Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 162/TFN - SD del 16 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 16841/644pf20-21/GC/gb del 10 maggio 2022 nei confronti della società AS Livorno Calcio Srl - Reg. Prot. 148/TFN-SD

Massima: Accertata la responsabilità del deferito, ritiene il Collegio che la sanzione richiesta dalla Procura Federale, pari ad euro 13.000,00 appare congrua considerato che, per giurisprudenza consolidata di  questo Tribunale, in caso di accordo ex art. 126 CGS non rispettato, la sanzione da irrogare nel successivo procedimento disciplinare vada, di regola, aumentata rispetto a quella posta come sanzione base dell’accordo, in considerazione del comportamento tenuto dal deferito nonché dell’aggravio di attività a carico degli Uffici Federali e degli Organi di Giustizia (in tal senso, tra le altre, Decisione/0025/TFNSD-2021-2022).

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 159/TFN - SD del 15 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 16955/129pf21-22/GC/blp dell’11 maggio 2022 nei confronti di E.D. - Reg. Prot. 154/TFN-SD

Massima: Osserva il Collegio che tra le varie “ratio” che hanno indotto il legislatore federale a mutuare dal Codice di Procedura penale l’istituto del cosiddetto “patteggiamento”, di cui all’ art. 444 c.p.p., vi è certamente quella dell’economia processuale; l’accordo tra la Procura ed il deferito, così come tra P.M. ed imputato, consente infatti una definizione anticipata del procedimento con conseguenze deflattive per gli Uffici Federali e per gli Organi di Giustizia Sportiva. Laddove, però, tale accordo non venga rispettato, le attività degli Uffici Federali viene di fatto a moltiplicarsi, in quanto, dopo aver svolto tutti gli incombenti necessari alla formalizzazione dell’accordo ex art. 126 CGS, occorre procedere alla sua risoluzione, alla trasmissione degli atti alla Procura Federale per provvedere al deferimento, nonché ai conseguenti adempimenti gravanti sugli Organi giudicanti. Ritenuta pertanto accertata la responsabilità del deferito, alla luce delle argomentazioni sopra esposte, si ritiene che non possa essere comminata la medesima sanzione inizialmente concordata quale sanzione base, ma che la stessa, conformemente alla ormai consolidata giurisprudenza di questo Tribunale, vada aumentata per adeguarla al comportamento complessivo tenuto dal deferito che non ha rispettato l’accordo da egli stesso proposto.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 157/TFN - SD del 15 Giugno 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 17046/143pf21-22/GC/gb del 12 maggio 2022 nei confronti di E.D. - Reg. Prot. 155/TFN-SD

Massima: …occorre tener conto che, secondo questo Tribunale (Decisione/0025/TFNSD-2021-2022), in caso di accordo ex art. 126 CGS non rispettato, la sanzione da irrogare nel successivo procedimento disciplinare deve, di regola, essere maggiore di quella posta come sanzione base dell’accordo, in considerazione del comportamento dilatorio tenuto dall’incolpato, poi deferito, e del conseguente aggravio di attività a carico degli Uffici Federali e degli Organi di Giustizia.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 148/TFN - SD del 27 Maggio 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. . 6455/304 pf21-22/GC/gb del 1 marzo 2022 nei confronti dei sigg.ri C.A. e F.G. - Reg. Prot. 107/TFN-SD

Massima: Rigettato dal Tribunale l’accordo ex art. 127 CGS…. Al di là, infatti, della tenuità delle sanzioni così come proposte (giorni 50 di squalifica per il sig. A. e giorni 25 per il sig. Gentile) se solo si consideri che all’A. era stata contestata la violazione del comma 1 dell’art. 28 del CGS che prevede, come sanzione edittale, la squalifica per dieci giornate di gara, sulla congruità delle quali non si era comunque d’accordo, si ritiene che quanto proposto, ove approvato, avrebbe violato irrimediabilmente il principio dell’afflittività della sanzione

 

Decisione C.F.A. – Sezione I : Decisione pubblicata sul CU n. 0088/CFA del 20 Maggio 2022 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Decisione del Decisione del Tribunale federale nazionale - sezione disciplinare n. 118 TFN-SD del 7.04.2022

Impugnazione – istanza: Florentia San Gimignano/Procura Federale

Massima:….il lungo e articolato reclamo prodotto in questa sede sviluppa, all’evidenza, motivi che non sono stati proposti in prime cure. Si tratta peraltro, non solo di motivi nuovi ma altresì di motivi che tendono a dimostrare che il deferimento del dott. …., all’epoca dei fatti Presidente e legale rappresentante della società SSD Florentia San Gimignano, e di riflesso il deferimento della società, è infondato, con conseguente rigetto dell’incolpazione contenuta nell’atto di deferimento e richiesta di annullamento dello stesso unitamente alle sanzioni irrogate ai deferiti. Senonché per questa parte, e per questi profili defensionali, il giudizio, come sopra spiegato, è stato implicitamente definito per effetto dell’accordo ex art. 127 C.G.S., intervenuto tra il sig. ….. e la Procura, con l’irrogazione della sanzione costituita dalla inibizione per 20 giorni dello stesso deferito. Ciò che ha determinato la dichiarata prosecuzione del giudizio unicamente nei confronti della società SSD Florentia San Gimignano, alla quale è stata irrogata, dopo la revoca dell’accordo, la sanzione dell’ammenda di euro 10.000,00 avversata nel presente giudizio. Ciò nonostante, poiché il giudice di prime cure ha sinteticamente affrontato la questione, ai fini della conseguente irrogazione della sanzione alla SSD Florentia San Gimignano, il Collegio ritiene che la stessa conclusione - vale a dire il compiuto accertamento in base alle risultanze documentali della non veridicità delle dichiarazioni rilasciate dalla società e relative al possesso dei titoli richiesti in capo al sig. ….. – valga, in questo giudizio d’appello, come fatto accertato e non più revocabile in dubbio, come invece, al contrario, si vorrebbe nel reclamo della Società con i motivi nuovi di cui ai punti 7 e seguenti. La conclusione pertanto non muta, sul punto specifico della accertata sussistenza dei presupposti del deferimento, sia che si dichiari il reclamo in appello inammissibile perché tali sono i motivi dedotti in giudizio per la prima volta, sia che si dia corso ad una essenziale disamina del merito, vale a dire senza ampliare e dare spazio a censure nuove, sulle quali il giudice di prime cure non è stato chiamato ad esprimersi.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 123/TFN - SD del 13 Aprile 2022  (motivazioni)

