Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 172/TFN - SD del 30 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 19103/483pf21-22/GC/GR/ff del 8 giugno 2022 nei confronti del sig. A.R. e della società GSD Ghiviborgo VDS - Reg. Prot. 168/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS, mesi 4 di inibizione al Presidente, per la violazione dell’art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione all’art. 38 comma 1 delle NOIF, per avere consentito e comunque non impedito al sig. …., allenatore iscritto nei ruoli del Settore Tecnico della FIGC, di svolgere, nel corso delle stagioni sportive 2020-2021 e 2021-2022, l’attività di allenatore dei portieri in favore della società GSD Ghiviborgo VDS, benché non fosse tesserato. Ammenda di € 400,00 alla società.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 169/TFN - SD del 28 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 17935/439pf21-22/GC/GR/ff del 24 maggio 2022 nei confronti dei sigg.ri Frosi Diego Pietro, Formica Daniele e della società Pol. Sported Maris ASD - Reg. Prot. 162/TFN-SD

Massima: Mesi 1 di inibizione al presidente per la violazione dell’art. 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione agli artt. 37 comma 1, 40 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico e 38, comma 4 delle NOIF, per avere omesso di verificare presso il Comitato Regionale di appartenenza che l’allenatore sig. ….. non fosse tesserato per altra società prima di sottoscrivere la richiesta di tesseramento per la propria. Mesi 1 squalifica  al dirigente/allenatore per la violazione dell’art. 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione agli artt. 37 comma 1, 40 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico e 38, comma 4 delle NOIF, per essersi tesserato per la società Pol. Sported Maris ASD con le funzioni di allenatore della categoria Pulcini nonostante fosse già precedentemente tesserato nella medesima stagione sportiva per la società GSD Oratorio Cava Digidue ove svolgeva l’attività di allenatore sia della Squadra Esordienti sia della Squadra Primi Calci. Ammenda di € 200,00 alla società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 160/TFN - SD del 16 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7294/361pf21-22/GC/blp del 25 marzo 2022 nei confronti del sig. A.M. - Reg. Prot. 132/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS, mesi 2 di squalifica all’Allenatore regolarmente iscritto all’Albo del Settore Tecnico e tesserato per la società US 1913 Seregno Calcio Srl, per la violazione degli artt. 4 co. 1 del CGS e 19 e 37 del Regolamento del Settore Tecnico per aver acconsentito e reso possibile che il Sig. ….., al tempo tesserato per la società US 1913 Seregno Calcio Srl con la qualifica di Direttore Generale, nel corso della corrente stagione sportiva e almeno fino alla metà del mese di novembre 2021, avesse provveduto di fatto a sostituirsi alla propria persona nel ricoprire e svolgere concretamente il ruolo di tecnico (allenatore) della prima squadra partecipante al Campionato Nazionale di Serie C Gir. A (dirigendo gli allenamenti quotidiani, decidendo le formazioni da mandare in campo, nonché, le sostituzioni da effettuare durante le gare), così per l’effetto da aver egli finito per disattendere e mancare di adempiere a quei compiti tecnici che gli erano stati affidati dalla Società all’atto del proprio tesseramento quale allenatore della prima squadra per la corrente stagione sportiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 153/TFN - SD del 08 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 8560/292pf21-22 GC/PM/mg del 4 maggio 2022 nei confronti del sig. L.F. - Reg. Prot. 146/TFN-SD

Massima: Mesi 18 di inibizione ed euro 10.000,00 di ammenda al Presidente, nonché allenatore, iscritto all’Albo federale, della stessa società, per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, sia in via autonoma che in relazione ai principi di corretta gestione delle società affiliate alla FIGC sanciti dall’art. 19, comma 1, dello Statuto della FIGC, dell’art. 85, lettera C) paragrafo IV n. 3 delle NOIF nonché dell’art. 37 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico FIGC, (I) per avere utilizzato i fondi per attività di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, illegittimamente ottenuti a danno della Prefettura di Verona, per lo svolgimento dell’attività sportiva della società Virtusvecomp Verona, immettendo così nel sistema economico federale somme provenienti da condotte illecite; in particolare, le ingenti risorse economiche, ricevute grazie all’aggiudicazione illecita dei bandi, risultano essere state utilizzate per effettuare pagamenti a favore di società sportive collegate ed essere state, in parte, trasferite alla società Virtus Verona Srl a seguito del conferimento dell’azienda sportiva del 1 luglio 2021 e (II) per aver effettuato il pagamento di emolumenti, sotto forma di rimborsi, ad alcuni calciatori in contanti anziché con bonifico bancario; nonché per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, sia in via autonoma che in relazione ai principi di corretta gestione delle società affiliate alla FIGC sanciti dall’art. 19, comma 1, dello Statuto della FIGC nonché dell’art. 37 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico FIGC, per aver lo stesso, nella stagione sportiva 2021- 2022, utilizzato le somme trasferite dalla società Virtusvecomp con il conferimento di ramo d’azienda avente effetto dal 1 luglio 2021 - facenti parte dei fondi per attività di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale illegittimamente ottenuti dalla società Virtusvecomp Srl a danno della Prefettura di Verona - per lo svolgimento dell’attività sportiva della società Virtus Verona Srl, continuando così a far circolare nel sistema economico federale somme provenienti condotte illecite….Nel merito, ritiene il Tribunale provata la responsabilità del deferito, nei limiti di seguito specificati. L’esame degli atti acquisiti dal procedimento penale (in particolare, l’informativa conclusiva dell’indagine 21.4.2022, la richiesta e il decreto di sequestro preventivo) consente di ritenere accertato come a far tempo dall’aggiudicazione del primo dei bandi oggetto di indagine (2016) la società Virtusvecomp Verona, di cui il deferito è stato Presidente e legale rappresentante, abbia percepito ingenti somme di denaro (pari a circa 12 milioni di euro) provenienti da commesse pubbliche. Dette somme, corrisposte dalla Prefettura di Verona in ragione dell’affidamento del servizio di accoglienza in favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, indipendentemente dalle modalità con le quali sono state ottenute, sono confluite in maniera indistinta nei conti correnti che la stessa società utilizzava anche per l’attività sportiva, in una gestione promiscua e non trasparente di cui il Tribunale ritiene raggiunta la prova. L’utilizzo dei medesimi conti corrente (in particolare di quello accesso presso il Monte dei Paschi di Siena) dedicati alla commessa pubblica per l’attività calcistica è confermato dagli accertamenti esperiti dalla Guardia di Finanza (cfr. informativa 21.4.2020, par.5, pagg. 123 e segg.), nonché dalle dichiarazioni dei dirigenti della società. In particolare il dirigente/direttore generale de facto C. ha affermato di aver utilizzato denaro depositato sul conto “dove arrivavano anche i soldi della Prefettura” per l’attività calcistica e che i fondi del conto dedicato (presso la Banca Reale) per il pagamento degli emolumenti “arrivavano esclusivamente tramite giroconto dal conto principale della Virtus Vecomp Verona della banca Monte dei Paschi” (cfr. verb. 7.1.2022). Con ciò confermando il sostentamento dell’attività sportiva anche con il denaro pervenuto per il diverso fine pubblico. Più chiaramente, Z., socio della Virtus Vecomp e già direttore generale e tesserato della medesima società, ha candidamente ammesso come fosse “ovvio che i fondi che avremmo eventualmente percepito dalla prefettura sarebbero stati usati anche per il calcio perché la società era la stessa”, al punto di aver richiesto ai vertici societari rassicurazioni circa la possibilità di coesistenza delle due attività (cfr. verb. 7.1.2022). Sono altresì state riscontrate dalla Guardia di Finanza uscite dal conto su cui pervenivano i versamenti della Prefettura di Verona verso numerose associazioni sportive facenti capo a vario titolo, alla Virtus Vecomp e definite “promiscue” in ragione dell’impossibilità di imputare all’attività pubblica o a quella sportiva la relativa spesa (cfr. informativa, pag. 129-142). Al di là della commistione di cui si è detto tra fondi aventi un preciso vincolo di destinazione e quelli diversi rivolti all’attività calcistica, è documentato in atti come dai conti corrente della Virtus Vecomp siano stati  effettuati prelievi in contanti per importi rilevanti (cfr. inf. GdF, pagg. 129 e segg.) mediante cambi assegni allo sportello o medianti prelievi allo sportello, dei quali non è stata fornita adeguata giustificazione e ritenuti tali, pertanto, da rendere difficoltosa la ricostruzione dei relativi effettivi impieghi. Ancora è stato accertato come diversi importi siano stati dirottati verso associazioni, anch’esse sportive ancorché dilettantistiche, gravitanti nell’orbita della Virtus Vecomp, formalmente per l’attività di ausilio nella gestione dei soggetti richiedenti protezione ma senza che fosse formalizzata alla Prefettura alcuna comunicazione, tantomeno richiesta l’autorizzazione al subappalto. A ciò si aggiunga l’accertato ricorso al denaro contante anche da parte di queste stesse associazioni (cfr. informativa GdF, pag. 135). Dalle audizioni effettuate dalla Procura Federale sono inoltre emerse alcune ulteriori gravi condotte poste in essere dal deferito in relazione alla gestione societaria che confortano la prospettazione accusatoria di violazione dei principi di lealtà probità e correttezza e di corretta gestione.

