati;  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 2) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 24 agosto 2018, del pagamento al tesserato .. Gaston … dei compensi – rata di Giugno 2018 - dovuti a seguito dell’accordo di incentivo all’esodo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei compensi sopra indicati. La società è sanzionata con punti 12 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019  oltre all’ammenda di € 3.000,00 per la recidiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.M. (Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della società FC Rieti Srl), SOCIETÀ FC RIETI SRL - (nota n. 5889/420 pf18-19 GP/GC/blp del 12.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.M. (Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della società FC Rieti Srl), SOCIETÀ FC RIETI SRL - (nota n. 6081/419 pf18-19 GP/GC/blp del 17.12.2018).

Massima: Con il patteggiamento il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 2 e giorni 10 di inibizione per la violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per aver versato i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di agosto 2018, utilizzando modalità difformi da quelle previste dall’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF In particolare la società ha effettuato il versamento dei contributi Inps relativi alla mensilità di agosto 2018 attraverso un modello di pagamento addebitato, in data 16 Ottobre 2018, su un conto corrente diverso dal conto corrente dedicato al pagamento di emolumenti, ritenute fiscali e contributi, conto corrente riconducibile al consulente fiscale della società. Alla data della nota Co.Vi.So.C. n.14558/2018 non è stata fornita evidenza del pagamento in favore del consulente fiscale dell’importo versato per conto della società; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il termine del 16 Ottobre 2018, gli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2018 a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati La società è sanzionata con punti 2 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019  oltre all’ammenda di € 1.000,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6384/408 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6393/409 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6398/410 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6375/413 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6373/412 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  L.R.  (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 6366/411 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Massima: E’ inammissibile l’intervento di terza società…Al riguardo, alcun interesse giuridicamente rilevante può essere individuato in capo alla società stessa nei procedimenti in questione. Infatti, le sanzioni correlate ai deferimenti in discussione, non possono che avere effetto nell’attuale stagione sportiva in corso 2018-2019, e, pertanto, alcun vantaggio può derivare dall’applicazione delle sanzioni alla società interveniente, militante, fra l’altro, in una categoria inferiore. D’altronde, la pendenza del ricorso già proposto dalla società Aprilia Racing Club Srl innanzi agli Organi di Giustizia Sportiva, rende di solare evidenza la circostanza che tali interessi ben possono essere fatti valere in via diretta dalla società stessa.

Massima: L’Amministratore Unico e legale rappresentante pro-tempore della società è sanzionato con l’inibizione di mesi 8 per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 5) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018 così come previsto dal titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 5) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 2) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il permanere della mancata evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del pagamento al tesserato … dei compensi – rata di Giugno 2018- dovuti a seguito di accordo di incentivo all’esodo, così come previsto dal Titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 2) del C.U. n. 50 del 24 maggio 2018, nonché del permanere dei mancati pagamenti delle rate di incentivo all’esodo dei tesserati .. per il periodo Gennaio-Febbraio 2018 e .. per il periodo novembre-Dicembre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei compensi sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 6) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il permanere della mancata evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad IVA, dovuti per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per la mensilità di Giugno 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali di cui al Titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 6) del C.U. n. 50 del 24 maggio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati;  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 1) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il permanere della mancata evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del pagamento degli emolumenti dovuti per la mensilità di Giugno 2018 ai tesserati, ai lavoratori dipendenti, e ai collaboratori addetti al settore sportivo di cui al Titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 1) del C.U. n. 50 del 24 maggio 2018, nonché del permanere del mancato pagamento, entro il 16/10/2018, degli emolumenti dovuti a n. 5 tesserati (…) all’esito della definizione del contenzioso instaurato nei confronti della società, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85 delle NOIF, lett. C), par. V), per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver fornito evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di luglio e agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 4) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il permanere della mancata evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del versamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e Giugno 2018 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti ai tesserati per la mensilità di Giugno 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati; violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 3) del C.U. 50 del 24 maggio 2018, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per il permanere della mancata evidenza documentale, entro il termine del 16 Ottobre 2018, del pagamento degli emolumenti, ivi compresi i compensi professionali assoggettati ad IVA, dovuti per la mensilità di Giugno 2018 alle altre figure previste dal Sistema delle Licenze Nazionali di cui al Titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 3) del C.U. n. 50 del 24 maggio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. La società è sanzionata con punti 14 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019  oltre all’ammenda di € 3.000,00 per la recidiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO DEL  PROCURATORE FEDERALE A  CARICO DI:  P.M.(Amministratore  Unico  e  Legale  rappresentante  p.t.  della  società  AS  Pro  Piacenza  1919  Srl), SOCIETÀ AS PRO PIACENZA 1919 SRL - (nota n. 5872/417 pf18-19 GP/GC/blp del 12.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  P.M. (Amministratore  Unico  e  Legale  rappresentante  p.t.  della  società  AS  Pro  Piacenza  1919  Srl), SOCIETÀ AS PRO PIACENZA 1919 SRL - (nota n. 5881/418 pf18-19 GP/GC/blp del 12.12.2018).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 4 di inibizione per la violazione degli artt. 1bis comma 1 e 10 comma 3 CGS - FIGC in relazione all’art. 85 lettera C) paragrafi IV e V NOIF, per non aver corrisposto entro il termine del 16 Ottobre 2018 gli emolumenti dovuti dalla società per le mensilità di luglio ed agosto 2018 a tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo e, nel contempo, per non aver versato all’Inps entro la stessa data i contributi dovuti ai soggetti di cui sopra per la mensilità di agosto 2018; in entrambi i casi, per non aver documentato alla Co.Vi.So.C entro gli stessi termini gli avvenuti pagamenti. La società è sanzionata con punti 4 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019  oltre all’ammenda di € 1.000,00 per la recidiva

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  F.O. (Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della società US Pistoiese 1921 Srl), SOCIETÀ US PISTOIESE 1921 Srl - (nota n. 6400/455 pf18-19 GP/GC/blp del 21.12.2018).

Massima: Non sussiste, in capo all’amministratore, la contestata violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 Ottobre 2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di agosto 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate…Risulta per tabulas che il pagamento delle ritenute Irpef di cui trattasi abbia avuto luogo il 17.10.2018. Risulta altresì per tabulas, e ne dà atto anche la Co.Vi.So.C. nella nota del 19.11.2018, che l’imposta dovuta ha formato oggetto di integrale compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 con un credito fiscale maturato per rimborsi ai tesserati a fronte di maggiori imposte versate nel corso del 2017 (modello 730-4/2018). Alla nota Co.Vi.So.C. risultano allegate le copie della quietanza ed il Mod. 730-4/2018, entrambe versate in atti. É di palese evidenza come il fine delle norme che si assumono violate, sotto comminatoria di penalizzazione di almeno due punti in classifica, sia fare in modo che le società provvedano al pagamento di emolumenti, ritenute, contributi e quant’altro ivi previsto nei termini normativamente fissati, di talché è sanzionato anche il solo ritardo. A propria discolpa, la società ha dedotto di avere provveduto in ritardo per un mero errore materiale del consulente esterno. Ha dedotto, altresì, la mancanza dell’elemento psicologico, non avendo avuto alcuna intenzione di sottrarsi al pagamento, effettivamente avvenuto il giorno successivo alla scadenza e, particolare di rilievo, con integrale compensazione con un precedente credito fiscale, di guisa che non sarebbe stato procurato alcun danno. In disparte le ulteriori deduzioni difensive in merito agli altri versamenti asseritamente eseguiti tra il giorno 15 ed il giorno 16, di cui uno con un esborso di circa € 23.000,00 riferito ad imposte il cui pagamento avrebbe potuto essere documentato sino al 16.12.2018 ed altri con saldo 0 (zero), in quanto versatene in atti le sole deleghe, ma non le relative quietanze, il tribunale condivide la tesi difensiva della mancanza di danno. Dalla mancata presentazione della delega nel termine del 16.10.2018, invero, non è derivato alcun danno, né, per quanto possa qui rilevare, all’Erario, né alle parti interessate. Soprattutto, si osserva, la società non avrebbe potuto trarre alcun vantaggio dal ritardo, in quanto il precedente credito maturato non le avrebbe comportato alcun esborso di denaro, potendo provvedere all’adempimento impostole dalla normativa, come effettivamente avvenuto, mediante compensazione. D’altro canto, nel periodo oggetto di verifica (1° luglio/31 agosto 2018), ad esclusione delle ritenute Inps riferite alla mensilità di agosto, la società Deloitte ha constatato il puntuale pagamento degli emolumenti, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps per un importo complessivo di € 154.736,00. Nessun vantaggio, dunque, avrebbe tratto la società e, in effetti, non ha tratto, dal ritardato pagamento di ulteriori € 9.766,46, di certo non imputabile a mancanza di liquidità, avendovi per l’appunto provveduto per l’intero compensando un precedente credito. Ciò che comunque rileva, nella fattispecie, è la mancanza di danno economico nei confronti di chicchessia, in assenza del quale va dichiarata l’insussistenza della violazione contestata. 

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  P.D. (Presidente del CDA e Legale rappresentante p.t. della società URBS Reggina 1914 Srl), SOCIETÀ URBS REGGINA 1914 SRL - (nota n. 5851/414 pf18-19 GP/GC/blp dell’11.12.2018).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 3 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 Ottobre 2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio e agosto 2018 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo  stesso termine, l’avvenuto pagamento  delle ritenute  Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società è sanzionata con punti 2 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione pubblicata sul C.U. n. 42/FTN del 28 Gennaio 2019

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 5853/415 pf18-19 GP/GC/blp dell’11.12.2018).

Impugnazione - Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  B.O. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della società AC Cuneo 1905 Srl), SOCIETÀ AC CUNEO 1905 SRL - (nota n. 5855/416 pf18-19 GP/GC/blp dell’11.12.2018).

