Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 16/TFNT del 13 Ottobre 2021 (motivazioni)

Decisione impugnata:  Diniego alla variazione di tesseramento del calciatore, avvenuto con provvedimento adottato dalla Lega Calcio Professionistico in data 2 settembre 2021

Impugnazione Istanza: Ricorsi ex art. 89, comma 1, lett. a) CGS - FIGC riuniti, proposti dalla società Benevento Calcio Srl (matr. FIGC 915787), unitamente al calciatore T.P.S.(n. 8.5.2002 - matr. FIGC 3189100), e dalla società Delfino Pescara 1936 Spa (matr. FIGC 922177)

Massima: Respinti i ricorsi con i quali le società hanno chiesto l’annullamento del provvedimento di rigetto della variazioni di tesseramento, adottato dalla Lega Italiana Calcio Professionistico – Lega Pro e, conseguentemente, la variazione di tesseramento riguardante il calciatore, in favore di una delle due  società ricorrenti….Il C.U. 268/A/2021 non appare affatto in contrasto con la normativa statale ed internazionale, come più volte affermato anche dal Giudice ordinario (cfr.: Tribunale Torino all. 4 memoria difensiva Figc). Senza trascurare poi che, l’art. 3, 4 comma, del D.Lgs 215/2003 (Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica") stabilisce che “Non costituiscono, comunque, atti di discriminazione ai sensi dell'articolo 2 quelle differenze di trattamento che, pur risultando indirettamente discriminatorie, siano giustificate oggettivamente da finalità legittime perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari”. Sicché non risulta effettuata alcuna illegittima discriminazione, dal momento che FIGC si è limitata ad applicare norme di legge e regolamenti di attuazione della legge stessa, improntate ad una scelta di politica sportiva e, quindi, rapportante e finalizzate alle specifiche esigenze del settore. Come sufficientemente chiarito dal CU 268/A/2021, i flussi di ingresso e le limitazioni al tesseramento di sportivi stranieri sono finalizzati ad assicurare la tutela dei vivai giovanili per le squadre di serie minori e, nel contempo, a soddisfare l’esigenza di privilegiare l’acquisizione di calciatori, cittadini di paesi non aderenti all’UE o alla EEE, di alto livello tecnico, da destinare esclusivamente alla serie A. D’altro canto, si ritiene, comunque, condivisibile l’assunto rilevato dalla difesa della FIGC in merito all’incompetenza di questo Tribunale Federale “al quale non è devoluta la valutazione e la decisione sulla conformità o meno di norme federali alle disposizioni dell’ordinamento statuale”….Sulla “violazione e/o falsa applicazione delle norme di cui al C.U. n. 268/A del 10 giugno 2021” appare necessaria una breve digressione sui principi fondamentali che regolano l’interpretazione della norma in generale. Per maggiore comprensione, si riportano di seguito le disposizioni normative in esame: E) Le società che disputeranno nella stagione sportiva 2021/2022 il Campionato Serie C non potranno tesserare calciatori professionisti cittadini di paesi non aderenti alla UE o alla EEE provenienti dall’estero, né tesserare con lo status di professionista calciatori di detti paesi già tesserati in Italia con status diverso da quello di professionista…(omissis); F) Le limitazioni numeriche di tesseramento per società professionistiche non riguardano i calciatori cittadini di paese non aderenti alla UE o alla EEE già tesserati alla data del 30 giugno 2021 in Italia per società professionistiche fatta salva l’applicazione della normativa in materia di visti e permessi di soggiorno….(omissis). L’art. 12 delle disposizioni sulla legge in generale stabilisce che: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore”. Per “intenzione del Legislatore” deve intendersi necessariamente lo scopo che il compilatore della disposizione si è proposto di conseguire.  Una corretta interpretazione delle disposizioni, pur riconoscendo che la lettura della legge costituisce un limite che l’interprete non può in alcun caso superare, attribuisce un peso prevalente allo scopo della norma. “Le parole sono soltanto simboli di pensiero, semplicemente il mezzo per rendere riconoscibile la volontà. Siccome il mezzo va subordinato allo scopo e quello che veramente conta è la volontà, il contenuto deve trionfare sulla forma, il pensiero sulla squama verbale”. Ad ulteriore conferma di quanto fin qui osservato, occorre rilevare che la FIGC, costituitasi consapevolmente nell’odierno giudizio, ha inteso fornire una lettura interpretativa della norma assimilabile ad una vera e propria interpretazione autentica, in quanto proveniente dal soggetto che, attraverso l’organo del Consiglio Federale, quella norma ha scritto e approvato. Nella propria memoria difensiva, la FIGC, (che nel caso di specie non riveste la qualifica di controparte in senso sostanziale, essendo, piuttosto, portatrice di un interesse terzo e indipendente rispetto a quello perseguito dalle società sportive oggi in giudizio), alle pagine 4 e ss, afferma che “il CU n. 268/A/2021 viene emanato ogni anno, per regolare il tesseramento degli extracomunitari nella stagione sportiva di riferimento e quindi, ove richiesto un requisito del passato, esso deve essersi consolidato nella stagione precedente e non in quella corrente. Lo status di professionista del calciatore extracomunitario si è concretizzato nella stagione in corso 2021-2022, peraltro dopo l’emanazione del CU 268/A del 10 giugno 2021 con il quale, come ogni anno, ad inizio campionato, la Figc disciplina le “iniziande” competizioni sportive. Fondato appare, inoltre, l’assunto offerto dalla FIGC nella propria memoria, laddove afferma “che l’interpretazione data alla norma contenuta nella lettera F, per la quale il calciatore avrebbe potuto tesserarsi per la Delfino Pescara essendo già tesserato alla data del 30.06.2021, come giovane di serie, per la Benevento Calcio è determinata da un’errata interpretazione del combinato disposto delle lett.  E) ed F) del richiamato CU”.  Incomprensibile e irragionevole sarebbe statuire, prima, il divieto di tesseramento per chi non era stato tesserato nella stagione precedente da professionista, per poi (alla riga successiva), di fatto, consentirlo mediante un tesseramento da professionista nella stagione sportiva in corso, subito dopo seguito dalla cessione, anche in prestito, del calciatore neo professionista ad una società militante nel campionato di serie C, che non avrebbe potuto direttamente tesserare in tale stagione, ex novo, lo stesso calciatore quale professionista. Deve concludersi, con ragionata tranquillità, che, la eccepita violazione, del disposto normativo - anche se privo di un preciso riferimento temporale - contenuto nelle lett. E ed F del CU 268/A 2021, è infondata e si basa su un’errata interpretazione, meramente letterale, ma che rivela incongrua ed illogica, della disposizione in esame, interpretazione che, come osservato in precedenza, non può trovare spazio nel caso che ci occupa, dovendo darsi prevalenza all’intento teleologico della norma, in base all’interpretazione “autentica” fornita dall’Organo che l’ha emanata (FIGC). In altri termini, l’interpretazione della disposizione contenuta nel C.U. offerta dalla FIGC è quella più coerente con le specifiche finalità che si propone la disciplina stagionale del tesseramento nella sua validità temporale. Tale interpretazione è, pertanto, condivisibile nell’ottica di una più compiuta attuazione dell’ordinamento sportivo sotto tale specifico profilo e deve indurre, conseguentemente, a respingere i due ricorsi. Il caso di specie: Il calciatore extracomunitario, neo professionista in forza di contratto stipulato in data 16 luglio 2021 con il Benevento Calcio Srl, ha chiesto, successivamente, in data 31 agosto 2021, la variazione, a titolo temporaneo, del tesseramento, in favore della Delfino Pescara Spa, iscritta per la stagione 2021-2022 al campionato di Serie C. Con provvedimento emesso in data 2 settembre 2021, la Lega Pro – FIGC ha rigettato la richiesta di variazione, per violazione delle norme regolamentari contenute nel Comunicato Ufficiale N. 268/A, emesso per la stagione calcistica 2021-2022 dal Consiglio Federale e pubblicato in data 10 giugno 2021. Nella seconda parte del provvedimento testé richiamato, la Lega Pro ha motivato il rigetto, specificando che la variazione di tesseramento richiesta dal Pescara Calcio Spa è in aperto contrasto con le disposizioni normative contenute alle lettere E) ed F) del C.U. n. 268/A, riferite alle Società calcistiche che andranno a disputare nella stagione 2021-2022, il campionato di Serie C.