Impugnazione: Deferimento n. 7715/1160 pf20-21/GC/blp del 7 gennaio 2021 nei confronti del sig. C.C. - Reg. Prot. 113/TFN-SD

Massima….ove l’accordo - una volta raggiunto e validato a seconda della fase procedimentale - non venga onorato dall’incolpato, l’attività degli Uffici Federali si moltiplica, nel caso di specie comportando l’avvio di quel dibattimento che l’accordo ex art. 127 CGS aveva impedito di celebrare, con tutte le necessarie attività prodromiche, ponendo nel nulla la pregressa attività degli organi della giustizia sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 66/TFN - SD del 02 Dicembre 2021  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 2264/ 782pf20-21/GC/am del 7 ottobre 2021 nei confronti della società ASD Futsal Polistena C5 - Reg. Prot. 40/TFN-SD

Massima: …. occorre preliminarmente ribadire, come già affermato da questo Tribunale, che l’accordo concluso tra la Procura Federale e il calciatore ex art. 126 CGS non può essere valutato come affermazione di responsabilità né come ammissione di responsabilità. Invero, trattasi di accordo che interviene allorquando neppure si è esaurita la fase istruttoria del procedimento e la Procura Federale neppure ha valutato se procedere o meno al deferimento del tesserato. Accordo da trasmettere al Presidente Federale per le sue eventuali osservazioni, sentito il Consiglio Federale, in assenza delle quali il Presidente si limita a prenderne atto. Un accordo, dunque, che non è neppure sottoposto al vaglio del Tribunale federale; cioè al vaglio di un organo della giustizia sportiva.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 59/TFN - SD del 22 Novembre 2021  (motivazioni)

Impugnazione - Deferimento n. 2529/686 pf 20-21/GC/am del 15 ottobre 2021 nei confronti della società ASD Real Aversa 1925 - Reg. Prot. 43/TFN-SD

Massima: Il Tribunale ritiene che l’accordo ex art. 126 CGS non possa essere valutato come statuizione di responsabilità ovvero ammissione di responsabilità da parte dell’incolpato. Trattasi, infatti, di accordo che interviene dopo la C.C.I. ma prima del deferimento; ovverosia, in una fase procedimentale nella quale neppure la Procura ha valutato in via definitiva se procedere o meno al deferimento. L’accordo, inoltre, ancorché sottoposto al Presidente Federale per le sue eventuali osservazioni, sentito il Consiglio Federale, in assenza delle quali il Presidente Federale ne prende atto, non è però sottoposto, a conferma della sua natura pregiustiziale, alla valutazione del Tribunale. Si tratta, dunque, di un atto preprocessuale dal quale non può derivare alcuna conseguenza in termini di affermazione o ammissione di responsabilità. Occorre, quindi, che, in via incidentale, il Tribunale valuti se dagli atti del procedimento emerga la responsabilità del soggetto o dei soggetti dal cui comportamento deriva la responsabilità diretta contestata con il deferimento….Non può essere accolta la richiesta della società di essere riammessa all’accordo in quanto esso può essere ovviamente definito solo l’assenso della Procura Federale e, in ogni caso, deve intervenire prima dell’udienza dinanzi al Tribunale Federale. Invero, non è invocabile, nel caso di specie, il disposto dell’art. 127 CGS (Applicazione di sanzioni su richiesta dopo il deferimento) in quanto il comma 1 della disposizione prevede che l’accordo debba intervenire “prima della prima udienza dinanzi al Tribunale federale” in modo da poter essere valutato dal Tribunale, sia nella qualificazione dei fatti sia nella congruità della sanzione o degli impegni, in limine alla fase dibattimentale…..……il Tribunale ritiene di condividere la richiesta della Procura Federale di euro 1.200,00 di ammenda, in quanto, in caso di accordo ex art 126 CGS seguito da mancata esecuzione, la sanzione da irrogare in esito al procedimento disciplinare deve, di regola, essere maggiore di quella proposta e posta a base di calcolo dell’accordo non eseguito in ragione del comportamento dilatorio e aggravatorio per le strutture federali tenuto dall’incolpato successivamente deferito. In tal senso questo Tribunale ha recentemente affermato quanto segue: “….Osserva il Collegio che fra le varie “ ratio” che hanno indotto il legislatore federale a mutuare l’istituto del cosiddetto “patteggiamento” dal codice di procedura penale, vi è certamente anche quella della cosiddetta “economia del giudizio”. È di tutta evidenza che l’applicazione dell’istituto di cui all’art. 126 del C.G.S. comporta per gli Uffici Federali e per gli Organi di Giustizia Sportiva un risparmio di energie e di attività posto che il procedimento viene definito prima che venga predisposto il “rinvio a giudizio” (rectius: il deferimento) e quindi senza che ne consegua il giudizio che si può articolare in più gradi. Per contro, ove l’accordo non venga rispettato dall’avvisato, l’attività degli Uffici Federali si moltiplica in quanto dopo una serie di attività che di fatto diventano inutili (avviso alla Procura Generale dello Sport del CONI, invio dell’accordo al Presidente Federale, pubblicazione dell’accordo sul C.U. della Segreteria, verifica dell’adempimento) , si deve comunque procedere alla risoluzione dell’accordo (provvedimento di risoluzione e relativo C.U.) e al deferimento con conseguente ulteriore carico di lavoro anche per gli Organi giudicanti. Ritiene quindi il Collegio che in tale ipotesi, accertata la responsabilità del deferito, allo stesso non possa essere comminata la stessa sanzione inizialmente concordata quale sanzione base, ma che la stessa vada aumentata per adeguarla al comportamento complessivo tenuto dal deferito che non ha rispettato l’accordo da egli stesso proposto (cfr. Tribunale Federale Nazionale, decisione n. 0025/TFNSD-2021-2022).