Massima: Il legale rapp.te della società è sanzionato con mesi 5 di inibizione per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, e 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il termine del 16 Ottobre 2018, gli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2018 ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, ad eccezione di … e …. per le rate di incentivazione all’esodo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS,. e per la violazione ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per non aver versato, entro il 16 Ottobre 2018, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per la mensilità di agosto 2018 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei  contributi  Inps  sopra indicati; con l’applicazione della recidiva prevista dall’art. 21, comma 1, del vigente CGS. La società è sanzionata con punti 4 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nella corrente stagione sportiva 2018/2019 e l’ammenda di € 1.000,00

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 51CFA DEL  22/11/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 119/CFA DELL’11 MAGGIO 2018

Decisione Impugnata: Delibera  del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione Istanza:        RICORSO DELLA SOCIETA’ US GAVORRANO 1930 AVVERSO LE SANZIONI: PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA; AMMENDA DI € 3.000,00; INFLITTE ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART.  4, COMMI 1 E 2 C.G.S., E PER RESPONSABILITÀ PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE

FEDERALE NOTA 10173/1126 PF 17 18 /GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. B.E. (AMMINISTRATORE DELEGATO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART, 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  10173/1126  PF  17  18  /GC/GP/BLP  DEL  13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. V.R. (PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1 C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10173/1126 PF 17 18 /GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. B.P. (PRESIDENTE DEL CDA E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 4 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART, 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  10173/1126  PF  17  18  /GC/GP/BLP  DEL  13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. M.L.(VICE PRESIDENTE DEL CDA E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, E 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART, 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  10173/1126  PF  17  18  /GC/GP/BLP  DEL  13.4.2018

Massima: Confermate le saznioni inflitte dal TFN per le violazioni ai sensi degli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all'art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, aveva ad oggetto il seguente addebito “..per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato allo Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l'avvenuto pagamento delle ritenute irpef sopra indicate. In relazione ai poteri e funzioni della stesso, risultanti dagli atti acquisiti come  trasmessi  dalla  Lega  competente  e  ai periodi di svolgimento degli stessi”….Né sussistono dubbi quanto alla fondatezza degli addebiti elevati rispetto alla non veridica attestazione resa dal rappresentante legale e dal presidente del collegio sindacale in ordine all’integrale versamento di tutti gli emolumenti dovuti (incluse le ritenute irpef per il mese di febbraio, poi accertate come mancanti) per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. E’, infatti, di tutta evidenza che l’apposizione della firma in calce alla dichiarazione autocertificativa qui in rilievo implica una piena e consapevole assunzione di paternità quanto all’oggetto ed ai contenuti della dichiarazione resa. Né, infine, può predicarsi la buona fede dei dichiaranti i quali hanno autocertificato il pagamento delle somme qui in rilievo pur senza essersi direttamente sincerati dell’effettiva corresponsione di tutto quanto dovuto, accettando così il rischio di dichiarare circostanze non vere. Non può, infine, assumere rilievo scriminante il fatto che le medesime circostanze sopra passate in rassegna, ancorchè riferibili a fattispecie del tutto speculari, siano state diversamente valutate nel procedimento a carico delle società Piacenza Calcio 1919 srl e Santarcangelo Calcio S.r.l. (cfr. Comunicato Ufficiale n. 65/TFN del 2 maggio 2018,), prosciolte dagli stessi addebiti oggi in discussione e, peraltro, dal medesimo giudice. Sul punto è agevole far riferimento al noto principio, affermato in altri rami dell’ordinamento e qui però replicabile come canone logico per il governo di qualsivoglia forma di discrezionalità valutativa, a mente del quale il vizio cd. di disparità di trattamento - configurabile soltanto in caso di assoluta identità di situazioni di fatto e di conseguente assoluta irragionevole diversità del  trattamento riservato alle stesse - non può essere dedotto quando venga rivendicata l'applicazione in proprio favore di posizioni giuridiche riconosciute ad altri soggetti in modo illegittimo, in quanto, in applicazione del principio di legalità, la legittimità dell'operato della pubblica amministrazione non può comunque essere inficiata dall'eventuale illegittimità compiuta in altra situazione; un'eventuale disparità non può essere risolta estendendo il trattamento illegittimamente più favorevole ad altri riservato a chi, pur versando in situazione analoga, sia stato legittimamente destinatario di un trattamento meno favorevole (Consiglio di Stato, sez. IV, 11/10/2017, n. 4703).

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 51CFA DEL  22/11/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 119/CFA DELL’11 MAGGIO 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ MATERA CALCIO SRL AVVERSO LA  SANZIONE  DELLA  PENALIZZAZIONE  DI PUNTI 10 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 4, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF  SEGUITO  DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  - NOTE   NN.   10144/1127   PF   17   18/GP/GC/BLP   DEL   13.4.2018   E   10150/1128   PF   17   18/GP/GC/BLP   DEL 13.4.2018

Massima: Ridotta la penalizzazione in classifica da 10 punti a 6 punti..Infatti, mentre non sono contestabili le circostanze che il Matera Calcio non ha provveduto a corrispondere nei termini prescritti gli emolumenti a propri tesserati nei periodi  novembre/dicembre 2017 e gennaio/febbraio 2018 né a versare i relativi contributi INPS e le relative ritenute IRPEF per i periodi settembre/ottobre e novembre/dicembre 2017 nonché per il successivo periodo gennaio/febbraio  2018,  risulta  in  atti anche che si tratta di violazioni commesse nelle medesima stagione agonistica alle quali, pertanto, è possibile applicare il principio della continuazione, non essendo rilevanti la diversa tempistica dei deferimenti né la diversa tempistica delle decisioni. In ordine alla quantificazione delle sanzioni inflitte alla Società reclamante, si può ritenere cha la sanzione di dieci punti di penalizzazione comminata dal giudice di primo grado sia eccessiva rispetto ai fatti contestati, soprattutto se si guarda alla precedente decisione presa dallo stesso Organo di primo grado nei confronti della Società reclamante per i medesimi fatti (periodo novembre/dicembre 2017 mancato pagamento degli emolumenti a tesserati; mancato versamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS per i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2017). Appare, pertanto, equa una riduzione della sanzione inflitta dal giudice di primo grado con la decisione del 2.5.2018 alla luce di quanto già comminato alla Società reclamante con la precedente decisione del 18.4.2018 che aveva giudicato sui  medesimi inadempimenti sui quali è stata chiamato a pronunciarsi nuovamente il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare per avere la Società reclamante continuato a rendersi inadempiente ai pagamenti/versamenti dovuti per i suddetti periodi. Tenuto conto delle sanzioni complessivamente inflitte con le due decisioni di primo grado appare equo, in accoglimento parziale del ricorso del Matera Calcio, ridurre la sanzione della penalizzazione da punti dieci a punti sei, così modificando la decisione di primo grado del 2.5.2018.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 51CFA DEL  22/11/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 119/CFA DELL’11 MAGGIO 2018

Decisione Impugnata: Delibera  del  Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL PROCURATORE FEDERALE PROCURATORE FEDERALE AVVERSO IL PROSCIOGLIMENTO DEI SIG.RI B.A., S.G. E LA SOCIETÀ PRO PIACENZA 1919 S.R.L. SEGUITO PROPRIO  DEFERIMENTO  NOTA  10180/1131  PF  17  18/GC/GP/BLP  DEL  13.4.2018

Massima: Su ricorso della Procura Federale, riformate le sanzioni e per l’effetto inflitta alla società 2 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente Stagione Sportiva e ammenda di € 3.000,00, mesi 4 al presidente e mesi al responsabile contabile della società ai sensi degli artt. 1- bis, comma 1 e 10, comma 3, del C.G.S., in relazione all’art. 85, lett. c), paragrafo V delle N.O.I.F., per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.03.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri lavoratori dipendenti e collaboratori addetti per il mese di febbraio 2018…I termini di scadenza degli adempimenti soprarichiamati sono stabiliti dall’art. 85, lett. C) delle sono perentori e cogenti per i soggetti obbligati e la loro violazione comporta l’automatica applicazione delle sanzioni previste dall’art. 10 del C.G.S.. La perentorietà dei termini fissati dall’ordinamento sportivo – che è autonomo e prevalente su quello nazionale (cfr., sul punto da ultimo CFA, Sezioni Unite, Com. Uff. n. 120/2018) – non può ammettere ritardi o dilazioni nel pagamento degli emolumenti e nel versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps che vanificherebbero l’operatività della normativa federale e la finalità del rispetto di termini, che è quello della garanzia della correttezza e tempestività di quegli adempimenti a favore di tesserati, dipendenti e collaboratori delle società sportive. E’, pertanto, evidente e consequenziale alla perentorietà dei termini l’impossibilità di applicare una esimente di responsabilità ai soggetti obbligati solo per il fatto che gli adempimenti in questione siano stati affidati ad un soggetto terzo (consulente esterno), nei confronti della cui attività permane la responsabilità oggettiva della società sportiva delegante (culpa in vigilando). La valutazione dell’elemento soggettivo, cioè del comportamento della società sportiva (e dei soggetti che per essa operano) può essere valutato non ai fini di escludere, in tali casi, la responsabilità ma di graduarne la sanzione prevista dall’art. 10 del C.G.S. nelle varie fattispecie che si presentano.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 51CFA DEL  22/11/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 119/CFA DELL’11 MAGGIO 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. L.M. (SINDACO SOCIETÀ PIACENZA CALCIO 1919 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1, SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10167/1130 PF 17 18/GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. G.M. (PRESIDENTE DEL CDA E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. SOCIETÀ PIACENZA CALCIO 1919 SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 4 INFLITTA AL RECLAMANTE PER RISPONDERE DELLA VIOLAZIONE DI CUI AGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1, 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART, 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL  PROCURATORE  FEDERALE  NOTA  10167/1130  PF  17  18/GC/GP/BLP  DEL  13.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ PIACENZA CALCIO 1919 SRL AVVERSO LE SANZIONI: PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA; AMMENDA DI € 3.000,00; INFLITTE ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART.  4, COMMI 1 E 2 C.G.S., E PER RESPONSABILITÀ PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10167/1130 PF 17 18/GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato i deferiti per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, C.G.S. e 10, comma 3, C.G.S., in relazione all’art. 85, lett. c), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.3.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti  e  collaboratori  addetti  al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, C.G.S. e 8, comma 1, C.G.S., per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16.3.2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018;

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 046CFA DEL  22/11/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 077/CFA (STAGIONE SPORTIVA 2017/2018)

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 28/TFN del 27.11.2017

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL PROCURATORE FEDERALE AVVERSO L’INCONGRUITÀ DELLA SANZIONE INFLITTA AL SIG. F.M. E ALLA SOCIETÀ UNIONE SPORTIVA AREZZO SRL SEGUITO PROPRIO DEFERIMENTO –NOTA N. 2582/70 PF 17/18 GP/GC/BLP DEL 4.10.2017

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ US AREZZO SRL AVVERSO LE SANZIONI: PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1 C.G.S PER I COMPORTAMENTI POSTI IN ESSERE DAL SIG. F.M., AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE PRO-TEMPORE DELLA SOCIETÀ, NONCHÉ A TITOLO DI RESPONSABILITÀ PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE AL TITOLO I), PARAGRAFO I), LETTERE E E D), PUNTI 2, 4 E 6) DEL COM. UFF. N. 113/A DEL 3.2.2017;INIBIZIONE DI MESI 6 INFLITTA AL SIG. F.M., ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ AREZZO, PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE AL TITOLO I), PARAGRAFO I), LETTERE E D), PUNTI 2 4 6) DEL COM. UFF. N. 113/A DEL 3.2.2017; SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTA N. 2582/70 PF 17-18 GP/GC/BLP DEL

