Decisione C.F.A. – Sezione I: Decisione pubblicata sul CU n. 0024/CFA del 9 Settembre 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione Tribunale Federale Territoriale Liguria di cui al C.U. N. 6/2022 del 29.07.2022

Impugnazione – istanzaSig. L.C. - Sig. D.F./Procura Federale

Massima: Infondata è l’eccezione di improcedibilità ovvero la nullità del deferimento per violazione dell’art. 125, comma 2 del CGS, assumendo che l’atto di deferimento è stato notificato in data 23 maggio 2022 quando il termine perentorio di legge di 60 giorni, calcolato dal dies a quo del 22 aprile 2022, era irrimediabilmente scaduto….Infatti, come anche evidenziato in sede di discussione orale della causa dal difensore della Procura Federale, il sessantesimo giorno, che cadeva il 22 maggio 2022, era festivo e quindi la notifica dell’atto di deferimento, intervenuta per ambedue i reclamanti con mail del 23 maggio 2022, deve ritenersi tempestiva. Trova, pertanto, applicazione quanto previsto dall’art. 52, comma 4, CGS, a mente del quale se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza medesima è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo: ne deriva (e ciò appare pienamente coerente con la ricostruzione fattuale resa dai reclamanti) che la Procura Federale ha rispettato le previsioni di cui agli artt. 125 e 123 CGS (sul punto cfr. CFA/0063/2019-2020). Questa chiara evidenza rende superfluo, per il Collegio, occuparsi della questione, affrontata nello stesso motivo, in ordine alla possibilità di formulare in appello eccezioni di inammissibilità, ovvero di improcedibilità del deferimento, che non siano state sollevate in prime cure e sulle quali quel giudice non si sia pronunciato. Nondimeno giova segnalare che su questo punto la Corte Federale si è recentemente pronunciata in un caso analogo (cfr. decisione/0024/CFA-2021-2022) in senso motivatamente negativo.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 10/TFN - SD del 25 Luglio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 20341/228pf21-22/GC/gb del 23 giugno 2022 nei confronti dei sigg.ri G.G., F.G.M. e della società FCD Novese Calcio Femminile - Reg. Prot. 176/TFN-SD

Massima: Il deferimento è inammissibile per tardività perché notificato oltre i trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all’art. 123, comma 1, CGS assegnato al sig. …. quale ultimo degli incolpati cui risulta essere stata notificata la comunicazione di conclusione delle indagini….L’art. 125 del CGS con riferimento all’esercizio dell’azione disciplinare prescrive che “ 1. Qualora il Procuratore federale ritenga di dover confermare la propria intenzione di procedere all’esercizio dell’azione disciplinare, formula l’incolpazione mediante atto di 106 deferimento a giudizio. 2. L'atto di deferimento di cui al comma 1 deve intervenire entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 123, comma 1. In caso di pluralità di incolpati, il deferimento deve essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo termine assegnato.” Il termine cui si riferisce l’art. 123, comma 1, CGS è quello assegnato all’interessato per chiedere di essere sentito o per presentare una memoria. Nella specie, già notificata al sig. …ed alla società la Comunicazione di conclusione delle indagini, l’ultima comunicazione, con assegnazione del termine di quindici giorni previsto dall’art. 123, comma 1, è stata notificata al … il 29.4.2022, nei cui confronti il termine scadeva il 14.5.2022. L’atto di deferimento, pertanto, avrebbe dovuto essere notificato a tutte le parti entro il 13 giugno 2022. In disparte l’ipotesi del termine per la pubblicazione della decisione dopo che ne sia stato letto il dispositivo all’esito della udienza di discussione (decisione n. 1/CFA/2022-2023), nessuno più dubita sulla perentorietà dei termini previsti dal Codice di giustizia “salvo che non sia diversamente indicato dal Codice stesso” (art. 44, comma 6), quale garanzia dei principi del giusto processo e del diritto degli interessati di non essere sottoposti a tempo indeterminato alle scansioni temporali degli atti endoprocedimentali.

