Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0051/CFA del 31 Dicembre 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale federale nazionale – sezione disciplinare n. 15 del 29.7.2021 e della decisione del Tribunale federale nazionale – sezione disciplinare n. 020 del 9.8.2021

Impugnazione – istanza: W.G./Procura federale

Massima: La richiesta di revisione del procedimento non è soggetta a termini decadenziali….In base a una propria scelta, il normatore sportivo ha voluto riunire in un unico articolo due istituti differenti per origine e contenuto. Infatti l’art. 63 CGS, avente come rubrica “revocazione e revisione”, ai commi 1, 2, 3 tratta della revocazione; al comma 4 della revisione (il comma 5 è comune ai due istituti). Orbene è evidente che la revocazione è modellata sull’analogo istituto del codice di procedura civile (artt.  391 bis e ter, artt. 395 ss.), mentre la revisione ha quale modello il codice di procedura penale (artt. 629 ss.). Per la revocazione, il rito civile prevede un termine; per la revisione, il rito penale non prevede un termine (l’art. 629 cpp recita: “è ammessa in ogni tempo a favore dei condannati, nei casi determinati dalla legge, la revisione […] anche se la pena è già stata eseguita”). A ben vedere, d’altronde, anche l’art. 63 CGS prevede un termine solo per la revocazione, infatti il comma 1, che solo ad essa si riferisce, impone che la relativa richiesta sia proposta entro 30 giorni “dalla scoperta del fatto o dal rinvenimento dei documenti”; il comma 4 (dedicato - come si è anticipato - esclusivamente alla revisione) non pone alcun termine per la proposizione di tale mezzo straordinario di impugnazione. Si può dunque ragionevolmente concludere, concordando con le considerazioni formulate dal G., che tanto il tenore letterale della norma, quanto l’interpretazione della stessa in base al suo “modello di riferimento” non prevedono un termine per la proposizione della richiesta di revisione.

Decisione C.F.A.: Comunicato ufficiale n. 082/CFA del  25 Giugno 2015  e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 041/CFA del 21 Ottobre 2015 e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Tribunale Federale Territoriale c/o Comitato Regionale Sicilia – Com. Uff. n. 520/TFT 34 del 28.4.2015

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO PER REVISIONE EX ART. 39 COMMA 2 C.G.S. SIG. L.P. AVVERSO LA SANZIONE DELLA INIBIZIONE MESI 6 INFLITTA AL RECLAMANTE SEGUITO DEFERIMENTO DEL PRESIDENTE FEDERALE PER VIOLAZIONE DI CUI ALL’ART.1 BIS COMMA 1 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 43, COMMI 1, 2, 3 N.O.I.F. (NOTA PROT. 11.857 DEL 23/2/2015 - PROC. 8 PF 14/15) (Delibera del Tribunale Federale Territoriale c/o Comitato Regionale Sicilia – Com. Uff. n. 520/TFT 34 del 28.4.2015)

Impugnazione – istanza: 2. RICORSO PER REVISIONE EX ART. 39 COMMA 2 C.G.S., A.S.D. REAL CASALE AVVERSO LE SANZIONI: - AMMENDA € 760,00 ALLA SOCIETÀ, A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA E OGGETTIVA EX ART. 4, COMMI 1 E 2, C.G.S. VIGENTE; - AMMONIZIONE CON DIFFIDA A CARICO DEI CALCIATORI, ALLO STATO TESSERATI A FAVORE DELLA SOCIETÀ A.S.D. REAL CASALE: A.M., C.K.J., G.R., L.G., L.F., P.L., B.D., B.V., C.G., C.A.R., C.C., C.N., G.A., M.S., M.R., T.P., T.R.; - AMMONIZIONE CON DIFFIDA A CARICO DEI CALCIATORI, ALLO STATO TESSERATI POL.D. LASACARI, ALL’EPOCA DEI FATTI TESSERATI A.S.D. REAL CASALE: D.F.S., G.L., RISPETTIVAMENTE INFLITTE SEGUITO DEFERIMENTO DEL PRESIDENTE FEDERALE PER VIOLAZIONE DI CUI ALL’ART.1 BIS COMMA 1 C.G.S. IN RELAZIONE ALL’ART. 43, COMMI 1, 2, 3 N.O.I.F. (NOTA PROT. 11.857 DEL 23/2/2015 - PROC. 8 PF 14/15)