4.10.2017

Massima: Rideterminata la sanzione della penalizzazione in classifica a punti 1 per la società, e rideterminata l’inibizione di mesi 6 inflitta all’Amministratore Unico per le seguenti: - violazione di cui agli artt. 1-bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3  del C.G.S. in relazione al titolo I, paragrafo I, lett. D), punto 2) del C.U. 113/A del 3.2.2017 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2017/2018, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 26.6.2017, al pagamento degli emolumenti dovuti fino al mese di maggio 2017 compreso, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non avere documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. - violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al Titolo I, paragrafo I, lettera E, punto 4 del C.U. 113/A del 3.2.2107 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2017/2018, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2017, al pagamento dei contributi INPS riguardanti gli emolumenti dovuti fino al mese di maggio 2017 compreso, ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non avere documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati. - violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del C.G.S. e 10, comma 3, del C.G.S. in relazione al titolo I, paragrafo I, lettera E), punto 6) del C.U. n. 113/A del 3.2.2017 ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2017/2018, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto, entro il termine del 30.6.2017, al pagamento dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti fino al mese di maggio 2017 compreso alle altre figure previste dal sistema delle Licenze Nazionali, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento dei contributi Inps sopra indicati….Rileva infatti la Corte Federale d’Appello che dalla documentazione versata in atti risulta in effetti che l’U.S. Arezzo, pur essendosi reso inadempiente rispetto al pagamento degli stipendi dei calciatori per i mesi di aprile e maggio 2017, aveva invece pagato regolarmente le ritenute Irpef e, per ciò che riguarda i contributi Inps aveva invece proposto istanza di rateizzazione in data 27.06.2017, prima quindi della scadenza del termine di adempimento fissato dalle norme federali nel 30 giugno di ogni anno. Risulta altresì che solo dopo un significativo tempo di attesa e precisamente in data 11.07.2017, 14 giorni dopo la presentazione della relativa istanza, l’Inps aveva accolto la domanda consentendo quindi alla U.S. Arezzo di accedere alla relativa procedura. L’U.S. Arezzo ha poi in effetti provveduto a pagare la prima rata del piano di ammortamento in data 13.07.2017, vale a dire ben prima della scadenza del relativo termine concesso dall’Inps. Non può quindi condividersi l’assunto della Procura Federale, fatto proprio anche da un orientamento della giurisprudenza federale, secondo cui non si potrebbe tener conto dell’istanza di rateizzazione in favore dei deferiti, se non quando i pagamenti siano comunque completati entro il termine ordinario previsto dalla normativa federale. Va rilevato, infatti, a tal proposito che lo stesso Com. Uff. n. 113/A del 3.2.2017, regolante gli adempimenti richiesti alle Società per l’ammissione al campionato professionistico di Lega Pro 2017/18, fa espresso riferimento, proprio nei punti richiamati nel capo di imputazione (punti 4 e 6 della lett. E, del par. I, del Titolo I), all’ipotesi che la società, in relazione al pagamento dei contributi Inps, avanzi richiesta di rateizzazione, limitandosi in tal caso ad onerare la società del deposito (entro i termini previsti dallo stesso Comunicato Ufficiale) della documentazione attestante l’accordata rateizzazione e l’avvenuto pagamento delle rate scadute al 30.4.2017. Non solo dunque il meccanismo del pagamento mediante rateizzazione è espressamente contemplato dal Comunicato Ufficiale cui si fa riferimento nel capo di incolpazione, ma in tal caso l’unico adempimento richiesto alla società è quello di documentare, entro il 30.6.2017 l’avvenuto pagamento delle eventuali rate scadute al 30.4.2017. Correttamente pertanto il Tribunale di primo grado ha escluso la responsabilità della società per il mancato pagamento delle ritenute Inps, relative al periodo aprile-maggio 2017 e per il mancato deposito della documentazione attestante tale pagamento, atteso che l’Arezzo Calcio, entro il termine del 30.6.2017, ha effettivamente avanzato istanza di rateizzazione all’Inps – così come consentito dalle disposizioni federali – e, una volta ricevuto dall’Inps il piano di ammortamento del debito – ha immediatamente provveduto al pagamento della rima rata. Il fatto che l’adesione dell’Inps all’istanza di rateizzazione e il pagamento della prima rata siano intervenuti solo dopo il 30.6.2017 è unicamente dovuto ai tempi tecnici che sono stati necessari all’Inps per evadere la pratica e non può costituire motivo di addebito nei confronti dell’Arezzo Calcio che si è comunque attivato per il pagamento del debito entro i termini previsti dalla normativa federale. Ragionare diversamente significherebbe del resto far dipendere la responsabilità disciplinare della deferita da circostanze del tutto indipendenti dalla sua volontà quali sono quelle legate alla maggiore o minore tempestività con cui l’Inps, a seconda del caso concreto, abbia approvato la domanda. Riconosciuta pertanto la correttezza della decisione del Tribunale di primo grado che ha dichiarato il sig. M, F, e la U.S. Arezzo S.r.l. esenti da responsabilità in relazione alle contestazioni loro mosse circa il mancato pagamento delle ritenute Inps relative al periodo aprile- maggio 2017, risulta evidente la necessità di rimodulare il trattamento sanzionatorio per adattarlo alle particolarità del caso concreto. Condivisibile è infatti il rilievo degli appellanti, secondo il quale essendo rimasta una sola violazione disciplinare per la quale deve essere dichiarata la responsabilità dei deferiti, la sanzione applicabile, almeno con riferimento alla società U.S. Arezzo è quella della penalizzazione di un solo punto in classifica.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE: DECISIONE N. 021 CFA DEL  20/08/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 124/CFA (STAGIONE SPORTIVA 2017/2018)

Decisione Impugnata: Delibera  del  Tribunale Federale Nazionale  – Sezione  Disciplinare  - Com.  Uff.  n.  69/TFN  del 25.5.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ FC BARI 1908 SPA AVVERSO LE SANZIONI: - INIBIZIONE  PER  MESI  3  INFLITTA  AL  SIG.  G.C.A.,  ALL’EPOCA  DEI  FATTI PRESIDENTE  DEL  CDA  E  LEGALE  RAPPRESENTANTE  P.T.  DELLA  SOCIETÀ  RECLAMANTE,  PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART, 85, LETT.  B),  PARAGRAFO VII)  N.O.I.F.; - PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMI 1 E 2 C.G.S., E PER RESPONSABILITÀ PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. B), PARAGRAFO VII) N.O.I.F.; SEGUITO  DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  –  NOTA  N.  11176/1125  PF  17-18  GP/GC/BLP  DEL 4.5.2018

Massima: Confermata l’inizione di mesi 3 al presidente e legale rappresentante pro tempore della società FC Bari 1908 Spa, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, CGS e 10, comma 3, CGS, in relazione all’art. 85, lettera B), paragrafo VII), NOIF, per la violazione dei doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 marzo 2018, le ritenute Irpef ed i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018 e, comunque, per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati; nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, CGS e 8, comma 1, CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16 marzo 2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai  propri  tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Confermata anche la penalizzazione di punti 2 in classifica alla società

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 019 CFA DEL  20/08/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 105/CFA (STAGIONE SPORTIVA 2017/2018) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 114/CFA (STAGIONE SPORTIVA 2017/2018)

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 54/TFN del 27.3.2018

 Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ VICENZA CALCIO SPA AVVERSO LA SANZIONE DELLA PENALIZZAZIONE DI PUNTI 4 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 4, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTE  NN. 8038/704  PF  17-18  GC/GP/BLP  DEL  5.3.2018  E  8139/705  PF  17-18  GP/GC/BLP  DEL5.3.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. F.M. AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER MESI 4 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTE NN. 8038/704 PF 17-18 GC/GP/BLP DEL 5.3.2018 E 8139/705 PF 17-

18 GP/GC/BLP DEL 5.3.2018

Massima: Ridotta a mesi 3 l’inibizione al presidente per non aver adempiuto agli obblighi posti dal combinato disposto degli artt. 10 comma 3 CGS e 85 lett. C) paragrafi IV e V delle NOIF, ossia il tempestivo pagamento, ai tesserati, degli emolumenti previsti per le mensilità di settembre e ottobre 2017, entro la data del 16 dicembre 2017 e i correlati contributi previdenziali e imposte sul reddito. Ridotta a 3 punti la penaliziazione alal società a titolo di responsabilità, diretta e oggettiva…Per quanto riguarda il quantum della sanzione, ritiene questa Corte che, tenuto conto del particolare periodo di intensa attività finalizzata ad evitare la decozione della società, al sig. …, in parziale accoglimento del suo gravame, debba essere comminata l’inibizione per mesi tre. Nei riguardi  della società, invece, deve  ritenersi che vada, nel suo complesso, valutato il permanere della sua condotta inadempiente, ancorché insistente nello stesso , breve arco temporale. A fronte di quanto previsto dalle norme surrichiamate e, in  particolare,  di  quanto  indicato dall’art. 10, comma 3 C.G.S., allorchè prevede che la condotta omissiva è assoggettata alla “…sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno due punti  di  penalizzazione  in  classifica.  La sanzione dovrà applicarsi,  ai sensi dell’art. 16  del presente Codice,  tenuto conto della  natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva”, deve osservarsi come la giurisprudenza di questa Corte e del Collegio di garanzia dello Sport del CONI abbia ritenuto che, a fronte della permanenza dell’inadempimento esso debba, da un lato, essere sanzionato applicando la penalizzazione prevista per ogni trimestre in cui detto inadempimento persiste e sino al soddisfo   dell’obbligazione. Dall’altro, però, ritiene che la misura edittale, come di norma in tutti i procedimenti sanzionatori, non possa essere esente da modulazioni, in melius e in peius, avendo riguardo alle circostanze di tempo, luogo e personali che contraddistinguono la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale nazionale (C.U. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte n. 49/2015, ha inteso punire gli inadempimenti successivi al primo trimestre, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno due punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso cfr. C.F.A. Sezioni Unite n. 047/CFA (2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE II: DECISIONE N. 010 CFA DEL  07/08/2018 (MOTIVI) CON RIFERIMENTO AL COM. UFF. N. 110-115CFA DEL  03/05/2018 (DISPOSITIVO)

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 61/TFN del 18.4.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DEL SIG. T.A. (ALL’EPOCA DEI FATTI AMMINISTRATORE UNICO E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. DELLA SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE PER MESI 6 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTE NN. 9269/1002 PF 17-18 GP/GC/BLP DEL 27.3.2018 E 9270/1003 PF 17-18 GP/GC/BLP DEL 27.3.2018

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ MATERA CALCIO SRL AVVERSO LA SANZIONE DELLA PENALIZZAZIONE DI PUNTI 6 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA INFLITTA ALLA RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 4, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S., IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETTERA C), PARAGRAFI IV) E V) NOIF SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE - NOTE  NN. 9269/1002  PF  17-18  GP/GC/BLP  DEL  27.3.2018  E  9270/1003  PF  17-18  GP/GC/BLP  DEL 27.3.2018