Decisione C.F.A. – Sezione I: Decisione pubblicata sul CU n. 0007/CFA del 18 Luglio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Territoriale presso il Comitato Regionale Toscana di cui al Com. Uff. n. 94 del 1.06.2022

Impugnazione – istanza: Sig. R.F. - Sig. A.A. - Sig. A.R. - Sig. L.V./Procura Federale

Massima: Infondata è l’eccezione di tardività dell’azione della procedura per la violazione del termine di cui all’articolo 123, comma 1, CGS, nella parte in cui concede agli indagati la possibilità di svolgere memorie. In base all'art. 125, comma 2, CGS, invero, il deferimento deve intervenire entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 123, comma 1, CGS. Tale articolo, a sua volta, prevede in realtà due termini, uno per la procura, di venti giorni, per comunicare la conclusione delle indagini, e l'altro per la parte, che è fino a 15 gg per chiedere di essere sentito o per il deposito di memoria. Il reclamante fa decorrere il termine di cui all'art. 125 dal primo dei due termini previsti dall’articolo 123, in ragione del fatto che essi sono previsti per la Procura, mentre l'altro è previsto favore per la parte. Una ricostruzione astrattamente possibile, avuto unicamente riguardo al dato letterale dell’articolo 125, la cui potenziale ambiguità (il riferimento al termine previsto dal 123, che invece ne prevede due) può, peraltro, essere agevolmente risolta in considerazione della ratio della disposizione, che intende scandire una sequenza procedimentale secondo cui la Procura - entro venti giorni dalla scadenza del termine di durata delle indagini - se non archivia, comunica alla parte la conclusione delle stesse indagini, assegnando il relativo termine a difesa: a quel punto, il termine per la procura non può che decorrere dallo spirare di questo secondo termine assegnato alla parte; ciò proprio a tutela di quest'ultima, per assicurare che il termine di 30 giorni venga utilizzato per adottare le relative determinazioni con adeguata ponderazione delle memorie difensive. Che il senso del combinato disposto degli articoli 123 e 125 CGS sia questo è reso altresì palese dal secondo periodo dell’articolo 125, comma 2, ove si chiarisce che, in caso di più incolpati, il termine per il deferimento decorre dall’ultimo dei termini assegnati, e questo - è stato chiarito dalla giurisprudenza costante di questa Corte - proprio perché le memorie difensive dell'ultimo indagato potrebbero ridondare favorevolmente anche sugli altri (così, da ultimo, Sezione I, decisione n. 40/CFA/2021-2022). E’ dunque una scansione temporale prevista a garanzia dell'incolpato. Per quanto esposto, considerato che l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato in data 3 marzo 2022, il termine di quindici giorni assegnato per le attività difensive di cui all’art. 123 veniva a scadere il successivo 18 marzo; da tale ultima data ha cominciato a decorrere il termine di 30 giorni previsto dall’articolo 125, comma 1, scadente il 17 aprile 2022; l’atto di deferimento promosso dalla Procura, notificato in data 11 aprile 2022, risulta dunque del tutto tempestivo. E’ poi vero, come esposto dalla parte reclamante nell’atto di impugnazione e ribadito in sede di discussione, che il Tribunale federale ha impropriamente fatto riferimento (con il passaggio motivazionale riportato nella ricostruzione in fatto), per calcolare il termine finale, non al termine concesso ma a quello effettivamente utilizzato dalla parte; si tratta però di una diversa ed erronea modalità di calcolo che pur riducendo di un giorno il termine effettivamente a disposizione, è ininfluente nel caso di specie, risultando in ogni c so (anche considerando il ridotto termine calcolato dal TFR) tempestiva l’azione della Procura. Al riguardo giova comunque ribadire che a dovere essere considerato, ai fini del decorso del termine di cui all’articolo 125 CGS per il deferimento, non è il giorno di effettivo deposito della memoria, ma quello in cui spira il termine concesso, e ciò proprio in ragione del fatto che la norma fa riferimento, come dies a quo per la decorrenza, “alla scadenza del termine di cui all’art. 123, comma 1” e, “in caso di più incolpati”, allo “ultimo termine concesso”, ma non anche - come invece avrebbe dovuto nella prospettiva proposta dai reclamanti - se anticipato rispetto a quello di scadenza, al giorno in cui venga effettivamente depositata la memoria prevista dell’articolo 123, comma 1, CGS. L’esposto e corretto calcolo dei termini applicabili al caso di specie rende altresì irrilevante l’ulteriore questione posta dal reclamante circa la non applicabilità, alla giustizia sportiva, dell’articolo 155 CPC, tale per cui il sabato non potrebbe essere considerato festivo ai fini del calcolo dei termini processuali. Per completezza espositiva e di corretta ricostruzione del quadro normativo di riferimento, appare però opportuno chiarire nuovamente la questione, richiamando il consolidato orientamento giurisprudenziale, di recente affermato anche con riferimento ai termini cosiddetti “a ritroso” e non solo di quelli “in avanti”  (Sezioni unite, decisione n. 72/CFA/2020-2021), pacificamente nel senso di ritenere applicabile l’articolo 155 CPC alla Giustizia Sportiva; la giornata del sabato deve dunque essere considerata festiva ai fini del computo dei termini previsti dal CGS.

