Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 86/TFN - SD del 19 Gennaio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4434/6pf21-22/GC/blp del 17 dicembre 2021 nei confronti dei sigg.ri B.E. + altri e delle società ASD Woman Napoli C5, ASD Calcio Sangiovannese e ASD New Cap 74 - Reg. Prot. 88/TFN-SD

Massima: In particolare la violazione del principio del “ne bis in idem” si verificherebbe ove questo Tribunale si dovesse pronunciare su fatti e situazioni che il G.S. avrebbe, a detta del difensore, già giudicato e non sanzionato. Ritiene il Tribunale che entrambe le eccezioni vadano disattese in quanto infondate. Per quanto attiene alla pretesa incompetenza del TFN, osserva il Collegio che lo stesso, in sede nazionale, come nella specie, o in sede territoriale, è il “Giudice precostituito per legge” a giudicare sui deferimenti della Procura Federale ai sensi dell’art. 118 del C.G.S.. Nessuna norma specifica limita l’esercizio dell’azione disciplinare del Procuratore Federale, se non l’ipotesi di denuncia anonima, e quindi lo stesso è ben legittimato ad avviare l’azione disciplinare su fatti e circostanze che non siano già stati oggetto di precedente giudizio. La mancata pronuncia del G.S. su fatti per i quali avrebbe avuto legittimazione a decidere, non potrà mai comportare un giudizio implicito di non colpevolezza sugli stessi. La mancata pronuncia, esplicita, del G.S. sui fatti oggetto del deferimento pone quindi nel nulla l’eccezione relativa alla pretesa violazione del principio del “ne bis in idem”. Peraltro, concludendo, Il D.L.19 agosto 2003, n. 220, convertito nella legge n. 280/2003, rubricato “Disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva", indica all’art. 2, comma 1, quali questioni siano riservate all'ordinamento sportivo e precisamente: “ a) il corretto svolgimento delle attività sportive ed agonistiche; b) i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l'irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive”. Identica disposizione è ripresa dall’art. 4, comma 1, del Codice CONI, secondo cui: “È attribuita agli organi di giustizia la risoluzione delle questioni e la decisione delle controversie aventi ad oggetto: a) l’osservanza e l’applicazione delle norme regolamentari, organizzative e statutarie dell’ordinamento sportivo al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività sportive; b) i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l’irrogazione ed applicazione delle relative sanzioni”. Nell’ambito della giurisdizione così delineata, avuto riguardo all’interesse generale dell’Ordinamento sportivo, “il Tribunale Federale giudica in primo grado su tutti i fatti rilevanti per l’ordinamento sportivo in relazione ai quali non sia stato instaurato né risulti pendente un procedimento dinanzi al Giudice sportivo nazionale o ai giudici sportivi territoriali” (art. 79, CGSFIGC).

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