Collegio di Garanzia dello Sport - C.O.N.I. –  Sezioni Unite: Decisione n. 85 del 29/09/2021

Decisione impugnata: Decisione della Corte Federale d’Appello della FIGC n. 103/CFA 2020-2021, assunta in data 7 maggio 2020 e comunicata in pari data, con la quale è stato respinto il reclamo proposto per la riforma della decisione emessa dal Tribunale Federale Nazionale della FIGC, in data 26 marzo/6 aprile 2021, n. 132TFN/SD, e, in parziale accoglimento del reclamo proposto dalla Procura Federale, sono state inflitte, alla società S.S. Lazio S.p.A., la sanzione dell’ammenda pari ad € 200.000,00 e, al dott. C. L., la sanzione dell’inibizione per dodici mesi.

Impugnazione Istanza: C. L. - S.S. Lazio S.p.A./Procura Federale Federazione Italiana Giuoco Calcio/I.P. –F.R.

Massima:…censurabile risulta essere la decisione impugnata laddove arbitrariamente equipara il patteggiamento compiuto in precedenza, in altra vicenda, dal dott. L. ad una “accettazione” della costruzione accusatoria; traendone indebitamente argomento ai fini della determinazione della misura della sanzione.

Decisione C.F.A. – Sezione I: Decisione pubblicata sul CU n. 0011/CFA del 19 Agosto 2021 (motivazioni) - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo Territoriale c/o Comitato Regionale Toscana - Com. Uff. n. 64 del 30.6.2020 – Delibera del Tribunale Federale Territoriale c/o Comitato Regionale Toscana – Com. Uff. n. 7 del 6.8.2020

Impugnazione – istanza: A.S.D. FILATTIERESE

Massima: La decisione di patteggiamento, per quanto non possa essere considerata per alcuni aspetti equivalente a una pronuncia di accertamento di responsabilità all’esito del procedimento - e su questo c’è ampio dibattito anche in sede penalistica oltre che nell’ambito della giustizia sportiva - è idonea, nel particolare caso in esame, ad acclarare, ai fini oggetto del presente giudizio, l’attribuzione del fatto al soggetto sanzionato, così come delineato nell’atto di deferimento, ancorché la medesima pronuncia non contenga una motivazione estesa sul punto. In definitiva, dalla pronuncia che ha comminato la squalifica sulla base dell’inaffidabilità di quanto dichiarato dall’arbitro in relazione all’atto di violenza (il pugno) perpetrato nei suoi confronti, ancorché pronunciata a seguito di patteggiamento, può desumersi che la decisione che ha sanzionato il capitano della squadra per responsabilità oggettiva - di cui si chiede la revisione sia basata su elementi (lo sferrare il pugno da parte di un giocatore della Asd Filattiere) di cui è stata acclarata la falsità, integrando  gli estremi di cui alla lett. c), del comma 4 dell’art. 63 C.G.S., o , quantomeno si evince una inconciliabilità tra i fatti posti a fondamento di due decisioni irrevocabili, quella di cui si chiede la revisione (che presuppone l’esistenza dell’atto violento) e quella oggetto di patteggiamento (che ha come presupposto evincibile dal deferimento l’inesistenza di tale atto), ai sensi dell’ipotesi di cui alla lett. b) del comma 4 dell’art. 63 C.G.S.