Decisione C.F.A. – Sezione IV : Decisione pubblicata sul CU n. 0005/CFA del 14 Luglio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale federale territoriale presso il Comitato regionale Lazio, pubblicata con il C.U. n. 404, del 27 maggio 2022

Impugnazione – istanza: Procuratore Federale Interregionale/Sig. A.D.-ASD Gruppo Sportivo Italiano

Massima: E’ improcedibile il deferimento nei confronti della società per violazione dell’art. 125 del Codice di Giustizia Sportiva…L’art. 125 comma 2, CGS disciplina il termine entro cui il Procuratore Federale deve procedere alla notifica dell’atto di deferimento. La norma testualmente recita: “L'atto di deferimento di cui al comma 1 deve intervenire entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 123, comma 1. In caso di pluralità di incolpati, il deferimento deve essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo termine assegnato”. La disposizione va pertanto letta in combinato disposto con l’art 123, comma 1, CGS che prevede, all’esito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il termine di quindici giorni in favore dell’incolpato per essere ascoltato ovvero per presentare memorie. Il termine finale entro cui deve essere disposto il deferimento è pertanto pari a 45 giorni complessivi. Quest’ultimo, come ripetutamente chiarito dalla giurisprudenza di questa Corte, ha carattere perentorio (CFA, sezione I, decisione n. 64/CFA/2020/2021; n. 53 CFA/2020/2021; sezione 4 n. 101 CFA/2020/2021). Occorre tuttavia distinguere la posizione della società, da quella del sig. Domizi. Con riferimento alla prima, l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato in data 22.02.2022 alla PEC della società deferita e l’atto di deferimento è stato notificato in data 12.04.2022. Conseguentemente il termine complessivo di cui alle disposizioni sopra richiamate (giorni 15 ex art. 123 comma 1, + giorni 30 ex art. 125 CGS) è spirato in data 09.04.2022. Ne consegue l’improcedibilità del deferimento per tardività.

Massima: E’ procedibile i deferimento nei confronti del tesserato….Con riferimento al sig. D., invece, il deferimento deve ritenersi tempestivo, atteso il diverso mezzo utilizzato per la notifica dello stesso, raccomandata postale A/R. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato in data 4.03.2022, alla residenza del D. e l’atto di deferimento è stato spedito in data 12.04.2022 e consegnato al destinatario il 20.04.2022. Ne consegue, la tempestività del deferimento atteso che, come chiarito dalla Corte costituzionale n. 477/2022 e dalle Sezioni Unite di questa Corte (n. 73 CFA/2019/2020) “il tempo necessario per recapitare una missiva non può andare a detrimento del termine assegnato al mittente il quale ha solo l’onere di affidare tempestivamente la spedizione al servizio postale a nulla rilevando che la missiva sia consegnata al destinatario dopo la scadenza del termine (Cass. n. 17625 del 01/09/2004; n. 12447 del 7/7/2004; in conformità con il principio della scissione soggettiva del momento di perfezionamento della notificazione degli atti processuali sancito dall'art. 149 c.p.c., comma 3, così come introdotto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 263”. Nè può considerarsi idonea la notifica effettuata via PEC all’indirizzo di posta elettronica del Sig. D., ma riferita, espressamente, alla sola società.

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0001/CFA del 01 Luglio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Territoriale presso il Comitato Regionale Lazio Com. Uff. n. 407 del 01.06.2022