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 26/TFNT del 5 Maggio 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione impugnata:

Impugnazione Istanza: Richiesta di giudizio della Corte Sportiva di Appello ex art. 89 comma 1, lett. b), CGS – FIGC al fine di accertare la validità del tesseramento del calciatore A.K. (n. 16.04.1991 - matr. FIGC 1033602) in favore della società ASD Bernalda (matr. FIGC 938713)

Massima: Accolto il ricorso della società e dichiarto valido il tesseramento in suo favore del calciatore poiché  la normativa federale richiede, in subiecta materia, ai fini della validità del tesseramento, la residenza anagrafica del calciatore nel territorio della Repubblica al momento della formalizzazione dei relativi atti. Dalla documentazione trasmessa dalla competente Procura Federale e, segnatamente, dal certificato storico di residenza in atti, è emerso che il calciatore A. K., al momento del tesseramento, fosse effettivamente residente in Italia.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:   Decisione n. 7/TFN del 18.09.2020

Impugnazione istanza: Richiesta di Giudizio ex art. 89 co. 1, lett. b), CGS, presentata dal Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche in ordine alla posizione e regolarità di tesseramento del calciatore F.G. (n. 03.02.2001 – matr. FIGC 2669384) per la Stag. Sport. 2018/2019 in favore della società Pontremolese 1919 come dilettante extracomunitario mai tesserato per federazione estera anziché come giovane,

Massima: Il Tribunale ha avuto modo di convincersi come il calciatore in questione abbia legittimamente contratto il tesseramento a favore della società GSD Pontremolese 1919, per la stagione sportiva 2018/2019, quale extracomunitario mai tesserato all’estero, ex art. 40 comma 6 NOIF, sussistendone i requisiti.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: Decisione n. 38/TFN del 17.2.2020 – (O.K.O. - SSDARL Savona FBC - FC Rieti Srl / Lega Pro - Reg. Prot. 46/TFN-ST)

Decisione impugnata: Decisione dell’Ufficio Tesseramento della Lega Pro di diniego al trasferimento a titolo definitivo dalla società SSDARL Savona FBC (matr. FIGC 935510) alla società FC Rieti Srl (matr. FIGC 650263),

Impugnazione istanza: Ricorso ex art. 89, comma 1, lett. a CGS presentato dal calciatore O.K.O. (n. 05.06.1985 - matr. FIGC 5785339)

Massima: Il calciatore extracomunitario non può essere tesserato con società professionistica per essere stato tesserato nella stagione sportiva precedente con lo status di dilettante ai sensi del C.U. 93/A del 17/4/19. … il Tribunale … verificava come lo status di calciatore … fosse, alla data della richiesta di trasferimento del 10.02.20, quello di dilettante e per aver militato con il FBC Savona nella stagione sportiva 2019/20, scendendo in campo per diverse partite e, pertanto, non era condivisibile il pensiero dello stesso ed il richiamo alla lettera “F” del C.U. 93/A del 17/4/19. Sicuramente formativo della volontà del Tribunale è la lettura della lettera “E” del menzionato comunicato, laddove espressamente si indica che “Le società che disputeranno nella stagione sportiva 2019/20 il Campionato Serie C non potranno tesserare calciatori cittadini non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. provenienti dall’estero, né tesserare con la status di professionista calciatori di detti paesi già tesserati in Italia con status diverso da quello professionista …”. Per quanto sopra appare necessaria il richiamo al senso letterale della norma, chiaramente espresso per il caso di specie nella lettera “E”, così da attribuire alla stessa il senso palesato dal significato proprio delle parole che formano la norma, non isolatamente considerate, bensì secondo la loro connessione logica, tendente a stabilire l'intenzione del legislatore. P.Q.M. Il Tribunale.. rigetta il ricorso presentato dal calciatore …e, per l’effetto, conferma il provvedimento dell’Ufficio Tesseramento della Lega Pro del 11.01.2020.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 17/FTN del 20 Marzo 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.16/FTN del 4 Marzo 2019 (dispositivo)

Impugnazione istanza: RICHIESTA DI GIUDIZIO DEL GIUDICE SPORTIVO C/O CR PUGLIA – LND IN ORDINE AL TESSERAMENTO DEL CALCIATORE D.S.F. (N. 7.4.1993 – MATR. FIGC 4457513) PER LA SOCIETÀ ASD POLISPORTIVA FIVE BITONTO.