Massima: L’art. 63, comma 4, C.G.S., prevede che “nei confronti di decisioni irrevocabili, dopo la decisione di condanna, è ammessa la revisione innanzi alla Corte federale di appello nel caso in cui: a) sopravvengano o si scoprano nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrino che il sanzionato doveva essere prosciolto; b) vi sia inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile; c) venga acclarata falsità in atti o in giudizio”. Al riguardo il Collegio ritiene di ribadire gli approdi interpretativi cui è giunta la propria giurisprudenza secondo cui: - l’istituto della revisione si fonda sull’esigenza di correggere un errore giudiziario e su un principio di razionalità dell’ordinamento che, in casi eccezionali, consente di giustificare il sacrificio del giudicato dinanzi ad un interesse superiore che attiene a diritti di dignità e di libertà della persona (Corte federale d’appello, Sezioni unite, n. 63/2018/2019);  - è un mezzo di impugnazione straordinario, ovvero proponibile contro una decisione già passata in cosa giudicata (dunque, inappellabile o irrevocabile) e i casi di revisione sono tassativamente determinati dal Codice (Corte di giustizia federale, sez. V, n. 80/2011/2012); - la struttura letterale e la stessa impostazione finalistica della norma federale ricalcano quelle che il codice di procedura penale disciplina all’art. 630; è, allora, inevitabile che la norma processualpenalistica costituisca lo sfondo di riferimento anche per il giudizio sportivo, non ravvisandosi ragioni per affermare un’applicazione derogatoria, attesa la sostanziale identità delle condizioni al cui ricorso è subordinato l’utile esperimento del rimedio (ex multis, Corte federale d’appello, Sezioni unite, n. 63/2018/2019); - la struttura del procedimento di revisione contempla il doppio momento, comune a quello per revocazione, dell’ammissibilità e, quello ulteriore e successivo, della rescindibilità e possibile sostituibilità della pronuncia della cui rimozione si tratta (ex multis, Corte federale d’appello, Sez. I, n. 99/2019-2020); - può superarsi la vexata quaestio della compatibilità della disciplina vigente con le previsioni dell’art. 63 del C.G.S. CONI, che, al comma 1, ammette la revisione solo “quando la sanzione è stata applicata sulla base di prove successivamente giudicate false o in difetto di prove decisive successivamente formate o comunque divenute acquisibili” e non anche, dunque, per il “caso di inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile ”. E ciò, in linea con la giurisprudenza di questa Corte che, in un’ottica di valorizzazione dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, è pervenuta ad un’interpretazione costituzionalmente orientata (artt. 2 e 18 della Costituzione) in chiave di ampliamento delle ipotesi di ricorso agli istituti straordinari della revocazione e della revisione ed “in funzione del perseguimento ed attuazione del principio di effettività e nella prospettiva di dare soddisfazione all’esigenza di rimuovere dall’ordinamento sportivo decisioni che, per uno dei tassativi casi indicati, appaiono, nella sostanza, distorsive del senso di giustizia” (Corte federale d’appello n. 91/2018-2019); - per quanto più specificamente attiene all’ipotesi di revisione di cui all’art. 63, comma 4, lett. B) (inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della decisione con quelli di altra decisione irrevocabile) il concetto di inconciliabilità tra decisioni irrevocabili non deve essere inteso in termini di mero contrasto di principio tra due sentenze, né di contraddittorietà logica tra le valutazioni effettuate nelle due decisioni, ma con riferimento ad una oggettiva incompatibilità tra i fatti storici su cui queste ultime si fondano (Corte federale d’appello n. 91/2018-2019). In ogni caso il Collegio tiene ben presente e conferma l’orientamento restrittivo seguito da questa Corte in tema di revisione, secondo cui questo istituto deve essere tassativamente limitato alle ipotesi citate nell’art. 63, comma 4, C.G.S., non potendosi trasformare questo rimedio di natura eccezionale in una generale ipotesi di ulteriore grado di giudizio di merito.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 145/TFN - SD del 7 Maggio 2021  (motivazioni)  - www.figc.it

Impugnazione - Istanza:  Deferimento n. 390/949 pf19-20/LDF/GC/am del 08 luglio 2020 nei confronti della società ASD Futsal Polistena - Reg. Prot. 195ss19-20/TFN-SD

Massima: Viene dichiarato il non luogo a provvedere risultando effettivamente versata nei termini l’ammenda di cui al patteggiamento ex art. 127 CGS

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 114/TFN - SD del 01 Marzo 2021  (motivazioni)  - www.figc.it

Impugnazione - Istanza: Deferimento n. 1778/289 pf 19-20 GC/GT/ag del 09.03.2020 nei confronti della società ASD Real Dem Calcio a 5 - Reg. Prot. 159ss19-20/TFN-SD

Massima: Viene dichiarato il non luogo a procedere poiché risulta dagli atti che la sanzione di cui al patteggiamento da corrispondersi entro 30 giorni dalla decisione era stato l’importo addebitato nei termini  sul conto – campionato della Società

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Decisione n. 56/TFN del 09.12.2020

Impugnazione - Istanza: Deferimenti nn. 2211/1027 pf18-19 GC/ma del 19.8.2019 e 4291/1464 pf18-19 GP/AA/mg dell’8.10.2019 nei confronti della società ASD Città di Gragnano - Reg. Prot. nn. 36-70s.s.19-20/TFN-SD)

Massima: A seguito di revoca del patteggiamento ex art. 126 CGS per non aver la società dato luogo all’esecuzione della sanzione, non è possibile accedere al nuovo patteggiamento ex art. 127 CGS

DECISIONE C.F.A. – SEZIONI UNITE:  DECISIONE N. 020 CFA del 22 Settembre  2020

Decisione Impugnata:  Decisione del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – Decisione n. 172/TFN-SD 2019/2020

Impugnazione – istanza: Procura Federale- Z.M. – G.L.-G.G.-B.A.-  altri)

Massima: Infondata è l’eccezione di inammissibilità ed irricevibilità del reclamo della Procura Federale per violazione e falsa applicazione dell’art. 101, comma 3, del CGS e dell’art. 342 c.p.c. poiché la Procura Federale avrebbe omesso totalmente di impugnare la parte della sentenza di prime cure con cui è stato rigettato il patteggiamento ex art. 127 del C.G.S. Secondo la interpretazione difensiva nei motivi di gravame non vi è alcuna censura della decisione del Tribunale Federale Nazionale nella parte in cui è stato rigettato il patteggiamento della sig.ra ... Tale argomentazione appare, ad avviso di questa Corte, priva di pregio, poiché la Procura Federale ha dettagliatamente evidenziato le specifiche censure della sentenza impugnata. Peraltro, la stessa decisione del Tribunale Federale Nazionale non effettua alcuna valutazione specifica della posizione della sig.ra …e non entra affatto nel merito della valutazione dell’entità della sanzione prospettata, ma respinge il patteggiamento come mera conseguenza della valutazione generale (erronea) dell’organo di prime cure sulla infondatezza complessiva del deferimento. Per tale ragione la Procura Federale nell’atto di reclamo ha, con le stesse modalità, contestato, l’impostazione metodologica e le conclusioni cui è giunto il Tribunale Federale Nazionale. Di conseguenza, motivando ampiamente le censure della sentenza impugnata la Procura ha conseguentemente richiesto la riforma generale e, nello specifico, di confermare il contenuto del patteggiamento concluso con la sig.ra ….

