Decisione C.F.A.: Motivazione  pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 033/CFA del 09 Ottobre 2015 e  su  www.figc.it

Decisione impugnata: Delibera del Tribunale Federale Nazionale    Sezione Disciplinare Com. Uff. n. 21 /TFN del 14.9.2015

Impugnazione – istanza: 1. RICORSO PROCURATORE FEDERALE AVVERSO L'ORDINANZA DECISORIA DEL TRIBUNALE  FEDERALE  NAZIONALE   PER  LA  RINNOVAZIONE  DEL DEFERIMENTO A CARICO DI: -  SIG.   S.C.,   ALL'EPOCA   DEI   FATTI   DIRETTORE   SPORTIVO DELLA SOCIETA U.S.D. CAVESE 1919; -  SIG. G.L., ALL'EPOCA DEI FATTI DIRETTORE GENERALE DELLA SOCIETA U.S.D. CAVESE 1919; -  SIG.  L.A.,  ALL'EPOCA  DEI  FATTI  ADDETTO  STAMPA-            COLLABORATORE DELLA SOCIETA U.S.D. CAVESE 1919: -  SOCIETA U.S.D. CAVESE 1919, NOTA N. 12535/1030 PF14-15 SP/MA DEL 23.6.2015

Massima: E’ inammissibile il ricorso alla Corte da parte della Procura Federale avverso l’ordinanza con la quale il TFN ha disposto la restituzione degli atti alla Procura per la rinnovazione del deferimento, una volta individuati i corretti indirizzi cui effettuare la relativa notifica. Dirimente in tal senso si rivela lo scrutinio della ritualità del mezzo qui in rilievo che risulta proposto avverso un provvedimento di mera restituzione degli atti all'organo requirente di cui occorre chiarire la sostanziale natura giuridica. Tanto in ragione del fatto che restano conoscibili da parte di questa Corte i soli provvedimenti del Tribunale federale a livello nazionale concretanti delle "decisioni". Com'e  noto,  sul  piano dell'ordinamento  generale  e  possibile  tracciare  una netta demarcazione tra i provvedimenti che il giudice può assumere nel corso del processo, all'uopo distinguendosi le sentenze dalle ordinanze (inconferenti ai fini qui in rilievo sono i cd. decreti): la differenza sostanziale sta nel fatto che la decisione con sentenza (atto squisitamente decisorio) spoglia it giudice del potere di decidere la questione che ne e oggetto; mentre la decisione con ordinanza (tipico atto di natura ordinatoria o istruttoria) non priva il giudice del potere di ritornare sopra quanto già deciso. Da questa differenza sostanziale l'ordinamento fa discendere la diversità dei rimedi esperibili contro i due provvedimenti: i mezzi d'impugnazione (ordinari o straordinari) per la sentenza, la semplice richiesta di modifica o revoca per l'ordinanza, non essendo essa provvedimento idoneo al giudicato. Orbene, l'ordinamento federale, retto da una logica di semplificazione, non reca al proprio interno una disciplina minuziosa sulla tipologia delle pronunce degli organi di giustizia sportiva, ciò nondimeno e possibile anche in tale ambito replicare i postulati di ordine generale ed assegnare valenza di "decisioni" a quei provvedimenti che, indipendentemente dalla formula utilizzata, riflettono un'effettiva portata decisoria siccome idonei a produrre, con efficacia "di giudicato", effetti di diritto sostanziale (estinzione    modifica- costituzione di situazione giuridiche) nella sfera giuridica delle parti del procedimento. Tanto premesso, deve rilevarsi che il provvedimento qui in rilievo, piuttosto che recare statuizioni sulla res iudicanda,  si limita a prevedere disposizioni di carattere ordinatorio prescrivendo a carico dell'organo requirente adempimenti meramente funzionali all'ulteriore trattazione della causa. Viene cioè in rilievo una pronuncia volta unicamente a governare, a presidio della effettività del principio del contraddittorio, la corretta introduzione del procedimento senza in alcun modo statuire in via definitiva sullo stesso. Ciò nondimeno, l'opzione ermeneutica qui privilegiata non si risolve nella privazione delle facoltà di tutela spettanti alla parte che si ritenga pregiudicata da tale provvedimento, tutela che, a giudizio di questa Corte, ben può esplicarsi nella stessa sede in cui il provvedimento fu pronunciato in omaggio al  principio proprio del processo civile    alla cui logica e ispirato anche il procedimento sportivo - della modificabilità c/o revocabilità degli atti dell'organo decidente che non definiscono il procedimento. L'appellante - in aggiunta e/o alternativa alla puntuale cura dell'onere di adempimento dell'ordine del giudice di primo grado di rinnovare la notificazione dell'atto di deferimento - ben avrebbe potato, ed in astratto ricorrendone le condizioni potrebbe ancora, per le ragioni prima esposte estendibili alla fattispecie, promuovere un riesame del provvedimento qui (irritualmente) gravato dinanzi allo stesso giudice che l'aveva pronunciato.

 

Decisione C.G.F.: Comunicato ufficiale n. 273/CGF del 24 Aprile 2014 con motivazioni pubblicate sul Comunicato ufficiale n. 293/CGF del 13 Maggio  2014  su  www.figc.it

Decisione Impugnata: Delibera del Giudice Sportivo presso la Divisione Calcio a 5 – Com. Uff. n. 727 del 15.4.2014

Impugnazione – istanza: RICORSO A.S.D. ASTI CALCIO 5 AVVERSO DECISIONI MERITO GARA MARTINA/ASTI CALCIO A 5 DEL 12.4.2014

Massima: E’ inammissibile il ricorso alla Corte avverso il provvedimento del G.S. che ha rimesso gli atti alla Procura Federale affinchè svolgesse le relative, necessarie indagini

 

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