Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 146/TFN - SD del 16 Maggio 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7155 /399pf21-22/GC/blp del 22 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri V.G., I.M. e della società FC Crotone Srl - Reg. Prot. 122/TFN-SD

Massima: Ammenda di € 1.000,00 al Presidente del CdA per la violazione dell’art. dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44 comma 1 delle NOIF e delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022” del 1° dicembre 2021, e di quanto previsto dal C.U. 36/A del 28/07/2021 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, del C.U. 42/A del 30/07/21 sull’uso obbligatorio delle certificazioni verdi Covid-19 e anche dei “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC per la stagione sportiva 2021/2022 finalizzate al contenimento dell’emergenza pandemica da Covid-19” del 19/08/21: per violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o, comunque, per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari, in particolare, per non aver sottoposto i tesserati Massimo Mezzini e Pasquale Catalano al test sierologico previsto prima di aggregarsi al gruppo squadra in occasione della partita Frosinone Crotone dell’1/11/21. Ammenda di € 1.600,00 al Responsabile Sanitario tesserato per le suddette violazioni ed € 2.000,00 di ammenda alla società.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 139/TFN - SD del 10 Maggio 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7477/404pf21-22/GC/gb del 31 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri A.D.L., R.C. e della società SSC Napoli Spa - Reg. Prot. 133/TFN-SD

Massima: Prosciolti tutti i deferiti dall’accusa di violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44, comma 1, delle NOIF, delle “Indicazioni Generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della Stagione Sportiva 2021/2022 della FIGC” (versione 4, del 3.12.2021), e della Circolare del Ministero della Salute 60136 del 30 dicembre 2021, nonché di quanto previsto dal C.U. n. 36/A FIGC pubblicato il 28.07.2021 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari, ed in particolare per aver consentito o, comunque, non aver impedito ai calciatori …. di partire da Napoli alla volta di Torino con l’aereo in data 05.01.2022, insieme al resto del “gruppo squadra”, e di partecipare (cfr. distinta gara) in data 06.01.2022 alla gara valevole per il Campionato di Serie A Juventus – Napoli, nonostante i tre citati calciatori fossero stati sottoposti a quarantena domiciliare sino al 09.01.2022, come disposto dall’ASL Napoli 2 – Nord, con nota, avente ad oggetto “Provvedimenti da adottare per positività al TNF di alcuni componenti del Gruppo Squadra SSC Napoli”, comunicata in data 05.01.2022 alle ore 17,01….Risulta in atti come a far tempo, quantomeno, dal giorno 4.1.2022 si fossero riscontrati numerosi casi di positività al Covid 19 tra i tesserati, a diverso titolo, della SSC Calcio Napoli. Sono infatti state acquisite le email inviate dal dott. Canonico alle competenti strutture pubbliche nelle quali, di giorno in giorno, veniva aggiornato l’elenco dei soggetti positivi, comprensivo dell’allenatore della squadra, e venivano comunicati i nominativi dei c.d. “contatti stretti” di questi ultimi. Le strutture venivano inoltre relazionate circa le condizioni igienico-sanitarie nelle quali i soggetti positivi avevano interagito con gli altri tesserati. Risulta altresì che con provvedimento del 5.1.2022 (ore 15.44) la ASL Napoli 1 Centro, rilevata la presenza di un “acclarato focolaio di positività che tra l’altro presenta un continuo trend di casi positivi”, raccomandava alla Società di attenersi scrupolosamente al massimo rispetto delle norme di contenimento e riduzione del rischio, alla luce del principio di massima cautela. Detto provvedimento, con riferimento ai contatti stretti ad alto rischio, prescriveva l’osservanza di quanto previsto al punto 1 della Circolare del Ministero della Salute n. 60136 del 31.12.2021. Per quel che rileva ai fini del presente deferimento, proprio a seguito delle comunicazioni intervenute dal giorno 4 gennaio, alle ore 17.01 del 5.1.2022, veniva notificato alla pec della società, nonché inviato alla email ordinaria del settore sanitario della SSC Calcio Napoli, il provvedimento emesso in pari data dalla ASL Napoli 2 Nord – Dipartimento di Prevenzione, a firma della dott.ssa ., con il quale per i calciatori…, veniva disposto “un periodo di quarantena domiciliare fino al giorno 09/01/2022” ai sensi della circolare ministeriale del 31.12.2021. Sentita nella fase di indagine, la dott.ssa …. puntualizzava che, ai sensi del provvedimento dalla stessa adottato, i tre calciatori sarebbero dovuti rimanere presso il proprio domicilio almeno fino all’esito del tampone di verifica, da eseguirsi il giorno 9.1.2022. Interpellata specificamente sul punto, la funzionaria ha precisato tuttavia che “alcune circolari modulate dal Ministero della Salute sono state emanate per regolare la quarantena/isolamento delle persone appartenenti alle società sportive professionistiche, nello specifico quella del 18.6.2020, che disciplina un tipo di quarantena soft, nel senso che ai positivi è vietata qualsiasi attività sportiva in gruppo, mentre per quelli posti in quarantena la circolare prevede che possano uscire per raggiungerei il campo di allenamento e fare ritorno al luogo di quarantena, sempre indossando i DPI”. Ha altresì precisato che la Circolare 18.6.2020 doveva e deve ritenersi tuttora vigente. Ebbene, alla luce del mero tenore letterale del provvedimento adottato dalla ASL Napoli 2 Nord sopra riportato, non v’è dubbio che i tre calciatori di cui all’incolpazione non sarebbero potuti partire per Torino e, tantomeno, essere impiegati nella gara che si sarebbe disputata il giorno successivo. Con la conseguenza che la condotta contraria tenuta, quantomeno, dal dott. Canonico, dovrebbe ritenersi in astratto assunta in violazione del provvedimento amministrativo citato e dunque sussumibile, sotto il profilo materiale, nelle violazioni contestate. Sotto il profilo soggettivo, tuttavia, ritiene il Tribunale che la condotta contestata non risulti assistita dal necessario elemento psicologico. Ed invero, risulta per tabulas, a conferma di quanto riferito in sede di audizione, che, proprio in conseguenza della ricezione (al termine del volo aereo di trasferimento a Torino) del provvedimento contenente le prescrizioni per i tre calciatori, il dott. …. prese diretto contatto con la ASL Napoli 2, nella persona del Direttore Generale dott. ….., riferendo che i tre tesserati erano presenti al seguito della squadra “in virtù della Circolare del Ministero della Salute del 18 giugno 2020, tuttora vigente” (cfr. dichiarazione dott. …, 8.2.2022). Ebbene, a seguito di tale interlocuzione, il dott. …., Direttore del medesimo Dipartimento che aveva emanato le prescrizioni di cui all’incolpazione, inviò un provvedimento del seguente tenore: “esaminata la relazione del dott. ….. (sulla gestione dei tre calciatori, nrd) abbiamo ritenuto che le norme di legge, inclusa la richiamata circolare del Ministero della Salute 18 giugno 2020, avessero fondamento e le nostre prescrizioni osservate e dunque non abbiamo disposto alcuna sanzione, tanto nei confronti della datrice di lavoro e del responsabile sanitario della stessa, quanto nei confronti dei calciatori”. Pare dunque evidente che al momento del fatto la condotta del dott. …..fu improntata al dichiarato rispetto di quanto previsto dalla Circolare del Ministero della Salute 21463 del 18.6.2020, recante specifiche disposizioni in tema di “modalità attuative della quarantena per i contatti stretti dei casi Covid-19, in particolari contesti di riferimento, quali l’attività agonistica di squadra professionista” e che l’interlocuzione con il dirigente dell’ASL Napoli 2, proprio sullo specifico punto della gestione dei contatti positivi in questione, abbia confortato il deferito nell’operare in tal senso. Soccorre sul punto la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione che, in materia contravvenzionale, ha più volte statuito il principio per cui l’agire del trasgressore può dirsi assistito da buona fede, che esclude la responsabilità, “quando il comportamento antigiuridico sia stato determinato da un fatto positivo dell’autorità amministrativa, idoneo a produrre uno scusabile convincimento di liceità della condotta posta in essere” (cfr. Cass. pen., Sez. III, 12.1.2016, n. 5506; nello stesso senso, Sez. I, 15.7.2015 , n. 47712, per cui “la buona fede ben può essere determinata da un fattore positivo esterno ricollegabile ad un comportamento della autorità amministrativa deputata alla tutela