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE IV:  DECISIONE N. 011CFA del 14 Settembre  2020

Decisione Impugnata:  Decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, n. 153/TFN-SD 2019/2020

Impugnazione – istanza: Procura Federale Interregionale-R.A.-M.I.-ASD Atletico Grosseto-AS Progetto Intesa All Camp e altri

Massima: In caso di annullamento con rinvio della decisione, le parti che hanno patteggiato rimangono vincolate al patteggiamento.…Le parti hanno evidenziato che la decisione relativa al patteggiamento implicherebbe una decisione sul merito svolta da parte della sentenza o comunque un’incongruenza in quanto il Tribunale non avrebbe dovuto e potuto esprimersi sul patteggiamento nel caso in cui avesse ritenuto, come poi ha fatto, inapplicabili le sanzioni per motivi procedimentali o sostanziali. La questione è inidonea a incidere sull’esito del giudizio, occorre infatti osservare che nessuna delle parti ha impugnato il capo della sentenza in oggetto e che, in ogni caso, la valutazione sulla sussistenza dei presupposti per il patteggiamento per alcune delle parti non è idonea a incidere sulla posizione di altri concorrenti, né risulta svolto, in modo espresso o implicito, dall’esame della decisione impugnata, alcuna valutazione sul merito dell’indagine e quindi sui presupposti per l’applicabilità o meno della sanzione nei confronti dei reclamati. Pertanto, disposto lo stralcio delle posizione delle parti per cui non sono stati rispettati i termini liberi tra comunicazione dell’avviso di fissazione dell’udienza e data dell’udienza, il reclamo deve trovare parziale accoglimento, con rinvio al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare per il giudizio di merito.

 

DECISIONE C.F.A. – SEZIONE III :  DECISIONE PUBBLICATA SUL C.U. N. 37/CFA DEL 18/05/2020 motivi con riferimento al COM. UFF. N. 006/CFA del 11.07.2019

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Territoriale presso il Comitato Regionale Lazio - Com. Uff. n. 445/TFN del 31.5.2019

Impugnazione Istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ ASD NUOVO LATINA ISONZO AVVERSO LE SANZIONI DELLA PENALIZZAZIONE IN CLASSIFICA DI PUNTI 1 DA SCONTARSI NELLA STAGIONE SPORTIVA 2019/20 E AMMENDA DI € 100,00 INFLITTE ALLA RECLAMANTE A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA ED OGGETTIVA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMI 1 E 2 C.G.S. SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE NOTA 9653/807 PFI 18-19 MS/GT DEL 7.3.2019

Massima: Con ricorso in data 10.6.2019, la Società ASD Nuovo Latina Isonzo impugnava il C.U. n. 445 pubblicato dal Tribunale Annullata la decisione del TFT con remissione degli atti allo stesso…Costituisce  infatti  principio  pacifico,  anche  all’interno  dell’ordinamento  giuridico  statuale,  che,  in presenza di accordo sul regime della sanzione tra le parti processuali (Accusa e Difesa) in sede di riti cd. alternativi, l’Organo decidente, qualora non ne condivida i termini, non possa che disattendere l’intesa raggiunta (con l’effetto del ripristino del rito ordinario), senza alcun potere di intervento variativo.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 76/TFN-SD del 27 Giugno 2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: G.S. (all’epoca dei fatti Presidente onorario della Società Piacenza Calcio 1919 Srl), SOCIETÀ PIACENZA CALCIO 1919 SRL- (nota n. 10449/534 pf17-18 GC/GP/ma del 18.4.2018).

Massima: Il Tribunale, non avendo ritenute congrue le sanzioni, ha dichiarato inefficace l’accordo ed ha invitato le parti a discutere il Deferimento ed a formalizzare le relative richieste.

 

Decisione C.F.A.: C. U. n. 127/CFA 04 Giugno 2018 (motivazioni)  - www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare – Com. Uff. n. 35/TFN del 23.1.2018

Impugnazione – istanza: RICORSO DELLA SOCIETA’ ASD CAVENAGO FANFULLA AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 1.667,00 PER NON AVER PROVVEDUTO AL DEPOSITO, ENTRO IL TERMINE DEL 12.7.2016, ORE 18.00, DELLA DICHIARAZIONE DI DISPONIBILITÀ DEL CAMPO DI GIOCO SERIE D E JUNIORES COSÌ COME PRESCRITTO AL PUNTO A9) DEL COM. UFF. N. 165/2016 DELLA LND DIPARTIMENTO INTERREGIONALE SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE – NOTA N. 3736/1178 PF16/17 GP/AS/AC DEL  7.11.2017

Massima: Ai sensi dell’art. 32 sexies C.G.S., l’accordo, una volta risolto per mancato tempestivo adempimento, deve considerarsi tamquam non esset con piena e totale reviviscenza della situazione quo ante, ivi compreso il limite massimo di sanzione irrogabile pari a €. 1.000,00.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 35/TFN-SD del 23 Gennaio 2018 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  SOCIETÀ  ASD  CAVENAGO FANFULLA - (nota n. 3736/1178 pf 16-17 GP/AS/ac del 07.11.2017).

