Decisione C.S.A. – Sezione I: DECISIONE N. 208/CSA del 3 Giugno 2021  (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: decisione Giudice Sportivo Nazionale presso la Lega Nazionale Professionisti Serie B di cui al Com. Uff. n. 244 del 2 maggio 2021

Impugnazione – istanza: Delfino Pescara 1936 S.p.A.

Massima: Annullata l’ammenda di € 2.000,00 alla società alla quale era stato contestato di avere compilato in modo errato la “distinta di gara”, compilata utilizzando il portale extranet della Lega di Serie B, per come previsto dal vedemecum predisposto dalla società SSB, fiduciaria per la preparazione gestionale del software per la predetta Lega e trasmessa alle ore 13 del giorno di disputa della gara in questione, l’errore in cui era incorsa nel redigere la distinta di gara, con riferimento alla circostanza che nella suddetta distinta compariva il numero 3393 di tessera, corrispondente alla tessera rilasciata al signor A. G.dal Settore tecnico della FIGC per il tesseramento in qualità di allenatore di base per la stagione sportiva 2020/2021 e non, sempre per lo stesso signor G., il n. 52 della tessera di accompagnatore ufficiale della squadra rilasciata per la stagione sportiva 2020/2021, funzione per lo svolgimento della quale egli appariva nella distinta; l’errore dunque sarebbe consistito nel fatto che il signor A. G., operante nel corso della gara nella qualità di accompagnatore ufficiale della squadra, era nelle realtà stato registrato, nella distinta di gara, non con il numero 52 di tessera FIGC (corrispondente a tale qualifica) bensì con il n. 3393, corrispondente alla diversa qualifica, pure da lui posseduta, di allenatore di base….Infatti non può non osservarsi come, anche con riferimento alle indicazioni contenute nella circolare del 9 settembre 2020 più sopra richiamata, in occasione della disputa delle gare del campionato di Serie B:- l’accesso al terreno di gioco deve essere limitato a soggetti che siano in possesso di tessera rilasciata dalla FIGC per la stagione sportiva 2020/2021; - la tessera deve essere valida ed efficace; - la distinta di gara costituisce lo strumento necessario per identificare il soggetto autorizzato ad entrare nell’area antistante il terreno di gioco; - la distinta di gara costituisce altresì lo strumento per constatare se il soggetto che entra nell’area antistante il terreno di gioco è in possesso o meno del titolo autorizzatorio valido ed efficace, costituito dalla tessera, della quale deve essere registrato il numero identificativo. Chiarito quanto sopra appare più che evidente come la registrazione nella distinta di gara del nominativo di colui che accede al terreno di gioco in occasione di una gara abbia come scopo esclusivo quello di rendere possibile la identificazione del soggetto e la verifica del possesso in capo allo stesso del titolo abilitativo all’ingresso, corrispondente con le funzioni assegnate a coloro che sono ammessi all’ingresso, dimostrato dal rilascio della tessera valida ed efficace per la stagione sportiva in corso. A tale scopo, dalla lettura delle norme applicabili, non si aggiunge anche quello inerente al “disvelamento” puntuale della funzione che sia anche “corrispondente” a quella che si intende esercitare in occasione di quella specifica gara, né che il numero di tessera indicato, in presenza di più funzioni alle quali il soggetto sia stato abilitato allo svolgimento dalla FIGC per la stagione sportiva in corso, debba essere esattamente corrispondente alla funzione che verrà svolta, proprio perché detto soggetto le può esercitare (legittimamente) entrambe. In altri termini, come è avvenuto nel caso in esame, qualora il tesserato sia in possesso di due tessere e di due iscrizioni entrambe valide ed efficaci per la stagione in corso per lo svolgimento di due distinte funzioni, entrambe esercitabili, una volta che sia stato identificato con una delle due “certificazioni” (cioè con uno dei due numeri di tessera), l’atto, che nella specie è costituito dalla “distinta di gioco”, ha raggiunto (comunque) lo scopo per il quale è stato concepito, costituito dalla identificazione del soggetto abilitato all’ingresso in campo. Con la conseguenza che l’eventuale errata utilizzazione di un numero di tessera (sempre a lui appartenente) rilasciata dalla FIGC per una diversa funzione rispetto a quella che svolgerà nel corso della gara, alla quale fa riferimento la distinta, assume veste di un mero errore formale (o materiale), rispetto al quale nessuna sanzione appare irrogabile (né proporzionata al valore oggettivo del comportamento ascritto), non essendo stato posto in essere alcuna condotta illecita o contraria alle disposizioni recate dal Codice della giustizia sportiva. Detto comportamento, peraltro, rientra nel campo delle “sviste” ovvero degli “errori materiali” rispetto ai quali nessuna condotta contraria alle regole può “tecnicamente” essere imputata al redigente.