Massima: E’ illegittimo l’ultimo trasferimento del calciatore (consegue che il calciatore è in posizione irregolare) in quanto attuato in violazione dell’art. 40 quater NOIF atteso che nella stagione sportiva 2017-2018, il calciatore si era trasferito dalla società Aquile Molfetta alla società ESCH US, militante nel campionato lussemburghese; in data 16 agosto 2018 e, dunque, nella stagione sportiva 2018-2019, il calciatore rientrava in Italia per essere tesserato, nuovamente, per la società Aquile Molfetta; dopo pochi giorni e, precisamente, il 28 agosto 2018, veniva trasferito dalla società Aquile Molfetta alla Polisportiva Five Bitonto…L’art. 40 quater NOIF, intitolato, “Il tesseramento dei calciatori/calciatrici stranieri per le Società dilettantistiche”, al secondo comma stabilisce che “I calciatori/calciatrici di cittadinanza italiana residenti in Italia, anche se provenienti da Federazione estera, sono parificati, ad ogni effetto, ai calciatori italiani. Per il loro tesseramento è richiesto il certificato internazionale di trasferimento, il certificato di cittadinanza e copia di  un documento di identità. I calciatori/calciatrici “non professionisti”, trasferiti all’estero e residenti in Italia, possono ritrasferirsi in Italia dalla stagione sportiva successiva a quella del trasferimento all’estero e soltanto presso la società italiana per la quale erano stati tesserati prima del trasferimento all’estero. Dalle successive stagioni sportive i predetti calciatori possono tesserarsi presso qualunque società.”. Secondo tale norma, dunque, i calciatori non professionisti residenti in Italia, una volta trasferitisi all’estero, possono, dalla stagione successiva, ritrasferirsi in Italia, a condizione che tale ritrasferimento avvenga in favore della società presso la quale erano tesserati prima del trasferimento  all’estero. La norma, poi, pone un’ulteriore condizione. L’ultima parte della norma stabilisce, difatti, che “Dalle successive stagioni sportive i predetti calciatori possono tesserarsi presso qualunque società.”. Ciò significa che il calciatore non professionista, residente in Italia e proveniente dall’estero, una volta che è rientrato in Italia presso la società alla quale apparteneva prima del trasferimento all’estero, potrà trasferirsi presso qualunque altra società solo dalla stagione sportiva successiva a quella del suo rientro in Italia. Nel caso di specie, il calciatore …, dopo aver giocato nel campionato estero per la stagione sportiva 2017-2018, è rientrato in Italia nella stagione successiva, per essere tesserato per la società Aquile Molfetta, così come prevede l’art. 40 quater NOIF. Tuttavia, una volta tesseratosi per la società Aquile Molfetta, il calciatore, invece di attendere la stagione successiva al rientro in Italia, come stabilisce l’art. 40 quater NOIF, dopo pochi giorni si è tesserato per la Polisportiva Five Bitonto. Il trasferimento del calciatore … dalla società Aquile Molfetta alla Polisportiva Five Bitonto, poiché attuato in violazione di quanto disposto dall’art. 40 quater NOIF non può essere ritenuto  legittimo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 15/FTN del 18 Febbraio 2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.14/FTN del 4 Febbraio 2019 (dispositivo)

Decisione impugnata: AVVERSO IL DINIEGO DEL TESSERAMENTO DEL CALCIATORE A.L.M. – MATR. FIGC 4382902 – n. 17.12.1984).

Impugnazione istanza: CALCIO AVELLINO SSD ARL - (RICORSO EX ART. 30, COMMA 18, LETT. A CGS

Massima: Riformato il provvedimento con il quale il Dipartimento Interregionale aveva respinto la richiesta di tesseramento, in favore della società, del calciatore, con la seguente motivazione: “calciatore non tesserabile (vedi art. 40 quater NOIF): ore 15,40 del giorno 22 Gennaio 2019”….L’art.  40   quater  NOIF  disciplina  il  tesseramento   dei  calciatori  stranieri  per  le   società dilettantistiche e prevede, come termine massimo per il tesseramento, la data del 31 Dicembre. Tale norma ha carattere generale. La FIGC, tuttavia, a mezzo di comunicati ufficiali, può stabilire, per le singole stagioni sportive, norme diverse e specifiche per il tesseramento dei calciatori. Con il punto 6) del Comunicato Ufficiale FIGC n. 63 del 6 Giugno 2018, la FIGC ha disciplinato, in relazione alla stagione sportiva 2018-2019, il tesseramento dei calciatori professionisti che, per qualsiasi motivo, abbiano risolto il loro rapporto contrattuale. Tale norma, in particolare, stabilisce che Le richieste di tesseramento a favore di società dilettantistiche, da parte di calciatori professionisti che hanno risolto per qualsiasi ragione il loro rapporto contrattuale, possono avvenire: da domenica 1 Luglio  2018 a mercoledì 30 Gennaio 2019 (ore 19.00). Questa norma,  dunque, può  essere considerata una  norma speciale rispetto  alla normativa generale prevista dalle NOIF, ed, in quanto norma speciale, idonea a derogare la stessa. Invero, in caso di antinomia tra due norme giuridiche prevale quella più specifica, ossia quella la cui fattispecie è contenuta nella fattispecie dell'altra. Quest'ultima non cessa del tutto di produrre i suoi effetti (ossia, non viene abrogata) ma vede il suo ambito di applicazione ristretto ai casi in cui non trova applicazione la norma più specifica, che si pone con essa in un rapporto di regola ed eccezione. Del resto, se così non fosse, significherebbe privare di qualsivoglia valore le regole stabilite nei Comunicati Ufficiali. Alla stregua di quanto detto, è evidente che, nel caso di specie, deve trovare applicazione il punto 6) del Comunicato Ufficiale FIGC n. 63 del 6 Giugno 2018. Nel caso di specie, difatti, il calciatore extracomunitario …, nel corso della stagione sportiva 2018-2019, aveva risolto il proprio rapporto contrattuale con la società FC Casertana, militante in Lega Pro. Dopodiché si era tesserato per la società dilettantistica SSD Calcio Avellino, la quale aveva provveduto a depositare l’atto di tesseramento il 22 Gennaio 2019, ossia entro il termine stabilito dal suddetto Comunicato Ufficiale.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti:  Decisione pubblicata sul C.U. n. 5/FTN del 16 Ottobre 2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 2/FTN del 03 Settembre 2018 (dispositivo)

Decisione impugnata: RICORSO EX ART. 30, COMMA 15 E SS CGS – AVVERSO IL PROVVEDIMENTO CON IL QUALE È STATO DICHIARATO NULLO E PRIVO DI EFFETTI IL TESSERAMENTO CON LO STATUS DI “GIOVANE DI SERIE” IN FAVORE DELLA SOCIETÀ GENOA CFC SPA.