Massima: Ridotta l’inibizione al presidente a mesi 4 e la penalizzazione alla società a punti 4 per non aver provveduto, entro il termine del 16.2.2018, al pagamento degli emolumenti dovuti a tesserati per le mensilità di novembre e dicembre 2017 (n. 4 tesserati per entrambe le mensilità, n.7 tesserati per la sola mensilità di dicembre 2017 e, per n. 12 tesserati,  non erano stati corrisposti i premi contrattuali per il mese di dicembre 2017) e non aver provveduto, entro lo stesso termine, al versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativamente agli emolumenti dovuti  ai tesserati per le mensilità di novembre e dicembre 2017 e, altresì, che permaneva, alla stessa data, il mancato versamento delle stesse ritenute e contribuzioni previdenziali per le mensilità di settembre e ottobre 2017, il tutto in violazione dell’art. 1 bis, comma 1 C.G.S. e 10, comma 3 CGS in relazione all’art. 85, lett. C), par. IV) delle NOIF…In effetti, pur in presenza di quanto previsto dalle norme surrichiamate e, in particolare, di quanto indicato dall’art. 10, comma 3 C.G.S., allorchè prevede, come detto, che la condotta omissiva è assoggettata alla “…sanzione di cui all’art.18, comma 1, lett. g) a partire da almeno due punti di penalizzazione in classifica. La sanzione dovrà applicarsi, ai sensi dell’art. 16 del presente Codice, tenuto conto della natura e della gravità dei fatti commessi, valutate le circostanze aggravanti e attenuanti e l’eventuale recidiva”, deve ammettersi e darsi continuità all’indirizzo giurisprudenziale di questa Corte e del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI, allorché si è affermato il convincimento che, posta la sanzione nella misura minima edittale per il primo inadempimento (sempreché non abbiano ingresso ragioni per disporre una sanzione più grave), a fronte della permanenza dello stesso inadempimento, non può escludersi che l’ulteriore e addizionale pena possa andare esente da puntuali modulazioni, in melius e in peius, avendo riguardo alle circostanze di tempo, luogo e personali che contraddistinguono la condotta. In questo senso, il Tribunale Federale Nazionale (Com. Uff. n. 12/TFN 2015/2016) richiamando la decisione di questa Corte n. 49/2015, ha inteso punire gli  inadempimenti  successivi  al  primo periodo, che permangono nel successivo periodo, con un punto di penalizzazione in classifica per ognuno di questi periodi, ferma restando la penalizzazione di almeno due punti per la prima inadempienza. Nello stesso senso cfr. C.F.A. Sezioni Unite n. 047/CFA (2015/2016, confermata dal Collegio di garanzia dello Sport del CONI, a Sezioni Unite, con decisione n. 9/2016. Affermato quanto precede e facendone applicazione alla presente fattispecie, si deve allora sanzionare la condotta, rispettivamente del sig. …. e della società, chiamata a responsabilità diretta e oggettiva, nel modo seguente: Sig. …. mesi quattro di inibizione (due mesi per l’inadempimento relativo al mancato pagamento degli emolumenti nel bimestre indicato e un punto per il  connesso inadempimento – per lo stesso periodo – relativo all’omessa contribuzione e versamento del carico fiscale – più un altro punto per il permanere dell’inadempimento del bimestre precedente (settembre ottobre 2017). Società Matera Calcio, sanzione di punti quattro di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corrente campionato, determinata sommando punti due per il primo adempimento, più un punto per il mancato versamento dei contributi stesso bimestre, più un altro punto per il permanere di quello relativo al bimestre precedente. Infatti, la permanenza del mancato adempimento è fonte di sanzione, autonoma e aggiuntiva, per  ogni  bimestre  di  ritardo  in  quanto  tale  è  la  volontà  del  legislatore  federale  che  impone  la sanzionabilità (cfr. art. 85 NOIF) per il mancato avvenuto pagamento del bimestre d’interesse e “per quelli precedenti ove non assolti prima”.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 70/TFN-SD del 11 Giugno 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: G.C.A. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. della Società FC Bari 1908 Spa), SOCIETÀ FC BARI 1908 SPA - (nota n. 11599/1217 pf17-18 GP/GC/blp dell’11.5.2018).

Massima: Il legale rapp.te della societàè sanzionato con l’inibizione di mesi 3 per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS in relazione all’art. 8, commi 1 e 2, del CGS e agli artt. 80 e 87, comma 1, lettera A) delle NOIF, per non aver consentito alla Società Deloitte & Touche Spa, incaricata dalla Co.Vi.So.C, di svolgere l’attività di verifica ispettiva richiesta per il giorno 20 aprile 2018 e per non aver prodotto alla Co.Vi.So.C. ed alla Società dalla stessa incaricata, nonostante richiesti, copia di estratti conto relativi a diversi conti correnti intestati alla società in relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con l’ammenda di Euro 20.000,00

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 69/TFN-SD del 25 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: G.C.A. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. della Società FC Bari 1908 Spa), P.G. (Socio partner della.. Spa, soggetto responsabile del controllo contabile della Società FC Bari 1908 Spa), SOCIETÀ FC BARI 1908 SPA - (nota n. 11176/1125 pf 17-18 GP/GC/blp del 4.5.2018).

Massima: Il legale rapp.te della societàè sanzionato con l’inibizione di mesi 3 per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera B), paragrafo VII) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi e per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Il soggetto responsabile del controllo contabile della Società viene prosciolto dall’accusa di violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018 poiché lo stesso ha diligentemente eseguito il proprio mandato professionale, segnalando tempestivamente alla Società ed alla Commissione di Vigilanza i ritardi e le anomalie riscontrate nel pagamento dei quattro modelli F24. La società è sanzionata con 2 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva. Ai sensi dell’art. 85, lett. B), par. VII) delle NOIF, infatti, le Società partecipanti al Campionato di Serie B, devono documentare alla F.I.G.C. – Co.Vi.So.C., secondo le modalità e le procedure stabilite dalla F.I.G.C., entro il giorno 16 marzo di ciascun anno l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef, dei contributi Inps e del Fondo Fine Carriera, dovuti per il quarto bimestre (1° gennaio – 28/29 febbraio) e per quelli precedenti, ove non assolti prima, in favore dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati. Orbene, la documentazione in atti consente di ritenere provate per tabulas le contestazioni mosse alla Società ed al legale rappresentante. Infatti, come emerge dagli atti del procedimento e come riconosciuto dagli stessi deferiti, nessun dubbio residua sul fatto che alla data del 16 marzo 2018 sul conto corrente dedicato della Società non vi fosse valuta sufficiente ad evadere i 4 modelli F24 oggetto di contestazione. Risulta, altresì, provato come il riversamento delle somme all’Agenzia delle Entrate sia avvenuto solo in data 6 aprile 2018, allorquando la Società ha provveduto a versare sul conto provvista sufficiente. A conferma di ciò vi è la stessa dichiarazione depositata dalla Procura Federale nel corso dell’udienza del 15 maggio 2018, rilasciata dall’Agenzia delle Entrate di …., in merito ai Modelli F24 alla base del presente procedimento.  Nessuna traccia in atti, né fino all’udienza odierna, di una asserita esecuzione del pagamento in data 16 marzo 2018 da parte della banca in virtù di un fido a tal fine riconosciuto alla Società. Non si può non rilevare come, fino ad oggi, la Società abbia sostenuto con forza l’esecuzione nei termini del pagamento, producendo a tal fine sia i modelli F24 quietanzati dalla banca incaricata sia un estratto conto vidimato dall’istituto con l’addebito delle somme in data 16 marzo. Solo oggi, con l’acquisizione agli atti della movimentazione del conto trasmessa dalla Procura della Repubblica di …., di fronte alla documentale incapienza del conto alla data del 16 marzo, è stata prospettata una apertura di credito da parte dell’istituto il quale avrebbe consentito alla Società di operare attraverso un c.d. scoperto in bianco. Di tale operazione, tuttavia, non vi è traccia in atti. Infine, nessun pregio si può attribuire alla prospettazione difensiva secondo cui il pagamento sarebbe stato eseguito il 16 marzo stante una mancata contestazione di ritardo da parte della Agenzia delle Entrate. Come noto, il termine ultimo al 16 marzo per i pagamenti Inps ed Irpef è di esclusiva fonte Federale, mentre la scadenza dei versamenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate è fissata al 16 aprile, di guisa che al 6 aprile il pagamento per quest’ultima è da considerarsi nei termini. Pertanto, di fronte ad un dato normativo quanto mai tassativo ed inequivocabile nell’imporre alle Società, non solo di effettuare il pagamento entro i termini sanciti, bensì di documentare tale pagamento alla F.I.G.C. – Co.Vi.So.C., secondo le modalità e le procedure stabilite, si deve affermare la responsabilità disciplinare della Società Football Club Bari 1908 Spa e del rappresentante legale per non aver versato e documentato nei termini fissati le ritenute Irpef e i contributi Inps quarto bimestre.

 

Decisione C.F.A. - Sezioni Unite: C. U. n. 120/CFA 16 Maggio 2018 (motivazioni) -

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ AC MESTRE SRL AVVERSO LE SANZIONI:  DELLA PENALIZZAZIONE DI PUNTI 2 IN CLASSIFICA DA SCONTARSI NELLA CORRENTE STAGIONE SPORTIVA;  DELL’AMMENDA DI € 3.000,00;  INFLITTE ALLA RECLAMANTE PER RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMI 1 E 2 C.G.S., E PER RESPONSABILITÀ PROPRIA AI SENSI DELL’ART. 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10142/1129 PF 17 18 /GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL SIG. D.A (PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE SOCIETÀ AC MESTRE SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1 E 8, COMMA 1 C.G.S SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10142/1129 PF 17 18 /GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL SIG. S.S. (PRESIDENTE DEL CDA E LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. SOCIETÀ AC MESTRE SRL) AVVERSO LA SANZIONE DELL’INIBIZIONE DI MESI 3 INFLITTA AL RECLAMANTE PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 1 BIS, COMMA 1, 8, COMMA 1 E 10, COMMA 3 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 85, LETT. C), PARAGRAFO V) N.O.I.F. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 10142/1129 PF 17 18 /GC/GP/BLP DEL 13.4.2018