 

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0088/CFA del 20 Maggio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Decisione del Tribunale federale nazionale - sezione disciplinare n. 118 TFN-SD del 7.04.2022

Impugnazione – istanza: Florentia San Gimignano/Procura Federale

Massima: Confermata l’ammenda di euro 10.000,00 alla società per la violazione ascritta al proprio legale rapp.te che ha anche patteggiato ai sensi dell’art. 127 CGS la violazione di cui all’art. 32 comma 5 del C.G.S., in relazione alle indicazioni contenute nel Comunicato Ufficiale n. 235/A della Federazione Italiana Giuoco Calcio - s.s. 2020/2021, pubblicato in Roma il 26 giugno 2020, per i seguenti motivi: il sig. ….., indicato dalla società come allenatore dei portieri, con impegno alla partecipazione al primo corso utile centrale organizzato dal Settore Tecnico, non risulta in possesso dei requisiti per la partecipazione al corso (punto 2, a.3 dei Requisiti sportivi e organizzativi - Serie A femminile del Comunicato Ufficiale n. 235/A del 26 giugno 2020

 

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0081/CFA del 6 Maggio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale federale nazionale – sezione disciplinare n. 0114/TFNSD-2021-2022 del 28.03.2022

Impugnazione – istanza: ASD FC Sassari Torres Femminile – A.B. – A.G./Procura Federale

Massima: Confermata l’inibizione di mesi 6 al presidente per la violazione delle norme sopra indicate, per avere consentito o comunque non impedito al sig. …., soggetto privo della necessaria abilitazione federale, di svolgere, di fatto, l’attività di allenatore della prima squadra della ASD FC Sassari Torres Femminile utilizzando quale “prestanome” Antonio Genovese. Confermata anche l’ammenda di € 3.000,00 alla società…. va premesso che “Il valore probatorio sufficiente per appurare la realizzazione di un illecito disciplinare si deve attestare ad un livello superiore alla semplice valutazione di probabilità, ma inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio (come invece è previsto nel processo penale), nel senso che è necessario e sufficiente acquisire - sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti - una ragionevole certezza in ordine alla commissione dell’illecito (quanto meno a partire da Collegio di garanzia CONI, SS.UU., n. 13/2016; per tutte, da ultimo, CFA, Sez. III, n. 68/2021-2022; CFA, SS.UU., n. 35/2021-2022; dettagliatamente, CFA, SS. UU., n. 105/2020-2021, § 3). Legittimamente, quindi, il Tribunale Federale, ai fini dell’accertamento della responsabilità, ha valorizzato plurimi elementi, quali la rinuncia da parte di …. alla percezione di un compenso, il mancato trasferimento da parte di costui a Sassari, la concorde volontà di demandare all’allenatore in seconda parte rilevante dei compiti di un allenatore, quali la direzione degli allenamenti della squadra. Tali elementi, di per sé soli considerati, possono apparire “neutri” ma, valutati nel loro insieme, inducono fondatamente a ritenere che ….. non sia stato ingaggiato per svolgere effettivamente l’attività di allenatore ma per sopperire alla mancanza della necessaria qualifica in capo all’allenatore in seconda. E ciò, soprattutto, alla luce del fatto che l’allenatore in seconda, …., era privo della qualifica necessaria per essere formalmente accreditato come allenatore della Sassari Torres, qualifica che invece possedeva Antonio Genovese. Che ciò costituisca illecito disciplinare è affermato, fra l’altro, da  Sezione I, decisione n. 74/CFA-2021-2022:”Incorre in responsabilità disciplinare, per violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità sanciti dall’art.4 del Codice di Giustizia Sportiva, il soggetto che, assunto come tecnico titolare della squadra, in quanto munito delle prescritte abilitazioni, consente o non impedisce che un soggetto privo delle prescritte abilitazioni, svolga, in via di fatto, l’attività di allenatore della squadra”. Val la pena di osservare come l’illecito disciplinare non presupponga necessariamente un accordo fraudolento ma semplicemente che, dalle rispettive posizioni, Presidente e allenatore diano corso, di fatto, ad una situazione in cui il tecnico titolare è tale solo di nome, in quanto gran parte delle mansioni vengono svolte da un altro tecnico privo delle necessarie abilitazioni. Sono chiare ed evidenti, in questo senso, le condotte del Presidente - che ha risolto il problema dell’assenza di abilitazione in capo a …., ingaggiando un altro tecnico senza pagarlo -  e dello staff tecnico, tese a ridurre al minimo l’apporto di ….. Né si può sostenere che la presenza di ….. a fianco della squadra, prospettata nei termini proposti dalla difesa, valga a qualificarlo quale allenatore nella forma e nella sostanza. L’art.19 del regolamento del settore tecnico, menzionato dalla difesa, prevede che:” I Tecnici inquadrati nell'Albo del Settore Tecnico devono: a) tutelare e valorizzare il potenziale tecnico-atletico della società per la quale sono tesserati; b) curare la formazione tecnica e le condizioni fisiche dei calciatori; c) promuovere, tra i calciatori, la conoscenza delle norme regolamentari, tecniche e sanitarie; d) disciplinare la condotta morale e sportiva dei calciatori ed adempiere a tutti i compiti tecnici e disciplinari loro affidati dalle società̀ e connessi alla loro posizione nell'ambito delle stesse”.  V’è da chiedersi come … potesse adempiere a tali compiti, con particolare riguardo alla cura della formazione tecnica e delle condizioni fisiche dei giocatori, senza mai – per esplicito accordo con la dirigenza - partecipare agli allenamenti.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 130/TFN - SD del 26 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7232/293 pf21-22/GC/GR/ff del 24 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri D.G.F., G.R. e della società ASD Cittanova Calcio - Reg. Prot. 127/TFN-SD

Massima: Giornata 1 di squalifica all’allenatore per la violazione degli artt. 4, comma 1 e 21, comma 9, del Codice di Giustizia Sportiva in relazione all’art. 37, comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico, per aver indebitamente presenziato colpito da squalifica nella zona spogliatoi e nei pressi del campo di gioco in occasione della gara valevole per il campionato Serie D. Ammenda di € 100,00 alla società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 127/TFN - SD del 21 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7166/246pf21-22/GC/GR/ff del 22 marzo 2022 nei confronti del sig. D.P. - Reg. Prot. 123/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS è sanzionato con giorni 80 di inibizione per la violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS vigente, sia in via autonoma che in relazione a quanto disposto dall’art. 23 delle NOIF nonché dall’art. 44 del Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti e dall’art. art. 39, lettera Da) del Regolamento del Settore Tecnico, per aver consentito ed avallato, pur essendo a conoscenza della mancanza dei necessari requisiti abilitativi previsti dal Regolamento del Settore Tecnico in capo ai Signori …., da inizio stagione sportiva fino al 20 settembre 2021

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 125/TFN - SD del 19 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 6865/266 pf21-22/GC/GR/ff del 14 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri F.C. + altri - Reg. Prot. 117/TFN-SD

Massima: Prosciolto l’allenatore dalla contestata violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli articoli 37, comma 1, 33, comma 1, 40, comma 1, del Regolamento del Settore Tecnico, ed all’art. 38, commi 1 e 4, delle NOIF, per aver prestato nel corso della stessa stagione sportiva 2021-2022 la doppia attività dapprima con la ASD Nuova Latina Isonzo, dove ha iniziato un progetto di collaborazione di circa tre settimane con …. in assenza di tesseramento, come peraltro dallo stesso pacificamente ammesso, e, successivamente, come Allenatore Responsabile della prima squadra per la ASD Atletico Pontinia, dal 13 ottobre 2021 in virtù di tesseramento. Prosciolto anche l’altro allenatore dalla contestata violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4, comma 1, del CGS in relazione agli articoli. 37, comma 1, 33, comma 1, 40, comma 1, del Regolamento del Settore Tecnico, ed all’art. 38, commi 1 e 4, delle NOIF, per aver prestato nel corso della stessa stagione sportiva 2021-2022 la doppia attività dapprima con la ASD Nuova Latina Isonzo, dove ha iniziato un progetto di collaborazione di circa tre settimane con …. in assenza di tesseramento, come peraltro dallo stesso pacificamente ammesso, e, successivamente, come Allenatore Responsabile della prima squadra per la ASD Nuova Cos Latina, dal 27 ottobre 2021 in virtù di tesseramento… Nel merito, ritiene il Collegio che dagli atti non emerga la prova della contestata doppia attività ascritta ai deferiti C. e N.. Al di là delle generiche dichiarazioni di circostanza contenute nell’intervista che ha dato avvio al procedimento, infatti, non risulta in atti che i signori C. o N. abbiano svolto attività tecnica in favore della Nuova Latina Isonzo per la quale non erano stati tesserati, come peraltro dagli stessi ammesso. I calciatori sentiti nella fase delle indagini preliminari, infatti, non sono stati in grado di affermare che i due deferiti abbiano preso parte attiva ad allenamenti o svolto altra attività rilevante rispetto alla squadra di appartenenza. Ed anzi, come si dirà infra, i giovani auditi sono stati tutti coerenti nell’indicare in A. F. il soggetto deputato dalla società allo svolgimento dell’attività di allenamento per la stagione 2021-2022. La presenza del C. e del N., pur dichiarata da alcuni calciatori e dallo stesso Novelli, non risulta si sia concretizzata in una specifica attività, ma al più sia consistita in una mera osservazione. Gli stessi deferiti in sede di audizione, pur negando la contestazione loro mossa, hanno offerto una spiegazione coerente alla loro presenza agli allenamenti indicandola in un progetto di collaborazione per la riorganizzazione del settore giovanile mai realizzatosi per assenza di ragazzi iscritti….A parere del Collegio, tali rapporti - meramente prodromici allo svolgimento di una attività in seno ad una società sportiva - ove non concretizzatisi in alcuna specifica interazione con i calciatori o con gli altri componenti dello staff tecnico, non sono idonei a fondare la violazione dell’art. 4 CGS, contestata in relazione agli artt. 37, comma 1, 33, comma 1, 40, comma 1, del Regolamento del Settore Tecnico, ed all’art. 38, commi 1 e 4, delle NOIF. Ritiene il Tribunale che l’art. 40, comma 1 del Regolamento richiamato, nel vietare ai tecnici di tesserarsi o svolgere, indipendentemente dal tesseramento, attività per più di una società, neppure con mansioni diverse, pare presupporre un minimo substrato di concretezza delle due diverse attività svolte, di guisa che - ove tale substrato concreto manchi o non ne risulti la prova nei termini previsti dal codice di giustizia sportiva - la condotta non può dirsi sussumibile nella fattispecie. In tal senso pare peraltro deporre la stessa formulazione dell’incolpazione nella quale non viene contestata al C. e al N. alcuna specifica e concreta attività, ma solo la partecipazione ad un progetto di collaborazione. Progetto che, dalle stesse dichiarazioni del C. e del N., che lo hanno ammesso, era sì volto riorganizzazione del settore giovanile della Nuova Latina Isonzo, ma in realtà non si è mai concretizzato per assenza di giovani calciatori che vi partecipassero. Alla luce delle considerazioni che precedono, ritiene il Collegio non raggiunta la prova della responsabilità di C.e N.in ordine alle violazioni agli stessi ascritte.