dell'interesse protetto dalla norma, idoneo a determinare nel soggetto agente uno scusabile convincimento della liceità della condotta quanto alla rilevanza del fattore positivo esterno ricollegabile ad un comportamento della pubblica amministrazione”; anche Sez. III, 20.5.2016, n. 35314). Non è dunque possibile, sotto il profilo soggettivo, alcun addebito al dott. …. per aver consentito la partenza dei calciatori e il loro impiego nella gara Juventus-Napoli del giorno 6.1.2022 in osservanza della Circolare 18.6.2020, ancorché il provvedimento adottato dalla ASL 2 Napoli in data 5 gennaio 2022 non facesse alla stessa riferimento, richiamando invece la più restrittiva (ma non applicabile alla fattispecie in esame) Circolare del 31.12.2021. Conforta in tal senso, peraltro, anche la disamina della vicenda contenuta nella citata dichiarazione del Direttore del Dipartimento da cui era provenuto il provvedimento che imponeva la quarantena; dichiarazione che, all’esito della ricostruzione dei fatti, ha ritenuto insussistente qualsivoglia violazione di legge e, per quel che qui rileva, osservate le prescrizioni impartite dall’Ente. Quanto sin qui illustrato rende evidente l’assenza di qualsivoglia addebito anche nei riguardi del Cav. ….., qui deferito in ragione della carica sociale ricoperta. Anche a voler prescindere dalla documentata sussistenza delle deleghe di funzioni in favore di altri soggetti e dall’assenza di prova circa il coinvolgimento aliunde del Presidente nella trasferta in questione, è evidente che ogni eventuale informazione in merito non potrebbe che essere stata al medesimo trasferita nei termini sopra ricostruiti con la conseguente assenza, anche in questo caso, del necessario elemento soggettivo.

 

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0079/CFA del 29 Aprile 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione disciplinare, n. 0116/TFNSD-2021-2022 del 1° aprile 2022

Impugnazione – istanza: F.C. Legnago Salus S.r.l.-sig. V.D.-sig. S.E.-sig. C.A.

Massima: Confermata la decisione del TFN che ha sanzionato con l’ammenda di € 1.850,00 il Presidente del C.d.A. il responsabile sanitario ed il medico sociale  per la violazione dell’art. 4, comma 1, del C.G.S., dell’art. 44, comma 1, delle N.O.I.F. e delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022” del 14 ottobre 2021, e di quanto previsto dal C.U. 36/A del 28 luglio 2021 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, del C.U. 42/A del 30 luglio 2021 sull’uso obbligatorio delle certificazioni verdi Covid-19 e anche dei “Chiarimenti alle indicazioni generali F.I.G.C. per la stagione sportiva 2021/2022 finalizzate al contenimento dell’emergenza pandemica da Covid-19” del 19 agosto 2021: per violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o, comunque, per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari, in particolare, per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) …. al test del tampone previsto dai “Chiarimenti alle indicazioni generali F.I.G.C.” del 19 agosto 2021, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 21 agosto 2021 al 14 ottobre 2021, nonché per avergli consentito e, comunque, non impedito l’accesso sul luogo di lavoro privo della necessaria certificazione verde Covid-19 obbligatoria dal giorno 15 novembre 2021 al 19 novembre 2021; per non avere sottoposto il calciatore (suscettibile) …. al test del tampone previsto dai medesimi “Chiarimenti alle indicazioni generali F.I.G.C.”, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 21 agosto 2021 al 14 ottobre 2021, nonché per avergli consentito e, comunque, non impedito l’accesso sul luogo di lavoro privo della necessaria certificazione verde Covid-19 obbligatoria dal 9 novembre 2021 al 22 novembre 2021; per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) …. al test del tampone previsto dai medesimi “Chiarimenti alle indicazioni generali F.I.G.C.”, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 20 agosto 2021 al 16 settembre 2021; per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) …. al test del tampone previsto dai citati “Chiarimenti alle indicazioni generali F.I.G.C.”, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 20 agosto 2021 al 19 settembre 2021. Rideterminata l’ammenda da € 5.000,00 ad € 3.750,00 a carico della società… Con riguardo all’ammenda a carico della società va