 

Decisione C.S.A. – Sezione III: DECISIONE N. 144/CSA del 07 Aprile 2021  (Motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: delibera del giudice sportivo presso il Dipartimento interregionale pubblicata nel C.u. n. 120 del 10.03.2021, in merito alla gara Forlì S.r.l./Aglianese di cui in epigrafe, con la quale veniva irrogata alla società ricorrente la sanzione dell’ammenda di euro 400,00

Impugnazione – istanza: F.C. Forlì S.R.L.

Massima: Annullata l’ammenda di € 400,00 inflitta alla società «[p]er danni arrecati alla vettura di un A.A. lasciata in custodia ad un dirigente della società». Per mancanza di prove e per aver il sodalizio impiegato misure di sicurezza adeguate…Il F. ha adempiuto correttamente a fornire parcheggio all’autovettura e ad affidare anche la sua custodia a uno steward incaricato dalla società alla vigilanza.  Altra dirimente questione è la prova del nesso di causalità e dell’imputabilità alla società emiliana dell’evento (graffio) individuato dal sig. D. nel post-gara. Su tale questione, pur considerando che gli atti redatti dagli ufficiali di gara rappresentano prova privilegiata nel procedimento sportivo, non si rinviene in essi se non la dichiarazione dell’assistente dell’arbitro. Non si riscontrano, al contrario, sia prove fotografiche che documentino lo stato dell’autovettura prima e dopo la gara, sia alcuna testimonianza, che possa imputare alla società Forlì e ai suoi tesserati il presunto atto ‘vandalico’ denunciato. Tanto chiarito, veniamo infine alla ratio delle norme in precedenza richiamate.  Per costante letteratura, nel combinato disposto degli artt. 6 e 7 C.G.S. citati si evidenzia una transizione del legislatore sportivo dalle ipotesi di responsabilità senza colpa (o oggettiva) a forme di responsabilità per colpa presunta (o aggravata), tendente ad eliminare, o, quantomeno, attenuare il carattere direttamente ‘oggettivo’ per l’attribuzione della responsabilità delle società.  Ampliando il raggio d’azione del previgente art. 13, comma 1, lett. a), C.G.S., si attribuisce al giudice sportivo la potestà di «escludere o attenuare» l’addebito disciplinare riferito alle società incolpate, che, comunque, si siano dotate di un assetto organizzativo interno adeguato a prevenire il rischio di illeciti, a meno che non sia provato il contrario. In dottrina si è correttamente evidenziato che tale scelta ricalca quanto avviene in ambito della responsabilità amministrativa delle società e degli enti, là dove l’adozione di modelli organizzativi atti a prevenire illeciti-presupposto (rectius, reatipresupposto) della specie di quello poi verificatosi, può essere impiegato per escludere o limitare la responsabilità delle figure apicali o delle persone sottoposte alla loro direzione o vigilanza (artt. 6 e 7, d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231).  In questa direzione depongono già alcuni significativi precedenti giurisprudenziali di questa Corte, antecedenti alla riforma del Codice di giustizia FIGC del 2019 (cfr. Corte sportiva d’appello, in C.u. 24 aprile 2018, n. 129/CSA; nonché, Corte sportiva d’appello, in C.u. 20 marzo 2018, n. 107/CSA).