Massima: Le riunite impugnazioni si presentano comunque inammissibili anche quali ordinari ricorsi in appello in ragione del fatto che, rilevata la mancanza di autosufficienza del primo atto del 5.5.2015 in quanto del tutto privo di motivazione (in violazione dell’art. 38.32 C.G.S.), i successivi atti dell’11.5.2015, ai quali potrebbero essere riconosciuti in astratto in requisiti minimi dell’atto di appello, risulterebbero comunque proposti oltre il termine di sette giorni successivo alla data di pubblicazione del comunicato ufficiale in cui è riportata la decisione dell’Organo che si intende impugnare (artt. 37.1. lett. a) e 38.2 C.G.S.)..

Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo Arbitrale del  01 aprile 2010 –  www.coni.it

Decisione impugnata: Delibera della Corte di Giustizia Federale della FIGC pubblicata sul C.U. 200/CGF del  19.03.2010 e sul sito www.figc.it

Parti: Potenza  Sport  Club  s.r.l. contro Federazione Italiana Giuoco Calcio

Massima:  E’ bene considerare che  la norma sul  giudizio di revocazione  è  contenuta  nel  Titolo  IV  del  Codice  di  Giustizia  Sportiva  ed assume  la  posizione  logica  di  norma  generale.  Rispetto  a  questo Titolo,  le norme  contenute  al  Titolo V,  che  riguardano  specificamente  il  termine  per comparire  innanzi  all’Organo  di  giustizia  sportiva,  hanno  una  portata eccezionale  che  non  consente  la  loro  applicazione  oltre  i  casi  e  i  tempi considerati.  Ne discende che la norma sul giudizio di revocazione non soggiace ai termini indicati dall’art. 41, essendo del tutto irrilevante la circostanza che il giudizio di revocazione trovi il suo presupposto in un illecito sportivo.

Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo arbitrale del 01 aprile 2010 – www.coni.it

Decisione impugnata: Delibera della Corte di Giustizia Federale della FIGC pubblicata sul C.U. 200/CGF del  19.03.2010 e sul sito www.figc.it

Parti: POTENZA SPORT CLUB Srl/ FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO

Massima TNAS: (1) Al fine di valutare la tempestività del ricorso per revocazione ex art. 39, comma 1, del CGS preposto dalla Procura Federale non rilevano cognizioni di sommaria informazione circa l’esistenza di atti o documenti idonei alla revocazione essendo invece necessaria l’acquisizione degli stessi.

Massima TNAS: (3) Il giudizio di revocazione non soggiace ai termini indicati per il giudizio ordinario, essendo del tutto irrilevante la circostanza che il giudizio di revocazione trovi il suo presupposto in un illecito.

Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo Arbitrale del  01 aprile 2010 –  www.coni.it 

Decisione impugnata: Delibera della Corte di Giustizia Federale della FIGC pubblicata sul C.U. 200/CGF del  19.03.2010 e sul sito www.figc.it

Parti: Potenza  Sport  Club  s.r.l. contro Federazione Italiana Giuoco Calcio

Massima:  Il termine di trenta giorni previsto dall’art. 39, comma 1, C.G.S., per promuovere il giudizio di revocazione, non può decorrere  dal  momento  nel  quale  il  ricorrente  ha  ottenuto  le  sommarie informazioni  circa  l’esistenza  di  fatti  o documenti  idonei  a comportare,  ove precedentemente acquisiti, una diversa pronuncia. Il momento dal quale far decorrere il termine di trenta giorni, al contrario, deve coincidere con la data nella quale la Procura Federale ha ottenuto dalla Procura della Repubblica la copia degli atti del procedimento penale. È solo in questo momento,  infatti, che la Procura Federale ha potuto acquisire una conoscenza piena dei fatti e dei documenti sui quali ha, successivamente, fondato il proprio ricorso per revocazione. Ciò premesso, si osserva che la Procura Federale è entrata in possesso degli atti relativi al procedimento penale solo in data 11.12.2009; pertanto, il ricorso per revocazione  dalla  medesima  inoltrato   in  data  9.01.2010  è  assolutamente tempestivo ex art. 39, comma 1, C.G.S. 1.2.).