considerato infatti che la relativa misura non è stata rideterminata dal Tribunale Federale in proporzione alla misura ridotta, rispetto a quanto inizialmente richiesto dalla Procura Federale, stabilita dalla decisione impugnata a carico del Presidente della società medesima. L’importo della sanzione a carico della società non può che seguire quella a carico delle persone fisiche, quale il Presidente che la rappresenta. Al fine di assicurare tale proporzione, la sanzione a carico della società deve essere rideterminata in euro 3.750 (e non in euro 5.000, come stabilito dalla decisione del Tribunale federale)…..E’ oggetto della presente controversia l’applicazione delle disposizioni federali, vigenti pro tempore, volte a prevenire la diffusione del Covid, le connesse responsabilità del Presidente, del responsabile medico, del medico sociale e della Società calcistica e l’entità delle misure sanzionatorie applicate dalla decisione del Tribunale Federale Nazionale reclamata. Nel caso di specie vengono in rilievo, oltre al contenuto del decreto-legge n. 52/2021 (art. 9-bis), come modificato dal decretolegge n. 105/2021, le disposizioni applicative per l’ordinamento federale sportivo poste dalla F.I.G.C. In particolare, l’art. 9-bis del decreto-legge n. 52/2021, introdotto dal decreto-legge n. 105/2021, nel testo in vigore dal 23 luglio 2021 fino al 26 novembre 2021 (testo precedente le modifiche apportate dal decreto-legge 26 novembre 2021, n. 172) stabiliva che, a far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID19 l'accesso a una serie di servizi e attività, tra cui (comma 1, lettera d): piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, di cui all'articolo 6, limitatamente alle attività al chiuso. Dal 27 novembre 2021 e fino al 18 febbraio 2022, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto-legge n. 172/2021, la lettera d) è stata ulteriormente integrata dall’inciso “nonché spazi adibiti a spogliatoi e docce, con esclusione dell'obbligo di certificazione per gli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell'età o di disabilità”. In sequenza rispetto alla introduzione delle disposizioni di cui all’art. 9-bis del decreto-legge n. 52/2021, la F.I.G.C. ha, in particolare, adottato dei chiarimenti, il 19 agosto 2021, alle indicazioni generali F.I.G.C. per la stagione sportiva 2021/2022 finalizzate al contenimento dell’emergenza pandemica da Covid 19. Segnatamente, il “Chiarimento in merito alle sedute di allenamento [nuovo]” ha precisato che “Con riferimento allo svolgimento delle sedute di allenamento, considerata la frequente necessità di utilizzo di spazi e sale al chiuso [es. palestre, aree fitness], per il quale le attuali previsioni normative contemplano comunque il possesso della Certificazione verde Covid-19, va obbligatoriamente prevista, per i soggetti suscettibili [non vaccinati e non guariti, oltre ai soggetti vaccinati con ciclo vaccinale non ancora completato] - entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento [indipendentemente dal fatto che la stessa si svolga anche solo parzialmente al chiuso] - l'effettuazione di test molecolari o antigenici del tipo richiamato nel Protocollo”. Quanto alla interpretazione delle disposizioni di riferimento, ad avviso dei reclamanti le norme del decreto-legge erano rivolte esclusivamente all’attività al chiuso, che la palestra in cui era svolta l’attività di allenamento, posta sotto la tribuna dello stadio, era aperta sui lati e quindi non era posta al chiuso, che il vincolo non avrebbe potuto riguardare altri spazi (quali spogliatoi o docce) comunque presidiati da regole in funzione di prevenzione dal Covid sul loro utilizzo. Il Collegio ritiene necessario premettere che le disposizioni emanate dalla F.I.G.C. in relazione alla pandemia, per disciplinare la ripresa e il corretto proseguimento delle attività delle società sportive, dei dirigenti, degli atleti, degli ufficiali di gara e di ogni altro soggetto (esplicante attività di carattere agonistico, tecnico, organizzativo o decisionale comunque rilevante per l’ordinamento federale) costituiscono “norme federali” e sono fonti dell’ordinamento stesso, ancorché di natura atipica e di carattere temporaneo e speciali, assimilabili, per alcuni versi, alle ordinanze extra ordinem o a quelle contingibili e urgenti, previste dall’ordinamento giuridico statale. Le