 

DECISIONE C.S.A. – SEZIONE III: DECISIONE pubblicata sul C.U. n. 15/ CSA del 12 Novembre  2019 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 03/CSA  del 18 Luglio 2019 (dispositivo)

Decisione Impugnata:  Delibera del Giudice Sportivo presso il Dipartimento Interregionale – Com. Uff. n. 153 del 23.05.2019

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL CALCIO LECCO 1912  AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 800,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA F. FINALE TIT. CAMPIONE ITALIA COMO 1907/CALCIO LECCO DEL 22.05.2019

Massima: Annullata la sanzione inflitta alla società “per avere propri sostenitori introdotto ed utilizzato materiale pirotecnico (1 petardo e 5 fumogeni) nel settore ad essi riservato nonché fatto indebito ingresso nel settore distinti benché il medesimo risultasse chiuso al pubblico (R CdC).” n quanto la documentazione e gli elementi forniti dalla reclamante siano idonei a dimostrare l’estraneità dei sostenitori dellai Società stessa in relazione ai fatti accaduti.

DECISIONE C.S.A. – SEZIONE III: DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. n. 018/CSA del 07/08/2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 136/CSA del 11 Maggio 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso Dipartimento Interregionale – Com. Uff. n. 135 del 30.4.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL S.S.D. MANTOVA AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 400,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA AMBROSIANA/MANTOVA DEL 29.04.2018

Massima: Annullata l’ammenda alla società perché i propri sostenitori, al termine della gara, entravano, indebitamente, sul terreno di giuoco in quanto dalla lettura degli atti del procedimento non è stata dimostrata alcuna responsabilità della società appellante, pertanto deve essere accolto l’appello ed annullata la sanzione irrogata.

 

DECISIONE C.S.A. – SEZIONE III: DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. n. 018/CSA del 07/08/2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n. 136/CSA del 11 Maggio 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso Dipartimento Interregionale – Com. Uff. n. 132 del 23.4.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO  DELL’A.S.D.  SPORTING  FULGOR  AVVERSO  LA  SANZIONE  DELL’AMMENDA  DI  €  500,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA SPORTING FULGOR/TURRIS CALCIO A.S.D. DEL 22.04.2018

Massima: Annullata l’ammenda alla società per l’invasione di campo posta in essere da un sostenitore in quanto, come espressamente riportato nel rapporto di gara che fa fede, effettivamente la persona che ha invaso il campo è indicata in “un sostenitore della Sporting Fulgor riconducibile alla stessa per tuta sociale” (squadra avversaria)

DECISIONE C.S.A. – SEZIONE II: DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. n. 011/CSA del 18/07/2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.  089/CSA del 9 Febbraio 2018

Decisione Impugnata: Delibera  del  Giudice  Sportivo  presso  Lega  Italiana  Calcio Professionistico – Com. Uff. n. 123/DIV del 30.1.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ A.S.VITERBESE CASTRENSE S.R.L. AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 7.500,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA VITERBESE CASTRENSE/PISA  DEL  28.1.2018

Massima: Annullata l’ammenda alla società “perché propri sostenitori introducevano ed esponevano uno striscione non autorizzato incitante alla violenza.” Per autorizzazione da parte del GOS…L’episodio riportato nel referto arbitrale riguardante l’esposizione, della durata di un minuto, da parte dei tifosi della Viterbese Castrense di uno striscione della lunghezza di circa 15 metri, con la scritta “ Di Littoria scudo e spada, onore a voi!” per il quale il Giudice Sportivo ha sanzionato la società reclamante, è circostanza che non implica alcuna responsabilità e coinvolgimento  da  parte  della società Viterbese Castrense. Infatti, i tifosi viterbesi avevano richiesto ed ottenuto dal G.O.S. Gruppo  Operativo  Sicurezza, riunitosi il giorno 25.1.2018 alle ore 11,15, nell’Ufficio del Capo di Gabinetto della Questura di Viterbo, regolare autorizzazione all’introduzione ed all’esposizione dello striscione e tale circostanza emerge chiaramente dal verbale della riunione che approva, all’unanimità, il settore di esposizione, la tipologia, le dimensioni ed il contenuto dello striscione (cfr. doc.3 allegato al ricorso introduttivo). In considerazione di quanto sopra, l’impugnata decisione non può essere condivisa. Nessuna responsabilità può, quindi, essere ascritta alla società appellante, la quale non era tenuta a svolgere alcuna ulteriore attività di vigilanza sull’introduzione e l’esposizione dello striscione di cui si tratta.