Massima: La società è sanzionata con l’ammenda di euro 1.667,00 per non aver depositato entro il termine del 12 luglio 2016 ore 18.00 la dichiarazione di disponibilità del campo di giuoco per i Campionati di Serie D e Juniores prevista al punto A9) del C.U. 165/2016. La sanzione è stata così determinata perché la società poiché la Società, a seguito dell’accordo raggiunto con la Procura Federale ai sensi dell’art. 32 sexies CGS non ha provveduto a versare nei termini l’ammenda di Euro 667,00, per cui con il C.U. n. 73/AA del 23 ottobre 2017 pubblicava la risoluzione dell’accordo. L’ammenda chiesta dalla Procura Federale deve essere maggiorata rispetto alla pena edittale di € 1.000,00 (euro mille), in considerazione della mancata ottemperanza da parte della Società all’accordo raggiunto ai sensi dell’art. 32 sexies CGS, che configura un’ulteriore inadempimento rispetto a quello che le è stato contestato. Appare equo a questo Tribunale, che si avvale della facoltà riconosciuta agli Organi di Giustizia Sportiva dall’art. 16 comma 1 CGS, di quantificare la parte ulteriore dell’ammenda nella somma di € 667,00, pari all’importo concordato ai sensi dell’art. 32 sexies CGS, che la Società avrebbe dovuto corrispondere, ma che non ha corrisposto.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 89/TFN-SD del 24 Maggio 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società GSD DIL. FALASCHE - (nota n. 13199/250 pf15-16 FDL/gb del 17.5.2016).

Massima: Il mancato pagamento dell’ammenda da parte della società concordata con la procura federale comporta la revoca della decisione e la nuova sanzione.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO  DEL  PROCURATORE  FEDERALE  A  CARICO  DI:  Società LAMEZIA TERME BEACH SOCCER - (nota n. 7038/124 pf14-15 AM/ma del 18.1.2016).

Massima: Il pagamento dell’ammenda concordata con la procura federale comporta la declaratoria di non doversi procedere.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società ASD CATANZARO PANAREA SOCCER - (nota n. 7038/124 pf14-15 AM/ma del 18.1.2016).

Massima: Il mancato pagamento dell’ammenda da parte della società concordata con la procura federale comporta la revoca della decisione e la nuova sanzione.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società ASD SANGIORGESE C/5 - (nota n. 9690/947 pf14-15 LG/mf del 17.3.2016).

Massima: Il mancato pagamento dell’ammenda da parte della società concordata con la procura federale comporta la revoca della decisione e la nuova sanzione.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società AC PAVIA Srl - (nota n. 10341/274 pf15-16 AM/us del 30.3.2016).

Massima: Viene dichiarato il non doversi procedere atteso che a seguito del mancato pagamento dell’ammenda da parte della società come concordata con la Procura Federale, il Presidente Federale ha dichiarato la revoca dell’affiliazione

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società ASD FUTSAL TERNANA - (nota n. 12952/292 pf15-16 MS/vdb del 13.5.2016).

Massima: Il mancato pagamento dell’ammenda da parte della società concordata con la procura federale comporta la revoca della decisione e la nuova sanzione.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 77/TFN-SD del 19 Aprile 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società ACF TORINO - (nota n. 4889/334 pf15-16 SP/SS/us del 17.11.2015).

Massima: La società è sanzionata con l’ammonizione con diffida per aver provveduto in ritardo la pagamento dell’ammenda a seguito di patteggiamento con la procura federale

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.005/TFN del 20 Luglio 2016 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (47) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: GS DESERTO - (nota n. 2763/830 pf14-15/AA/mg del 23.09.2015).

Impugnazione Istanza: (48) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: GS DESERTO - (nota n. 2899/940 pf14-15/AA/mg del 28.09.2015).

Impugnazione Istanza: (49) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: GS DESERTO - (nota n. 2898/937 pf14-15/AA/mg del 28.09.2015).

Massima: A seguito di patteggiamento l’omesso pagamento dell’ammenda comporta la revoca dello stesso e la remissione degli atti al TFN per il nuovo procedimento. La somma già versata rimane a titolo di acconto.

 

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.002/TFN del 01 Luglio 2016 - www.figc.it

Impugnazione Istanza: (261) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.L. (all’epoca dei fatti Amministratore Delegato della Società Parma FC Spa) - (nota n. 13273/158 pf14-15 AM/SP/ma del 18.5.2016).

Massima: A seguito di patteggiamento il parziale pagamento dell’ammenda comporta la revoca dello stesso e la remissione degli atti al TFN per il nuovo procedimento. La somma già versata rimane a titolo di acconto.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.063/TFN del 23 Marzo 2016 - www.figc.it

Impugnazione Istanza:  (78) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: G.G. (all’epoca dei fatti tesserato in qualità di responsabile area tecnica del Settore Giovanile per la Società Juventus FC Spa) - (nota n. 3756/350 pf14-15 AM/SP/ma del 21.10.2015).

Massima: A seguito di patteggiamento il tardivo pagamento della sanzione comporta la revoca dello stesso e la remissione degli atti al TFN per il nuovo procedimento. Al riguardo, si osserva che l’istituto dell’applicazione delle sanzioni su richiesta delle parti non ha natura esclusivamente sostanziale, ma ibrida, per così dire, ovvero processuale sostanziale (cfr. Corte Costituzionale sentenza n. 95 del 28.05.2015), e anche solo per tale ragione non si ritiene sic et simpliciter applicabile l’invocato principio del “favor rei” di matrice penalistica. Deve invece trovare applicazione, ad avviso del Tribunale, il principio “tempus regit actum”, con la conseguenza che trova ingresso la normativa vigente al momento dell’applicazione della sanzione. Né può dirsi che l’assenza di una disciplina transitoria o attuativa della nuova norma abbia impedito all’incolpato di provvedere tempestivamente all’adempimento. L’uso della ordinaria diligenza, che è richiesta ad ogni tesserato dalla normativa federale, gli avrebbe infatti consentito di evitare, con comportamenti concludenti, il decorso dei termini e la conseguente segnalazione al TFN da parte dell’Ufficio amministrazione finanza e controllo della FIGC. L’avvenuto tardivo pagamento, documentato, può essere preso in considerazione non ai fini esimenti ma unicamente in sede di determinazione della sanzione da applicare.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: C.U. n. 62/TFN-SD del 15 Marzo 2017 (motivazioni) - www.figc.it

Impugnazione Istanza: DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: L.M.O.(calciatore attualmente tesserato per la Società ASD River Chieti 65) - (nota n. 6995/462 pf16-17 GP/GT/ag del 9.1.2017).