disposizioni adottate dalla Federazione, pertanto, sono cogenti ed obbligatorie per i soggetti dell’ordinamento sportivo, i quali sono tenuti alla relativa osservanza, il tutto secondo la previsione di cui all’art. 4, comma 1, C.G.S. (in tal senso v. CFA, Sezioni unite, decisione n. 1/CFA/2021-2022). Va poi ribadito che le disposizioni del protocollo sanitario Covid-19 rivestono la natura di prescrizioni vincolanti e non negoziabili. Ciò perché costituisce fatto notorio che le prescrizioni sanitarie contenute nel protocollo, e per traslato il loro rispetto, rappresentano la condizione senza la quale non è possibile lo svolgimento delle manifestazioni sportive, e tra esse quelle autorizzate “a porte chiuse”, in un momento in cui il contrasto alla diffusione del Covid-19 si pone come interesse generale primario rispetto a qualsiasi altro interesse. Infatti, in base al quadro regolatorio adottato dal Consiglio Federale della F.I.G.C., l’individuazione delle misure più idonee per evitare il rischio di diffusione dell’epidemia da Covid-19 è stata accentrata negli organi federali e non è stata rimessa alla libera e discrezionale valutazione delle singole società. Conseguentemente non è consentito alle singole società di decidere autonomamente o di modulare le misure ritenute più idonee per limitare la diffusione della pandemia Covid-19, essendo le stesse obbligate a rispettare i protocolli sanitari adottati dalla Federazione senza alcuna facoltà di deroga. Del resto, una diversa interpretazione, oltre a essere incompatibile con la funzione pubblicistica attribuita alla Federazione, comporterebbe una situazione di incertezza generale suscettibile di vanificare le stesse norme di prevenzione, ben potendo ogni società applicare ad libitum regole e livelli di tutela del tutto differenti (in tal senso cfr. CFA, Sezione I, decisione n. 27/CFA/2020-2021). Va precisato, con un rilievo in fatto che consente di meglio inquadrare e interpretare i riferimenti normativi richiamati, che le predette disposizioni hanno investito una fase di massima allerta per la diffusione del virus e delle sue varianti, il che induce ulteriormente a una rigorosa applicazione non solo delle disposizioni statali ma anche delle conseguenti disposizioni adottate dalla Federazione….la piana lettura – quale è quella data dalla decisione reclamata – dei chiarimenti federali del 19 agosto 2021, non può far dubitare del fatto che l’obbligo per i soggetti suscettibili riguardasse non solo gli spazi relativi allo svolgimento dell’attività sportiva ma anche quelli accessori a tali attività, quali docce o spogliatoi, essendo tutti gli spazi in questione accomunati, ai fini dell’insorgenza dell’obbligo, dal presupposto che l’attività si svolgesse anche solo parzialmente al chiuso, come nel caso di specie si sarebbe verificato per l’utilizzo della palestra, solo parzialmente chiusa, come rappresentato dagli stessi reclamanti. Il parziale svolgimento al chiuso può infatti essere inteso, con riguardo al periodo di riferimento, sia in termini temporali (attività che, in parte, è svolta al chiuso e, in parte, è svolta all’aperto) sia in termini spaziali (attività che si svolge in spazi parzialmente chiusi). Né devono indurre in equivoco le modifiche introdotte nella normativa nazionale, all’art. 9-bis del decreto-legge n. 52/2021, dal decreto-legge n. 172/2021, solo a decorrere dal 27 novembre 2021, con riferimento all’esplicito richiamo agli spazi adibiti a spogliatoi e docce. Soccorrono al riguardo nei termini già richiamati (e in disparte ogni considerazione sul carattere di innovazione o di mero chiarimento e specificazione della novella legislativa) la specialità dell’ordinamento sportivo e le più rigorose regole poste dai chiarimenti federali del 19 agosto 2021.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 137/TFN - SD del 6 Maggio 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 5903/794pf21-22/GC/gb del 14 febbraio 2022 nei confronti dei sigg.ri L.M.N., D.M. e della società Calcio Catania Spa - Reg. Prot. 102/TFN-SD