Massima: Il Dirigente Accompagnatore, risponde della violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4 comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione all’art. 38, comma 1, delle NOIF e all’art. 39 lettera Fd) del Regolamento del Settore Tecnico per aver svolto, nonostante la qualifica formale assunta in virtù del predetto tesseramento con la Società ASD Nuovo Latina Isonzo, per la stessa Società le funzioni di allenatore in assenza di regolare qualifica rilasciata dal Settore Tecnico ed in favore della squadra Allievi Under 17, per il campionato Provinciale di Latina, dal 31 ottobre 2021 a tutt’oggi, come risulta dalle distinte gara acquisite laddove viene indicato alla voce Allenatore

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 118/TFN - SD del 07 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 13071/746 pf20-21 GC/GT/ag del 23 giugno 2021 nei confronti della società SSD ARL Florentia San Gimignano - Reg. Prot. 114/TFN-SD

Massima: Previa revoca dell’accordo ex art. 127 CGS di cui alla Decisione n. 8 del 19 luglio 2021 la società è sanzionata con l’ammenda di euro 10.000,00 a titolo di responsabilità oggettiva per i fatti commessi dal proprio Allenatore dei Portieri che aveva assunto l’impegno alla partecipazione al primo corso utile centrale organizzato dal Settore Tecnico, non risultando in possesso dei requisiti per la partecipazione al corso (iscrizione all'Albo degli Allenatori di Base – Uefa B).

 

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0074/CFA del 04 Aprile 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale - sezione disciplinare n. 103/TFNSD-2021-2022, pubblicata il 23.02.2022

Impugnazione – istanza: Procura Federale/Sig. A.M.

Massima: Accolto il reclamo della procura federale avverso il proscioglimento del TFN e per l’effetto inflitta la squalifica di mesi 1 all’allenatore UEFA B e tesserato, - nella duplice veste di calciatore e allenatore per la violazione dell’art.4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, ovvero dei doveri di lealtà, correttezza e probità, sia, in via autonoma, la violazione degli artt. 37 e 39, lettera Da) del Regolamento del Settore Tecnico per aver consentito l’espletamento di fatto dell’attività di allenatore della prima squadra della società ad altro soggetto, privo di abilitazione, iscrizione all’Albo Settore tecnico e tesseramento a tal titolo. Tali condotte contrastano, in primo luogo, con la clausola generale di cui all’art.4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva e con i doveri di lealtà, correttezza e probità ivi declinati. Al riguardo, la Corte richiama il proprio orientamento, di recente ribadito (Corte Federale d’Appello, sez. I, decisione n. 70/CFA – 2021-2022), secondo il quale” l’art. 4, comma 1, del CGS, lungi dal costituire una norma in bianco, non può essere ricostruito e applicato secondo i canoni propri del diritto penale e, in specie, di quelli di determinatezza e tassatività. Le connotazioni proprie del diritto sportivo e la libera adesione a esso dei soggetti che ne fanno parte consentono di aderire a una diversa prospettiva e di dare maggior rilievo a profili valoriali di cui la disposizione in questione si fa portatrice, introiettando nell’ordinamento sportivo positivo principi che debbono ispirare la stessa pratica sportiva e, inevitabilmente, i comportamenti posti in essere da tutti i soggetti che di quell’ordinamento fanno parte. Si spiega così la presenza di disposizioni, quale l’art. 4, comma 1, del CGS, caratterizzate dalla enunciazione di principi e da un certo grado di flessibilità, tale da consentire al giudice di spaziare ampiamente secondo le esigenze del caso concreto e da rendere possibili decisioni che, secondo l’evidenza del caso singolo, completino e integrino la fattispecie sanzionatoria anche attraverso valutazioni e concezioni di comune esperienza. L’art. 4, comma 1, redatto secondo la tecnica della normazione sintetica, sfugge a una descrizione puntuale delle singole tipologie di comportamento, che presenterebbe l’inconveniente dell’eccesso casistico, per ricorrere a elementi normativi che rinviano a una fonte esterna come parametro per la regola di giudizio da applicare al caso concreto (la lealtà, la probità, la correttezza) secondo il prudente apprezzamento del giudice. Si tratta (per utilizzare una classificazione propria del diritto penale, senz’altro riferibile anche all’illecito sportivo) di elementi normativi extragiuridici che rinviano a norme sociali o di costume e da autorevole dottrina paragonati a una sorta di “organi respiratori” che consentono di adeguare costantemente la disciplina trattata all’evoluzione della realtà sociale di riferimento (in questo caso, alla realtà propria dell’ordinamento sportivo)”. In secondo luogo, le condotte in parola si risolvono anche nella violazione specifica delle prescrizioni di cui all’art. 37 e 39 lett. Da) del Regolamento del Settore Tecnico, sancendo il primo degli articoli testè richiamati che il comportamento dei tecnici debba rappresentare “esempio di disciplina e correttezza sportiva, oltre che di deontologia professionale, mentre il secondo articolo prevede per i Campionati Dilettanti di Eccellenza e di Promozione che la prima squadra debba essere obbligatoriamente affidata ad un Allenatore UEFA PRO, A, UEFA B o Allenatore Dilettanti Regionali – Licenza D (lett. Da; cfr Corte Federale d’Appello, sez. III, decisione n.68/CFA – 2021-2022: “l’aver consentito o comunque non impedito l’utilizzo dei soggetti privi della prescritta autorizzazione ed iscrizione ai rispettivi albi del Settore Tecnico, in qualità di allenatori ufficiali della società e sanitari/massaggiatori della squadra, è comportamento che viola le norme che governano l’ordinamento sportivo e si pone in spregio ai fondamentali doveri di lealtà, correttezza e probità esigibili dai dirigenti sportivi”).

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 115/TFN - SD del 30 Marzo 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 5178/71pf 21-22 GC/GR/am del 18 gennaio 2022 nei confronti dei sigg.ri R.G., P.E. e della società ASD Sanseverinese - Reg. Prot. 95/TFN-SD

Massima: Mesi 1 di inibizione al dirigente per la violazione di cui all’art. 4 comma 1 CGS-FIGC in relazione agli artt. 35 comma 1, 37 commi 1 e 3, 40 comma 3 del Regolamento del Settore Tecnico, per aver svolto il ruolo di dirigente – direttore sportivo in favore della Società ASD Sanseverinese all’inizio della stagione sportiva 2019 – 2020 pur essendo privo di qualifica e tesseramento a detto titolo, svolgendo attività collegate al tesseramento di calciatori presso la suddetta Società e concordando altresì con due di loro l’entità del rimborso spese a carico della Società; il tutto, tra l’altro, omettendo di presentare domanda di sospensione dall’Albo del Settore Tecnico, presso il quale risultava iscritto come istruttore di giovani calciatori. Ammenda di € 600,00 alla società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 114/TFN - SD del 28 Marzo 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 6337/210pf21-22/GC/GR/ff del 25 febbraio 2022 nei confronti dei sigg.ri A.G., S.A., A.B. e della società ASD FC Sassari Torres Femminile - Reg. Prot. 105/TFN-SD

Massima: Mesi 1 di squalifica all’allenatore per la violazione dell’art. 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva con riferimento all’art. 37 e 39 lettera Ia) del Regolamento del Settore Tecnico e al CU n. 34/21-22 del Settore Tecnico per avere, nel corso della stagione sportiva 2021-2022, assunto solo formalmente la conduzione tecnica della squadra della ASD FC Sassari Torres Femminile partecipante al Campionato di Serie B Femminile, consentendo che, in propria vece, anche durante le gare ufficiali, le funzioni di allenatore responsabile venissero, di fatto, esercitate dal sig. S. A., soggetto privo della necessaria abilitazione federale per la conduzione tecnica della società ASD FC Sassari Torres Femminile. Masi 3 di squalifica all’Allenatore UEFA B in seconda della Prima Squadra della società ASD FC Sassari Torres Femminile, Torres Femminile partecipante al Campionato di Serie B Femminile, utilizzando, a tal fine, in qualità di “prestanome”, l’allenatore sig. A. G.; Mesi 6 di inibizione al Presidente per la violazione dell’art. 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione a quanto disposto dall’art. 39 lettera Ia) del Regolamento del Settore Tecnico e dal CU n. 34/21-22 del Settore Tecnico, per aver consentito o, comunque, non impedito al sig. S.A., soggetto privo della necessaria abilitazione federale, di svolgere, di fatto, l’attività di allenatore della prima squadra della ASD FC Sassari Torres Femminile partecipante al Campionato di Serie B Femminile, utilizzando, in qualità di “prestanome”, l’allenatore tesserato sig. A.G.; Ammenda di € 3.000,00 alla società a titolo di responsabilità diretta ed oggettiva.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 113/TFN - SD del 25 Marzo 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 6107/213pf21-22/GC/GR/ff del 21 febbraio 2022 nei confronti dei sigg.ri M.G. e C.T. - Reg. Prot. 103/TFN-SD

Massima: Mesi 1 di squalifica all’Allenatore Uefa B iscritto all’Albo del Settore Tecnico, ma non tesserato, per la violazione dell’ art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione agli artt. 33 comma 1 e  37 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico ed all’art. 38, comma 1 delle NOIF, poiché, nella stagione sportiva 2021-2022, pur non essendo regolarmente tesserato per nessuna società, ha svolto le funzioni di allenatore in favore della società ASD Fano Calcio Femminile ed all’Allenatore Uefa B iscritto all’Albo del Settore Tecnico, ma non tesserato, per la violazione dell’art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva in relazione agli artt. 33 comma 1 e 37 comma 1 del Regolamento del Settore Tecnico ed all’art. 38, comma 1 delle NOIF, poiché nella stagione sportiva 2021-2022, pur non essendo regolarmente tesserato per nessuna società, ha svolto le funzioni di allenatore in favore della società ASD Fano Calcio Femminile….Il combinato disposto di tali norme induce a ritenere che il tesseramento sia condizione necessaria affinché i tecnici possano svolgere la propria attività. Quanto stabilito dal richiamato C.U. del settore Giovanile e Scolastico non deroga in alcun modo a tale regola generale, essendo riferito esclusivamente alla necessità che le società sportive, prima dell’inizio dei campionati, si dotino di un proprio tecnico.