Impugnazione istanza: N.F.– 05.1.1999 – MATR. FIGC N. 1017584 - (CALCIATORE) –

Massima: Confermato il  provvedimento  emesso  dall’Ufficio  Tesseramento  della  Lega  Nazionale Professionisti Serie A, con il quale era stato dichiarato nullo e privo di effetti il proprio tesseramento con lo status di Giovane di Serie in favore della Società in quanto contrario al punto F del Comunicato Ufficiale FIGC n. 61 del 6 Giugno 2018 che stabilisce che le limitazioni numeriche di tesseramento per Società professionistiche non riguardano i calciatori cittadini di paesi  non aderenti alla UE o alla EEE … omissis … che siano stati tesserati, per almeno una stagione sportiva, per  una  Società  dilettantistica… le limitazioni al tesseramento dei cittadini extracomunitari sono state introdotte nell’ordinamento sportivo al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili, da una parte, e l’acquisizione, tra i detti cittadini, di calciatori ad alto livello tecnico da destinare al campionato della massima Serie Professionistica Nazionale, dall’altra. Ciò, dunque, impone, di interpretare le relative norme in maniera rigorosa. Partendo da tale dato, è pacifico che per “stagione sportiva” debba intendersi il periodo di tempo intercorrente tra la prima partita ufficiale di campionato e l’ultima partita….Tale definizione di stagione sportiva, del resto, è stata da sempre adottata dalla FIGC, la quale, a sua volta, si è ispirata alla definizione di stagione sportiva fornita dalla FIFA.

Decisione C.F.A.: C. U. n. 107/CFA 27 Aprile 2018 (motivazioni)  - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale – Sezione Tesseramenti – Com. Uff. n. 17/TFN Sez. Tess. del 4.4.2018 testo della decisione relativa al Com Uff. n. 16/TFN Sez. Tess. del 19.3.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ ASD ALBERONE CALCIO AVVERSO LA NULLITÀ DEL TESSERAMENTO RELATIVO AL CALCIATORE V.P. IN FAVORE DELLA SOCIETÀ ASD ALBERONE CALCIO

Massima: La Corte annulla la decisione del TFN e dichiara valido il tesseramento in favore della società per la sussistenza, già alla data del 31.12.2017, dei presupposti previsti dalla disciplina di settore per il perfezionamento della procedura di trasferimento del calciatore.   Segnatamente, in coerenza con le prescrizioni di cui all’articolo 40 quater delle NOIF, il predetto, alla data della richiesta di tesseramento dell’8.12.2017, risultava, invero, titolare di un permesso di soggiorno con scadenza il successivo 30.1.2018.  Tale condizione, già di per sé sufficiente, veniva poi ulteriormente integrata, sempre prima del 31.12.2017, dall’attivazione della procedura di rinnovo.  Del pari, il mentovato calciatore, già residente nel territorio del Comune di Pomezia, avviava, come da certificazione in atti, in data 5.12.2017, il procedimento di mutazione anagrafica, destinato a produrre effetti nei due giorni successivi ed a perfezionarsi per silentium ai sensi dell’articolo 20 della legge n. 241/1990.  E’, dunque, di tutta evidenza che, alla data di scadenza del 31.12.2017, sussistessero entrambe le condizioni legittimanti la richiesta di tesseramento. Allo stesso modo, sotto il profilo formale, l’esame del report contenente la sintesi dei movimenti telematici avviati dalla società consente di rilevare che effettivamente la ricorrente aveva curato la trasmissione della relativa domanda in tempo utile provvedendo, poi, come detto, ad integrarla una volta attivato il procedimento di rinnovo del permesso di soggiorno.  A riscontro di quanto fin qui evidenziato deve, invero, soggiungersi che il suindicato report riporta come data del tesseramento quella del 29.12.2017 accreditando, dunque, la tesi attorea secondo cui lo stesso Ufficio preposto aveva autorizzato, alla suddetta data, il tesseramento in questione apponendo il bollino verde sul portale informatico. Nello stesso senso depongono gli esiti dei mirati accertamenti condotti dal giudice sportivo (cfr. decisione in atti) presso il competente Ufficio tesseramento dai quali giustappunto emergeva che il tesseramento per conto della società Alberone si era perfezionato il 29.12.2017. E ciò in coerenza con il disposto di cui all’articolo 40 quater nella parte in cui evidenzia che “il tesseramento decorre dalla data di comunicazione …e avrà validità fino al termine della stagione sportiva corrente”. Alla stregua delle suddette risultanze il tesseramento doveva, dunque, ritenersi perfezionato in tempo utile e, dunque, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale Federale, non poteva affatto ritenersi tardivo. Non è poi dato conoscere le ragioni per cui tale autorizzazione sia successivamente venuta meno né le ragioni che l’hanno determinata: le successive acquisizioni documentali (certificato della nuova residenza e documentazione relativa al rinnovo del permesso di soggiorno) costituivano, infatti, un completamento della documentazione precedentemente trasmessa e già di per se stessa idonea ad attestare la ricorrenza dei requisiti richiesti, dovendo comunque qui ribadirsi che, alla data del 31.12.2017, ricorrevano le condizioni prescritte dalla disciplina di settore per il detto tesseramento.    

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 17/TFNT del  04 Aprile  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 45 – RICHIESTA DI GIUDIZIO DELLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO TERRITORIALE  C/O CR LAZIO (POSIZIONE DI TESSERAMENTO CALCIATORE P.V. – 17.02.1990 - MATR.  FIGC 5905179 – SOCIETÀ ASD ALBERONE CALCIO – ASD FC REAL VELLETRI);

Massima: Alla luce di quanto disposto dall’art. 40 quater N.O.I.F, ritiene che il tesseramento del calciatore deve considerarsi tardivo e, pertanto, nullo, atteso che non è dubbio il fatto che il deposito dei documenti necessari al perfezionamento del tesseramento del detto atleta è avvenuto solo successivamente alla scadenza del 31.12.2017.

 

Decisione C.F.A.: C. U. n. 107/CFA 27 Aprile 2018 (motivazioni)  - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale – Sezione Tesseramenti – Com. Uff. n. 17/TFN Sez. Tess. del 4.4.2018 testo della decisione relativa al Com Uff. n. 16/TFN Sez. Tess. del 19.3.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ ASD VALDIVARA 5 TERRE AVVERSO LA NULLITÀ DEL TESSERAMENTO RELATIVO AI CALCIATORI I.C.E., E.A.B. E O.T.H.IN FAVORE DELLA SOCIETÀ ASD VALDIVARA 5 TERRE 

Massima: Viene annullata la decisione del TFN che aveva annullato il tesseramento dei calciatori extracomunitari poiché già tesserati per federazione estera in quanto la Federazione nigeriana, riscontrando apposita richiesta dell'Ufficio Tesseramento Centrale della F.I.G.C., ha giustappunto certificato che i calciatori non sono mai stati tesserati per conto di società ad essa affiliate.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 17/TFNT del  04 Aprile  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 43 – RICHIESTA DI GIUDIZIO DELLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO TERRITORIALE C/O CR LIGURIA – LND (POSIZIONE DI TESSERAMENTO DEI CALCIATORI I.C.E. – 13.09.1999 – MATR. FIGC 1017459 – E.A.B. – 15.11.1999 –  MATR. FIGC 1017835 – O.T.H. – 25.5.1999 – MATR. FIGC 1017467);

Massima: E’ nullo il tesseramento dei calciatori extracomunitari in quanto tesserati per Federazione estera non avrebbero potuto beneficiare del tesseramento in favore della società per la stagione sportiva in corso, ex art. 40 quater comma 3 NOIF.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 15/TFNT del  02 Marzo  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RECLAMO N°. 20 DELLA SOCIETÀ USD CORATO CALCIO 1946 ASD – POSIZIONE DI  TESSERAMENTO CALCIATORE E.F.E.M. - RICHIESTA DI GIUDIZIO N°. 24 DELLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO C/O CR PUGLIA SULLA  POSIZIONE DI TESSERAMENTO DEL CALCIATORE E.F.E.M.. (12.08.2000) PER LA  SOCIETÀ USD CORATO CALCIO 1946 ASD.