Massima: Ammenda di € 2.000,00 all’Amministratore Unico per la violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44 comma 1, delle NOIF e delle “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Calcio Professionistiche e degli arbitri” del 22/05/2020, nonché di quanto previsto dal C.U. 78/A del 01/09/2020 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione delle gare di calcio professionistico in modalità “a porte chiuse”, finalizzate al contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” del 28/09/2020 e di quanto previsto dall’Aggiornamento dei protocolli Allenamenti e Gare per le Squadre di Calcio Professionistiche, la Serie A Femminile e gli Arbitri Stagione 2020/2021 del 30/10/20: per violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari secondo quanto indicato dall’All. n. 3 (cronoprogramma) delle “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Calcio Professionistiche e degli arbitri”, in particolare, per non aver sottoposto il calciatore … al test sierologico al T0 il giorno 30.01.21; per non aver sottoposto il calciatore Sales Simone al tampone al T-1 il giorno 12.01.21; per non aver sottoposto il calciatore … al test sierologico al T0 il giorno 22.01.21 ed al tampone al T-1 il giorno 19.01.21; per non aver sottoposto Pinto Giovanni al test sierologico al T0 il giorno 11.02.21; per non aver sottoposto Santurro Antonio al tampone al T-1 il giorno 12.02.21; per non aver sottoposto … al tampone al T-1 il giorno 03.03.21; per non aver sottoposto … al tampone al T0 il giorno 03.03.21; per non aver sottoposto …. al tampone al T-1 il giorno 29.03.21; per non aver sottoposto il calciatore …. al test sierologico il giorno 30.03.21. Ammenda di € 3.420,00 al Responsabile Sanitario per le violazioni di cui sopra.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 123/TFN - SD del 13 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7715/1160 pf20-21/GC/blp del 7 gennaio 2021 nei confronti del sig. C.C. - Reg. Prot. 113/TFN-SD

Massima: Previa revoca dell'accordo ex art. 127 CGS di cui alla Decisione n. 96 del 3 febbraio 2021 per mancata esecuzione il Presidente è sanzionato con l’ammenda di € 2.500,00 per la violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44 comma 1, delle NOIF e delle “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Calcio Professionistiche e degli arbitri”, nonché di quanto previsto dal C.U. n. 210/A FIGC dell’8 giugno 2020 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, per violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari secondo quanto indicato dall’All. n. 3 (cronoprogramma) delle “Indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di Calcio Professionistiche e degli arbitri, in particolare, per non aver fatto eseguire al Gruppo Squadra il test del tampone alla scadenza dei4 giorni previsti da protocollo, con riferimento al test eseguito in data 10/06/2020 a distanza di6 giorni dal precedente del 04/06/2020 relativamente al sottogruppo 1, del test eseguito in data 10/06/2020 a distanza di5 giorni dal precedente del 05/06/2020 relativamente al sottogruppo 2, del test eseguito in data 11/06/2020 a distanza di 5 giorni dal precedente del 06/06/2020 relativamente al sottogruppo 3, del test eseguito in data 11/06/2020 a distanza di 7-6 giorni dal precedente relativamente ad alcuni soggetti appartenenti al sottogruppo 1 e 2; del test eseguito in data 15/06/2020 a distanza di5 giorni dal precedente del 10/06/2020, del test eseguito in data 16/06/2020 a distanza di 5 giorni dal precedente dell’11/06/2020 nei riguardi di alcuni soggetti appartenenti allo staff tecnico; del test eseguito in data 23/06/2020 a distanza di5 giorni dal precedente del 1 8/06/2020, del test eseguito in data 23/06/2020 a distanza di 5 giorni dal precedente del 18/06/2020, del test eseguito in data 06/07/2020 a distanza di 5 giorni dal precedente del 1/07/2020….Risulta infatti documentalmente che in tutti i casi espressamente indicati nell’incolpazione i test previsti dai Protocolli Sanitari emanati dai competenti organi federali per il contenimento dell’epidemia da Sars Covid 2 e per la ripresa degli allenamenti e delle competizioni in sicurezza siano stati effettuati oltre il termine di 4 giorni previsto da dette disposizioni e conseguentemente in contrasto con esse….La condotta così accertata costituisce violazione del generale obbligo di cui all’art. 44, comma 1, NOIF, che impone alle società di sottoporre i propri calciatori, nonché gli allenatori, i direttori tecnici ed i preparatori atletici professionisti agli accertamenti sanitari previsti dalle leggi, dai regolamenti e dalle stesse disposizioni organizzative interne che, in occasione dell’epidemia da Covid-19, sono state ulteriormente specificate mediante l’emanazione di specifici Protocolli volti a tutelare la salute di tutti i soggetti operanti in ambito sportivo. La stessa condotta rileva altresì ai sensi dell’art. 4, comma 1 CGS atteso che il rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità avrebbe imposto, vista la grave situazione epidemiologica che il Paese stava attraversando all’epoca dei fatti, l’assoluta osservanza di tutte le cautele necessarie ad evitare l’esposizione al rischio dei tesserati della Società, in primis del Gruppo Squadra.