Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 122/TFN - SD del 13 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 4858/360 pf21-22/GC/gb del 10 gennaio 2022 nei confronti dei sigg.ri C.D., G.R. e della società Aurora Pro Patria 1919 Srl - Reg. Prot. 91/TFN-SD

Massima: Prosciolto il presidente dall’accusa di violazione degli artt. 4, comma 1 del CGS, 20 bis delle NOIF e 32, comma 5 bis, del CGS, anche in relazione all’art. 31, comma 1 del CGS, per aver omesso di vigilare, nella sua qualità di legale rappresentante della società Aurora Pro Patria 1919 Srl, affinché venisse prodotta alla FIGC - Co.A.P.S. (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), con riferimento al sig. ….., Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante del Consorzio SGAI, acquirente, con atto del 5 novembre 2021, del 90% delle quote sociali della società Aurora Pro Patria 1919 Srl, nel termine perentorio di 15 giorni, una documentazione conforme a quanto previsto dall’art. 20-bis, comma 3), lett. A) delle NOIF e comunque, per non essersi attivato - in quanto vertice della società sportiva - affinché il sig. ….., ottemperasse al deposito della predetta documentazione nelle modalità previste dalle citate norme, e per non aver segnalato agli organi competenti tale condotta omissiva tenuta dall’ acquirente delle quote sociali della Aurora Pro Patria 1919 Srl…All’esito dell’istruttoria, la Commissione rilevava pertanto che la documentazione prodotta fosse “solo in parte conforme” essendo le attestazioni rilasciate dagli Istituti di credito limitate ad un periodo temporale di 16 mesi (dal 30.7.20) e, pertanto “inidonee a coprire a ritroso il biennio precedente la data dell’acquisizione (5 novembre 2021)” come richiesto dall’art. 20 bis co. 3 lett. A1)”. Occorre precisare che, seppur tale requisito non sia più previsto dalla nuova formulazione dell’art. 20 bis CGS, nel caso di specie deve trovare applicazione la normativa antecedente la novella del 17.3.22, non avendo la società provveduto, nei termini previsti, a presentare istanza di riesame alla Coaps, ai sensi e per gli effetti della norma transitoria dell’art. 32 CGS come novellato con CU n. 206/A del 17.3.22. Come è noto l’art. 20 bis co. 3 lett. A)1, previgente, richiedeva la dichiarazione di intrattenere “ da almeno due anni rapporti non classificati a inadempienza probabile…”; a fronte dell’accertata carenza documentale in ordine al biennio precedente l’avvenuta acquisizione, il nuovo LR del Consorzio, avv. Muro ed il Presidente del CdA della società sportiva, dott. Citarella, in sede di audizione, chiarivano che il Consorzio, seppur nato nel novembre 2019, era rimasto inattivo sino alla pubblicazione del decreto Legge 34/00 (in materia di super bonus), solo successivamente al quale il Consorzio diveniva operativo, con conseguente apertura del conto corrente bancario presso Intesa San Paolo, come da attestazione versata in atti. Alla luce di tali emergenze, ritiene il Collegio come non sia dato evincersi in atti elemento alcuno per confutare tale devoluzione difensiva dalla quale discende l’assenza di responsabilità dei deferiti in ordine alla violazione disciplinare, così come formulata. È principio consolidato nell’ambito della Giustizia Sportiva che per l’affermazione della sussistenza di una violazione disciplinare, pur essendo sufficiente un grado di certezza inferiore all’esclusione di ogni ragionevole dubbio, di matrice penalistica, deve comunque raggiungersi, sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, una ragionevole certezza in ordine alla commissione dell’illecito e alla colpevolezza del deferito. (CFA SU 105/20-21, SU 64/21-22). Secondo lo standard probatorio sopra richiamato, si deve rilevare che, nel caso di specie, la mancata conformità alle disposizioni normative di cui all’art. 20 bis sia limitata, come da relazione della COAPS, alla mancata attestazione di rapporti bancari quantomeno biennali; così come formulata la contestazione, deve attribuirsi specifica valenza alle dichiarazioni delle parti, che non trovando smentita in atti, rendono inesigibile l’attestazione richiesta, con conseguente esclusione di profili di responsabilità per le violazioni loro ascritte.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 87/TFN - SD del 21 Gennaio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4245/278pf21-22/GC/blp del 13 dicembre 2021 nei confronti dei sigg.ri G.A., O.V., B.A., B.A., G.B. e della società ACN Siena 1904 SRL - Reg. Prot. 84/TFN-SD