Massima: E’ valido ed efficace il tesseramento del calciatore extracomunitario minorenne ex art. 40 quater delle NOIF, già tesserato nelle stagioni 2013/2014 – 2014/2015 – 2015/2016 e 2016/2017, in favore della società a far data dal 20.10.2017 giorno in cui è stata spedita la richiesta.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 15/TFNT del  02 Marzo  2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: RICHIESTA DI GIUDIZIO N°. 28 DELLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO C/O CR BASILICATA - LND  SULLA POSIZIONE DI TESSERAMENTO DEL CALCIATORE S.S. (05.09.1995) PER LA  SOCIETÀ POL. ALTO BRADANO.

Massima: E’ valido ed efficace il tesseramento del calciatore exstracomunitario. Con Com. Uff. 75/A del 17.10.2017 la norma contenuta nell’art. 40 quinquies, comma 5 NOIF ha subito una significativa modifica, conferendo validità ai tesseramenti dei calciatori dilettanti non comunitari “purché in regola con le leggi vigenti in materia di immigrazione, ingresso e soggiorno in Italia”. La norma applicabile alla fattispecie che ci occupa è quella attualmente in vigore, in conformità ai principi generali dell’ordinamento giuridico. Peraltro va osservato che, gli incontri sportivi, per i quali si richiede la modifica del risultato, si sono svolti in epoca successiva alla riforma normative appena richiamata ovvero già entrata in vigore all’atto della presentazione del reclamo al Giudice Sportivo.

 

Decisione C.F.A.: C. U. n. 53/CFA del 06 Novembre 2017 (motivazioni)  - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Sezione TesseramentiCom. Uff. n. 4/TFN Sez. Tess. Del 19.9.2017 testo della decisione relativa al Com Uff. n. 3/TFN Sez. Tess. del 13.9.2017

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL CALCIATORE MESSIAS WALTER JUNIOR AVVERSO IL MANCATO TESSERAMENTO DEL RECLAMANTE IN FAVORE DELLA SOCIETÀ F.C. PRO VERCELLI 1982 S.R.L.

Massima: Le disposizioni del Com. Uff. FIGC n. 164/A del 26.5.2017 di cui si controverte nel presente procedimento sono chiare e non necessitano di particolari sforzi interpretativi, una volta che si  siano individuate correttamente le ragioni per le quali, con il deliberato in questione, il Consiglio Federale ha stabilito, ai sensi dell’art. 40 delle NOIF, i criteri per il tesseramento in favore di società professionistiche di calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. per la Stagione Sportiva 2017/2018. In particolare, dalle premesse della delibera di cui al Com. Uff. n. 164/A è dato evincere che dette ragioni sono da ravvisarsi essenzialmente nella finalità di “assicurare la tutela dei vivai giovanili”, anche in applicazione dei flussi all’ingresso e delle limitazioni al tesseramento degli sportivi stranieri di cui all’art. 27, comma 5-bis, del d. lgs. n. 286/1998, nonché nella esigenza di privilegiare, nell’ambito della quota definita per la FIGC, l’acquisizione di calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E., di alto livello tecnico, da destinare esclusivamente al campionato della massima Serie Professionistica Nazionale”. Sulla scorta di tali premesse, con la delibera di cui al Com. Uff. n. 164/A il Consiglio Federale si è conseguentemente e chiaramente determinato, per la stagione sportiva 2017/2018, nel senso di consentire alle (sole) società di Serie A il tesseramento di calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. provenienti dall’estero al ricorrere delle specifiche condizioni tassativamente previste alle lettere A) e B) della stessa delibera, escludendo, per quanto qui di interesse ed alla seguente lettera C), che analogo tesseramento di cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. provenienti dall’estero possano effettuare (anche) le società in possesso del titolo per partecipare al Campionato di Serie B. Unica eccezione prevista alle limitazioni numeriche per le società di Serie A di cui alle lettere A) e B) del Com. Uff. n. 164/A, è quella che la lettera F) riserva in favore dei calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. già tesserati alla data del 30.6.2017 in Italia per società professionistiche. Così che, qualora si ritenesse di accedere all’interpretazione, fatta propria anche dall’odierno ricorrente, per la quale tale eccezione di cui alla lettera F) si applica anche al divieto di tesseramento per le società di Serie B di cui alla lettera C) del Com. Uff. n. 164/A, non resterebbe che concludere che un tale tesseramento di calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. possa essere effettuato anche dalle società in possesso del titolo per partecipare al Campionato di Serie B, ma pur sempre alla stessa univoca condizione che si tratti di calciatori già tesserati alla data del 30.6.2017 in Italia per società professionistiche. Circostanza, questa, che nel caso di specie non ricorre, atteso che il calciatore alla data del 30.6.2017 risultava tesserato presso una società sportiva dilettantistica.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Tesseramenti: C.U. n. 04/TFNT del 19 Settembre 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: WALTER JUNIOR MESSIAS/PRO VERCELLI (ricorso avverso provvedimento di diniego del tesseramento)

