COMITATO REGIONALE LAZIO – STAGIONE SPORTIVA 2008/2009 – Decisione pubblicata sul sito Web: e sul www.crlazio.it Comunicato Ufficiale N° 71 del 05/02/2009 Delibera della Commissione Disciplinare Territoriale DEFERIMENTO DELLA PROCURA FEDERALE A CARICO DEL CALCIATORE CAPONERA MARCO IRREGOLARMENTE TESSERATO CON LA SOCIETA’ ASD TRIVIGLIANO , DELLA SOCIETA’ ASD TRIVIGLIANO E DEI SUOI DIRIGENTI FRIONI PIERLUIGI (PRESIDENTE ) E QUATRANA RINO

COMITATO REGIONALE LAZIO – STAGIONE SPORTIVA 2008/2009 – Decisione pubblicata sul sito Web: e sul www.crlazio.it Comunicato Ufficiale N° 71 del 05/02/2009 Delibera della Commissione Disciplinare Territoriale DEFERIMENTO DELLA PROCURA FEDERALE A CARICO DEL CALCIATORE CAPONERA MARCO IRREGOLARMENTE TESSERATO CON LA SOCIETA’ ASD TRIVIGLIANO , DELLA SOCIETA’ ASD TRIVIGLIANO E DEI SUOI DIRIGENTI FRIONI PIERLUIGI (PRESIDENTE ) E QUATRANA RINO La Procura Federale della F.I.G.C., ha disposto il deferimento innanzi alla Commissione Disciplinare territoriale del calciatore Caponera Marco, irregolarmente tesserato con la Società ASD Trivigliano, della società ASD Trivigliano, del suo Presidente Frioni Pierluigi e del dirigente Quatrana Rino per violazione, il primo, dell’articolo 10 comma 2 del CGS in relazione all’art. 40 comma 4 delle NOIF, nonché dell’art. 1 comma 1 del CGS, la società per violazione dell’articolo 4 comma 1 e 2 del CGS, il Presidente Frioni ed il dirigente Quatrana dell’articolo 10 comma 2 CGS, in relazione all’articolo 40 comma 4 e art. 61 delle NOIF nonché dell’articolo 1 comma 1 CGS . Nell’atto del 7-8-2008 l’Organo requirente incolpava i deferiti delle violazioni ascritte in relazione alla partecipazione del calciatore Caponera a cinque gare del Campionato di 3^ Categoria della Delegazione Provinciale di Frosinone senza essere tesserato con la società Trivigliano che lo aveva schierato in campo nelle gare ATLETICO COLLEFERRO – TRIVIGLIANO del 14.10.2007, TRIVIGLIANO – PRO PATRICA del 20.10.2007, TRIVIGLIANO – ATLETICO FUMONE del 3.11.2007, VIRTUS ALATRI – TRIVIGLIANO del 10.11.2007 e TRIVIGLIANO – AVIS COMUNALE PALIANO del 17.11.2007. La predetta società, invero, aveva inoltrato a mezzo raccomandata il tesseramento il 13-10-2007 ma il calciatore risultavano ancora tesserato con la società Real Contrada e quindi il competente ufficio tesseramenti aveva comunicato alla società il 26-11-2007 che il tesseramento doveva ritenersi nullo ad ogni effetto. La Procura riteneva quindi sussistente la responsabilità della società, sia diretta che oggettiva per il comportamento dei suoi tesserati, del calciatore e del due dirigenti che avevano sottoscritto le distinte delle gare in cui risultava l’irregolare utilizzazione dello stesso. La Commissione Disciplinare territoriale fissava la riunione per la discussione del deferimento a cui partecipava il rappresentante della Procura Federale ed i deferiti Caponera e Frioni anche in rappresentanza della società. Tutti protestavano l’assoluta buona fede sia oralmente che negli scritti difensivi fatti pervenire dal calciatore in quanto l’errore era stato determinato dal fatto che la società Real Contrada – Comitato Regionale Campania, risultava inattiva in quanto non iscritta ad alcun campionato ed avevano ritenuto che lo scìvincolo dei calciatori tesserati con la stessa si determinasse automaticamente e non vi fosse la necessità di declaratoria sul comunicato ufficiale, declaratoria che era intervenuta soltanto il 22-11-2007 sul comunicato ufficiale 42 del C.R. Campania. Il rappresentante della Procura Federale insisteva per l’affermazione di responsabilità di tutti i deferiti e richiedeva per il calciatore Caponera la squalifica per quattro mesi, per il Presidente Frioni la inibizione per due mesi, per il dirigente Quatrana la inibizione per tre mesi e per la società la penalizzazione di cinque punti in classifica e l’ammenda di € 400,00. La Commissione ritiene pienamente provati gli addebiti mossi a tutti i soggetti deferiti. E’ evidente che la irregolarità dell’utilizzazione del calciatore nelle gare contestate emerge dagli atti ufficiali in quanto lo stesso venne schierato in campo malgrado non potesse acquisire il