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 116/TFN - SD del 01 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 6619/344 pf21-22/GC/gb del 7 marzo 2022 nei confronti del sig. V.D. + altri - Reg. Prot. 108/TFN-SD

Massima: La società è sanzionata con l’ammenda di € 5.000,00 mentre tutti i deferiti (presidente, sanitario e medico sociale) sono sanzionati con l’ammenda di € 1.850,00 per la violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44 comma 1, delle NOIF e delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022” del 14 ottobre 2021, e di quanto previsto dal C.U. 36/A del 28/07/2021 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, del C.U. 42/A del 30/07/21 sull’uso obbligatorio delle certificazioni verdi Covid-19 e anche dei “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC per la stagione sportiva 2021/2022 finalizzate al contenimento dell’emergenza pandemica da Covid-19” del 19/08/21; per la violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o, comunque, per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari, in particolare: a) per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) … al test del tampone previsto dai “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC” del 19/08/21, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 21/08/21 al 14/10/21, nonché per avergli consentito e, comunque, non impedito l’accesso sul luogo di lavoro privo della necessaria certificazione verde Covid-19 obbligatoria dal giorno 15/11/21 al 19/11/21; b) per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) … al test del tampone previsto dai “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC” del 19/08/21, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 21/08/21 al 14/10/21, nonché per avergli consentito e, comunque, non impedito l’accesso sul luogo di lavoro privo della necessaria certificazione verde Covid-19 obbligatoria dal giorno dal 09/11/21 al 22/11/21; c) per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) … al test del tampone previsto dai “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC” del 19/08/21, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 20/08/21 al 16/09/21; d) per non aver sottoposto il calciatore (suscettibile) Laurenti Gianluca al test del tampone previsto dai “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC” del 19/08/21, da svolgere entro le 48 ore precedenti ciascuna seduta di allenamento dal 20/08/21 al 19/09/21….Per il Presidente della società, tuttavia, occorre effettuare una doverosa precisazione. Con riferimento agli specifici obblighi sanitari connessi all’effettuazione dei tamponi, l’avvenuta nomina di un responsabile sanitario e di un medico sociale esclude in radice una connessa responsabilità per “culpa in eligendo e/o vigilando in quanto deve ritenersi, conformemente a quanto già statuito dal Collegio di Garanzia che “…la culpa in eligendo a carico del preponente non ricorre se il preposto abbia compiuto un errore o una negligenza, bensì se la scelta del preponente possa ritenersi formalmente o sostanzialmente scorretta…. Discorso (parzialmente) analogo vale anche per la culpa in vigilando, la quale va necessariamente ad attenuarsi nel momento in cui l’impegno dovuto dal preposto diventa altamente tecnico e specialistico, e dunque, per dirla nei termini di parte ricorrente, “inesigibile” da parte di un preponente non tecnico, almeno per quanto riguarda tutte le incombenze (e tra queste le segnalazioni) di carattere specificamente sanitario. Si consideri, infatti, che i mancati adempimenti contestati al Presidente, come si è visto, sono - in gran parte - attività che presentano aspetti tecnici (e richiedono professionalità) che sono di specifica competenza dello staff medico.” (Collegio