 

DECISIONE C.S.A. – SEZIONE III: DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. n. 009/CSA del 13/07/2018 (motivazioni) con riferimento al C.U. n.  159/CSA del 22 Giugno 2018

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso Dipartimento Interregionale – Com. Uff. n. 152 del 24.5.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DEL VIS PESARO 1898 AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 600,00 INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA ALBISSOLA/VIS PESARO 1898 DEL 23.5.2018

Massima: Annullata la sanzione dell’ammenda inflitta alla società “per avere un proprio sostenitore in campo avverso, lanciato sul terreno di gioco una moneta di piccole dimensioni che sfiorava la testa di un A.A.”…Con le disposizioni contenute all’interno degli artt. 12, 13 e 14 CGS, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha inteso disciplinare, in modo puntuale e dettagliato, la materia relativa alla commissione di atti violenti nel corso delle manifestazioni sportive. Le norme constano di numerosi precetti, tra loro eterogenei, indirizzati alle società, ai dirigenti, ai tesserati, ai soci e non soci, cui sia riconducibile il controllo delle società stesse, direttamente o indirettamente, nonché, da ultimo, ai sostenitori. Le società rispondono oggettivamente anche dell’operato e del comportamento del personale addetto a fornire servizi dell’ente e dei propri sostenitori sia sul proprio campo sia su quello delle società ospitanti. Ciò determina l’obbligo di assicurare l’ordine e la sicurezza nello svolgimento della gara, in tutte le sue fasi, sia precedenti che successive, non soltanto all’interno del proprio impianto sportivo ma anche nelle aree esterne immediatamente adiacenti. Tanto premesso, nel caso in esame non può dirsi provata con assoluta la certezza la riferibilità, ad un sostenitore della squadra ospite, del lancio della moneta che ha sfiorato all’altezza della testa l’A.A. n.2, sig. Dario De Cristofaro, al 30’ minuto del secondo tempo regolamentare. Ed infatti, nel supplemento del rapporto arbitrale presente in atti, l’A.A. n.2 dichiarava di non essere stato in grado di identificare – senza ombra di dubbio – l’autore del lancio dell’oggetto. Sebbene il lancio sia avvenuto in occasione della convalida della seconda marcatura della squadra di casa, in assenza di elementi (es. filmati, fotografie, testimonianze et simili) che consentano di ricondurre con certezza il lancio della moneta di 5 centesimi ad un sostenitore della squadra ospite, la società Vis Pesaro 1898 A.R.L. non può essere chiamata a rispondere a titolo di responsabilità  oggettiva. Resta, sullo sfondo, anche il discorso sulla reale “offensività” di una moneta di 5 centesimi, in quanto appare assorbente la questione della riconducibilità del lancio alla tifoseria della Vis Pesaro 1898 a.r.l..

Decisione C.S.A.: Comunicato ufficiale n. 083/CSA del 19 Marzo 2015 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 091/CSA del 16 Aprile 2015 e su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso il Dipartimento Interregionale – Com. Uff. n. 51 del 19.11.2014

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO S.S.D. FIDELIS ANDRIA 1928 AVVERSO LE SANZIONI: - OBBLIGO DI DISPUTA 1 GARA A PORTE CHIUSE; - AMMENDA DI € 2.500,00, INFLITTE SEGUITO GARA FIDELIS ANDRIA/TARANTO FOOTBALL CLUB1927 DEL 16.11.2014 .

Massima: La Corta annulla le sanzioni impugnate determinate da cori discriminatori rivolti, da parte dei sostenitori della società, ad un giocatore avversario, nonché per l’introduzione e l’utilizzo di materiale pirotecnico, da parte degli stessi, nel corso della gara. Dalle indagini accuratamente svolte dalla Procura Federale è risultato che il coro discriminatorio era stato ascoltato soltanto dall’assistente che ne aveva refertato, mentre non era stato percepito dall’arbitro e dall’altro assistente, così come i due Commissari di campo hanno riferito di non aver ascoltato alcuna contestazione discriminatoria sebbene uno di essi fosse stato incaricato di sorvegliare proprio il settore di curva e del pubblico da cui sarebbero partite le esternazioni sanzionate. Inoltre, persino il calciatore …, oggetto dei pretesi cori come da specifica refertazione, ha dichiarato di non essersi accorto di nulla, ed in tali sensi pure riferisce il calciatore …., capitano del Taranto. In questa situazione probatoria ritiene la Corte di dover applicare il proprio costante insegnamento in virtù del quale i cori discriminatori, per costituire condotta sanzionabile, non devono essere percepibili, ma sicuramente percepiti; poichè nella fattispecie tale percezione è stata avvertita soltanto da un assistente, con esclusione persino dei soggetti preposti proprio a siffatta incombenza, deve concludersi per l’inesistenza della violazione contestata.