Impugnazione – istanza: F.D.M./Procura federale

Massima: Infondata è l’eccezione di illegittimità del deferimento per violazione dei termini previsti dall’art. 125 CGS per l’esercizio dell’azione penale (recte: disciplinare): sarebbe in particolare tardiva la notifica dell’atto di deferimento. In applicazione del comma 2 dell’articolo richiamato, il Tribunale territoriale avrebbe giudicato tempestivo il perfezionamento delle notifiche nei confronti di altri incolpati (i signori …. e …), dei quali il primo - come attestato dal TFT in un parallelo procedimento (ordinanza n. 34/2021-2022) - non avrebbe mai ricevuto una rituale notifica dell’avviso di conclusione delle indagini….Indipendentemente da come si debba valutare, nei confronti del signor F., il mancato ricevimento nei termini dell’avviso di conclusione delle indagini, resta il fatto che: i) trattandosi di una pluralità di incolpati, il deferimento doveva essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall’ultimo termine assegnato; ii) la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini è stata notificata al signor M. in data 11 febbraio 2022; iii) il termine di cui all’art. 123, comma 1, scadeva il 26 febbraio successivo; iv) il termine di cui all’art. 125 scadeva il 28 marzo; v) l’atto di deferimento è stato adottato il 7 marzo e notificato in pari data; vi) perciò è del tutto irrilevante che l’avviso di conclusione delle indagini (che dalla documentazione in atti risulta notificato via PEC al signor … il 29 dicembre 2021) indicasse come ultimo termine - a suo dire - il 22 gennaio 2022, termine che evidentemente presupponeva andate a buon fine nei confronti di tutti gli incolpati le notifiche che invece sono state forzatamente ripetute per i signori F. e M..

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Decisione pubblicata sul CU n. 0080/CFA del 5 Maggio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Tribunale Federale Territoriale presso la L.N.D. Comitato Regionale Sicilia in data 12.04.2022, pubblicata in pari data nel C.U. n. 404

Impugnazione – istanza: A.S.D. Città di Calatabiano/Procura Federale

Massima: Occorre preliminarmente ricordare, infatti, che, ai sensi dell’art. 44, comma 6, del Codice di Giustizia Sportiva, tutti i termini previsti dal Codice, salvo che non sia diversamente indicato dal Codice stesso, sono perentori. Ciò vale, ancor più, con riferimento al termine entro cui la Procura deve emettere l’atto di deferimento, da considerarsi termine perentorio in quanto non solo posto a difesa dell’incolpato ma, soprattutto, diretto ad evitare una eccessiva dilatazione della durata del procedimento disciplinare, come più volte affermato da questa Corte Federale (in tal senso, la recente decisione delle Sezioni Unite  n. 38/2021- 2022;  ma v. anche CFA, SSUU n. 32/2020-2021 ove si ribadisce che “il termine previsto dal combinato disposto degli artt. 123 e 125 C.G.S. deve considerarsi perentorio, in quanto la sua ratio è quella di garantire l’esercizio del diritto di difesa dell’indagato, di evitare che lo stesso resti assoggettato per un tempo indefinito alle indagini e di consentire la definizione degli addebiti in tempi contenuti. E ciò secondo principi già espressi dal Collegio di garanzia dello sport (parere n. 7/2018; Sez. IV, n. 23/2017; Sez. IV, n. 17/2016)”. Premesso quanto sopra, ai fini della presente decisione occorre innanzitutto tener conto di quanto previsto dall’art. 125, secondo comma, Codice di Giustizia Sportiva, a norma del quale l'atto di deferimento deve intervenire entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 123, comma 1. In caso di pluralità di incolpati, il deferimento deve essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo termine assegnato. Ai sensi dell’art. 123, primo comma, Codice di Giustizia Sportiva, il Procuratore Federale, entro venti giorni dalla scadenza del termine di durata delle indagini di cui all'art. 119, commi 4 e 5, se non deve formulare richiesta di archiviazione, notifica all'interessato avviso della conclusione delle indagini, assegnandogli un termine non superiore a quindici giorni per chiedere di essere sentito o per presentare una memoria. Ciò premesso, risulta agli atti del fascicolo che la Procura Federale, nella comunicazione di conclusione delle indagini notificata in data 1° febbraio 2022, ha avvertito gli indagati della facoltà di presentare memorie o di chiedere di essere sentiti, entro il termine di giorni 15 dalla relativa notifica. Ne consegue che l'avvio dell'azione disciplinare attraverso il deferimento doveva avvenire non oltre il giorno 18 marzo 2022, ovvero entro il termine di quarantacinque giorni dalla notifica della comunicazione di conclusione delle indagini intervenuta in data 1° febbraio 2022. Deve pertanto ritenersi tempestiva l’azione disciplinare effettuata in data 15.3.3022, ovvero ben prima dello spirare del termine di quarantacinque giorni dalla notifica della comunicazione di conclusione delle indagini del 1° febbraio 2022, con conseguente declaratoria di infondatezza del primo motivo di reclamo.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 130/TFN - SD del 26 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7232/293 pf21-22/GC/GR/ff del 24 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri D.G.F., G.R. e della società ASD Cittanova Calcio - Reg. Prot. 127/TFN-SD