 

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0071/CFA del 18 Marzo 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale federale territoriale presso il Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia, di cui al Com. Uff. n. 72 del 03.02.2021

Impugnazione – istanza: G.S./Procura federale

Massima: Annullata la decisione del Tribunale Territoriale che aveva sanzionato il dirigente per aver svolto attività di osservatore sportivo ed aver commesso altre violazioni varie…Come anche affermato dal Tribunale - senza che la Procura abbia contestato espressamente tale punto della decisone di primo grado - l’art. 55 del Regolamento del Settore tecnico, come risultante dalle modifiche apportate nel tempo alla disposizione in esame, l’attività di Osservatore calcistico è un’attività che può essere svolta solo per conto di società professionistiche anche da un soggetto non tesserato. A seguito delle modifiche apportate in sede regolamentare conseguenti alle iniziative dell’Autorità antitrust (provv. AGCM n. 27249 del 27.6.2018 confermato da TAR Lazio Sez. I, n. 7177/2019), si tratta ormai di un’attività “libera” da parte di osservatori che possono svolgere il relativo corso anche presso soggetti esterni alla Federazione (come si evince dal combinato disposto dei commi 1 e 4 dell’art. 55 del Regolamento tecnico di organizzazione)…Il ricorso merita di essere accolto anche con riferimento alla insussistenza delle condotte indicate dal Tribunale ove si tenga conto che: a) quanto all’ingresso in campo – e anche al di là del fatto che si possa considerare ricompreso anche l’ingresso negli spogliatori arbitrali - risulta dagli atti istruttori e comunque mai contestato dalla stessa Procura, che il ….in entrambe le occasioni (partita del 6/6/2021 e del 13/6/201), ha chiesto il permesso di entrare solo negli spogliatori in uso agli arbitri per ivi fotografare le liste di gioco e che, in occasione di uno dei due eventi sportivi sia stato addirittura accompagnato da un dirigente di una delle società in campo. Nessuna fonte di prova di quelle indicate dalla Procura, del resto, registra una qualsivoglia opposizione da parte dei soggetti presenti, ivi compresi gli stessi Direttori di gara; b) quanto alla violazione della privacy risulta altresì che nessuno si è opposto alla fotografia delle liste di gioco, che peraltro sono rese pubbliche sui rispettivi siti delle squadre interessate e che, in ogni caso, non vi è stata la successiva diffusione dei dati così appresi; c) quanto alla dedotta violazione delle norme AIA (in base alle quali, tra l’altro, i colloqui con gli arbitri si dovrebbero tenere all’aperto), si osserva che lo stesso Tribunale fa riferimento a direttive AIA entrate in vigore il 1.9.2021 e, dunque, in data successiva ai fatti di cui si discute nel presente giudizio, pacificamente avvenuti nel mese di giugno.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 111/TFN - SD del 18 Marzo 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 5191/119 pf21-22/GC/blp del 13 gennaio 2022, notificato al TFN in data 19 gennaio 2022 nei confronti del sig. I.M. - Reg. Prot. 96/TFN-SD

Massima: Anni 5 di squalifica all’allenatore inquadrato nei ruoli del Settore Tecnico come Istruttore Giovani Calciatori – Allenatore UEFA C e come tale svolgente attività rilevante per l’Ordinamento federale ex art. 2, comma 2, del CGS nell’interesse e conto della società …. SSD (per la quale peraltro era stato formalmente tesserato per le stagioni sportive 2019-2020 e 2020 2021) in quanto soggetto cui era stata affidata per la corrente stagione sportiva (sia pure in attesa di provvedere al perfezionamento del relativo tesseramento) la direzione tecnica della squadra OMISSIS e su iniziativa e proposta del quale la Società aveva provveduto ad organizzare, in località OMISSIS dal 23 al 29 agosto 2021, un ritiro precampionato per i giocatori OMISSIS, della violazione degli artt. 4, comma 1, del CGS e 37, commi 1 e 2, del Regolamento del Settore Tecnico anche in relazione alle disposizioni contenute nel “Codice di condotta per allenatori, dirigenti e membri dello staff - FIGC Settore Giovanile Scolastico - tutela dei minori” e nelle “Regole per trasferte spostamenti e logistica - FIGC Settore Giovanile Scolastico - tutela dei minori” e con le aggravanti di cui all’art. 14, comma 1, lett. a) e g) del CGS, per aver, durante l’anzidetto ritiro precampionato della squadra OMISSIS: i) occupato/condiviso la medesima stanza di albergo (camera 101 presso l’hotel OMISSIS) con tre calciatori minori di età (segnatamente i calciatori OMISSIS) senza aver preventivamente acquisito/ricevuto il nulla osta da parte dei genitori di ciascuno degli stessi o per meglio dire in assenza del preventivo nulla osta anche da parte dei genitori del minore D.G.; ii) compiuto atti sessuali con il calciatore D.G. con cui occupava e dormiva lo/nello stesso letto matrimoniale, quali concretatesi nell’avergli in più di un’occasione (tra il 23 e il 25 agosto 2021), nel mentre erano entrambi distesi a letto e alla presenza degli altri due minori, sollevato la maglietta per toccarlo/massaggiarlo sulla pancia (davanti e dietro), dato alcune carezze, nonché, alcuni schiaffi sul sedere dicendo “bambini sentite che bel rumore che fa”. Con le aggravanti: a) di aver commesso il fatto abusando del proprio ruolo e in violazione dei doveri derivanti o conseguenti all’esercizio delle proprie funzioni di allenatore della squadra OMISSIS e quindi in spregio a quel rapporto di fiducia instaurato con i giovani calciatori componenti la rosa di siffatta squadra dei quali - peraltro - era affidatario per ragioni di educazione, vigilanza e custodia (art. 14, comma 1, lett. a, del CGS); b) di aver approfittato di particolari situazioni extra-sportive, ovvero, del fatto di occupare la medesima stanza di albergo e condividere il medesimo letto (matrimoniale) con il calciatore minore di età D.G. (art. 14, comma 1, lett. g, del CGS)…I fatti, concordemente illustrati, seppur de relato, dal dirigente della medesima società M.B. presente al ritiro, così come dalla madre del minore offeso e dai genitori di altri scompagni di squadra di quest’ultimo, sono stati confermati, nel corso dell’audizione protetta svoltasi nel corso del procedimento penale, dagli altri due minori presenti nella stanza, uno dei quali (L.C.) ha dichiarato di aver visto ed assistito agli abusi, rendendo, così, i fatti sostanzialmente incontestabili, non essendovi ragione di dubitare della sua credibilità. Più specificamente, quest’ultimo ha riferito di aver visto l’odierno deferito accarezzare e massaggiare più volte la pancia e dare delle pacche sul fondoschiena del loro compagno D.G, il quale avrebbe reagito scostandosi, sentendosi, come confidato successivamente ai compagni di squadra, gravemente infastidito da tali condotte dell’incolpato….Le concordi risultanze degli esiti dell’indagine condotta dalla Procura Federale e degli atti del procedimento penale appaiono dunque sufficienti per poter affermare la responsabilità dell’incolpato. Come ricordato anche in recenti decisioni di questo Tribunale (cfr. decisione n. 96/TFNSD/2021/2022 e giurisprudenza ivi citata) è principio consolidato che per l’affermazione della responsabilità di un soggetto incolpato di una violazione disciplinare  sia sufficiente nell’ambito della giustizia sportiva, anche per i minori poteri di cui dispone l’organo giudicante e per la rapidità con cui è necessario dirimere le controversie, un grado di certezza inferiore all’esclusione di “ogni ragionevole dubbio” che è invece necessario nel processo penale, purché l’accertamento sia comunque idoneo a far acquisire  una “ragionevole certezza” in ordine alla commissione dell’illecito. Nel caso in esame, alla luce degli indizi, gravi precisi e concordanti, derivanti dai riscontri probatori assunti nel procedimento federale e degli elementi di prova ricavabili dalle indagini penali, il Tribunale ritiene pienamente dimostrata la violazione, da parte del deferito I.M…

 

Decisione C.F.A. – Sezione III : Decisione pubblicata sul CU n. 0068/CFA del 2 Marzo 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale – sezione disciplinare n. 0086/TFN-SD 2021-2022 del 19.01.2022

Impugnazione – istanza: A.S.D. WOMAN NAPOLI C5-sig. E.B.-sig. C.M.-A.T.

Massima: Ridotta ad anni 2 l’inibizione al presidente per la violazione dell’art. 4, comma 1, e 32, co. 2 e 7, CGS, in relazione a quanto previsto dagli artt. 39, comma 1, nonché 43, co. 1 e 6, delle N.O.I.F e 7 dello Statuto Federale; la violazione dell’art. 4, comma 1, CGS, in relazione a quanto previsto dagli artt. 23 comma 1, 61 e 66, N.O.I.F. nonché agli artt. 28 e 39 lett. Ca) e degli artt. 30 e 31 del Regolamento del Settore Tecnico. Confermata l’inibizione di mesi 6 a carico dell’allenatore per la violazione dell’art. 4, comma 1, CGS, in relazione a quanto previsto dall’art. 23 comma 1, N.O.I.F. nonché agli artt. 28 e 39 lett. Ca) del Regolamento del Settore Tecnico. Confermata la squalifica per 15 giornate da scontarsi in gare ufficiali alla calciatrice che ha rivestito la qualifica di massaggiatore, per la violazione dell’art. 4, comma 1, CGS, in relazione a quanto previsto dagli artt. 23 commi 1, 61 e 66 N.O.I.F., nonché dell’art. 31 del Regolamento del Settore Tecnico. Confermata la penalizzazione di punti 3 in classifica alla società e ridotta ad € 3.000,00 l’ammenda.