Massima: Giorni 45 di inibizione al Presidente del CdA a) per la violazione degli artt. 4, comma 1 del CGS, 20 bis delle NOIF e 32, comma 5 bis, del CGS, anche in relazione all’art. 31, comma 1 del CGS, per aver omesso di vigilare, nella sua qualità di legale rappresentante della società ACN Siena 1904 Srl affinché venisse prodotta alla FIGC - Co.A.P.S. (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), con riferimento al sig. …., socio della società …. Srl, acquirente, con atto del 7 ottobre 2021, del 100% delle quote sociali della ACN Siena 1904 Srl, nel termine perentorio di 15 giorni, una documentazione conforme a quanto previsto dall’art. 20 bis, comma 3, lett. A) delle NOIF e, comunque, per non essersi attivato - in quanto vertice della società sportiva - affinché il sig. …, ottemperasse al deposito della predetta documentazione nelle modalità previste dalle citate norme, e per non aver segnalato agli organi competenti tale condotta omissiva tenuta dal socio dell’acquirente delle quote sociali della ACN Siena 1904 Srl; Per i medesimi fatti giorni 15 di inibizione agli altri deferiti sempre Vicepresidenti del CdA,  Procuratore speciale e Direttore Generale della società. Ammenda di € 6.000,00 alla società a) a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del CGS vigente, per il comportamento dei legali rappresentanti al momento della commissione dei fatti; b) a titolo di responsabilità propria della violazione dell’art. 32, comma 5 bis, del CGS.