Decisione C.S.A.: Comunicato ufficiale n. 064/CSA del 06 Febbraio 2015 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 076/CSA del 04 Marzo 2015 e su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A – Com. Uff. n. 65 del 21.10.2014

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO CON RICHIESTA DI PROCEDIMENTO D’URGENZA EX ART. 36 BIS, COMMA 7, C.G.S., DELLA SOCIETA’ HELLAS VERONA F.C. S.P.A. AVVERSO LE SANZIONI: - AMMENDA DI € 50.000,00; - OBBLIGO DI DISPUTARE UNA GARA CON IL SETTORE DENOMINATO “CURVA SUD” PRIVO DI SPETTATORI, CON REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELLA SANZIONE DI CUI AL COM. UFF. N. 104 DEL 14.1.2014, AI SENSI DELL’ART. 16, COMMA 2 BIS, C.G.S., INFLITTE SEGUITO GARA HELLAS VERONA/MILAN DEL 19.10.2014

Massima: La Corte, in accoglimento del ricorso con richiesta di procedimento d’urgenza ex art. 36 bis, comma 7 C.G.S., come sopra proposto dalla società annulla le sanzioni inflitte dal G.S. per aver circa 3.000 suoi sostenitori, collocati nel predetto settore dello stadio, indirizzato, al 30’ ed al 41’ del primo tempo, al calciatore, ogniqualvolta quest’ultimo entrava in possesso del pallone, cori espressione di discriminazione razziale, distintamente percepiti in altri settori dello stadio. La Corte, esaminati gli atti, rileva come, in effetti, non sia possibile ritenere integrati i requisiti minimi previsti dalla normativa per considerare condotte del genere, comunque riprovevoli, degne di sanzione punitiva. Non risulta, infatti, accertato che i cori discriminatori di matrice razziale intonati dai tifosi della Hellas Verona F.C. S.p.A. siano stati effettivamente percepiti in tutta o comunque nella preponderante area dello stadio. La sfera percettiva dei collaboratori della Procura Federale, nel momento in cui gli stessi hanno ascoltato, e refertato, i predetti cori, non copriva, infatti, una parte significativa dell’impianto sportivo in cui si stava svolgendo la gara, atteso il loro collocamento all’interno del campo risultante dalle relative relazioni. Ne consegue, pertanto, l’insussistenza del requisito della “percettibilità” dei cori oggetto del presente procedimento, necessario ai fini dell’irrogazione della sanzione. A ciò si aggiunga che tali cori sembrano non essere stati uditi dagli addetti della stampa, né dai rappresentanti 3 dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, né dallo stesso calciatore Sig…, destinatario del medesimo coro

 

Decisione C.G.F. : Comunicato ufficiale n. 338/CGF del 27 Giugno 2014 e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 046/CGF del 09 Ottobre 2014 e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera  del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A – Com. Uff. n. 185 del  7.5.2014

Impugnazione – istanza: 7. RICORSO F.C. INTERNAZIONALE MILANO SPA CON RICHIESTA DI  PROCEDIMENTO D’URGENZA EX ART. 37, COMMA 7, C.G.S.AVVERSO LE  SANZIONI:  - AMMENDA DI € 50.000,00;  - OBBLIGO DI DISPUTARE UNA GARA CON IL SETTORE DENOMINATO  “SECONDO ANELLO VERDE CURVA NORD” PRIVO DI SPETTATORI,  INFLITTE SEGUITO GARA MILAN/INTERNAZIONALE DEL 4.5.2014 .