Massima:….l’aver consentito o comunque non impedito - a più riprese nella stagione sportiva 2020/2021 - l’utilizzo dei soggetti ut supra identificati, privi della prescritta autorizzazione ed iscrizione ai rispettivi albi del Settore Tecnico, in qualità di allenatori ufficiali della società e sanitari/massaggiatori della squadra, si appalesa quale condotta in violazione delle norme che governano l’ordinamento sportivo ed in spregio ai fondamentali doveri di lealtà, correttezza e probità esigibili dai dirigenti sportivi. Ad analoghe conclusioni il Collegio perviene in merito all’impiego del medico sociale della squadra (in realtà tesserato come dirigente), nonché allo svolgimento di ben 6 gare di campionato senza la presenza di un’ambulanza, mettendosi così a rischio la tutela del bene incomprimibile della salute.

Massima: Per quanto attiene alle violazioni contestate al sig. …., sanzionato in prime cure con l’inibizione di mesi 6 (sei), per aver svolto le funzioni di allenatore nel corso di ben sei gare del Campionato 2020/2021 in assenza di regolare tesseramento, nonché della prescritta abilitazione ed iscrizione nei ruoli del Settore Tecnico, in violazione dell’art. 23 co. 1 N.O.I.F., in relazione agli artt. 28 e 39 del Regolamento del Settore Tecnico – il Collegio ritiene che le censure dedotte dall’appellante avverso la gravità della sanzione comminata dal Giudice di prime cure appaiono infondate e alquanto inconsistenti.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 103/TFN - SD del 23 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 5382/136 pf21-22/GC/GR/am del 26 gennaio 2022 nei confronti del sig. A.M. - Reg. Prot. 99/TFN-SD

Massima: Prosciolto l’allenatore UEFA B, dalla violazione dell'art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, ovvero dei doveri lealtà, correttezza e probità, sia in via autonoma, sia in relazione agli artt. 37 e 39, lettera Da) del Regolamento del Settore Tecnico per aver consentito l’espletamento di fatto dell’attività di allenatore della prima squadra della società ASD Città di Comiso, al sig. ….privo di abilitazione, iscrizione all'Albo del Settore Tecnico e tesseramento a tal titolo…In ragione dell’accertamento di tali circostanze, il Collegio ritiene che il sig. A. non abbia commesso l’illecito contestato dalla Procura avendo effettivamente svolto le mansioni di allenatore nella stagione 2019/2020 compatibilmente con l’attività di portiere della prima squadra che gli precludeva la possibilità di guidare direttamente gli allenamenti dei giocatori di movimento e la stessa conduzione della squadra dalla panchina durante le partite. Pertanto, considerando che nessuna norma dispone il divieto di svolgere contemporaneamente le mansioni di allenatore e portiere della stessa quadra, non è possibile ritenere configurato l’illecito quivi contestato per essersi il deferito avvalso della collaborazione di altro tesserato, cui impartiva specifiche direttive, nello svolgimento materiale delle mansioni da lui non direttamente eseguibili. Non assume rilevanza ai fini della responsabilità del deferito né la circostanza che la società considerasse come allenatore il sig. ….. (come si evince dal comunicato del 08.06.20 pubblicato sul sito ufficiale della società che ufficializzava la “riconferma” del sig. Violante come allenatore anche per la stagione 2020/2021 e dal profilo facebook della società) né tanto meno gli articoli di giornale riportanti le interviste rilasciate dal sig. ….ivi indicato come allenatore (interviste che tuttavia il sig. …. nega di aver rilasciato).Infatti, tali contegni sono indicativi eventualmente della responsabilità della società e, per essa, del legale rappresentante nonché del soggetto che si manifesta al pubblico come allenatore pur non essendolo, ma sono inidonei a provare l’illecito contestato al sig. A. che, lungi dal fungere come prestanome, ha in realtà svolto le mansioni di allenatore compatibilmente con gli oggettivi limiti della doppia mansione dallo stesso legittimamente svolta.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 102/TFN - SD del 21 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4123/60pf21-22/GR/GC/am del 7 dicembre 2021 nei confronti del sig. V.D.D. e della società FC Tossicia ASD - Reg. Prot. 77/TFN-SD

Massima: Mesi 9 di inibizione al presidente  per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione all’art. 94, comma 1, delle NOIF ed in relazione al CU LND n. 1 s.s. 2019/2020, punto 14 (alla voce “Allenatori”), per aver nella sua qualità pattuito con il tecnico sig. Z., nell’accordo del 26.08.2019, per la conduzione tecnica della squadra partecipante al Campionato di 1.a Categoria, un premio di tesseramento superiore ai massimali previsti dalla norma di riferimento di cui al predetto CU; - violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dagli articoli 94 ter, comma 13, delle NOIF e 31, commi 6 e 7, del Codice di Giustizia Sportiva, per non avere lo stesso, quale presidente della società soccombente nei confronti dell’allenatore sig. ., eseguito (o fatto eseguire) nel termine previsto, in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, il pagamento delle somme dovute in virtù del lodo emesso dal Collegio Arbitrale LND, pubblicato nel CU n.1/2021. la società, oggi inattiva, si iscriva ad un campionato organizzato dalla FIGC, ed euro 300,00 di ammenda...Come descritto in fatto, nell’accordo del 26.08.2019, era pattuito un premio di tesseramento superiore ai massimali previsti dalla norma di riferimento di cui al CU LND n. 1 s.s. 2019/2020, punto 14 (alla voce “Allenatori”) di euro 5.000,00. Tutto ciò in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità stabiliti dall’art. 4, comma 1, del CGS in relazione all’art. 94, comma 1, delle NOIF secondo cui “1. Sono vietati: a) gli accordi tra società̀ e tesserati che prevedano compensi, premi e di indennità̀ in contrasto con le norme regolamentari, con le pattuizioni contrattuali e con ogni altra disposizione federale; b) la corresponsione da parte della società̀ a propri tesserati, a qualsiasi titolo, di compensi o premi od indennità̀ superiori a quelli pattuiti nel contratto od eventuali sue modificazioni, purché ritualmente depositato in Lega e dalla stessa approvato”. La violazione della disposizione risulta, integrata nel caso di specie con il ripetuto CU LND n. 1 2019/2020, documentale. Sanzione equa appare essere quella di mesi 3 (tre) mesi di inibizione per il sig. …. e di euro 300.00 (trecento/00) per la società. Il sig. D…., quale Presidente della società soccombente, non ha eseguito nel termine previsto il pagamento delle somme dovute in virtù del lodo emesso dal Collegio Arbitrale LND, che aveva previsto l’obbligo della società FC Tossicia ASD di corrispondere la somma di euro 2.950,00 in favore del tecnico sig. ….Ciò in violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dagli articoli 94 ter, comma 13, delle NOIF e 31, commi 6 e 7, del Codice di Giustizia Sportiva. Invero, l’art. 94 ter, comma 13, prevede, per quanto interessa ai fini della presente decisione. che “ 13. Il pagamento agli allenatori delle Società della LND di somme, accertate con lodo emesso dal competente Collegio Arbitrale, deve essere effettuato entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione. Decorso inutilmente tale termine, si applica la sanzione di cui all’art. 8, comma 9, del Codice di Giustizia Sportiva. …”. Il termine di 30 giorni di cui alla disposizione citata ha carattere perentorio ed è pacifico e neppure contestato che il lodo non è stato eseguito nel termine regolamentare. Norma sanzionatoria applicabile risulta, per la società, l’art. 31, comma 6, CGS il quale stabilisce che “ Il mancato pagamento, nel termine previsto dagli artt. 94 ter, comma 11, e 94 quinquies, comma 11, delle NOIF, delle somme accertate rispettivamente dalla Commissione Accordi Economici della LND e dalla Commissione Accordi Economici per il calcio Femminile o dalla Sezione vertenze economiche del Tribunale federale nazionale, comporta l’applicazione, a carico della società responsabile, della sanzione della penalizzazione di uno o più punti in classifica. La stessa sanzione si applica in caso di mancato pagamento, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione del lodo, delle somme accertate dal Collegio arbitrale della LND per gli allenatori tesserati con società dilettantistiche; e per i dirigenti della società inadempiente, il successivo comma 7 il quale dispone che “ I dirigenti, i soci e non soci di cui all'art. 2, comma 2, e i collaboratori della gestione sportiva che partecipano agli illeciti di cui ai commi precedenti, sono soggetti alla sanzione della inibizione di durata non inferiore a sei mesi”. Il Tribunale, in ragione della fattispecie oggetto di procedimento, ritiene di applicare, per questa seconda incolpazione il minimo edittale stabilito e, quindi, irrogare al Presidente della società la sanzione dell’inibizione per mesi 6 (sei) di inibizione ed alla società la sanzione di 1 (uno) punto di penalizzazione in classifica), da scontarsi nel caso in cui la società, oggi inattiva, si iscriva ad un campionato organizzato dalla FIGC.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 98/TFN - SD del 17 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 5191/119 pf21-22/GC/blp del 13 gennaio 2022, notificato al Tribunale Federale Nazionale in data 19 gennaio 2022 nei confronti del sig. I.M. e della società Cedratese Calcio 1985 SSD - Reg. Prot. 96/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS la società è sanzionata con l’ammenda di € 2.000,00 a titolo di responsabilita ̀ oggettiva, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 6, comma 2, del CGS, dei comportamenti ascritti, al proprio all’allenatore inquadrato nei ruoli del Settore Tecnico come Istruttore Giovani Calciatori - Allenatore UEFA C e come tale svolgente attivita ̀ rilevante per l’Ordinamento federale ex art. 2, comma 2, del CGS nell’interesse e conto della societa ̀ Cedratese Calcio 1985 SSD (per la quale peraltro era stato formalmente tesserato per le stagioni sportive 2019-2020 e 2020-2021) in quanto soggetto cui era stata affidata per la corrente stagione sportiva (sia pure in attesa di provvedere al perfezionamento del relativo tesseramento) la direzione tecnica della squadra “Esordienti classe 2009” e su iniziativa e proposta del quale la Societa ̀ aveva provveduto ad organizzare, in localita ̀ Druogno (VB) dal 23 al 29 agosto 2021, un ritiro precampionato per i giocatori “classe 2009”, della violazione degli artt. 4, comma 1, del CGS e 37, commi 1 e 2, del Regolamento del Settore Tecnico anche in relazione alle disposizioni contenute nel “Codice di condotta per allenatori, dirigenti e membri dello staff - FIGC Settore Giovanile Scolastico - tutela dei minori” e nelle “Regole per trasferte spostamenti e logistica - FIGC Settore Giovanile Scolastico tutela dei minori” e con le aggravanti di cui all’art. 14, comma 1, lett. a) e g) del CGS, per aver, durante l’anzidetto ritiro precampionato della squadra “Esordienti classe 2009”: i) occupato/condiviso la medesima stanza di albergo (camera 101 presso l’hotel “….”) con tre calciatori minori di eta ̀ (segnatamente i calciatori …..) senza aver preventivamente acquisito/ricevuto il nulla osta da parte dei genitori di ciascuno degli stessi o per meglio dire in assenza del preventivo nulla osta anche da parte dei genitori del minore ….; ii) compiuto atti sessuali con il calciatore ….. con cui occupava e dormiva lo/nello stesso letto matrimoniale, quali concretatesi nell’avergli in piu  ̀di un’occasione (tra il 23 e il 25 agosto 2021), nel mentre erano entrambi distesi a letto e alla presenza degli altri due minori, sollevato la maglietta per toccarlo/massaggiarlo sulla pancia (davanti e dietro), dato alcune carezze, nonche ́,  alcuni schiaffi sul sedere dicendo “bambini sentite che bel rumore che fa”. Con le aggravanti: a) di aver commesso il fatto abusando del proprio ruolo e in violazione dei doveri derivanti o conseguenti all’esercizio delle proprie funzioni di allenatore della squadra “Esordienti classe 2009” e quindi in spregio a quel rapporto di fiducia instaurato con i giovani calciatori componenti la rosa di siffatta squadra dei quali - peraltro - era affidatario per ragioni di educazione, vigilanza e custodia (art. 14, comma 1, lett. a, del CGS); b) di aver approfittato di particolari situazioni extra-sportive, ovvero, del fatto di occupare la medesima stanza di albergo e condividere il medesimo letto (matrimoniale) con il calciatore minore di eta ̀ ….. (art. 14, comma 1, lett. g, del CGS);