Massima: Quanto alla sanzione da irrogare nei confronti della ACN Siena 1904 Srl, infine, non può trovare accoglimento la richiesta di penalizzazione formulata dalla Procura federale, dovendosi invece comminare la sanzione della sola ammenda nella misura di cui al dispositivo. Sebbene l’art. 20 bis delle NOIF, nell’attuale formulazione, paia non lasciare alcun margine all’interprete allorquando prevede espressamente una specifica e tassativa  procedimentalizzazione degli adempimenti richiesti nella tempistica e un predefinito quadro sanzionatorio, con una portata afflittiva puntualmente comminata dallo stesso art. 20 bis cit., nel caso in esame non vi è motivo di non fare uso, anche con riferimento alla società ACN Siena 1904, delle facoltà conferite dagli artt. 12 e 13 del CGS, attenuando la sanzione prevista dall’art. 32, comma 5 bis, CGS (cfr. Decisione/0055/CFA-2021-2022). Tanto avviene, come evidenziato in motivazione dall’arresto appena richiamato, che a sua volta ha richiamato la decisione del Collegio di garanzia dello sport, sez. I, n. 56/2018, nella piena consapevolezza che “nell’ordinamento sportivo il fine principale da perseguire, al di là dell'aspetto giustiziale pur fondamentale, è quello di affermare sempre e con forza i principi di lealtà, imparzialità etrasparenza, tipici del movimento sportivo, come pensato sin dalla sua fondazione da Pierre De Coubertin e, quindi, è compito degli Organi di giustizia considerare meno stringenti le regole formali rispetto ad aspetti sostanziali, che siano utili all'accertamento dei menzionati valori”. Devono allora a maggior ragione valere anche per la società acquisita le considerazioni sul punto riferite alle persone fisiche. Ed invero, richiamata la decisione n. 0043/CFA-2021-2022, la decisione della CFA sopra ricordata non ha mancato di evidenziare che “potrebbe apparire non in linea con i principi di proporzionalità e di gradualità della sanzione l’attuale formulazione dell’art. 20 bis, comma 4, delle NOIF, in correlazione con l’art. 32, comma 5 bis del Codice della giustizia sportiva, laddove il legislatore federale non ha previsto un trattamento sanzionatorio differenziato per il caso in cui l’acquirente di quote societarie, munito di tutti i requisiti richiesti, abbia tardato nel deposito della documentazione rispetto al caso – obiettivamente più grave – in cui l’acquirente non possieda i requisiti richiesti per l’acquisizione.” Proprio alla luce di tali considerazioni, peraltro, mette conto ricordare che le Sezioni Unite della Corte federale d’appello hanno trasmesso al Presidente federale la decisione n. 0043/CFA-2021-2022 “affinché valuti se sussistano i presupposti per un’iniziativa normativa che differenzi il regime sanzionatorio sopra detto”. Della mancata differenziazione delle ipotesi sanzionatorie non può all ra non tenersi conto anche nella vicenda che ci occupa. Si consideri, infatti, che acquirenti e società acquisita hanno puntualmente provveduto a tutti gli adempimenti previsti e che in questa sede, quanto alla documentazione di cui all’art. 20 bis, comma 3, lettera A1, punti a.i – a.ii. – a.iii), non si discute di omesso deposito, quanto di documentazione non conforme o parzialmente conforme, nella specie integrata: - dalla attestazione dello studio dei commercialisti di riferimento della società acquisita, di cui la Commissione ha preso atto; - dalla comunicazione inviata alla società acquisita in data 30.11.2021 dall’Amministratore unico della società acquirente, in cui si conferma “la rinuncia da parte della …. Srl ai finanziamenti effettuati fino alla data odierna per complessivi € 4.889.957,41 in modo da definirne l’imputazione a riserva in conto copertura perdite (e) confermando l’avvenuta rinuncia agli interessi originariamente previsti” ed in cui si preannunciano ulteriori versamenti “come finanziamenti infruttiferi e postergati da imputare in conto futuro aumento capitale e/o in conto coperture perdite” in modo “da garantire la continuità aziendale per la restante parte della stagione 2021/2022”. Proprio in ragione di quanto precede, alfine, la Commissione, basandosi sulla asseverazione della Banca di riferimento in ordine all’esistenza sul conto del socio …. di un liquidità superiore ad € 4.600.000/00, ha ritenuto “poco probabile”, se pure non potendolo escludere, “che sia stato destinatario di azioni esecutive o cautelari nella misura indicata dalla norma” e preso atto che “non ha pendenze in sospeso e ha sempre rispettato puntualmente e regolarmente i suoi impegni con la banca ”. Che la suddetta asseverazione non sia del tutto conforme alla normativa federale è di palese evidenza. Ciò non di meno non può non evidenziarsi come il fine voluto dalla norma sia stato comunque conseguito, sebbene, a tutto voler concedere, parzialmente, onde anche in questo caso può affermarsi che “è compito degli Organi di giustizia considerare meno stringenti le regole formali rispetto ad aspetti sostanziali” (Collegio di garanzia dello sport, sez. I, n. 56/2018), motivo per il quale sanzione congrua è quella di cui al dispositivo.

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0055/CFA del 03 Gennaio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare- n. 0058/TFN-SD 2021/2022, depositata il 22 novembre 2021

Impugnazione – istanza: Calcio Foggia 1929 S.r.l. – N.C. – M.A.E.P./Procura federale