Massima: La Corte conferma le saznioni inflitte dal TFN che ha ritenuto il Presidente del Consiglio di Amministrazione  responsabile violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018; Il Presidente del Collegio responsabile, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per non aver versato, entro il termine del 16/03/2018 le ritenute Irpef relative agli emolumenti, dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. Deve, al riguardo, rilevarsi che i fatti in addebito – id est il ritardato pagamento delle ritenute Irpef della mensilità di febbraio 2018 -non sono, nella loro materialità, in contestazione, venendo qui piuttosto in rilievo questioni giuridiche che involgono, in sintesi, la validità dell’atto di deferimento, la cogenza dell’obbligo endofederale di cui dell’art. 85, lett. C), paragrafo V) delle NOIF, in relazione all’art. 10, comma 3, del CGS, rispetto alla tempistica dell’adempimento dei debiti fiscali mutuabile dall’ordinamento statale, il corretto governo dei principi di valutazione del materiale processuale da parte del giudice di prime cure. Orbene, procedendo nell’ordine suddetto, il Collegio ritiene che non abbiano pregio le eccezioni difensive incentrate sulla pretesa nullità degli addebiti mossi, a dire dei ricorrenti, non apprezzata dal giudice di prime cure, che pure aveva dato conto nel corpo della propria decisione sia dei fatti formalmente addebitati (tardivo versamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di gennaio e febbraio) che di quelli accertati (ritardato pagamento delle ritenute Irpef della mensilità di febbraio 2018). Di contro, a giudizio del Collegio, tanto l’atto di deferimento che la decisione di prime cure si rivelano coerenti con la normativa di settore nella specie rinvenibile nel disposto di cui all'art. 85, lett. C), par V) delle NOIF nella versione risultante dalle modifiche introdotte con il Com. Uff n. 52/A del 4.9.2017, a mente del quale le società sono tenute a provvedere al versamento delle ritenute Irpef relative al quarto bimestre (1 gennaio — 28/29 febbraio) entro e non oltre il 16 "del mese successivo alla chiusura del quarto bimestre".  A questo proposito, deve rilevarsi che la fattispecie incriminatrice risulta definita in coerenza con la corrispondente previsione regolatoria cumulativamente costruita con riferimento a tutte le pendenze (ritenute Irpef, dei contributi INPS e del Fondo fine carriera) dovute per l’intero bimestre. E’ questa, dunque, l’unica ragione per cui nella tecnica di formulazione privilegiata dall’organo requirente gli addebiti mossi risultano calibrati con riferimento al bimestre in rilievo (quarto bimestre) menzionando entrambe le mensilità che lo compongono (nella specie gennaio/febbraio).  D’altro canto, tale metodica non ha in alcun modo compromesso, a danno dei deferiti, la concreta individuazione delle contestazioni loro mosse né ha interferito con il puntuale esercizio delle loro prerogative difensive che sono state compiutamente svolte sia in prime che in seconde cure. Resta, poi, fermo, nel solco di un indirizzo già tracciato da questa Corte, che la violazione del precetto si consuma con il mancato assolvimento nei termini prescritti anche solo di uno – nella specie ritardato pagamento delle ritenute Irpef della mensilità di febbraio 2018 - degli adempimenti richiesti, non ammettendo la norma pagamenti frazionati e/o parziali che restano, pertanto, inidonei a garantire la piena e completa liberazione della società dall’obbligo normativamente imposto (cfr. ex multis la decisione di questa Corte di cui al C.U. 56/CFA recante il testo della decisione relativa al C.U. n. 48/CFA – riunione del 24.4.2015). Quando alla concreta predicabilità dell’obbligo qui in rilievo deve soggiungersi che l’ordinamento federale, espressione della cd. libertà associativa, ben può dotarsi di regole proprie, funzionali al perseguimento degli scopi statutari, anche di portata più restrittiva di quelle rinvenienti dall’ordinamento statale. Tale principio è stato più volte affermato da questa Corte (cfr. ex multis, la decisione di questa Corte di cui al C.U. n. 47/CFA recante il testo della decisione di cui al C.U. n. 35/CFA – riunione del 30 settembre 2015; CFA, S.U. n. 3/CFA 2015/2016 e (Com. Uff. n. 048/CFA riunione del 24.4.2015 – Barletta) che ha al riguardo evidenziato quanto segue: “…L’impostazione del problema in termini di prevalenza di una disciplina (quella statale) sull’altra (quella federale) non può essere condivisa. Ciascuna società professionistica, all’atto dell’affiliazione, accetta la normativa federale, alla quale, dunque, deve sottostare a prescindere da eventuali diverse formulazioni (e previsioni “tempistiche”) della disciplina fiscale e contributiva dettata dall’ordinamento dello Stato…. “. Non hanno, poi, pregio le ulteriori ragioni di doglianza che impingono nella pretesa estraneità della società ricorrente rispetto alle condotte qui in addebito, siccome riferibili alla società …… S.r.l., consulente della società ….. Com’è noto, il fatto del terzo può esonerare il debitore qualora questi provi di non aver dato causa all’interferenza dilatoria del terzo ovvero che abbia agito per superare l’ostacolo sopravvenuto che ha impedito il tempestivo adempimento (cfr. Cass. N. 3724/1991 e n. 11717/2002; cfr. anche Cassazione civile, sez. trib., 17/03/2017,  n. 6930).  Nel caso di specie, la società ricorrente ha liberamente scelto di rimettere alla detta società di consulenza la cura degli adempimenti qui in rilievo senza che tale opzione valesse di per sé, e con la pretesa automaticità, a sollevarla dalle conseguenze previste nel caso di inadempimento, dovendo viceversa ritenersi predicabili, a suo carico, stringenti e costanti obblighi di vigilanza sul corretto esercizio del mandato conferito, sincerandosi, a monte, della chiara comprensione, da parte della società incaricata, della specialità delle condotte esigibili alla stregua della disciplina di settore rispetto alle corrispondenti previsioni della normativa generale ed assicurandosi che, alle scadenze, previste il suddetto consulente provvedesse nei termini richiesti agli adempimenti in questione.  Di ciò non vi è una prova adeguata, non essendosi addotti impedimenti obiettivi riconducibili al caso fortuito o alla forza maggiore ma solo, genericamente, un equivoco nell’interpretazione della disciplina da applicare, evidentemente non compresa appieno dal consulente, con un ritardo di ben 11 giorni che, del pari, esclude, in radice, situazioni di difficoltà contingenti ed improvvise.  Né sussistono dubbi quanto alla fondatezza degli addebiti elevati rispetto alla non veridica attestazione resa dal rappresentante legale e dal presidente del collegio sindacale in ordine all’integrale versamento di tutti gli emolumenti dovuti (incluse le ritenute irpef per il mese di febbraio, poi accertate come mancanti) per le mensilità di gennaio e febbraio 2018: ed, invero, inconferente si rileva l’argomentazione che riposa sulla natura preconfezionata del modulo in argomento, già predisposto dalla FIGC. E’, infatti, di tutta evidenza che l’apposizione della firma in calce alla dichiarazione autocertificativa qui in rilievo implica una piena e consapevole assunzione di paternità quanto all’oggetto ed ai contenuti della dichiarazione resa che non possono essere, poi, successivamente disconosciuti accampando un significato diverso da quello fatto palese dalle lettura della dichiarazione medesima.   La specificazione annotata a penna – come correttamente evidenziato dal giudice di prime cure – si limita ad evidenziare, poi, esclusivamente l'assenza di copia della quietanza relativa al mese di gennaio con l'impegno del sodalizio sportivo di inviarlo non appena disponibile ed è di tutta evidenza come a tale annotazione non possa essere attribuita altra interpretazione. Anzi, a ben vedere, proprio l’apposizione della suddetta postilla rende chiaro come i sigg. Serena e Duodo fossero ben consapevole della necessità di interpolare il modello predisposto dalla FIGC ove non fedelmente rappresentativo della propria peculiare situazione, di talchè ben avrebbe potuto modificare il contenuto della dichiarazione suddetta scorporando dall’attestazione di avvenuto pagamento le voci economiche non ancora effettivamente corrisposte. Né, infine, può predicarsi la buona fede dei dichiaranti i quali hanno autocertificato il pagamento delle somme qui in rilievo pur senza essersi direttamente sincerati dell’effettiva corresponsione di tutto quanto dovuto, accettando così il rischio di dichiarare circostanze non vere. Non può, infine, assumere rilievo scriminante il fatto che le medesime circostanze sopra passate in rassegna, ancorchè riferibili a fattispecie del tutto speculari, siano state diversamente valutate nel procedimento a carico della società Santarcangelo Calcio S.r.l. (cfr. Comunicato Ufficiale n. 65/TFN del 2 maggio 2018,), prosciolta dagli stessi addebiti oggi in discussione e, peraltro, dal medesimo giudice. Sul punto è agevole far riferimento al noto principio, affermato in altri rami dell’ordinamento e qui però replicabile come canone logico per il governo di qualsivoglia forma di discrezionalità valutativa, a mente del quale il vizio cd. di disparità di trattamento - configurabile soltanto in caso di assoluta identità di situazioni di fatto e di conseguente assoluta irragionevole diversità del trattamento riservato alle stesse - non può essere dedotto quando venga rivendicata l'applicazione in proprio favore di posizioni giuridiche riconosciute ad altri soggetti in modo illegittimo, in quanto, in applicazione del principio di legalità, la legittimità dell'operato della pubblica amministrazione non può comunque essere inficiata dall'eventuale illegittimità compiuta in altra situazione; un'eventuale disparità non può essere risolta estendendo il trattamento illegittimamente più favorevole ad altri riservato a chi, pur versando in situazione analoga, sia stato legittimamente destinatario di un trattamento meno favorevole (Consiglio di Stato, sez. IV, 11/10/2017,  n. 4703). La Corte è qui chiamata a pronunciarsi sul gravame proposto dagli odierni ricorrenti e non può, di certo, sentirsi vincolata nel suo libero convincimento derogandovi mediante l’assunzione di una decisione di diverso contenuto al solo fine di porre rimedio alle eventuali disparità di valutazione commesse dall’organo di prime cure nella definizione di altro, distinto procedimento, qui non in rilievo.

 

Decisione C.F.A.: C. U. n. 121/CFA 16 Maggio 2018 (motivazioni) -

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 65/TFN del 2.5.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL PROCURATORE AVVERSO IL PROSCIOGLIMENTO DEI SIG.RI M.I., B.V., M.M. E LA SOCIETÀ SANTARCANGELO CALCIO S.R.L. SEGUITO PROPRIO DEFERIMENTO NOTA 10219/1131 PF 17 18/GC/GP/BLP DEL 16.4.2018