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 97/TFN - SD del 15 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 5178/71pf 21-22 GC/GR/am del 18 gennaio 2022 nei confronti del sig. A.A. - Reg. Prot. 95/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS l’Istruttore Giovani Calciatori, è sanzionato con mesi 4 di squalifica per la violazione di cui all’art. 4 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, ovvero della violazione dei doveri lealtà, correttezza e probità, sia in via autonoma, sia in relazione ai seguenti articoli del Regolamento del Settore Tecnico:- art. 35 comma 1 (secondo il quale i Tecnici, per poter espletare attività calcistica diversa da quella derivante dalle proprie attribuzioni, devono presentare al Settore Tecnico domanda di sospensione dall’Albo precisando la natura della nuova attività); - art. 37 commi 1 e 3 (secondo cui i tecnici inquadrati nell’albo del Settore Tecnico sono tenuti al rispetto dello Statuto e di tutte le norme federali ed in caso di violazioni delle norme deontologiche, la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale adotta nei confronti degli iscritti i provvedimenti disciplinari); - art. 40 comma 3 (secondo il quale ai Tecnici inquadrati nell'Albo del Settore Tecnico è fatto divieto di trattare direttamente o indirettamente e comunque di svolgere attività collegate al trasferimento ed al collocamento dei calciatori). Ciò per aver svolto il ruolo di dirigente-direttore sportivo in favore della società ASD Sanseverinese all'inizio della s.s. 19-20, (omettendo di presentare richiesta di sospensione al S.T.), privo di qualifica e di tesseramento a tal titolo, svolgendo attività collegate al collocamento di calciatori in favore della società ASD Sanseverinese e concordando, altresì, con i calciatori …., l'entità dei rimborsi spese da percepire da parte della stessa società di tesseramento ASD Sanseverinese.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 96/TFN - SD del 11 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4922/515pf20-21/GC/gb dell’11 gennaio 2022 nei confronti del sig. C. R. e della società ASD San Luigi Calcio - Reg. Prot. 92/TFN-SD

Massima: Anni 5 di squalifica, con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC all’allenatore della squadra di categoria Esordienti della società per la violazione del disposto di cui all'art. 4, comma 1, del vigente Codice di Giustizia Sportiva per avere lo stesso, nel corso della stagione sportiva 2019 – 2020 e nella successiva stagione sportiva 2020 – 2021 fino al mese di dicembre 2020, posto in essere nei riguardi di numerosi giovani calciatori della sua squadra di età compresa tra i dieci e gli undici anni, atti di natura sessuale ritenuti penalmente rilevanti ai sensi dell'art. 609 quater e 61 n. 11 c.p. dalla Procura della Repubblica di Trieste e consistiti in toccamenti dei genitali e delle parti intime; in particolare tali atti sono stati posti in essere in occasione del tragitto casa/campo in alcuni casi in cui il R. si era offerto di accompagnare dei ragazzi a casa, nello spogliatoio del campo di calcio anche in occasione della doccia dopo gli allenamenti o la gara, durante gli allenamenti, nonché nel corso di un ritiro effettuato dalla squadra in Slovenia; la società, a titolo di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. art. 6, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva è sanzionata con € 1.500,00 di ammenda…..E’ principio oramai granitico, affermato sia dalla giurisprudenza endofederale che da quella esofederale, che nell’ambito del procedimento sportivo, per ritenere responsabile un soggetto incolpato di una violazione disciplinare, non è necessaria la certezza assoluta della commissione dell’illecito, né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel processo penale, ma può reputarsi sufficiente un grado di prova superiore alla valutazione della semplice probabilità ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti. Tale definizione dello standard probatorio ha ricevuto, nell’ordinamento sportivo, una codificazione espressa in materia di violazione delle norme anti-doping, laddove si prevede che il grado di prova richiesto, per poter ritenere sussistente una violazione, deve essere comunque superiore alla semplice valutazione della probabilità, ma inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio (si veda l’art. 4 delle Norme Sportive Antidoping del CONI, in vigore dall’ 1.01.2009). A tale principio vigente nell’ordinamento deve assegnarsi una portata generale sicché deve ritenersi sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una “ragionevole certezza” in ordine alla commissione dell’illecito (Sez. I, decisione n. 14/CFA/2020/2021; SS.UU., decisione n. 19/CFA/2020/2021; Sez. I, decisione n. 83/CFA/2020/2021; SS.UU., decisione n. 105/CFA/2020/2021; SS.UU., decisione n. 24/C.F.A./2018/2019). Ritiene il Collegio che, per quanto attiene la posizione del sig. C.R., tale standard probatorio sia da considerare raggiunto alla luce degli elementi probatori prodotti dalla Procura Federale, per lo più da ricondurre al procedimento penale instaurato innanzi al Tribunale di Trieste. Risulta, infatti, dagli atti che nei confronti del deferito siano state presentate ben diciotto denunce di cui una, la prima, sporta dalla Società ASD San Luigi Calcio e diciassette sporte da altrettanti genitori dei minori, quasi tutti undicenni, che hanno subito molestie di vario genere e natura meglio descritte negli atti del procedimento penale e nella relazione d’indagine dei Collaboratori della Procura. I predetti minori, tutti ascoltati nell’ambito del procedimento penale con l’assistenza e l’ausilio di medici e psicologi, hanno confermato le molestie subite e le loro testimonianze sono state riconosciute come completamente coerenti e attendibili dai consulenti del Pubblico Ministero che, anzi, hanno evidenziato la possibilità che le responsabilità dell’allenatore possano essere state addirittura sminuite. Sono poi stati acquisiti agli atti alcuni “screenshots” di chat su WhatsApp, tra il C.R. ed alcuni minori, dal contenuto inequivocabile nonché una conversazione, intrattenuta sempre tramite il predetto social media, tra lo stesso e un suo stretto collaboratore, anch’esso tesserato per l’ASD San Luigi Calcio dove il primo riconosceva i suoi errori dichiarando testualmente “A. ho sbagliato e devo prendermi le responsabilità, questo è il fatto”, “possono chiedermi tutto quello che vogliono, anche di seguire un percorso con lo psicologo”, “vorrei parlare con loro e fargli capire che ho sbagliato ma che ho una figlia di 6 anni e sarebbe massacrante per lei”. I gravi indizi di colpevolezza acquisiti all’esito delle indagini svolte nell’ambito del procedimento penale hanno determinato, nei confronti del sig. C. R., l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, confermata anche dal Tribunale del Riesame. Proprio nella richiesta per l’applicazione di misure cautelari, il P.M. sottolineava che a carico del sig. C.R., incensurato, risultava altro procedimento del 2015 per fatti del tutto analoghi, sorto a seguito della denuncia dei genitori di altro minore, archiviato in virtù del dubbio che si trattasse di uno scherzo e non di un atto sessuale. Risulta, infine, che il sig. C.R., durante il periodo di arresti domiciliari abbia ottenuto periodici permessi di lasciare la propria abitazione per recarsi in cura da uno psicoterapeuta. Ritiene il Collegio che non sia necessario, in questa sede, riportare gli specifici episodi che vengono addebitati al sig. C.R., richiamati ed evidenziati nel procedimento penale a suo carico, essendo sufficiente rimandare agli stessi così come indicati e circostanziati nell’ambito del predetto procedimento, specificati nell’avviso ex art. 415 bis c.p.p. del 23.06.2021,  richiamati nell’atto di deferimento ed elencati nella seconda relazione d’indagine redatta dai Collaboratori della Procura Federale in data 27.10.2021. Preme, invece, sottolineare che gli episodi contestati hanno avuto esecuzione sia negli spogliatoi dell’impianto sportivo ove svolge la sua attività la Società ASD San Luigi Calcio, sia nell’autovetture del C.R. allorquando questi si trovava occasionalmente a riaccompagnare a casa i ragazzi, sia in occasione di un ritiro che i ragazzi hanno fatto in Slovenia nel 2019. In tutte queste circostanze il sig. C.R. ha ampiamente abusato della propria condizione di allenatore che indubbiamente costituiva posizione dominante su ragazzi appena undicenni. Anche tale circostanza è senza dubbio meritevole di valutazione sotto il profilo della determinazione della sanzione disciplinare che, alla luce della assoluta gravità dei fatti contestati, della molteplicità e ripetitività degli stessi e di quanto da ultimo evidenziato, si ritiene di dover determinare come in dispositivo. La circostanza che alcuni dei comportamenti ascritti al sig. C.R. si siano concretizzati al di fuori dell’impianto sportivo, assume rilevanza, ad avviso del Collegio, al fine della valutazione del grado di responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del C.G.S., da ascrivere alla Società ASD San Luigi Calcio. Non può certo imputarsi a quest’ultima un comportamento omissivo, sotto il profilo del controllo e della vigilanza, per fatti e atti perpetrati dal C.R. nella sua autovettura o durante il ritiro in Slovenia. Si consideri che fra l’allenatore e la Società si era instaurato, da anni, un rapporto fiduciario senza che, prima del giugno 2020, nessun soggetto avesse avuto a lamentarsi per comportamenti impropri del tecnico. Ciò consente di affermare che la Società non debba rispondere, in via oggettiva, delle condotte del suo tesserato allorquando non vi sia la possibilità materiale di controllarne i comportamenti, in assenza del benché minimo sospetto circa la possibilità che questi possa rendersi autore di contegni che costituiscono violazione del Codice di Giustizia Sportiva e non solo.A diversa valutazione giunge, invece, il Collegio con riguardo ai comportamenti contestati al C.R. avvenuti all’interno dell’impianto sportivo, durante gli allenamenti, negli spogliatoi e sotto le docce. È fuor di dubbio che per tali evenienze l’ASD SAN LUIGI CALCIO debba rispondere a titolo di responsabilità oggettiva. Di tale responsabilità è certamente cosciente la Società che, con la memoria deposita dopo la notifica della Comunicazione di conclusione delle indagini della Procura Federale, dopo aver evidenziato una serie di attività e protocolli, certamente meritevoli, posti in essere al fine di evitare il ripetersi di situazioni similari, invoca l’applicazione del minimo della sanzione. D’altra parte è la stessa Società, sempre nella citata memoria, che riferisce che già prima degli accadimenti oggetto del presente procedimento disciplinare esisteva un protocollo, sia pure non scritto, che prevedeva la presenza, all’interno dello spogliatoio dei ragazzi, di almeno due adulti in contemporanea ed è la stessa Società ad ammettere che tale protocollo non sempre è stato rispettato tant’è che l’allenatore C.R. ha potuto adottare i comportamenti contestatigli.