tesseramento con la società, come ritualmente chiesto, in quanto ancora tesserato con altra società. Ne consegue la responsabilità del calciatore, dei due dirigenti accompagnatori che hanno sottoscritto le liste facendosi garanti della regolare posizione di tutti i tesserati inseriti in distinta e della società che è responsabile direttamente del corretto svolgimento delle operazioni di tesseramento ed oggettivamente per il comportamento ascritto a suoi tesserati. Non può però condividersi la misura delle sanzioni richieste dalla Procura. L’organo requirente ha adottato nei confronti della società il criterio di richiedere un punto di penalizzazione per ogni gara a cui il soggetto non tesserato abbia partecipato. Tale impostazione prescinde ovviamente da qualsiasi analisi dell’elemento soggettivo dei tesserati che hanno violato le norme federali che possono averlo fatto per colpa o dolosamente e con diverso grado di intensità nell’un caso o nell’altro. La Commissione ha invece, ormai da tempo, adottato il criterio di analizzare in tutte queste fattispecie principalmente l’elemento soggettivo, adottando ben diverse sanzioni nel caso di colpa, più o meno grave, o di dolo, più o meno intenso. Tale impostazione è stata, anche recentemente, confortata da autorevoli decisioni della Corte di Giustizia Federale (cfr. ex plurimis la decisione in merito al deferimento della società Pisoniano per l’utilizzazione irregolare del calciatore Pizzolatto), che ha più volte ribadito che non vi è alcun automatismo tra l’utilizzazione di un calciatore non tesserato e la sanzione di un punto di penalizzazione in classifica, analizzando puntualmente ed approfonditamente ogni caso e pervenendo a decisioni ben diverse in casi in cui era evidente la buona fede dei deferiti, rispetto a quelli in cui era altrettanto evidente la loro assoluta malafede. Nel caso di specie è evidente che la società, nel momento in cui apertamente richiede il tesseramento di un calciatore, utilizzando i corretti elementi anagrafici, versa nel convincimento che il calciatore sia libero da vincoli e possa quindi essere tesserato. Infatti la duplicazione di tesseramento è impedita dall’utilizzo di meccanismi insormontabili del centro elaborazioni dati della Federazione che respinge il tesseramento di omonimi (ed anche di quasi omonimi nel caso di identità di data di nascita). Solo alterando fraudolentemente i dati anagrafici del tesserando è possibile eludere tali meccanismi pienamente affidabili. L’immediato fermo del calciatore, non appena pervenuta la formale comunicazione di rigetto, è ulteriore sintomo di assoluta buona fede. Né potrà invocarsi la sanzione prevista nel caso di revoca del tesseramento precedentemente concesso in quanto le fattispecie sono assolutamente diverse e la revoca di un tesseramento consegue sempre ad una evidente irregolarità commessa quantomeno con colpa grave dalla società. Invero nella specie non potrà che evidenziarsi il ritardo con cui si provvide alla meccanizzazione dello svincolo che ha contribuito ad indurre in errore la Società. Tutto ciò premesso la Commissione ritiene di adeguare la sanzioni nei confronti del calciatore e dei dirigenti accompagnatore a quelle ordinariamente comminate nel caso di reclamo di parte con l’aggravante della continuazione e di conseguente comminatoria della punizione sportiva della perdita della gara, mentre a carico della società dovrà applicarsi una sanzione pecuniaria più grave di quella prevista in tali casi, considerando che ovviamente oggi non può applicarsi la punizione della perdita della gara. La Commissione Disciplinare DELIBERA di affermare la responsabilita’ dei soggetti deferiti per le violazioni rispettivamente ascritte in relazione alla posizione del calciatore CAPONERA MARCO e di comminare allo stesso la squalifica per una gara, al presidente FRIONI PIERLUIGI l’inibizione per giorni 15 al dirigente QUATRANA RINO la inibizione per mesi uno ed alla Societa’ ASD TRIVIGLIANO l’ammenda di € 200,00. Le sanzioni comminate decorrono dal primo giorno successivo a quello del ricevimento della formale comunicazione Si comunichi
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