Decisione CAF: Comunicato Ufficiale 34/C Riunione del 23 maggio 2002 n. 14 – www.figc.it Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso il Comitato Nazionale per l'Attività Interregionale - Com. Uff. n. 190 del 9.5.2002 Impugnazione - istanza: Appello del Castel S. Pietro Terme calcio avverso decisioni merito gara Lentigione/Castel S. Pietro Terme Calcio del 3.3.2002 Massima: Non viene disposta la ripetizione della gara perchè non si è avuta una alterazione della regolarità della stessa ma confermato il risultato conseguito sul campo nel caso in cui la società nonostante l’espulsione del proprio calciatore è rimasta in campo con lo stesso per circa tre minuti fino a quando l’arbitro non si è reso conto di aver inflitto allo stesso la doppia ammonizione. Il breve spazio temporale nel quale il calciatore è rimasto nel campo di gioco, l'evidente vantaggio comunque avuto dalla società alla quale appartiene il calciatore che avrebbe dovuto essere espulso prima e, infine, l'assorbente considerazione che non può certo addebitarsi a tale errore arbitra­le l'aver subito due reti negli ultimi minuti di gara inducono a respingere il reclamo promosso proprio dalla società che ha beneficiato del vantaggio. Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 31/C Riunione del 10 maggio 2001 n. 3 – www.figc.it Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso il Comitato Regionale Marche - Com. Uff. n. 35 del 15.3.2001 Impugnazione - istanza:Appello dell’U.S. Montemarciano avverso decisioni merito gara Montemarciano/Genga Grotte del 27.1.2001Massima: La gara deve essere ripetuta per errore tecnico dell’arbitro (pacificamente ammesso) il quale al 40° del secondo tempo non ha decretato l’espulsione del calciatore per doppia ammonizione lasciato in campo per almeno altri due minuti. A nulla rileva né il lasso di tempo in cui il calciatore è rimasto abusivamente in campo, né il fatto che egli abbia o meno preso parte alle azioni di gioco svoltesi in tale lasso di tempo in quanto ai sensi dell’art. 7 lett. 4/c C.G.S., essendo chiaro l’errore tecnico dell’arbitro, la gara andava ripetuta.  Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale n. 3/C Riunione del 22 luglio 1999 n. 4 – www.figc.it Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso il Comitato Regionale Lombardia - Com. Uff. n. 48 del 25.6 1999 Impugnazione - istanza:Appello dell’A.C. Villasanta avverso decisioni merito gara Villasanta/Oreno del 9.5.1999 Massima: Non è ravvisabile alcun errore tecnico dell'arbitro, emergente dal rapporto arbitrale, che possa giustificare la ripetizione della gara, nel caso in cui il Direttore di gara ha espulso correttamente il calciatore, annotando l'espulsione sul referto e si è accertato che questi lasciasse effettivamente il terreno di giuoco, seguendolo con lo sguardo fino all'ingresso negli spogliatoi. Il fatto che l'arbitro non abbia rilevato il passaggio della fascia di capitano ad altro calciatore può costituire una disattenzione, ma certo non costituisce un errore tecnico che abbia avuto influenza sulla regolarità della gara, valutabile ai sensi dell'art. 7 comma 4 C.G.S. (Il caso di specie: Al 29° del secondo tempo della gara il calciatore capitano veniva espulso per proteste. L'arbitro riferiva nel referto di averlo seguito con lo sguardo fino all'abbandono del terreno di giuoco e di essersi assicurato che lo stesso si dirigesse verso gli spogliatoi, rilevando, tuttavia, al 34° minuto, che il calciatore risultava ancora "inspiegabilmente" in campo, intento a giocare). Massima: La permanenza in campo per più di cinque minuti di un calciatore regolarmente espulso dall'arbitro costituisce un evento attribuibile direttamente al calciatore medesimo e alla sua società di appartenenza per responsabilità oggettiva.La valutazione dell'incidenza del calciatore sul risultato della partita non può trovare ingresso nel giudizio, trattandosi, nel caso in specie, di violazione di carattere formale che non consente apprezzamenti sull'entità della trasgressione e che comporta "de jure" la punizione sportiva della perdita della gara, secondo la previsione dell'art.7 comma 5° C.G.S. Va tuttavia rilevato che la permanenza in campo di un calciatore in più per circa cinque minuti, sul risultato allo stato di 0 a 0, non può non avere avuto una influenza decisiva sulla gara. (Il caso di specie: al 29° del secondo tempo della gara il calciatore capitano veniva espulso per proteste. L'arbitro riferiva nel referto di averlo seguito con lo sguardo fino all'abbandono del terreno di giuoco e di essersi assicurato che lo stesso si dirigesse verso gli spogliatoi, rilevando, tuttavia, al 34° minuto, che il calciatore risultava ancora "inspiegabilmente" in campo, intento a giocare).
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