Massima: Rideterminata l’inibizione a carico del presidente della società fino al 27 agosto 2021da mesi 4 a mesi 2….per la violazione degli artt. 4, comma 1, del C.G.S., 20 bis delle N.O.I.F. e 32, comma 5 bis, del C.G.S., anche in relazione all’art. 31, comma 1, del C.G.S. per aver omesso di vigilare, nella sua qualità di legale rappresentante della società Calcio Foggia 1920 S.r.l., affinché venisse prodotta alla F.I.G.C.- Co.A.P.S. (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), nel termine perentorio di 15 giorni dall’acquisizione delle partecipazioni sociali, tutta la documentazione prevista dall’art. 20 bis delle N.O.I.F., e che venisse depositato, con riferimento al sig. Nicola Canonico, socio unico della società … S.r.l. acquirente del 51% delle quote sociali della …. S.r.l., quest’ultima controllante la società Calcio Foggia 1920 S.r.l., il certificato del casellario giudiziale e quello dei carichi pendenti, richiesti dall’art. 20 bis, comma 2, lett. D) delle N.O.I.F. per la dimostrazione del possesso dei requisiti di cui alla lett. A) del medesimo comma, nonché la dichiarazione sostitutiva richiesta dall’art. 20 bis, comma 2, lett. E) delle N.O.I.F. per quanto riguarda i requisiti di cui all’art. 20 bis, comma 2, lett. C) delle N.O.I.F., e, comunque, per non essersi attivato, in quanto vertice della società sportiva, affinché il sig. … ottemperasse al deposito della predetta documentazione nelle modalità previste dalle citate norme, e per non aver segnalato agli organi competenti tale condotta omissiva. Rideterminata l’inibizione a carico del socio unico della società …. S.r.l., acquirente del 51% delle quote sociali della … S.r.l., quest’ultima controllante la società Calcio Foggia 1920 S.r.l., all’epoca dei fatti soggetto che svolgeva attività rilevante ai sensi dell’art. 2, comma 2, del vigente Codice di Giustizia Sportiva, nell’interesse della società Calcio Foggia 1920 S.r.l.,  da mesi 6 a mesi 3…per la violazione degli artt. 4, comma 1, del C.G.S. e dell’art. 20 bis delle N.O.I.F. per non aver depositato, nel termine perentorio di 15 giorni dall’acquisizione delle partecipazioni sociali, tutta la documentazione prevista dall’art. 20 bis delle N.O.I.F.,nonché per non aver depositato il certificato del casellario giudiziale e quello dei carichi pendenti attestanti il possesso dei requisiti di cui all’art. 20 bis, comma 2, lett. A) delle N.O.I.F. nonché per non aver depositato la dichiarazione sostitutiva richiesta dall’art. 20 bis, comma 2, lett. E) delle N.O.I.F. per quanto riguarda i requisiti di cui all’art. 20 bis, comma 2, lett. C) delle N.O.I.F., con ciò impedendo la verifica dell’esistenza dei requisiti di cui all’art. 20 bis, comma 2, delle N.O.I.F.; Rideterminata a carico della società la sanzione della penalizzazione da punti 4 a punti 2 in classifica…a titolo di responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 6, comma 1 del C.G.S., per il comportamento dei legali rappresentanti al momento della commissione dei fatti, nonché per responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del C.G.S. vigente, per il comportamento degli acquirenti delle quote sociali della società Calcio Foggia 1920 srl, al momento della commissione dei fatti nei cui confronti o interesse era espletata l’attività sopra contestata nonché per rispondere a titolo di responsabilità propria della violazione dell’art. 32, comma 5 bis, del C.G.S..

….Riguardo alla prima questione relativa al mancato deposito della documentazione nel termine prescritto, va rilevato che l’art. 20bis, comma 4, delle N.O.I.F. prevede che “la documentazione relativa alle acquisizioni di cui al comma 1 e quella richiesta dai commi 2 e 3 A1 deve essere depositata in FIGC entro 15 giorni dalla acquisizione delle partecipazioni. […] Il mancato rispetto dei suddetti termini comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 32 del codice di giustizia sportiva”. L’art. 20-bis delle N.O.I.F. e l’art. 32, comma 5- bis, del C.G.S. sono state recentemente introdotte al fine di accrescere l’effettività dei controlli sui subentri di nuovi soggetti nelle partecipazioni di società professionistiche, finalità specificamente indicata nelle premesse del Comunicato ufficiale n. 221/A: “…. considerato che tempi più contingentati, nonché una disciplina ancora più chiara e definita in termini di prescrizioni e di sanzioni nell’ipotesi di inosservanza delle norme, consentano alle società interessate dalle suddette acquisizioni di approntare anticipatamente e responsabilmente gli adempimenti richiesti…”….Il Collegio ….. richiama i principi affermati nella recente decisione n.43/CFA-20212022, laddove è stato precisato che il termine di quindici giorni – secondo un’interpretazione piana del sintagma “acquisizione delle partecipazioni” – decorre dal momento dell’efficacia tra le parti del trasferimento di quote societarie, ossia dalla data dell’atto consensuale di cessione. A tal proposito va richiamato il costante orientamento della giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui nel caso di cessione di quote di società a responsabilità limitata, in forza del principio di libertà delle forme, nei rapporti tra le parti la cessione è valida ed efficace in virtù del semplice consenso manifestato dalle stesse, laddove l'art. 2470 c.c. regola la forma del trasferimento perché sia opponibile alla società. Ed infatti detta norma non riguarda il dispiegamento dell’efficacia tra le parti del trasferimento di quote di società a responsabilità limitata, in quanto tale rapporto è regolato dal suddetto principio di libertà delle forme dal quale consegue che il momento traslativo della proprietà delle quote si perfeziona, semplicemente, una volta che sia raggiunto il consenso delle parti rispetto al negozio traslativo. Ed invero, il contratto di trasferimento di quote di partecipazione in una società a responsabilità limitata, non richiede nè "ad substantiam" né "ad probationem" la forma scritta, la quale non è necessaria per la validità ed efficacia della cessione tra le parti, bensì soltanto per la sua opponibilità alla società stessa (cfr. Cass. Civ. Sez I, n. 23203/2013; Cass. Civ. Sez. I, n. 5407/2014; Cass. Civile, Sez. I, n. 25626/2017; Cass. Civ. Sez. I, n. 29902/2019). Tale orientamento è stato pienamente condiviso anche da questa Corte federale (cfr. SS.UU. n. 80/2019-2020). Poiché, pertanto, la cessione è valida ed efficace in forza del semplice consenso manifestato dalle parti, da quel momento decorre il dies a quo per il computo del termine previsto dall’art. 20-bis, comma 4, delle N.O.I.F. e nella specie il termine, quindi, non è stato rispettato.