Massima: La Corte in accoglimento del ricorso del procuratore federale riforma la decisione del TFN che aveva propsciolto i deferiti e per l’effetto li sanziona per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 10, comma 3, CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.3.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate e per la violazione di cui  agli artt. 1 bis, comma 1 e 8, comma 1, CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16.3.2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. La società viene sanzionata con 2 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva e l’ammenda di € 3.500,00. In primo luogo occorre ancora una volta ribadire, nel solco della consolidata giurisprudenza di questa Corte, che l’Ordinamento federale si fonda su propri principi e regole, espressione della c.d. libertà associativa, con la conseguenza che esso ben può dotarsi di norme difformi e anche più restrittive di quelle dell’ordinamento statale, funzionali al perseguimento degli scopi statutari (ex multis, CFA 30.09.2015, in Com. Uff. 47/2015). E’ illuminante per il caso che occupa il principio di diritto sancito dalle SS.UU. di questa Corte, secondo cui (testualmente) “…L’impostazione del problema in termini di prevalenza di una disciplina (quella statale) sull’altra (quella federale) non può essere condivisa. Ciascuna società professionistica, all’atto dell’affiliazione, accetta la normativa federale, alla quale, dunque, deve sottostare a prescindere da eventuali diverse formulazioni (e previsioni “tempistiche”) della disciplina fiscale e contributiva dettata dall’ordinamento dello Stato…” (CFA 24.4.2015, in Com. Uff. 048/2015). Perché pienamente condiviso, ritiene questa Corte di fare applicazione di questo principio alla vicenda in scrutinio, ribadendo la piena legittimità del disposto di cui all’art. 85, lett. C), parag. V delle NOIF, come modificato dal Com. Uff. n. 52/A del 4.09.2017, secondo cui le società sono obbligate a curare il versamento delle ritenute Irpef del quarto trimestre (gennaio-febbraio) entro e non oltre il giorno 16 del successivo mese di marzo. La Procura Federale imputa alla decisione opposta un errore di diritto, lì dove assume che l’aver affidato i violati adempimenti ad un consulente qualificato e l’aver fornito al predetto corrette direttive costituiscono elementi idonei a mandare esenti da responsabilità gli odierni resistenti. Il motivo è fondato. Al riguardo occorre considerare che per conseguire l’esonero da responsabilità, sia nel campo civile che penale, l’autore del fatto deve fornire la prova che la contestata violazione è stata commessa per caso fortuito o per forza maggiore. Giurisprudenza e dottrina sono concordi nel definire il “fortuito” come quel quid imponderabile, improvviso ed imprevedibile che, inserendosi nell’azione dell’agente, soverchia e annulla ogni possibilità di resistenza o di contrasto, sì da rendere fatale il compiersi dell’evento cui l’agente viene a dare un contributo meramente fisico: trattasi di un’accidentalità operante come causa non conoscibile e non eliminabile con l’uso della comune prudenza e diligenza. La forza maggiore, sempre secondo la consolidata giurisprudenza, è costituita da una vis maior cui resisti non potest e, quindi, da un evento originato dalla natura o dal fatto dell’uomo che non può essere preveduto o che, anche se preveduto, non può essere impedito, precludendo così di esplicare quella ordinaria diligenza che sarebbe sufficiente per adeguarsi al precetto violato. c) Consegue che le violazioni ascritte agli odierni resistenti, ancorché collegate anche indirettamente al fatto omissivo del professionista incaricato dalla società, non possono in alcun modo essere considerate come l’effetto di una delle categorie giuridiche di cui si è dato conto, non potendo l’omesso versamento nei termini costituire né un’accidentalità non conoscibile e non eliminabile e né un evento che non poteva essere impedito. Conforta l’assunto, nella fattispecie in scrutinio, gli arresti della Suprema Corte citati dalla Procura Federale nel suo libello, secondo cui incombe sul contribuente l’onere di vigilare che il commercialista incaricato di trasmettere in via telematica la sua dichiarazione dei redditi, dia corso al mandato con puntualità (Cass. Ordinanza n.11832 del 9.06.2017; cfr anche Cass. n.6930/2017; Cass. n. 3724/1991; Cass. .n.11717/2002): diversamente opinando, infatti, verrebbero messi in discussione tutti i principi (risalenti al diritto romano) posti a presidio del tema della responsabilità, quali, ad esempio, quelli contemplati dall’art. 2049 c.c. (padroni e committenti). d) Inquadrata così la vicenda, è di tutta evidenza come tutte le violazioni ascritte agli odierni resistenti siano pienamente fondate, (in senso conforme cfr CFA del 16.5.2018 in Com. Uff. n. 120/CFA ) nei termini indicati in premessa, non potendo la “buona fede” riconosciuta loro dal giudice a quo costituire un’esimente per gli addebiti contestati anche alla Società. Atteso, poi, che l’art. 16, comma 1, del CGS prescrive che “Gli Organi della giustizia sportiva stabiliscono la specie e la misura delle sanzioni, tenendo conto della natura e della gravità dei fatti commessi e valutate le circostanze aggravanti e attenuanti, nonché l’eventuale recidiva”, appaiono congrue le sanzioni richieste dalla Procura Federale.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: M.I. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società Santarcangelo Calcio Srl), B.V. (Amministratore delegato e legale rappresentante p.t. Società Santarcangelo Calcio Srl), M.M. (Presidente del Collegio Sindacale Società Santarcangelo Calcio Srl), SOCIETÀ SANTARCANGELO CALCIO SRL - (nota n. 10219/1132 pf17-18 GC/GP/blp del 16.4.2018).

Massima: I deferiti vengono prosciolti dall’accusa di violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 10, comma 3, CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.3.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate e di violazione di cui  agli artt. 1 bis, comma 1 e 8, comma 1, CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16.3.2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Risulta pacificamente in atti che alla scadenza prevista dalla normativa Federale, e cioè al 16.3.2018, la Società deferita non aveva adempiuto al versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo esclusivamente per le mensilità di febbraio 2018 (e non anche di gennaio 2018, come indicato nel deferimento), così come risulta - per converso - che l’Amministratore delegato e il Presidente del Collegio Sindacale avevano inviato ai competenti Organi federali una dichiarazione attestante la regolarità contributiva anche per le mensilità in contestazione; risulta inoltre che il versamento delle ritenute relative al mese di febbraio 2018 è stato effettuato il successivo 27.3.2018. Nulla quaestio dunque sul mancato rispetto della scadenza imposta dall’ordinamento domestico per il versamento e/o comunque la documentazione del regolare versamento delle ritenute Irpef oggetto di contestazione, seppure limitato alla mensilità sopra indicata. Ritiene tuttavia il Tribunale che gli elementi acquisiti non siano sufficienti, nel caso di specie, ad affermare la responsabilità dei deferiti. Al riguardo, non colgono del tutto nel segno le considerazioni della difesa che invoca una prevalenza della normativa statuale, ritenuta inderogabile, sulle disposizioni federali ovvero la sussistenza di un presunto errore scusabile, determinato - si sostiene - dalla diversità di previsioni (e termini) nell’ambito dell’ordinamento domestico rispetto alla legislazione ordinaria.  Sul punto, il Tribunale non può che ribadire l’autonomia dell’ordinamento sportivo rispetto a quello statuale con la conseguenza che, ove non contra legem, è la prima disposizione a prevalere. Del resto, pur di fronte alla maggiore estensione del termine concesso per il versamento delle ritenute in materia fiscale, nulla vietava alla Società, perfettamente a conoscenza del più ristretto termine Federale tanto da aver dato disposizioni in merito, di provvedere in anticipo, osservando la scadenza oggi in contestazione. Epperò, proprio la diversità dei termini, Federale e statale, pare essere stata la causa esclusiva nel caso in esame della mancata osservanza di quello scaduto il 16.3.2018. E ciò non per volontà o per fatto addebitabile alla Società o ai deferiti, che si erano affidati ad uno studio di consulenza esterno, indicando le precise scadenze rilevanti per l’ordinamento domestico. Dall’esame degli atti, ed in particolare della dichiarazione rilasciata - nell’immediatezza dei fatti e prima delle verifiche espletate dai competenti Organi federali (cfr. dichiarazione Studio … del 27.3.2018) - dai professionisti incaricati dal  Santarcangelo Calcio emerge come questi ultimi, pur informati dalla Società deferita della scadenza del 16.3.2018, si siano discostati dalle direttive ricevute ritenendo erroneamente di poter ottemperare nel più ampio termine fiscale e dando così luogo alla inosservanza contestata. Ritiene il Tribunale che detta negligenza non possa ricadere sugli odierni deferiti che hanno dimostrato di aver dato corrette direttive finalizzate all’osservanza delle scadenze federali e che hanno comunque posto immediato rimedio all’inosservanza mediante il pagamento del dovuto pochi giorni dopo la scoperta dell’errore. Quanto sopra rileva anche con riguardo alla seconda contestazione elevata nel deferimento, relativa alla sottoscrizione della dichiarazione attestante la regolarità contributiva ad opera dei Signori …….., peraltro perfettamente veritiera con riferimento alle mensilità di gennaio 2018. Avendo infatti la Società affidato ad un consulente competente in materia la gestione delle attività connesse ai versamenti degli emolumenti e degli accessori ai dipendenti e collaboratori ed avendo altresì specificato allo stesso consulente le scadenze da osservare per i pagamenti, comprensive di quella del 16.3.2018, è evidente come la dichiarazione inviata agli Organi federali non possa dirsi inveritiera sotto il profilo soggettivo, prevalendo il principio dell’affidamento nella corretta osservanza, da parte del terzo professionista, delle direttive specificamente impartite. Il successivo immediato versamento di quanto dovuto, una volta scoperto l’errore del consulente, depone - ancora una volta - per la buona fede dei deferiti.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: B.A. (Amministratore delegato e legale rappresentante p.t. Società AS Pro Piacenza 1919 Srl), S.G. (Responsabile controllo contabile Società AS Pro Piacenza 1919 Srl), SOCIETÀ AS PRO PIACENZA 1919 SRL - (nota n. 10180/1131 pf17-18 GC/GP/blp del 13.4.2018).

Massima: I deferiti vengono prosciolti dall’accusa di violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 10, comma 3, CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), NOIF, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.3.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate e di violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 8, comma 1, CGS, per aver violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 13.3.2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Risulta pacificamente in atti che alla scadenza prevista dalla normativa Federale, e cioè al 16.3.2018, la Società deferita non aveva adempiuto al versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo esclusivamente per le mensilità di febbraio 2018 (e non anche di gennaio 2018 come indicato nel deferimento), così come risulta - per converso - che l’Amministratore unico e il responsabile del controllo contabile della Società avevano invece inviato ai competenti Organi federali una dichiarazione attestante la regolarità contributiva anche per la mensilità in contestazione; risulta inoltre che il versamento delle ritenute relative al mese di febbraio 2018 è stato effettuato il successivo 23.3.2018. Nulla quaestio dunque sul mancato rispetto della scadenza imposta dall’ordinamento domestico per il versamento e/o comunque la documentazione del regolare versamento delle ritenute Irpef, seppure limitato alla mensilità sopra indicata. Ritiene tuttavia il Tribunale che gli elementi acquisiti non siano sufficienti, nel caso di specie, ad affermare la responsabilità dei deferiti. Sul punto, colgono nel segno le osservazioni difensive limitatamente alla parte in cui invocano l’assenza di colpa della Società che non ha osservato la scadenza Federale a causa al fatto del terzo, segnatamente del consulente esterno incaricato dell’elaborazione dei conteggi per i versamenti relativi agli emolumenti dei dipendenti e collaboratori. Come risulta dalla dichiarazione in atti, rilasciata nell’immediatezza dei fatti e prima delle verifiche espletate dai competenti Organi federali, il consulente - precisamente informato delle scadenze federali - non è stato in grado, anche per carenze del software impiegato, di calcolare correttamente gli importi da versare e consentire, conseguentemente, alla Società l’adempimento nel termine più ristretto previsto dalla normativa Federale rispetto a quella statuale. (Cfr. dichiarazione Studio ….. del 23.3.2018). Ritiene il Tribunale che detta negligenza non possa ricadere sugli odierni deferiti che hanno dimostrato di aver dato corrette direttive finalizzate all’osservanza delle scadenze federali e che hanno comunque posto immediato rimedio all’inosservanza mediante il pagamento del dovuto pochi giorni dopo la scoperta dell’errore. Quanto sopra rileva anche con riguardo alla seconda contestazione elevata nel deferimento, relativa alla sottoscrizione della dichiarazione attestante la regolarità contributiva, peraltro perfettamente veritiera con riferimento alle mensilità di gennaio 2018. Avendo infatti la Società affidato ad un consulente competente in materia la gestione delle attività connesse ai versamenti degli emolumenti e degli accessori ai dipendenti e collaboratori ed avendo altresì specificato allo stesso consulente le scadenze da osservare per i pagamenti, comprensive di quella del 16.3.2018, è evidente come la dichiarazione inviata agli Organi federali non possa dirsi inveritiera sotto il profilo soggettivo, prevalendo il principio dell’affidamento nella corretta osservanza, da parte del terzo professionista, delle direttive specificamente impartite. Il successivo immediato versamento di quanto dovuto, una volta scoperto l’errore del consulente, depone - ancora una volta - per la buona fede dei deferiti.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: B.E. (Amministratore delegato e legale rappresentante p.t. Società US Gavorrano 1930 Srl), B.P. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società US Gavorrano 1930 Srl), M.L. (Vice Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società US Gavorrano 1930 Srl), V.R. (Presidente del Collegio Sindacale della Società US Gavorrano 1930 Srl), SOCIETÀ US GAVORRANO 1930 Srl - (nota n. 10173/1126 pf17-18 GC/GP/blp del 13.4.2018).