Massima: La Corte accoglie il ricorso con richiesta di procedimento d’urgenza ex  art. 37, comma 7, C.G.S. come sopra proposto dalla società e,  per l’effetto, annulla la delibera impugnata per avere suoi sostenitori, al 1°, 4°, 18°, 26° e 33° del primo tempo “ indirizzato  al calciatore delle grida e dei cori (buuh), inequivocabilmente espressivi di  discriminazione per motivi di razza “, nonché per avere “ al 39° del primo tempo, intonato il coro  Napoli m. Napoli colera, sei la vergogna dell’Italia intera, tipicamente espressivo di discriminazione per motivi territoriali”. Coglie, invece, nel segno il reclamo, nella parte in cui lamenta la problematica applicazione  della norma sanzionatoria. Essa, infatti, prevede la chiusura di quel settore dello stadio dal quale  sono stati originati i cori di discriminazione territoriale, ma appare in concreto di difficile  applicazione allorché, come è nel caso di specie, la sanzione colpisca una società per una gara  giocata in trasferta. Nel caso di specie, infatti, non è possibile individuare il settore da sottoporre a  chiusura perché nelle partite fuori casa nel settore riservato agli ospiti confluiscono tifosi che  occupano, nelle gare casalinghe, i più diversi settori dello stadio. Né è possibile ipotizzare un  diverso tipo di sanzione, poiché in questi casi è prevista solo la chiusura totale dello stadio,  all’evidenza misura assolutamente sproporzionata alla gravità dei fatti contestati.

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 222/CGF del 27 Febbraio 2014 con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 288/CGF del 13 Maggio  2014  su  www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A – Com. Uff. n. 94 del 17.12.2013

Impugnazione – istanza:   2. RICORSO F.C. INTERNAZIONALE MILANO S.P.A. AVVERSO LE SANZIONI  - AMMENDA DI € 50.000,00 E L’OBBLIGO DI DISPUTARE UNA GARA CON IL SETTORE DENOMINATO “SETTORE NORD SECONDO ANELLO VERDE” PRIVO DI SPETTATORI SEGUITO GARA NAPOLI/INTERNAZIONALE DEL 15.12.2013; - DI DISPORRE EX ART. 16, COMMA 2 BIS C.G.S., LA REVOCA DELLA SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DELLA SANZIONE DELIBERATA CON COM.  UFF. N. 63 DEL 21.10.2013, IN RIFERIMENTO ALLA GARA  TORINO/INTERNAZIONALE DEL 20.10.2013

Massima: La Corte annulla le sanzioni inflitte per i corsi discriminatori dei tifosi in quanto non risulta dimostrato che, nel caso di specie, i cori intonati dai sostenitori della società avevano, sotto un profilo fenomenologico, carattere e dimensione tale da poter essere uditi e quindi “percepiti” in parte preponderante e significativa dello stadio, restando il loro ascolto limitato ad una parziale area dello stesso, di talché vi è, al contrario, prova della dequotazione in termini di reale capacità offensiva del comportamento ascritto ai sostenitori della reclamante, secondo la previsione dell'art. 11, comma 3, C.G.S., che impone di verificare al fine della irrogazione della sanzione ivi prevista per i cori di discriminazione territoriale, sempre che “per dimensione e percezione reale del fenomeno” essi possano caratterizzarsi in conformità alla previsione normativa.

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 164/CGF del 10 Gennaio 2014 con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 202/CGF del 11 Gennaio 2014  su  www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A – Com. Uff. n. 63 del 21.10.2013

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO TORINO F.C. S.P.A. AVVERSO LA SANZIONE DELL’OBBLIGO DI DISPUTARE UNA GARA CON IL SETTORE DENOMINATO “CURVA PRIMAVERA” PRIVO DI SPETTATORI, SANZIONE SOSPESA AI SENSI DELL’ART. 16 N. 2 BIS C.G.S., INFLITTA ALLA RECLAMANTE SEGUITO GARA TORINO/INTERNAZIONALE MILANO DEL 20.10.2013