Massima: Corretto è il provvedimento dell’Ufficio Tesseramento della Lega Nazionale Professionisti Serie B con il quale è stata rigettata la richiesta di tesseramento in favore della società del calciatore titolare di passaporto brasiliano (da circa due anni trasferito in Italia per ricongiungersi alla propria famiglia, già regolarmente stabilizzata in detto paese, periodo durante il quale era stato tesserato, quale calciatore non professionista) e di un permesso di soggiorno in corso di rinnovo. La lettera C) del Comunicato Ufficiale 164/A, relativa al tesseramento presso le società di Serie B dei calciatori extracomunitari così recita: le società in possesso del titolo per la partecipazione al Campionato dio serie B nella stagione sportiva 2017/2018 non potranno tesserare calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. provenienti dall’estero. Applicando tali principi, è agevole rilevare che la lettera C) del Comunicato Ufficiale 164/A non può non essere letta in combinato disposto con la lettera F) del detto Comunicato. Tale norma afferma: Le limitazioni numeriche di tesseramento per società professionistiche non riguardano i calciatori cittadini di paesi non aderenti alla U.E. o alla E.E.E. già tesserati alla data del 30 giugno 2017 in Italia per società professionistiche,…omissis…Dalla lettura combinata delle due norme si evince che, per le società militanti nel campionato di Serie B, non vige un divieto assoluto di tesserare calciatori extracomunitari, ma gli stessi potranno essere tesserati a condizione che, al 30 giugno 2017, risultassero già tesserati per una società professionistica. In altri termini, i calciatori extracomunitari potranno essere tesserati per una società di Serie B, laddove nella stagione precedente abbiano rivestito lo status di professionista. Del resto, laddove si volesse seguire l’interpretazione offerta dal ricorrente (ossia che la locuzione “provenienti dall’estero” riguarda i calciatori appena giunti in Italia), si arriverebbe alla conclusione di rendere del tutto inapplicabile la lettera F) del Comunicato Ufficiale. Non vi potrebbero, difatti, mai essere giocatori appena giunti in Italia che, al tempo stesso, nella stagione precedente, siano stati già tesserati per una società professionistica. A ciò si aggiunga che l’interpretazione della lettera C) nel senso appena delineato risulta coerente anche con i principi cui si ispira l’ordinamento sportivo. Occorre, difatti, ricordare che le limitazioni al tesseramento dei cittadini extracomunitari sono state introdotte nell’ordinamento sportivo al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili, da una parte, e l’acquisizione, tra i detti cittadini, di calciatori ad alto livello tecnico da destinare al campionato della massima Serie Professionistica Nazionale, dall’altra.

 

Decisione C.G.F. : Comunicato ufficiale n. 312/CGF del 03 Giugno 2014 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 020/CGF del 07 Agosto 2014 e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti – Com. Uff. n. 18/D del 3.4.2014

Impugnazione – istanza: 1) RICORSO CALC. P.D.S.J. AVVERSO IL DINIEGO AL  TESSERAMENTO IN FAVORE DELLA SOCIETÀ S.S. CASALECCHIO 1921 SEGUITO  RICHIESTA DI GIUDIZIO DEL COMITATO REGIONALE EMILIA ROMAGNA  

Massima: L’art. 40 quater N.O.I.F. prevede il termine del 31 dicembre, entro il quale deve essere richiesto il tesseramento per i calciatori extracomunitari. La richiesta depositata successivamente è tardiva.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 044/C Riunione del 05 Aprile 2007 - www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti – Com. Uff. n. 18/D del 23.2.2007 Impugnazione - istanza: 2. RECLAMO CALCIO A 5 GIOVINAZZO AVVERSO LA DECLARATORIA DI NULLITÀ DEL TESSERAMENTO DEL CALCIATORE T.D.S.E., NATO IL 3.3.1982, SEGUITO RICHIESTA DI GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE DISCIPLINARE PRESSO LA DIVISIONE CALCIO A CINQUE

Massima: E’ nullo il tesseramento del calciatore straniero per mancanza del permesso di soggiorno. La semplice richiesta di permesso di soggiorno presentata nei termini di legge non può ritenersi equipollente all’avvenuto rilascio del Permesso di soggiorno ed il requisito della residenza può essere sostituito con il domicilio dichiarato all’Autorità competente che ne assevera l’autenticità, ciò in quanto non può sussistere equipollenza tra documenti che hanno il fine di attestare situazioni diverse e non omologabili (cfr. C.A.F. del 9.1.2007). Il domicilio, infatti, attesta la stabilità di rapporti tra un soggetto ed un determinato luogo, mentre la residenza attesta la sussistenza del requisito di legittimità dell’ingresso e, in specie, della permanenza di un soggetto proveniente da un paese straniero.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 044/C Riunione del 05 Aprile 2007 - www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti – Com. Uff. n. 18/D del 23.2.2007

Impugnazione - istanza: 2. RECLAMO CALCIO A 5 GIOVINAZZO AVVERSO LA DECLARATORIA DI NULLITÀ DEL TESSERAMENTO DEL CALCIATORE T.D.S.E., NATO IL 3.3.1982, SEGUITO RICHIESTA DI GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE DISCIPLINARE PRESSO LA DIVISIONE CALCIO A CINQUE

Massima: E’ nullo il tesseramento del calciatore straniero per mancanza del permesso di soggiorno. La semplice richiesta di permesso di soggiorno presentata nei termini di legge non può ritenersi equipollente all’avvenuto rilascio del Permesso di soggiorno ed il requisito della residenza può essere sostituito con il domicilio dichiarato all’Autorità competente che ne assevera l’autenticità, ciò in quanto non può sussistere equipollenza tra documenti che hanno il fine di attestare situazioni diverse e non omologabili (cfr. C.A.F. del 9.1.2007). Il domicilio, infatti, attesta la stabilità di rapporti tra un soggetto ed un determinato luogo, mentre la residenza attesta la sussistenza del requisito di legittimità dell’ingresso e, in specie, della permanenza di un soggetto proveniente da un paese straniero.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 028/C Riunione del 09 Gennaio 2007 - www.figc.it Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti – Com. Uff. n. 9/D del 15.11.2006

Impugnazione - istanza: 1. RECLAMO A.S.D. ASTREA AVVERSO IL PROVVEDIMENTO DI DINIEGO DEL TESSERAMENTO DEL CALCIATORE F.S.G..

