Decisione C.S.A. – Sezione II: DECISIONE N. 149/CSA del 18 Gennaio 2022 (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del del Giudice Sportivo presso la Lega Italiana Calcio Professionistico Com. Uff. n. 145/DIV del 16.12.2021

Impugnazione – istanza: - società Lucchese 1905 S.r.l.

Massima: Confermata l’ammenda di € 3.000 alla società “per avere i suoi sostenitori che occupavano la curva ovest, al 26° e al 29° minuto circa del primo tempo, intonato ripetutamente, per cinque volte in rapida successione, cori offensivi e insultanti nei confronti dei tifosi avversari che, in applicazione dei principi enunciati dalla CGF a Sezioni Unite nella decisione pubblicata nel CU 179/CGF (2013/2014), emanata su ricorso del Frosinone Calcio, devono essere qualificati quali insulti beceri e di pessimo gusto, ma non idonei a porre in essere un comportamento discriminante. Ritenuta la continuazione, misura della sanzione in applicazione degli artt. 13, comma 2, e 25, comma 3, C.G.S. (r.proc. fed.)”, a nulla rilevando che la gara, a seguito di sospensione, si sia disputata in due giornate diverse ove solo nella prima si sono verificati i fatti contestati…..In termini giuridici, giova osservare come gli istituti - propri del diritti punitivo generale e quindi direttamente applicabili, quantomeno quoad rationem, anche nell’ordinamento sportivo - della continuazione o del cumulo giuridico rispondono ad un principio di favor rei ogni qualvolta, per la sostanziale unicità della condotta illecita, non appaia ragionevole un effetto moltiplicatore della sanzione; diversamente qualora manchi tale unicità sostanziale di condotta non solo tali benefici non ricorrono, ma anzi potrebbe configurarsi un’ipotesi di aggravamento per recidiva. Nel caso di specie, la distanza temporale tra i due eventi cronologicamente distinti, pur all’interno di una medesima partita eccezionalmente spalmata in due distinte giornate, depongono nel senso della autonoma gravità delle reiterate condotte e s’appalesano inconfigurabili le richieste di assorbimento o riduzione delle sanzioni. La gravità dei fatti e la loro portata offensiva, lungi dall’essere attenuati da un’astratta unitarietà fenomenologica (correttamente ravvisato dal Giudice sportivo solo all’interno della singola condotta), appaiono (se non aggravati dalla premeditata reiterazione quantomeno) non suscettibili del più favorevole trattamento invocato, manifestando autonoma lesività e meritando autonoma (e piena) sanzionabilità. Diversamente ragionando, del resto, la peculiare suddivisone della stessa partita (intesa come unicum dal punto di vista della qualificazione astratta) in due giornate (distinte sul piano concretamente effettuale), nella non condivisibile prospettazione di parte reclamante, avrebbe comportato, nella seconda di essa, una sorta di “zona franca” in cui in modo paradossale impunemente (o con ridotto carico sanzionatorio)  reiterare comportamenti non consentiti nella consapevolezza ex ante del loro non assoggettamento a (piena) punizione.

Decisione C.S.A. – Sezione III: DECISIONE N. 145/CSA del 18 Gennaio 2022 (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Dilettanti – Divisione di Calcio a 5, di cui al Com. Uff. n. 363 del 15.12.2021

Impugnazione – istanza: - A.S.D. Castellana Calcio a 5

Massima: Confermata l’ammenda di € 1.300,00 a carico della società, “per corali ingiurie e minacce da parte di propri sostenitori nei confronti dell’arbitro numero due per tutta la durata del secondo tempo. Perché uno dei predetti sostenitori sporgendosi dagli spalti colpiva con un violento pugno al braccio il secondo arbitro causandogli momentaneo dolore. A seguito del colpo ricevuto l’arbitro sospendeva temporaneamente la partita invitando il dirigente locale a fare cessare le intemperanze del pubblico locale ed una volta ripristinate le condizioni consentiva la ripresa dell’incontro”….Considerato che, per tali le violazioni, l’ammenda prevista dagli artt. 25, comma 7 e 26, comma 4 oscilla tra un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 15.000,00, la sanzione (nella misura di euro 1.300,00) comminata dal Giudice Sportivo appare oltremodo congrua.    

Decisione C.S.A. – Sezione III: DECISIONE N. 143/CSA del 14 Gennaio 2022 (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Giudice Sportivo presso la LND Divisione Calcio a 5 di cui al Com. Uff. n. 363 del 15.12.2021

Impugnazione – istanza: - A.S.D. PGS Luce Messina

Massima: Confermata l’ammenda di € 450,00 comminata alla Società, perchè “propri sostenitori al termine della gara penetravano indebitamente nello spazio antistante gli spogliatoi venendo a contatto con i sostenitori della squadra avversaria ritardando il rientro negli spogliatoi della terna arbitrale”….La Corte, nel richiamare il principio espresso dall’art. 61, comma 1, C.G.S., riguardo al valore di “piena prova” attribuita dall’Ordinamento sportivo alle dichiarazioni rese dagli ufficiali di gara all’interno dei referti, rileva che nessun elemento di prova contraria risulta offerto all’esame del Collegio, rendendo così superfluo sentire, a chiarimento della dinamica dei fatti, l’arbitro della gara in questione.

Decisione C.S.A. – Sezione III: DECISIONE N. 135/CSA del 07 Gennaio 2022 (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Dilettanti – Dipartimento Interregionale, di cui al Com. Uff. n. 11/CS del 6.12.2021.

Impugnazione – istanza: - A.S.D. Aurora Alto Casertano

Massima: Confermata l’ammenda di € 2.000,00 con diffida alla società, “per aver, nel corso del secondo tempo, propri sostenitori posizionati dietro ad un A.A. lanciato alcuni sputi all’indirizzo del medesimo, quattro dei quali lo colpivano alla nuca. Nella circostanza gli rivolgevano espressioni offensive e intimidatorie. Sanzione così determinata in ragione della manifesta violazione della misura di contenimento della pandemia da Covid-19”.…Preliminarmente, va rilevato che nessuna delle attenuanti specifiche ex art. 29 C.G.S. invocate dalla reclamante, sia con riferimento alle misure di prevenzione dalla medesima adottate, sia in relazione al comportamento del pubblico, trova alcun riscontro probatorio negli atti del reclamo (salvo l’irrilevante, perché routinaria, richiesta di presenza della Forza Pubblica in occasione della gara), per essere le stesse rimaste nulla più che al livello di mera enunciazione.  Ciò premesso, rimaste altresì indimostrate tanto la riferibilità degli episodi ad un unico tifoso facinoroso, quanto le misure adottate nei confronti del medesimo, anche le perplessità manifestate dalla reclamante circa uno sputo che avrebbe attinto l’Assistente dell’Arbitro n. 1 sono smentite dalla chiarissima refertazione di quest’ultimo (“alcuni tifosi riconducibili alla squadra ospitante si mettevano dietro di me e mi sputavano diverse volte sulla nuca”), la cui rilevanza probatoria ex art. 61, comma 1, C.G.S., non risulta minimante scalfita dalle circostanze genericamente addotte dalla reclamante. Quanto alla contestata violazione delle misure di contenimento della pandemia da Covid 19 da parte dei tifosi della società ospitante, la stessa deve ritenersi in re ipsa nell’episodio dei reiterati sputi, questi ultimi ovviamente incompatibili con l’uso della mascherina da parte di un singolo o più tifosi e comunque potenzialmente pregiudizievoli per la salute pubblica, oltre che del valente ufficiale di gara, ciò nonostante rimasto al suo posto.

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