Massima: L’efficacia dell’accordo di patteggiamento comporta, ad ogni effetto, la definizione del procedimento e di tutti i relativi gradi nei confronti del richiedente, salvo che non sia data completa esecuzione, nel termine perentorio di 30 giorni successivi alla pubblicazione della decisione, alle sanzioni pecuniarie contenute nel medesimo accordo. In tal caso, su comunicazione del competente ufficio, l’organo di giustizia sportiva revoca la propria decisione ed, esclusa la possibilità di concludere altro accordo ai sensi del comma 1, fissa l’udienza per il dibattimento, dandone comunicazione alle parti, alla Procura Federale ed al Procuratore generale dello sport presso il CONI. La pronuncia dovrà essere emanata entro i 60 giorni successivi dalla revoca della prima decisione

 

Decisione C.F.A. – Sezioni Unite : Comunicato ufficiale n. 120-130/CFA del 10/20 Maggio 2016  e con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 027/CFA del 11 Agosto 2016  e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare - Com. Uff. n. 63/TFN del 23.3.2016

Impugnazione – istanza: 3. RICORSO DEL MODENA F.C. S.P.A. AVVERSO LA SANZIONE DELL’AMMENDA DI € 30.000,00 INFLITTA ALLA SOCIETÀ RECLAMANTE, A TITOLO DI RESPONSABILITÀ DIRETTA ED OGGETTIVA, EX ART. 4 COMMI 1 E 2 C.G.S., IN ESITO AL PATTEGGIAMENTO EX ART. 23, COMMI 1 E 2 C.G.S., DI CUI AL COM. UFF. N. 44/TFN – SEZIONE DISCIPLINARE DEL 15.12.2015, SEGUITO DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE PER VIOLAZIONE DI CUI ALL’ART. 1 COMMA 1 C.G.S., VIGENTE ALL’EPOCA DEI FATTI, IN RELAZIONE A QUANTO PREVISTO DALL’ART. 11, COMMA 1 LETT. B) E COMMA 2, NONCHÉ DAGLI ARTT. 19, COMMA 3 E 20, COMMA 9, DEL REGOLAMENTO AGENTI DI CALCIATORI – NOTA N. 1961/591 PF 13-14 SP/BLP DEL 25.8.2015

Massima: La Corte conferma la decisione del TFN che ha sanzionato la società perché, per l’omesso pagamento dell’ammenda è decaduta dall’accordo ex art. 23 CGS. La nuova formulazione dell’art. 23 C.G.S. è entrata in vigore il 30.11.2015 e quindi prima della pronuncia della decisione con la quale il TFN (Com. Uff. n. 44/TFN del 15.12.2015), visto l’art. 23 C.G.S., ha disposto, tra l’altro, nei confronti del Modena l’applicazione della sanzione della ammenda di € 20.000,00. Del resto l’esame della nuova formulazione del punto 2 dell’art. 23 C.G.S. applicato nel caso di specie (l’accordo è sottoposto, a cura della Procura Federale, all’organo giudicante che, se reputa corretta la qualificazione dei fatti operata dalle parti e congrui la sanzione o gli impegni indicati, ne dichiara anche fuori udienza la efficacia con apposita decisione. L’efficacia dell’accordo comporta, ad ogni effetto, la definizione del procedimento e di tutti i relativi gradi nei confronti del richiedente, salvo che non sia data completa esecuzione, nel termine perentorio di 30 giorni successivi alla pubblicazione della decisione, alle sanzioni pecuniarie contenute nel medesimo accordo. In tal caso, su comunicazione del competente ufficio, l’organo di giustizia sportiva revoca la propria decisione e, esclusa la possibilità di concludere altro accordo ai sensi del comma 1, fissa l’udienza per il dibattimento, dandone comunicazione alle parti, alla Procura Federale ed al Procuratore generale dello sport presso il CONI. La pronuncia dovrà essere emanata entro i 60 giorni successivi dalla revoca della prima decisione) consente di ritenere la natura procedimentale della disposizione regolando, per la parte che interessa, modi e forme della tutela dei diritti del deferito. In mancanza di una norma transitoria che determini tempi e modalità della sua concreta entrata in vigore, questa disposizione non può che trovare applicazione immediata con riferimento al momento in cui l’atto rilevante viene compiuto secondo il principio tempus regit actum (e quindi non secondo il principio antagonista tempus regit actionem in ragione del quale l’intero procedimento è disciplinato dalla norma in vigore al momento in cui il medesimo ha avuto inizio). Ebbene, nel caso che ci occupa, non può revocarsi in dubbio che il procedimento di cui all’art. 23 C.G.S., anche nella sua configurazione originaria, rappresenti un istituto complesso nel cui ambito il momento del controllo del giudice (e quindi del TFN) rappresenta un aspetto costitutivo essenziale. Il contenuto dell’accordo, infatti, è nella piena disponibilità delle parti, ma spetta al giudice la valutazione conclusiva sulla fattispecie disciplinare e sulla congruità della sanzione; tanto è vero che, se reputa corretta la qualificazione dei fatti operata dalle parti e congrui la sanzione o gli impegni indicati, ne dichiara anche fuori udienza la efficacia con apposita decisione. Ne consegue che il procedimento può essere ritenuto perfezionato e quindi efficace solo allorché il Giudice (e quindi il TFN) abbia espresso positivamente il proprio potere di controllo; mentre non può essere ritenuto sufficiente che le parti (Procura Federale e deferito) abbiano raggiunto un accordo sulla natura e sulla misura della sanzione. In sostanza, in termini analoghi a quanto avviene nell’ordinamento processual-penalistico, l’utilizzo dello schema negoziale circa l’accordo sulla pena non implica per l’ordinamento federale la rinuncia da parte degli organi di giustizia domestica di una delibazione minima che è prerogativa del Giudice in ragione del modello prescelto di stampo giurisdizionale. L’accordo tra le parti che caratterizza il procedimento in questione non si configura come un negozio di diritto privato che cristallizza la normativa applicabile, ma appare chiaramente rivolto all’organo della giustizia sportiva quale presupposto per accedere ad un procedimento alternativo. Ne è riprova il fatto che il termine di trenta giorni, recentemente introdotto per l’esecuzione del pagamento dell’ammenda, decorre non già dall’accordo tra le parti ma dalla decisione del giudice. Pertanto, il procedimento di cui all’art. 23 C.G.S. può dirsi effettivamente concluso solo con la pubblicazione della decisione del giudice federale che dispone la sanzione. Alla luce di quanto sopra, la circostanza che la novella dell’art. 23 C.G.S. sia intervenuta prima (30.11.2015) della pronuncia di siffatta decisione (15.12.2015) che, come detto, rappresenta il momento in cui il procedimento ex art. 23 C.G.S. può dirsi completato e quindi venuto ad esistenza, comporta l’applicabilità al caso in questione della nuova disposizione che stabilisce la revoca della decisione (e non del semplice accordo) nel caso in cui non sia stata data completa esecuzione alle sanzioni pecuniarie stabilite. E poiché non può essere messo in discussione che il pagamento della sanzione non sia intervenuto nel periodo di trenta giorni stabilito dal nuovo art. 23 C.G.S., appare corretta la decisione di revocare la pronuncia di definizione della pena su richiesta delle parti e l’apertura del dibattimento per la celebrazione del giudizio.