Massima: Tra i diversi requisiti previsti ai fini del tesseramento del calciatore extracomunitario occorre tra l’altro che lo stesso abbia la residenza anagrafica protrattasi per un anno. La posizione del calciatore rientra nella disciplina dell'art. 40, comma 11 bis delle N.O.I.F., trattandosi di calciatore di età superiore a sedici anni, mai tesserato per federazioni estere e per il quale è stato chiesto il tesseramento da una società della Lega Nazionale Dilettanti. In base alla predetta disposizione la richiesta di tesseramento deve essere accompagnata: a) da una dichiarazione attestante che il calciatore non è stato mai tesserato per una federazione estera; b) dal certificato di residenza anagrafica attestante la residenza in Italia da almeno dodici mesi; c) dal permesso di soggiorno, trattandosi di soggetto extracomunitario, valido almeno fino al termine della stagione sportiva. La disposizione di cui sopra è stata introdotta nel giugno del 2004 (v. Com. Uff. n. 194/A) ed è significativo che, a differenza di quanto previsto al comma 11, p. 1, lett. d) N.O.I.F., nel quale è prevista solo una generica documentazione di una residenza in Italia, nel comma 11 bis è stato invece previsto l'obbligo di presentazione di un «certificato di residenza anagrafica attestante la residenza in Italia da almeno dodici mesi». Ciò vuol dire che non è sufficiente avere una residenza in Italia, ma è necessario che questa residenza sia stata ufficializzata nei confronti dello Stato, mediante l'iscrizione nei registri anagrafici. Nella specie considerata, non si tratta, quindi, di un problema di prova della residenza; non si tratta, cioè, di stabilire se la residenza possa essere provata anche con mezzi diversi dalla certificazione anagrafica. Si tratta, invece, di un requisito della residenza; la norma richiede non solo la residenza di fatto, ma che sia avvenuta l'iscrizione del soggetto all'anagrafe della popolazione residente. Questa situazione non è nuova per il nostro ordinamento che, talvolta, lega all'obbligo dell'iscrizione nei registri anagrafici la possibilità di ricevere determinate prestazioni dalla pubblica amministrazione o l'acquisizione di taluni diritti. Il caso di specie: Il calciatore è nato il 28.2.1988 in Camerun. Il Tribunale dei minori con provvedimento del 12.10.2005, affidò lo stesso, che era entrato illegalmente in Italia, ai coniugi italiani, che ne avevano fatto richiesta. In forza del suddetto provvedimento, al calciatore fu rilasciato il permesso di soggiorno, successivamente rinnovato fino al 10.8.2007. La società chiese il tesseramento del calciatore a decorrere dal 20.10.2006. L'iscrizione del calciatore nei registri anagrafici è avvenuta soltanto il 16.9.2006.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 53/C - Riunione del 27 aprile 2006 n. 1 - www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti – Com. Uff. n. 21/D del 10.3.2006 - www.figc.it

Impugnazione - istanza: Appello dell’Hellas Verona F.C. avverso la reiezione del reclamo proposto avverso il diniego del tesseramento del calciatore D.S.

Massima: La “residenza legale” in Italia di un cittadino extracomunitario non necessariamente coincide con la residenza anagrafica, ovvero con la registrazione presso un determinato Comune dello Stato. Lo status di cittadino extracomunitario legalmente presente nel territorio (ancorché introdottovisi illegalmente) si acquisisce con il rilascio, all’esito di un procedimento amministrativo disciplinato attualmente dalla legge n. 189/2002, di un permesso di soggiorno, anche a tempo determinato, che può fondarsi su accertati motivi di studio, lavoro, ricongiungimento al nucleo familiare, per motivi politici e negli altri casi previsti dalla legge. L’esito positivo dell’istruttoria, rigorosamente disciplinata dalla normativa testé richiamata e demandata agli uffici amministrativi della Polizia di Stato, si conclude con il rilascio di un documento che attesta la legale presenza del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato italiano e che, indi, legittima la successiva fissazione della residenza o della dimora in un Comune italiano. La legale presenza del calciatore in Italia, dunque, decorre senza dubbio alcuno dalla data del rilascio del permesso di soggiorno, e pertanto da quella data decorrono i 12 mesi necessari per poter ottenere il tesseramento presso una società di calcio affiliata alla F.I.G.C.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 57/C Riunione del 14 Giugno 2004 n. 8 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 30/D del 3.6.2004

Impugnazione - istanza: Appello del F.C. Neugries-Executive avverso l’annullamento, con effetto ex-tunc, del tesseramento del calciatore W.J.P.T. in proprio favore

Massima: La non veridicità dell’autocertificazione prodotta dal calciatore di “non essere mai stato tesserato per alcuna Federazione estera”, come successivamente accertato da nota informativa pervenuta dalla Federazione Tedesca comporta la violazione delle norme contenute nell’art. 40 N.O.I.F. e pertanto la conseguente declaratoria di nullità ex tunc del tesseramento del calciatore in favore della società.

 

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 39/C Riunione del 22 Marzo 2004 n. 3 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 16/D del 16.1.2004

Impugnazione - istanza: Appello del calciatore O.C.C. avverso la decisione della Commissione Tesseramenti inerente la mancata concessione, da parte dell’ufficio tesseramento L.N.P., del visto di esecutività relativo al contratto stipulato dal reclamante con l’Ascoli Calcio 1898

Massima: Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato non consente il tesseramento per una Società professionistica, essendo imposto per legge allo straniero, ai fini di un simile tesseramento, il conseguimento di un particolare permesso di soggiorno “per lavoro subordinato”.

Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 21/C Riunione del 1 Dicembre 2003 n. 1 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 8/D - Riunione del 26.9.2003

Impugnazione - istanza: Reclamo dei sigg.ri M.T.K. e M.A.A. per il figlio minorenne calciatore M.A. avverso le decisioni della commissione tesseramenti in ordine alla posizione di tesseramento del calciatore stesso

Massima: Il calciatore, di nazionalità ghanese ma nato e residente sin dalla nascita in Italia, che ha svolto sempre attività di settore giovanile in Italia, deve essere tesserato non con lo status di “dilettante di nazionalità italiana”, ma con lo status di “dilettante di nazionalità straniera mai tesserato per federazione estera”. In mancanza il tesseramento è invalido.

Massima: Il (codice 70) indica il calciatore tesserato con lo status di “calciatore straniero non proveniente da Federazione estera”.

Massima: Le norme e le disposizioni attuative federali (si veda da ultimo, per la stagione in corso, il Comunicato Ufficiale n. 7 della Lega Nazionale Dilettanti, del 4 luglio 2003) depongono chiaramente nel senso che nel caso di calciatori extracomunitari residenti in Italia e mai tesserati presso Federazioni estere devono trovare spazio alcune formalità burocratico-amministrative che, seppur non giungono a livello di un vero e proprio provvedimento autorizzativo del Presidente Federale, necessario invece per il tesseramento di calciatori provenienti da Federazioni estere (cfr. art. 40, comma 6, N.O.I.F.), culminano comunque in un atto ricognitivo federale che deve indicare, tra l’altro, l’effettiva data di decorrenza del tesseramento.

Massima: L’erronea indicazione della nazionalità italiana nella documentazione di tesseramento del giocatore straniero, non può essere considerata un mero errore materiale,in quanto produce effetti ai fini del vincolo ed in particolare rende, il tesseramento invalido, o quanto meno (e forse più correttamente) inefficace, mancando le condizioni di operatività del vincolo. E’ questo il caso del calciatore di nazionalità ghanese ma nato e residente sin dalla nascita in Italia, che ha svolto sempre attività di settore giovanile in Italia, che è stato tesserato non con lo status di “dilettante di nazionalità italiana”, e non, invece, con lo status di “dilettante di nazionalità straniera mai tesserato per federazione estera”.

 

 

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 36/C Riunione del 14 aprile 2003 n. 15 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 23/D - Riunione del 27.2.2003

Impugnazione - istanza:Appello della Pol. Circolo Lavoratori Terni avverso le decisioni della Commissione Tesseramenti inerenti la posizione di tesseramento del calciatore W.S.A. a seguito della richiesta di giudizio della commissione disciplinare presso la divisione calcio a cinque.