Massima: Infondata è l’eccezione di inammissibilità del deferimento per violazione dell’art. 125 CGS per essere stato notificato lo stesso tardivamente ovvero oltre il termine di 30 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini…Il secondo comma dell’art. 125 CGS così recita: “l’atto di deferimento di cui al comma 1, mediante il quale viene formulata l’incolpazione, deve intervenire entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui all'art. 123, comma 1. In caso di pluralità di incolpati, il deferimento deve essere adottato entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo termine assegnato”. A sua volta il primo comma dell’art. 123 CGS stabilisce che: “il Procuratore Federale, entro venti giorni dalla scadenza del termine di durata delle indagini di cui all'art. 119, commi 4 e 5, se non deve formulare richiesta di archiviazione, notifica all'interessato avviso della conclusione delle indagini, assegnandogli un termine non superiore a quindici giorni per chiedere di essere sentito o per presentare una memoria”. Dalla lettura delle suddette norme si evince che il termine entro il quale deve intervenire l’atto di deferimento, di cui all’art. 125, non decorre dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, come sostenuto dal sig. ….., bensì dalla scadenza del termine fissato dall’art. 123, comma 1, CGS, ossia dalla scadenza del termine assegnato al soggetto interessato per l’esercizio delle garanzie difensive. Nel caso in cui vi sia una pluralità di incolpati la decorrenza opera dall’ultimo termine assegnato a difesa. Termine che, a sua volta, decorre dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Nel caso di specie, la Procura Federale ha notificato al sig. ….. e a tutti gli incolpati l’avviso di conclusione delle indagini in data 10 febbraio 2022, assegnando agli stessi un termine di 15 giorni, decorrenti dal 10 febbraio 2022, per chiedere di essere sentiti o per presentare una memoria. Il momento dal quale è cominciato a decorrere il termine di 30 giorni ex art. 125 CGS è, dunque, il 25 febbraio 2022. La notifica dell’atto di deferimento al sig. … è intervenuta in data 24 marzo 2022 e, pertanto, entro il termine di 30 giorni decorrente dal 25 febbraio 2022, così come stabilito dagli artt. 123 e 125 CGS.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 125/TFN - SD del 19 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 6865/266 pf21-22/GC/GR/ff del 14 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri F.C. + altri - Reg. Prot. 117/TFN-SD

Massima: Infondata è l’eccezione di inammissibilità del deferimento per violazione del termine di cui all’art. 125 CGS…Risulta infatti che la comunicazione della conclusione delle indagini sia stata ritualmente notificata ai deferiti con pec del 28.1.2022, con la concessione del termine di rito di giorni 15 per l’esercizio delle facoltà previste dall’art. 123 CGS. Orbene, avuto riguardo alla scadenza del termine concesso (12.2.2022), dalla quale decorre il termine per il Procuratore Federale per l’esercizio dell’azione disciplinare, è evidente che l’odierno deferimento, disposto il 14.3.2022, debba considerarsi tempestivo.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 91/TFN - SD del 01 Febbraio 2022  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 4698 /396BISpf20-21/GC/blp del 28 dicembre 2021 nei confronti dei sigg.ri N.M. e L.S. - Reg. Prot. 90/TFN-SD