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0064/CFA del 31 Gennaio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - n. 76/TFNSD-2021-2022 del 22 dicembre 2021

Impugnazione – istanza: sig. P.C.

Massima: Confermata la decisione del TFN cha ha sanzionato l’allenatore con mesi 12 di squalifica per la violazione: a) degli artt. 4, comma 1, e 28, comma 1, del CGS nonché dell’art. 37, comma 1, del Regolamento del Settore Tecnico, per avere profferito, sia durante una seduta di allenamento tenutasi in data 14 aprile 2021 sia in altre occasioni, espressioni discriminatorie nei confronti del calciatore ….. e di altri giocatori di colore presenti in squadra; in particolare, per aver appellato il calciatore ….. con il termine “scimmione”, dicendogli “se non fossi stato fratello del più noto …. saresti dovuto andare a vendere accendini in spiaggia” nonché “ne*** di m****” e “torna al tuo paese”; chiamando, altresì, in più occasioni, tutti i giocatori di colore presenti in squadra “ne***”; b) dell’art. 4, comma 1, del CGS nonché dell’art. 37, commi 1 e 2 del Regolamento del Settore Tecnico per avere tentato di ottenere l’indebito pagamento di € 2.000,00 dalla Società FCD Calcio Termoli 1920 per consentire al calciatore …. di partecipare alle gare della predetta Società…..Sul punto, occorre in primo luogo precisare che, in ambito esofederale è stato affermato che per dichiarare la responsabilità da parte del soggetto incolpato di una violazione disciplinare sportiva non è necessaria la certezza assoluta della commissione dell’illecito, né il superamento di ogni ragionevole dubbio, come nel processo penale, ma può ritenersi sufficiente un grado inferiore di certezza, ottenuta sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, in modo tale da acquisire una ragionevole certezza in ordine alla commissione dell’illecito (Corte federale d’appello, Sezione I, decisione n. 14/CFA/2020/2021; Sezioni unite, decisione n. 19/CFA/2020/2021; Sez. I, decisione n. 83/CFA/2020/2021; Sezioni unite, decisione n. 105/CFA/2020/2021). In secondo luogo, occorre rilevare che, seppur alcune dichiarazioni, valutate autonomamente, potrebbero costituire una semiplena probatio (perché relative a fatti appresi de relato ovvero rese dal medesimo soggetto offeso), le stesse, nel loro complesso, anche attraverso l’integrazione tra le circostanze apprese direttamente e le altre apprese de relato, restituiscano un quadro probatorio contraddistinto non solo dalla piena concordanza su identiche circostanze fattuali ma anche dall’assenza di elementi che possano far dubitare della sincerità e buona fede dei dichiaranti. Pertanto, il Collegio, nel concordare con la valutazione dei riscontri istruttori effettuata in primo grado, ribadisce che la violazione degli artt. 4, comma 1, e 28, comma 1, del CGS nonché dell’art. 37, comma 1, del Regolamento del Settore Tecnico da parte del Sig. C. è da ritenersi provata e reiterata, non essendosi esaurita nella sola seduta di allenamento del 14 aprile 2021 ma anche in altre occasioni similari.

Massima:….occorre ricordare come l’intero ordinamento sportivo - in questo conformandosi all’ordinamento internazionale, europeo e nazionale - è informato al principio di non discriminazione. In tal senso, come già ricordato da questa Corte federale (Corte federale di appello – Sezioni unite, n. 105 dell’11 maggio 2021), depongono sia l’art. 2 dello Statuto della FIGC, quinto comma, sia l’art. 28 del codice di giustizia sportiva (d’ora innanzi, CGS), dalla cui lettura emerge “la volontà dell’ordinamento federale di contrastare e punire tutti i comportamenti discriminatori, di ogni genere e tipologia, volti a negare il diritto di ciascuno ad essere riconosciuto quale persona libera ed eguale, anche in attuazione del principio del mutuo rispetto, posto a base di ogni convivenza civile e democratica. La condotta discriminatoria, del resto, si sostanzia in ogni forma di discriminazione dei diritti fondamentali della persona, che non può non provocare una dura reazione da parte non solo dell'ordinamento giuridico generale, ma anche da parte di quello sportivo, anche alla luce degli inequivoci principi posti dalla Costituzione in materia (così, Corte Federale d’Appello Sezioni Unite C.U. n. 090/CFA 2017/2018). In tale prospettiva, la nozione di comportamento discriminatorio elaborata dal legislatore federale risulta coerente ed in sintonia con quella adottata dagli organismi e dalle istituzioni europee ed internazionali (Convenzione di New York del 1966; Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, 1950; art. 21 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea; artt. 2 e 7 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo). Ciò posto, data la natura preminente dei diritti tutelati dalle disposizioni violate dal Sig. C. e la reiterazione dei comportamenti posti in essere dal medesimo in violazione di tali norme, il Collegio ritiene corretta la valutazione del quantum della sanzione operata dal giudice di primo grado.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 86/TFN - SD del 19 Gennaio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4434/6pf21-22/GC/blp del 17 dicembre 2021 nei confronti dei sigg.ri B.E. + altri e delle società ASD Woman Napoli C5, ASD Calcio Sangiovannese e ASD New Cap 74 - Reg. Prot. 88/TFN-SD

Massima:  Anni 2 e mesi 4 di inibizione al presidente: per la violazione dell’art. art. 4, comma 1, e dell’art. 32, co. 2 e 7, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dagli articoli 39, comma 1, nonché 43, co. 1 e 6, delle N.O.I.F. e 7, comma 1, dello Statuto Federale per aver consentito a due calciatrice in data antecedente al tesseramento, di disputare n. 2 incontri, per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dall’art. 23 comma 1, delle N.O.I.F. nonché agli artt. 28 e 39 lett. Ca) del Regolamento del Settore Tecnico per aver consentito o, comunque, non impedito, nella stagione sportiva 2020/2021, ad un soggetto, in assenza di regolare tesseramento, nonché della prescritta abilitazione e dell’iscrizione ad albi, elenchi o ruoli del Settore tecnico, di svolgere le funzioni di allenatore ufficiale della squadra della predetta società; per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dall’art. 23, comma 1, delle N.O.I.F. nonché dell’art. 31 del Regolamento del Settore tecnico: 1) per aver consentito o, comunque, non impedito, nella stagione sportiva 2020/2021, alla sig.ra …., in costanza di formale tesseramento in qualità di calciatrice, di svolgere le funzioni di operatore sanitario/massaggiatore della squadra della predetta società, in assenza di regolare tesseramento, nonché della prescritta abilitazione e dell’iscrizione ad albi, elenchi o ruoli del Settore tecnico; 2) per aver consentito o, comunque, non impedito, nella stagione sportiva 2020/2021, al sig. …, in costanza di formale tesseramento in qualità di dirigente, di svolgere le funzioni di operatore sanitario/massaggiatore della squadra della predetta società, in assenza di regolare tesseramento, nonché della prescritta abilitazione e dell’iscrizione ad albi, elenchi o ruoli del Settore tecnico; per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dall’art. 66 delle N.O.I.F. per aver consentito o, comunque, non impedito lo svolgimento di alcune partite giocate in casa, nonostante l’assenza del medico in panchina e l’assenza dell’ambulanza, oltre all’accertata assenza del medico della squadra ospite. La società è sanzionata con punti 3 di penalizzazione in classifica, da scontare nel corso della corrente stagione sportiva, ed euro 4.700,00 di ammenda.