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 200/CGF del 19 Marzo 2010 n. 1 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 203/CGF del 24 Marzo 2010 n. 3 e  su  www.figc.it

Decisone impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare Nazionale – Com. Uff. n. 14/CDN del 7 agosto 2008 Impugnazione – istanza: 3) Ricorso ex art. 39 C.G.S. della Procura Federale avverso il proscioglimento dei signori:  P. G., presidente Potenza Sport Club s.r.l., G. P. all’epoca dei fatti, dirigente della stessa società; dalla violazione dell’art. 7, commi 1 e 6 C.G.S.; e delle società:  Potenza Sport Club s.r.l. dalla violazione degli artt. 7, comma 3 e 4 comma 1 C.G.S.  per responsabilità diretta nella violazione ascritta ai suoi dirigenti;  Salernitana Calcio 1919 S.p.A. dalla violazione dell’ art. 4, commi 1 e 5 C.G.S., dalle violazioni ascritte con proprio deferimento per l’illecito sportivo in relazione alla gara Potenza/Salernitana del 20.4.2008 – nota prot. 448/1173pf07/08/sp/ma del 24.7.2008

Massima: E’ ammissibile il ricorso per revocazione da parte della procura federale quando lo stesso è stato proposto nei 30 giorni decorrenti dalla data nella quale alla Procura Federale pervennero gli atti inviati dagli uffici giudiziari procedenti relativamente dall’indagine penale da cui ha tratto origine il presente procedimento. Non può revocarsi in dubbio che l’interpretazione da dare alla norma di cui all’art. 39 C.G.S., che prescrive che l’impugnazione per revocazione debba avvenire entro 30 giorni dalla scoperta del fatto o dal rinvenimento dei documenti, sia tale che la conoscenza dell’uno o degli altri da parte del ricorrente debba essere piena, in modo che possa essere soddisfatta la ulteriore condizione di ammissibilità del ricorso, consistente nell’analitica illustrazione e descrizione di essi, nonché nella dimostrazione della idoneità modificativa della precedente decisione. A questa stregua si sottrae ad ogni dubbio la radicale insufficienza delle semplici e non qualificate notizie di stampa afferenti all’indagine penale a costituire sintomo se non prova della piena conoscenza in parola: esse rappresentarono, piuttosto, il propellente per la diligente azione conoscitiva posta in essere dalla Procura Federale presso gli uffici giudiziari procedenti. Una volta assolto tale onere, e percepitine gli esiti utili attraverso la ricezione degli atti, poteva iniziare a decorrere il termine: questo è quanto è in effetti avvenuto nel caso di specie. Logica prova ne è che il fondamento stesso del ricorso revocatorio è univocamente rinvenibile in relazione agli atti del procedimento penale e nei ripetuti riferimenti al loro oggetto, che ovviamente sarebbero stati preclusi dalla loro mancata acquisizione.

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 47/C Riunione del 30 Maggio 2005 n. 5 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione d’Appello Federale - Com. Uff. n. 33/C del 7.3.2005.

Impugnazione - istanza:Ricorso per revocazione del Presidente Federale avverso le sanzioni al Cosenza Calcio 1914, dell’inibizione per anni 1 al presidente sig. B.F., la penalizzazione di n. 3 punti nella classifica del campionato 2004/2005 e l’ammenda di € 2.000,00 ad essa reclamante, inflitte a seguito di deferimento del Procuratore Federale rispettivamente per violazione degli artt. 27 commi 1 e 2 dello statuto con riferimento agli artt. 1 comma 1 e 2 comma 4 prima parte C.G.S.