Massima: E’ inammissibile il deferimento nei confronti del consigliere della società per il tardivo invio dell’atto di conclusione indagini. Nell'esaminare la posizione del deferito risulta, dai corposi documenti allegati all'atto del deferimento, già richiamati nell'avviso di conclusioni di indagini, che nella scheda censimento del dirigente, in qualità di Vice Presidente di ASD Corigliano Calabro (sino alle dimissioni del 10 ottobre 2020), risultava indicata la residenza in S….. (Cz), Via …... Indirizzo, questo, ben noto alla Procura Federale al punto che, dopo la mancata presentazione del deferito all'audizione del 9 marzo 2021, convocato alla pec del sodalizio calcistico, la stessa Procura provvedeva alla seconda convocazione per l'audizione per il giorno 16 marzo 2021 anche tramite telegramma inviato alla su menzionata residenza in S.. In data 18 marzo 2021, Poste Italiane Spa segnalava che il telegramma non era stato recapitato in quanto "destinatario sconosciuto". Alla luce di detta ultima precisazione, sarebbe stato onere della Procura Federale formalizzare una richiesta di acquisizione di certificato di residenza del signor …., sia al fine di reiterare eventualmente l'avviso di convocazione all'audizione, sia in vista dell'emissione dell'avviso di conclusione delle indagini e della relativa comunicazione all'incolpato. Senonché, tale richiesta non risulta in atti. Ciò nonostante, l'avviso di conclusione delle indagini datato 12 aprile 2021, ultimo giorno utile ai sensi del combinato disposto degli artt. 119 e 123 CGS, già calcolato con l'incidenza delle due proroghe concesse dalla Procura Generale dello Sport del Coni, veniva spedito al signor …. tramite plico postale raccomandato all'indirizzo di T. (Cs), alla via …., diverso da quello in atti, con l'effetto di non poter essere consegnato al destinatario e reso al mittente con causale "trasferito". Solo successivamente alla scadenza del termine per l'inoltro dell'avviso di conclusione delle indagini, e precisamente quasi due mesi dopo, la Procura Federale chiedeva ed otteneva un certificato anagrafico rilasciato in data 4 giugno 2021 dal quale emergeva che il signor ….. continuava a risiedere in S.(Cz), alla Via …., come riscontrato agli atti di cui sopra. L'esattezza di tale residenza emerge, altresì, da altro certificato anagrafico acquisito in data 27 ottobre 2021, poi confermata nel corso della terza notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini rinnovato, l'unico affidato all'Ufficiale Giudiziario con richiesta di notificazione a mani, il quale vi provvedeva in data 17 novembre 2021 ai sensi dell'art. 140 c.p.c., con deposito dell'atto presso la Casa Comunale, affissione di avviso alla porta e comunicazione spedita co posta raccomandata, proprio per la correttezza dell'indirizzo indicato. Attività questa che l'Ufficiale Giudiziario non avrebbe potuto svolgere qualora il destinatario fosse risultato trasferito o irreperibile. Ne consegue che, la seconda comunicazione di conclusione delle indagini in rinnovazione, datata 27 luglio 2021, inoltrata per plico raccomandato al signor ….. nella corretta residenza di S. (peraltro inspiegabilmente reso al mittente con dicitura di "irreperibile") risulta spedita assai tardivamente rispetto al termine perentorio di venti giorni dalla scadenza del termine di durata delle indagini fissato dall'art. 123, c. 1, CGS, della cui perentorietà non è dato dubitare alla luce del disposto dell'art. 44, c. 6, CGS, neppure ravvedendosi, sulla scorta della giurisprudenza sportiva in materia, una valida ragione per la remissione in termini ex art. 50, c. 5, CGS. La tardività nell'invio dell'avviso di conclusione delle indagini al predetto deferito rende inammissibile, in via derivata, il successivo atto di deferimento per difetto di un presupposto essenziale: id est, tardività dell'azione disciplinare, precludendone il corretto esercizio ed esimendo il Collegio dall'esame nel merito del deferimento.