Massima: Giornate 15 di squalifica, da scontarsi in gare ufficiali alla calciatrice per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, in relazione a quanto previsto dall’art. 23, comma 1, delle N.O.I.F., nonché dell’art. 31 del Regolamento del Settore tecnico per avere svolto, in costanza di formale tesseramento in qualità di calciatrice (rivestita anche del ruolo di presidente onorario), nella stagione sportiva 2020/2021, funzioni di operatore sanitario/massaggiatore della squadra della predetta società, in assenza di regolare tesseramento e del necessario titolo abilitativo

Massima: Il dirigente accompagnatore non è responsabile per la sottoscrizione di distinte “incomplete”, cioè mancanti dell’indicazione del medico sociale e/o dell’allenatore e/o dell’operatore sanitario e/o del numero minimo di calciatrici da inserire in distinta di gara e/o del numero minimo di calciatrici “formate”….Ritiene il Collegio che pur rappresentando le rispettive Società di appartenenza, come previsto dai citati art. 66 delle N.O.I.F. e dal C.U. n. 1 della stagione sportiva 2020-21 del 6 Luglio 2020 della Divisione Calcio a 5, i tesserati che rivestono la qualifica di Dirigente Accompagnatore Ufficiale nelle distinte consegnate a i Direttori di gara ai sensi dell’art. 61 delle N.O.I.F., non possano essere sanzionati in relazione agli specifici addebiti di cui si è appena detto per due ordini di considerazioni: 1 – in primo luogo non è rinvenibile, nella normativa endofederale, alcun precetto che imponga al Dirigente Accompagnatore Ufficiale di consegnare al Direttore di gara distinte complete in ogni loro parte. L’unico obbligo che sussiste in capo al Dirigente stesso è quello di certificare, nello svolgimento della sua funzione di rappresentante della Società di appartenenza, come previsto dalle norme già citate in precedenza, che quanto riportato sulla distinta, da lui sottoscritta, non costituisca falso ideologico. A titolo meramente esemplificativo egli non potrà, quindi, inserire in distinta, quale partecipante alla gara, un atleta squalificato o non regolarmente tesserato attestando il contrario, quale medico sociale un soggetto che non sia tale o un allenatore non iscritto nei ruoli del Settore Tecnico, dovendone, in diversa ipotesi, risponderne disciplinarmente tanto egli stesso quanto la Società di appartenenza. La ratio della norma sopra richiamata è infatti quella di fornire all’arbitro della gara l’elenco delle persone che “possono” accedere al recinto di gioco, avendone quindi titolo, elenco che deve risultare veridico, con esclusione pertanto di responsabilità, non prevista come già evidenziato, in caso di produzione di un’eventuale distinta incompleta che, diversamente, potrà determinare conseguenze in capo alla società laddove abbia contravvenuto a specifici dettami previsti per la relativa competizione. Ad ulteriore conferma di tale assunto sovviene il dettato di cui al comma 5 dello stesso art. 61 NOIF, laddove prevede, espressamente, una responsabilità in capo all’accompagnatore ufficiale che sottoscrive la distinta qualora dichiari falsamente il regolare tesseramento di un calciatore inserito in elenco 2 - per quanto attiene alle violazioni in esame, vale a dire quelle relativa alla sottoscrizione di distinte incomplete per i motivi dianzi evidenziati, gli artt. 61 e 66 delle N.O.I.F. e il C.U. n. 1 della stagione sportiva 2020-21 del 6 Luglio 2020 della Divisione Calcio a 5 prevedono specifiche sanzioni a carico delle Società ma non dei loro tesserati. Si potrebbe ipotizzare una responsabilità del legale rappresentante della Società per il principio di “immedesimazione organica” o per “culpa in vigilando” ma il Collegio ritiene non di dovere approfondire l’argomento in questa sede posto che per le contestazioni de quibus nessun legale rappresentante delle Società coinvolte, ad eccezione della ASD WOMAN NAPOLI di cui si dirà appresso, è stato attinto dal deferimento della Procura Federale. Dunque le Società di appartenenza di quei Dirigenti Accompagnatori Ufficiali che hanno presentato al Direttore di gara distinte “incomplete” perché mancanti dell’indicazione del medico sociale e/o dell’allenatore e/o dell’operatore sanitario e/o del numero minimo di calciatrici da inserire in distinta di gara e/o del numero minimo di calciatrici “formate”, dovranno rispondere a titolo di “responsabilità propria” delle violazioni contestate dalle Procura Federale così riqualificata la contestata responsabilità oggettiva. In conseguenza di quanto sin qui evidenziato, ritiene questo Tribunale di dover assolvere da ogni addebito loro ascritto, così come precisato nell’atto di deferimento, il sig. …. all’epoca dei fatti Dirigente Accompagnatore Ufficiale … Per converso, per le svariate violazioni contestate dalla Procura Federale in tema distinte “incomplete”, dovranno essere sanzionate, a titolo di responsabilità propria, le rispettive Società di appartenenza dei Dirigenti Accompagnatori Ufficiali assolti.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 84/TFN - SD del 17 Gennaio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 3266/57 pf 21-22 GC/GR/ac dell’11 novembre 2021 nei confronti dei sigg.ri A.S., E.P. e della società Polisportiva Garden Srl SSD - Reg. Prot. 57/TFN-SD

Massima: Mesi 4 di inibizione al presidente per la violazione dell’art. 4 comma 1 del CGS, in relazione all’art. 33 comma 1 e all’art. 37 comma 1 del Regolamento Settore Tecnico, e all’art. 38 comma 1 delle NOIF in quanto durante la stagione 2019-2020, impiegava quale allenatore… nonostante non fosse in regola con il tesseramento relativo alla stagione in corso. Per tali fatti la società è punita con l’ammenda di € 400,00

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 83/TFN - SD del 17 Gennaio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 3303/55 pf21-22/GC/GR/ac dell’11 novembre 2021 nei confronti del sig. P.P. e della società ASD Castiadas Calcio - Reg. Prot. 58/TFN-SD

Massima: La società è sanzionata con l’ammenda di € 200,00 e punti 1 di penalizzazione in classifica, da scontarsi nel corso della corrente stagione sportiva a titolo di responsabilità oggettiva per il comportamento tenuto dall’allenatore e dal presidente posto in violazione dell’art. 4 comma 1 CGS – FIGC in relazione all’art. 94 comma 1 NOIF ed alle prescrizioni contenute nel C.U. n. 1 della LND punto 14 lettera a) alla voce “allenatori” stagione sportiva 2019/2020 per aver pattuito nell’accordo economico del 17 ottobre 2019, quale premio previsto per la conduzione di squadre minori da parte del tecnico, la somma di € 2.700,00, oltre il rimborso delle spese, eccedente i massimali; in violazione degli artt. 4 comma 1, 31 comma 6 CGS – FIGC, 94 ter comma 13 NOIF per non aver ottemperato nel termine di gg. 30 dalla notifica all’obbligo di pagamento a favore dell’allenatore della somma di € 2.540,04, di cui al lodo sopra richiamato.

Decisione C.F.A. – Sezione IV : Decisione pubblicata sul CU n. 0057/CFA del 13 Gennaio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale federale nazionale – sezione disciplinare n. 0061 del 29.11.2021

Impugnazione – istanza: sig. M.G. - A.S.D. ATLETICO RACALE

Massima: Confermata al decisione del TFN che ha sanzionato l’allenatore con mesi 6 di squalifica per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva in relazione all’art. 37, comma 1 del Regolamento per il Settore Tecnico, ed all’art. 94, comma 1, delle NOIF ed in relazione a quanto prescritto nel C.U. n. 1 della LND punto 14) lett. a) alla voce “allenatori“ stagione sportiva 2018/2019, per aver stipulato con la società ASD Atletico Racale due accordi economici entrambi con data 22 ottobre 2018 per un importo rispettivamente di € 7.800,00 oltre ad € 300.00 al mese a titolo di rimborso spese (per un totale quindi di € 9.600,00) nonché un premio di € 2.500,00 in caso di raggiungimento della promozione in Eccellenza e l’altro di € 9.600,00 comprensivo di rimborso spese con un premio di € 2.500,00 in caso di raggiungimento della promozione in Eccellenza. Di tali accordi economici, difformi tra loro, quello con l’importo di € 7.800,00 oltre ad € 300.00 al mese a titolo di rimborso spese nonché l’eventuale premio di € 2.500,00 è stato depositato presso il Comitato Regionale Puglia dalla Società ASD Atletico Racale, mentre l’altro avente importo di € 9.600,00 comprensivo di rimborso spese con un eventuale premio di € 2.500,00 è stato presentato nel corso del giudizio dinanzi al Collegio Arbitrale LND dallo stesso allenatore. Inoltre, entrambi gli accordi sono violativi della normativa di riferimento poiché recanti un massimale superiore a quello consentito (stabilito per il campionato di Promozione 2018/2019 in € 8.000,00) e contenenti altresì un premio di € 2.500,00 anch’esso non previsto dalla normativa. Confermati mesi 6 di inibizione al presidente per la violazione dell’art. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva in relazione all’art. 94, comma 1, delle NOIF ed in relazione a quanto prescritto nel C.U. n. 1 della LND punto 14) lett. a) alla voce “allenatori” stagione sportiva 2018/2019, per aver stipulato con l’allenatore Sig. … due accordi economici entrambi con data 22 ottobre 2018, l’uno per un importo di € 7.800,00 oltre ad € 300.00 al mese a titolo di rimborso spese (per un totale quindi di € 9.600,00) nonché un premio di € 2.500,00 in caso di raggiungimento della promozione in Eccellenza e l’altro di € 9.600,00 comprensivo di rimborso spese con un premio finale di € 2.500,00 in caso di raggiungimento della promozione in Eccellenza. Di tali accordi economici, difformi tra loro, quello con l’importo di € 7.800,00 oltre ad € 300.00 al mese a titolo di rimborso spese nonché l’eventuale premio di € 2.500,00 è stato depositato presso il Comitato Regionale Puglia dalla Società ASD Atletico Racale, mentre l’altro avente importo di € 9.600,00 comprensivo di rimborso spese con un eventuale premio di € 2.500,00 è stato presentato nel corso del giudizio dinanzi al Collegio Arbitrale LND dall’ allenatore …. Inoltre, entrambi gli accordi sono violativi della normativa di riferimento poiché recanti un massimale superiore a quello consentito (stabilito per il campionato di Promozione 2018/2019 in € 8.000,00) e contenenti altresì un premio di € 2.500,00 anch’esso non previsto dalla normativa. Confermata l’ammenda di € 600,00 alla società a titolo di responsabilità diretta ed oggettiva.

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