…..Riguardo alla tardiva produzione documentale, oltre il termine indicato nell’art. 20 bis delle N.O.I.F., e precisamente depositata in data 8 luglio 2021, si conviene con il Tribunale Federale sulla considerazione secondo cui, per espressa previsione normativa, la responsabilità della società Calcio Foggia 1920 srl, deve intendersi come “propria”, essendo la società specificamente destinataria della tassativa sanzione prevista dalla normativa federale, con assorbimento in essa della responsabilità diretta e di quella oggettiva. Parimenti riguardo alla responsabilità dei vertici del sodalizio societario, il Collegio condivide le argomentazioni esposte nella decisione impugnata che ha individuato nell’art. 4 del C.G.S. la norma violata, la quale integra la clausola generale corrispondente al canone di correttezza di cui all’art. 1175 cod. civ., che non esaurisce la sua rilevanza nel sistema dei rapporti privati e per la sua portata precettiva può essere ricondotto ogni comportamento di omessa vigilanza, a fronte di obblighi di diligenza qualificata (art. 1176, c. 2, c.c.; art. 2392 c.c.) che gravano sui vertici delle società sportive. Se gli acquirenti e l’ente interessato dall’acquisizione sono i precipui destinatari del precetto, non può escludersi la concorrente responsabilità del vertice della società, che trova origine nella generale cornice dell’art. 4 C.G.S.. Prevedendo il disposto di un generale obbligo di lealtà, correttezza e probità, nello stesso può essere sussunta ogni condotta di omessa vigilanza. Il parallelo è, del resto, implicito ai consolidati indirizzi del Collegio di Garanzia dello Sport, secondo cui, analogamente a quanto accade nell’ordinamento statale (ove il richiamo ai doveri di lealtà e correttezza acquista una caratteristica connotazione giuridica), gli obblighi in discorso interpretano la stessa essenza dell’ordinamento sportivo; l’assenza di una loro esaustiva definizione non impedisce di considerarne la giuridica rilevanza (cfr. Collegio di Garanzia dello Sport, Sezione Consultiva, parere 1 luglio 2016, n. 7). Ed inoltre è stato pure ritenuto che la violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità determina un’ipotesi di responsabilità residuale, a prescindere da uno specifico inadempimento dei doveri previsti dall’ordinamento sportivo (cfr. Collegio di Garanzia dello Sport, Sezione Seconda, decisione 18 ottobre 2016, n. 49).