Massima: La Corte annulla la decisione del G.S. che aveva sanzionato la società per aver alcuni suoi sostenitori, collocati nel predetto settore dello stadio, in due diverse circostanze (al 13° ed al 30° del primo tempo) intonato un coro insultante, espressivo di discriminazione per origine territoriale, nei confronti dei napoletani. La Corte rileva che il numero dei tifosi responsabili dei cori sanzionati appare  chiaramente insufficiente ad integrare il requisito della “dimensione”, oltre che quello della  percepibilità, previsti dall’art. 11, comma 3, C.G.S., ai fini della configurabilità della fattispecie oggetto del presente procedimento come comportamento di discriminazione per origine territoriale.  Sulla base, infatti, di quanto risulta dalla relazione dei collaboratori della Procura Federale e dai  successivi accertamenti effettuati da quest’ultima, i tifosi che hanno intonato i cori in questione  erano, infatti, soltanto cinquanta, e quindi una minima parte rispetto ai 3.000/4.000 tifosi che occupavano, nel corso della suddetta gara, la Curva Primavera. Pertanto, non risultando in base alle norme del Codice Giustizia Sportiva possibile, per  fattispecie come quella oggetto del presente procedimento, applicare una sanzione diversa e minore  rispetto a quella prevista dall’art. 11, comma 3, C.G.S., in base anche alla gravità della condotta  posta in essere, la Corte ritiene doveroso annullare la sanzione irrogata.

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 42/C Riunione del 9 Maggio 2005 n. 6 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso la Lega Professionisti Serie C - Com. Uff. n. 275/C del 29.3.2005

Impugnazione - istanza:Appello S.S. Sambenedettese Calcio avverso la sanzione dell’ammenda di € 5.000,00 con diffida

Massima: Ai sensi dell’art. 33 punto 1 lettere b) e c) C.G.S. le decisioni delle Commissioni Disciplinari possono essere impugnate innanzi alla CAF sia per “violazione o falsa applicazione” delle norme federali espressamente richiamate che per “omessa... motivazione su un punto decisivo della controversia” ed in effetti la società ha evidenziato nell’atto di appello di ricorrere a questa Commissione, da un lato, per “violazione o falsa applicazione dell’ultimo comma dell’art. 11 CGS” (in tema di collaborazione della società in relazione alla commissione di fatti violenti) e “dell’art. 9 CGS” (in fatto di assenza del nesso di causalità fra la condotta addebitata ai responsabili della società e quanto occorso alla terna arbitrale); dall’altro per non avere preso in esame la dichiarazione scritta di un agente di Polizia Giudiziaria. Il fatto è, tuttavia, che la società appellante, lungi dall’evidenziare le ragioni interpretative per effetto delle quali la Commissione Disciplinare avrebbe applicato erroneamente le norme del Codice, si è soffermata esclusivamente sulla ricostruzione dei fatti, proponendone una diversa da quella accolta dalla Commissione sulla base degli atti ufficiali di gara.

 

Decisione C.A.F.: Comunicato Ufficiale 28/C Riunione del 24 Gennaio 2005 n. 7 – www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera della Commissione Disciplinare presso il Comitato Regionale Campania - Com. Uff. n. 51 del 10.12.2004

Impugnazione - istanza:Reclamo della S.S. Interfrattese avverso decisioni merito gara Interfrattese/Virtus Baia del 31.10.2004

Massima: La decisione dell’organo disciplinare viene annullata quando è basata su una motivazione contraddittoria. E’ contraddittoria la motivazione dell’organo disciplinare che giunge all’irrogazione della sanzione affermando, però che: “...questa Commissione non può mancare di evidenziare le dissonanze tra il referto arbitrale ed il supplemento redatto in epoca successiva”. Orbene, il giudice di secondo grado è incorso in un chiaro travisamento del fatto (che si risolve nel vizio della motivazione denunciato), poiché ha censurato il referto arbitrale nella parte in cui risultano annotati un normale comportamento del pubblico e la presenza della forza pubblica, ritenuti sufficienti a garantire il corretto svolgimento della gara, a fronte di un supplemento del medesimo referto (dal quale apoditticamente ed immotivatamente la Commissione Disciplinare ha evinto “dissonanze” per vero insussistenti) ove, in particolare, sono state descritte gravi condotte poste in essere da dirigenti, tecnico ed atleti della società ospitata.

Massima: L’art. 31 lett. a/1 C.G.S., statuisce che “i rapporti dell’arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale ed i relativi eventuali supplementi fanno piena prova circa il comportamento dei tesserati in occasione dello svolgimento delle gare”.

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