Massima: E’, invece, ammissibile il deferimento nei confronti del tecnico poiché l’avviso di conclusione indagini, ancorchè non recapitato con la dicitura “trasferito”, è stato regolarmente inviato alla residenza del deferito, per cui l'atto di deferimento, formato e spedito alla pec del domicilio eletto presso i difensori, ha rispettato il termine perentorio.….Con riguardo alla posizione del signor …, occorre immediatamente rilevare, in punto di fatto, che l'avviso di comunicazione di conclusioni delle indagini del 12 aprile 2021 risulta emesso e inoltrato nei termini e che l'atto è stato spedito al deferito nella sua corretta residenza in S.(Av), alla Via …., per quanto inspiegabilmente reso al mittente con la dicitura "sconosciuto". Detta residenza, oltre che risultare dalla scheda del censimento dell'ASD San Tommaso, di cui il signor …. era stato l'allenatore, coincide con il domicilio eletto nell'audizione del 4 marzo 2021 ("invitato dall'Ufficio l'interrogato, ai fini del presente procedimento, dichiara di voler ricevere tutte le future comunicazioni presso il domicilio di cui sopra": laddove "sopra" veniva indicata la suddetta residenza), senza che mai il deferito abbia successivamente comunicato alcuna variazione di elezione del domicilio. La residenza risulta confermata anche dalla certificazione anagrafica richiesta il successivo 4 giungo 2021, cui è seguito l'invio in prima rinnovazione dell'avviso di conclusioni delle indagini in data 27 luglio 2021, peraltro frustato dall'omessa consegna e dalla resa al mittente, stavolta con la dicitura "irreperibile". Alla luce di questo secondo esito negativo, la Procura Federale ha scritto all'ASD Virus Volla, presso la quale il signor …. risultava essere stato tesserato nella stagione sportiva 2020/2021, ottenendo da quest'ultima risposta che lo stesso non era più un loro tesserato a far data dall'1 luglio 2021. Successivamente, la Procura Federale ha richiesto altra certificazione anagrafica in data 27 ottobre 2021 dalla quale è emerso, per la prima volta, che il signor …. aveva trasferito la propria residenza in B. (Av), alla Via …... La terza notificazione dell'avviso di conclusioni di indagini rinnovato è stata chiesta all'Ufficiale Giudiziario con consegna a mani, presso la residenza in B.; il plico risulta essere stato effettivamente consegnato a mani della moglie convivente in data 29 novembre 2021. In seguito è pervenuta la richiesta di estrazione degli atti unitamente al mandato difensivo agli avv.ti …. e …. contenente l'elezione di domicilio presso il loro studio con indicazione dell'indirizzo pec al quale inviare gli atti. L'atto di deferimento è poi stato formato ed inoltrato il 28 dicembre 2021 a tale indirizzo di posta elettronica. Tanto chiarito in fatto, l'eccezione preliminare di inammissibilità e/o improcedibilità del deferimento per l'asserita violazione dei termini perentori dell'art. 123, c. 1 e dell'art. 125, c. 2, CGS risulta infondata. L'originario avviso di conclusione delle indagini è stato formato ed inviato all'incolpato in data 12 aprile 2021, entro i venti giorni dalla chiusura delle indagini, tenendo conto delle proroghe di 40 e 20 giorni concesse dalla Procura Generale dello Sport. Entro tale termine, l'avviso deve essere notificato, quindi spedito al destinatario nelle forme consentite e non necessariamente anche "pervenire" al destinatario. La circostanza che tale avviso non sia stato ricevuto dal signor …. in quanto reso al mittente con la dicitura " trasferito" non assume rilevanza alcuna nella particolarità del caso di specie, poiché l'atto è stato spedito, per quanto sopra chiarito ed argomentato, alla esatta residenza del destinatario, quale risultante dai dati anagrafici e dall'elezione di domicilio in sede di audizione. La Procura Federale ha, dunque, rispettato il termine previsto dal rito; alla stessa non è imputabile alcunché sotto il profilo della omessa diligenza nel procedimento di notificazione. Il Collegio richiama sul punto la decisione della Corte Federale d'Appello, a Sezioni Unite, n. 21 del 19.10.2020, con la quale il Giudice d'appello ha statuito che al fine di ritenere assolto, nel termine di decadenza, l'onere della comunicazione dell'avviso non è necessaria la prova che l'atto abbia raggiunto la sfera di conoscibilità del destinatario, ma è sufficiente la prova del tempestivo invio dell'atto medesimo da parte della Procura Federale. Una volta rispettato il termine perentorio dell'invio della comunicazione di conclusione delle indagini, come nel caso in esame, le due successive notificazioni in rinnovazione del 27 luglio 2021, avvenuta con insuccesso presso la solita residenza in S. che era stata confermata nel certificato del 4 giugno 2021 e del 29 novembre 2021, avvenuta con successo alla nuova residenza in B. emersa del certificato datato 27 ottobre 2021, eseguite dopo il compimento di ulteriori atti limitati alla mera ricerca del reperimento della residenza dell'incolpato in tempi tecnici compatibili con tali accertamenti, devono a loro volta ritenersi tempestive sia perché consequenziali alla prima sia, in ogni caso, per la ritenuta