Decisione T.F.N.- Sezione Disciplinare: Comunicato Ufficiale n.063/TFN del 23 Marzo 2016 - www.figc.it

Impugnazione Istanza:   (21) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: Società MODENA FC Spa - (nota n. 1961/591 pf13-14 SP/blp del 25.8.2015).

Massima: La società che a seguito di patteggiamento non ha provveduto al pagamento dell’ammenda concordata è sanzionata con l’ammenda in misura superiore.

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.002/CDN  del 08 Luglio 2013 - www.figc.it

Impugnazione Istanza:  (421) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.V.D.S.B., N.B., R.B., M.B., S.B., F.C., S.C., C.C., C.D.A., D.D.V., M.M.D., M.E., M.E., L.F., G.G., M.G., A.G., J.F.G., S.G., V.K. (K.), S.L., D.L., G.M., A.M., A.P., W.P., I.R., N.S., V.S., V.S., C.S., N.S. e la Società AS BARI Spa ▪ (nota n. 7951/65 pf 12 13/SP/seg. del 4.6.2013).

Massima: Il patteggiamento è possibile, prima della chiusura del dibattimento.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n.002/CDN  del 08 Luglio 2013 - www.figc.it

Impugnazione Istanza:  (421) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: P.V.D.S.B., N.B., R.B., M.B., S.B., F.C., S.C., C.C., C.D.A., D.D.V., M.M.D., M.E., M.E., L.F., G.G., M.G., A.G., J.F.G., S.G., V.K. (K.), S.L., D.L., G.M., A.M., A.P., W.P., I.R., N.S., V.S., V.S., C.S., N.S. e la Società AS BARI Spa ▪ (nota n. 7951/65 pf 12 13/SP/seg. del 4.6.2013).

Massima: Il patteggiamento è possibile, prima della chiusura del dibattimento.

Decisione T.N.A.S.–C.O.N.I.: Lodo arbitrale del 13 Dicembre 2010 –  www.coni.it

Decisione impugnata: Delibera della CGF pubblicata sul C.U. n. 225/CGF del 20 aprile 2010

Parti: SIG. G.G./ FEDERAZIONE ITALIANA GIUOCO CALCIO

Massima TNAS:  (3) Nel procedimento disciplinare della FIGC, il patteggiamento deve essere equiparato alla sentenza di condanna passata in giudicato in relazione all’accertamento di un previo fatto illecito commesso dalla stessa persona all’interno dello stesso ordinamento settoriale.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 06/CDN  del 08 Luglio 2009  n. 4 - www.figc.it Impugnazione - istanza: (290) – Deferimento del Procuratore Federale a carico di: L. S.(calciatore tesserato per la Soc. US Pro Vercelli), V. F. (Dirigente della Soc. US Pro Vercelli Calcio Srl), V. P. (Presidente legale rappresentante della Soc. US Pro Vercelli Calcio Srl) e della società US Pro Vercelli Calcio Srl (nota n. 7323/860pf08-09/AM/ma del 13.5.2009) Massima: E’ inammissibile la richiesta di patteggiamento sia per la carenza di valida procura speciale sia per la mancanza di accordo sulla quantificazione della pena.

 

Decisione C.D.N.: Comunicato Ufficiale n. 9/CDN del 4 ottobre 2007 n. 1 - www.figc.iT

Impugnazione - istanza: Deferimento del Procuratore Federale a carico di: P. D’A.(osservatore arbitrale) per violazione art. 1 CGS e dell’art. 37 comma 2 lett. b) e j) oggi trasfuso art. 40 comma 3 lett. c) e m) del regolamento AIA (nota n. 281/406pf06-07/sp/ma del 6.8.2007).

Massima: Il deferito può avanzare istanza di applicazione di sanzioni ai sensi dell’art. 23 CGS, sulla quale esprime il proprio consenso il Procuratore Federale e la Commissione Disciplinare può comminare la sanzione disponendo che la stessa è stata già scontata per effetto della sospensione in via cautelare.

 

 

 

 

 

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