Massima: L’Amministratore Delegato, ilPresidente e Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società rispondono della  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 10, comma 3, CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V), NOIF, per aver violato i doveri di lealtà  probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16.3.2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione e Presidente del Collegio sindacale della Società rispondono della violazione di cui  agli artt. 1 bis, comma 1 e 8, comma 1, CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16.3.2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 da scontarsi nella corrente stagione sportiva, e l’ammenda di € 3.000,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: A.S. Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società SS Akragas Città Dei Templi Srl), SOCIETÀ SS AKRAGAS CITTÀ DEI TEMPLI SRL - (nota n. 10139/1121 pf 17-18 GP/GC/blp del 13.4.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 5 e giorni 15 a titolo di recidiva, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2017, nonché di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 da scontarsi nella corrente stagione sportiva, e l’ammenda di € 500,00 a titolo di recidiva

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: A.S. Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società SS Akragas Città Dei Templi Srl), F.F. (Procuratore Speciale e legale rappresentante p.t. Società SS Akragas Città Dei Templi Srl), SOCIETÀ SS AKRAGAS CITTÀ DEI TEMPLI SRL - (nota n. 10168/1122 pf 17-18 GP/GC/blp del 13.4.2018).

Massima: I deferiti vengono prosciolti dall’accusa di violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/03/2018, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; con l’applicazione della recidiva e da quella di violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Si rileva che le deduzioni formulate nella memoria depositata dai deferiti risultano meritevoli di accoglimento. In particolare, risulta che in effetti la Società … ha disposto per via bancaria telematica entro il termine del 16 Marzo 2018 il pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018.  I deferiti hanno correttamente documentato l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati, nel rispetto dell'adempimento previsto dall’art. 85 delle NOIF, lettera C), paragrafo IV). La Società …., a sostegno e riprova del proprio corretto adempimento, in data 16/03/2018 ha depositato presso la Co.Vi.So.C. una dichiarazione che risulta essere veritiera, in quanto attestante l’avvenuto pagamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Grazie alle ricevute dei bonifici bancari della Banca …. si evince chiaramente che il 16 Marzo 2018 è stato correttamente eseguito il bonifico di tutti i pagamenti dovuti dalla ….. L’eventuale colpa contestata ai deferiti dalla Procura Federale, del ritardato accredito da parte della Banca delle somme corrisposte mediante il circuito bancario in favore dei loro legittimi destinatari (avvenuto il lunedì 19 Marzo 2018), non può ricadere sui deferiti; questi ultimi si sono legittimamente affidati ad un terzo qualificato - la Banca ….. - eseguendo il pagamento entro i termini previsti dalla normativa vigente ovvero il 16 Marzo 2018.  Per tutte le ragioni sopra esposte, non si ravvisa a carico dei deferiti alcun genere di responsabilità, e di conseguenza alcun comportamento antiregolamentare.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.A. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 10144/1127 pf 17-18 GP/GC/blp del 13.4.2018).

 Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.A. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL - (nota n. 10150/1128 pf 17-18 GP/GC/blp del 13.4.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 7, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2017, gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/03/2018, gli emolumenti dovuti a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017 e gennaio e febbraio 208, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso come risultanti dagli atti acquisiti e trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 10 da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: C.G. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della Società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ SIRACUSA CALCIO SRL - (nota n. 9446/1006 pf 17-18 GP/GC/blp del 30.3.2018).

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: C.G. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della Società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ SIRACUSA CALCIO SRL - (nota n. 10131/1135 pf17-18 GC/GP/blp del 13.4.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 5 e giorni 15 a titolo di recidiva, per laviolazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 febbraio 2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi nonché per la  violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 marzo 2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017, nonché di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 da scontarsi nella corrente stagione sportiva oltre all’ammenda di € 500,00 a titolo di recidiva. Appare fondata, altresì, la contestazione mossa dalla Procura Federale in ordine alla recidiva, attesa la condanna del sodalizio sportivo e del rappresentante legale durante la stagione sportiva in corso per fatti della stessa natura (nell’ambito dei procedimenti n. 707pf17-18 e n. 708pf17- 18; C.U. n. 54/TFN del 27/03/2018), ed è, quindi, applicabile il disposto di cui all’art. 21 comma 1 CGS.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: G.M. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società Piacenza Calcio 1919 Srl), L.M. Sindaco Società Piacenza Calcio 1919 Srl, SOCIETÀ PIACENZA CALCIO 1919 SRL - (nota n. 10167/1130 pf17-18 GC/GP/blp del 13.4.2018).

Massima:Il Presidente del Consiglio di Amministrazione  è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; - Gatti Marco. Il Presidente del Collegio sindacale è sanzionato con l’inibizione di mesi 3, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. La società è sanzionata con 2 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva e l’ammenda di € 3.000,00. Il Com. Uff. n. 52/A del 4.9.2017 ha modificato l’art. 85, Lett. C), par. V) delle NOIF, imponendo alle Società di provvedere al versamento delle ritenute Irpef relative al quarto bimestre (1 gennaio – 28/29 febbraio) entro e non oltre il 16 “del mese successivo alla chiusura del quarto bimestre”. La normativa Federale deve essere conosciuta da tutti i tesserati e dalle Società affiliate né può essere condiviso l’assunto difensivo della prevalenza della normativa ordinaria (nello specifico tributaria) su quella Federale. La CFA ha più volte ribadito tale principio cardine dell’ordinamento sportivo, secondo cui, “Ciascuna Società professionistica, all’atto dell’affiliazione, accetta la normativa Federale, alla quale, dunque, deve sottostare a prescindere da eventuali diverse formulazioni (e previsioni “tempistiche”) della disciplina fiscale e contributiva dettata dall’ordinamento dello Stato…(..)…” cfr. Com. Uff.  n. 47/CFA s.s. 2015-16.  Del pari non può essere condivisa la tesi difensiva secondo cui il contrasto di norme, nonché la recente modifica normativa, avrebbe indotto il sodalizio sportivo in errore, e che il comportamento contestato potrebbe essere esente da pena in applicazione del c.d. “errore scusabile”. Come già evidenziato da precedenti pronunce Il riconoscimento dell'errore scusabile e la conseguente rimessione in termini presuppone una situazione normativa obiettivamente non conoscibile o confusa oppure uno stato di incertezza per la oggettiva difficoltà di interpretazione di una norma, per la particolare complessità della fattispecie concreta, per contrasti giurisprudenziale esistenti, idonea a ingenerare convincimenti non esatti o comunque di errore non imputabile al deferito. Tali circostanze eccezionali non ricorrono nel caso di specie cfr. Com. Uff. n. 28/TFN-SD s.s. 2017-18.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 65/TFN-SD del 02 Maggio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: S.S. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società AC Mestre Srl), D.A. (Presidente del Collegio Sindacale Società AC Mestre Srl), SOCIETÀ AC MESTRE SRL- (nota n. 10142/1129 pf17-18 GC/GP/blp del 13.4.2018).

Massima: Il Presidente del Consiglio di Amministrazione  è sanzionato con l’inibizione di mesi 4 per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16/03/2018, le ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi; nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 8, comma 1, del CGS, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, depositando, presso la Co.Vi.So.C., in data 16/03/2018, una dichiarazione non veritiera attestante il versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018. Il Presidente del Collegio sindacale è sanzionato con l’inibizione di mesi 3, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per non aver versato, entro il termine del 16/03/2018 le ritenute Irpef relative agli emolumenti, dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di gennaio e febbraio 2018, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef sopra indicate. La società è sanzionata con 2 punti di penalizzazione in classifica da scontare nella corrente stagione sportiva e l’ammenda di € 3.000,00. La normativa Federale deve essere conosciuta da tutti i tesserati e dalle Società affiliate né può essere condiviso l’assunto difensivo della prevalenza della normativa ordinaria (nello specifico tributaria) su quella Federale. La CFA ha più volte ribadito tale principio cardine dell’ordinamento sportivo, secondo cui, “Ciascuna Società professionistica, all’atto dell’affiliazione, accetta la normativa Federale, alla quale, dunque, deve sottostare a prescindere da eventuali diverse formulazioni (e previsioni “tempistiche”) della disciplina fiscale e contributiva dettata dall’ordinamento dello Stato…(..)…” cfr. Com. Uff.  n. 47/CFA s.s. 2015-16. Neppure riveste alcun valore giuridicamente apprezzabile la dichiarazione resa dai deferiti nella propria memoria difensiva e confermata dalla documentazione in atti, secondo cui il pagamento delle ritenute Irpef relative alla mensilità di febbraio 2018 sia intercorso il 27.3.2018, data sicuramente prossima allo spirare del termine ma, comunque, successivo allo spirare del termine. Del pari non può essere condivisa l’interpretazione resa dal legale dei deferiti nel corso dell’udienza in ordine alla comunicazione di pagamento - delle ritenute Irpef e contributi Inps inviata dal sodalizio sportivo all’organo Federale competente in data 16.3.2018 - in quanto nella stessa si dichiara espressamente l’avvenuto versamento delle ritenute e contributi delle mensilità gennaio e febbraio 2018. La specificazione annotata a penna ha ad oggetto l’assenza di copia della quietanza relativa al mese di gennaio con l’impegno del sodalizio sportivo di inviarla non appena disponibile, né può essergli attribuita alcuna interpretazione estensiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 61/TFN-SD del 18 Aprile 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.A. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL- (nota n. 9269/1002 pf 17-18 GP/GC/blp del 27.3.2018).