applicabilità alla fattispecie della remissione in termini ex art. 50, c. 5, CGS essendo l'eventuale decadenza dovuta a causa non imputabile alla Procura Federale. Va soggiunto che, come chiarito nella decisione sopra richiamata, ai fini della decadenza non è certo sufficiente prendere atto del mancato perfezionamento della notifica, ma occorre anche verificare se tale mancata notifica non sia imputabile al notificante alla stregua del consolidato orientamento della giurisprudenza civile che, in tal caso, ammette la possibilità di remissione in termini. Nella fattispecie la Procura Federale ha inviato, nel termine perentorio, il primo avviso (CCI) e lo ha spedito all'esatta residenza, presso la quale il deferito aveva anche, per giunta, eletto il domicilio; ragion per cui, il mancato perfezionamento della notifica non può esserle imputato. Ciò comporta, sotto altro profilo, che il successivo riavvio degli atti in rinnovazione oltre il termine perentorio di cui all'art. 123 CGS non soggiace alla sanzione dell'inammissibilità "in tal modo non essendo vulnerato né l'interesse di rango costituzionale alla ragionevole durata del processo e al conseguimento della certezza e stabilità delle situazio i giuridiche conseguenti alla pronunzia, né gli artt.3 e 24 Cost., come avverrebbe invecenel caso in cui si addossassero al notificante le conseguenze di una notifica tardiva per fatti sottratti al suo potere di ingerenza ed impulso e non riconducibili a suo errore o negligenza" (decisione della Corte Federale già citata). Questo convincimento non è scalfito né dalla produzione del doc. 5 allegato alla memoria difensiva né dalla ulteriore tesi illustrata in detta memoria per la quale la notificazione dell'avviso di conclusione di indagini si sarebbe potuta ottenere utilizzando l'indirizzo pec fornito in sede di audizione ("......@pec.it"). Infatti esaminando il certificato rilasciato il 15 giugno 2021 dal Comune di B., in rubrica " attestazione di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea" si legge semplicemente che il signor L., "residente a S. (av) in Via …. è dimorante alla Via …., per isolamento obbligatorio causa covid-19 presso il coniuge …..". Pertanto lo stesso certificato conferma l'esattezza della residenza dell'incolpato in quel di Sirignano, aldilà della "dimora" temporanea assunta per ragioni sanitarie, almeno sino alla formale modifica della residenza accertata solo in data 27 ottobre 2021, mai comunicata alla Procura Federale così non consentendole di modificare l'originaria elezione di domicilio. Rileva inoltre che, il verbale di audizione del 4 marzo 2021 avanti i Rappresentanti della Procura Federale, pur riportando l'indicazione della suddetta pec, chiaramente riferibile ad un soggetto terzo, contiene l'elezione di domicilio presso la residenza in S. e null'altro. Più in particolare, dall'esame del verbale di audizione (del 5 marzo 2021) dell'incolpato ….e, allenatore di ASD Troina, all'epoca della disputa della gara Troina-San Tommaso in data 2 febbraio 2020 nel corso della stagione sportiva 2019/2020, sospetta di essere stata oggetto di illecito sportivo (richiamato a pag. 11 della memoria difensiva ad altri scopi), si evince che il signor …., pur avendo declinato la propria residenza, ha espressamente dichiarato "di voler ricevere tutte le future comunicazioni presso la ASD Rotonda Calcio indirizzo PEC .......@pec.it" Ebbene, tale espressa richiesta non è mai stata formulata dal signor …..o, così che qualsiasi comunicazione a detta pec non sarebbe risultata legittima e giustificata. Per l'insieme delle suesposte ragioni anche l'ultima eccezione preliminare di violazione del termine perentorio di cui all'art. 125, c. 2, CGS per l'inoltro al signor …. dell'atto di deferimento è del pari infondata, dovendo il termine di 30 giorni decorrere solo dal perfezionamento della notificazione del secondo rinnovo dell'avviso di conclusione di indagine, avvenuto con consegna a mani della moglie convivente in data 29 novembre 2021 (l'unico andato a buon fine). Ne consegue che l'atto di deferimento, formato e spedito alla pec del domicilio eletto presso i difensori in data 28 dicembre 2021, ha rispettato il suddetto termine perentorio. Neppure è opponibile alla Procura, per inficiare la validità e l'efficacia degli atti, lo svolgimento di ulteriori attività inquirenti atteso che nell'arco temporale intercorrente tra l'avviso di conclusioni delle indagini (notificato nei termini presso l'esatta residenza del deferito) ed il deferimento stesso nessuna attività di indagine è stata svolta dalla Procura se non la dispendiosa, reiterata, incolpevole attività di notificazione per l'instaurazione  del giusto contraddittorio a garanzia dello stesso incolpato.

DirittoCalcistico.it è il portale giuridico - normativo di riferimento per il diritto sportivo. E' diretto alla società, al calciatore, all'agente (procuratore), all'allenatore e contiene norme, regolamenti, decisioni, sentenze e una banca dati di giurisprudenza di giustizia sportiva. Contiene informazioni inerenti norme, decisioni, regolamenti, sentenze, ricorsi. - Copyright © 2022 Dirittocalcistico.it