Massima: Non può certo dirsi che l’art. 40, comma 11, delle N.O.I.F. brilli per chiarezza e linearità, ma, d’altra parte, non è in alcun modo accettabile, essendo opzione ermeneutica del tutto illogica e fuori dal sistema, limitare la sfera di applicabilità della previsione eccezionale e derogatoria per cui “il tesseramento decorre dall’autorizzazione” (del Presidente Federale) ai soli calciatori appartenenti alla categoria di cui al n. 3), ovvero “calciatori di cittadinanza italiana, residenti in Italia, anche se provenienti da Federazione estera”, i quali vengono parificati, ad ogni effetto, ai calciatori italiani. Non è possibile distinguere, come denota lo stesso comma 11, prima parte, pur letto in correlazione con il comma 6, tra calciatori “provenienti” e calciatori “provenuti” da Federazione estera e per entrambe tali categorie di atleti si impone la verifica della documentazione richiesta nell’ambito di un procedimento autorizzatorio che sfocia in un provvedimento del Presidente Federale. Del resto non a caso, la vigilanza temporale dell’autorizzazione del Presidente Federale è limitata ad una sola stagione sportiva, come è evidente proprio nel caso del calciatore dilettante extracomunitario in argomento (provvedimento del 26 settembre 2002), cosicché è inevitabile che di anno in anno vada attribuita al provvedimento autorizzatorio federale una valenza costitutiva ai fini della decorrenza del tesseramento

Massima: Per il tesseramento di tutte le categorie di calciatori già tesserati presso Federazione estera, senza che possa utilmente distinguersi tra “provenienti” e “provenuti”, vige il principio di diritto che le Società interessate di L.N.D. devono chiedere ad ogni inizio di stagione sportiva il rilascio dell’autorizzazione federale e per tutti il tesseramento decorre dalla data di autorizzazione. Consegue che il calciatore è in posizione irregolare se ha preso parte alla gara senza autorizzazione federale, con decorrenza del tesseramento dalla data di autorizzazione, non potendosi comunque fare riferimento - ai fini della decorrenza del tesseramento stesso - alla data di trasmissione del plico, anche ove esso fosse effettivamente completo, fin dal principio, di tutta la documentazione necessaria.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 36/C Riunione del 14 aprile 2003 n. 14 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Tesseramenti - Com. Uff. n. 23/D del 27.2.2003

Impugnazione - istanza:Appello del Cus Viterbo avverso le decisioni della Commissione Tesseramenti inerenti la posizione di tesseramento del calciatore C.R.V.D. a seguito di richiesta di giudizio della Commissione Disciplinare presso la divisione Calcio a Cinque.

Massima: Non può certo dirsi che l’art. 40, comma 11, delle N.O.I.F. brilli per chiarezza e linearità, ma, d’altra parte, non è in alcun modo accettabile, essendo opzione ermeneutica del tutto illogica e fuori dal sistema, limitare la sfera di applicabilità della previsione eccezionale e derogatoria per cui “il tesseramento decorre dall’autorizzazione” (del Presidente Federale) ai soli calciatori appartenenti alla categoria di cui al n. 3), ovvero “calciatori di cittadinanza italiana, residenti in Italia, anche se provenienti da Federazione estera”, i quali vengono parificati, ad ogni effetto, ai calciatori italiani. Non è possibile distinguere, come denota lo stesso comma 11, prima parte, pur letto in correlazione con il comma 6, tra calciatori “provenienti” e calciatori “provenuti” da Federazione estera e per entrambe tali categorie di atleti si impone la verifica della documentazione richiesta nell’ambito di un procedimento autorizzatorio che sfocia in un provvedimento del Presidente Federale. Del resto non a caso, la vigilanza temporale dell’autorizzazione del Presidente Federale è limitata ad una sola stagione sportiva, come è evidente proprio nel caso del calciatore dilettante extracomunitario in argomento (provvedimento del 26 settembre 2002), cosicché è inevitabile che di anno in anno vada attribuita al provvedimento autorizzatorio federale una valenza costitutiva ai fini della decorrenza del tesseramento.

Massima: Per il tesseramento di tutte le categorie di calciatori già tesserati presso Federazione estera, senza che possa utilmente distinguersi tra “provenienti” e “provenuti”, vige il principio di diritto che le Società interessate di L.N.D. devono chiedere ad ogni inizio di stagione sportiva il rilascio dell’autorizzazione federale e per tutti il tesseramento decorre dalla data di autorizzazione. Consegue che il calciatore è in posizione irregolare se ha preso parte alla gara senza autorizzazione federale, con decorrenza del tesseramento dalla data di autorizzazione, non potendosi comunque fare riferimento - ai fini della decorrenza del tesseramento stesso - alla data di trasmissione del plico, anche ove esso fosse effettivamente completo, fin dal principio, di tutta la documentazione necessaria.

Decisione C.F.: Comunicato Ufficiale n. 6/Cf del 26 Aprile 2002 n. 4 – www.figc.it

Impugnazione - istanza:Richiesta del Presidente Federale, ai sensi dell’art. 22 comma 1, lett.a), C.G.S., di interpretazione dell’art. 117 delle N.O.I.F. con riferimento alla risoluzione del contratto tra calciatori e società estere.

Interpretazione: Il calciatore che abbia risolto il proprio rapporto all'estero può tesserarsi secondo le prescrizioni del Comunicato Ufficiale della F.I.G.C. n. 68 del 21.6.2001 e pertanto dal 2 luglio 2001 al 30 aprile 2002". Il punto 4 del C.U. della F.I.G.C. n. 68 in data 21 giugno 2001 dispone che "il tesseramento di calciatore professionista, con precedente rapporto scaduto o risolto ai sensi dell'art. 117 delle Norme Organizzative Interne della F.I.G.C. può essere effettuato dal 2 luglio 2001 al 30 aprile 2002". L'art. 117 delle N.O.I.F. riguarda la risoluzione del rapporto contrattuale "…nei casi previsti dal contratto tipo di cui all'accordo collettivo con l'Associazione di Categoria, nonché dalle presenti norme".

 

Decisione C.F.: Comunicato Ufficiale n. 5/Cf del 9 Aprile 2002 n. 4 – www.figc.it

Impugnazione - istanza:Richiesta del Presidente Federale, ai sensi dell’art. 22 comma 1, lett.a), C.G.S., di interpretazione dell’art. 117 delle N.O.I.F. con riferimento alla risoluzione del contratto tra calciatori e società estere.

Interpretazione: Il calciatore che abbia risolto il proprio rapporto all'estero può tesserarsi secondo le prescrizioni del Comunicato Ufficiale della F.I.G.C. n. 68 del 21.6.2001.

 

 

 

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