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.A. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL- (nota n. 9270/1003 pf 17-18 GP/GC/blp del 27.3.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 6, per la violazione di cui agli articoli 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/02/2018, gli emolumenti dovuti a diversi tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017, in particolare non sono stati corrisposti a n. 4 tesserati gli emolumenti per le mensilità di novembre e dicembre 2017, a n. 7 tesserati gli emolumenti per la mensilità di dicembre 2017, a n. 12 tesserati premi contrattuali relativi alla mensilità di dicembre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso come risultanti dagli atti acquisiti e trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi, nonché per la violazione di cui agli articoli 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/02/2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017, nonché per il permanere, alla data del 16/02/2018, del mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di settembre e ottobre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 61/TFN-SD del 18 Aprile 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: A.S. Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società SS Akragas Città Dei Templi Srl), SOCIETÀ SS AKRAGAS CITTÀ DEI TEMPLI SRL - (nota n. 9265/999 pf 17-18 GP/GC/blp del 27.3.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 4, per la violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16/02/2018, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017, nonché per il permanere alla data del 16/02/2018 del mancato versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di settembre e ottobre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 4 da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 61/TFN-SD del 18 Aprile 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: US AREZZO SRL - (nota n.9577/1001 pf 17-18 GP/GC/blp del 4.4.2018). DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: US AREZZO SRL - (nota n.9576/1000 pf 17-18 GP/GC/blp del 4.4.2018).

Massima: La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 in classifica, da scontarsi nella stagione sportiva in corso, oltre all’ammenda di € 1.000,00 a titolo di recidiva (attesa la condanna del sodalizio sportivo durante la stagione sportiva in corso per fatti della stessa natura ed è, quindi, applicabile il disposto di cui all’art. 21 CGS) a titolo di responsabilità diretta ai sensi dell’art. 4, comma 1, del CGS, per il comportamento posto in essere dal legale rappresentante all’epoca dei fatti, nonché ed in ogni caso per responsabilità propria, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per non aver versato, entro il 16/02/2018, i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto versamento dei contributi Inps sopra indicati, nonché ed in ogni caso per responsabilità propria, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del CGS in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per non aver corrisposto, entro il 16/02/2018, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di novembre e dicembre 2017 nonché per il permanere, alla data del 16/02/2018, del mancato pagamento degli emolumenti dovuti ad alcuni tesserati per la mensilità di ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. La Commissione riscontrava, altresì, alla data del 16/02/2018, il permanere dell’inadempimento in relazione agli emolumenti dovuti ad alcuni tesserati per la sola mensilità di ottobre 2017 (come segnalato con nota del 31 /01/2018 prot. N. 1274/2018). Ai sensi dell’art. 85, lett. C), par. IV) delle NOIF, infatti, le Società della Lega Italiana Calcio Professionistico devono documentare alla F.I.G.C. – Co.Vi.So.C., secondo le modalità e le procedure stabilite dalla F.I.G.C., entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla chiusura del bimestre, l’avvenuto pagamento di tutti gli emolumenti dovuti, per detto bimestre e per quelli precedenti, ove non assolti prima, in favore dei tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati. Pertanto, trattandosi del terzo bimestre, la Società avrebbe dovuto effettuare pagamenti e comunicazioni relative entro e non oltre il 16 febbraio 2018.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 58/TFN-SD del 09 Aprile 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: T.A. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società Matera Calcio Srl), SOCIETÀ MATERA CALCIO SRL- (nota n. 7571/706 pf 17-18 GP/GC/blp del 19.2.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 3, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 da scontarsi nelcampionato in corso 2017/2018.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 54/TFN-SD del 27 Marzo 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: F.M. (Amministratore Delegato e legale rappresentante p.t. della Società Vicenza Calcio Spa), SOCIETÀ VICENZA CALCIO SPA - (nota n. 8038/704 pf 17-18 GP/GC/blp del 5.3.18).

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: F.M. (Amministratore Delegato e legale rappresentante p.t. della Società Vicenza  Calcio  Spa),  SOCIETÀ VICENZA CALCIO SPA - (nota n. 8139/705 pf 17-18 GP/GC/blp del 5.3.18).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 4, per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto , entro il 16 dicembre 2017, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso   termine,   l’avvenuto   pagamento   degli   emolumenti   sopra   indicati.   Ciascuno   con riferimento ai rispettivi poteri e funzioni, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi, nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 dicembre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 4 da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 54/TFN-SD del 27 Marzo 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DELPROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  C.G. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della Società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ  SIRACUSA CALCIO SRL - (nota n. 8129/708 pf 17-18 GP/GC/blp del 5.3.18).

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: C.G. (Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. della Società Siracusa Calcio Srl), SOCIETÀ SIRACUSA CALCIO SRL - (nota n. 8124/707 pf 17-18 GP/GC/blp del 5.3.18).

Massima: A seguito di patetggiamento il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 3, per la  violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2017, gli emolumenti nonché i compensi contrattualizzati a titolo di indennità di trasferta dovuti a diversi tesserati, per le mensilità di settembre e ottobre 2017, nonché i premi contrattuali dovuti ad alcuni tesserati, per la mensilità di ottobre 2017 . In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi, nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e  ai  periodi  di  svolgimento  degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 4 da scontarsi nella corrente stagione sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 53/TFN-SD del 27 Marzo 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL   PROCURATORE   FEDERALE   A   CARICO DI: A.S.Amministratore Unico e legale rappresentante p.t. Società SS Akragas Città Dei Templi Srl), SOCIETÀ SS AKRAGAS CITTÀ DEI TEMPLI SRL - (nota n. 7575/703 pf 17-18 GP/GC/blp del 19.2.2018 ).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 e giorni 15 a titolo di recidiva, per la  violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi  di  svolgimento  degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 da scontarsi nel campionato in corso 2017/2018 oltre all’ammenda di € 500,00 per la recidiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 53/TFN-SD del 27 Marzo 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO   DEL   PROCURATORE   FEDERALE   A   CARICO   DI:   M.M. (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società US Arezzo Srl), SOCIETÀ US AREZZO  SRL- (nota n. 7578/701 pf 17-18 GP/GC/blp del 19.2.2018).

Impugnazione Istanza:   DEFERIMENTO  DEL   PROCURATORE   FEDERALE   A   CARICO   DI:   MATTEONI   MARCO (Presidente del CdA e legale rappresentante p.t. Società US Arezzo Srl), SOCIETÀ US AREZZO  SRL- (nota n. 7587/702 pf 17-18 GP/GC/blp del 19.2.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 5, per la  violazione di cui all’art. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2017, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento  degli  stessi, nonché per la violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 dicembre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio, agosto settembre e ottobre 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. In relazione ai poteri e funzioni dello stesso, risultanti dagli atti acquisiti come trasmessi dalla Lega competente e ai periodi di svolgimento degli stessi. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 6 da scontarsi nella corrente stagione sportiva oltre all’ammenda di € 1.000,00. Appare fondata, altresì, la contestazione mossa dalla Procura Federale in ordine alla recidiva, attesa la condanna del sodalizio sportivo durante la stagione sportiva in corso per fatti della stessa natura ed è, quindi, applicabile il disposto di cui all’art. 21 CGS.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 43/TFN-SD del 16 Febbraio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: R.P. (all’epoca dei fatti Amministratore Unico e Legale Rappresentante della Società Lupa Roma FC Srl) SOCIETÀ  LUPA ROMA FC SRL - (nota n. 4934/222 pf 17-18 GP/AS/ac del 6.12.2017).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di giorni 60, per la  violazione di cui all’art. 10 comma 3 bis del CGS, in relazione al Comunicato Ufficiale n. 153 del 9/06/2017 della Lega Nazionale Dilettanti (Dipartimento Interregionale) e 43/A del 4/08/2017 della Segreteria Federale, per non aver provveduto a depositare, entro il termine del 16/09/2017, la dichiarazione del legale rappresentante della Società attestante l'avvenuto pagamento degli emolumenti e dei contributi INPS, dovuti ai tesserati per le mensilità di giugno 2017, nonché delle ritenute IRPEF relative agli emolumenti dovuti ai tesserati per le mensilità di maggio e giugno 2017 e, comunque, per non aver adottato idonee misure volte all’effettuazione del predetto incombente. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 1 da scontarsi nella corrente stagione sportiva

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 39/TFN-SD del 08 Febbraio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: A.S. (all’epoca dei fatti Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della Società SS Fidelis Andria 1928 Srl), SOCIETÀ SS FIDELIS ANDRIA 1928 SRL - (nota n. 5822/566 pf17-   18/GP/GC/blp del 9.1.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 e giorni 15 per la recidiva, per la  violazione di cui agli artt. 1 bis, comma 1 e 10, comma 3, del C.G.S. in relazione all’art. 85, lettera c), paragrafo IV) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il termine del 16 ottobre 2017, gli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.so.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento degli emolumenti sopra indicati. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 da scontarsi nel campionato in corso 2017/2018 oltre all’ammenda di € 500,00 per la recidiva

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 39/TFN-SD del 08 Febbraio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: F.M. (all’epoca dei fatti Presidente del CdA e Legale rappresentante p.t. della Società US Arezzo Srl), SOCIETÀ US AREZZO SRL - (nota n. 5821/565 pf17-18/GP/GC/blp del 9.1.2018).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 3 e giorni 15 per la  violazione di cui all’artt. 1 bis, comma 1, del CGS e 10, comma 3, del CGS, in relazione all’art. 85, lettera C), paragrafo V) delle NOIF, per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver versato, entro il 16 ottobre 2017, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio e agosto 2017 e comunque per non aver documentato alla Co.Vi.So.C., entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. La società è sanzionata con la penalizzazione di punti 2 oltre all’ammenda di € 500,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 35/TFN-SD del 23 Gennaio 2018 (motivazioni) -

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: SOCIETÀ MODENA FC SRL - (nota n. 3935/291 pf16-17 GP/GC/blp del 10.11.2017).

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI :  C.A. (all’epoca dei fatti Amministratore Unico e Legale rappresentante p.t. della Società Modena FC Srl - (nota n. 4104/291BIS pf17-18 GP/GC/blp del 15.11.2017).

Massima: Il legale rapp.te è sanzionato con l’inibizione di mesi 6 per la violazione di cui agli artt. 1bis, comma 1 del CGS e 10, comma 3 CGS, in relazione al titolo I), paragrafo V), lettera A), punto 4 del CU 113/A del 3 febbraio 2017, come modificato dal CU 43/A del 4 agosto 2017, per non aver provveduto, entro il termine del 16.9.2017, al pagamento delle ritenute Irpef riguardanti gli emolumenti dovuti per le mensilità di maggio e giugno 2017 e dei contributi Inps riguardanti gli emolumenti dovuti per la mensilità di giugno 2017, ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo, e comunque per non aver documentato alla Covisoc, entro lo stesso termine, l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps sopra indicati. Viene disposto di non procedersi nei confronti della Società a seguito della revoca della affiliazione da parte della FIGC

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