Massima: Il Presidente Federale, a norma dell’art. 29 del Codice di Giustizia Sportiva è legittimato a proporre il ricorso per revocazione. La norma ora citata, nell’indicare i soggetti legittimati a proporre i reclami, al comma 4, lett. a), stabilisce testualmente che “è legittimato a proporre ricorso d’ufficio, il Presidente Federale, anche su segnalazione dei Presidenti delle Leghe e del Presidente delegato del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica”. La norma conferisce quindi al Presidente Federale un generale potere di proporre ricorsi d’ufficio agli organi della giustizia sportiva, non sottoposto a particolari condizioni né limitato a specifici procedimenti (contrariamente a quanto prevede la stessa disposizione, alla successiva lett. b), che limita i ricorsi d’ufficio del Procuratore Federale ai soli procedimenti iniziati su suo deferimento). La ratio di tale generale ed amplissima legittimazione può essere ravvisata nella funzione di tutela dell’intero ordinamento federale spettante al Presidente Federale quale emerge dal complesso delle sue attribuzioni, tra le quali riveste primaria e significativa importanza, proprio per quanto attiene alla giustizia sportiva, la disposizione contenuta nell’art. 33, secondo comma, lett. c), del Codice di Giustizia Sportiva che conferisce al predetto organo di vertice della Federazione la facoltà di impugnare davanti a questa Commissione di Appello Federale le decisioni di tutti i giudici sportivi, di ogni ordine e grado,“quando ritenga che queste siano inadeguate o illegittime”. La formula dell’art. 29 del Codice di Giustizia Sportiva comporta che anche il ricorso per revocazione di decisioni pronunciate da questa Commissione di Appello Federale debba farsi rientrare fra i ricorsi esperibili d’ufficio dal Presidente Federale, trattandosi di un’impugnativa che, sebbene condizionata nella sua ammissibilità a specifici presupposti, è pur sempre da inserire nel novero dei “ricorsi” e, quindi, tra i ricorsi esperibili d’ufficio.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 12/C Riunione del 11 Ottobre 2004 n. 6 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione d’Appello Federale - Com. Uff. n. 4/C del 17.7.2004

Impugnazione - istanza: Ricorso per revocazione della Aosta Calcio a 5 avverso le rispettive sanzioni inflitte: alla società l’esclusione dal Campionato di competenza, al calciatore A.F.S. la squalifica per anni uno e mesi sei, al signor A.C. l’inibizione per anni 2, al signor F.G. l’inibizione per anni uno e mesi sei, per violazione dell’art. 1 C.G.S. a seguito di deferimento del Procuratore Federale

Massima: Il termine di 30 giorni dei cui all’art. 35 C.G.S. non può decorrere dal giorno del deposito della sentenza o del rilascio alla società di copia della stessa, dal momento che il termine a quo va individuato nel caso in esame nella “scoperta del falso”, o nel “rinvenimento dei documenti” e quando la società è venuta a conoscenza del vero non con il deposito della sentenza od il rilascio di una sua copia, ma al momento delle deposizioni testimoniali avvenute nel corso del processo, non vi è dubbio che l’impugnazione avrebbe dovuto essere proposta entro 30 giorni da tali momenti; a tutto concedere, se non dai 30 giorni da ciascuna specifica udienza cadute in epoca anteriore a quella in cui, con la lettura del dispositivo della sentenza, si è avuta la certezza di quanto le circostanze emerse nel corso del dibattimento fossero fondate.

Massima: A norma dell’art. 35 C.G.S. le decisioni adottate dagli Organi di giustizia sportiva possono essere impugnate per revocazione “entro trenta giorni dalla scoperta del falso o dal rinvenimento dei documenti”. Qualora la scoperta avvenga durante un procedimento penale, l’impugnazione per revocazione avrebbe dovuto esser proposta entro 30 giorni dall’avvenuta conoscenza delle nuove circostanze, vale a dire, a tutto concedere, entro 30 giorni dall’ultima udienza, quella della decisione del processo e della lettura del dispositivo.

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