….Riguardo al profilo sanzionatorio, il Collegio, in via generale, condivide l’impostazione del Tribunale Federale secondo cui l’art. 20-bis delle N.O.I.F, nell’attuale formulazione, non lascerebbe alcun margine all’interprete allorquando prevede espressamente una specifica e tassativa procedimentalizzazione degli adempimenti richiesti nella tempistica e un predefinito quadro sanzionatorio con una portata afflittiva puntualmente comminata dallo stesso art. 20 bis cit. Tuttavia nel particolare caso in esame, avuto riguardo alle specifiche situazioni rilevate, il Collegio ritiene di fare uso delle facoltà conferite dagli artt. 12 e 13 del C.G.S., attenuando le sanzioni inflitte in primo grado, per le ragioni di seguito esposte. E ciò nella piena consapevolezza che “nell’ordinamento sportivo il fine principale da perseguire, al di là dell'aspetto giustiziale pur fondamentale, è quello di affermare sempre e con forza i principi di lealtà, imparzialità e trasparenza, tipici del movimento sportivo, come pensato sin dalla sua fondazione da Pierre De Coubertin e, quindi, è compito degli Organi di giustizia considerare meno stringenti le regole formali rispetto ad aspetti sostanziali, che siano utili all'accertamento dei menzionati valori” (cfr. Collegio di garanzia dello sport, sez. I, n. 56/2018). Orbene, in primo luogo, la propria responsabilità è stata riconosciuta dai reclamanti, seppure solo allorché sono personalmente intervenuti nell’udienza di discussione (ex art. 13, comma 1, lett. e) del C.G.S.). Inoltre vanno evidenziate, ai sensi dell’art. 13, comma 2, C.G.S, le specifiche circostanze idonee a giustificare una diminuzione della sanzione: - la sig.ra P. ha fatto presente la non sussistenza di un obbligo specifico e tipizzato di denuncia e segnalazione agli organi competenti di eventuali carenze comunicative da parte degli acquirenti di quote e/o pacchetti azionari, rilevando altresì le perplessità interpretative generate tra gli operatori dalla disciplina di cui agli art. 20 bis N.O.I.F. e art. 32, comma 5 bis C.G.S. di recente introduzione, entrate in vigore pochi mesi prima dell’atto di cessione, che avrebbero creato un notevole stato di disorientamento ai fini applicativi; - il sig. C. ha dichiarato che nel momento storico di introduzione della nuova norma non ricopriva alcuna carica societaria nel calcio professionistico e che non conosceva la norma introdotta e che comunque i documenti sono stati depositati in data 8 luglio 2021 e che nella segreteria della società, che ha provveduto al materiale invio in detto periodo, vi è stato un avvicendamento del Segretario; - risulta agli atti la attestazione della dott.ssa …, notaio in Bari, che “ dichiara che l’atto stipulato in data 22 giugno 2021 tra … SRL e … SRL è stato consegnato a mani al dott. …, legale rappresentante della società acquirente, in data 7 luglio 2021 ed inviato via mail, in data 9 luglio 2021, alla dott.ssa …. Nonostante i solleciti del dott. …, l’atto è stato consegnato dopo la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Per problematiche interne d’ufficio non è stato possibile consegnare in precedenza la pur richiesta copia autentica”, con conseguente iscrizione nel Registro delle imprese in data 7 luglio 2021, dopo detta acquisizione documentale;

- riguardo alla attestazione dei requisiti di onorabilità del sig. C. ex art. 20 bis delle N.O.I.F va dato atto che l’interessato ha comunque comprovato, con la trasmissione della documentazione in data 7 luglio 2021, la dichiarazione sostitutiva di certificazione (ex art. 46 e 47 del d.P.R. n. 445 del 2000) del corrispondente contenuto del certificato del casellario giudiziale e di quello dei carichi pendenti ed ha depositato in seguito visura storica dei due certificati, dimostrando così il possesso dei requisiti; Infine, vale la pena rilevare che, in adesione al recente orientamento di questa Corte d’Appello (cfr. decisione n.0043/CFA-20212022), potrebbe apparire non in linea con i principi di proporzionalità e di gradualità della sanzione l’attuale formulazione dell’art. 20-bis, comma 4, delle NOIF, in correlazione con l’art. 32, comma 5-bis del Codice della giustizia sportiva, laddove il legislatore federale non ha previsto un trattamento sanzionatorio differenziato per il caso in cui l’acquirente di quote societarie, munito di tutti i requisiti richiesti, abbia tardato nel deposito della documentazione rispetto al caso – obiettivamente più grave – in cui l’acquirente non possieda i requisiti richiesti per l’acquisizione.

DirittoCalcistico.it è il portale giuridico - normativo di riferimento per il diritto sportivo. E' diretto alla società, al calciatore, all'agente (procuratore), all'allenatore e contiene norme, regolamenti, decisioni, sentenze e una banca dati di giurisprudenza di giustizia sportiva. Contiene informazioni inerenti norme, decisioni, regolamenti, sentenze, ricorsi. - Copyright © 2022 Dirittocalcistico.it