di Garanzia CONI, SS.UU., 29 settembre 2021, n. 85). Nel caso di specie il Tribunale ritiene che gli specifici adempimenti, anche in ordine al rispetto della tempistica, connessi agli obblighi di effettuazione dei tamponi, rientrassero nelle esclusive e qualificate competenze del responsabile sanitario e del medico sociale ai sensi dell’art.44 NOIF e delle indicazioni della FIGC che demandano l’attività di controllo ai responsabili sanitari ed al medico sociale (vedasi pag.12 delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022” del 14 ottobre 2021). A diverse conclusione, invece, deve giungersi con riferimento al mancato rispetto della normativa sull’accesso nei luoghi di lavoro (con esclusione, come già visto, della vicenda contestata al calciatore …), in quanto la specifica attività di controllo della certificazione verde per l’accesso ai luoghi di lavoro è di stretta competenza organizzativa del datore di lavoro che, nel caso di specie, in assenza di specifica delega in atti, non può che essere individuato nel Presidente legale rappresentante. Alla luce di quanto sopra esposto, consegue, nei termini e nei limiti sopra indicati, la responsabilità degli odierni deferiti per gli illeciti loro contestati; tuttavia appare equo, in ragione di quanto, sopra, limitare nel quantum, la misura della sanzione da irrogare al Presidente, rispetto alla richiesta formulata dalla Procura federale.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 92/TFN - SD del 03 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 5006 /117pf21-22/GC/blp del 12 gennaio 2022 nei confronti dei sigg.ri H.X., G.G.S., G.A. e della società Como 1907 Srl - Reg. Prot. 93/TFN-SD

Massima: A seguito di patteggiamento ex art. 127 CGS il Presidente del CdA della società è sanzionato con euro 3.500,00 di ammenda per la violazione dell’art. dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44 comma 1, delle NOIF e delle “Indicazioni generali per la pianificazione, organizzazione e gestione della stagione sportiva 2021/2022” del 1 luglio 2021, nonché dell’Allegato al Protocollo del 1 luglio 2021, entrambi pubblicati in data 08/07/2021, e di quanto previsto dal C.U. 36/A del 28/07/2021 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari”, e del C.U. 42/A del 30/07/21 sull’uso obbligatorio delle certificazioni verdi Covid-19 e anche dei “Chiarimenti alle indicazioni generali FIGC per la stagione sportiva 2021/2022 finalizzate al contenimento dell’emergenza pandemica da Covid-19” del 19/08/21: per violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, per non aver provveduto a far rispettare o, comunque, per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari, in particolare, per non aver sottoposto i soggetti “suscettibili”, appartenenti al Gruppo Squadra (Gruppo 1), al test del tampone alla scadenza di 56 giorni previsti da protocollo, con riferimento al test eseguito in data 15/07/21, fatto a distanza di 8 giorni dal precedente del 07/07/21; per non aver sottoposto i soggetti “suscettibili”, appartenenti al Gruppo Squadra (Gruppo 1), al test del tampone preventivo da svolgere entro le 48h dalle sedute di allenamento della squadra; per non aver sottoposto il Gruppo Squadra (Gruppo 1) al test sierologico alla scadenza mensile di agosto e settembre prevista da protocollo; per non aver eseguito la sanificazione del centro sportivo di Cantù nel quale si stava allenando la squadra del Como in data 14/09/21; per aver consentito e, comunque, non impedito al calciatore …. di partecipare, pur non essendo in possesso delle certificazioni verdi Covid-19 obbligatorie, alla gara di Coppa Italia del 07/08/21 e alle gare di campionato del 22/08/21, del 29/08/21, del 11/09/21, del 17/09/21; per non aver sottoposto il calciatore … (suscettibile) al tampone Match-Day -2 in occasione delle gare del 13/08/21, del 22/08/21 e del 11/09/21; per non aver sottoposto il calciatore …(suscettibile) al tampone Match-Day -2 in occasione delle gare del 07/08/21, del 13/08/21, del 22/08/21 e del 29/08/21; per non aver sottoposto il calciatore … (suscettibile) al tampone Match-Day -2 in occasione delle gare del 13/08/21, del 22/08/21 e del 29/08/2. Ammenda di € 1.750,00 al Responsabile Sanitario ed Medico Sociale tesserato per le violazioni di cui innanzi ed euro 4.667,00  alla società

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